RETE PACE PER IL CONGO - CONGO ATTUALITA' N°18 - Speciale sul Dialogo Intercongolese: Parte III






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CONGO ATTUALITA' N°18
Speciale sul Dialogo Intercongolese: Parte III
17 maggio 2002




SOMMARIO

EDITORIALE: Non ci sara' un Martin Luther King congolese?
1. L'ACCORDO PARZIALE
I giorni dell'accordo
Il contenuto dell'Accordo
Primi commenti all'Accordo parziale
2. QUEL CHE ACCADE SUL TERRENO
All'Ovest
A Sud
Nella provincia Orientale
A Kisangani
Nel Maniema
Nel Nord Kivu
A Bukavu e dintorni
Nella Piana di Uvira
Sugli Altopiani d'Uvira
3. LA POLITICA INTERNA, DOPO SUN CITY
4. INIZIATIVE INTERNAZIONALI



EDITORIALE
Non ci sara' un Martin Luther King congolese?

E' difficile seguire la complessita' delle vicende di un Paese e tanto piu' darne una valutazione. Ci disse un giorno una rappresentante del popolo Tuareg del Mali che aveva firmato la pace nel suo Paese che essa comporta sempre dei compromessi, che sono pero' un prezzo da pagare di fronte all'alto valore della pace. Riguardo al futuro della Repubblica Democratica del Congo, di compromessi se ne sono visti in queste settimane e forse non ancora abbastanza, perche' l'accordo raggiunto e' ancora parziale. Non siamo esperti di politica e non sappiamo qual e' il limite del compromesso accettabile. Pero' una cosa ci inquieta ancora in questo tempo: la serie innumerevole di violenze quotidiane, gravi, gravissime nell'Est del paese.
La popolazione e' veramente un agnello nella fossa dei leoni.
Chi se ne prende cura? E anche noi che abbiamo quotidiana notizia del suo dramma continuo ci sentiamo prendere dalla stanchezza di essere semplicemente dei segretari dell'orrore, rilanciando al mondo i soprusi quotidiani.
Certo che bisogna farlo.
Ma fino a quando? Basta essere dei registratori? Noi ci domandiamo: poiche' chi ha possibilita' di difendere la popolazione non se ne cura, anzi e' in prima fila nell'opprimerla, non ci sara' in mezzo al popolo un Martin Luther King, un Gandhi che, convinca tutti alla nonviolenza, che e', si', una strada di sofferenza, ma quanta non ne ha gia' incontrata la gente? Non ci sara' qualcuno che, formatosi a quest'ardua disciplina, chieda a tutta una popolazione il coraggio di azioni nonviolente anche estreme, come l'astensione ad oltranza dal cibo, o di tutte le donne dal lavoro, o dal pagare le tasse e cosi' via? Forse non c'e' altra scelta per dire no alla violenza, al basso, la' dove si esercita indisturbata e tremenda al di la' e a prescindere da qualsiasi accordo.
Forse anche noi potremmo dar loro man forte.
Se tutti insieme usassimo con decisione l'arma della nonviolenza attiva per dire che cosi' non si puo' andare avanti...
Che ne dite?



1. L'ACCORDO PARZIALE

--- I giorni dell'Accordo
Il 17 aprile '02 ha avuto luogo quello che Olivier Kamitatu (MLC) ha chiamato: "compromesso storico". Hanno previsto il RCD/Goma alla Presidenza dell'Assemblea Nazionale e l'opposizione politica a quella del Senato.
Secondo Reuters, l'accordo e' stato approvato dall'80% dei 368 delegati.(1)
Il Presidente sudafricano Mbeki e il Facilitatore Masire hanno cercato in ogni modo di allargare il consenso, anche prolungando il dialogo con un numero ristretto di partecipanti, ma il Governo e il MLC hanno giudicato il parziale accordo sufficiente per partire. Il RCD/Goma ha tentato di ottenere la prosecuzione del dialogo, a gruppo ristretto, ma non l'ha ottenuta. Il segretario generale del RCD/Goma Ruberwa ha fatto sapere che questo accordo non durera' neanche un giorno. Il 19 aprile il presidente dell'UDPS Etienne Tshisekedi riafferma la scelta nonviolenta del suo partito e insieme "il diritto e il dovere di disobbedire e di dare scacco a chiunque, singolo o gruppo, prenda il potere o l'eserciti con la forza, in violazione dei testi fondamentali consensualmente fissati per la gestione del Paese".(2) Lungo le giornate del Dialogo sono stati approvati 37 testi giuridici, su tutti gli aspetti della vita congolese.
All'alba del 20 aprile Masire sospende i lavori.
Insieme a Mbeki propone che una commissione ristretta (di 5 persone per grande componente e 3 per le altre componenti) continui a trattare le questioni delicate.(3) Se questo avverra', non si fara' pero' a Sun City, perche' tutte le delegazioni sono partite.
L'Assemblea ha accettato la proposta, che va meglio definita.
Infatti non c'e' accordo su questa proroga: i delegati sono partiti senza accordi precisi su una eventuale prosecuzione. 22 aprile: L'Uganda manifesta soddisfazione per l'accordo concluso, felicita espressamente Bemba e si impegna a incoraggiare tutti i Paesi, Rwanda compreso, a rispettare l'accordo.(4) 23 aprile: da Valenza, in Spagna, Belgio, Francia e Gran Bretagna salutano "gli importanti progressi ottenuti". Esortano tutte le parti congolesi a "continuare i negoziati e a raggiungere la dinamica politica che si e' messa in moto e ad astenersi da ogni iniziativa suscettibile di impedirla o di condurre a una ripresa delle ostilita".(5) Anche i Presidenti di Tanzania e Zambia salutano l'Accordo, come pure il Rappresentante speciale dell'ONU, Amos Namnaga Ngongi, il quale afferma di aver esaminato con il presidente Kabila la possibilita' di continuare le discussioni, affinche' le parti non firmatarie possano aderirvi. Quanto al RCD/Goma e ai principali partiti di opposizione, fanno pressione su Kinshasa per continuare le discussioni. Il RCD mantiene a Sun City per una settimana una delegazione in vista di una ripresa dei negoziati, e denuncia il rafforzamento delle truppe governative e alleate sulle linee del fronte e mette in guardia Kinshasa da ogni provocazione militare.(6) Il 24 aprile, in un discorso alla televisione congolese, il Presidente Kabila dichiara che per parte sua il Governo rimane aperto ai negoziati con il Rwanda, il RCD/Goma e i loro alleati dei partiti politici, promettendo ogni sforzo per convincerli a implicarsi nell'accordo-quadro di Sun City, al quale, secondo lui, ha aderito l'80% dei delegati. Ha promesso nel miglior lasso di tempo un gruppo di lavoro composto da tutte le parti rappresentate a Sun City per preparare una Costituzione per i 30 mesi della transizione e per determinare il calendario d'installazione delle istituzioni della transizione. Intanto, un gruppo d'esperti del governo esaminera' le modalita' della libera circolazione delle persone e dei beni sull'insieme del territorio sotto loro controllo.(7) Il 25 aprile il governo rwandese denuncia l'Accordo di Sun City, dicendo che tale accordo ignora le altre parti del dialogo.(8) Il com. Songolo Nura del RCD/Goma dichiara che gli alti quadri del RCD sono pronti ad accettare l'accordo di Sun City e che lui stesso e' pronto a condurre a Kinshasa, nei prossimi giorni, una delegazione di 30 ufficiali influenti del RCD per incontrarvi il presidente Kabila: "C'e' una netta frattura nel RCD. - ha detto - Alcuni Congolesi desiderano che si costituisca un esercito nazionale e un nuovo governo che ci condurra' alle elezioni. Noi siamo stati le marionette del Rwanda, ne abbiamo abbastanza e abbiamo deciso di andarcene". Essi esprimerebbero al Governo il loro accordo per assumere la presidenza del Parlamento. (9) Il 26 aprile il MLC annuncia l'invio a Kinshasa di sei negoziatori "per incontrarvi gli esperti del Governo e delle altre componenti in vista della redazione di un progetto di Costituzione".
L'OUA sollecita la conclusione di un "accordo globale e senza esclusiva".
Onusumba, capo del RCD/Goma chiede alla comunita' internazionale pressioni su Kabila e Bemba perche' tornino al tavolo dei negoziati.(10) L'Unione Europea esprime rincrescimento per la non totalita' dell'accordo, ma considera l'accordo parziale un passo positivo e invita tutte le parti alla responsabilita', nel quadro degli Accordi di Lusaka. Esorta soprattutto il Rwanda a esercitare il suo influsso sul RCD/Goma perche' rispetti la volonta' di pace manifestata a Sun City.(11) Il 27 aprile: in un comunicato congiunto, Rwanda e Uganda esortano i Congolesi a proseguire i negoziati, per un accordo globale inclusivo. Il 28 aprile, la Banca Mondiale annuncia un prestito di 450 milioni di dollari al Congo per rilanciare la sua economia, al tasso di 05%, rimorso entro 30-40 anni.(12) Il 29 aprile, l'Ambasciata Statunitense saluta il progresso realizzato nel Dialogo e invita tutti i Congolesi a proseguire gli sforzi per un "accordo inclusivo".(13) Il 1. maggio, l'Angola annuncia che i tre paesi alleati del Congo spingeranno tutti gli attori della guerra a ricongiungersi all'accordo di spartizione del potere per una soluzione politica della crisi.

--- Il contenuto dell'Accordo
Ecco in sintesi l'accordo firmato nella notte del 19 aprile.
Art.1.
Durante la transizione:
- Joseph Kabila e' il Presidente della Repubblica;
- Jean-Pierre Bemba e' Primo ministro (cioe' capo del Governo e Presidente del Consiglio dei Ministri);
- Il Presidente dell'Assemblea Nazionale verra' dal RCD;
- Il Presidente del Senato verra' dall'Opposizione politica non armata;
- Le istituzioni cittadine, cioe': la Commissione Elettorale Indipendente, l'Alta Autorita' dei Media, la Commissione Verita' e Riconciliazione, l'Osservatorio Nazionale dei Diritti Umani, la Commissione d'Etica e della Lotta contro la corruzione, saranno presiedute dai rappresentanti della Societa' Civile (Forze Vive).
Art. 2.
Le istituzioni della transizione sono: il Presidente della Repubblica; l'Assemblea Nazionale; il Senato; il Governo; i Corsi e tribunali.
Art. 3.
Il Presidente della Repubblica, garante dell'unita' nazionale, promulga le leggi, comanda le forze armate, nomina e revoca, con il contrassegno del Primo ministro, i vice-primi ministri, i ministri e i vice-ministri, nonche' gli alti funzionari dello Stato, delle forze armate, delle imprese pubbliche.
Art. 4.
Le proposte di nomina o revoca da parte del Primo Ministro al presidente della Repubblica saranno effettive sette giorni dopo, se il Presidente non prende posizione.
Art. 5.
Il Presidente esercita il comando delle Forze armate mediante il Consiglio superiore della difesa, da lui presieduto.
Art. 6.
Il Primo ministro presiede il Consiglio dei Ministri.
Art. 7.
Per formare il Governo, le componenti del Dialogo: il governo, il MLC, il RCD, l'Opposizione politica, le Forze vive, Il RCD_ML, il RCD-National, i Mayi-Mayi segnalano al Primo ministro i loro candidati.
Art. 8.
Il Governo conduce la politica della nazione, come definita a Sun City.
L'Assemblea nazionale controlla il Governo, i servizi e organismi pubblici dello Stato, mediante la domanda scritta, la commissione d'inchiesta e l'interpellanza.
Art.9:...
I ministeri di collaborazione tra il presidente della Repubblica e il Governo sono: gli Affari esteri, la difesa, l'interno. Art. 10: Il Primo ministro tiene informato il Presidente della Repubblica degli affari dello stato.
Art. 11.
Assemblea Nazionale: 425 membri, "deputati", designati dalle componenti ed entita' presenti ai negoziati.
Art. 12.
Il Senato assicura la rappresentanza delle province e della citta' di Kinshasa.
E' composto da 65 membri.
Nessun gruppo puo' avere piu' di un membro.
Il senato e' arbitro nei conflitti tra istituzioni.
Elabora il pre-progetto di costituzione e di istituzioni per dopo la transizione.
Art. 13.
Formazione di un esercito nazionale, ristrutturato ed integrato, comprendente: uomini del Governo, del RCD, MLC, del RCD/ML, del RCD/N e dei Mayi-Mayi. Il meccanismo sara' predisposto dalle autorita' delle istituzioni politiche della Transizione.
Art. 14:
verranno designati il Presidente della Corte Suprema di Giustizia e il Procuratore generale della Repubblica.
Art. 15:
Sicurezza a Kinshasa.
Art. 16.
Fiducia reciproca fra le altre cariche dello Stato.
Art.17.
Un gruppo di lavoro che rappresenti tutti, elaborera' un progetto di costituzione per la transizione.
Art. 18.
Questo accordo realizza la riunificazione dei territori sotto controllo di tutte le componenti ed entita' belligeranti.
Art. 19.
Impegno a mettere in pratica con sollecitudine l'accordo.
Art. 20.
Invito alla comunita' internazionale a sostenere l'accordo.

Firmano: Governo della RDC; MLC di Bemba, RCD-ML, (Wamba Dia Wamba, Nyamwisi, Tibasima), RCD-Nazionale (Roger Lumbala); Mayi-Mayi; Opposizione Politica; Societa' Civile. Astenuti: RCD/Goma; parte dell'Opposizione politica (UDPS, PALU, FONUS), parte della societa' civile.

---Primi commenti all'Accordo parziale
- Varie voci delle Chiese a Kinshasa hanno salutato positivamente quest'accordo parziale, ma hanno detto che deve tendere a divenire totale. Tuttavia una voce afferma che Bemba ha le mani sporche di sangue e che il governo deve essere affidato alla societa' civile (14) - Il quotidiano di Kinshasa Le Potentiel critica aspramente l'Accordo, dicendo che "Jean-Pierre Bemba e' il solo beneficiario del Dialogo intercongolese. Il governo di Kinshasa che si dice Governo della Repubblica ha abbandonato i compatrioti di Bukavu, Goma, Kindu, Uvira, Kisangani ecc tra le mani degli aggressori, mentre avrebbe potuto concedere ancora un po' al RCD/Goma per salvare il maggior numero."(15) Mentre, dice il giornalista, il MLC non costituisce la vera ribellione e si accontenta di alcuni villaggi nella grande foresta equatoriale del nord del paese, "il RCD controlla tutto il Kivu e la Provincia Orientale, cioe' quattro province intiere, grandi parti del Katanga e i due Kasai.". Cosi', i Congolesi "non hanno avuto ne' la pace, ne' l'unita' del paese, ne' la fine dell'occupazione". E propone di "reinventare un nuovo quadro di negoziati, perche' l'Accordo di Lusaka e' stato reso caduco". - All'Est, in un documento, i deputati del Sud-Kivu al Parlamento di Transizione, approvano l'accordo e chiedono alla Comunita' internazionale di far pressione perche' le truppe straniere escano dal Paese, di sanzionare diplomaticamente e negare ogni sostegno finanziario a chiunque volesse rilanciare la guerra, di rilanciare la cooperazione strutturale con la RDC. Inviano tutti i Congolesi a sganciarsi dall'appoggio agli aggressori e a rinunciare alla guerra.(16) - Da Kisangani, il Gruppo Giustizia e Liberazione afferma: "L'accordo-quadro tra Kinshasa e Gbadolite (ove ha sede il MLC di Bemba, ndr) e' al contempo un'opportunita' e un rischio. L'opportunita' risiede nella bipolarizzazione della discussione politica tra due centri, il che riduce il campo delle divergenze ed evita lo sparpagliamento di numerose rivendicazioni e ambizioni (...) D'altra parte, c'e' da temere la radicalizzazione delle posizioni dei due centri d'impulso politico che, per mancanza di pazienza, potrebbero rilanciare la guerra che, stavolta, fara' ancora piu' vittime, sia dirette che indirette". Il Gruppo conclude: "Non ci si puo' trattenere dal denunciare quest'accordo, che non solo non e' stato sottomesso alla plenaria per ottenere il suo consenso (17), ma anche non risponde gli obiettivi del dialogo". Il documento segnala il rischio di una "balcanizzazione" del Paese e di una pace solo limitata a una parte del territorio.(18) - Dal Sud-Kivu, "Conscience Patriotique" in un documento condanna il rifiuto di firmare da parte del RCD, dicendo: "La gente del RCD ha paura della pace e della democrazia, ha paura di andare a Kinshasa se non controlla l'essenziale del potere, perche' temono di dover rispondere di tutti i crimini... che commettono dall'agosto '98, in complicita' con i Rwandesi". Il documento segnala l'esistenza nel RCD di due componenti: una piu' vicina agli interessi del Rwanda, che controlla l'altra, di "Congolesi che sanno che il loro avvenire resta nel Paese" (19) - Dice Elio Comarin di Radio France Internationale: "Un paese diviso in due per lungo tempo? E' apparentemente la situazione che prevale ormai nel Congo democratico. L'accordo Bemba-Kabila dovrebbe permettere la riunificazione dei territori tenuti dal MLC (circa il 30%, nel Nord-ovest) con quelli controllati da Kabila (circa il 40%, a sud). L'est della RDC (30%) resta per ora tra le mani del RCD/Goma e delle truppe rwandesi".(20) - La giornalista belga Colette Braeckmann, ricordato che l'accordo di Sun City, se applicato, dovrebbe permettere la riunificazione di 70% del territorio nazionale, afferma che "tuttavia sussistono numerose ipotesi: Kabila e Bemba... riusciranno a intendersi? E soprattutto, quale sara' l'avvenire del RCD/Goma, stiracchiato, se non minacciato, di scoppio tra un gruppo che vuole raggiungere l'accordo nazionale e dei leader sempre agli ordini di Kigali, che ritengono che Sun City non ha regolato nulla, dato che il posto di J. Kabila e' stato preservato ed essi non controllano ne' la difesa, ne' la sicurezza."(21) - Secondo altri osservatori, l'accordo governo-MLC potrebbe essere un fattore di progresso nella gestione del conflitto, ma rischia di riaccendere la guerra per riprendere il territorio sotto amministrazione del RCD, appoggiato dall'esercito ruandese.(22)



2. QUEL CHE ACCADE SUL TERRENO

--- All'Ovest
- Pur avendo fatto dei passi nel rispetto dei diritti umani, "poche promesse" sono state mantenute e molta strada resta ancora da fare al governo della RDC, segnala Human Rights Wacht nel suo rapporto 2001.
I diritti umani sono violati soprattutto dalle "Agenzie di sicurezza".(23)
E' stato imprigionato il Presidente del Comitato di osservatori dei diritti umani (Codho) N'sii Luanda.(24) E L'Associazione A.C.P.D. denuncia l'imprigionamento immotivato di un suo membro, Willy Wenga Ilombe.(25) - A Mbujimayi, nel Kasai orientale, c'e' tensione tra le autorita' governative e i sostenitori dell'UDPS di Tshisekedi. 500 tonnellate di munizioni e di armi sono state fatte arrivare alle truppe, perche' le utilizzino nel caso riprendano i combattimenti sul fronte.(26)

--- A Sud
Una fonte della Societa' civile segnala una testimonianza secondo cui i 6000 militari rwandesi che avevano attraversato le frontiere del Sud Kivu, si starebbero dirigendo verso Lumumbashi, citta' di circa un milione e duecentomila abitanti, e stazionerebbero sulle montagne circostanti.(27)

--- Provincia Orientale (nord-est)
- Il 9 aprile, violenti scontri a Ganga, a 25 km da Rungu, nella regione di Isiro), tra RCD-ML di Mbusa Nyamwisi e MLC (di Bemba). I miliziani di Nyamwisi dopo giorni di appostamento hanno attaccato in pieno giorno e in pieno centro, mentre i ragazzi tornavano da scuola.
Si parla di 250 morti e molti feriti.
Dice il comandante della MONUC: "Le vittime sono soprattutto bambini e persone che si trovavano al mercato all'ora dell'attacco".(28) - 22 aprile: dopo una notte di scontri, gli uomini del MLC di Bemba e i loro alleati del RCD/National di Roger Lumbala hanno preso il controllo di Dungu (150 km a nord-est d'Isiro), strappandolo ai militari del RCD/ML di Nyamwisi, le cui truppe, che prima si avvicinavano a Isiro, starebbero ripiegando verso la frontiera ugandese.(29) - 23 aprile: ucciso per strada un prete di Butembo (nord-Kivu), Romain Kahindo, di 50 anni, "da uomini armati e in divisa militare", affermano i testimoni.
- Grande insicurezza, uccisioni, violenze a Bunia e dintorni.
Un'Associazione per i diritti umani denuncia che mentre partecipavano al Dialogo a Sun City, i dirigenti ribelli Bemba, Mbusa, Tibasima e Lumbala si davano a Bunia, tramite i loro rappresentanti, a una competizione politico-militare violenta per il controllo dell'amministrazione dell'Ituri. Questa competizione fa intervenire le rivalita' etniche locali ed e' sfociata sulla crescita della tensione etnica a Bunia, dove le comunita' Nande, Hema, Lendu e Ngiti vivono ormai "con la mano sul coltello" e aspettano il minimo pretesto per attaccarsi.
E gli ufficiali ugandesi sono complici della situazione.(30)
Gli Hema hanno scritto una lettera all'ONU chiedendo un'inchiesta su quello che affermano essere un massacro perpetrato contro civili dai Lendu in aprile.
La regione di Bunia e' tra le piu' precarie del paese.(31)

--- Kisangani
- In seguito all'accordo del 22 aprile tra Governo, MLC e RCD, il fiume Congo sara' riaperto al traffico civile e commerciale. Il 29 aprile un convoglio umanitario, composto da aiuti di diverse organizzazioni, ha lasciato, sotto l'egida dell'ONU, Kinshasa per raggiungere, via fiume, Kisangani e portare soccorso alle popolazioni di citta' lungo il fiume.(32) - La MONUC ha nuovamente espresso l'esigenza che la citta' venga smilitarizzata, conformemente alla risoluzione 1304 del Consiglio di Sicurezza adottata nel giugno 2000.(33) Cosi' ha riaffermato, a nome della delegazione del consiglio di Sicurezza, l'ambasciatore di Francia all'ONU J.-D.Levitte, che, dopo il passaggio della missione nella citta' il 1. maggio, ha dichiarato che un accordo al riguardo e' stato stipulato: una forza di polizia dara' il cambio, per assicurare la sicurezza di persone e beni.(34) - Il 1. maggio, in occasione della visita a Kisangani della delegazione degli ambasciatori dei Paesi membri del Consiglio di Sicurezza, il gruppo Lotus scrive loro ricordando le vicende recenti della citta' e dice: "Oggi, essa e' designata come sede dell''Alleanza per la Salvaguardia delle Acquisizioni del Dialogo' (ASD)(35), costituita principalmente dal RCD/Goma e dall'UDPS.
La scelta di Kisangani non e' un caso.
Quest'alleanza sara' condotta a sviluppare delle strategie politiche per non soltanto imporre la sua ideologia politica alla popolazione, ma anche e soprattutto per conservare con ogni mezzo la citta' di Kisangani. Cosi', non soltanto la questione della smilitarizzazione rischia di essere congelata indefinitamente, ma anche e soprattutto in caso di divergenze politiche interne a quest'alleanza, la gestione politica e sociale della citta' ne soffrira' di piu'. (...) Questa situazione e' percepita dalla popolazione di Kisangani come un tentativo di spartizione del Paese e una minaccia contro la pace in RDC". Sul piano della sicurezza, il documento segnala che: "Dalla firma dell'Accordo tra il Governo e il MLC, Kisangani conosce un movimento intenso di arrivo di munizioni e di truppe rwandesi e quelle del RCD/Goma, di rafforzamento delle linee che le separano dalle truppe del MLC e delle altre fazioni ribelli (RCD/National, RCD/ML) sostenute dall'Uganda". La popolazione vive "nella psicosi della guerra" e "conosce un regno dell'arbitrio, dell'ingiustizia e dell'impunita". Il documento denuncia atti di intimidazione da parte delle autorita' del RCD/Goma su membri della societa' civile. Il peso del mantenimento della famiglia poggia spesso sulle donne; per miseria certe di loro si danno alla prostituzione con dei militari dell'ONU e di altri Paesi a forte impatto AIDS... Molti ragazzi non possono frequentare le scuole e i bambini soldato, riportati in famiglia dalle forze dell'ONU, per mancanza di alternative rischiano di essere nuovamente assoldati da milizie. In campagna del resto, dei ragazzi continuano ad essere inseriti nelle truppe RCD/Goma e MLC.(36) - Il 14 maggio dei militari congolesi del RCD/Goma si sono rivoltati contro le autorita' del RCD/Goma ed hanno ucciso, bruciandolo, un militare rwandese, mentre la radio, presa dagli insorti, sosteneva la loro azione esortava la popolazione a cacciare dalla citta' i Rwandesi.
Il 15.05 si parla di 5 morti.
Pare si tratti di una spaccatura all'interno del RCD/Goma tra favorevoli alla firma degli accordi di Sun City (37) e contrari.(38)

--- Maniema
Durante il Dialogo di Sun City, nella zona di Kindu violenti scontri tra Mayi-Mayi e RCD/Goma. In risposta al rafforzamento del contingente rwandese, i Mayi-Mayi hanno rafforzato le proprie fila. Il RCD/Goma arruola anche qui, come nel Sud-Kivu, dei giovani dando loro una formazione ideologica e militare e costituendoli come "Local Defense" col dichiarato intento di difendere le loro comunita' contro i Mayi-Mayi. Il che accresce l'insicurezza, perche' i Mayi-Mayi organizzano attacchi contro di loro, alcuni dei quali sono degli ex-Mayi-Mayi.
I difensori dei diritti umani sono maltrattati.
Un grosso contingente MONUC e' a Kindu, ma ha solo il mandato di custodire le installazioni dell'ONU, e di osservare, non d'intervenire...(39)

--- Nord-Kivu
A Goma, il RCD/Goma ha consegnato all'UNICEF 104 dei 2600 ragazzi-soldato presenti nelle sue file. Fonti locali segnalano operazioni militari del RCD di caccia a sospetti sostenitori di Mayi-Mayi o di altre formazioni armate a loro opposte.(40)

--- Sud-Kivu
Bukavu e dintorni
La societa' civile invia lunghe liste di saccheggi, stupri, uccisioni.
Citiamo un fatto.
Il 18 aprile al mercato di Luzira (a 55 km a nord di Bukavu, sulla strada verso Goma) un giovane di nome Bakulikira e' stato ucciso da un militare, perche' si era rifiutato di portare il bottino da loro raccolto al mercato. Il militare l'ha gettato a terra e gli ha sfondato il petto con una grossa pietra.
A Cahi, quartiere di Bukavu, attacchi notturni in serie.
La gente del quartiere Nyamulengeza si e' organizzata per l'autodifesa: non violenza o giustizia sommaria? Si vedra'.(41) Sempre una fonte della societa' civile segnala che il 25 e 26 aprile un elicottero dell'Armata patriottica Rwandese (APR) ha bombardato in pieno giorno la localita' di Nzibira, nella Collettivita' di Ngweshe, col pretesto che vi si trovavano Mayi-Mayi e Interahamwe. Case incendiate, si parla di 500 morti tra la popolazione civile.42 Autori degli attacchi: a volte chiaramente militari del RCD e Rwandesi, a volte gli stessi Mayi-Mayi e Interahamwe, a volte banditi comuni. Quello che e' piu' grave e che da' da pensare e' il completo abbandono a se stessa della popolazione, malgrado le ingenti presenze militari di occupazione.(43)

--- Piana di Uvira
La pianura estrema della RDCongo, che costeggia il fiume Ruzizi che fa da confine tra il Paese e il Rwanda a nord e il Burundi a Sud, e' occupata da varie milizie e luogo di attacchi da piu' parti: a Sangue, il centro piu' importante e dintorni, domina il RCD e i suoi alleati Rwandesi, che razziano; poco distante ha sede il comando superiore della "Defense locale", dei Mayi-Mayi separati alleati del RCD. Verso il confine col Burundi, hanno sede i "ribelli" del Burundi del Fronte Nazionale di Liberazione (FNL), cui si sono uniti banditi comuni: e insieme razziano la zona. Sulle montagne operano i Mayi-Mayi fedeli, comandati da Interahamwe, anch'essi razziatori.
La gente si rifugia nei grandi villaggi ed e' progressivamente impoverita.(44)

--- Altopiani di Uvira
Gli scontri sugli altopiani d'Uvira vedono alleati contro il RCD e le truppe ruandesi, i soldati del com. Patrick Masunzu, il FRF di Muller Ruhimbika e altri Banyamulenge, oltre a civili dei villaggi, e persone di altre etnie.(45). Masunzu respinge ogni presenza, nell'est della RDCongo, del Rwanda e dei suoi alleati del RCD/Goma, che accusa di aver tradito gl'interessi della sua comunita'. Si valuta che disponga di un migliaio di uomini e del sostegno di circa 400 Mayi-Mayi. Attaccato da piu' numerose truppe rwandesi, Masunzu ha perso la localita' di Minembwe, ma si tratterebbe di un ritiro strategico. A differenza dei militari rwandesi, gli uomini di Masunzu conoscono perfettamente la zona e hanno l'appoggio della popolazione.(46)

Dal 10 febbraio al 26 aprile 2002 vengono segnalati, nei territori controllati dal RCD/Goma e dal Rwanda: 521 casi di assassinio; 118 casi di stupro; senza contare sparizioni di persone; saccheggi incendi di case...(47)



LA POLITICA INTERNA, DOPO SUN CITY

- Il 6 maggio i firmatari dell'Accordo di Sun City hanno tenuto la loro prima riunione a Kinshasa, in vista di stabilire un calendario per la messa in atto delle istituzioni della transizione da qui al 14 giugno prossimo ed elaborare il progetto della nuova Costituzione.(48) A fine settimana, rappresentanti del governo si sono recati a Gbadolite per incontrare Bemba. Tensioni fra i sostenitori del Governo e del MLC sulla spartizione del potere.(49) - Jean-Pierre Bemba, secondo BBC, potrebbe arrivare il 7 giugno a Kinshasa a prendere il suo posto di primo ministro. Da quel giorno, Kabila potrebbe promulgare la carta di Transizione, che dovrebbe essere preparata a Matadi, entro il 22 maggio, dalla commissione che i firmatari di Sun City hanno costituito.(50) O. Kamitatu, segretario generale del MLC, ha affermato: "Abbiamo tutti fatto delle concessioni. (...) Se abbiamo deciso di avanzare, di smettere di guerreggiare, e' anche per poter rendere una vita normale a milioni di Congolesi, sul 70% del territorio. La libera circolazione sara' presto ristabilita, per i battelli, gli aerei, gli umanitari, gli uomini d'affari. Inoltre, le 37 risoluzioni adottate pongono realmente le basi di un nuovo ordine politico, della democratizzazione". A suo parere "la regione comincia a ricomporsi, esiste ormai un asse Kampala, Kinshasa, Luanda in favore della pace". Circa l'aspetto militare ha affermato: "Il nostro esercito, composto da 20.000 uomini, ben addestrati, potrebbe ormai rafforzare le forze governative sui fronti del Kasai o del Katanga e noi stessi potremmo ricevere rinforzi nell'Ituri, chiamato 'il Grande Nord'".(51) - Una delegazione del RCD/ML e' a Kinshasa con il Governo e il MLC di Bemba e altri firmatari per discutere le modalita' di applicazione dell'accordo. Intanto due gruppi di Mayi-Mayi di Butembo dovrebbero integrarsi nelle fila dei combattenti del RCD/ML.
Entrambi hanno firmato l'Accordo di Sun City.(52)
- Delle delegazioni raggiungeranno in varie citta' i militari per informarli degli Accordi di Sun City.(53) - A Kisangani si e' installata l''Alleanza per la Salvaguardia delle Acquisizioni del Dialogo' (ASD), nata a Sun City e composta dal RCD/Goma, che controlla un terzo del territorio congolese, e da cinque partiti di opposizione, tra cui l'UDPS. La presidenza di questa associazione e' affidata a Etienne Tshisekedi, responsabile dell'UDPS. E' coadiuvato da due vice presidenti, uno incaricato delle risorse materiali (Katebe Katoto) e uno delle risorse umane (Adolphe Onusumba, presidente del RCD/Goma). Il coordinamento, con dei segretari nazionali, e' affidato a Azarias Ruberwa, segretario generale del RCD/Goma. L'ADS, che ha lanciato il 25 aprile un appello al popolo congolese per condurlo a resistere pacificamente all'impostura che secondo essa e' stata perpetrata dal Governo di Kinshasa e dal MLC, ha dichiarato di avere quattro scopi: la continuazione effettiva dei lavori del Dialogo intercongolese, attraverso il comitato ristretto creato dalla plenaria il 19 aprile, l'instaurazione di un nuovo ordine politico su basi consensuali, la difesa dell'accordo di Lusaka e la nascita di uno Stato di diritto. (54) - Il partito FONUS, di Olenghankoy, il 28.04 ha preso le distanze dall'ASD e ha manifestato l'intenzione di firmare l'accordo di Sun City, a condizione di alcuni emendamenti.(55) A favore dell'Accordo si sono schierati anche i Congolesi che vivono in Gran Bretagna. - L'attuale Ministro degli esteri congolese Leonard She Okintundu ha scritto il 10 maggio una lettera all'ONU chiedendo che sia installata a Kinshasa un'antenna del Tribunale Internazionale per il Rwanda.(56)



INIZIATIVE INTERNAZIONALI

- Dal 27 aprile al 7 maggio una equipe di quindici persone inviata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si e' recata nella regione dei grandi Laghi, passando in Africa del Sud, RDC, Angola, Uganda, Tanzania, Burundi e Rwanda, in vista di spingere ad un accordo globale.
La missione era presieduta dall'Ambasciatore Jean-David Levitte.
A Kinshasa, il 2 maggio, Levitte ne ha spiegato lo scopo: spingere al ritiro delle truppe straniere; procedere al disarmo delle ex-FAR (Forze armate rwandesi del precedente regime) (57), cominciando dalla cerimonia simbolica di incenerimento di 1000 delle loro armi e trattandone anche nella riunione che avra' luogo in Angola con i firmatari degli accordi di Lusaka; progettare una Conferenza sotto-regionale per la Pace in Africa centrale. Egli ha anche affermato che la questione del rispetto dei diritti umani era in primo piano nelle preoccupazioni della missione. "Il nostro scopo - ha detto in sintesi - e' quello di incoraggiare tutte le parti congolesi a essere sufficientemente flessibili per assicurarsi che le acquisizioni di Sun City non siano perse".(58) Da parte sua, l'ambasciatore della Gran Bretagna all'ONU J. Greenstock ha dichiarato ai giornalisti che "cio' che e' avvenuto a Sun City non e' un affare terminato" e che i termini del Dialogo intercongolese non erano la prima preoccupazione del Consiglio di sicurezza: la delegazione "era piuttosto alla ricerca di un risultato, senza del quale non si puo' avere un vero ritiro delle forze straniere".(59) Ha felicitato l'opzione non militare di Joseph Kabila: dalla sua salita al potere sono uscite dalla RDC tra 12.000 e 13.000 truppe alleate (Angolani, Namibiani, Zimbabweani). Lo stesso 2 maggio, durante una riunione del "Comitato politico" degli accordi di Lusaka, si e' approvato il principio di una sorveglianza comune delle frontiere da parte delle forze ugandesi, rwandesi e burundesi con quelle del governo di Kinshasa e dell'ONU, in una "zona tampone".(60) La Societa' civile congolese ha colto l'occasione per mettere sotto gli occhi della missione ONU le numerosissime violazioni dei diritti umani soprattutto all'est. Circa il Rwanda, Levitte ha affermato: "Noi riconosciamo del tutto i problemi di sicurezza del Rwanda e auspichiamo rispondervi nel quadro dell'accordo di Lusaka, affinche' l'insieme della regione viva nella pace e nel buon vicinato, una volta applicato l'accordo".(61) Nel suo passaggio in Tanzania, la missione dell'ONU ha escluso l'uso della forza per ristabilire la pace in Burundi e in RDCongo.(62) In Uganda, il 3 maggio, la delegazione ha incontrato il Presidente Museveni e J.-P. Bemba. Secondo Radio Uganda, il Presidente ha descritto l'accordo di Sun City come una buona base per la pace. - Incontrando il 2/5 in Germania il Presidente rwandese Kagame (63), il Ministro degli esteri belga Louis Michel ha invitato il RCD a sostenere "l'accordo dei quattro". Nei giorni seguenti, Michel si e' recato in Africa del Sud, dal Presidente Mbeki, a Kinshasa da Joseph Kabila e dagli altri firmatari dell'accordo e in Rwanda.
Michel ha affermato: "Ogni logica di ripartizione e' votata al fallimento.
Questo paese esiste, non solo come entita' territoriale, ma anche come popolo, come nazione".(64) - L'Africa del Sud e il Facilitatore del Dialogo, Masire, si stanno ancora impegnando per la ripresa dei negoziati, per giungere ad un accordo inclusivo. Secondo il portavoce del Presidente sudafricano Mbeki, sotto la cui egida si svolge l'incontro, a Cape Town, in Africa del Sud, da mercoledi' 8 maggio tutte le parti che hanno partecipato al Dialogo intercongolese sono presenti, per delle "consultazioni discrete" e ufficiose, in vista "di rilanciare il processo di pace".
Mancano il Governo e il MLC di Bemba.
I firmatari dell'accordo di Sun City pensano di dare posti chiave al RCD/Goma.(65) Secondo il rappresentante del RCD/Goma, il governo raggiungerebbe l'incontro nella settimana entrante.
- Sostegno economico.
Il PNUD (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) ha destinato alla RDC per il triennio 2003-2005 un "Quadro di cooperazione" di 60.950.000 dollari US, per l'amministrazione pubblica, la poverta', la prevenzione e la soluzione delle crisi (66).
A livello di Chiesa Cattolica:
Vescovi della RDCongo, del Rwanda e del Burundi si sono incontrati il 14 maggio a Kigali nell'annuale riunione delle Conferenze episcopali d'Africa centrale (Aceac). "La Chiesa - ha detto don Dominque Kahanga, segretario della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza episcopale congolese - in base alla sua fede, alla luce dei vangeli e alla sua conoscenza della realta' della popolazione, intende riaffermare il suo 'no' alla logica della armi, che ha sempre prevalso in questa regione dell'Africa, e mostrare che vi sono vie alternative per trovare soluzioni giuste e durevoli ai problemi complessi che vivono i nostri Paesi".(67) In tale occasione, il Papa ha rivolto loro un messaggio di incoraggiamento e di esortazione. I Vescovi degli Stati Uniti hanno pubblicato recentemente una dichiarazione riguardante l'Africa, dal titolo: "La Chiesa in Africa: una ragione di speranza per un continente in transizione", rivolgendo alla Comunita' internazionale, alla Chiesa degli USA e anche al Governo statunitense un appello alla solidarieta' con questo Continente e facendo precise richieste.
Si levino i testimoni di speranza



"Non si puo' dimenticare il dramma che, da tanti anni, non cessa di affliggere l'Africa dei Grandi Laghi. Le violenze commesse non costituiscono solo una negazione permanente del progetto di Dio di radunare nell'unita' i suoi figli dispersi. Esse negano anche la vocazione dell'essere umano, al quale il creatore ha confidato la responsabilita' di collaborare alla sua opera, lavorando senza sosta al rispetto incondizionato della vita e della dignita' di ogni essere umano. (...) Oggi io voglio ridire con voi: Mai piu' la guerra che rovina il desiderio dei popoli di vivere nella tranquillita' e nell'intesa fraterna! Si levino sull'Africa dei Grandi Laghi i testimoni coraggiosi di una nuova speranza per tutta la regione!"

Dalla lettera di papa Giovanni Paolo II a mons. Frederic Rubwejanga, vescovo di Kibungo, dell'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa centrale, 13.05.'02.



NOTE
1 Ac. ANB-BIA, sources diverses, 25.04.'02.
2 Cf. Communique' de la Direction politique de l'UDPS, du 19.04.'02, pubblicato da Congosol..
3 Cf. REC, 24.04.'02.
4 Cf. IRIN 24.04.02.
5 Communique' de presse du Ministere belge des Affaires etrangeres, du Commerce exte'rieur et de la Coope'ration internationale : Declaration conjointe de la France le Grande Bre'tagne et la Belgique sur la clôture des travaux du Dialogue national a Sun City le 19.04.'02. L'UDPS reagira' due giorni dopo affermando che "L'accordo e' privato e informale e costituisce un Colpo di Stato civile contro l'Accordo di Lusaka, contro il Regolamento d'ordine interno del Dialogo, contro la Direzione ufficiale del Dialogo (la Facilitazione) e contro il Presidente sudafricano Thabo Mbeki"" Questo Accordo e' "piuttosto un ostacolo all'instaurazione di uno Stato di diritto democratico in Congo e una minaccia per la pace" . Francia, Belgio e Gran Bretagna dovrebbero piuttosto esercitare "pressioni sul governo Kanambe (cioe' Kabila) e sul MLC affinche' si rimettano al tavolo dei negoziati con le altre Componenti..." (Communique' de Presse, Bruxelles, 25.04.'02).
6 Cf. AFP, Kigali, 23.04.'02.
7 Cf. Adresse du Chef de l'Etat du 24.04.'02 (Congosol) ; cf. ANB-BIA, de sources diverses, 25.04.'02. 8 In un'intervista del 7/5 a Radio Okapi, il Presidente rwandese Paul Kagame riafferma che il Rwanda non potra' accettare di ritirare le proprie truppe dalla RDC se non nel caso che la sicurezza delle sue frontiere sia assicurata da un governo uscito dai negoziati politici intercongolesi di Sun City. Ed esige l'implicazione della MONUC nella messa in sicurezza del Rwanda. 9 Cf. Reuters - Le Phare, 24.04.'02, cit. da RECinfo 5/2002. Anche la maggior parte dei rappresentanti del RCD/Goma viventi all'estero hanno aderito il 23.04 e il 02.05 all'accordo di Sun City, creando un movimento dissidente, chiamato il RCD/Authentique (cf. Le Soir, Belgique, 04.05.'02).
10 Cf. ANB-BIA, WEEKLY NEWS ISSUE, 02.05.'02.
11 Cf. UE, Kinshasa, 26.04.'02, cit. da RECinfo 5/2002.
12 Cf. ANB-BIA, WEEKLY NEWS ISSUE, 02.05.'02.
13 K.G.D., La Re'fe'rence Plus (giornale di Kinshasa), cf. Congosol.
14 Cf. DIA, Bull. D'Inf. 18.04.'02.
15 Tshidibi Kondavi, in Le Potentiel, riferito da Congosol 23.04.'02.
16 De'claration des De'pute's du Sud-Kivu, Lumumbashi, 22.04.'02.
17 Il documento segnala : " Il dialogo, nella sua plenaria del 19 aprile, aveva deciso per consenso di costituire un comitato di controllo incaricato di continuare le concertazioni per portare a termine il lavoro iniziato. Ogni componente doveva designare cinque persone per la formazione di questo comitato. Il Governo e il MLC non hanno condiviso questa decisione". 18 Groupe Justice et Libe'ration, Association chre'tienne de de'fense des droits de l'homme, Kisangani : "pour la poursuite du Dialogue intercongolais : Re'flexions sur les accords conclu en marge des travaux ", riportato da Congosol il 06..05.'02.
19 Conscience patriotique n. 3, 29.04.'02.
20 RFI 19.04.'02. Secondo Comarin: "L'impasse che persiste a Sun City e' innanzitutto dovuta a Thabo Mbeki il Presidente sudafricano che ha fatto di tutto per giungere ad un accordo onorevole, ma che nel passato e' stato spesso sospettato di essere favorevole al Rwanda. Ma essa rischia soprattutto di rilanciare immediatamente il conflitto nell'est del paese, e su scala ben maggiore." Comarin parla di una vera frontiera che rischia di spaccare il paese in due, forse per lungo tempo: "Una frontiera innanzitutto militare, ma che si traduce anche in una divisione piu' profonda, tra le province la cui lingua veicolare e' il lingala e che sono tradizionalmente volte verso l'Atlantico e il delta del fiume Congo; e quelle che sono sempre state piu' vicine (culturalmente ed economicamente) dell'Africa dei grandi laghi e dell'Est piu' che di Kinshasa, e che tra loro usano spesso lo swahili." 21 Colette Braeckmann, Quand Sun City enterre Lusaka. Kigali re'cuse l'accord, in Le Soir en ligne, 26.04.'02.
22 Cf. ANB-BIA, da fonti diverse, 25.04.'02.
23 Cf. RECinfo 5/2002. Anche Voix des Sans Voix ha denunciato il 3 maggio la violazione dei diritti umani da parte di tutti i belligeranti (Cf. MISNA 04.05.'02).
24 Cf. MISNA, 23.04.'02.
25 Cf. Comunicato del Centre Africain pour la Paix, la De'mocratie et les Droits de l'Homme (ACPD), 29.03.'02.
26 Cf. Le Phare, cit. da RECinfo 5/2002.
27 Cf. RECinfo 5/2002.
28 Cf. MISNA 13.04.'02.
29 Cf. MISNA e ANB-BIA sources diverses, 24.04.'02.
30 Cf. ASADHO 30.04.'02, cit. da RECinfo 5/2002. Un episodio: I militari Hema hanno voluto impedire la cerimonia d'investitura del nuovo vescovo (Nande) in sostituzione di mons. Le'onard Dhedju (Hema), che aveva dato le dimissioni. Tensioni si sono verificate in citta' nei confronti del vescovo Kataka, nominato amministratore della diocesi. Allora i vescovi della Provincia ecclesiastica di Kisangani, cui appartiene Bunia, hanno scritto una lettera ai cristiani della citta' ricordando che egli viene nella citta' per obbedienza, e per una missione religiosa (Cf. DIA 25.04.'02).
31 Cf. AP, USA, 06.05.'02.
32 Cf. APA 30.04.'02. E' stato riaperto anche il traffico aereo tra Kinshasa e Beni (Nord Kivu) (cf. APA 07.05.'02).
33 Cf. APA 03.04.'02.
34 Cf. RECinfo 5/2002 ; ANB-BIA, da fonti diverse, 03.05.'02.
35 Cf. piu' avanti: La politica interna dopo Sun City.
36 Cf. Memorandum adresse' a' la De'le'gation des Ambassadeurs des Pays membres du Conseil de se'curite' de l'ONU en visite a' Kisangani (RDC), 1er mai 2002. MISNA del 27.04.'02 riporta che da fonti della societa' civile la notizia secondo cui militari del RCD/Goma hanno preso a dare la caccia ai giovani, in vista di arruolarli a forza. 37 Probabilmente il gruppo guidato dall'ex-ufficiale del RCD/Goma Songolo Nura, che ha fondato il RCD/Authentique [=Originale], che vuole scacciare dal Paese tutti gli eserciti stranieri. 38 Fonti della societa' civile locale, 14.05.'02; MISNA 14.05.'02. Proprio il giorno prima il presidente Kagame aveva apertamente dichiarato che l'APR non intende andare via dalla RDCongo (MISNA 14.05.'02).
39 Da fonti locali, citate da RECinfo 5/2002.
40 ASADHO, 08.03.'02.
41 Fonte della societa' civile, 23.04.'02.
42 Cf. S.N., La guerre fait de nouveau rage au Kivu, in L'Avenir, giornale di Kinshasa, 13.05.'02 43 Da fonte della Societa' Civile: " Èvenements de fe'vrier-avril 2002, autour de Bukavu ".
44 Da fonte locale, maggio 2002.
45 Cf. Sachons identifier nos bourreaux,, Conscience patriotique n° 2, 17.04.'02.
46 Da fonti citate dal Groupe Je're'mie, 10.04.'02, cit. in RECinfo 10.04.'02.
47 RODHECIC et Groupe Je're'mie, Violation Massive des Droits de l'homme dans les territoires de l'Est, Message a' la De'le'gation du Conseil de Se'curite' des Nations Unies, cf. Congosol 03.05.'02.
48 Cf. PANA, Senegal, 07.05.'02.
49 Cf. MISNA 13.05.'02.
50 Cf. APA 08.05.'02, in RECinfo 5/2002; MISNA 13.05.'02 segnala il rinvio di alcuni giorni della partenza della commissione per Matadi, prima fissata all'11 maggio.
51 Bulletin CIP n° 266, da Congosol.
52 Cf. APA 08.05.'02, cit. da RECinfo 5/2002.
53 Cf. Groupe Je're'mie, 08.04.'02, in RECinfo 5/2002.
54 Cf. MISNA 26.04.'02. Il gruppo parlamentare della Provincia Orientale e anche l'Ufficio di coordinamento della Rete Provinciale delle OND di Diritti Umani (REPRODHOC) si sono fortemente opposti al progetto di installare a Kisangani la sede dell'ASD (cf. ANB-BIA, da fonti diverse, 01.05.'02; APA 02.05.'02).
55 Cf. Groupe Je're'mie, 03.05.'02, in RECinfo 5/2002.
56 A suo avviso l'iniziativa risolverebbe le preoccupazioni di sicurezza del Rwanda, favorirebbe la riconciliazione nazionale rwandese e dovrebbe condurre l'APR a lasciare il Paese, producendo la riconciliazione regionale. 57 Secondo una rapporto del 04.04.'02 degli osservatori militari della MONUC, in RDC sarebbero tra 10.000 e 12.000 i "ribelli" rwandesi, tra FAR e Interahamwe, riuniti sotto il nome di Arme'e de Libe'ration rwandaise, poi divisa in due gruppi piu' o meno della stessa grandezza (ALR-1 e ALR2). ALIR-1 aveva invano tentato nel maggio '01 di entrare militarmente in Rwanda; ALR-2 e' meglio equipaggiata e, sempre secondo la MONUC, si trova nel Sud-Kivu e in Katanga. Le loro alleanze "cambiano costantemente e sono sovente legate a scopi a corto termine e ad operazioni individuali". (AFP 04.04.'02, cit. da RECinfo 5/2002).
58 Levitte a' RFI.
59 Cf. RECinfo 5/2002.
60 Cf. ANB-BIA, da fonti diverse, 03.05.'02; IRIN, bull. Hebd. 122, 4-10.05.'02. In tale occasione, rappresentanti del MLC e del RCD/Goma si sono incontrati, senza esiti positivi. Alla riunione di Luanda era presente anche il facilitatore Masire, di cui i firmatari di Sun City ritengono concluso il mandato, mentre gli altri, e anche il Sudafrica, vorrebbero che continui il suo ruolo fino al raggiungimento di un accordo inclusivo di tutti (cf. MISNA 03.05.'02).. 61 Cf. Reuters, citata IRIN, 08.05.'02, secondo la quale, parlando alla radio rwandese, il pres. Kagame ha affermato che il suo paese era pronto a cooperare con tutte le iniziative destinate a risolvere i problemi legati alla situazione interna in RDC. Ha fatto sapere che il suo paese avrebbe aiutato a ricondurre le parti interessate attorno al tavolo dei negoziati, per trovare una soluzione inclusiva ai problemi della RDC, aggiungendo che il Rwanda era pronto a ritirarsi dalla RDC se la sua sicurezza non fosse piu' minacciata.
62 Cf. PANA, Senegal 06.05.'02.
63 Colette Braeckmann spiega la difficolta' attuale in cui si trova attualmente il regime rwandese, con Museveni ostile e il rischio che i " ribelli " rwandesi in RDCOngo si alleino ad altri oppositori di Kagame in Uganda ; ed anche a livello internazionale le prese di posizione a favore dell'accordo di Sun City da parte dell'Occidente, del Belgio in testa, hanno lasciato isolato il regime rwandese (Le Soir 20.04.'02). 64 Cf. Colette Braeckman, Congo: Louis Michel a rencontre' tous les acteurs de le sce'ne politique, in Le Soir, giornale belga, 30.04.'02.
65 Cf. APA 08.05.'02, in RECinfo 5/2002.
66 Cf. APA 05.04.'02, cit. da RECinfo 5/2002.
67 Cf. MISNA 09.05.'02.










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