spese militari e diffsione armi



Dalla lettera odierna di Lidia Menapace, dal Senato.
Aggiungo che anche Gandhi, il 30 gennaio 1948 - sarà presto il 60° anniversario - fu ucciso da una Beretta italiana: italiani nel mondo!...
In Svizzera, dove ogni maschio soldato si portava a casa il fucile, per le esercitazioni annuali, si sono verificati omicidi domestici favoriti da questa... comodità. Ora c'è stata la richiesta - non so bene con quale risultato - di consegnare tali armi all'esercito. Magari qualche amico svizzero (prego chi ci legge) ci informerà con più precisione.
Enrico Peyretti
 
"...  Mi era stato richiesto di intervenire a nome del gruppo all'inizio del dibattito e ho sottolineato una cosa che mi pare giusta e cioè che ci sforziamo di  scrivere bilanci più narrabili e leggibili, che non elenchino semplicemente per materie affini entrate e uscite, ma connettano e spieghino. Ho fatto l'esempio delle spese militari, che sono divise tra ministero della Difesa (le spese di esercizio) e ministeri dell'Industria Sviluppo ecc. (le spese per armamenti). Questa disposizione  insignisce le armi del titolo di sviluppo e ricchezza, segno positivo della produzione  del nostro paese, sicchè a nostro parere alla fine ciò diventa una violazione dell'art. 11: un paese che rifiuta la guerra non può fondare il proprio bilancio soprattutto su investimenti per armamenti, le armi non sono merci come tutte le altre. Faccio un esempio appena appena postumo: se non vi fosse una così terribile diffusione di armi leggere (delle quali noi siamo storicamente ricercatissimi produttori -anche l'arma che uccise Kennedy era una Beretta-) gli studenti finlandesi frustrati che sparano a gogò e ammazzano a dozzine,  farebbero a botte con minore danno. Il ragionamento è stato accettato da Padoa Schioppa che lo ha citato nella replica. ...  "