[Pace] Sanae Takaichi, attuale Primo Ministro giapponese ultranazionalista, provoca proteste per aver onorato anche i criminali di guerra nipponici. E consolida l'accordo con Giorgia Meloni per il nuovo cacciabombardiere GCAP



Sanae Takaichi, attuale Primo Ministro del Giappone dall'ottobre 2025, ha visitato regolarmente il Santuario Yasukuni prima di assumere cariche di alto livello, inclusi periodi come ministra. Il santuario onora circa 2,5 milioni di caduti giapponesi in varie guerre, tra cui 14 criminali di guerra di Classe A del secondo conflitto mondiale.

Visite di Takaichi

Takaichi ha partecipato spesso alle feste primaverili e autunnali del santuario, oltre che l'15 agosto, anniversario della resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, anche durante i suoi incarichi ministeriali come nel 2007, 2014, 2016 e 2020. Nel 2024 e 2025 ha continuato le visite, firmando come ministra di Stato. Recentemente, come leader LDP, ha inviato offerte rituali senza visitare personalmente per evitare tensioni diplomatiche.

Controversie internazionali

Cina e Corea del Sud vedono le visite al Yasukuni come mancanza di pentimento per aggressioni passate, inclusi massacri come Nanchino (i soldati giapponesi uccisero circa 300 mila persone in sei settimane) e crimini contro l'umanità durante l'occupazione. Nessun Primo Ministro ha visitato dal 2013, per preservare relazioni con i vicini. Le visite di figure come Takaichi provocano proteste, ravvivando dibattiti storici.

Sanae Takaichi è un membro di spicco del Nippon Kaigi, un'organizzazione conservatrice e ultranazionalista giapponese con influenza significativa nel Partito Liberal Democratico (LDP). Takaichi è elencata tra i membri chiave di questa organizzazione e ne condivide le posizioni su revisione costituzionale, rafforzamento militare e reinterpretazione della storia giapponese. Il Nippon Kaigi promuove una visione patriottica della storia giapponese che contesta l'attuale interpretazione della Seconda Guerra Mondiale; su questa scia ultranazionalista minimizza o assolve tragici eventi come il Massacro di Nanchino da parte delle forze armate giapponesi in Cina.

Elenco dei 14 criminali di guerra

Questi individui furono impiccati il 23 dicembre 1948 dopo le condanne emesse nel 1948. Ecco i nomi principali con i loro ruoli chiave:

  • Hideki Tojo: Primo Ministro e Ministro della Guerra, principale architetto dell'espansionismo giapponese.

  • Kenji Dohara: Generale, coinvolto in intrighi in Cina e Manciuria.

  • Koki Hirota: Ex Primo Ministro e Ministro degli Esteri.

  • Seishiro Itagaki: Generale, capo di stato maggiore.

  • Heisuke Yanagawa: Generale e Ministro della Guerra.

  • Akira Muto: Colonnello, capo di stato maggiore.

  • Jiro Minaki: Vice Ministro della Guerra (nota: spesso indicato come Minoru).

  • Iwane Matsui: Tenente generale, responsabile del Massacro di Nanchino.

  • Shunroku Hata: Maresciallo, Comandante in Cina.

  • Osami Nagano: Ammiraglio, capo di stato maggiore della Marina.

  • Hiroshi Oshima: Ambasciatore in Germania.

  • Shigenori Togo: Ministro degli Esteri.

  • Teiichi Suzuki: Ministro senza portafoglio.

  • Yoshitsugu Tatekawa: Generale, coinvolto in cospirazioni.

Contesto storico e giudiziario

Furono accusati di aver orchestrato invasioni in Asia e nel Pacifico, inclusi Pearl Harbor e atrocità come Nanchino; sette ricevettero ergastolo o pene minori, ma i 14 di Classe A - venerati nel santuario - furono condannati all'impiccagione. Le loro "anime" vennero tuttavia segretamente inserite nel registro del santuario nel 1978, scatenando le controversie internazionali.

I 14 criminali di guerra di Classe A sono venerati al Santuario Yasukuni perché, secondo la tradizione shintoista, l'inserimento nel "Libro delle Anime" (Reijibo) assolve tutti i peccati terreni e eleva gli spiriti dei defunti a kami (oggetti di venerazione), indipendentemente dalle loro azioni in vita.


La collaborazione con Giorgia Meloni per il cacciabombardiere GCAP

Il 15 gennaio 2026 il primo ministro Giorgia Meloni e Sanae Takaichi hanno avuto un incontro che celebra i 160 anni di "visione comune" fra Italia e Giappone e che è servito a rafforzare l'asse di collaborazione militare in cui si inserisce il programma del caccia di sesta generazione GCAP. Si legge nel comunicato finale:  "Un pilastro fondamentale del partenariato tra Italia e Giappone è costituito dalla collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza. Il programma Global Combat Air Programme (GCAP), che ci vede lavorare strettamente insieme al Regno Unito, è molto di più di un progetto industriale avanzato. Il GCAP rappresenta un’iniziativa che rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche".