[Pace] Studenti in piazza contro la guerra e le spese militari



Alcune centinaia di studenti genovesi sono oggi scesi in piazza per protestare contro il riarmo dell'Unione Europea e chiedere un maggiore investimento in istruzione e salute. Il corteo ha attraversato le strade del centro di Genova con slogan e striscioni che esprimevano un chiaro rifiuto delle politiche belliche e un appello alla giustizia sociale.

In apertura del corteo, uno striscione recitava: "Soldi alla formazione, non alla guerra". Molti giovani portavano cartelli con messaggi a favore della sanità pubblica e della pace, denunciando gli 800 miliardi di euro che la UE sta pianificando di destinare al riarmo. Secondo gli studenti, queste risorse dovrebbero invece essere utilizzate per garantire un futuro di istruzione, benessere e sostenibilità.

L'iniziativa si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione giovanile contro l'aumento delle spese militari in Europa. La decisione di destinare ingenti fondi al settore della difesa sta suscitando un'ondata di opposizione tra coloro che vedono nella guerra una minaccia ai diritti umani e alle prospettive di un futuro pacifico.

Il movimento studentesco di Genova si unisce così a un coro di voci che, in tutta Italia e in Europa, chiede una politica che metta al centro la pace e il benessere delle persone. La loro richiesta è chiara: basta soldi per le armi, investiamo nel futuro.

Anche a Roma gli studenti sono scesi in piazza per protestare contro i tagli all'istruzione. Dopo aver passato la notte in tenda sotto il Ministero dell'Università, questa mattina hanno rilanciato la loro battaglia con lo slogan "soldi all'università e non alla guerra". La protesta, che ha visto l'adesione di precari e studenti di diverse città, rientra nell'iniziativa di mobilitazione contro le politiche di definanziamento del settore educativo.