commento alla' articoo di Oscar Gainnino sul decreto 28701 del presidente Morales



Ritengo che non si possa far passare in silenzio un articolo come quello
scritto da Oscar Giannino dal titolo "Chavez & Morales chi paga il conto" e
pubblicato come commento in prima pagina il giorno 3 maggio da Il Mattino.
Credo che chi ha il privilegio di poter scrivere nelle prime pagine di
importanti quotidiani le proprie opinioni su fatti di rilevanza
internazionale debba ponderare bene l'uso di termini come "regime" " folle"
" irresponsabile", soprattutto se non traccia un quadro esaustivo dei fatti
da cui scaturiscono tali giudizi sprezzanti e taglienti.
Veniamo ai fatti commentati da Giannino:
il governo di Evo Morales non puo' essere considerato un regime in termini
così spregiativi in quanto Evo Morales è stato democraticamente eletto con
ampio consenso al primo turno del ballottaggio ed è entrato nei pieni poteri
da non più di tre mesi; il decreto n. 28701 emanato il primo maggio dallo
stesso presidente Morales, che ha scatenato le ire di Giannino, non fa altro
che attuare quanto previsto dal programma elettorale e che ha convinto la
maggioranza dei boliviani a votarlo; cioè restituire al paese  i proventi
della vendita delle ricchezze petrolifere del paese; il decreto ha
semplicemente abolito gli accordi che nel 1997 l'ex presidente Sanchez de
Losada, costretto poi a fuggire  negli USA da una sollevazione popolare,
aveva stretto con le multinazionali petrolifere , accordi che prevedevano
che l' 82% dei proventi dalla vendita petrolifera andassero alle
multinazionali lasciando un misero 18% nelle casse del piu' povero paese
dell'america latina, abitato da una maggioranza di popolazioni indigene di
etnia quechua e aymara, impoverite da secoli di sfruttamento dell'elitè
bianca e di interessi stranieri; l'obiettivo di Morales è di rinegoziare
tali accordi per giungere ad una inversione delle percentuali ed ottenere
l'82% per le casse governative e poter così iniziare piani di sviluppo per
le popolazioni; un piano "folle, irresponsabile e  destabilizzante per il
pianeta"? parole che mi suonano eversive soprattutto alla luce della storia
della Bolivia che ha visto nel recente passato molti interventi militari e
colpi di stato attuati proprio per bloccare altri programmi di
nazionalizzazione  delle risorse e difendere gli interessi delle
multinazionali.
Ritrengo che un ordine mondiale in cui solo su una parte del pianeta abbia
il privilegio di espandersi economicamente senza limiti sfruttando materia
prime a basso costo depredate a paesi costretti a sprofondare in una misria
crescente, non sia più tollerabile ,da un puinto di vista etico, sociale e
politico e non ammetterlo è  per me  "folle , irresponsabile e
destabilizzante"

Nello Margiotta