Coi piedi per terra. 59



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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 59 del 3 dicembre 2007

In questo numero:
1. Domani a Viterbo
2. Dal convegno nazionale dell'Associazione dei Medici per l'Ambiente un
forte sostegno all'impegno per la riduzione del trasporto aereo
3. Roberto Barcaroli: Intervento al congresso regionale di Legambiente
svoltosi a Roma il 17-18 novembre
4. Paolo Baroni: L'Italia degli aeroporti inutili
5. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. INCONTRI. DOMANI A VITERBO
[Osvaldo Ercoli, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia'
consigliere comunale e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa
dell'ambiente, per la pace e i diritti di tutti, e' per unanime consenso nel
viterbese una delle piu' prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e
la sua limpida generosita' a Viterbo sono proverbiali. E' tra gli animatori
del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per una
riduzione del trasporto aereo.
Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di
medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in
Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica
presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione
di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani
sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato
sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11,
pp. 41-47, 1993. Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus
(Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di
numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario
nei paesi africani. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta'
nazionale ed internazionale. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e'
impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla
nonviolenza e al rispetto dell'ambiente.
Peppe Sini, gia' consigliere comunale e provinciale, e' stato tra gli anni
'70 e '90 uno dei principali animatori del movimento che si opponeva alle
servitu' energetiche e militari nell'Alto Lazio, e il principale animatore
del movimento che si oppose al devastante progetto autostradale della
cosiddetta "Supercassia"; nel 1979 ha fondato il Comitato democratico contro
l'emarginazione che ha condotto rilevanti campagne di solidarieta'; nel 1987
ha coordinato per l'Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela
allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano; nel 1999 ha
ideato, promosso e realizzato l'esperienza delle "mongolfiere della pace"
con cui ostacolare i decolli dei bombardieri che dalla base di Aviano
recavano strage in Jugoslavia; nel 2001 e' stato l'animatore dell'iniziativa
che - dopo la tragedia di Genova - ha portato alla presentazione in
parlamento di una proposta di legge per la formazione delle forze
dell'ordine alla nonviolenza; e' stato dagli anni '80 il principale
animatore dell'attivita' di denuncia e opposizione alla penetrazione dei
poteri criminali nell'Alto Lazio - e negli anni '90 ha presieduto la
Commissione d'inchiesta ad hoc istituita dal Consiglio Provinciale di
Viterbo -; dal 2000 e' direttore del notiziario telematico quotidiano "La
nonviolenza e' in cammino".
Giuseppe Nascetti e' professore ordinario di Ecologia all'Universita' della
Tuscia (Viterbo). Dal sito della Societa' italiana di ecologia (Site)
riprendiamo le seguenti notizie: "... con i suoi collaboratori da oltre 25
anni si occupa dello studio della struttura genetica di popolazioni
naturali. Gli argomenti affrontati spaziano dalla diversita' genetica inter-
e intrapopolazionale, alle relazioni genotipo-ambiente, dal ruolo evolutivo
del flusso genico, all'ibridazione in natura, ai meccanismi di speciazione,
alla coevoluzione parassita-ospite. Un importante filone di ricerca riguarda
la revisione tassonomica e lo studio della genetica della conservazione di
anfibi europei mediante marcatori biochimici e molecolari. Piu' in generale,
negli ultimi anni gli studi del prof. Nascetti si sono orientati sulle
relazioni tra eterogeneita' ambientale e diversita' genetica. Questi studi
hanno originato circa 200 lavori pubblicati anche su riviste internazionali
qualificate (Evolution, Can. J. of Zoology, Int. J. Parasitol., J.
Parasitol., Syst. Parasitol., J. Herpetol., J. Evol. Biol., Molecular
Ecology, etc.). Il prof. Nascetti e' Direttore del Dipartimento di Ecologia
e Sviluppo Economico Sostenibile (Decos) dell'Universita' della Tuscia. E'
stato ed e' tuttora coordinatore o partecipante di Progetti comunitari nel
settore della conservazione e della gestione della biodiversita'
(CFP-96-051; FAIR PL-97-3494; QLKCt1999-01438). E' coordinatore o
partecipante di progetti del V e VI Piano Triennale della Pesca ed
Acquacoltura del Ministero per le Politiche Agricole ed e' stato
Responsabile Scientifico di un'Unita' di Ricerca partecipante ai Programmi
di Cofinanziamento Murst 1997 'Conservazione della biodiversita' e gestione
sostenibile dei biotopi salmastri delle coste italiane' e Murst 1999
'Biodiversita' e disturbo ambientale nelle acque salmastre'. E' inoltre
Responsabile scientifico del progetto Life Natura 'Recupero ambientale della
Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia' (LIFE 02NAT/IT/8523). Il prof.
Nascetti e' responsabile scientifico del progetto 'Azione I.1.7:
Sperimentazione Iczm (Integrated Coastal Zone Management) in aree pilota'
finanziato dalla Regione Lazio. Il prof. Giuseppe Nascetti fa parte del
Consiglio Direttivo del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le
Scienze del Mare (Conisma). E' direttore del Dottorato in 'Ecologia e
Gestione delle Risorse Biologiche' dell'Universita' della Tuscia di Viterbo,
con l'Universita' 'La Sapienza' di Roma come sede consorziata". Dalla stessa
fonte riportiamo anche le seguenti riflessioni e proposte del professor
Nascetti: "Ci sono alcune questioni che sento particolarmente
significative...: a) il ruolo dell'ecologia. Tutti noi ci siamo scontrati
ripetutamente con la scarsa considerazione in cui la nostra disciplina e'
tenuta a livello di ricerca nazionale. L'assenza dell'ecologia come parola
chiave nei Cofin e le passate assegnazioni degli stessi parlano da sole.
Penso che una simile situazione possa essere migliorata solo grazie ad
un'azione politica decisa, diretta e indiretta, a livello di Direzione
Generale del Miur per la quale intendo impegnarmi fortemente. b) il ruolo
degli ecologi. La presenza degli ecologi sui temi della gestione sostenibile
dell'ambiente ad oggi non e' assolutamente rappresentativa, e le nostre
competenze sono in gran parte coperte da altre categorie piu' forti a
livello corporativo ma decisamente meno preparate. Inoltre, le nostre
indicazioni sono molto spesso eluse dagli amministratori, nonostante la loro
base scientifica... e' possibile coordinarsi per rivendicare in maniera
massiccia e coesa il nostro ruolo ai vari livelli (Ministeri, Agenzie,
Regioni, Province, Enti Locali etc). c) il ruolo dellÃecologia nei corsi di
laurea. Ho fatto parte della Commissione Nazionale dei Presidenti di Corsi
di Laurea in Scienze Ambientali, che ha operato il passaggio dal vecchio al
nuovo ordinamento. In tale sede, pur avendo difeso strenuamente insieme al
Professor Moroni il ruolo centrale dell'ecologia nel Corso di Laurea in
Scienze Ambientali, ho dovuto purtroppo constatare un assottigliamento delle
discipline ecologiche negli attuali corsi di studi sia di primo sia di
secondo livello, e soprattutto nelle Scienze Ambientali, anche se non solo.
E' quindi necessaria un'opera di sensibilizzazione, anche all'interno degli
ecologi stessi, per restituire all'ecologia il ruolo fondamentale che le e'
proprio nell'ambito delle Scienze Ambientali, ed anche nelle Scienze
Naturali e Biologiche".
Mauro Mocci, medico, epidemiologo, esperto di patologie derivanti da
inquinamento, e' impegnato nel movimento "no coke" dell'Alto Lazio.
Impegnato nell'esperienza dei "Medici per l'ambiente", e' stato relatore a
molti convegni.
Gennaro Francione, magistrato, e' Consigliere di Corte di Cassazione,
giudice presso la sezione penale del Tribunale penale di Roma e membro del
comitato scientifico del Centro Studi Informatica Giuridica di Firenze; ed
e' anche scrittore, saggista, drammaturgo, artista, ricercatore. Dalla
Wikipedia, edizione italiana, riprendiamo per stralci la seguente voce:
"Gennaro Francione (Torre del Greco, 1 aprile 1950) e' uno scrittore
italiano. Personaggio poliedrico, ha svolto anche attivita' di attore e
regista teatrale, saggista, pittore. Dal punto di vista artistico e'
influenzato dalla Hacker art, dall'arte neogotica e dalla cosiddetta
cyber-cultura. E' inoltre Consigliere di Corte di Cassazione, giudice presso
la sezione penale del Tribunale penale di Roma e membro del comitato
scientifico del Centro Studi Informatica Giuridica di Firenze. E' stato
autore di diverse sentenze che hanno fatto molto discutere. Nel febbraio
2001 ha assolto quattro venditori di cd contraffatti per "stato di
necessita'" dato da "bisogno alimentare non altrimenti soddisfatto",
decisione che e' stata poi definita dallo stesso Francione "sentenza
anticopyright"; in merito ad essa e' stata presentata un'interrogazione
parlamentare, ma il Consiglio Superiore della Magistratura ha assolto il
giudice nell'inchiesta che ne e' scaturita. Francione e' fondatore e
presidente dell'Unione Europea dei Giudici Scrittori ed ha promosso il
Movimento Utopista - Antiarte 2000. E' consulente artistico del Museo del
Cinema di Roma. Gli e' stato assegnato il Premio della Cultura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri negli anni 1995, 1997, 2003, 2005".
Tra le opere di Gennaro Francione: oltre a vari romanzi, testi teatrali e
saggi di vario argomento segnaliamo almeno i seguenti lavori di argomento
giuridico: La pirateria informatica, Edizioni D'Agostino, Roma 1995;
L'usura. Diritto e Rovescio, Edizioni D'Agostino, Roma 1995; Il
patteggiamento, Edizioni D'Agostino, Roma 1995; Tutela dell'intelligenza
informatica, Edizioni D'Agostino, Roma; Violenza alle donne, Gee, Roma 2000;
Pedofilia, analisi di un problema irrisolto, Edizioni D'Agostino, Roma;
Delinquenza giovanile (con F. Scala, G. Scala), Gee, Roma 1992; L'errore del
giudice, contro il processo indiziario (con interventi di Enzo Albano,
Giuseppe Dante, Ferdinando Imposimato e Angelo Macri), Editrice Ianua, Roma
2002; Processo agli animali (Il bestiario del giudice), Gangemi, Roma 1996;
I diritti degli animali, la responsabilita' penale con gli animali, la
responsabilita' civile con gli animali (in tre volumetti), Edizioni
D'Agostino, Roma 1995; Vademecum del consumatore: contro la pubblicita'
ingannevole (con David Gregor De Bono), Lupetti, Milano 1995]

Si terra' presso la sala delle conferenze della Provincia di Viterbo, a
Palazzo Gentili, in via Saffi, martedi' 4 dicembre 2007 con inizio alle ore
16,30 un convegno su "Le emergenze ambientali e sanitarie nell'Alto Lazio.
La situazione attuale, le azioni da proseguire, le iniziative da
intraprendere", terzo dei convegni di approfondimento scientifico promossi
dal Comitato che si oppone al terzo polo aeroportuale del Lazio e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo (i due precedenti convegni si sono
svolti il 21 settembre e il 18 ottobre).
*
Il programma e' il seguente:
1. Apertura: presidenza di Osvaldo Ercoli; intervento di apertura di
Antonella Litta; interventi di saluto di rappresentanti istituzionali;
introduzione di Peppe Sini: "Modello di sviluppo di servitu', intreccio
politico-affaristico, penetrazione dei poteri criminali, devastazione
ambientale nell'Alto Lazio: una ricostruzione storica, un modello di
analisi, alcune proposte di intervento".
2. Relazioni: relazione di Giuseppe Nascetti, docente di ecologia
all'Universita' della Tuscia: "Alto Lazio in emergenza. Gli aspetti
ambientali"; relazione di Mauro Mocci, medico, epidemiologo: "Alto Lazio in
emergenza. Gli aspetti sanitari"; relazione di Gennaro Francione,
magistrato: "Alto Lazio in emergenza. Gli aspetti giuridici. Natur e Kultur
nell'Alto Lazio per la difesa costituzionale del territorio".
3. Esperienze e riflessioni: interventi dei comitati, i movimenti, le
associazioni impegnate per il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente
e dei beni comuni, la lotta contro l'economia illegale, la corruzione
politico-amministrativa e la penetrazione dei poteri criminali nell'Alto
Lazio.
4. Dibattito e conclusioni.

2. INIZIATIVE. DAL CONVEGNO NAZIONALE DELL'ASSOCIAZIONE DEI MEDICI PER
L'AMBIENTE UN FORTE SOSTEGNO ALL'IMPEGNO PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO
AEREO
[Riportiamo il seguente comunicato del comitato del 2 dicembre 2007, dal
titolo completo: "Dal convegno nazionale dell'Associazione dei Medici per
l'Ambiente un forte sostegno all'impegno per la riduzione del trasporto
aereo. Un forte intervento del dottor Mauro Mocci, un chiaro sostegno della
dottoressa Rina Guadagnini, la solidarieta' del professor Gianni Tamino al
comitato viterbese. La soddisfazione della dottoressa Antonella Litta: 'Da
questo prestigioso consesso scientifico un aiuto autorevolissimo alla nostra
lotta in difesa dell'ambiente e della salute'. L'Associazione dei Medici per
l'Ambiente realizzera' una commissione specifica sul tema"]

Si e' svolto ad Arezzo dal 29 novembre al primo dicembre il convegno
nazionale di studi sul tema "La pandemia silenziosa. Inquinamento ambientale
e danni alla salute" organizzato dall'Associazione italiana medici per
l'ambiente (articolazione italiana dell'Isde - International Society of
Doctors for the Environment).
Al prestigioso convegno, aperto con un ricordo del professor Lorenzo Tomatis
(l'illustre medico e scienziato per decenni alla guida dell'Agenzia
internazionale per le ricerche sul cancro (Iarc) di Lione, presidente di
Isde-Italia, recentemente scomparso), hanno partecipato numerosissimi
medici, biologi, scienziati.
Il convegno si e' articolato in quattro sessioni: la pandemia silenziosa: la
fragilita' del bambino; inquinamento ambientale e salute; inquinamento
atmosferico e danni alla salute; buone pratiche per la riduzione
dell'inquinamento.
*
In piu' interventi una particolare attenzione e' stata dedicata alla
tematica della riduzione del trasporto aereo, ed anche in particolare e'
stato espresso un persuaso sostegno all'impegno del comitato viterbese
affinche' non si realizzi a Viterbo un nocivo e devastante mega-aeroporto
per voli low cost.
Il dottor Mauro Mocci, particolarmente apprezzato anche per il suo impegno a
fianco dei comitati "no coke" contro la riconversione a carbone della
centrale di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia, ha illustrato il grave danno
all'ambiente e alla salute dei cittadini di Viterbo e dell'Alto Lazio che
deriverebbe dalla realizzazione del mega-aeropoto per voli low-cost. Se
disgraziatamente si realizzasse questo aeroporto si verificherebbe una
situazione analoga a quella che ormai da anni subiscono i cittadini di
Ciampino: un grave inquinamento acustico, elettromagnetico e dell'aria.
Inoltre a Viterbo sarebbe devastata per sempre l'area termale del Bulicame,
un'area di grande rilevanza naturalistica, culturale, sociale; un'area
importante  anche dal punto di vista della salute in quanto sede di
stabilimenti per le cure termali. Il progetto aeroportuale e' inoltre privo
della Valutazione d'impatto Ambientale (Via), della Valutazione ambientale
strategica (Vas) e della Valutazione d'impatto sanitario. La situazione
descritta dal dottor Mocci ha trovato grande attenzione tra i partecipanti
al convegno e ne e' disceso l'impegno per la costituzione di una commissione
di studio.
Subito dopo la dottoressa Rina Guadagnini, biologa, del Comitato scientifico
nazionale di Legambiente, ha ribadito l'urgenza di ridurre e non
incrementare il traffico aereo perche' estremamente inquinante per
l'ambiente e dannoso per la salute umana.
Il professor Gianni Tamino, dell'Universita' di Padova, ha posto
l'attenzione anche sul problema dei cambiamenti climatici e come questi
determinino siccita' ed uragani e quindi la morte per fame di milioni di
esseri umani privati dell'accesso al cibo. Anche qui deve essere applicato
il principio di precauzione: se sappiano che un agente inquinante puo' far
ammalare, se sappiamo che il riscaldamento climatico puo' determinare danni
alla biosfera cosi' gravi da provocare milioni di morti, non possiamo e non
dobbiamo aspettare queste morti per affermare che bisogna cambiare strategie
economiche, rivedere le scelte ed evitare l'esposizione a determinati
fattori di rischio. Il professor Tamino ha espresso la sua solidarieta' al
comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione
del trasporto aereo: ridurre il trasporto aereo e' infatti una delle scelte
indispensabili per contrastare l'effetto serra.
*
La dottoressa Antonella Litta, portavoce del comitato che si oppone
all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, e
referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente
(International Society of Doctors for the Environment - Italia), ha espresso
viva soddisfazione per il sostegno che autorevolissime personalita' presenti
al prestigioso convegno scientifico hanno dichiarato all'impegno per la
riduzione del trasporto aereo, questione su cui l'International Society of
Doctors for the Environment - Italia promuovera' un'apposita commissione di
lavoro. "Da questo prestigioso consesso scientifico viene un aiuto
autorevolissimo alla nostra lotta in difesa dell'ambiente e della salute
delle persone".
*
Ai partecipanti al convegno e' stato diffuso - riscuotendo un ampio
apprezzamento - l'opuscolo realizzato dal comitato viterbese che illustra le
ragioni scientifiche, morali, civili dell'opposizione al terzo polo
aeroportuale del Lazio.

3. RIFLESSIONE. ROBERTO BARCAROLI: INTERVENTO AL CONGRESSO REGIONALE DI
LEGAMBIENTE SVOLTOSI A ROMA IL 17-18 NOVEMBRE 2007
[Ringraziamo Roberto Barcaroli (per contatti: r.barcaroli at libero.it) per
averci messo a disposizione il testo dell'intervento svolto al Congresso di
Legambiente del Lazio a Roma il 18 novembre 2007.
Roberto Barcaroli e' impegnato nel Comitato per la riduzione dell'impatto
ambientale dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it)]

Gli aerei non hanno ne' silenziatore ne' marmitta catalitica: il rumore che
producono e gli inquinanti generati dalle migliaia di litri di kerosene che
bruciano per ogni ora di volo, entrano nell'atmosfera e nei nostri polmoni
senza alcun filtro che li intercetti e ne riduca l'impatto ambientale
devastante.
Ogni aereo di linea che decolla o atterra nell'aeroporto di Ciampino
equivale a 500 auto euro zero oppure a 20.000 auto euro 4.
Si', perche' l'industria dell'auto, per poter continuare ad esistere, ha
dovuto investire in tecnologie di riduzione dell'impatto ambientale e
un'auto euro zero dei primi anni '90 equivale a 40 (quaranta) auto euro 4
(dati da "Quattroruote", febbraio 2007, p. 215).
All'industria aeronautica invece e' stato concesso l'incredibile privilegio
di non avere questi vincoli, ne' sul piano tecnico (nessuno le ha chiesto di
mettere la marmitta catalitica o il silenziatore agli aerei), ne' su quello
fiscale, dato che il kerosene e' completamente detassato.
I miglioramenti tecnici e le minime riduzioni dell'impatto ambientale dei
motori aeronautici che si sono avute negli ultimi venti anni sono prodotti
secondari di una ricerca mirata a migliorare le prestazioni dei motori e non
la compatibilita' degli aerei con l'ambiente.
Cento voli low cost al giorno a Ciampino equivalgono quindi al passaggio di
due milioni di auto euro 4; probabilmente, concentrato in due chilometri di
pista, c'e' piu' dell'inquinamento prodotto da tutto il raccordo anulare di
Roma.
*
Ogni giorno sulla pista di Ciampino, a 150 metri dai palazzi della citta',
vengono bruciate almeno 60 tonnellate di kerosene e l'inquinamento prodotto
viene scaricato senza alcun filtro direttamente nell'aria della citta',
mentre l'enorme rumore che gli aerei producono (superiore ai limiti di
legge, come dimostrato dalle misure fatte da Legambiente e dalle centraline
successivamente installate dal Comune di Ciampino) ci impedisce di vivere
una vita normale.
Per non parlare dell'inquinamento prodotto nella fase di decollo e
atterraggio sopra le case, le scuole e gli asili delle frazioni di Marino
(Santa Maria delle Mole e Cava dei Selci) e del X Municipio di Roma.
Nelle frazioni di Marino, abitate da 25.000 persone, nel mese di novembre il
95% degli insegnanti delle scuole locali hanno aderito ad una lettera di
protesta, inviata al sindaco della citta' e ai ministri responsabili, per le
continue interruzioni delle lezioni causate dal rumore degli aerei che
sorvolano a bassa quota le scuole.
Ma questo non basta! Nessuna delle normali misure di tutela dei cittadini e
dei passeggeri e' stata adottata ne' per i movimenti degli aerei a terra ne'
per le rotte di arrivo e partenza: infatti, gli aerei a terra tengono i
motori accesi per ore intere, quando anche in grandi aeroporti come
Fiumicino li possono tenere accessi solo pochi minuti prima del decollo e
dopo l'atterraggio. Le rotte di decollo e atterraggio a Ciampino non
prevedono alcuna "procedura antirumore" e consentono agli aerei di passare a
bassissima quota sopra gli asili, le scuole e le case. E' ben diversa la
situazione in tutti gli altri aeroporti (come ad esempio Capodichino) dove
esistono regole precise e rotte antirumore che, se non rispettate, danno
luogo a gravi sanzioni per piloti e compagnie.
E' ben diversa la situazione nei piu' civili paesi d'Europa, dove prima di
aumentare il traffico aereo si effettuano le analisi dell'impatto ambientale
e si consulta la popolazione. Dove, se non si trova il consenso della
popolazione, le opere e gli incrementi di traffico non si fanno.
*
Le conseguenze di questo far west aeroportuale pesano sulla salute dei
cittadini, come ha dimostrato lo studio commissionato dal Comune di Ciampino
all'Universita' La Sapienza di Roma sulle cause di morte in questo
territorio.
E come anche dimostra la grande preoccupazione dei medici di base di
Ciampino e Marino preoccupati per l'elevato consumo di farmaci antitumorali
e per la forte presenza di patologie come l'asma nei bambini e i tumori ai
polmoni, normalmente connesse a situazioni di forte inquinamento ambientale.
La preoccupazione dei medici di base si e' concretizzata nella promozione da
parte loro (con l'approvazione della Asl RM H) di una ricerca epidemiologica
autogestita.
Nessuna valutazione di impatto ambientale, nessuna misura dell'inquinamento
e del rumore previste dalla legge sono mai state fatte per tutelare i quasi
300.000 cittadini colpiti, prima di aumentare il traffico di oltre il 600%
negli ultimi cinque anni, portandolo a livelli mai raggiunti nei quasi cento
anni di vita di questo aeroporto. E' come se a fianco del vecchio aeroporto
fossero stati costruiti altri cinque aeroporti, senza alcuna valutazione di
impatto ambientale sui cittadini e sul territorio.
Sono state le campagne di misura dell'inquinamento acustico e da PM10
condotte da Legambiente Lazio che hanno permesso, nel 2005 e nel 2006, di
rompere il muro di omerta' che impediva di avere qualsiasi misura della
situazione ambientale da chi pure era tenuto per legge a farle (AdR e
Arpa-Lazio). E la rottura del muro di omerta' ha aiutando il comune di
Ciampino e i cittadini a vincere la loro battaglia per ottenere
l'installazione di centraline Arpa per la rilevazione del rumore e della
qualita' dell'aria.
Le proteste dei cittadini hanno trovato subito l'appoggio delle
amministrazioni locali di Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma. I
sindaci di Ciampino e Marino e il presidente del X Municipio sono presenze
fisse alle manifestazioni promosse dai comitati dei cittadini e hanno messo
sempre il loro peso istituzionale nelle trattative con il Comune di Roma
(nel cui territorio ricadono i due terzi dell'aeroporto), con la Provincia
di Roma, con la Regione e con il Ministero dei Trasporti. In tre successivi
tavoli di concertazione i cittadini e le amministrazioni comunali si sono
battuti per riportare il traffico ai livelli del 2001, mandando altrove le
compagnie low cost e ripristinando il ruolo di solo aeroporto di Stato
dell'aeroporto di Ciampino.
Nel 2005 fu l'allora assessore all'Ambiente della Regione, Bonelli, a
promuovere il primo tavolo; nel 2006 fu il sindaco di Roma Veltroni a
promuovere il secondo; e nel 2007 fu lo stesso Ministro dei Trasporti
Bianchi.
Ma in tutti i tavoli i cittadini si sono sempre trovati di fronte le
autorita' istituzionali che riconoscevano la gravita' della situazione e il
fatto che l'aeroporto di Ciampino e' diventato un'emergenza sanitaria per il
territorio, contrapposte ad Enac, AdR e compagnie low cost (Ryanair
soprattutto) che respingevano ogni possibilita' di soluzione, difendendo il
"diritto" dell'interesse economico a prevalere sul diritto alla salute dei
cittadini. E, nonostante le direttive politiche delle istituzioni
indicassero sempre la necessita' di riportare il traffico a livelli
compatibili con il territorio, sono sempre stati gli interessi di AdR e
delle compagnie aeree, spalleggiate dall'Enac, a prevalere.
*
Quando, finalmente, nel luglio 2007 l'Enac, su pressione del Ministero dei
Trasporti, ha emanato un'ordinanza che limitava il numero massimo di voli
commerciali giornalieri da 138 a 100, a causa delle condizioni di
manutenzione della pista di volo, e' stato il Consiglio di Stato, su ricorso
della Ryanair, ad intervenire "con inaudita solerzia" per bloccarla.
Il traffico a Ciampino ha continuato a crescere inesorabilmente ed e' stata
la volonta' dell'Enac, di AdR e delle compagnie low cost a prevalere sulle
direttive politiche.
Per queste ragioni i comuni di Ciampino e Marino e il X Municipio di Roma,
insieme ai comitati dei cittadini di questo territorio si sono fatti
promotori di una giornata di protesta intitolata "S.O.S. vita" per il 6
dicembre 2007, alla quale hanno dato la loro adesione anche le associazioni
dei commercianti e degli artigiani, i sindacati e le associazioni di
cittadini del territorio. Numerose iniziative di protesta si svolgeranno
contemporaneamente il 6 dicembre a Ciampino, Marino e nel X Municipio di
Roma, e le numerose adesioni verranno pubblicate sui siti dei comuni e dei
cittadini.
*
Mentre si parla di costruire un terzo e, forse, un quarto aeroporto nel
Lazio per ospitare i voli low cost, ancora non e' stato fatto alcun
intervento sull'emergenza sanitaria di Ciampino. Ma l'unico intervento
efficace sarebbe la chiusura al traffico civile di questo aeroporto e
l'adozione di tutte le possibili misure di salvaguardia della popolazione e
del territorio anche nel caso della continuazione della sua attivita' come
aeroporto di Stato.
E' diventato inoltre urgente che il governo e le altre istituzioni dello
Stato intervengano, sia sul piano nazionale che presso l'Unione Europea, per
attivare subito un processo che porti gli aerei ad abbattere le loro
emissioni almeno nella stessa misura delle automobili. Anche gli aerei
devono avere la marmitta catalitica e il silenziatore. Anche gli aerei
devono essere obbligati a diventare "Euro 4".
Oppure lo sviluppo travolgente del trasporto aereo previsto per i prossimi
anni (solo per Roma si prevede di passare da 35 a 100 milioni di passeggeri
all'anno entro il 2020) semplicemente non e' possibile.
Nello stesso modo non e' sostenibile ne' etico continuare a fingere che i
voli low cost possano costare veramente un euro! E' una truffa e un insulto
verso l'intelligenza dei cittadini europei.
La verita' e' che far volare un aereo costa a Ryanair come costa ad
Alitalia, solo che la differenza nel prezzo del volo low cost la pagano il
territorio, la salute dei cittadini e le tasche dei contribuenti.
Basta con il turismo locusta e con le compagnie aeree che non si fanno
carico di un atteggiamento di responsabilita' sociale e etica.
Non e' accettabile che ogni turista che arriva in aereo a Ciampino inquini
come 130 auto Euro 4 (20.000 auto Euro 4 per aereo / 150 passeggeri per
aereo).

4. RASSEGNA STAMPA. PAOLO BARONI: L'ITALIA DEGLI AEROPORTI INUTILI
[Dal quotidiano "La Stampa" del 26 novembre 2007, col titolo "L'Italia degli
aeroporti inutili" e il sommario "Tutti in perdita nonostante i 'low cost'".
Paolo Baroni e' giornalista del quotidiano "La Stampa"]

Aeroporti di condominio, dietro l'angolo. Nell'Italia dei mille campanili
tutti vorrebbero atterrare vicino a casa e per questo motivo sfornano
progetti a ripetizione, fanno lobbing, chiedono soldi. Manca una vera
programmazione nazionale, il numero degli scali rischia di crescere in
maniera incontrollata. In Sicilia, nonostante a meta' 2008 entri in funzione
Comiso, il sesto aeroporto dell'isola (40 milioni di spesa per un bacino di
traffico che al massimo arrivera' a 3-400 mila passeggeri l'anno), ci sono
Messina, Agrigento, Enna che premono per averne uno tutto loro. I piu'
testardi sembrano gli agrigentini che nonostante la bocciatura dell'Enac
(Ente nazionale aviazione civile) hanno gia' predisposto un progetto di
fattibilita' e recuperato i primi 35 milioni di euro. Fondi concessi in gran
parte dalla Regione Sicilia e solo in minima parte dai privati.
Nel Lazio dopo mesi di tira e molla per scegliere un'alternativa a Ciampino,
la disputa tra Frosinone e Viterbo sta per risolversi all'italiana: via
libera a entrambi, a Viterbo il terzo scalo riservato ai low cost, a
Frosinone il quarto - piu' piccolo - con i soldi della Regione. A Siena, tra
mille proteste, Comune, Camera di Commercio e Banca Montepaschi stanno
pensando di ristrutturare lo scalo di Ampugnano: spesa prevista 70 milioni
per un traffico che solo nel 2020 potrebbe arrivare a sfiorare i 500 mila
passeggeri. Come? Non si sa, perche' a detta dei tecnici sulla nuova pista
non riusciranno ad atterrare nemmeno i piccoli Atr. Poi ci sono i piani di
potenziamento delle strutture gia' autorizzate: da Aosta a Biella, da Parma
a Treviso, da Caserta a Brindisi e' tutto un fiorire di progetti.
*
Nessun beneficio
Ufficialmente gli aeroporti civili italiani sono 101, e di questi ben 45
sono aperti al traffico commerciale. Ma solamente 21 superano la soglia del
milione di passeggeri l'anno, sotto la quale stando agli esperti si lavora
in perdita. Appena 19 scali sono serviti dall'Alitalia, tutti gli altri
vivacchiano grazie a compagnie minori e vettori low-cost, che magari
assicurano anche volumi importanti di traffico ma in cambio pretendono
tariffe scontatissime. Insomma, i piccoli aeroporti sono piu' un costo che
un beneficio. Non solo, ma contribuiscono a disperdere finanziamenti,
richiedono una mole considerevole di altre spese a carico delle casse
pubbliche (dalla viabilita' accessoria ai nuovi parcheggi, dai servizi
anti-incendio ai controlli doganali) e spesso si cannibalizzano uno con
l'altro. Come accade tra Rimini e Forli'. I casi piu' clamorosi degli ultimi
anni sono quelli di Taranto (a fronte di una spesa di 100 milioni di euro
nel 2006 ha visto transitare appena 16 passeggeri) e di Vicenza (dove l'anno
passato si e' registrato un solo volo al giorno). Altri 11 scali, pero', non
arrivano a 100 mila utenti e 9 stanno sotto il mezzo milione. Il grosso del
traffico aereo nazionale, infatti, si concentra (giustamente) su pochi
grandi poli: il sistema aeroportuale milanese (Malpensa, Linate, Orio al
Serio) gestito dalla Sea svetta con 36,5 milioni di passeggeri, seguito da
quello romano (Fiumicino+Ciampino) con 34,6, da quello veneto
(Venezia-Treviso) con 7,6, da Napoli e Catania con poco piu' di 5 milioni di
passeggeri a testa. In vent'anni l'Italia ha investito ben 2,5 miliardi di
euro in questo tipo di infrastrutture: 680 milioni su Fiumicino, 420 per
Malpensa, mentre a tutti gli altri scali sono stati spalmati 550 milioni di
euro di fondi dello Stato, 500 milioni di fondi Ue e 200 milioni messi a
disposizione dalle Regioni. "Spendiamo un sacco di soldi e poi abbiamo gli
aeroporti piu' scassati del mondo - protesta un frequent flyer come il
presidente dell'Enel, Piero Gnudi - all'estero invece ci sono dei veri
gioielli, il nuovo aeroporto di Madrid, quello di Shangai".
Il governo nel dicembre 2006, in piena crisi Alitalia, ha annunciato un
piano di riclassificazione per assicurare "un ordinato e coordinato sviluppo
del sistema aeroportuale nazionale". Ma poi non se n'e' saputo piu' nulla.
"In realta' - spiegano all'Enac - in questo campo valgono solo le regole
europee: quelli sopra i 5 milioni sono definiti aeroporti internazionali,
chi resta sotto e' scalo regionale. Una direttiva che non si puo' modificare
a piacimento". Dopo che il governo ha chiuso nel 2000 i rubinetti, e gli
unici investimenti sono finiti al Sud (dove da 30 anni non si faceva nulla e
molte aerostazioni erano al limite della decenza), lo Stato non effettua
piu' investimenti in maniera diretta. In compenso Regioni, Comuni e Province
non disdegnano di aprire i loro portafogli: per ragioni di prestigio,
innanzitutto.
*
L'incompiuta
E mentre i piccoli si moltiplicano i grandi soffrono: il caso piu' eclatante
riguarda Malpensa, l'eterna incompiuta. "Se guardiamo questo aeroporto
dobbiamo fare un grande sforzo... di fantasia ovviamente, per immaginare
tutto quello che dovrebbe esserci intorno e non c'e'", lamenta Alberto
Ribolla, ex presidente della Confindustria di Varese oggi consigliere
d'amministrazione della Sea. Che difende lo scalo lombardo e chiede allo
Stato di individuare alcune priorita', rafforzarle, farle crescere e poi
semmai pensare alle strutture di secondo livello.
"Anche in questo campo occorre investire sui 'moltiplicatori' - spiega
Ribolla - bisogna ripensare alla missione dei vari aeroporti e ricordarsi
che una flotta ha sempre bisogno di portaerei, altrimenti viene distrutta".

5. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac at tin.it

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 59 del 3 dicembre 2007

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