Lezioni di geografia e terrorismo



Con il 2001 si sono aperti corsi gratuiti di geografia e terrorismo, di
salvaguardia della nostra sicurezza e ampliamento degli orizzonti europei.
Corsi per tutte le età, a tutte le ore, diffusi, come fa il muezzin da un
megafono visibile alle bisogna che si propaga nell'etere.
Cominciò con Seattle, e tutti iniziarono a temere che le barricate dei
giovani mediattivisti potessero infrangere le vetrine delle botteghe: con
Genova si ebbe la certezza che il caos era stato portato nei nostri
confini.
L'11 settembre del 2001 fù stampato il Calendario Mondiale, di quelli
eterni, basta variare la faccia del cubo.

Abbiamo conosciuto terre nuove:  Afghanistan, Iraq, Siria, Iran,
Filippine,Venezuela, Brasile, Cile, Colombia, sono spuntati stati che non
esistono come il Kurdistan e la Palestina... calderoni bollenti e
infernali
con cui mai prima avevamo avuto confidenze. I reporter occidentali ci
hanno
fatto vedere grotte e deserti, mercati e città, donne e uomini: il
subumano.
Abbiamo sentito e visto tutto vicino e allora, consapevoli di quanto lo
era
davvero, abbiamo cominciato a camminare negli anni passati chiedendo pace
per loro, che era un po' come chiederla per noi, molti hanno pregato
Chiese
e Governi.
Ma i potenti non erano quelli che ci apparivano tali, erano diventati
talebani e kamikaze, bombe e chador, loro dovevamo temere e pregare.
Le lezioni di geografia e terrorismo ci hanno fatto capire il pericolo che
corriamo, costante: le onde mediorentiali, africane ed asiatiche che si
appropriano delle coste e delle terre dei cieli e delle tradizioni.
Abbiamo allora tentato di chiedere il disarmo, del ferro dell'atomica
della
chimica del nucleare...
Le lezioni di geografia e terrorismo si sono via via    corredate di teste
mozzate, di donne e bambini deflagrati, di carcerieri e sequestratori, di
violenze su soldati e volontari.
E la signora Guerra, come Maria Antonietta, offre dorate brioches a chi
chiede pane: si sposa con tutti i riti possibili al Capitale.
A noi rimane il ripasso della fede nella Democrazia  e nella Libertà che
scopriamo hanno  sconfinato, abbiamo capito che esiste solo un altro mondo
possibile.

Partecipi del dramma mondiale, possiamo attardarci a dormire ancora un
po',
malgrado la primavera, a muoverci con lentezza e pazienza, con timore
prudente come ci  hanno  insegnato.
Le basi militari sul nostro territorio custodiscono  il segreto della
felicità mondiale, ogni tanto le aprono e guardiamo in cielo, le grandi
ali
che volano in libertà.

Per la difesa della nostra istruzione e sicurezza, lo so- lo sappiamo che
state facendo il possibile, vogliate pertanto cortesemente  tradurre  in
tutte le lingue: " Gratitudine e ossequio".

Doriana Goracci

10.4.2007