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Free Gaza Movement: due navi in partenza per Gaza



La prossima settimana 50 attivisti internazionali partiranno da Cipro su due navi che cercheranno di raggiungere la Striscia di Gaza.
A seguire trovate un articolo con tutti i dettagli, la lettera scritta dall'unico partecipante italiano e tutti i riferimenti (mail, telefoni, siti web) per seguire l'andamento della missione.
Auguri ai naviganti.

Associazione per la Pace
Ufficio nazionale


Gaza è, o non è sotto occupazione? Le imbarcazioni di Free Gaza Movement stanno per scoprirne qualcosa in più.

di Anis Hamadeh, July 28, 2008

Per oltre due anni i confini che portavano a Gaza sono stati chiusi dalle forze militari israeliane. Da allora il milione e mezzo di palestinesi è sottoposto ad uno stato di assedio che da giugno è stato ulteriormente rafforzato. Israele ha dichiarato che le ragioni che giustificano questo assedio sono fondamentalmente i missili artigianali che vengono lanciati sul territorio israeliano dalla striscia di Gaza oltre che la presunta intenzione del governo di Hamas di distruggere Israele. Allo stesso tempo però i funzionari del governo israeliano sottolineano che l’occupazione della striscia di Gaza è in realtà terminata a settembre del 2005 con il ritiro degli insediamenti e dell’esercito israeliano e che la striscia di Gaza non dovrebbe essere considerata un territorio straniero. Ma i fatti alla luce del sole dimostrano un’altra realtà.
 
L’assedio ha un effetto disastroso sulla situazione umanitaria di Gaza dal momento che  non rispetta i diritti umani, economici e sociali della popolazione. Più di 200 abitanti tra la popolazione civile sono morti a causa di queste restrizioni. Inoltre l’assedio a cui sono sottoposti ha fortemente limitato il rifornimento di cibo, medicinali ed altri beni necessari come il carburante, i materiali da costruzione o le materie prime necessari a sostenere vari settori economici. Le fabbriche sono state costrette a chiudere. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite il tasso di disoccupazione è il più alto del mondo. La UNWRA dichiara che il 60% della popolazione sopravvive grazie agli aiuti umanitari e chiede con urgenza che Israele riapra i confini. Inoltre l’attuale scontro tra Hamas e Fatah peggiora ulteriormente la situazione.
 
Recentemente la Commissione Europea ha stanziato 6.3 milioni di dollari da distribuire entro la fine dell’anno come aiuti diretti alla popolazione più povera. Allo stesso tempo, però, l’Unione Europea sostiene sia lo stato di soffocamento in cui la popolazione si trova sia il boicottaggio del governo palestinese eletto democraticamente causando danni che purtroppo vanno molto oltre ai 6.3 milioni di dollari stanziati. Nel tentativo di alleviare questo stato di dolore alcune settimane fa una coppia palestino-scozzese è partita dalla Scozia con un camion carico di  una tonnellata e mezzo di medicinali da portare nella striscia di Gaza. Ad oggi Khalil Al Niss and Linda Willis stanno aspettando da giorni bloccati al confine egiziano dalla parte del muro a Rafah e non hanno ancora ricevuto il permesso di attraversare il confine. L’Egitto glielo impedisce.
 
Perciò, ci chiediamo, Gaza è o no sotto occupazione? In cosa consiste esattamente il cosiddetto ‘ritiro’ dei militari israeliani? Per cercare di chiarire meglio questo punto due imbarcazioni partiranno da Cipro alla volta di Gaza intorno al 7 Agosto. Quaranta membri del Free Gaza Movement stanno per incontrarsi a Cipro per preparare le barche. Sono stati invitati a Gaza per rompere questo assedio dal Palestinian Medical Relief Society, il Gaza Community Mental Health Programme, il Palestinian Centre for Human Rights, il Palestinian Ministry of Youth and Sport e dalla popolazione civile. Legalmente Israele non dovrebbe interferire con questa impresa dal momento che le imbarcazioni non entreranno nelle acque a sovranità israeliana né toccheranno porti israeliani. Navigheranno direttamente verso il porto di Gaza solo attraverso acque internazionali.
 
Alcuni si aspettano che le forze militari israeliane cercheranno di fermare le barche in modo da dimostrare ulteriormente che la popolazione di Gaza è prigioniera e senza alcun diritto umano né legale fatta eccezione per i diritti che Israele decide di concederle, dimostrando così ancora una volta al mondo come le concezioni legali di Israele per gli israeliani valgano molto di più delle leggi internazionali e sui diritti umani. Ad esempio, secondo l’agenzia di stampa Maan, nella mattinata del 20 luglio alcune navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni di pescatori palestinesi che si trovavano a nord e a ovest di Gaza City. La tipica giustificazione per azioni di questo genere è che Israele dichiara di temere che in tali aree ci possa essere contrabbando d’armi. Perfino il cessate-il-fuoco che Hamas e di altri dodici gruppi affiliati hanno rispettato dal 19 giugno non sembra aver fatto alcuna differenza per Israele, fatta eccezione che ad oggi le incursioni israeliane si sono concentrate su Nablus e la West Bank. Nessuna di queste azioni militari si basa su fondamenti legali.
 
Il Free Gaza Movement è costituito da più di cinquanta persone provenienti da ogni parte del mondo che hanno scelto di agire secondo la propria coscienza per cercare di alleviare la crisi di Gaza portando ai suoi abitanti aiuti sociali e medici. Solo alcuni tra loro saranno a bordo della Free Gaza e della Liberty in attesa di essere accolti da circa una decina di imbarcazioni locali nei pressi della costa di Gaza. Alcuni dei partecipanti alla missione resteranno sulla terraferma a Cipro essendo parte dei gruppi organizzativi e degli addetti alla comunicazione con i media. Questa azione sarà un vero e proprio test che potrebbe aprire in futuro un ponte percorribile da altre barche.
 
I passeggeri a bordo delle due imbarcazioni, secondo le liste attuali, provengono dall’Australia, Canada, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Pakistan, Palestina, Scozia, Tunisia, Regno Unito e Stati Uniti. Complessivamente tra loro si parleranno più di dodici lingue.
Tra I partecipanti ci sono marinai, giornalisti, avvocati, ingegneri, operai, infermieri, insegnanti, medici, professori, fotografi, religiosi, sommozzatori e attivisti non violenti. Ci sono musulmani, ebrei, cristiani e umanisti. Il più giovane ha 22 anni e la più anziana, Hedy Epstein, festeggerà il suo 84imo compleanno a bordo.
 
Hedy Epstein, dopo essere sopravvisuta al genocidio nazista, è diventata un avvocato per i diritti umani. Ha pubblicato le sue memorie in tedesco. L’avvocato ed esperto di comunicazione Huwaida Arraf sta pianificando di partecipare così come Anne Montgomery, una suora americana che ha lavorato con il Christian Peacekeeper Team nei territori occupati. Anche Jeff Halper dell’Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD) sarà a bordo. Dalla California giunge, tra gli altri, la nonna 74enne Mary Hughes-Thompson, questo sarà il suo settimo viaggio in palestina dal 2002. Ken O'Keefe, un marine e veterano della prima Guerra del golfo sarà tra i partecipanti. Il regista e musicista pakistano Aki Nawaz fa parte del team documentaristico che sarà a bordo e il dottore William "Bill" Dienst è il medico esparto che ha lavorato nelle cliniche di Gaza e vuole ritornare a lavorarci. Angela Godfrey-Goldstein che lavora con l’ICAHD e Machsom Watch sarà nel team a terra insieme a Uri Davis, un noto autore israeliano.
 
Molte organizzazioni internazionali e molti cittadini danno il loro supporto al progetto Free Gaza e riconoscono pienamente l’importanza della missione, tra questi ricordiamo Noam Chomsky e Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo. L’emerito arcivescovo Desmond Tutu ha scritto: "la pace e la sicurezza che noi abbiamo scoperto in Sud Africa non possono nascere dalla canna di una pistola ... Do tutto il mio supporto a questo gruppo e al suo progetto." Il premio Nobel Mairead Maguire aggiunge: "Portate con voi le speranze e i desideri di moltissime persone in tutto il mondo." La lista di coloro che hanno espresso il loro sostegno su www.freegaza.org attualmente viene aggiornata ogni giorno dal momento che la data si avvicina e l’attenzione del pubblico si concentra sempre più sull’iniziativa Free Gaza.
 
Il Free Gaza Movement è un progetto democratico, pacifista, non violento, umanitario e partecipato dalla società civile e non affiliato ad alcun partito politico. Alcune voci pubbliche hanno provato ad associarlo ad interessi di gruppi pro o anti qualcosa, dichiarazione che il gruppo smentisce con forza. In un email di uno dei partecipanti, Monir Deeb, si ritrova lo spirito dell’indimenticato conte Folke Bernadotte: "Il gruppo del Free Gaza sta investendo il suo tempo, denaro e sicurezza personale per alzare la voce contro l’ingiustizia. Sono le stesse persone che sono state accanto alla popolazione ebraica durante I tempi difficili della persecuzione nazista”. E in effetti suo padre, di Gaza, dice Deeb, ha incontrato il diplomatico e mediatore svedese delle Nazioni Unite Bernadotte durante i negoziati in Sinai nel 1948.


Lettera dell'unico partecipante italiano

Fra pochi giorni cercherò di entrare a Gaza.
Con una quarantina di attivisti per i diritti umani provenienti da 15 paesi diversi, compresi palestinesi e israeliani, e un carico di aiuti umanitari abbiamo deciso di sbarcare sulle coste della Palestina.
Il primo di agosto ci ritroveremo a Cipro, e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato verso Gaza,  laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato. (fra cui the Palestinian Red Crescent Society in the Gaza Strip, the Palestinian Medical Relief Society, the Palestinian Centre for Human Rights and the Gaza Community Mental).
La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica, la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.
Nonostante Israele dichiari che Gaza non è più occupata, di fatto nega alla vasta maggioranza della popolazione l'accesso al lavoro, agli spostamenti, all'educazione, alla sanità, e al diritto di ricevere visitatori.
Abbiamo provato a ritornare in Palestina via terra.
Ci abbiamo riprovato via aria. Nonostante io ed i miei compagni siamo tutti pacifisti che professano la non violenza, siamo stati arrestati, incarcerati e ingiustamente processati dinnanzi alle corti israeliane.
Questa volta, navigando su acque internazionali, ed essendo stati invitati dai palestinesi, non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele.
Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza.
Il parlamentare palestinese al-Khudari ha sottolineato che "ricevere la nave che arriva per rompere l’assedio è un diritto del popolo palestinese. Essa giunge attraverso le acque nazionali, e nessuno potrà intromettersi, né Israele né altri".
Il nostro obbiettivo è quello di rompere l'assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese.
Portando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita anche noi stessi, insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani.
Con noi ci saranno alcuni sopravvissuti della nakba, la "catastrofe" palestinese, e Hedy Epstein, 84enne sopravvissuta all'olocausto.
I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione, così come diversi parlamentari inglesi  (In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project. )
Il regista inglese Ken Loach ci ha inviato un suo contributo in sterline e ha espresso il suo supporto.
Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro, ma siamo al contempo molto stanchi e frustrati dall'inerzia della comunità internazionale.
Crediamo che sia giunto il momento che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti.
Non possiamo più far finta di niente, e voltare lo sguardo dall'altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane e alla vista di quell'immensa prigione a cielo aperto che oggi è Gaza.
Cercando di rompere l'assedio, vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata. Quella sovranità della Palestina sancita dall'Onu e dalle leggi internazionali.
Porteremo con noi delle reti, e se riusciremo a sbarcare per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi, oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.
Sulla via del ritorno verso Cipro, vogliamo portare con noi tutti quei palestinesi che hanno urgente bisogno di cure mediche.
Qualunque sia l'esito della nostra missione, speriamo che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio, possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall'arroganza dell'indifferenza.
Ci sono terribili catastrofi naturali a questo mondo, come terremoti e uragani, inevitabili.
A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria ai danni di un popolo che si vorrebbe ridotto alla più completa miseria e sottomissione.
Chiediamo solo che alcune semplici imbarcazioni approdino a Gaza con il loro carico di pace, amore, empatia, che a tutti i palestinesi siano concessi gli stessi diritti di cui godono gli israeliani e qualsiasi altro popolo del pianeta.
Soffiate sulle nostre vele, remate con noi, la giustizia e la libertà sono diritti spogliati di cittadinanza,  riguardano l'intera comunità di esseri umani senza esclusione alcuna.
 
Restiamo umani,
Vittorio Arrigoni
(attivista per i diritti umani e blogger)

Vittorio Arrigoni è contattabile a:
guerrillaingaza at gmail.com
cellulare 00393886925545

dal 5 di agosto per informazioni sulla missione si puo’ contattare Maria Elena Delia:
mycyah at yahoo.it
cellulari
00393351239579
00393488430375

website della missione: http://www.freegaza.org/
blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/

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link di approfondimento:
 
http://seattlepi.nwsource.com/opinion/371366_firstperson21.html
 
http://www.silviacattori.net/article464.html
 
http://www.silviacattori.net/article112.html
 
http://www.redress.cc/palestine/rkysia20080706
 
in italiano: http://www.infopal.it/testidet.php?id=8897