R: [pace] Lettera di Haidar Eid e di Omar Barghouti



Grazie dell'informazione, ve ne giro una anch'io:

La Giunta Regionale toscana ha nominato l’Amministratore delegato che dovrà gestire la privatizzazione Toremar (parte della privatizzazione Tirrenia). La scelta, tanto per ricordare adeguatamente il genocidio dei palestinesi  e il massacro di un anno fa a Gaza , è caduta su Angelo Roma, rappresentante in Italia della compagnia Israeliana Zim. La nascente Federazione della sinistra non c’era? E se c’era dormiva ? Oppure sionismo “non olet”?

 

 

----Messaggio originale----
Da: palestinanews at gmail.com
Data: 05/01/2010 10.26
A: <conflitti at peacelink.it>, <internazionale at www.ecn.org>, <pace at peacelink.it>, <pacifistat at inventati.org>
Ogg: [pace] Lettera di Haidar Eid e di Omar Barghouti

Lettera di Haidar Eid e di Omar Barghouti

 

 

Grazie all’intervento della moglie del presidente egiziano le autorità egiziane hanno autorizzato una delegazione che si pensa rappresentativa della Marcia a recarsi a Gaza in un approccio umanitario, il 30 dicembre 2009. Mentre gli altri 1.300 partecipanti alla marcia restavano confinati a Gaza. I coordinatori palestinesi si rivolgono ai partecipanti alla Marcia.

 

«Cari organizzatori e partecipanti alla Marcia per la libertà di Gaza,

 dopo molte esitazioni e discussioni, vi scriviamo per chiedervi di rifiutare il “mercato” cui siete arrivati con la dirigenza egiziana (attraverso la sig.ra Mubarak). Questo è un cattivo accordo per noi e, ne siamo profondamente persuasi, terribile per il movimento di solidarietà.

 

Inizialmente, pensavamo che se dei rappresentati della quarantina di Paesi avessero potuto recarsi a Gaza e partecipare a una marcia simbolica con i palestinesi, questa avrebbe potuto trasmettere un messaggio all’opinione pubblica mondiale, nostro obiettivo principale.

 

Tuttavia, dopo aver ascoltato la conferenza stampa del Ministro degli Esteri egiziano la scorsa notte su Aljazeera e il  modo in cui ha descritto l’accordo nei dettagli, pensiamo senza alcuna ambiguità che questo compromesso è troppo pesante, portatore di divisioni e distruttivo per il nostro lavoro e i nostri contatti con i differenti movimenti di solidarietà a livello internazionale.

 

Abu Al-Gheit[1] ha descritto i 100 delegati che graziosamente erano stati autorizzati ad entrare a Gaza come membri di organizzazioni che l’Egitto considera «buone e sincere nella loro solidarietà con Gaza come noi [il regime]». Ha descritto gli altri come membri «di organizzazioni che non sono interessate che alla sovversione e all’azione contro gli interessi egiziani, a seminare il disordine nelle strade d’Egitto e non alla solidarietà con i palestinesi». Ha anche sostenuto che l’opinione pubblica egiziana era sufficientemente saggia per vedere che questi erano degli hooligans, tenendosene alla larga.

 

Oltre alla evidente divisione che creerebbe l’accettare questo mercato, ecco cosa è falso in questa presentazione dei fatti:

 

1)      Il regime egiziano, nella conferenza stampa, descrive la grande maggioranza degli internazionali che partecipano alla Gaza Freedom March come hooligans e provocatori, non come dei veri gruppi di solidarietà. Questo è un grave insulto a tutti noi, a tutti i nostri partners e alla GFM intera, perché dipinge tutti noi dei collaboratori al servizio di forze”fanatiche”, “distruttrici” e non di forze unitarie per porre fine all’assedio e perché il diritto abbia la priorità.

2)      La direzione egiziana utilizzerà il nostro accordo per sostenere che la sua posizione e il suo «modo di essere solidale con Gaza» sono stati sempre i migliori e che coloro che concordano con questo saggio modo di fare sono stati autorizzati a entrare [a Gaza, NdT].

La pressione dell’opinione pubblica araba e internazionale sul governo egiziano cresce enormemente grazie alle azioni che tutti voi avete intrapreso e [grazie] agli eccellenti messaggi che avete inviato ai media. Il governo egiziano vuole usare questo accordo per alleggerire la pressione e dare l’impressione che è preoccupato per i palestinesi di Gaza.

Tutto questo per distogliere l’attenzione dal Muro d’Acciaio che sta costruendo e dagli appelli che gli vengono rivolti riguardo alla sua complicità con il criminale assedio israeliano.

 

Il nostro interesse a lungo termine in quanto palestinesi non è di permettere al regime di togliersi dall’imbarazzo così facilmente. O meglio, che autorizzi i 1.400 partecipanti ad andare a Gaza (se questi sono degli “hooligans” , l’Egitto potrebbe liberarsene mandandoli a Gaza, no?), altrimenti, vi esortiamo con tutte le nostre forze a rifiutare questo mercato troppo ristretto, troppo tardivo e troppo mal concepito[2].

 

Non possiamo decidere al vostro posto, la decisione in ogni caso è di VOI TUTTI. Se una maggioranza CHIARA tra voi si delineasse a favore dell’accordo, vi accoglieremo a Gaza e apprezzeremo fortemente la vostra solidarietà.

 

Ma noi pensiamo che la vostra solidarietà, senza venire a Gaza, denunciando l’assedio, può essere più fruttuosa per noi e per la fine dell’assedio almeno dal lato egiziano.

 

Vi salutiamo e vi ringraziamo, dal profondo del cuore, per l’indescrivibile lavoro che tutti voi avete fatto per Gaza!

 

Rispettosamente,

 

Haidar Eid, Gaza

Omar Barghouti,

Gerusalemme

 

Lettera pubblicata il 2 gennaio 2010 sul sito dell’Association France Palestine: http://www.france-palestine.org/article13649.html



[1] Ministro degli esteri egiziano [NdT]

[2] Tra le delegazioni, l’AFPS, l’ABP e il Comitato lussemburghese, alcuni italiani e altri ancora hanno rifiutato di cadere nella trappola tesa alla Marcia.



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Palestina News - voce di ISM (International Solidarity Movement) Italia  http://sites.google.com/site/italyism