INCONTRO NAZIONALE- Firenze, 3 Marzo 2007-SEMPRECONTROLAGUERRA



VOLANTINO 3 MARZO -di SEMPRECONTROLAGUERRA

 

Testardamente sempre contro la guerra !

 

INCONTRO NAZIONALE

 

Firenze, 3 Marzo 2007

Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula magna (via degli Alfani 37)

 

dalle 13.00 alle 18.30

 

Siamo semplicemente donne e uomini contrari alla guerra. Alcuni amici della nonviolenza, altri perplessi della nonviolenza, altri semplicemente consci che la guerra è la massima espressione del degrado dell'umanità.

 

Siamo consapevoli che nel mondo sono presenti conflitti, molti di questi sono sfociati in guerra. Vediamo che la responsabilità principale di questo stato è la “guerra globale al terrorismo” che l'amministrazione USA sta imponendo al mondo.

 

Siamo angosciati nel sentire dei preparativi di un attacco all'Iran: bombardamento fino a “riportarlo all'età della pietra”; si prevede addirittura l'uso di armi nucleari.

 

Il precipitare delle cose in queste ultime settimane ci conferma ancor di più la necessità di un percorso che sia alternativo e soprattutto sciolto dai vincoli di una politica istituzionale che non lascia nessuna speranza, ma libero anche dagli ostacoli posti dai “burocrati del movimento”.

 

La paralisi del movimento per la pace crediamo sia uno specchio illuminante della crisi della democrazia rappresentativa del nostro paese.

 

Le uniche risposte che vengono a questo pericolosissimo stallo - che è foriero di un pesantissimo spostamento verso l'estrema destra della politica e dell'opinione pubblica - sono esperienze nate sui territori: pensiamo alla Val di Susa, a Scanzano, ma soprattuto a Vicenza, dove la difesa dell'ambiente, del territorio, della città si è sposata perfettamente all'opposizione alla guerra e al riarmo.

 

Ci colpisce molto positivamente la coscienza, emersa in quei luoghi, che solo i cittadini possono riprendere in mano il loro destino senza delegare nulla a nessuno.

 

Crediamo sia quella la direzione che il movimento contro la guerra deve prendere.

 

Non ci poniamo come una struttura organizzata o un ulteriore gruppo nella galassia pacifista, ma solo come strumento per dare la parola soprattuto ai desideri di donne e uomini testardamente contrari alla guerra ma che non vengono mai ascoltati.

 

COMUNICATO STAMPA

Firenze,28/2

 

Sabato 3 marzo presso la Facoltà di Lettere di Firenze, aula magna, ( via degli Alfani 37) si svolgerà il secondo appuntamento nazionale di coloro che proposero, nel dicembre scorso, l’appello per l’uscita dei soldati italiani dall’Afghanistan e per fermare la minaccia NUCLEARE.

 

 

 

    *  Ci incontrammo, il 18 febbraio, a Vicenza, uomini e donne con l’intento di contribuire, assieme ad altri, a mantenere viva nel paese, in un contesto politico sempre più deteriorato e normalizzato, la necessità dell’opposizione alla guerra senza se e senza ma.

    * Vorremmo incontrarci di nuovo nello spirito nato a Vicenza, vale a dire  legando, nell’azione sul territorio, i temi della pace, della convivenza solidale, del rispetto dell’ambiente, dell’uso libero della propria terra da vincoli speculativi, nell’esercizio dei diritti democratici che consenta al movimento di  essere soggetto politico consapevole

    * Gli scopi di tali incontri, è bene sottolinearlo, sono, assieme alla ricerca di percorsi di  lotta comuni, quelli di cercare  una  pratica comune  delle iniziative; vale a dire trovare  il modo migliore per lavorare in rete con soggetti e gruppi già operanti sul territorio e con cui stabilire rapporti  permanenti. Non è sufficiente, noi crediamo, elaborare gli obbiettivi, occorre trovare i modi per praticarli e soprattutto coinvolgere più persone possibili, dando così un contributo alla crisi di partecipazione di tante donne e uomini al movimento per la pace .

 

 Gestione e metodologia  dell’incontro

 

 L’incontro prevede:

 

    * l’inizio alle 13,00 con una breve (circa 15 minuti complessivi) introduzione esplicativa, la semplice  sintesi delle proposte emerse dal dibattito dei gruppi di lavoro del 18/2.

    * Segue la proposta ai presenti di strutturare le circa 4 ore d’assemblea, con la stessa metodologia applicata, con buoni risultati, in quell’occasione nel seguente modo:

    * Inizio con la plenaria (un’ora circa) di discussione sui punti proposti con interventi di 5-7 minuti ciascuno. Alle 15 fine del dibattito e formazione dei gruppi

    * Il Lavoro dei gruppi si protrarrà fino alle 16

    * La mezz’ora successiva fino alle 16,30 gli speakers dei gruppi riferiscono dichiarazioni, considerazioni ecc. sui temi del dibattito emersi nei gruppi stessi, coordinati da facilitatori

    * La seconda fase del pomeriggio prevede il ritorno ai gruppi che produrranno una bozza di documento finale sui punti condivisi dai presenti

    * Qualcuno, delegato dall’assemblea, metterà tale bozza per esteso.e quello  sarà il nostro contributo  al movimento, il mandato di lavorare sul proprio territorio.

 

Temi emersi nel dibattito il 18/2 e da cui dovremmo ripartire a Firenze

 

    * mettersi in rete (anche tramite l' uso di una mailing-list, attivata)

    * boicottaggio delle imprese impegnate nella costruzione od estensione delle basi militari( CMC,Pizzarotti,Maltauro..) e delle compagnie di trasporti appaltate

    * Confronto sulla costruzione di una proposta di legge di iniziativa popolare che consenta di rimettere in discussione gli automatismi ed i vincoli dei trattati internazionali(usa-nato) ai quali è sottopostoil nostro paese       

    * ripartire dall' avvio di una rete nazionale che a partire da Vicenza agisca per gruppi territoriali-affinità seguendo alcuni punti cardine emersi: l' uscita dell' italia dalla nato, il rispetto vero dell'articolo   11   della costituzione, la chiusura e riconversione delle basi militari usa-nato,l' annullamento degli accordi italo-israeliani di cooperazione militare e strategica..)

    * affermazione, su esempio dell' amministrazione di Torino,di una mozione di solidarietà degli enti locali ai cittadini di Vicenza in lotta contro il DAL MOLIN

    * lettere ai parlamentari (invito ai  parlamentari dichiaratisi contro la guerra in Afghanistan per un segnale di coerenza nel voto in aula sul decreto di rifinanziamento)

    * forme di disobbedienza civile come l'obiezione elettorale(come a vicenza si organizza punti di raccolta delle schede elettorali da inviare al governo finchè le nostre richieste non sono ascoltate)

    * altre azioni dirette nonviolente da progettare ed attuare in rete( importanza di momenti specifici ,trainings..,per formazione all' azione stessa)

    * mobilitazione durante la metà di marzo in cui si voterà in parlamento il decreto sull' Afghanistan

 

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