VERTENZA SULL'INDENNITÀ DI MALATTIA



La commissione di garanzia blocca illegittimamente gli scioperi dei
cobas

VERTENZA SULL'INDENNITÀ DI MALATTIA

le aziende, i confederali ed il governo tutti d'accordo:
i cobas hanno adesioni troppo forti, è necessario bloccare i loro
scioperi


La vertenza sul CCNL per noi non è affatto conclusa. Gli inadeguati
aumenti retributivi, la mancanza totale di garanzie per un finanziamento
certo ed esigibile necessario per la copertura degli aumenti retributivi
e per il rilancio del settore, la precarietà e la flessibilità nella
categoria, il mancato riconoscimento delle malattie professionali, del
lavoro usurante e della tutela degli inidonei ci ha visto protagonisti
di scioperi con altissime adesioni dei lavoratori anche a livello
nazionale.

La brutta e pericolosa questione dell'indennità di malattia ci vede
ancora una volta in prima linea nella infinita lotta per i diritti e le
conquiste dei lavoratori. Riteniamo che tale provvedimento non sia
slegato dal CCNL, come vorrebbero farci credere. Infatti, se si
arrivasse ad un accordo in cui ci verrebbe riconosciuta una cifra minore
del 100%, le aziende utilizzerebbero le risorse risparmiate per
finanziare gli aumenti contrattuali. Praticamente i tranvieri si
autofinanzieranno gli aumenti contrattuali.

Il primo sciopero del 9/3/05, che ha avuto un'adesione nazionale del 70%
dei lavoratori, ha mandato un chiaro messaggio alle aziende: i
lavoratori sono determinati a non farsi defraudare del diritto al
riconoscimento del 100% dell'indennità di malattia. Infatti, da allora
le trattative (alle quali il sindacalismo di base è escluso, sia per
volontà delle controparti sia dal veto dei confederali - sono a
disposizione documenti che lo provano) si sono intensificate.

Alla prima protesta abbiamo anche registrato l'incomprensibile
opposizione di Cgil, Cisl, Uil in una vertenza che, crediamo, non abbia
ne colore ne bandiera, poiché si tratta di un fondamentale diritto dei
lavoratori, che non devono trovarsi divisi nella lotta da interessi
meramente sindacali.

L'opposizione che ci propinano è sempre la solita: lo Slai-CoBas fa
politica e non sindacato. Queste montature non reggono più, anzi, sul
tema politico i confederali dovrebbero fare autocritica. Ormai non si
contano i sindacalisti confederali che si presentano a elezioni di
qualsiasi tipo: a cominciare da D'Antoni (ex segretario generale Cisl),
passando per Stelluti (ex Cisl) ora Sindaco di Bollate (MI), fino ad
arrivare alla signora Fabrizio (Cisl Lombardia) ora consigliere
regionale per la Margherita. Quest'ultima è proprio quella che, durante
le lotte spontanee di dicembre 2003 e gennaio 2004 "si vergognava di ciò
che stava succedendo a Milano".

Dicevamo, dopo il primo sciopero il Coordinamento Nazionale Sindacati di
Base ne ha promosso subito un altro, sempre di 24 ore, dichiarandolo per
il giorno 8/4/05 a ridosso di quello confederale di "sole" 4 ore. Detta
agitazione è stata ammonita illecitamente dalla Commissione di Garanzia,
che, ipotizzando una violazione della norma sulla "rarefazione
 oggettiva", ci ordinava di rinviare lo sciopero o di ridurlo a 4 ore
facendolo coincidere anche nelle modalità con quello proclamato dai
confederali.

La norma della "rarefazione oggettiva", prevista dalla legge 146/90 e
dalla regolamentazione provvisoria, è quella che impone un intervallo di
tempo di 10 giorni tra uno sciopero e  l'altro, ma non dà alcuna
indicazione in merito alla durata di scioperi dichiarati nella stessa
giornata. Anzi, è proprio la regolamentazione provvisoria che, per
alleviare i disagi agli utenti i quali si troverebbero a fare i conti
con uno sciopero ogni dieci giorni, indica precisamente di concentrare
più scioperi nella stessa giornata, senza alcun riferimento alla loro
durata.

Essendo, quindi, illegittimo il provvedimento della Commissione di
Garanzia eravamo decisi ad andare avanti ed esercitare il diritto di
sciopero. Poi la scomparsa del Papa, ha impedito l'effettuazione dello
sciopero dell'8/4/05 per rispetto del lutto nazionale.

Il Coordinamento ha immediatamente rinviato lo sciopero di 24 ore al
22/04/05. I confederali e gli autonomi hanno fatto lo stesso (4 ore di
sciopero), ma con leggero ritardo rispetto a noi. Infatti il numero di
protocollo dei nostri documenti d'indizione è più basso di quello degli
altri sindacati. Lo SLAI-CoBas e gli altri Sindacati di Base, quindi,
hanno indetto per primi lo sciopero, ciò per diritto di precedenza non
avrebbe dovuto riproporre la situazione già vista in precedenza, invece.

Per paura di un'adesione massiccia, che avrebbe portato il sindacalismo
di base a rivendicare il diritto ad essere convocati al tavolo delle
trattative, con la premessa che per l'indennità di malattia  nessun
accordo al di sotto del 100% sia possibile, il Governo, i sindacati e le
aziende, di concerto, hanno deciso che i Cobas non devono scioperare.
Infatti, per la prima volta, il Ministero dei Trasporti con l'ordinanza
illegittima e liberticida n° 7019 del 14/4/05, ci obbliga ha ridurre lo
sciopero a 4 ore, facendolo coincidere anche nelle modalità con quello
dei confederali.

Tale provvedimento è illegittimo perché basato sull'ordinanza
illegittima della commissione di garanzia sulla "rarefazione oggettiva"
che, come già detto, non riguarda la durata degli scioperi, ma il loro
collocamento in calendario e anche perché siamo stati noi ad aver
indetto per primi lo sciopero del 22/4/05.

A questo punto siamo stati costretti a rinviare il nostro sciopero
perché:
?       non siamo disposti a sottostare allo stillicidio di chi ha
indetto prima lo sciopero,
?       non siamo disposti a dividere i lavoratori sul tema della
malattia,
?       non siamo disposti a mandare allo sbaraglio i tranvieri, che
rischierebbero d'essere multati (anche se siamo sicuri di vincere il
ricorso, che presenteremo ugualmente), su uno "scioperino" di 24 ore con
il rispetto delle fasce di garanzia. Se i lavoratori devono rischiare
provvedimenti è meglio che lo facciano   su qualcosa di più serio e
forte.

E visto che non siamo disposti a sottostare a provvedimenti ministeriali
che violano palesemente il diritto di sciopero dei lavoratori, che
violano le stesse regole da loro scritte nella legge 146:

promuoviamo per il 21/4/05 un sit-in davanti alla sede di asstra in
P.zza Cola di Rienzo 80, Roma dalle 11.00 alle 13.00, per ribadire che
sul trattamento di malattia i lavoratori tutti non accetteranno alcun
accordo tra le parti che comporti un ridimensionamento del trattamento
vigente.

Alle 12.00 durante la manifestazione si terrà una conferenza stampa per
denunciare la scelta del ministero dei trasporti di avallare un
provvedimento illegittimo della commissione di garanzia che cerca di
limitare sempre più l'esercizio del diritto di sciopero.

Al più presto proclameremo un nuovo sciopero di 24 ore per non renderci
complici di una politica liberticida che dà a cgil, cisl, uil, faisa e
ugl esclusiva paternità delle trattative e ora pure degli scioperi,
vista la loro disponibilità dimostrata a trattare al ribasso su
qualsiasi argomento.

AI LAVORATORI, COME SEMPRE, LASCIAMO LIBERA SCELTA, AVVERTENDOLI PERÒ,
CHE LA VERTENZA SULLA MALATTIA È BEN PIÙ GRAVE DEL MANCATO RINNOVO
ECONOMICO DEL SECONDO BIENNIO CHE LI HA PORTATI ALLE LOTTE DURE E
SPONTANEE DELL'INVERNO 2003/2004. È NECESSARIA UNA UNITÀ ED UNA
DETERMINAZIONE MAGGIORE DI ALLORA VISTA LA PORTATA DELL'ATTACCO AD UN
DIRITTO SACROSANTO.

INVITIAMO TUTTE LE CATEGORIE DEL MONDO DEL LAVORO AD UNIRSI ALLA
BATTAGLIA DEGLI AUTOFERROTRANVIERI. SE, IN UN SETTORE DA SEMPRE
COMBATTIVO, DOVESSE PASSARE LA LOGICA CHE IL LAVORATORE MALATO NON HA
PIÙ DIRITTO D'ESSERE PAGATO, L'ESTENSIONE A TUTTO IL MONDO DEL LAVORO
SARÀ PIÙ SEMPLICE ED IMMEDIATA.



Milano, 18/4/05 c.i.p.
S. L. A. I.  C O B A S  A.T.M.