DONNE PALESTINESI DA RAMALLAH




MO: DONNE PALESTINESI IN ALLERTA PER VITTORIA HAMAS/ANSA
INCONTRI TRA FEMMINISTE PER DECIDERE CONTROMISURE RAMALLAH

(di Roberto Ferri)

(ANSA) - RAMALLAH, 31 GEN - La vittoria elettorale di Hamas ha avuto l’effetto di accorciare le differenze politiche e di rendere più unite le varie organizzazioni di donne palestinesi, preoccupate dalla linea del futuro governo islamico rispetto ai diritti civili. La posta in palio è alta. La donne palestinesi, che secondo parametri internazionali sono le più tutelate nel mondo arabo subito dopo le tunisine e le libanesi, rischiano di perdere diritti conquistati con lunghi anni di lotte e di pressioni esercitate sul Consiglio legislativo palestinese (Clp), ora controllato per quasi 2/3 da Hamas. "Abbiamo avviato incontri per fare il punto della situazione e studiare eventuali contromisure all'abrogazione da parte del nuovo parlamento di leggi che in questi ultimi anni hanno migliorato la condizione della donna palestinese nella società, nel mondo del lavoro e, in misura minore, nella famiglia" ha detto all'Ansa l'attivista Siam Barghuti di Ramallah. Hamas, ha aggiunto Barghuti, potrebbe emendare le leggi riguardanti le donne e il diritto di famiglia non in linea con la "sharia", il codice coranico. Hamas ha adottato una linea morbida, almeno sino a oggi, allo scopo di allentare le tensioni nella società palestinese e a livello internazionale generate dalla sua ascesa al potere. Deve anche tenere in considerazione lo stile di vita sostanzialmente laico di gran parte della popolazione dei Territori e la presenza di una minoranza cristiana molto influente. Uno dei suoi leader, il neo deputato Mohammed Abu Teir,numero due sulla lista di Hamas alle politiche, ha tuttavia precisato qualche giorno fa che il movimento islamico ritiene la "sharia" la principale fonte di legge. Le donne perciò guardano con preoccupazione alla composizione del nuovo parlamento nonostante il numero delle parlamentari sia passato da sei a 16 rispetto all'assemblea precedente. Tra di esse figurano la nota attivista dei diritti civili Hanan Ashrawi, rieletta con la lista "Terza Via", ma anche sei deputate di Hamas che durante la campagna elettorale hanno proposto un nuovo modello di donna, più vicina al rigore islamico e meno ai canoni occidentali. Molte donne laiche temono l'imposizione graduale del velo islamico in Cisgiordania e Gaza, anche se una deputata di Hamas,Umm Nidal Farahat, ieri ha precisato che il movimento islamico non farà uso della coercizione e cercherà soltanto di "spiegare" alle musulmane palestinesi che portare il velo "rappresenta una accettazione del volere di Dio". L'atteggiamento di Hamas sarà più chiaro nei prossimi mesi ma molto dipenderà dalla composizione del governo. "Se sarà di coalizione allora le forze laiche potranno esercitare una influenza moderatrice - ha detto Barghuti - al contrario se verrà formato solo da rappresentanti del movimento islamico per le donne palestinesi tutto si farà più complicato".(ANSA).