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Il trafico che uccide




Cari membri del peace link,

Alla luce del dossier del titolo "Somalia: Il traffico che uccide" 
publicato dalla famiglia cristiana (il 29/11/1998),  e molti altri 
documenti (vedi sotto), la Somalia è diventata la discarica dei rifiuti 
tossici e radioattivi più grande in Africa. Forse quella più grande al 
mondo se si tiene conto del fatto che quei materiali così periclosi non 
vengono minimamente "trattate" e finiscono diretaamente nelle coste somale 
o sulla terra ferma a cielo aperto. Tra i primi paesi esportatori di questi 
rifiuti figura purtroppo l'Italia insieme allo Svizzera! come ci ha 
ricotrdato il dossier della famiglia cristiana questo genere "d'affari" va 
avanti da molto tempo ma si sono moltiplicati ed intensifacati nell'arco 
dell'ultimo decennio in cui in Somalia non esisteva nessun'autorità 
politica nè governo a livello nazionale che poteva salvaguardare l'ambiente 
e la salute umana degli abitanti di quel paese già estremate dalle guerre.
L'altra ieri, stando alle notizie riportate dai giornali (vedi qui sotto), 
la commissione parlamentare sull'ecomafie e rifutti speciali ha confermato 
ancora una volta l'esistenza di tali depositi super-periclosi in Somalia.
La Somalia, al momento, non ha risorse e capacità tecnica per prevenire 
questi fenomeni criminosi ne tantomeno ad individuare, monitorare e/o 
recuperare queste discariche.
In qualità di cittadino somalo che vive in Italia vorrei rivolgere 
un'appello a tutte le istituzioni Italiane, Governati e non, ed a tutte le 
persone sensibili a queste problematiche (considerando anche le 
ripercusioni di tali attività a livello planetario) di fare qualcosa. 
L'Italia, secondo noi, non deve preocupparsi il problema soltanto dal punto 
di vista di impatto ambientale sul territorio nazionale (discariche abusive 
di Campagna, ecc) e/o l'evasione fiscale di quelli che si sottragono dal Fisco.
Il Governo Italiano dovrebbe rendere publico l'informazioni raccolti in 
Somalia che riguardono queste tematiche  così almeno la gente in Somalia 
possa allontanarsi i siti contaminati. Inoltre, l'Italia potrebbe governare 
i taffci illeciti e criminosi che partono dai suoi porti anche dal punto di 
vista legislativo (pare che chiunque possa esportare rifutti tossici specie 
se sono diretti ai paesi cosìdetti terzi).
Il costo di questi crimini, in termini di vita e salute umana così come in 
termini di danno ambientale permanente, è elevatissimo in Somalia. Inoltre, 
in breve periodo, gli effetti negeativi del fenomeno si potrebbero 
risentire in tutta l'Africa Orientale specialmente nel Corno d'Africa. Non 
si può più aspettare. Non è soltanto l'interesse del popolo somalo e della 
Somalia ma è anche l'interesse dell'Italia ad agire anche su questa fronte.
Allego due articoli di giornali di ieri e un po' di "references" di 
carattere internazionale sul fenomeno.

Vi ringrazio della cortese attenzione e spero che almeno qualcuno possa 
fare qualcosa.

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Inchiesta della Commissione parlamentare sulle ecomafie
Somalia, forse contaminati soldati italiani
Durante la missione di pace sono stati a contatto con sostanze
tossiche stoccate clandestinamente

ROMA - Alcuni soldati del contingente italiano in Somalia forse
sono stati vittime di contaminazione per la loro esposizione a
sostanza tossiche o radioattive stoccate clandestinamente nella
zona dov'erano stati destinati durante la missione di pace. Il
sospetto è stato avanzato dal presidente della Commissione
parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, Massimo Scalia, in
occasione della presentazione alla stampa del rapporto sui traffici
illeciti dei rifiuti solidi e speciali in Italia e da qui verso l'estero.
Scalia, che è anche relatore del documento, ha parlato di "voci
raccolte in tal senso e che la Commissione ora si premurerà di
approfondire nelle sedi dovute e con le persone appropriate".
L'OPERAZONE IBIS - Il riferimento è alle autorità e alle istituzioni
che hanno gestito l'operazione "Ibis" in Somalia al tempo della
guerra tra clan rivali costata la vita anche ai giornalisti Rai
Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
LO STOCCAGGIO DI RIFIUTI SPECIALI - Proprio la morte dei
due giornalisti sarebbe sullo sfondo della connessione tra traffico
e stoccaggio clandestino all'estero, in particolare in Africa, di
rifiuti speciali e l'approvvigionamento di armi ai gruppi in guerra
fra di loro. E di questa vicenda la Commissione parlamentare di
inchiesta sul riciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso
connesse intende chiarire gli aspetti, "per quel di nostra
competenza", tuttora oscuri e che però potrebbero finire con il
dare ulteriore impulso ai dubbi e ai sospetti circa le motivazioni
all'origine della sanguinosa vicenda Alpi-Hrovatin.

( Fonte: CORRIERE DELLA SERA, 8/11/00)
http://www.corriere.it/primo_piano/liv_primo_a5.20001107153100.shtml

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Denuncia: i nostri soldati accampati sopra pattumiere nucleari clandestine
Somalia, trappola radioattiva
E in Campania troppi depositi di veleni gestiti dalle ecomafie

È noto, da tempo le varie mafie hanno scoperto il grande affare delle 
scorie nucleari e tossiche. Addirittura il clan camorristico dei casalesi 
sarebbe «all’avanguardia» nel traffico e nello stoccaggio clandestino dei 
rifiuti velenosi. Che le ecomafie operino su base mondiale non è più un 
segreto. È di ieri la denuncia dell’ambientalista Massimo Scalia sulla 
presenza in Somalia di depositi di materiali velenosi e radioattivi. E 
proprio nelle zone dove erano accampati e operavano i nostri soldati. Dal 
paese africano arriva una
precisa conferma di un «addetto ai lavori».

(fonte: IL MATTINO, 8/11/00).
http://www.ilmattino.it/index.htm
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28.       Relevant Literature

"The Deadly Trade: Toxic Waste Dumping in Africa."  Africa Report
      (September-October 1988).
"Africa: Wastebasket of the West."  Business and Society Review
      (Fall 1988).
Concern over Toxic Dumping."  Times of Oman 12 (September 1992).
"Italian Firm Denies Somali Waste Deal."  The Guardian (September
      11, 1992).
"Italy Demands Inquiry on Toxic Waste Dumping in Somalia."
      European Information Service (September 12, 1992).
"Italy Denies Export of Toxic Waste to Somalia."  Agence France
      Presse (September 14, 1992).
"Somalia: EC says it Cannot Stop Toxic Waste Dumping in Somalia."
      Inter Press Service (September 30, 1992).
"Somalia: European Firms Dumping Toxic Wastes, UNEP to Probe."
      Inter Press Service (September 10, 1992).
"Somalia: Italy Under Fire for Toxic Dumping Reports."
      Inter Press Service (September 11, 1992).
"Somalia: OAU Concerned Over Toxic Waste Dumping."  Inter Presse
      Service (September 24, 1992).
"Somalia: UN, Evacuates Relief Workers, Denies Reports of Toxic
      Waste Dumping"  The British Broadcasting Service 3
      (October 1992).
"Somali Government Allows Toxic Waste Dumping."  Saudi Gazette
      13 (September 1992).
"Switzerland asks UN help on Somalia Toxic Waste Links."
      Reuters Limited (September 11, 1992).
"Toxic Terrorism invades Third World Nations."  Black Enterprise
      (November 1988).
"Toxic Waste Joins Somalia's List of Woes."  Chicago Tribune
      (September 11, 1992).
"Toxic Waste Shipment to Somalia Believed Aborted: UNEP."  Agence
      Presse France (October 6, 1992).
"Trans-Boundary Waste: UNEP Team Explores Dumping in Somalia."
      Inter Press Service (September 30, 1992).
"UNEP Official Urges African Nations to Approve Basel Accord on
      Waste."  International Environment Reporter (BNA, October
      7, 1992).