Coi piedi per terra. 227



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 227 del 16 settembre 2009

In questo numero:
1. Una iniziativa a Viterbo per l'informazione libera, democratica e
veritiera
2. Sabato 19 settembre in piazza San Pellegrino a Viterbo
3. Aggiornato ed ampliato il sito www.coipiediperterra.org
4. Carla Ravaioli: Insostenibilita'
5. Gianni Mattioli, Massimo Scalia: Allarme scorie
6. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
7. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
8. Cosa fare
9. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

1. EDITORIALE. UNA INIZIATIVA A VITERBO PER L'INFORMAZIONE LIBERA,
DEMOCRATICA E VERITIERA

Sabato 19 settembre, in contemporanea con la manifestazione nazionale di
Roma, si svolgera' anche a Viterbo una iniziativa per l'informazione libera,
democratica e veritiera: l'iniziativa promossa dal comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti; iniziativa che comincera' alle ore 18 e proseguira' per tutta la
serata in piazza San Pellegrino nel cuore medioevale di Viterbo e che avra'
come momento centrale la prima assoluta del racconto teatrale di e con
Antonello Ricci (e con lui Alfonso Prota, Michela Benedetti, Olindo
Cicchetti, Domenico Coletta, Sara Grimaldi): "Aeroportini di carta.
Atterraggi e decolli dalla polla sulfurea piu' famosa del medioevo".
L'iniziativa di Viterbo vuol essere infatti anche un contributo qualificato
all'impegno per un'informazione libera, democratica e veritiera; in
solidarieta' con quanti manifesteranno (onestamente, non ipocritamente) per
lo stesso fine a Roma come altrove; un contributo che il comitato, del
resto, sta dando da anni con la sua azione che ha smascherato l'illegalita'
della realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e ha dimostrato come
quell'opera speculativa e sciagurata avrebbe effetti catastrofici per
l'ambiente e l'economia locale, per la salute e i diritti della popolazione
di Viterbo e dell'Alto Lazio.
Come e' stato infatti gia' enunciato in un documento del comitato che ha
avuto ampia circolazione, "L'area archeologica e termale del Bulicame a
Viterbo, un'area di preziose emergenze e memorie storiche e culturali, e di
altrettanto preziosi beni naturalistici e risorse terapeutiche, e'
minacciata di distruzione dalla volonta' di una lobby speculativa di
realizzarvi un mega-aeroporto. La realizzazione del mega-aeroporto avrebbe
come immediate conseguenze: a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni
ambientali e culturali che vi si trovano; b) la devastazione
dell'agricoltura della zona circostante; c) l'impedimento alla
valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; d) un
pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico che sara' di
grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione
locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta');
e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia'
gravato da pesanti servitu'; f) uno sperpero colossale di soldi pubblici; g)
una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di
salvaguardia presenti nel territorio".

2. INIZIATIVE. SABATO 19 SETTEMBRE IN PIAZZA SAN PELLEGRINO A VITERBO

La bellezza, il paesaggio, la poesia, il Bulicame. Contro il mega-aeroporto
di Viterbo.
Sabato 19 settembre, alle ore 18, in piazza San Pellegrino, a Viterbo:
"Aeroportini di carta. Atterraggi e decolli dalla polla sulfurea piu' famosa
del medioevo", racconto teatrale di e con Antonello Ricci e Alfonso Prota, e
con Michela Benedetti, Olindo Cicchetti, Domenico Coletta, Sara Grimaldi.
Iniziativa promossa dal comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo
e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.
Per informazioni: tel. 3383810091, e-mail: info at coipiediperterra.org

3. STRUMENTI. AGGIORNATO ED AMPLIATO IL SITO WWW.COIPIEDIPERTERRA.ORG

E' stato aggiornato con ulteriori materiali di informazione, documentazione
e riflessione il sito del comitato che si oppone alla realizzazione del
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti: www.coipiediperterra.org
Sono stati inseriti tutti gli ultimi fascicoli del notiziario "Coi piedi per
terra" e sono cosi' consultabili nel sito tutti gli oltre duecento fascicoli
del notiziario, un enorme archivio di materiali non solo sulle ragioni per
opporsi all'illegale e devastante mega-aeroporto a Viterbo, e piu'
complessivamente al dissennato incremento del trasporto aereo, ma anche sui
temi dell'ambientalismo scientifico e dell'impegno ecologista in una
prospettiva nonviolenta, equosolidale, di pace e di giustizia.
Nel sito e' disponibile anche una sezione di documentazione fotografica di
alcune precedenti iniziative; sezioni specifiche che presentano comunicati,
relazioni, interviste, bibliografie e sitografie; link utili e siti amici;
un'ampia cronologia delle attivita' svolte; una sezione in lingua inglese
particolarmente apprezzata.
Di particolare rilevanza e' l'ampia sezione di testi di studio, che presenta
anche opere integrali di Gunther Anders, Piero Calamandrei, Aldo Capitini,
Susan George, Martin Luther King, Alexander Langer, Primo Levi, Giulio A.
Maccacaro, Jean-Marie Muller, Vandana Shiva, ed ancora altre autrici ed
altri autori.
In evidenza nella home page la locandina dello spettacolo che si terra'
sabato 19 settembre, con inizio alle ore 18, in piazza San Pellegrino a
Viterbo: "Aeroportini di carta. Atterraggi e decolli dalla polla sulfurea
piu' famosa del medioevo", racconto teatrale di e con Antonello Ricci e
Alfonso Prota, e con Michela Benedetti, Olindo Cicchetti, Domenico Coletta,
Sara Grimaldi.

4. TERRA. CARLA RAVAIOLI: INSOSTENIBILITA'
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 25 agosto 2009 col titolo "La banda delle
quattroruote" e il sommario "La Cina parco macchine piu' grande del mondo.
Che accadra' se il rapporto tra popolazione e autoveicoli si estendera' a
tutto il mondo? La terribile domanda di Oscar Marchisio torna d'attualita'
anche con il nuovo accordo tra la Fiat e Pechino, esaltato quasi da tutti.
Cosi' la Cina diventa l'esempio-limite della insostenibilita' quantitativa e
qualitativa del modello economico imperante"]

"Tra due anni la prima Fiat Cinese", "Alla Chrysler arriva lo stile
Lingotto", "Fiat produrra' la 500 in Messico". Eccetera. Non e' che qualche
esempio dell'euforia con cui i nostri giornali salutavano in questi giorni
la rinascita dell'auto italiana nel mondo. D'altronde affiancati dalla
stampa straniera. Nessuno trova di che stupirne, in un panorama di economia
in grande affanno, tra mercati che affondano, crollo dei consumi, calo degli
investimenti per l'80%, "riprese" via via annunciate e smentite.
*
Il rapporto popolazione-autoveicoli
Per la verita' di che stupirne ce ne sarebbe eccome, anche se rarissimi sono
quelli che hanno il coraggio di riconoscerlo, e soprattutto di dirlo. Uno
degli esempi piu' significativi di questa eccezionale consapevolezza e' un
articolo firmato da quello straordinario personaggio che e' stato Oscar
Marchisio, e apparso sul "Manifesto" del 15 scorso, due giorni prima della
sua improvvisa scomparsa. Proprio dall'automobile (simbolo e mito della
societa' moderna, che al nostro vivere a lungo ha consentito facilita' e
velocita' di movimento, euforia di liberta', perfino illusione di
onnipotenza) Oscar Marchisio muove per descrivere la fine inesorabile di
un'epoca e di un modello economico.
Cominciando (prima ancora di considerare i problemi piu' noti e discussi del
traffico automobilistico, progressivo esaurimento dei carburanti fossili,
inquinamento atmosferico sempre piu' pericoloso, ecc.) proprio dalla
velocita', di fatto ormai messa a rischio, anzi decisamente negata dalla
stessa inarrestabile dilatazione del parco macchine, italiano e mondiale,
"che esaurisce e satura citta' e rete stradale": cosi' che "il sistema
dell'auto a proprieta' individuale si sta bloccando e nega le premesse per
cui e' nato", addirittura capovolgendosi nel suo opposto, fino a
trasformarsi in "autoimmobile", responsabile di un ormai intollerabile
"inquinamento spaziale". In Italia, con un parco-macchine di 35.297.600
veicoli, siamo tornati a "velocita' commerciali (15 km a Milano, 5 km a
Napoli) inferiori al traino animale ottocentesco".
Che accadra' quando, e se, il rapporto tra popolazione e autoveicoli si
estendera' a tutto il mondo, insistendo in quel processo secondo cui "il
capitale sfrutta fino al limite del disastro" la diffusione dell'auto?
Marchisio risponde assumendo la Cina (paese che per anni ha assiduamente
frequentato, acquisendone una conoscenza d'eccezione) quale esempio piu'
significativo del fenomeno e ponendola a confronto con l'Italia: in dieci
anni (tra il 1997 e il 2007), mentre da noi la produzione di auto diminuiva
del 30%, in Cina aumentava del 562%. Se questo andamento seguitasse fino a
raggiungere il livello del nostro rapporto auto-abitanti, si toccherebbe
"l'assurdo di piu' di 700-800 milioni di auto solo per il mercato cinese,
nettamente superiore ai 664 milioni di veicoli circolanti attualmente nel
mondo".
Una proiezione ipotetica, ma assolutamente coerente con i modelli
attualmente in essere in Cina e nel mondo: che da un lato non puo' non
costringere la Cina a confrontarsi seriamente con i propri problemi di
inquinamento gia' oggi assai oltre il sopportabile, dall'altro non dovrebbe
mancare di rimettere in causa l'intero modello di mobilita' oggi invalso, e
il suo rapporto con le risorse energetiche ancora disponibili. La Cina
potrebbe insomma essere l'esempio-limite dell'insostenibilita' quantitativa
e qualitativa del modello economico imperante, il quale ormai sempre meno -
e non solo nella produzione di autoveicoli - riesce a rispondere alla
crescita esponenziale di valore che e' regola fondante del capitalismo.
Marchisio parla di una realta'-limite, lo fa con la verve e il coraggio che
gli erano propri, e ci mette anche i numeri (che sono sempre l'argomento
piu' convincente). Ma in fondo si muove nell'ambito di una critica che ha
gia' una sua storia e una sua elaborata razionalita'. I limiti del pianeta,
fin dall'Ottocento per piu' aspetti considerati, anche da parte dei grandi
del marxismo, da piu' di mezzo secolo sono oggetto di impegnate e
sistematiche analisi scientifiche, e sempre piu' anche di divulgazione non
di rado di qualita' (oltre che, spesso, di tutt'altro che innocente
banalizzazione). L'impossibilita' fisica della esportazione in tutto il
mondo dei modi di vita dell'occidente e' un fatto non solo scientificamente
incontestabile, ma (cosi' almeno parrebbe) di elementare ovvieta', e
d'altronde largamente noto. Un fatto che dunque non puo' non essere parte
del bagaglio conoscitivo di tutti i politici, gli economisti, i banchieri, i
grandi manager, i capi delle compagnie multinazionali: i quali pero'
sembrano rimuovere questa elementare nozione dal proprio orizzonte mentale,
per affidare concordemente ogni giorno alla comunicazione il loro insistito,
convinto, talora accorato auspicio di ripresa, di fuoruscita dalla crisi, di
crescita.
*
Le catastrofi adesso
In questo quadro l'esultanza per la Fiat cinese non puo' certo stupire. Come
non stupisce che si taccia o si dia il minimo rilievo possibile agli eventi
catastrofici a ripetizione causati dallo squilibrio ambientale. Cito i piu'
gravi fatti del genere verificatisi negli ultimi dieci-quindici giorni,
riportati dall'informazione nel modo piu' casuale e distratto. La rottura di
un grande oleodotto nel sud della Francia ha determinato il rovesciamento di
enormi quantitivi di petrolio, con pesante inquinamento del Parco del
Rodano, uno dei piu' celebrati del genere. Il Monsone, abituale regolatore
climatico dell'India, e' arrivato quest'anno con forte ritardo e in forma
insolitamente leggera, causando gravissimi danni all'agricoltura. Insolita
pesante siccita' e addirittura vaste zone di desertificazione, causate da
temperature insolitamente elevate, vengono denunciate anche dal governo
australiano. Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide procede sempre piu'
celermente e via via aggredisce ampie zone finora estranee al fenomeno. Il
ciclone Morakot ha investito l'isola di Taiwan, causando l'evacuazione di
14.000 persone, mentre altre 2.000 restavano isolate da una grossa frana; il
ciclone ha proseguito poi nel sud della Cina, obbligando allo sfollamento
circa 300.000 abitanti. Nel nord-ovest della Cina forti emissioni di piombo
e cadmio da una fabbrica di tubature hanno causato l'avvelenamento di 600
bambini: ne sono seguite rivolte, sedate dall'esercito. In Siberia 11 morti
e 65 dispersi, oltre a un imprecisato numero di feriti, sono conseguenza
dello scoppio di una grande centrale idroelettrica. A Capri si denuncia il
grave inquinamento della celebre Grotta Azzurra: pare si tratti degli
scarichi di un vicino albergo, ultimo episodio della gestione dei rifiuti
ormai di norma in Italia affidata alla camorra. Lo scontro con morti e
feriti verificatosi tra due elicotteri sul fiume Hudson e' forse da
addebitarsi a distrazione dei controllori, ma certo - come coralmente
asserito - si deve innanzitutto al sempre piu' fitto traffico aereo, ormai
abituale nei cieli di Manhattan.
*
La politica e' lontana
Tutto cio' (e molto altro di cui sovente non si da' notizia alcuna) non pare
interessare i responsabili mondiali delle scelte economiche immediate come
delle politiche di piu' vasta portata. Il rapporto diretto e decisivo che
inevitabilmente si determina nel processo economico, che vede da un lato i
modi e le quantita' di produzione e consumo praticati da sei miliardi di
persone, dall'altro la salute dell'ambiente naturale da cui, senza
alternativa possibile, produzione e consumo traggono alimento, e in cui
rovesciano i rifiuti (liquidi, solidi, gassosi) che ne derivano; la
patologia che fatalmente in questo rapporto si crea, tra il primo termine,
in aumento continuo, e il secondo, un pianeta di dimensioni date e non
dilatabili.
Tutto questo - ripeto - che ampiamente la scienza ha analizzato e descritto,
e in modi che chiunque lo voglia puo' intendere, appare del tutto estraneo
al dire e operare dei politici di ogni livello. La ripresa, l'uscita dalla
crisi, la risalita dei mercati, i decimali del Pil in aumento dello zero
virgola zero qualchecosa, sono al centro dei loro pensieri; esultano per la
scoperta di giacimenti petroliferi sotto i poli in liquefazione (viva dunque
l'effetto serra!), dedicano grida di giubilo alla Fiat cinese. Nei grandi
meeting internazionali fissano riduzioni di gas climalteranti che, al di la'
della loro assolutamente ipotetica messa in opera, non basterebbero certo a
compensare l'aumento dei gas medesimi dovuti all'auspicata crescita. Nel
migliore dei casi si strumentalizza la ricerca ambientalista per energie
rinnovabili e sistemi produttivi meno inquinanti, sfacciatamente
rilanciandola come "green growth", assimilandola cioe' alla stessa logica
che mette a rischio il futuro.
In questa situazione non basta impegnarsi per cambiare il modello di
trasporto. Occorre aggredire radicalmente il modello economico oggi attivo.
Oscar Marchisio lo sapeva bene, e piu' volte ne avevamo discusso. Per
discuterne ancora lo avevo chiamato dopo aver letto il suo ultimo articolo.
Non ho avuto risposta. Il giorno dopo, aprendo i giornali, ho capito
perche'.

5. TERRA. GIANNI MATTIOLI, MASSIMO SCALIA: ALLARME SCORIE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 12 settembre 2009 col titolo "Allarme
scorie"]

Lo scoop del "Manifesto" riporta a galla, e' il caso di dirlo, l'annosa
vicenda delle navi dei veleni, delle "carrette" a perdere che "armatori"
tanto criminali quanto astuti facevano affondare, a partire dagli anni '80,
attorno alle coste italiane, soprattutto a sud, per smaltire rifiuti tossici
o addirittura radioattivi a costo zero invece che ai costi, elevati,
previsti. Di piu', la perdita delle carrette affondate veniva risarcita
dalle case assicuratrici. Nessuna meraviglia quindi se furono i Lloyds di
Londra tra i primi a denunciare 39 affondamenti presso le coste italiane.
Nonostante l'impegno della Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti
("Ecomafie") che appoggio' con determinazione l'azione delle procure piu'
sensibili e attente alla questione, non si cavo' un ragno da un buco,
incluse le ricerche fatte espletare dall'Anpa per la "Rigel", affondata nel
1987 in prossimita' di capo Spartivento nel sud della Calabria (non si
trovo' nulla: forse non fu felice la scelta della societa' operativa cui
venne affidata la ricerca).
Si capi' subito che il traffico di rifiuti pericolosi aveva alte
complicita', si ammantava di progetti "internazionali" quali l'Oceanic
Disposal Management di Giorgio Comerio, che intendeva inabissare nei fondali
piu' scoscesi - tipo quelli della Calabria, ma non solo - i "penetratori",
cioe' dei contenitori ogivali carichi di scorie tossiche e radioattive. Il
traffico attraversava tutto il Mediterraneo, aveva superato lo stretto di
Suez per raggiungere le coste della Somalia e la "Ecomafie" fu la prima sede
istituzionale a ufficializzare l'ipotesi della waste connection - armi ai
signori della guerra somali in cambio di territorio per lo smaltimento dei
rifiuti tossici - alla base dell'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin,
che attendono ancora giustizia.
Oggi la solerzia di una procura e le precise indicazioni di un pentito
cominciano a togliere veli a una verita' che era rimasta indimostrata. Ma in
quale contesto avviene questo "svelamento"?
Le ricerche del robot a largo di Cetraro avvengono non troppo lontano dalla
"collina del Cesio 137", ritornata alla ribalta pochi giorni fa. E viene
fuori l'immagine di un Paese in cui la labilita' dei controlli e' troppo
spesso un argine immaginario all'incosciente avidita' di ditte e operatori,
che si sono storicamente avvalsi della criminalita' organizzata, fossero i
casalesi o la 'ndrangheta, per smaltire rifiuti di ogni genere. Si scorge
sempre piu' corposa la minaccia di contaminazioni radioattive in territori
gia' lesi da una loro fragilita' di fondo, dal disboscamento selvaggio, da
un abusivismo demenziale. Un Paese vulnerato e vulnerabile dove "garantire
la sicurezza" e' un obiettivo che non riguarda solo la violenza
"metropolitana" e non, ma addirittura la capacita' e la volonta' di
assicurare almeno quella fisica. Un Paese che, a proposito di
radioattivita', non ha ancora un deposito per i rifiuti di "seconda
categoria", quelli piu' gestibili, per colpa di un governo che proprio col
piglio militaresco usato con il decreto Scanzano (novembre 2003) rivelo' una
vena autoritaria e al tempo stesso fallimentare rispetto alla soluzione del
problema.
Un governo che si fa vanto del nucleare e marcia imperturbabile in una
direzione reazionaria, nel senso piu' proprio della parola, rispetto alla
politica dei tre 20% della Ue, divenuta riferimento per Obama e la stessa
Cina.
Fa rabbrividire che si possa affrontare il nucleare e il suo complesso ciclo
nello stesso modo con cui si acquisisce il titolo di miglior premier degli
ultimi 150 anni. Affronti almeno Berlusconi, al suo quarto governo, la
gestione delle scorie del nucleare, assai modesto, che si e' fatto da noi.
Mentre Scajola va avanti intrepido, fa annusare la mappa dei siti che gli
hanno passato Enel e Edf e propone: perche' no una centrale atomica a
Termini Imerese? Si potrebbe pensare a una riconversione industriale e
occupazionale dell'area. Magari trova anche qualche sindacalista disposto a
credergli.

6. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

7. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

8. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

9. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO
DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 227 del 16 settembre 2009

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