Re: lettera aperta al nuovo Ministro per lo sviluppo economico, Bersani



Apprezzo la fiducia che Lei versa neo confronti di uno
stalinista stipendiato dalle lobbies, è come se
pensassi che ai ciuchi spuntino all'improvviso le ali
e volino!
--- "Studio Ing. M.Cerani" <studio.satis at tele2.it> ha
scritto: 

>  LETTERA APERTA AL NUOVO MINISTRO DELLO SVILUPPO
> ECONOMICO - On.le Pierluigi 
> Bersani  -  02/07/2006
> 
> Lettera Aperta di Leonardo Libero, Direttore
> Editoriale del Periodico 
> "Energia Dal Sole", e grande esperto di energie
> rinnovabili.
> 
> *******************
> 
> LETTERA APERTA AL NUOVO MINISTRO DELLO SVILUPPO
> ECONOMICO
> 
> On.le Pierluigi Bersani
> 
> 
> 
> di Leonardo Libero, Direttore Editoriale del
> periodico "Energia Dal Sole"
> 
> Signor Ministro,
> nel momento in cui Le scrivo, da diversi mesi il
> prezzo del petrolio non è 
> più ridi-sceso sotto i 70 dollari il barile e ha
> anzi avuto una punta oltre 
> i 74. Alla metà del 2002 era intorno ai 27 dollari.
> Il forte aumento si è 
> ovviamente esteso ai prezzi delle altre fonti
> energetiche conven-zionali. 
> Uno per tutti, quello dell’Uranio, passato dai 9,70
> dollari la libbra del 
> gennaio 2002 ai 37,5 del gennaio 2006 (fonte,
> Cameco, uno dei maggiori 
> produttori mondiali).
> 
> Di fronte a questa situazione preoccupante, specie
> per un paese industriale, 
> ma estero-dipendente per l’energia come il nostro, è
> abitudine consolatoria 
> di molte voci autorevoli, private e pubbliche,
> attribuirne la causa alle 
> tensioni internazionali e alla speculazione. Come se
> nella storia dell’uomo 
> ci fosse stato anche un solo anno di assoluta pace;
> e come se la 
> speculazione sui beni più richiesti non facesse
> parte della natura umana fin 
> dai primordi.
> 
> In realtà, secondo una scuola di pensiero che si sta
> sempre più affermando, 
> è imminente - se non già superato - il momento nel
> quale l’umanità avrà 
> esaurito metà del greggio estraibile a costi
> compati-bili col modo di vita 
> dei paesi progrediti (ne avrà cioè raggiunto “il
> picco”). Per cui in 
> seguito, poi-ché la richiesta ben difficilmente
> scenderà, la sua 
> disponibilità potrà solo diminuire e il suo prezzo
> solo aumentare.
> 
> C’è chi dubita che il ricorso alle fonti rinnovabili
> – sole, vento, idro, 
> geotermia, etc. – possa anche in minima parte
> contribuire alla soluzione del 
> problema. Di certo però non ne dubitano i governi di
> paesi industriali molto 
> più autosufficienti del nostro per l’energia come la
> Germania, il Giappone, 
> gli USA e diversi altri, che da molti anni procedono
> con convinzione su 
> quella strada.
> 
> La fonte rinnovabile più abbondante in Italia, Paese
> del Sole per 
> antonomasia, è appunto il Sole. Ed è paradossale che
> proprio l’Italia sia 
> agli ultimi posti nello sfruttamento di quel suo
> autentico dono di Dio e 
> agli ultimissimi posti nella produzione di materiali
> adatti allo scopo. Alla 
> fine del 2005, per esempio, la diffusione di
> impianti fotovoltaici era di 
> soli 0,62 Wp per abitante, contro i 3,94 medi
> dell’UE a 25, i 18,56 della 
> Germania, i 3,13 dell’Olanda, gli 0,77 della
> Finlandia. E alla fine del 
> 2004, altro esempio, la produzione di celle
> fotovoltaiche era di soli 7,9 
> MWp/anno, contro i 604 del Giappone, i 198 della
> Germania, gli 81 della 
> Spagna, i 10,7 della piccola Norvegia.
> 
> Situazione paradossale, ma non casuale, perché i
> motivi sono ben noti a chi 
> conosca la materia e sono soprattutto due,
> presumibilmente interlacciati. Il 
> primo è l’ostruzionismo sempre frapposto dall’Enel
> alla elettrogenerazione 
> diffusa – impiego ideale per la conversione
> fotovoltaica - e il qua-si 
> blocco che ne hanno di conseguenza subìto le
> attività private in quel 
> settore. Un ostruzionismo realizzato arrogandosi
> sulla materia un potere 
> normativo tecnico che la legge vigente (la 186/1968)
> riserva solo al CEI e 
> poi esercitandolo solo parzialmente e con ritardi di
> anni (ovvio il tacito 
> bene-stare dei governi pro tempore). Un
> ostruzionismo arrivato al punto di 
> “fare la cresta” sui costi di al-lacciamento degli
> impianti alla rete e di 
> farla in modo tanto sfacciato – fino al quadruplo
> del giusto – da provocare, 
> l’8 agosto 2001, una pubblica censura dall’Autorità
> per l’Energia e l’ordine 
> di ces-sare da quel comportamento. Insensibile alla
> vergogna, quel poderoso 
> centro di potere che è rimasto l’Enel, ancorché in
> parte privatizzato, oggi 
> cerca di ostacolare le attività altrui nel settore
> esercitan-dole esso 
> stesso attraverso Enel-Si, azienda che progetta,
> vende e installa impianti 
> FV. In tal modo perciò, secondo un suo inveterato
> costume, esso si è 
> arrogato il privilegio di ricoprire, sullo stesso
> terreno, i ruoli di 
> arbitro e di giocatore.
> 
> Il secondo motivo dell’enorme “gap” italiano nel
> settore fotovoltaico e, più 
> in generale, nello sfrut-tamento delle fonti
> rinnovabili, è il colossale 
> raggiro normativo che gli operatori del ramo
> conosco-no come “il caso Cip6”. 
> Denunciato all’unanimità dalla X^ Commissione della
> Camera il 6 no-vembre 
> 2003 e stimato in 60.000 miliardi di Lire (oltre il
> doppio del caso 
> Parmalat), esso ha avuto origine nel 1992. Fu il 29
> aprile di quell’anno che 
> il Comitato Interministeriale Prezzi, col
> provve-dimento n. 6, impose agli 
> utenti elettrici il pagamento di sovrapprezzi (le
> “componenti tariffarie A3“) 
> a sostegno delle fonti “rinnovabili o assimilate”,
> ma senza precisare 
> esaurientemente i criteri secondo i quali stabilire
> se una fonte fosse o no 
> “assimilabile”, alle rinnovabili. Di conseguenza,
> fra le fonti 
> “assimilate” – e come tali sovvenzionate col gettito
> di quei sovrapprezzi - 
> fu ammesso di tutto, e soprattutto residui di
> raffinazione petrolifera e 
> rifiuti non biodegradabili. Al punto che oltre l’80
> per cento del sostegno 
> economico pubblico è sempre andato, e va tutt’ora,
> ad elettricità prodot-ta 
> da fonti “assimilate”, cioè “sporche”, mentre solo
> il restante 20 per cento 
> scarso va a quelle “puli-te”, in nome delle quali i
> cittadini italiani 
> vengono tassati (e più di ogni altro cittadino
> europeo: a quello stesso 
> scopo i tedeschi pagano circa la metà). I clamorosi,
> vergognosi, esempi di 
> sostanziale distrazione di danaro pubblico che ne
> seguirono sono 
> documentabili con dati ufficiali; e due sono anzi
> documentati su questo 
> stesso numero della rivista.
> Tornando al fotovoltaico, due decreti firmati dal
> Suo predecessore, nel 
> luglio 2005 e nel febbraio scorso, dando parziale
> esecuzione al decreto 387 
> del 29/12/2003, hanno infranto un tabù che durava da
> oltre vent’anni: la 
> possibilità, per un soggetto privato o pubblico,
> possessore di un generatore 
> FV, di versare in rete l’elettricità da esso
> prodotta e di averla pagata a 
> una tariffa ragionevolmente retributiva
> dell’investimento fatto. Essi hanno 
> cioè finalmente consentito anche in Italia, almeno
> per una fonte, quel 
> sovvenzionamento “in conto energia” delle fonti
> rinnovabili grazie al quale 
> la Ger-mania, partita da zero nel 1998, è oggi prima
> al mondo nell’eolico e 
> contende il primato al Giappo-ne nel fotovoltaico.
> La possibilità per lo 
> stato di finanziare il sistema era stata già aperta
> dalla Legge n. 62 del 18 
> aprile 2005, che all’articolo 15, n. 1, lettera f
> dispone “alla scadenza 
> delle convenzioni in essere, la cessazione, senza
> possibilità di proroghe, 
> di ogni incentivazione per gli impianti fun-zionanti
> con fonti assimilate 
> alle rinnovabili”. Dette convenzioni, essendo
> quindicennali e per lo più 
> decorrenti dal 1992, dovranno in gran parte scadere
> nel 2007 e lasciare così 
> disponibile quella grossa quota del gettito dei
> sovrapprezzi “A3” che finora 
> è stata tanto malamente utilizzata. Fondi
> ingentissimi - circa 2 miliardi di 
> euro l’anno - con cui si potrà sovvenzionare
> adeguatamente l’elettricità 
> prodotta da fonti rinnovabili (preciso, non altre
> forme di energia, perché 
> il citato decreto 387 è a recepimento della
> Direttiva 77/2001/CE, che 
> riguarda solo l’elettricità da rinnovabili).
> Tuttavia quei due decreti, dei quali il secondo
> “integra” il primo, hanno l’innegabile 
> e grosso merito di esistere, ma sono da considerare
> punti di partenza. 
> Perché, oltre alle incertezze di interpretazio-ne,
> dovute al “burocratese 
> stretto” nel quale per deplorevole prassi sono stati
> scritti ed oltre alle 
> as-surde difficoltà, esse pure burocratiche, di cui
> sono stati infarciti, 
> pongono limiti di potenza instal-labile non solo
> paradossali in un paese 
> estero-dipendente per l’energia come il nostro, ma
> anche molto inferiori 
> alle attese e alle effettive richieste del mercato.
> Basti dire che già al 30 
> marzo scorso le richieste di allacciamento pervenute
> al GRTN (ente 
> “attuatore” del “conto energia FV”) erano per una
> potenza complessiva pari a 
> 1,6 volte il limite di 1.000 MWp che secondo i
> decreti dovrebbe es-sere 
> raggiunto solo nel 2015. Il settore, di conseguenza,
> è bloccato.
> 
> Gli operatori del ramo confidano quindi in Lei
> perchè, di concerto col 
> Ministro dell’Ambiente, vo-glia al più presto
> provvedere a che la normativa 
> sulla fonte fotovoltaica, e sulle altre rinnovabili
> su-scettibili di 
> produrre elettricità, sia rivista e condensata in
> poche disposizioni 
> semplici, chiare e a-deguate alle esigenze di una
> grande potenza 
> industriale. In proposito, Le faccio presente che la
> legge tedesca EEG del 
> 21 luglio 2004, pur riguardando il sovvenzionamento
> “in conto energia” di 
> tutte le sette fonti rinnovabili definite tali dalla
> Direttiva 77/2001/CE, 
> non pone ad esse alcun limite di potenza installata
> ed occupa uno spazio 
> tipografico poco superiore a quello complessivo di
> quei nostri due decreti, 
> che riguardano solo la fotovoltaica.
> 
> Signor Ministro, questa mia lettera aperta si
> sarebbe conclusa qui, con i 
> convenevoli di rito, se po-che righe fa non mi fosse
> arrivato sulla 
> scrivania lo schema di disegno di legge sull’energia
> da Lei appena 
> presentato. Ne ho letto con particolare interesse le
> parti che riguardano le 
> fonti rinnovabili (sulle altre non ho una competenza
> adeguata) e mi permetto 
> le seguenti osservazioni :
> 
> a)- la forma letteraria è molto simile a quella dei
> due decreti Scajola; 
> tanto da farmi pensare che gli estensori materiali
> siano gli stessi (è 
> cambiato il Ministro; non, che si sappia, i
> burocrati ministe-riali); 
> bisognerebbe perciò pregarli di scrivere in modo da
> farsi capire, come hanno 
> fatto con i loro collaboratori, molto
> opportunamente, il nostro nuovo 
> Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, e il
> ministro britannico per 
> gli Affari Costituzionali, signora Harriet Hartman;
> b)- le fonti rinnovabili che vengono indicate come
> da favorire, sia nella 
> relazione che nel testo (art. 2), sono solo il
> solare termico e i 
> biocarburanti; nessun accenno al fotovoltaico o ad
> altre rinnovabi-li; il 
> che farebbe temere che proprio soltanto su quelle il
> Governo voglia puntare; 
> anche se non rie-sco a crederlo, considerata la
> situazione che Le ho 
> descritto e che chiunque informato sulla materia Le
> confermerà;
> c)- circa il solare termico civile, l’Italia è
> battuta, ad esempio, da 
> Austria e Grecia per 200 a 8 (mq
> ogni 100 abitanti), soprattutto per gli ostacoli che
> tali impianti 
> incontrano in troppi regolamenti edi-lizi comunali,
> anche se da installare 
> su stabili non centrali o non di particolare valore
> artistico o sto-rico; 
> molto opportuna quindi la “massima semplificazione
> amministrativa” prevista 
> alla lettera d) dell’articolo 2; riguardo invece
> agli “incentivi”, previsti 
> alla lettera e), fra gli operatori c’è chi so-stiene
> che essi, se non 
> fossero di natura semplicemente fiscale, potrebbero
> creare più danni che 
> van-taggi al mercato, considerato che un collettore
> solare termico, di buona 
> qualità e ben installato, am-mortizza da solo il suo
> costo, in un tempo 
> ragionevole;
> d)- circa i biocarburanti, mi consenta di farLe
> presente, signor Ministro, 
> anzitutto che l’Italia non può dedicarvi le
> estensioni di terreno che vi 
> dedica il Brasile, per cui il loro contributo
> effettivo sa-rebbe minimo, e 
> che comunque, secondo esperti molto qualificati, i
> biocarburanti sono il 
> sistema tecnicamente meno efficiente ed
> energeticamente meno ripagante 
> (qualunque altro è migliore) con cui utilizzare una
> data superficie di 
> territorio per ricavare energia dalla radiazione
> solare inci-dente; veda al 
> riguardo, in calce alla presente, la tabella e i
> commenti ad essa stralciati 
> da un recente libro di uno dei nostri migliori
> specialisti in materia di 
> energia, Domenico Coiante;
> e)- fra le abrogazioni disposte dall’articolo 6, c’è
> anche l’articolo 15 
> della Legge 62/2005; artico-lo che come sopra ho
> accennato vieta il rinnovo 
> delle convenzioni scadute per fonti “assimilate” e
> la stipulazione di nuove 
> convenzioni di quel tipo; è evidente che la sua
> abrogazione riaprirebbe la 
> strada a un proseguimento in perpetuo del vergognoso
> raggiro Cip6 che sta 
> truffando gli italiani da 14 anni; è sicuro, signor
> Ministro, che sia questo 
> che vuole il Governo ? Non sarà che l’aver com-preso
> l’articolo 15 fra 
> quelli da abrogare sia stata una “involontaria
> svista” di qualche burocrate 
> ?
> 
> Le chiedo scusa della prolissità, signor Ministro,
> La ringrazio dell’attenzione 
> e Le porgo i miei più cordiali saluti.
> 
> Leonardo Libero
> 
> 25 giugno 2006
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> Situazione tipica della densità superficiale di
> energia rinnovabile annua 
> sul territorio italiano
> 
> 1La produzione delle fonti elettriche è considerata
> tutta destinata all’uso 
> finale elettrico
> 2CRS = Central Receiver System;
> 3DCS = Distributed Collector System.
> 4Si è considerata un’efficienza di conversione delle
> centrali pari al 35%, 
> cioè 1 kWh = 2500 kcal.
> 5MetilTerziarioButilEtere
> Fonte: D. Coiante, Le nuove fonti di energia
> rinnovabile. Franco Angeli- 
> Milano 2004
> Può essere interessante esaminare i dati in un
> confronto comparativo:
> a) Si nota il grande valore della densità di energia
> solare termica presente 
> al suolo rispetto a tutte le altre forme d’energia.
> b) Guardando le cose in prospettiva, dalla seconda
> tabella spicca il dato 
> significativo del fotovoltai-co, la cui densità
> d’energia va quasi a 
> raggiungere quella del solare termico, lasciando
> così prevede-re un 
> rilevante impatto strategico di questa tecnologia
> sugli sviluppi futuri 
> delle fonti rinnovabili. Per comprendere meglio
> questa affermazione si 
> consideri che 100 GWh di elettricità all’anno,
> e-stratta da ogni km2 di area 
> occupata con impianti fotovoltaici ed usata tale e
> quale, corrispondono a un 
> risparmio da parte degli impianti termoelettrici di
> circa 22 milioni di kg 
> di petrolio, cioè circa 160000 barili all’anno.
> c) Le biomasse possiedono una densità di energia
> molto più bassa rispetto 
> alle altre fonti rinnovabi-li. Ciò è originato dal
> basso valore dell’efficienza 
> energetica complessiva del processo fotosintetico
> (dalla fotosintesi alla 
> conversione chimica nei vari composti del carbonio).
> Infatti, il valore dell’efficienza 
> media di trasformazione della radiazione solare in
> energia chimica della 
> sostanza ve-getale, ottenuta in coltivazioni a tutto
> campo, si colloca nell’intervallo 
> (0.5¸1)%. La necessità di procedere ad ulteriori
> processi di trasformazione 
> abbassa ulteriormente questa efficienza.
> Tutto questo ha come conseguenza che per produrre
> energia equivalente ad 1 
> Mtep occorre impe-gnare un’area di 48 km2 con il
> solare termico, oppure 67 
> km2 con il fotovoltaico, o 77 km2 con il solare
> termodinamico, o 100 km2 con 
> l’eolico (in questo caso però la produzione
> energetica è compatibile con l’uso 
> zootecnico ed agricolo della maggior parte del
> territorio perché l’area 
> effetti-vamente occupata da un aerogeneratore si
> riduce a qualche centinaio 
> di m2). Infine occorrono 1.000 km2 con le biomasse e
> 13.000 (tredicimila !!) 
> km2 con i biocombustibili.
> 
> link per maggiori informazioni 
> 
> 
> --
> Mailing list Ecologia dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI:
> http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi:
>
http://www.peacelink.it/webgate/ecologia/maillist.html
> Area tematica collegata:
> http://italy.peacelink.org/ecologia
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
>
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> 
> 


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