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Newsletter: anno 2, n. 1, dicembre 2003.



NEWSLETTER DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E RICERCA PER LA CITTADINANZA ATTIVA

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INDICE
1.    TELEPORTO 50 AD ANCONA: UN'UTOPIA PER ANDARE
2.    ATTIVITÀ DEL CENTRO
3.    NUOVI LIBRI
4.    PRESENTAZIONE DI UN LIBRO: "IL CROLLO" DI CHINUA ACHEBE
5.    UN ANNO DALL'INSEDIAMENTO DI "LULA"
6.    LA MUSICA DEL BRASILE DI "LULA"
7.    1ST DECEMBER: FIGHT AIDS!
8.    THE CONTRIBUTION OF WOMEN TO THE CONSOLIDATION OF PEACE
9.    BILANCIO SOCIALE: STA A NOI LA DIFFERENZA
10.  SEI MESI PER L'EUROPA. UN ALTRO FUTURO PER IL MONDO. 17 DICEMBRE AD
ANCONA INCONTRO DELLE ONG
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1. TELEPORTO 50: UN'UTOPIA PER ANDARE
Martedì 9 dicembre 2003 è stata ufficialmente presentata alla stampa locale
Teleporto 50, la tv di quartiere nata ad Ancona, un canale da e per il
quartiere che tratterà prettamente di tematiche sociali, immigrazione,
minoranze, servizi e disservizi alla cittadinanza, cultura, donne e pari
opportunità.
Certo si potrebbe puntualizzare sugli approcci paradossali tutti italiani
che vogliono dibattiti sul pre-illegale e l'illegale sparato da una bella
conferenza stampa pubblica - ormai però siamo avvezzi all'illegale
celebrato, no, con i leder politici contemporanei. Forse allora più
interessante in questa sede - e soprattutto di questi tempi - è soffermarsi
sul messaggio che l'apertura di una tv del genere vuol dare nel deserto
mediatico (o giungla al macero?) che passa e invade indisturbato le nostre
menti. Sembrava impossibile - dicono alcuni - invece la Gasparri eccola qua:
servita. Certo, l'intervento del Presidente della Repubblica Ciampi che non
ha firmato la legge prova a rimescolare le carte almento per un attimo. E
tentativi un po' obsoleti e forse non più così incisivi né divertenti come
Raiot sarebbero passati del tutto indisturbati e inefficaci, non fosse stato
per la censura. E' bello notare come il popolo italiano si risvegli solo in
presenza di spettri del passato o grandi parole ad effetto (ma in fondo non
fa anche questo parte di quello che il mediatico odierno ci ha insegnato?)
per cui può rimanere del tutto indifferente al pestaggio di un immigrato o
una Bossi-Fini, ma rizza le orecchie al solo pronunciare "fascismo" e
"neo-fascismo". L'equazione non cambia: si può accettare il governo attuale
(così come del resto quello precedente) e tutti i soprusi informativi finché
non appare lo spettro della censura su un programma la cui utilità è stata
solo quella di essere stato vietato. Chissà se nel prendere questa misura
quelli della Rai hanno avuto il sospetto che avrebbero ottenuto l'effetto
contrario o invece le uova si sono rotte nel paniere inaspettatamente.?
Rimane un dato di fatto: se in Italia si poteva già constatare una grave
mancanza di libertà e pluralità d'informazione, così ne abbiamo avuto una
semplice conferma.
Teleporto nasce come smentita. Si accettano già scommesse su quanto la
lasceranno trasmettere e quanta gente davvero riuscirà a raggiungere o
sensibilizzare (sarà visibile sul canale 50 dal Duomo alla Stazione
ferroviaria del capoluogo regionale).
Ad altri ancora può sembrare una semplice e inutile utopia; ma forse il
poter fare qualcosa, l'andare da qualche parte, è insito nella natura umana
e allora sull'apertura di questa Tv di quartiere chiudiamo con un'immagine
in cammino:
"La utopia es come el horizonte / si das dos pasos hacia el / el se mueve
dos pasos / si das dos pasos mas / se mueve / dos pasos mas / ci y entonces
/ para que sirve la utopia? / Pues sirve para andar.
L'utopia è come l'orizzonte / se fai due passi verso di lui / si muove di
due passi / se fai ancora due passi / si muove di due passi ancora / e
allora a che serve l'utopia? / Beh, serve per andare."
(E. Galeano)

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2.  ATTIVITÀ DEL CENTRO
Il Centro di Documentazione e Ricerca per la Cittadinanza Attiva è aperto il
Martedì e Giovedì dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
È attivo il servizio di consultazione libri e riviste e di prestito libri.
Gli articoli e i libri citati in questa newsletter sono tutti reperibili al
Centro.
Se avete libri da proporre per l'acquisto fatevi sentire!!!!!

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3.  NUOVI LIBRI
Continuiamo con l'elenco dei nuovi libri:

1)   Gruppo Editoriale L'Espresso "MicroMega 3/2003 "
2)   Capaccioni Giovanni  "Uomini o immigrati?"
3)    Dal Lago Alessandro "Non-persone - L'esclusione dei migranti in una
società globale"
4)   Gariazzo Giuseppe  "Breve storia del cinema africano"
5)   Bové José - Dufour François "Il mondo non è in vendita"
6)   Fromm Erich  "Avere o essere"
7)   Platone "Teoria delle idee"
8)   Smith Adam "La ricchezza delle nazioni"
9)   Achebe Chinua "Il crollo"
10) Kpan Teagbeu Simplice "La danza fuori dal cercho"
11) Chatwin Bruce "Il viceré di Ouidah"
12) Géza Ottlik "Scuola sulla frontiera"

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4.  IL CROLLO
Il crollo è indubbiamente la più grande opera letteraria sull'Africa
coloniale ed è stato il primo romanzo in cui la storia africana sia stata
affrontata da un punto di vista africano. Scritto nel 1958, Il crollo è oggi
riconosciuto come il grande classico della letteratura dalla parte degli
africani, un Cuore di tenebra africano.
 L'azione si svolge nella terra degli Ibo, nell'est dell'attuale Nigeria,
nel periodo in cui arrivano i primi uomini bianchi, soldati e missionari. Il
protagonista è un influente guerriero, incarnazione dei valori tradizionali,
roccioso e inflessibile, che sarà trascinato da un'incalzante ondata di
fatalità a una fine ignominiosa. Achebe racconta con forza ineguagliabile l'
annientamento parallelo dell'uomo e della società in cui vive, sotto i colpi
della forza militare occidentale e dell'assalto culturale teso a distruggere
le antiche credenze e usanze. Lo scrittore non ritrae la società idilliaca
del buon selvaggio, ma una comunità viva percorsa da contraddizioni, una
comunità però animata da una vita morale e spirituale di grande dignità.
Chinua Achebe, nato a Ogidi in Nigeria nel 1930, è considerato uno dei
massimi scrittori africani e del mondo. Nel 2002 è stato insignito del
prestigioso  Premio per la Pace nel corso della Fiera del Libro di
Francoforte.
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5.  UN ANNO DALL'INSEDIAMENTO DI "LULA"
È passato poco più di un anno da quando Luiz Inacio Lula da Silva ha vinto
le elezioni diventando Presidente della Repubblica Federale del Brasile.
Gilles de Staal sull'ultimo numero di Le Monde Diplomatique pubblicato oggi
analizza il lavoro compiuto nel corso di questo periodo da Lula. La parola
chiave per comprendere bene questa prima fase è quella di transizione. Essa
intende suggerire l'esistenza di un graduale passaggio dalla condizione
precedente all'insediamento del leader del PT fino al completo dispiegamento
delle sue politiche. Nell'articolo emergono chiaramente due aspetti. Da una
parte sembra che il Paese abbia progressivamente superato il suo dissesto
finanziario: l'indice di rischio è tornato ad un livello normale, la
bilancia commerciale ha ritrovato il suo surplus come una decina di anni fa,
i consumi sono in ripresa, etc. Tutto bene, dunque? No. Perché cominciano
anche a serpeggiare alcuni problemi. Vi interessa sapere quali sono o se è
finita la sbornia e ci si sveglia ora con la reçaca? Recuperate Le Monde o
venite a leggerlo qui al Centro.
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6. LA MUSICA DEL BRASILE DI "LULA"
Siamo in periodo di regali di natale e tra i tanti oggetti che vi tentano
noi proviamo a suggerire i nomi di alcuni artisti brasiliani in voga nel
Brasile di Lula. Certo si può fare sempre la scelta dei classici come
Gilberto Gil (Ministro della Cultura di Lula) o Caetano Veloso oppure Tom
Zé. Altrimenti seguendo il consiglio di Le Monde vi facciamo un po' di nomi:
Lenin (danze rurali, riff rock, tamburelli con campanacci e sampler
elettronici), Silverio Pessoa che suona il Forro (musica e danza popolare
del Nordeste che si suona con il violino, le percussioni e la fisarmonica),
Totonho, Naçao Zumbi, Pedro Luis, DJ Dolores, O'Rappa o Cabruêra. Oppure
potete benissimo appassionarvi al mangue-beat (traducibile come il suono
della zona) movimento del Pernambuco che è stato impersonato da Chico
Science di Recife. Chico, morto poco più che trentenne nel febbraio del
1997, è stato tra i primi a mescolare il suono delle favelas, le lezioni dei
maestri di musica e le parole raccontate per descrivere la miseria. Il suo
influsso è straordinariamente presente proprio nel Brasile di Lula . Tra i
suoi cd vi consigliamo: Da lama ao caos, Afrociberdelia.
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7. 1ST DECEMBER 2003: FIGHT AIDS!
This year's Aids Day theme was "Live and let live", the campaign encourages
both individuals and institutions to reflect on how they respond to those
living with HIV and AIDS. When someone feels safe within their own
community, they are more likely to take responsibility for their HIV status.
This is why it is so important for all of us to examine our own attitudes.
We need to ask ourselves: are we helping to create an environment where
people can take responsibility for themselves and others? Or do our
attitudes contribute to an environment of shame, fear and denial that
prevents people from taking action? Only by confronting stigma and
discrimination across the world will the fight against HIV/AIDS be won. For
more information visit www.unaids.org
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8.  THE CONTRIBUTION OF WOMEN TO THE CONSOLIDATION OF PEACE
This year's Nobel Peace Prize winner became Iran's Shirin Ebadi. Ms Ebadi,
56, a reformist lawyer, is the first Muslim woman to receive the Nobel peace
prize and sent a bold anti-war message to the west, accusing it of hiding
behind the September 11 attacks to violate human rights. Ebadi also slammed
Washington for ignoring U.N. resolutions in the Middle East while using them
as a pretext for launching a war in Iraq; and also criticized what she
called breaches of the Geneva conventions at the United States' Guantanamo
military prison in Cuba. Ms Ebadi also pointed a finger at her own
government, urging Tehran to accept that reform is inevitable. "In fact, it
is not so easy to rule over a people who are aware of their rights using
traditional, patriarchal and paternalistic methods," she said.
Ms Ebadi became Iran's first female judge before the 1979 Islamic revolution
forced her to step aside in favour of men - in 2000, she was jailed as a
result of one of her high-profile legal cases. A tireless campaigner for
women's and children's rights, she has challenged fundamental articles of
Iranian law such as those saying a woman's life is worth half that of a man
or that a woman needs her husband's permission to leave the country.

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9. BILANCIO SOCIALE: STA A NOI LA DIFFERENZA
Si è tenuto il 14 dicembre 2003, presso il Circolo Africa il quarto incontro
del corso Altre Economie dedicato al bilancio sociale. Pensiamo oggi, a
mente fredda, che valga la pena fare qualche breve considerazione in merito.
Scegliamo di parlare di questo incontro non perché lo crediamo il più
prestigioso o importante del corso - tutti gli incontri hanno lo stesso
valore - ma perché ha sorpreso molti di noi. Pochi infatti credo abbiano
davvero un'idea precisa di cosa sia un bilancio sociale, come viene redatto
e soprattutto quali sono le informazioni in esso contenute. Noi avevamo ben
poche conoscenze in merito. Cercheremo di fare mente locale su quello che ci
ha colpito di più; il bilancio sociale nasce dall'idea di responsabilità
sociale d'impresa nei confronti dei consumatori, fornitori, clienti e tutte
le realtà con cui l'impresa viene a contatto. Qualcosa, quindi, di interno;
ma cos'è, in concreto? Abbiamo esaminato insieme il primo bilancio sociale
della Banca Popolare di Ancona e a molti di noi è sembrata più una
sponsorizzazione sulle tante e belle attività della banca che non quello che
ci aspettavamo da un documento del genere: informazioni oggettive sui
comportamenti di un'impresa (in questo caso creditizia) in relazione a
determinate tematiche (ambiente, contratti di lavoro, cultura, impatto
economico e sociale sul territorio in generale) - rapporto risparmio e uso
reale che ne viene fatto, notizie su particolari progetti finanziati.
La relatrice Silvia Santilli - che ha curato la stesura di questo bilancio -
ci ha spiegato che non essendovi ancora un obbligo normativo, né una
certificazione prevista e nemmeno una sorta di linea guida alla redazione
(tranne le indicazioni date da alcune associazioni di categoria come l'ABI)
è già tanto che un'impresa o una banca decidano di iniziare la redazione di
un bilancio sociale. Secondo noi non c'è stato ancora il coraggio di
mettersi davvero a nudo, ma abbiamo capito anche la solita, fondamentale,
questione: non si può sempre restare in passiva attesa. La Santilli ci
diceva che le motivazioni alla redazione del bilancio sociale sono tre:
- per moda (e noi abbiamo suggerito che il seguire una moda del genere è
oggi soprattutto una mossa di marketing);
- un adeguamento alle esigenze espresse da gruppi particolari di interesse
(utenti, ambientalisti, risparmiatori.);
- l'auspicabile convinzione reale, figlia di una filosofia nuova che crede
davvero nell'importanza di adottare determinati comportamenti in ambito
sociale;
Al termine dell'incontro ci è sembrato più che mai chiaro ed importante lo
"STA A NOI FARE LA DIFFERENZA": l'unica mediazione tra la mossa di marketing
e la vera convinzione auspicabile ma tuttora piuttosto assente è nella
capacità degli utenti di ogni tipo di chiedere a voce alta cosa vogliono
sapere e perché e soprattutto adeguare le nostre azioni quotidiane di
conseguenza. Anche, perché no, a partire dalla scelta di togliere i propri
risparmi da quelle banche che ci convincono poco!
(Ricordiamo che presso il Centro Documentazione potete trovare copia di
questo bilancio sociale e gli atti dell'icontro)

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10.SEI MESI PER L'EUROPA. UN ALTRO FUTURO PER IL MONDO. 17 DICEMBRE AD
ANCONA INCONTRO DELLE ONG
L'ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE, in occasione del semestre di Presidenza
italiana del Consiglio dell'Unione europea, promuove la Campagna di
sensibilizzazione "Sei mesi per l'Europa, un altro futuro per il mondo" .
Finalità della Campagna è ottenere dal governo italiano e dalle istituzioni
europee politiche coerenti a sostegno della pace e dello sviluppo nel mondo,
nel quadro del contributo europeo alla realizzazione degli Obiettivi di
sviluppo del Millennio.
La Campagna intende inoltre stimolare l'Unione Europea a fare chiarezza e a
distinguere tra politiche di sicurezza, commercio estero e cooperazione
internazionale.
In questo senso, è importante che la Costituzione europea accolga un
articolo che ripudi la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e
definisca una politica estera europea improntata ai valori della solidarietà
internazionale.
Nel quadro di questa campagna COOPI è stata incaricata dell'organizzazione
di un evento pubblico locale intitolato "emergenze mediatiche e emergenze
dimenticate" che si terrà Mercoledì 17 dicembre alle h. 21 alla sala
audiovisivi del Comune di Ancona, in Via Bernabei.
Interverranno:
Sergio Marelli, presidente dell'Associazione ONG italiane "Presentazione
della campagna Sei mesi per l'Europa, un altro futuro per il mondo"
Michele Romano, Direttore di COOPI - Cooperazione Internazionale "Aiuti
umanitari, rafforzamento della pace e ricostruzione: la posizione delle ONG
italiane"

Davide Martina, Coordinatore del gruppo di lavoro sugli aiuti umanitari
della campagna Sei mesi per l'Europa, un altro futuro per il mondo "Lavorare
nell'emergenza: tra partecipazione emotiva e professionalità"
Gelsomina Viscione, Volontaria CVM in Etiopia, "AIDS:numeri e volti di una
tragedia che ci riguarda"
Verrà inoltre Proiettato il video "Congo: emergenza dimenticata".
Partecipate numerosi!
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Il numero 24 di questa newsletter è stato spedito a 2.937 indirizzi, per
segnalazioni e suggerimenti scrivete a segreteria@circoloafrica.org .

I prossimi numeri usciranno nelle seguenti date:

13 e 27 gennaio 2004,
10 e 24 febbraio 2004,
9 e 23 marzo 2004,
6 e 20 aprile 2004,
4 e 18 maggio 2004,
1° e 15 giugno 2004
.



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