BOLLETTINO N. 6 "Terra Palestinese"



BOLLETTINO N. 6    "Terra Palestinese"

Monitoraggio delle attività di confisca e demolizione, da articoli dei
quotidiani palestinesi.

Raccolta e traduzione riassuntiva a cura di Mohammed Gazawneh (Land Research
Center di Gerusalemme) in collaborazione con il Centro Internazionale
Crocevia di Roma.

Giugno  2002

Prima di passare a leggere in filigrana questa guerra fatta con i bulldozer
("sforzo senza precedenti - come dice Christian Salmon - nella storia di
de-territorializzazione. Guerra totale, nel senso che non è condotta solo
contro le popolazioni civili, ma contro lo stesso territorio") , riportiamo
un articolo del nostro partner, dott. Jamal Talab, scritto in occasione del
I° anniversario della morte di Faisal Husseini.

 "Quando i Palestinesi scendono dall'albero"
Dio benedica Faisal  Husseini in questi giorni in cui si ricorda la sua
scomparsa.  Egli  soleva dire che, per arrivare alla pace, palestinesi e
israeliani  dovevano  scendere dai propri alberi per incontrarsi a metà
strada.
Faisal Husseini aveva guidato con determinazione e coraggio la discesa dei
palestinesi dal proprio albero e aveva chiesto agli israeliani  di accettare
la presenza di un stato palestinese nei territori della West Bank e della
Striscia di Gaza; in altre parole, aveva loro chiesto di accettare un stato
palestinese soltanto sul 22% della superficie della Palestina storica.
Questo voleva dire che anche gli israeliani dovevano scendere dal loro
albero, l'albero della fantasie e dell'immaginazione sionista basata
sull'espansione, cercando d'incontrare i palestinesi a metà strada,  tra i
due alberi.
Ci chiediamo, però, se gli israeliani hanno fatto veramente cosiä!!!???
Da quella data (incontro di Madrid ed inizio del processo di pace) gli
israeliani vanno avanti con la politica che mira a creare nuovi fatti
concreti sul territorio,  con metodi del diavolo:
1-     hanno dichiarato che la  creazione di insediamenti e la
colonizzazione hanno due motivazioni -politica  e di sicurezza -
aggiungendo  che l'attività d'insediamento, politica, sarà congelata, mentre
quella per la sicurezza continuerà fino alla fine dei negoziati, quando si
raggiungerà una soluzione definitiva.
2-     hanno confermato che nessun nuovo insediamento verrà costruito, ma
soltanto saranno completati i programmi di costruzione già decisi prima di
Madrid e che riguardano l'espansione degli insediamenti  già esistenti:
questi programmi, però, hanno raddoppiato la superficie degli insediamenti e
non sono ancora finiti;
3-      gli israeliani affermano che la pace richiede buona volontà, stato
di stabilità e  una atmosfera tranquilla per i coloni: pertanto gli
insediamenti hanno bisogno di una fascia di sicurezza che li protegga;  per
questo hanno aperto strade larghe 50 m, sottratte alle terre dei
palestinesi,   che contornano gli insediamenti stessi. 18.000 dunum (1.800
ha) non saranno confiscati, ma soltanto chiusi ai palestinesi durante la
fase transitoria del processo di paceä!!!???
4-         hanno dichiarato che la fase transitoria di questo processo
richiede la presenza di una rete stradale ( by-pass roads) che permetta ai
coloni di viaggiare senza passare dai centri urbani palestinesi o vicino a
questi centri, pertanto hanno deciso di prendere sotto il loro controllo,
per 5 anni, una larga superficie di terra agricola: questo per facilitare il
collegamento tra i vari insediamenti da un lato ed il collegamento degli
insediamenti con Israele dall'altro lato e per evitare qualsiasi tipo di
attrito in questa fase di transizione. La terra, dunque, verrà restituita ai
palestinesi dopo lo smantellamento degli insediamenti. Con questo programma,
e in nome della pace, sono stati confiscati altri 24.000 dunum e sradicati
quasi 500.000 alberi;
5-      il governo israeliano aveva annunciato la chiusura e lo
smantellamento di 10 caserme militari per facilitare il compito alla PNA
d'impostare la sua sovranità sulla zona A, ma nello stesso tempo sono state
aperte  20 nuove caserme militari nella zona C e su una superficie che
supera di 4 volte quella delle 10 caserme chiuse. Questo è avvenuto
chiedendo alla comunità internazionale di pagarne i costi valutati, a quel
tempo,  soltanto 200 milioni di US$!
Adesso, dopo tanti anni e dopo la fine della fase di transizione del
processo di pace, i palestinesi scoprono che gli israeliani non soltanto non
sono scesi dall'albero, ma anzi stanno salendo verso la cima. E  nessuno è
in grado di sapere  quando avrà termine questa salita.
Le by-pass roads sono diventate barriere per trasformare i territori
palestinesi in  isole: infatti  la West Bank è ora divisa in 8 cantoni e,
all'interno d'ogni cantone, se ne  trovano altri (da 4 a 9)  più piccoli;
mentre la Striscia di Gaza è stata trasformata in 4 cantoni,  all'interno
dei quali se ne trovano  2 o 3  più  piccoli.
Si è scoperto, inoltre, che la terra, presa in maniera temporanea, risulta
essere  riserva strategica per l'espansione degli insediamenti.
Invece di vedere l'espansione della zona verde nei territori palestinesi si
è verificata l'espansione del colore nero:  invece di vedere nuovi rami ed
alberi si sono viste le tegole sui tetti delle case nei vari insediamenti.
I Palestinesi hanno scoperto che gli Israeliani li stavano soltanto
ingannando: non sono mai stati seri in questo processo di pace. Questa
consapevolezza aveva molto turbato .Faisal Husseini che non era più capace
di tornare sull'albero perché oltre alle scale, anche i rami dell'albero
erano stati  distrutti.  E così ci ha lasciato.  La sua anima sarà ora
capace di volare  sopra il nostro cielo,  per proteggere il sogno della
patria ed il sogno della pace reale. Impossibile è stato raggiungerlo sulla
terra, forse gli sarà possibile raggiungerlo in cielo.
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JENIN
- 9/6: Nella zona di Marj Ben Amer l'esercito israeliano spara nei campi
agricoli, causando gravi incendi: i danni sono enormi anche perché
l'esercito impedisce ai mezzi della protezione civile di raggiungere la
zona.
- 11/6: Coloni ebrei incendiano decine di ettari di terra coltivata con
cereali nel villaggio di Arbouna, vicino alla linea verde. Anche qui i mezzi
della protezione civile che tentavano di raggiungere il posto per spegnere
il fuoco, sono stati bloccati. Uno dei contadini colpiti è il sig. Hashem
Abu Hassan.

TULKAREM
- 2/6: L'esercito  incendia una zona commerciale nelle vicinanze del
villaggio Baqa Sharqiya: il Centro Commerciale apparteneva ai sigg. Nassed
Essleit, Habes Younise Nihad Salem. I danni sono ingenti; ai check-point
della zona le macchine dei pompieri sono state bloccate.
- 16/6:  Nel villaggio di Feroun l'esercito incendia una vasta zona
coltivata con olivi:: 200 alberi  del sig. Mustafa Ebdeir sono stati
bruciati. Nel villaggio di Kufur Sur i bulldozer iniziano ad aprire una
fossa larga 4 metri e profonda  3.

QALQYLIA
- 21/6 : Per ordine di Sharon, il  "muro di separazione" si sposterà verso
est per permettere all'insediamento Alfe Minashe di essere ad ovest del
muro: questo cambiamento vedrà decine di ettari passare al di là del muro e
la città di Qalqylia "murata" da tre lati.
- 25/6: Varie serre della zona corrono il serio pericolo di una totale
distruzione: i contadini che vivono nella città - sotto coprifuoco - non
possono raggiungere i campi per controllare ed irrigare le piante.

NABLUS
- 3/6: Bulldozer israeliani iniziano a lavorare nei terreni agricoli dei
villaggi di Deir Sharaf e Sabastia: la terra colpita , 20 ha, si trova
vicino all'insediamento di Shavi Shmoron. Fino ad oggi 100 alberi d'olivo
sono stati sradicati; uno dei contadini colpiti è il sig. Qadri Ghazal che
ha perso 23 dunum (2,3ha). Forse si sta costruendo un nuovo insediamento.
- 4/6: Coloni ebrei, oltre ad incendiare una vasta zona di terra agricola
nei villaggi di Assira e Urif, rubano decine di capi di ovini. Il tutto è
accaduto sotto gli occhi dei soldati.
- 13/6: Coloni provenienti dall'insediamento di Alon Moreh  iniziano
un'operazione che mira all'espansione del loro insediamento, confiscando
terreni e installando, nella parte nord-ovest dell'insediamento, nuove case
prefabbricate. Tale operazione è stata accompagnata da una ulteriore
devastazione di terra agricola che  mira ad aprire una strada per collegare
questo nuovo quartiere all'insediamento-madre e ad impedire ai contadini del
villaggio Salem di raggiungere i loro campi ad est dell'insediamento.
-     I bulldozer  distruggono una vasta zona di terra agricola nei pressi
del villaggio di Qaryout  per aprire una nuova strada che  servirà ai coloni
del nuovo insediamento che verrà costruito nella zona. La nuova strada
divide il villaggio in due zone e distrugge quasi 200 ha di terra agricola,
coltivata con olive, alberi di frutta e orti,  appartenenti a 50 famiglie
del villaggio.
- 14/6:  Bulldozer israeliani distruggono 30 ha di terra agricola nel
villaggio di Dei Sharaf  sradicando e bruciando decine d'alberi d'olivo; la
terra colpita si trova vicino alla by-pass road che porta all'insediamento
di Shavi Shomroun.
- Dall'inizio del mese è in atto un'operazione di distruzione sistematica di
terra agricola, con sradicamento d'alberi d'olivo, nel villaggio di Natura.
-  18/6:   Coloni ebrei incendiano i campi coltivati con grano e orzo nel
villaggio di Hiwara:  il fuoco ha distrutto una vasta zona ad est del
villaggio.

RAMALLAH
-      3/6:     I coloni ebrei dell'insediamento di Halmish  confiscano 150
dunum di terra agricola dei villaggi Nabi Saleh e Deir Nidam. Ciò avviene
dopo che,  qualche giorno prima, l'esercito aveva  confiscato una sorgente
naturale d'acqua e, in una vasta zona agricola della stessa area, aveva
installato case prefabbricate e aperto una nuova strada.
-     13/6   Sempre nelle vicinanze dell' insediamento di Halmish, e per
favorirne l'espansione, bulldozer israeliani iniziano a distruggere 40 ha di
terra agricola che appartiene ai contadini dei  villaggi di Abud, Kufur Ein,
Deir Nidam, Nabi Saleh.
-     L'esercito confisca un appezzamento di terra nel villaggio di Mazra'a
Sharqiya e lo trasforma in una base militare: quando i contadini tentano di
raggiungere il terreno per capire i motivi della confisca, vengono colpiti
con arma da fuoco.

JERUSALEM
-       3/6:  Nella zona di Jabal Al-Mukabber  l'esercito israeliano chiude,
con ordine militare, 150 dunum di terra agricola,  che appartiene alle
famiglie Halassa, Zahaika, E'beidat,  perché il Comune di Gerusalemme
intende costruire un centro turistico e commerciale per gli israeliani. Il
sig. Musa Ahmad, uno dei proprietari del terreno confiscato, conferma che i
bulldozer sono già in azione nella zona, dopo averla recintata.
- Bulldozer israeliani iniziano a devastare e a distruggere 120 dunum di
terra agricola nella zona di Sawahra Sharqiya affermando che la terra in
questione è di proprietà dei coloni. Il sig. Musa Sorri, uno dei legittimi
proprietari  come potrà far valere i suoi diritti?
-    4/6:  sempre nella zona di Jabal Al-Mukkaber il governo israeliano
inizia la costruzione di un nuovo insediamento: sono previsti  appartamenti,
un albergo e una stazione metropolitana.  Nel passato i proprietari
palestinesi avevano tentato di costruire nella stessa zona,  ma il Comune di
Gerusalemme  aveva  sempre negato il permesso perché la zona doveva restare
zona verde.  I proprietari  - uno di essi è il sig. Mahmud Abed - possiedono
regolari certificati di proprietà. I partiti israeliani di sinistra
criticano questa decisione presa dal loro governo e la considerano come un
atto provocatorio.
-    5/6:    Il capo dell'esercito israeliano nella West Bank, generale
Izhaq Itan,  annuncia la  confisca di 30 dunum  nel villaggio di Essawiya:
questa terra sarà utilizzata per l'apertura di una nuova strada  a favore
dei coloni degli insediamenti di Anatot e di Ramat Eshkol; nella stessa zona
verrà costruita, inoltre, una caserma per la guardia della frontiera.
-    10/6:  Si sono verificati scontri tra i proprietari dei terreni di
Jabal Al-Mukabber ed i soldati che danno protezione ai bulldozer che
lavorano nella terra confiscata.
-    12/6:  con la scusa del mancato permesso di costruzione, vengono
demoliti dai bulldozer, nel villaggio di Sur Baher, 5 case appertenenti a 6
famiglie: Atef Abu Kaff, di 38 anni e suo fratello Nasser, di 35, Hamza
Ramouni, di  20 anni e  suo fratello Mohammed, Hamdan Abu Kaff, di  52 e
Imad Dabbash. La superficie delle case varia dai 130 ai 600 mq;  per questa
operazione sono stati impiegati 9 bulldozer. Alcuni  proprietari aveva
ricevuto l'ordine soltanto 48 ore prima della demolizione, altri non l'
hanno ricevuto per niente, come il caso di Imad Dabbash che ha perso una
casa di 450 mq.

BETLEHEM
- 3/6:   9 famiglie del villaggio di Walaja, a ovest di Betlehem,  ricevono
l'ordine di demolizione delle proprie case; uno stesso ordine  colpisce la
sede del Comune che, oltre agli uffici, ospita un ambulatorio medico. La
decisione del governo israeliano è  a favore di Har Gilo, insediamento che è
stato costruito ultimamente sui terreni di Beit Jala e di Walaja (negli
ultimi anni, 14 case  sono state demolite e  107 dunum di terra confiscati
).
- Bulldozer israeliani iniziano a distruggere decine di dunum di terra
agricola nel villaggio di Za'tara, a sud-est di Betlehem,  causando lo
sradicamento di decine d'alberi d'olivo.
-    4/6:  I lavori per l'apertura di una by-pass road nella zona  est di
Betlehem continuano incessantemente distruggendo centinaia di dunum di terra
agricola nei  villaggi di Za'tara, Ras El-Wad, Fredis e sradicando centinaia
di alberi di vite e di  olivi. Questa operazione avviene in parallelo con la
decisione di confiscare di altrettanta terra  nella zona sud  che dovrà
separare la provincia di Betlehem  dalla zona di Gerusalemme. In questo modo
la provincia di Betlehem sarà divisa in tre sub-zone; nello stesso tempo
continua l'operazione che riguarda lo scavo di una fossa profonda 2-3 m con
un recinto  che, partendo a nord di Beit Jala arriva ai villaggi di Khass e
Nu'man ad est di Betlehem: con questo recinto si rischia di perdere quasi
1.500 ha (il 2.5% della terra della provincia stessa).

HEBRON
-        3/6:     Blindati entrano nei villaggi di Yatta e di Beit Ummar
danneggiando tutti i trattori agricoli che incontrano; nella zona di Yatta,
i coloni, con 6 fuoristrada, trasformano un campo di grano in una pista per
formula uno e aggrediscono la famiglia del Sig. Saber Alldeini, proprietario
della terra: la madre di Saber, Sig.ra Fatima di 70 anni, è rimasta ferita.
-     2/5:        Bulldozer israeliani ritornano nella zona di  Beit Ummar
per continuare il lavoro di distruzione  di decine di dunum coltivati
soprattutto con vigneti; l'esercito impedisce ai proprietari di raggiungere
le loro  terre che verranno poi  annesse  all'insediamento di Karme Tzur.
-     13/6:    Nelle vicinanze della città  di Dura  gli israeliani
intendono aprire una nuova strada,  lunga 5 km e larga 20 m, che toccherà la
stessa città. Questa operazione non si limita alla  distruzione di terra
agricola coltivata con alberi d'olivo, viti e orti, ma comporta la
distruzione della rete idrica. La terra colpita appartiene alle famiglie
Masalmeh, Rojoub, Sharawneh, Brewish e Shrha.  Questa operazione entra nel
quadro della creazione di una zona di separazione tra i Territori
Palestinesi ed Israele, lungo la linea verde.
-     15/6:    L'esercito israeliano demolisce la casa del sig. Salem Dweik
di Hebron.
-     22/6:     Nell'insediamento di Karme Tzur,  sulla terra lavorata con i
bulldozer qualche giorno fa, l'esercito israeliano aggiunge nuove case
prefabbricate. Nella stessa provincia, nuove case prefabbricate sono state
aggiunte all'insediamento di Tarusa vicino a Dura.

GAZA
-     1/6:          I soldati sparano contro i lavoratori del Comune di
Rafah, che cercano di  sistemare l'unità del trattamento delle acque nere,
che si trova nel campo profughi,  per poter  liberare la città da  zanzare e
mosche.
-         L'esercito israeliano lancia una terribile campagna  contro i
pescatori nella zona Mawasi, confiscando le loro barche e più di 40 motori;
il sig. Ibrahim Bardawil ha perso la sua barca che costa quasi 130.000 $. La
marina israeliana spara contro quei  pescatori che cercano di uscire in mare
per la pesca.
-        Nella città di Khan Younis, nel solo mese di Maggio,     il settore
dei polli ha perso 15.000.000 NIS, quello  delle ovaiole  6.840.000 NIS:
sono più di 200 le aziende  con un milione di galline.
-   4/6:     L'esercito, con carri armati e bulldozer, entra nella città di
Rafah sparando contro i civili; i cittadini sono costretti a lasciare le
proprie case; i bulldozer demoliscono una casa nel quartiere di Abu Zu'rob e
distruggono decine di dunum di terra agricola coltivata con limoni, olivi e
datteri.
- L'autorità israeliana continua ad impedire l'esportazione dei prodotti
agricoli palestinesi, dalla striscia di Gaza verso la West Bank: soltanto
negli ultimi due giorni centinaia di tonnellate  di prodotti orticoli (350
t. di patate, 200 t. di cipolle, ecc.)  sono state distrutte.
- 6/6:    Bulldozer israeliani hanno scavato un tunnel, profondo 2 m e largo
4 m, che inizia dalla  zona di Al-Matahen e termina in prossimità del mare;
questa operazione ha visto la devastazione di centinaia di dunum di terra
agricola che appartiene alle famiglie Salqawi, Abadala e Emleiti della zona
di Deir Al-Balah.
-     9/6:    L'esercito israeliano entra nel porto di  Khan Younis e
confisca i motori di 6  barche, con un  danno per i pescatori-proprietari di
quasi 30.000 NIS.
-     12/6:   I bulldozer  iniziano i lavori per l'apertura di una nuova
strada che, partendo dalla zona di Haouz  arriverà all'insediamento di
Natzarim: la terra agricola distrutta, coltivata con olivi, appartiene alla
famiglia Massaed; il sig. Ibrahim Abu Sha'ar perde il suo pollaio che si
trova  nelle vicinanze, sulla strada per l'insediamento di Kissofim.
- 14/6:   50 dunum di terra agricola, con alberi d'olivo, d'agrumi e
datteri, sono stati distrutti dai bulldozer   nel villaggio di Khuza'a:  la
terra colpita appartiene alle famiglie  Ebreim e Eqdeih.
-     16/6:   Soldati israeliani sparano contro i contadini che cercano di
raggiungere le proprie terre agricole nella zona di Beit Hanun;  il
contadino Selmi Sawarka  è rimasto ferito.
- 22/6:        L'esercito israeliano chiede ai pescatori di evacuare il loro
porto, nelle vicinanze di Khan Younis, perché intende trasformarlo in una
base militare e portarvi uno nuovo insediamento.
-     23/6:    Il settore dei polli perde 60.000 NIS / giorno nella Striscia
di Gaza; la perdita totale, in questo settore, dall'inizio dell'intifada, è
di quasi 2,5 milioni di NIS ( rapporto preparato dai contadini).
-    26/6:     Una delegazione francese, composta da 24 persone, forma una
catena umana  nel campo di Rafah per permettere ai dipendenti del Comune di
riparare l'unità di trattamento dell'acqua nera; prima dell'arrivo dei
francesi l'esercito ha sempre sparato contro il personale palestinese e,
anche questa volta,  ha fatto lo stesso: ha cercato, ma inutilmente,   di
cacciare i francesi.
-    27/6:    I campi della famiglia Sha'er, nella zona di Rafah, vengono
distrutti dai bulldozer che demoliscono anche due  case appartenenti ai
sigg. Mazen Baker e Mahmoud Abu Aiada.
-    28/6:    L'esercito  consegna a 4 contadini  di Beit Lahia  un ordine
di confisca dei loro terreni agricoli (50 ha): I contadini sono Mohammed Abu
Halima, Ali Ekhdeir, Nadir AbdelHadi e Awsam Aklouk.
-     29/6:   nella zona di Beit Hanun  bulldozer israeliani distruggono 20
ha di terra  coltivata con agrumi e olive.
-     Nei pressi dell'insediamento di Gani Tal, nei territori di Khan
Younis, vengono distrutti 40 dunum di terra agricola, coltivata con
mandorli, olivi e serre, che appartiene ai sigg. Mahmud Astal, Yassin Astal,
said Astal.
-    30/6:    Bulldozer israeliani distruggono una larga fascia di terra
agricola lungo la linea verde ad est di Khan Younis; la fascia è lunga 25
km, coltivata con alberi d'olivo, d'agrumi e mandorle; sono state inoltre
distrutte  numerose serre della famiglia Eqdeih.

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Questo bollettino è il frutto del lavoro volontario di tecnici palestinesi
del LRC e italiani del CIC e di un contributo iniziale dell'unione Europea,
Regione Toscana, Arcigola Slow Food, Comune di Quarrata, Colune di Ponte
Buggianese. Per poter proseguire nella sua realizzazione ci affidiamo alle
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strumento di informazione che cercheremo, nei numeri successivi di
migliorare e documentare anche attraverso foto, nonostante la situazione in
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