del mondo kurdo n20



Del Mondo Kurdo n20
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Sommario :

1.  376 richieste in 20 giorni al Göç-Der di Van
2.  Il Governatorato ha ammonito il Direttore del Corso di Lingua Kurda
affinché non venga esposta la fascia tricolore rossa, gialla e verde
3.  Luoghi di sepoltura di massa scoperti Bitlis

1. 376 richieste in 20 giorni al Göç-Der di Van,/ DIHA-10 agosto 2004

Negli ultimi 20 giorni 376 persone si sono rivolte al Göç-Der (Associazione
Migranti per la Cooperazione Sociale e la Cultura), presentando richieste
di risarcimento danni sulla base della legge numero 5233 del 2004 sul
"risarcimento dei danni derivanti dal terrorismo e dall'azione di contrasto
del terrorismo", approvata dal Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale il 17 luglio 2004. Le denunce sono state raccolte dal Göç-Der,
attraverso la compilazione di appositi formulari compilati e il mandato è
stato poi conferiti a un gruppo di legali.

Secondo le dichiarazioni del responsabile del Göç-Der di Van, Giyessetin
Gultepe, ogni giorno pervengono nuove richieste e le denunce vengono a
volte presentate collettivamente da più persone. È il caso di 286 abitanti
del quartiere Yalivermez di Van che hanno sporto denuncia
contemporaneamente. Richieste di risarcimento stanno giungendo anche da
molte persone emigrate dalla zona di Hakkari. Sempre secondo Giyessetin
Gultepe, il numero delle denunce presentate potrebbe aumentare notevolmente
e presto si potrebbe arrivare a 1000 richieste di risarcimento presentate..

2. Il Governatorato ha ammonito il Direttore del Corso di Lingua Kurda
affinché non venga esposta la fascia tricolore rossa, gialla e verde/
DIHA-21 agosto 2004

Con un intervento nel mondo dei colori il Governatorato di Diyarbakir ha
intimato che durante il Corso di Lingua Kurda si rinunci ad esporre la
fascia contenente i colori rosso, giallo e verde. Il direttore del Corso,
Mehmet Vahit Gunes, ha dichiarato che il Governatorato lo ha ammonito
verbalmente proprio riguardo all'uso della fascia, senza però adottare atti
formali: "Il Governatorato non intendeva risolvere la questione ricorrendo
alla forza e pertanto ci ha richiesto di rimuovere la fascia", ha affermato
Gunes.

Nell'ultimo periodo, lo svolgimento del Corso d'Insegnamento Privato di
Lingua Kurda ha incontrato, proprio a causa dell'esposizione della fascia
tricolore che porta anche il nome del corso stesso. Per tre giorni
consecutivi, funzionari della stazione di polizia di Diyarbakir si sono
recati presso la sede del Corso, con l'intento di far eliminare la fascia
tricolore.

Il direttore del Corso ha dichiarato: "Teniamo tre fasce differenti
unicamente a scopo pubblicitario e abbiamo utilizzato questi colori, amati
dalla gente di questa regione, sia per cercare di attrarre l'attenzione,
sia per il loro significato filosofico e mitologico. Delle tre fasce
esposte, tuttavia solo una è stata ritenuta idonea ai protocolli ufficiali
e il Governatorato, senza adottare alcun atto ufficiale, ha pertanto
richiesto la rimozione delle altre due fasce. Se l'intenzione del
Governatorato è di continuare nella richiesta di rimuoverle, qualcuno dovrà
venire qui e farlo di forza perché noi non abbiamo nessuna intenzione di
farlo spontaneamente ".

Gunes non è l'unico a dover affrontare questa situazione, che si ripete
anche a Batman, Van, Adana e Urfa. Benchè non vi sia ancora nessun
intervento dell'autorità giudiziaria, il direttore della sezione
dell'Associazione Diritti Umani (IHD) di Diyarbakir, Selahattin Demirtas,
si è recato nella sede del corso per fornire consulenza giuridica,
dichiarando: "Questo corso è stato istituito adempiendo ad ogni obbligo. La
fascia è stata esposta conformemente alle procedure previste. Le due fasce
in discussione sono esposte come richiamo pubblicitario e la normativa
pubblica riguardante i vessilli non dovrebbe potersi applicare a fasce
espose per scopi "commerciali". Conseguentemente non interpretiamo
l'intimazione del Direttorato per l'Istruzione Nazionale di Diyarbakir come
una richiesta legale vincolante". Demirtas ha anche aggiunto: "Non solo
sosterremo il Corso d'Insegnamento Privato della Lingua Kurda a Diyarbakir
ad ogni costo e interverremo a fronte di qualsiasi violazione dei diritti
culturali, ma ci aspettiamo che, qualora questa diatriba arrivi al cospetto
di un tribunale, il tribunale stesso ci dia il permesso di esporre codeste
fasce".

3. Luoghi di sepoltura di massa scoperti Bitlis./ DIHA-23 agosto 2004

Lugubre scoperta a Tatavan, nel distretto di Bitlis, dove in due luoghi
distinti, sono state scoperte altrettante fosse comuni. Le fosse,
probabilmente risalenti al 1994, contenevano i resti di guerriglieri del
PKK, calzature di foggia particolare, denominate Mekap, solitamente
utilizzate dagli esponenti del PKK, e vari indumenti di tipo militare.
Varie fonti concordano nel sostenere che nella fossa comune rinvenuta sul
monte Kender sarebbero contenuti i resti di 13 persone, morti a seguito di
un'operazione militare, durante la quale le forze governative turche
uccisero anche 30 civili.

Tra coloro che persero la vita a seguito degli scontri e che lì sono stati
sepolti figurano il Comandante Lokman e un giovane di nome Aytekin Sezgin,
nato nel 1973 e originario dell'area di Batman. La ricostruzione dei fatti
è stata resa possibile anche grazie alla testimonianza di un abitante di un
villaggio dell'area, che si recò segretamente a visitare il luogo di
sepoltura a seguito delle operazioni e che ha riferito che i soldati
turchi, con la collaborazione di infami guardiani di villaggio, provarono a
celare i cadaveri ricoprendoli non solo di rami e cespugli,, ma anche di
rifiuti e macigni.

Quanto alla fossa comune rinvenuta alla sommità del Monte Bindaki, si
ritiene che siano presenti i resti di 19 guerriglieri che persero la vita a
seguito di scontri con l'esercito turco che si protrassero per circa un
triennio. Tre abitanti di villaggi dei dintorni, che, per proteggersi,
hanno preferito non dichiarare i loro nomi, affermano che i guerriglieri
furono catturati vivi e che i soldati turchi, dopo aver legato loro le mani
dietro la schiena, li uccisero con raffiche di fucili mitragliatori. Fu
un'esecuzione! Un pastore sessantenne della zona ha inoltre raccontato di
un altro fatto avvenuto nei mesi estivi del 1994. In quel periodo
componenti dell'esercito turco, con l'aiuto di collaboratori in abiti
civili, giunsero in un'area distante circa una decina di chilometri dai
luoghi in cui sono situate le fosse comuni . Un giorno, il pastore, che
nonostante i rilevanti movimenti di truppe aveva portato le pecore a
pascolare in quella zona. Udì un'improvvisa raffica di mitragliatrici.

Cessati gli spari il pastore-testimone, radunato il proprio bestiame, si
accinse ad allontanarsi dalla zona ma lungo il cammino s'imbatté in una
trentina di cadaveri coperti alla meno peggio da rami e fogliame. Tutti i
deceduti indossavano abiti civili. L'uomo ha aggiunto di esser ritornato
sul luogo un paio d'anni orsono e di aver rinvenuto ossa tra i rami e il
fogliame. Il luogo presentava lo stesso aspetto che aveva allorché il
pastore vi era passato otto anni prima, nel 1994.

Agli occhi di chi le ha scoperte quest'anno, le fosse comuni ricordano
tristemente quelle rinvenute in Bosnia e Kosovo. Agli abitanti della zona,
peraltro, le fosse sono note da 10 anni; il timore di subire persecuzioni
da parte delle autorità statali e militari, ha però impedito che ai corpi
fosse data appropriata sepoltura. proprio a causa delle scarsa accuratezza
della sepoltura, si ritiene, inoltre, che altri resti siano stati in
seguito tascinati puù a valle a seguito dello sciglimento delle nevi, e
risultano dispersi nell'aria.

La zona in cui sono state rinvenute le fosse comuni sono state dichiarate
"non accessibili" dall'esercito turco e pertanto la popolazione locale è
stata costretta ad abbandonare i villaggi non potendo più abitarvi. Le foto
a www.kurdistan.it , www.uikionlus.com