[Pace] Ucraina, "ora anche gli Usa sono pronti a trattare": Washington aspetta la riconquista di Kherson per sedersi al tavolo con Putin. Si prepara l'orrendo massacro. Che differenza c'è rispetto alle ordalie medioevali?



Secondo diverse fonti interne all'amministrazione sentite dai media nazionali e internazionali, la principale preoccupazione di Kiev e Washington era quella di poter arrivare a eventuali contrattazioni da una posizione di forza. E questo giustifica la strategia dell'intransigenza tenuta fino ad oggi dal blocco filo-Ucraina. Adesso, però, sono gli Usa che cercano di far capire a Zelensky che battere l'esercito russo in una delle più importanti porte d'accesso al Mar d'Azov e alla Crimea può portare a un primo vero negoziato con Mosca.

- Il Fatto Quotidiano

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Come si può notare (le stesse considerazioni le troviamo su Repubblica) le valutazioni militari che in queste ore vengono fatte dalla Nato non sono finalizzate a salvare vite umane ma a "vincere" la battaglia di Kherson che provocherà immense perdite di vite umane sia fra i russi sia fra gli ucraini. Alla fine vincerà non chi ha ragione ma chi è più forte, come in tutte le guerre del resto. Come nelle ordalie medioevali. È un ritorno alla giustizia del Medioevo.

Ma cosa proporre in casi come questo? Quale può essere una giusta e saggia valutazione per uscire da questa primitiva contesa del XXI secolo? Che contropiano di pace mettere in campo per l'opinione pubblica disorientata dall'assenza di saggezza e di buon senso?

Non è  difficile rispondere, a ben vedere.

Solo la popolazione civile ha ragione in un conflitto, e può esercitare il suo potere se disarma il conflitto e se lo trasforma in un ragionamento collettivo con i mezzi della democrazia in cui il debole conta quanto il forte.

Dobbiamo far vincere non una delle due parti armate fino ai denti ma quella popolazione disarmata che in una guerra non conta nulla e che con la pace può contare tantissimo, e che a Kherson dovrebbe potersi esprimere in un referendum sotto la supervisione dell'ONU, come ha proposto ad esempio Elon Musk, che non è certo un filorusso.

È una scelta semplice, logica, ragionevole.

Ma questa non è la scelta dell'Unione Europea, non è la scelta della Nato, non è la scelta di Biden, non è la scelta di Zelensky. Perché - diciamocelo con chiarezza - solo chiedendo un referendum serio si può contrastare quello che è stato definito un "referendum farsa". Ma se a un referendum fasullo si vuole sostituire un vero massacro per Kherson allora non siamo più nell'ambito della civiltà ma siamo nel cerchio di sangue delle ordalie dei popoli germanici dell'Alto Medioevo

Avete presente quelle cose orribili fatte da gente che credeva nel ferro rovente e nella sua funzione capace di incarnare la giustizia divina? Solo chi usciva indenne dal cruento lavacro del sangue e del supplizio era degno di affermare la giustizia. La sua giustizia. Quando fra due contendenti c'era un conflitto, non veniva chiamato un giudice ma si faceva un bel duello e al vincitore veniva riconosciuta, di fronte a tutti, la ragione della sua causa. Come se la giustizia dipendesse da una prova di sanguinoso coraggio, da una prova estrema.

Ecco: la Nato sta celebrando una moderna ordalia. Ce la somministra a reti unificate.

Se la Nato ha deciso che a un referendum farsa russo sia meglio sostituire una ordalia medievale - in cui la giustizia sia espressione di una terribile prova di forza fatta di violenza e di sangue, di duelli e ferro rovente - allora è giusto dire che stiamo sprofondando nella barbarie del diritto medioevale, nonostante Stoltenberg porti gli elmi con le corna ma ottime giacche e belle cravatte, ancora più belle di quelle di Putin. 

Ma non si diventa superiori a Putin abbassandosi a questo orrido e infimo livello dell'ordalia medioevale.
 
Spiace vedere il laburista Stoltenberg sostenere in giacca, cravatta e camicia linda quella che sarà una sporca battaglia, la sporca battaglia di Kherson, a cui non manderebbe i suoi figli e i suoi nipoti. A cui non parteciperebbe un sol giorno neppure lui.

Scendere, per noi europei, a questo orrido livello di barbarie bellica non ci rende civili, non ci rende buoni, non ci rende migliori. Non ci rende laburisti. Tutto ciò non è inoltre compatibile con la nostra Costituzione che affida la risoluzione delle controversie internazionali alla diplomazia e non all'ordalia medioevale della guerra. 

Salviamo i soldati russi e ucraini dal supplizio di un nuovo massacro!

Il prossimo reciproco sterminio della battaglia di Kherson, su cui si stanno ammassando mezzi e uomini, non è neppure giustificato con la salvezza della popolazione di Kherson che è stata saggiamente evacuata per non aggiungere sangue a sangue.

Questa battaglia capovolge la retorica dell'invio delle armi per salvare vite umane. Migliaia di vite umane saranno infatti bruciate, dall'una e dall'altra parte, proprio grazie alle armi sempre più potenti, e quelle dell'Occidente non serviranno a salvare ma a ristabilire un pareggio nel massacro, e forse una superiorità nell'infliggere lutti e sofferenze.

Ordalia medioevale diventi il nome della battaglia di Kherson. 

Vergogna. 

Vergogna per Putin. 

Vergogna per chi ne imita la disumana prova di forza.

Vergogna per tutti.

Noi pacifisti non possiamo che essere che contro le ordalie medioevali, oggi rese digitali dagli efficienti sistemi Himars che sbudelleranno i soldati russi, invitandoli a fare altrettanto verso gli ucraini con i cannoni inviati da Putin in numero sufficiente a far saltare in aria centinaia e centinaia di gambe, mani, piedi e braccia, in un tripudio di sangue che farà dei vincitori mutilati, nel caso gli ucraini vincessero, degli esseri comunque infelici per sempre.

Io ho solo bisogno di avere alcune migliaia di morti per sedermi al tavolo della pace", disse Mussolini nel 1940. Senza voler fare alcun parallelo ideologico con questa guerra, è triste tuttavia constatare - sotto il profilo strettamente militare - che si arriverà al tavolo della pace "da una posizione di forza", non salvando vite umane ma dopo essersi seduti su pile di cadaveri.

E questo avverrà con cinico disprezzo per la vita dei soldati, che oggi attendono la battaglia decisiva, quella di Kherson. 

Alessandro Marescotti 
Presidente di PeaceLink
www.peacelink.it/ucraina