[comunicato stampa] 10.05.07, Sud Ribelle: Sfilano i testi e riprendono le pressioni.






Le udienze del processo per presunta associazione sovversiva, nei confronti
di 13 militanti, sono state due; l'8 e il 10 maggio.
Martedì 8 tutto fila liscio, i testi della difesa raccontano la
preparazione delle giornate genovesi e lo svolgimento delle manifestazioni.

L'udienza di giovedì 10 maggio, invece, si apre con una delle "trovate"
della questura cosentina: una perquisizione spettacolare, davanti al grigio
palazzo, nei confronti di un imputato. Una pattuglia della polizia di stato
ha bloccato la sua auto e due poliziotti, con le pistole in pugno, hanno
intimato all'imputato di scendere. Dopo una fugace perquisizione, hanno
liquidato la questione adducendo il pretesto del fondato timore di
probabili disordini "visto che ci sta il processo noglobba". Il clima
all'interno del tribunale non è dei più sereni; nel frattempo giunge la
notizia che un'altra imputata sul treno per Napoli è stata oggetto di una
perquisizione da parte della PolFer. Nell'aula, invece, l'ordine è tenuto
da nuove facce cupe, il mite maresciallo Salituro è stato fatto fuori, e si
vede. La campanella non può suonare in quanto scassata, l'udienza comincia
ed arriva il tracotante dirigente
della digos cosentina, Alfred Cantafora a controllare che tutto funzioni a
dovere suggerendo ad uno spaesato PM le domande da fare ai testi. In
queste due udienze il solerte Curreli non si è visto, invece ha preso
coraggio ed ha iniziato a porre domande l'altro PM Minisci; salvo chiarire
ulteriormente le domande delle difese, grazie.

I 5 testi in udienza raccontano l'approssimarsi della manifestazione di
Genova, il clima sereno durante il viaggio, le famiglie con bambini al
seguito e quant'altro. Raccontano pure dei disordini creati dalle forze
dell'ordine in assetto di battaglia. Vincenzo Miliucci, responsabile
nazionale dei Cobas, invece affonda il racconto sulla preparazione e la
gestione, da parte del governo e delle forze dell'ordine, le conseguenze
prodotte dal loro comportamento criminale: 1 morto, centinaia di feriti, la
mattanza alla Diaz, umiliazioni a Bolzaneto e tutto ciò che oramai si sa
anche tramite le prime condanne, come quelle del ministero.

Nella prossima udienza la difesa porterà a testimoniare sul banco degli
imputati Giancarlo Mattia che, secondo l'ex titolare dell'inchiesta
Domenico Fiordalisi, è considerato il collegamento con il passato, quello
degli anni di piombo. Quale PM assisterà alla scena non è dato sapere.
Sicuramente registriamo ancora una volta l'assenza della parte civile, il
governo con i suoi ministeri. Quindi, le prossime udienze saranno il 24
maggio e il 26 giugno.

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