[Pace] Razzismo a Gerusalemme, ingerenze israeliane in Francia, nuove armi e guerre dimenticate



Albert

bollettino pacifista 

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La voce della ragione in tempi di guerra


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Razzismo a Gerusalemme, ingerenze israeliane in Francia, nuove armi e guerre dimenticate

a cura di PeaceLink


1. Israele/Palestina: la marcia dei suprematisti e l'ombra lunga dell'occupazione

Gerusalemme – Giovedì 14 maggio, migliaia di giovani suprematisti ebrei hanno sfilato nella Città Vecchia di Gerusalemme per “commemorare” l'annessione della parte palestinese della città, avvenuta nel 1967 al termine della Guerra dei Sei Giorni. La parata, apertamente razzista e violenta, ha visto sventolare bandiere israeliane e inneggiare a slogan di esclusione e conquista territoriale. I partecipanti, molti dei quali provenienti da movimenti giovanili legati alla destra religiosa e nazionalista, hanno marciato attraverso i quartieri arabi, provocando scontri e tensioni.

Di fronte a questa manifestazione di forza, alcuni attivisti pacifisti israeliani e palestinesi hanno tentato di opporsi, dispiegandosi lungo il percorso con cartelli e cori per la convivenza e i diritti uguali. Tuttavia, sono stati rapidamente circondati e allontanati dalle forze di polizia, che hanno protetto la marcia. L'evento è stato interpretato da molti osservatori come un ulteriore segnale della deriva nazionalista e religiosa all'interno della società israeliana, dove le voci dell'estremismo ebraico acquisiscono sempre più spazio e legittimazione, mentre la prospettiva di una soluzione a due Stati appare sempre più remota.

Parallelamente, in Francia, i servizi di intelligence stanno indagando su una serie di campagne di destabilizzazione provenienti da Israele e mirate contro candidati del partito La France Insoumise(LFI) in vista delle elezioni municipali. I bersagli principali sarebbero Sébastien Delogu, David Guiraud e François Piquemal, esponenti di spicco della sinistra critica verso le politiche del governo israeliano. Le operazioni avrebbero incluso la diffusione di notizie false, attacchi informatici e pressioni diplomatiche indirette.

La Francia insoumise ha denunciato pubblicamente l'ingerenza, chiedendo allo Stato francese di reagire con fermezza e di proteggere le prossime scadenze elettorali. Il caso solleva interrogativi preoccupanti sulla capacità di attori stranieri di interferire nei processi democratici europei, sfruttando falle nella regolamentazione delle campagne elettorali e l'opacità delle piattaforme digitali.

Sul fronte della Striscia di Gaza, l'esercito israeliano ha annunciato l'istituzione di un nuovo quartier generale dedicato al coordinamento delle attività con partner internazionali. La struttura opererà in sinergia con il Centro di Coordinamento Civile-Militare (CMCC), guidato dagli Stati Uniti. Secondo la versione ufficiale, si tratta di facilitare gli aiuti umanitari e la ricostruzione. Tuttavia, per molti analisti, si tratta di un meccanismo che normalizza l'occupazione e il controllo militare su Gaza, senza affrontare le cause profonde del conflitto né riconoscere i diritti politici della popolazione palestinese.


2. Ucraina: 9 miliardi di euro per acquistare droni

L'Unione Europea ha deciso di erogare all'Ucraina un prestito di 9 miliardi di euro, la cui liquidazione è prevista entro il prossimo mese. 

La cifra è suddivisa in due tranche principali: 5,9 miliardi saranno destinati all'acquisto di droni armati e da ricognizione, destinati a potenziare le capacità difensive e offensive di Kiev; i restanti 3,2 miliardi serviranno a coprire le spese di bilancio dello Stato ucraino, gravemente provato dalla guerra.

Questa decisione conferma la volontà dell'UE di proseguire sulla strada del sostegno militare all'Ucraina. 


3. Russia: test del missile intercontinentale Sarmat

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato il riuscito lancio del nuovo missile balistico intercontinentale pesante “Sarmat”. Il test è avvenuto presso un poligono militare. 

Il Sarmat è un'arma di nuova generazione progettata per eludere qualsiasi sistema di difesa missilistica esistente o in fase di sviluppo, grazie alla sua capacità di manovrare in volo e di trasportare più testate nucleari indipendenti.

L'annuncio del test arriva in un momento di tensione con la NATO a causa della guerra in Ucraina e delle crescenti rivalità geopolitiche. 

Questo tipo di test si inquadra nella grave situazione di stallo del disarmo nucleare, caratterizzata dal non rinnovo del Trattato New START (l'ultimo accordo bilaterale sui missili nucleari a lunga gittata) e rappresenta anche un forte segnale della Russia alla NATO nel contesto di un crescente e pericoloso ammodernamento delle armi nucleari. 


4. Iran – USA: diffidenza reciproca sul nucleare

L'Iran ha espresso un forte scetticismo verso una nuova proposta presentata dagli Stati Uniti nell'ambito dei negoziati sul programma nucleare e sulla sicurezza regionale. La proposta americana sarebbe stata trasmessa attraverso canali diplomatici indiretti, ma Teheran ha fatto sapere di dubitare della “sincerità” e del “serio impegno” di Washington.

Le autorità iraniane hanno moltiplicato le dichiarazioni critiche, accusando gli Stati Uniti di giocare un doppio gioco: da un lato chiedere limitazioni al programma nucleare iraniano, dall'altro continuare a sostenere militarmente Israele e i paesi del Golfo. Il clima di sfiducia reciproca è aggravato dalle persistenti tensioni militari in Medio Oriente, con esercitazioni navali, sorvoli di aerei e ripetuti incidenti nelle acque del Golfo Persico. La ripresa del dialogo appare sempre più difficile, e il rischio di una nuova escalation – anche militare – non è da escludere.


5. Sudan – Emirati Arabi Uniti: richiesta di sanzioni europee

Uno studio legale francese, agendo per conto di alcune vittime sudanesi della guerra civile in corso, ha presentato una richiesta formale alla diplomazia europea affinché vengano adottate sanzioni contro alti dirigenti e aziende degli Emirati Arabi Uniti. Secondo il dossier presentato, gli Emirati sarebbero coinvolti nel fornire supporto logistico, finanziario e militare a una delle fazioni in conflitto in Sudan, contribuendo così a prolungare la guerra e ad aggravare la catastrofe umanitaria.

La richiesta mette in una posizione delicata l'Unione Europea, che negli ultimi anni ha rafforzato la propria alleanza con gli Emirati Arabi Uniti. L'eventuale apertura di un procedimento sanzionatorio potrebbe creare una frattura diplomatica imbarazzante. Per ora Bruxelles ha preso tempo, ma le associazioni per i diritti umani chiedono coerenza tra i principi dichiarati (difesa dei diritti umani e pace) e le scelte di politica estera.


6. Brasile: la Corte Suprema blocca una legge favorevole a Bolsonaro

La Corte Suprema brasiliana ha deciso di sospendere provvisoriamente l'applicazione di una legge recentemente approvata dal Parlamento. Il testo normativo – sostenuto dai settori conservatori e dall'ex presidente Jair Bolsonaro – avrebbe potuto ridurre significativamente le pene per i condannati coinvolti nell'assalto alle istituzioni dell'8 gennaio 2023, quando migliaia di manifestanti bolsonaristi invasero il Congresso, la Corte Suprema e il Palazzo del Planalto a Brasilia.

La sospensione decisa dai giudici riaccende il braccio di ferro tra il potere giudiziario e il campo politico dell'ex presidente, che conserva ancora una forte influenza nel paese. Molti osservatori vedono in questa mossa della Corte un tentativo di frenare una possibile deriva impunitaria e di difendere lo stato di diritto minacciato dalle violenze del 2023. Bolsonaro è stato condannato a 27 anni di reclusione. 


Glossario

  • Suprematismo ebraico: ideologia che afferma la superiorità etnica, culturale e religiosa degli ebrei sugli altri popoli, spesso associata a movimenti politici e religiosi estremisti in Israele. Si manifesta attraverso richieste di espulsione dei palestinesi, annessione territoriale e discriminazione legalizzata.

  • Guerra dei Sei Giorni (1967): conflitto tra Israele e una coalizione di stati arabi (Egitto, Siria, Giordania, Iraq). Israele occupò militarmente la Cisgiordania, la Striscia di Gaza, le alture del Golan, il Sinai e Gerusalemme Est. L'annessione di Gerusalemme Est non è riconosciuta dalla comunità internazionale.

  • La France Insoumise (LFI): partito politico francese di sinistra radicale fondato da Jean-Luc Mélenchon. Si caratterizza per posizioni critiche verso il neoliberalismo, l'appartenenza alla NATO e le politiche del governo israeliano nei confronti dei palestinesi.

  • Sarmat (SS-X-30): missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido, sviluppato dalla Russia. Può trasportare fino a 15 testate nucleari indipendenti ed è progettato per superare i sistemi antimissile grazie a traiettorie imprevedibili e capacità di manovra in volo.

  • Trattato New START: accordo bilaterale tra Stati Uniti e Federazione Russa per la riduzione degli arsenali nucleari strategici, firmato nel 2010 ed esteso fino al 2026. Ma non è stato rinnovato, generando notevole apprensione negli analisti indipendenti e nel mondo pacifista. 

  • Bolsonarismo: movimento politico e ideologico brasiliano di estrema destra, ispirato alla figura e alle politiche dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Si caratterizza per nazionalismo, conservatorismo religioso, negazionismo climatico e sanitario, e critiche verso il sistema giudiziario e il Congresso.

  • Assalto dell'8 gennaio 2023: tentativo di colpo di stato in Brasile organizzato da sostenitori di Bolsonaro dopo la sconfitta elettorale. Migliaia di manifestanti invasero e danneggiarono le sedi dei tre poteri a Brasilia, provocando una dura reazione delle autorità. 


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