Manifesto delle Reti, Campagne, Movimenti Sociali e Organizzazioni Brasiliane in appoggio al Popolo Boliviano !!!



 
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Manifesto delle Reti, Campagne, Movimenti Sociali e Organizzazioni
Brasiliane in appoggio al Popolo Boliviano !!!
 
 
La BOLIVIA HA DIRITTO ALLA SOVRANITA¹ SULLE SUE RICCHEZZE!
 
I Movimenti Sociali, le organizzazioni, le reti e le altre entità
riconoscono il diritto del popolo boliviano a controllare le proprie
ricchezze naturali e a iniziare, con il governo di Evo Morales, la
ricostruzione della propria identità nazionale e popolare! La sovranità non
si discute, si rispetta!
Durante cinque secoli i boliviani hanno sofferto l¹estorsione delle loro
risorse naturali non rinnovabili da parte delle potenze coloniali e
imperiali. I minerali preziosi sono stati portati in Europa per arricchire
le sue nazioni e finanziare le sue guerre fratricide. Lo stagno è stato
portato via come materia prima di prodotti industriali di Europa e USA. Sono
rimasti i buchi, la povertà, l¹oblio.
 
Il Presidente Evo Morales, con l¹appoggio massiccio della popolazione, ha
decretato la nazionalizzazione dei campi e delle raffinerie straniere in
Bolivia. Quel che aveva promesso, e aveva già annunciato al mondo intero, lo
ha compiuto. Mezzo secolo dopo il Brasile, la Bolivia nazionalizza le sue
ricchezze energetiche. Perchè non riconoscere alla nazione sorella il
diritto  che abbiamo rivendicato come legittimo per noi e che ha dato
origine alla nostra maggiore impresa statale, la Petrobras? Oggi la
ricchezza naturale boliviana è praticamente ridotta al petrolio e al gas
naturale. E grazie all¹attività predatoria dei paesi ricchi, la Bolivia è
oggi il paese più impoverito dell¹America del Sud.
Nell¹ansia di attaccare questa decisione, i media brasiliani fingono di
ignorare la differenza tra nazionalizzazione e espropriazione. La vittoria
elettorale di Morales è stata significativa e egli si sente impegnato
nell¹emancipazione del popolo che lo ha eletto. Il suo gesto deve essere
inteso come il compimento di una promessa, una azione simbolica che vuole
mostrare al popolo e al mondo che la Bolivia intende recuperare il controllo
sul suo destino e avrà il proprio progetto di sviluppo!
 
In Brasile i mezzi di comunicazione e un ampia gamma di politici di destra
vanno all¹attacco. Da alcuni anni la società organizzata fa campagne contro
il gasdotto  Brasile-Bolívia. Erano gli anni di Itamar presidente. Un
argomento forte era la minaccia ambientale rappresentata da questo viadotto.
Ma c¹era un altro argomento. Le grandi transnazionali dei combustibili -
Amoco-Chevron, Total, Repsol, BP, volevano garantirsi profitti trasferendo
le spese della costruzione alla  Petrobrás. Al di là del fatto evidente che
si trattava di un cattivo affare per il Brasile, sono stati imposti alla
Petrobras i costo della costruzione, il rischio di cambio, la clausola
take-or-pay e l¹obbligo di acquisto del gas  a US$ 60 por kwh per una
vendita ad appena US$ 4. La stampa all¹epoca applaudì. E il danno di allora
fu molto maggiore di quello a cui la stessa stampa fa riferimento ora, in
conseguenza alla decisione del governo Morales. Perchè la stampa è stata
connivente allora e oggi vocifera contro la Bolivia ­ sarà per un improvviso
accesso di nazionalismo?
 
Al contrario. Si tratta di difendere i profitti di una impresa statale ­ la
Petrobras ­ le cui azioni sono oggi controllate da azionisti privati degli
USA nella proporzione del 60%, essendo il 49% di statunitensi e l¹11% di
teste di ferro in Brasile. Frutto del gesto criminale, dell¹allora
presidente Cardoso, di firmare la legge  n. 9478/1997, che modifica la
Costituzione del 1988, spezzando il monopolio statale e concedendo alle
imprese vincitrici dell¹asta di sfruttamento dei giacimenti la proprietà del
prodotto grezzo e il diritto di esportarlo. Questa legge permette anche la
vendita di azioni della Petrobras a stranieri. In tempi di crescente domanda
internazionale e di scarsezza sempre maggiore di questo prodotto è
irrazionale dal punto di vista strategico che il Brasile stia rinunciando al
controllo sul suo petrolio e sulla sua commercializzazione. Lo stesso
possiamo dire della Compagnia   Vale do Rio Doce, privatizzata dallo stesso
presidente Cardoso, in mezzo a un rumoroso scandalo, per un valore di circa
10 volte inferiore al suo valore corrente di mercato e molte volte di più in
relazione alle sue riserve minerarie.
Il presidente Evo Morales mostra fermezza nel compiere la sua  promessa
della campagna elettorale: riprendere il controllo sulle risorse naturali
del paese. Egli dà risposte alle lotte dei movimenti sociali per la
riconquista del controllo sulle proprie acque e all¹impegno di convocare una
Assemblea Costituente e  di nazionalizzare i combustibili fossili boliviani.
La negoziazione con le imprese colpite è certamente prevista nella sua
agenda. Morales insiste che non c¹è stata e non ci sarà confisca, ma società
con partner  di altri paesi con l¹obiettivo di realizzare il progetto di una
Bolivia dei boliviani e delle boliviane. La parte minoritaria del controllo
azionario di queste imprese resterà nelle mani dei partner stranieri a
cominciare dalla Petrobras. Ma questa negoziazione si farà a partire da una
chiara posizione di sovranità della Bolivia.
 
Esiste il contesto per accordi che, forse per la prima volta nella storia
recente di quel paese, beneficeranno le due parti senza danni nei confronti
di quella economicamente più debole. Gesto del passato, come dicono i
giornali? Prima gesto del futuro, un futuro la cui aurora si annuncia in
vari   luoghi di questa America del Sud storicamente dissanguata
 
Speriamo che il Brasile e gli altri paesi della regione comprendano il
significato emancipatore del gesto del governo Morales! Che approfittino
dell¹occazione per approndire i loro lacci di integrazione, construendo con
fermezza una integrazione solidale del Cono Sud, creando e ampliando
gradualmente l¹integrazione energetica del continente e portando avanti con
fermezza e coraggio la costruzione solicale di una comunità sudamericana
basata sul rispetto della diversità culturale, sulla cooperazione e la
solidarietà. 
3 maggio 2006.
 
 
4ª Semana Social Brasileira ­ CNBB
ABONG ­ Associação Brasileira de Organizações Não Governamentais
AMAR - Associação de Defesa do Meio Ambiente de Araucária/Paraná
APROMAC - Associação de Proteção ao Meio Ambiente de Cianorte/Paraná
Campanha Brasileira contra a ALCA/OMC
Ceci Juruá/Rio de Janeiro
CESE- Coordenadoria Ecumênica de Serviço
CEFURIA - Centro de Formação Urbano Rural Irmã Araújo - Curitiba/PR/Brasil
CENTRAC - Centro de Ação Cultural
CENTRO DE ESTUDOS AMBIENTAIS - CEA
CEPIS - Centro de Educação Popular do Instituto Sedes Sapientiae/São
Paulo/Brasil
CIMI ­ Conselho Indigenista Missionário
Coordenação da Auditoria Cidadã da Dívida ­ Brasil
Convergencia de los Movimientos de los Pueblos de las Américas (COMPA)
Centro memorial Dr.Martin Luther King, Habana, Cuba
CPT ­ Comissão Pastoral da Terra
Dom Demétrio Valentini ­ Bispo de Jales/SP
Dom José Mauro Pereira Bastos ­ Bispo de Guaxupé e Vice-presidente da CPT
Dom Thomas Baldoino ­ Conselheiros da CPT
Dom Xavier Gieles ­ Presidente da CPT
Eber & Claudine Ferrer/ Lucerna/Suiça
FAOR-Forum da Amazônia Oriental
FASE - Solidariedade e Educação
FASE-Programa Amazônia
UNIPOP - Universidade Popular
FNPP - Fórum Nacional de Participação Popular
Fundação Danielle Mitterrand - France Libertes/França
Grito dos Excluídos Continental
Grito dos/as Excluídos/as do Brasil
IBRADES - Instituto Brasileiro de Desenvolvimento
INESC ­ Instituto de Estudos Socioeconômicos
Instituto São Paulo de Cidadania e Política
Jubileu Sul/Brasil
Jubileu Sur/Américas
Marcha Mundial de Mulheres
Maria Amália M. V. B. de Oliveira - Associação dos Engenheiros da
Petrobrás/RJ
MEP - Movimento Evangélico Progressista
Movimento Nova Inconfidencia-MNI
MST - Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra
PACS ­ Instituto de Políticas Alternativas para o Cone Sul
PAD-Amazônia
Pastora Nanci Cardoso ­ Igreja Metodista
Rede Brasileira de Justiça Ambiental
Rede Social de Justiça e Direitos Humanos
Sindicato dos Advogados do Estado de São Paulo/SP
Sindicato dos Economistas do Rio de Janeiro
Associação Americana de Juristas AAJ - Rama Rio de Janeiro
PRAXIS - DIREITOS HUMANOS EM AÇÃO
REBRIP - Rede Brasileira Pela Integração dos Povos
Centro de Defesa da Criança e do Adolescente  de Itaitinga
CECA - Centro Ecumênico de Evangelização, Capacitação e Assessoria
CAPINA
SOS Corpo Instituto Feminista para a Democracia/Pernambuco
Coletivo Leila Diniz/RN
Fórum Cearense de Mulheres
Advocaci Advocacia Cidadã pelos Direitos Humanos
ENESSO  - Executiva Nacional de Estudantes de Serviço Social
Koinonia Presença Ecumênica e Serviço