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DOSSIER ILVA - parte 5/7 a cura di PeaceLink




8 aprile 2002

Documento: 20020408 01891
ZCZC0339/SXA
U ECO S0A R64 QBXC
ACCIAIO: UE, ARRIVA STANGATA SU JEANS E SCARPE 'MADE IN USA'
BRUXELLES IMPORRA' DAZI SU VARI PRODOTTI PER 743 MLN
EURO
   (ANSA) - ROMA, 8 APR - Jeans e scarpe da ginnastica piu' care
per chi li vuole rigorosamente 'made in Usa'. E' infatti in
arrivo una stangata sull'abbigliamento casual d'oltreoceano.
Colpa dell'
acciaio americano, che il presidente Bush ha voluto
proteggere aumentando i dazi all'importazione, provocando la
reazione europea sulle principali esportazioni dagli Stati
Uniti.
   Su un giro d'affari complessivo di 2.420 milioni di dollari
(pari a circa 2.764 milioni di
euro) - secondo quanto l'ANSA e'
in grado di anticipare - Bruxelles ha decretato imposizioni
doganali per oltre 650 milioni di dollari (743 milioni di
euro):
a far la parte del leone sara' proprio il settore tessile,
penalizzato da dazi che arriveranno fino al 30% (187,1 milioni
di dollari) dell'importo iniziale.(SEGUE).
     KMR
08-APR-02 17:06 NNNN
ZCZC0421/SXA
R ECO S0A R64 QBXC
ACCIAIO: UE, ARRIVA STANGATA SU JEANS E SCARPE 'MADE IN USA' (2)
   (ANSA) - ROMA, 8 APR - Nel selezionare le merci su cui
aumentare i dazi, l'
Unione Europea e' stata particolarmente
attenta a non lasciarsi sfuggire i prodotti piu' amati dai
'fedelissimi' della moda statunitense. Pur non citando i nomi
delle aziende che subiranno le ritorsioni, la lista dei capi
d'abbigliamento stilata da Bruxelles lascia poco spazio alla
fantasia. Si indica dalla percentuale di cotone o di tessuto
elasticizzato, alla lunghezza della suola in gomma o all'altezza
della scarpa da ginnastica: difficile quindi immaginare che
marchi illustri come Levi's, Nike o Timberland possano restare
fuori dal provvedimento.
   A subire rincari, inoltre, saranno anche i prodotti di
biancheria intima per lo sport che ormai da tempo vengono
esposti con sempre piu' frequenza nei negozi italiani. E a farne
le spese saranno soprattutto i portafogli delle donne,
'costrette' probabilmente a ripiegare su body, slip e reggiseni
di altre aziende, magari altrettanto comodi ma senza quel
marchio in grado di far tendenza anche in uno spogliatoio.
   Naturalmente l'Europa ha voluto rispondere alla
'provocazione' americana sul suo stesso territorio, con
l'aumento dei dazi anche sull'
acciaio 'made in Usa', per un
valore complessivo di oltre 201 milioni di dollari.
   Ma se questa decisione appare piuttosto scontata, non sara'
facile spiegare ai centauri che amano sfrecciare sui bolidi a
'stelle e strisce' l'aumento del 30% dei dazi sull'import per le
moto con cilindrata compresa tra i 500 e gli 800 cc, fino a 80,1
milioni di dollari. In questo caso, ma gia' si sapeva, a finire
nel mirino dell'
Ue saranno anche le celebri Harley Davidson.
   Nei giorni scorsi si era diffusa anche la voce di eventuali
ritorsioni nei confronti dei succhi di frutta (per cui sono
previsti aumenti tra l'8 e il 15% per quasi 17,8 milioni di
dollari), ma nella 'lista nera' di Bruxelles compaiono anche
altri alimenti: pompelmi, noci, pistacchi, mele e pere (26,3
milioni di dollari); fagioli e lenticchie (7,6 milioni di
dollari); e alcune varieta' di riso (3,3 milioni).
   Probabilmente saranno scoraggiati dall'acquisto di armi
americane gli emulatori di John Wayne presenti nel Vecchio
Continente a causa dell'aumento delle imposte doganali (30%) su
munizioni e pistole, per un totale di 13,5 milioni di dollari.
   Nel provvedimento rientra anche il settore della carta (oltre
41,5 milioni di dollari) e quello che comprende i prodotti per
misurare elettronicamente la temperatura e gli occhiali da sole
(20,2 milioni di dollari).
   L'ultima parte della lista stilata dall'
Ue viene definita
'miscellanea' (52 milioni di dollari): le merci comprese
spaziano dalle sedie in legno rivestite in tessuto, agli
spazzolini da denti; dagli orologi da polso alle penne a sfera
con inchiostro liquido; dagli strumenti musicali ai materiali
per costruire prefabbricati. (SEGUE).
     KMR
08-APR-02 18:29 NNNN
ZCZC0445/SXA
R ECO S0A R64 QBXC

ACCIAIO: UE, ARRIVA STANGATA SU JEANS E SCARPE 'MADE IN USA' (3)
   (ANSA) - ROMA, 8 APR - La tabella elenca i prodotti importati
dagli Usa per cui l'
Ue ha previsto l'aumento dei dazi. Le cifre
sono espresse in migliaia di dollari.

PRODOTTO                 FATTURATO             DAZI

ACCIAIO                  670.724,9            201.217,5
AUTO E MOTO              267.192,3             80.157,7
ARMI                      44.985,1             13.495,5
FRUTTA                   176.540,4             26.338,6
VERDURE                   59.081,3              7.680,6
SUCCHI DI FRUTTA         123.114,3             17.782,5
RISO                      41.081,5              3.268,5
CARTA                    138.592,8             41.577,8
TESSILE                  658.292,9            187.127,1
STRUMENTI DI
MISURA E OTTICI           67.451,8             20.235,5
MISCELLANEA              173.230               51.969
     KMR
08-APR-02 18:49 NNNN


Documento: 20020418 00175
ZCZC0002/SXA
R EST R0A ST3 S91 QBXB
USA-
UE: ACCIAIO; WASHINGTON AVVERTE, NIENTE RAPPRESAGLIE
   (ANSA) - NEW YORK, 18 APR - Gli Stati Uniti hanno
raccomandato all'
Unione Europea di evitare di decidere
rappresaglie precipitose contro le nuove tariffe americane per
l'
acciaio, sostenendo che cosi' facendo l'Ue violerebbe le
regole del Wto, l'organizzazione mondiale per i commerci.
   Ad esprimere la posizione di Washington e' stata Josette
Shiner, vice responsabile per i commerci dell'amministrazione
Bush, secondo la quale Bruxelles dovrebbe attendere, prima di
prendere qualsiasi iniziativa, che una commissione della Wto si
pronunci sulla legalita' delle nuove tariffe americane.
   ''Sarebbe ipocrita per ogni nazione - ha detto la Shiner -
violare le regole e i principi del Wto per difendere il sistema
di regolamentazioni dello stesso Wto. Se l'
Ue seguira' questa
strada, cio' incoraggera' altri membri del Wto a ignorare le
procedure per la risoluzione delle dispute e a prendere in
futuro iniziative unilaterali''.
(ANSA).
     BM
18-APR-02 00:02 NNNN


Documento: 20020419 00029 ZCZC0010/SXA U ECO S0A QBKE USA:
ACCIAIO, A RIUNIONE OCSE CHIESTO TAGLIO PRODUZIONE (NEWSLETTER COMMERCIO ESTERO) (ANSA) - ROMA, 19 APR - Proprio mentre infuria la guerra dell'acciaio tra gli Usa e l'Ue dopo il nulla di fatto a Ginevra nelle consultazioni in sede Wto cui erano presenti anche Giappone, Cina, Corea del Sud, Norvegia e Svizzera, nella due-giorni Ocse che si conclude oggi a Parigi gli Stati Uniti difendono i dazi imposti dall'amministrazione Bush e sollecitano una drastica riduzione della produzione di acciaio da parte dei Paesi dell'area. Per il sottosegretario al commercio estero Usa, Grant Aldonas, Washington ha calcolato che la produzione eccedente oggi e' di 200 milioni di tonnellate e sta gia' esercitando pressioni sui produttori di acciaio statunitensi affinche' riducano la propria produzione. Gli Stati Uniti lamentano che, solo lo scorso anno, sono scomparse negli Usa piu' di 30 societa' del settore e c'e', dunque, la necessita' di ripensare l'ammontare della produzione mondiale. Se si escludono le industre americane,secondo Aldonas occorre ridurre la produzione di 75 milioni di tonnellate annue nel mondo. L'International Irone and Steel Institute (IISI), che fornisce statistiche a livello mondiale per il settore siderurgico, stimava che alla fine del 2001 i produttori di acciaio avessero prodotto 827 milioni di tonnellate a fronte di un consumo mondiale di 722 milioni di tonnellate registrato lo scorso anno. D'altra parte, proprio lo scorso anno, ben 40 Paesi dell'area Ocse hanno avviato trattative per dimezzare i 100 milioni di tonnellate di sovrapproduzione di acciaio, contribuendo a far salire i prezzi. D'altra parte, l'Unione Europea e' sempre piu' orientata ad imporre sanzioni di ritorsioni contro gli Usa entro i prossimi 3 mesi, anche se per un importo totale minore rispetto ai 2,5 miliardi di euro finora prospettati. Per il commissario europeo al commercio, Pascal Lamy, l'importo delle sanzioni potrebbe aggirarsi intorno ai 341 milioni di euro e potrebbero essere giustificate con una mancata compensazione da parte degli Usa dei danni al commercio dell'acciaio europeo causati dai dazi doganali anche del 30% imposti da fine marzo dall'amministrazione Bush.(ANSA). YXT 19-APR-02 00:18 NNNN

20 aprile 2002

Documento: 20020420 01369 ZCZC0598/SXB U EST S0B S91 QBXB UE-USA: GUERRA DELL'ACCIAIO, COMMISSIONE PROPONE SANZIONI DAZI DOGANALI DEL 100% COME RITORSIONE PER AUMENTO DAZI USA (ANSA-AFP-REUTERS) - BRUXELLES, 20 APR - La Commissione europea ha proposto agli Stati membri dell'Unione europea (Ue) di imporre dazi doganali del 100% ad alcuni prodotti americani a partire da giugno come misura di ritorsione contro l'aumento dei dazi americani riguardanti alcuni acciai europei. Lo ha riferito stasera un portavoce dell'Ue. La proposta e' stata fatta ieri dalla Commissione ad alcuni esperti dei Quindici, secondo il portavoce. Le sanzioni, che dovrebbero essere attuate dal 18 giugno, dovrebbero colpire prodotti quali i limoni, i tessili e alcuni prodotti di acciaio inossidabile. L'Ue ha stimato in 2,5 milioni di euro il danno derivante dall'aumento dei dazi doganali americani, dectretato il mese scorso. (ANSA-AFP-REUTERS). PZ 20-APR-02 22:07 NNNN


21 aprile 2002

Documento: 20020421 01307
ZCZC0141/SXA
R ECO S0A R46 S91 QBXB
ACCIAIO: USA-UE; BRUXELLES SCEGLIE LA LINEA PIU' DURA / ANSA
GIA' DAL 18 GIUGNO SARANNO IMPOSTE SANZIONI DI RITORSIONE
   (ANSA) - BRUXELLES, 21 APR - Contro gli Stati Uniti, la
Commissione europea propone agli Stati membri di adottare la
linea piu' dura: aumento dal 18 giugno prossimo del 100% dei
diritti di dogana su una serie di prodotti americani, come
ritorsione per i dazi imposti dal 20 marzo scorso da Washington
sull'import di
acciaio.
   Rispetto alle prime ipotesi, che avevano ipotizzato l'avvio
di sanzioni tra un anno, l'esecutivo europeo ha ulteriormente
accorciato i tempi per avviare prime misure di ritorsione, anche
se di valore ridotto: 377 milioni di
euro in un anno, meno dei
2,26 miliardi di
euro che rappresenta la stima dei danni subiti
dall'industria siderurgica europea dai dazi americani.
   La proposta, presentata nel week end dal commissario
Ue
Pascal Lamy ai direttori del commercio estero dei Quindici,
sara' inviata alla Wto (l'organizzazione mondiale del commercio)
il 17 maggio prossimo.
    ''Noi consideriamo che dei tassi di importazione
supplementari pari a 100%, 30%, 15%, 13% o 8% su importazioni
originarie dagli Usa sia una misura di riequilibrio
appropriato'', si legge nel documento dell'esecutivo.
    Le tasse supplementari dovrebbero essere applicate su una
serie di prodotti americani non solo siderurgici, ma anche
alimentari (agrumi e riso, per esempio) e tessili (come jeans e
T-shirts).
    Accanto a questo primo blocco di mini-sanzioni, il documento
della Commissione propone una seconda lista di prodotti che
dovrebbero essere tassati tra il 30% e l'8% a partire, al piu'
tardi, dal 20 marzo del 2005 se nel frattempo gli Stati Uniti
non avranno ritirato le loro misure protezionistiche. Questa
seconda ondata riguarderebbe soprattutto prodotti come legumi
secchi, albicocche, carta e tessili e potrebbe anche entrare in
vigore piu' rapidamente se la Wto desse torto agli Usa prima del
20 marzo del 2005.
   Le sanzioni europee sono giustificabili per la mancata
compensazione da parte degli Usa dei danni al commercio
dell'
acciaio europeo causati dai dazi doganali, anche del 30%,
voluti dal presidente George W.Bush per proteggere l'industria
siderurgica americana in crisi.
   Secondo le regole della Wto, la
Ue ha tempo fino a meta'
giugno per prendere le proprie ritorsioni. Se entro questa
scadenza nessuna richiesta sara' presentata, l'Unione dovra'
attendere la decisione del panel di esperti dell'organizzazione
di Ginevra per riottenere il diritto a prendere misure. La
decisione del panel non e' attesa prima della meta' del 2003.
   Gia' a fine marzo la
Ue ha preso primi provvedimenti di
salvaguardia temporanea, fissando tariffe doganali su 15
categorie di
acciaio, per difendere il mercato europeo da un
eventuale afflusso di prodotti siderurgici da paesi terzi.
   La 'guerra' dell'
acciaio sara' uno dei temi caldi di
discussione nel vertice
Ue-Usa in programma a Washington il 2
maggio prossimo. (ANSA).
     OS
21-APR-02 17:36 NNNN

2 maggio 2002

Documento: 20020502 03574 ZCZC0390/SXA R EST S0A S91 R46 QBXB USA-UE: ACCIAIO; RISPETTEREMO TUTTI REGOLE WTO, PRODI (ANSA) - WASHINGTON, 2 MAG - Romano Prodi, presidente della Commissione europea, ha oggi confermato, dopo il Vertice Ue-Usa alla casa Bianca, che Stati Uniti e Unione europea sono su posizioni contrapposte nella 'guerra dell'acciaio', ma ha anche sottolineato che tutti si sono impegnati a rispettare le regole dell'Organizzazione del commercio mondiale (Wto). (ANSA). FS 02-MAG-02 19:40 NNNN

Documento: 20020502 03584
ZCZC0458/SXA
R EST S0A R46 S91 QBXB
USA-
UE: VERTICE; MO, ACCIAIO, PASSI D'AVVICINAMENTO / ANSA
AZNAR, VOLONTA' DI RISOLVERE CONFLITTI. PRODI, OK A QUARTETTO
   (di Giampiero Gramaglia)

   (ANSA) - WASHINGTON, 2 MAG - ''Oggi, ci siamo avvicinati.
Non ci siamo allontanati'', pur se Stati Uniti e
Unione europea
''non sono ancora d'accordo al 100%'', come dovrebbe essere,
perche' ''solo cosi' di salva la pace e si favorisce la
crescita''.
   Romano Prodi, presidente della Commissione europea,
sintetizza cosi' il Vertice
Ue-Usa alla Casa Bianca: i problemi
sul tappeto non sono stati risolti e le differenze, specie sui
conflitti commerciali e in particolare sull'
acciaio, non sono
state sanate. Ma e' emersa - dice Jose' Maria Aznar, presidente
di turno del Consiglio europeo - ''la volonta' di avanzare'',
nonostante ''differenze ci siano'' e restino.
   Il calendario per cercare di chiudere le dispute commerciali
deve essere ''breve'', risponde Aznar a chi gli chiede se l'
Europa sia disposta ad aspettare la scadenza delle elezioni di
novembre negli Stati Uniti. Tanto piu' che la lista dei
contenziosi s'allunga: proprio oggi, quasi a dare il benvenuto
ai leader europei, il Congresso degli Stati Uniti ha votato una
nuova legge che allarga i sussidi agricoli (''Politicamente,
questo tipo di provvedimenti ci preoccupa'', ammette Prodi).
   Certo, ci sono anche i capitoli dell'agenda dove tutto pare
andare bene, come la cooperazione contro il terrorismo, dove l'
America riconosce all'Europa quel che ha fatto e tuttora fa.
   E, poi, ci sono i capitoli che non vengono aperti, perche' le
posizioni sono distanti ma i problemi non sono attuali, come l'
Iraq: ''Non se n'e' parlato'', assicura Prodi, ribadendo le
riserve per soluzioni che creino tensioni nella coalizione
anti-terrorismo e con il mondo arabo.
   Certo, ''il mondo va meglio quando America ed Europa
s'incontrano'' e collaborano: ''Lo abbiamo visto recentemente a
Doha, a Monterrey, nei Balcani e in Afghanistan'', aggiunge.
   ''Qualche volta ci troviamo in disaccordo, ma in fondo
condividiamo gli stessi valori e la stessa strategia comune''.
   Da parte di Bush, Prodi rileva ''un attivo impegno'' e l'
assicurazione, che l'
Ue ha ricambiato, ''a rispettare tutte le
regole del Wto'', l'Organizzazione del commercio mondiale.
   Il che vuol dire, pero', mantenere anche intatto l'arsenale
della possibile 'escalation' di ritorsioni e contromisure,
dopo la decisione americana di marzo di applicare pesanti dazi
sull'import siderurgico.
   Aznar puntualizza:
''Un conto e' confermare la decisione di
adottare contromisure, un conto e' applicarle'
, lasciando l'
impressione di una 'pace armata'.
   Il capo del governo spagnolo continuera' a parlare di questi
e altri temi - soprattutto, l'America latina- con Bush domani e
sabato, a Camp David, segno distintivo dell' 'alleato
eccellente' (quando gli si rivolge, il presidente americano lo
chiama sempre per nome, Jose' Maria),
   ''Dialogo vero'' c'e' stato anche sul Medio Oriente. Bush,
rileva Prodi, ha richiamato piu' volte, e con insistenza, il
ruolo del 'Quartetto' (Usa,
Ue, Onu e Russia) per rilanciare il
processo di pace nella regione: la formazione diplomatica si
riunisce proprio oggi, per la seconda volta, dopo l'esordio a
Madrid in aprile, a Washington, al Dipartimento di Stato.
   Prodi dice: ''Non ci possono essere progressi verso la pace
senza il coinvolgimento di tutti i membri del 'Quartetto' e del
mondo arabo''. E, in una prospettiva meno immediata, invita gli
americani a riflettere sui progressi compiuti verso l'
unificazione europea: ''L'
euro e' ora la valuta ufficiale di 12
Paesi. E presto l'
Ue sara' allargata, accogliendo dieci nuovi
Paesi entro la fine dell'anno. E' la fine della fine della
Guerra Fredda''.
(ANSA).
     GP
02-MAG-02 22:15 NNNN


Documento: 20020508 04217 ZCZC0048/SXA U ECO S0A S91 QBXC
UE-USA: WASHINGTON NON CREDE A PERICOLO SANZIONI SU ACCIAIO (ANSA) - NEW YORK, 8 MAG - Gli Stati Uniti non credono che l'Unione europea adottera; misure di rappresaglia per i dazi che le autorita' americane hanno imposto sulle importazioni di acciaio: anche se la Commissione di Bruxelles ha gia' pronto un provvedimento specifico, Washington ritiene che alcuni paesi membri lo bloccheranno. In un comunicato diffuso ieri sera, la vice-rappresentante americana per il Commercio ha detto di essere fiduciosa, soprattutto dopo avere appreso che Germania e Svezia non condividono l'idea della ritorsione. ''Siamo certi che la ragione prevarra' lontano da Bruxelles e che i paesi membri alla fine decideranno di rispettare le regole del Wto (Organizzazione mondiale del commercio) e respingeranno qualsiai azione unilaterale'', si afferma nel comunicato. Con l'approvazione dei Quindici, la Commissione ha comunque informato il 'Wto' che potrebbero scattare dazi del 100 per cento su circa 300 milioni di merci americane. Per far partire le sanzioni, sarebbe pero' necessario il placet del Consiglio dei ministri europei. L'Amministrazione Bush sostiene che la Ue agirebbe illegalmente nel caso varasse sanzioni contro gli Usa prima che il 'Wto' si sia pronunciato sulla legittimita' dei dazi sull'acciaio imposti dagli Stati Uniti. (ANSA). ZU 08-MAG-02 01:21 NNNN


Documento: 20020515 02163
ZCZC0436/SXA
U ECO S0A R64 QBXC
OCSE: GELO USA-
UE SU SCAMBI COMMERCIALI
SALTA A PARIGI FACCIA A FACCIA ZOELLICK-LAMY
   (ANSA) - PARIGI, 15 MAG - L'ombra lunga dei dazi sull'
acciaio
e degli aiuti all'agricoltura decisi dagli Usa e' arrivata a
Parigi, dove oggi e' saltato il faccia a faccia tra il
rappresentante americano al commercio, Robert Zoellick, e il
commissario
Ue, Pascal Lamy.
   Entrambi dovevano partecipare al Forum dell'Ocse sul sistema
multilaterale commerciale, ma entrambi hanno dato forfait. ''Da
lungo tempo il clima dei rapporti bilaterali Usa-
Ue non era
cosi' negativo'', ha commentato il viceministro per le Attivita'
produttive, Adolfo Urso, attribuendo il gelo sceso tra i due
partner alla politica neoprotezionista dell'amministrazione
Bush. ''Una politica - ha spiegato - che va in controtendenza
rispetto all'apertura dei mercati proposta all'ultimo vertice
della Wto a Doha e che speriamo non comprometta il round
negoziale sul commercio multilaterale cominciato a Ginevra il
primo gennaio scorso''. (Segue).
     CAO
15-MAG-02 18:26 NNNN
ZCZC0643/SXA
R ECO S0A QBXC
OCSE: GELO USA-
UE SU SCAMBI COMMERCIALI  (2)
   (ANSA) - PARIGI, 15 MAG - Se i dazi sull'
acciaio colpiscono
Paesi forti come gli Stati membri della
Ue, i 180 miliardi di
dollari di sussidi alla produzione agricola per i prossimi dieci
anni stanziati lunedi' dal congresso Usa danneggiano - ha
spiegato Urso - soprattutto i Paesi in via di sviluppo.
   L'assenza di Zoellick - che non partecipera' neanche ai
lavori di domani - non e' quindi, secondo il viceministro
italiano, di buon auspicio. I problemi da affrontare sul tavolo
della Wto, l'organizzazione mondiale del commercio, sono infatti
ancora tanti e ''la frenata o forse la retromarcia'' di
Washington non spiana il cammino. ''L'atteggiamento Usa - ha
proseguito Urso - puo' essere collegato alle preoccupazioni
elettorali per il voto americano di meta' legislatura a
novembre'', ma, come ha ricordato stamane il premier belga e
presidente di turno della ministeriale, Verhofstadt, se ''ogni
volta si deve aspettare che siano passate le elezioni nei trenta
Paesi membri dell'Ocse, non si arrivera' mai a fare progressi
per la liberalizzazione del commercio mondiale''.
   L'Italia, pur se non fortemente danneggiata dalle recenti
decisioni americane, preme molto per la riuscita del round
negoziale della Wto. Cosi' come - assieme alla Gran Bretagna e'
fra i Paesi che auspicano maggiormente un rapido ingresso della
Russia nell'organizzazione. ''E' gia'  pronto l'elenco dei
prodotti che dovranno ottenere la tutela della denominazione
geografica - ha detto Urso - che sara' consegnato a Ginevra
entro giugno. Questo aspetto e' molto importante per l'Italia
perche' 177 dei 500 prodotti compresi nell'elenco sono appunto
italiani. Contiamo - ha aggiunto Urso - di concludere questo
negoziato entro la conferenza ministeriale del prossimo
settembre in Messico che coincide con il semestre italiano di
presidenza
Ue''. Il nostro Paese comunque, anche in questo
periodo di 'crisi' dei rapporti commerciali con gli Usa preme
per una soluzione politica dei contenziosi che si sono aperti e
si augura che ci sia un gesto di buona volonta' da parte
dell'amministrazione americana soprattutto sul tema
dell'
acciaio. Diversamente la Ue ha gia' pronte le misure che
colpiscono trenta prodotti Usa per un valore di 378 milioni di
Euro, misure che potrebbero scattare gia' dal 18 giugno
prossimo. (ANSA).
     CAO/MRC
15-MAG-02 20:50 NNNN

16 maggio 2002

Documento: 20020516 03737 ZCZC0591/SXA R ECO S0A S41 QBXW BLOCCO USA IMPORTAZIONI ACCIAIO:INTERROGAZIONE FORCIERI (DS) PER SENATORE PROVVEDIMENTO PENALIZZA SIDERURGIA ITALIANA (ANSA) - LA SPEZIA, 16 MAG - ''La decisione adottata dagli Stati Uniti di introdurre dazi sull' importazione dell' acciaio da ora e per i prossimi tre anni, si somma a restrizioni gia' assunte in precedenza che tuttora gravano sulle nostre esportazioni. Si tratta di una serie di misure antidumping e antisovvenzione che si traducono di fatto in una battuta d'arresto per il sistema mondiale del commercio e che hanno gia' provocato, in Europa e nel mondo, vive reazioni''. E' quanto dichiara il senatore Lorenzo Forcieri (DS) che oggi ha presentato un' interrogazione al ministro delle attivita' produttive per chiedere il varo di misure tali da consentire all' industria siderurgica italiana di fare fronte alle conseguenze di un calo considerevole delle esportazioni. ''La politica protezionistica perseguita dagli Stati Uniti - spiega Forcieri - comportera' un danno economico consistente sia per l' Unione Europea, che esporta il 21% della produzione, ma anche per l' Italia, che solo nell' anno appena trascorso ha esportato acciaio negli Usa per un ammontare di circa 230 milioni di dollari. Le nostre esportazioni potrebbero, secondo alcune stime, dimezzare, con gravi conseguenze per l' occupazione del settore (che fino al 2000 contava 38.800 addetti, l'80% dei quali operai), che ha gia' subito, di recente, un fortissimo ridimensionamento e che potrebbe conoscere ulteriori e piu' gravi ristrutturazioni''. ''Sarebbe opportuno - conclude il senatore diessino - che il ministro delle attivita' produttive rendesse noto quali iniziative intende adottare, sia in sede comunitaria, sia nei rapporti bilaterali con gli Usa, per fare fronte alla difficile situazione che si e' determinata per la nostra industria di settore e per contenere le conseguenze che potranno investire sia l' occupazione che le prospettive di sviluppo delle imprese siderurgiche''. (ANSA). COM-BOA/ST 16-MAG-02 20:20 NNNN

Alessandro Marescotti
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