Esce il 10 maggio il nuovo libro sull'omicidio di Massimo D'Antona



Esce il 10 maggio in tutte le librerie, "Il delitto D'Antona. Indagine
sulle nuove Brigate Rosse".Un libro del giornalista Daniele Biacchessi,
edito da Mursia,24000 lire.

Il libro di Daniele Biacchessi, si muove su vari fronti: la dinamica
dell'omicidio, l'analisi dei vecchi e dei nuovi documenti brigatisti, il
movente apparente e quello nascosto, le sigle e l'organigramma del nuovo
terrorismo, le piste investigative.

LA DINAMICA DELL'OMICIDIO

Il libro rivela alcune discrepanze nell'azione dei terroristi il 20 maggio
1999, a Roma, in via Salaria. L'utilizzo dei furgoni per osservare gli
spostamenti del professor D'Antona è un comportamento anomalo:solo
nell'omicidio di Roberto Ruffilli, nel 1988, viene impiegato un furgone
analogo, l'ultimo agguato delle Br prima di D'Antona. Per assassinare
D'Antona viene utilizzata una pistola calibro 9X17:è un altro fatto
anomalo, in quanto nella storia del terrorismo rosso non è mai stata
impiegata un'arma simile. I terroristi rubano due furgoni a Roma, in
quartieri come Torpignattara e Porta Portese, da sempre controllati dalla
malavita organizzata. Inoltre, altro fatto inspiegabile, lasciano le targhe
vere in uno dei due automezzi.

L'ANALISI COMPARATIVA DEI DOCUMENTI BR

Attraverso le nuove tecnologie informatiche è oggi possibile comparare
documenti diversi attraverso lo scanner e i computer. L'autore ha inserito
tutti i documenti più significativi dall'88 ad oggi e ha inserito alcune
parole chiave. Il risultato è che ,cambiando alcuni nomi, i pensieri, le
frasi e perfino i periodi spesso si ripetono. Frasi come
"rifunzionalizzazione dello Stato" compaiono nel documento Ruffilli e in
quello D'Antona. Poiché è stato accertato dalla Corte di cassazione,
l'organigramma del gruppo di fuoco che uccise Ruffilli a Forlì, ci sono
forti indizi, prove negli ultimi giorni, che la rivendicazione
dell'omicidio D'Antona è stata pensata e scritta in parte in alcune carceri
speciali come Latina e Trani da nomi conosciuti dell'ultima stagione delle
Brigate Rosse- Partito Comunista Combattente. In primis dalla coppia Maria
Cappello - Fabio Ravalli ma anche da altri che compongono la direzione
brigatista.

I MOVENTI

Il movente apparente dell'omicidio D'Antona è senza dubbio insito
nell'obiettivo da colpire. D'Antona, uomo di cerniera tra sindacato e
Governo D'Alema, fautore di riforme importanti come quelle sugli scioperi e
sulla pubblica amministrazione. Quindi un riformista, come Ruffilli,
Tarantelli.Un obiettivo facile da uccidere: gira senza scorta, spesso a
piedi, non è armato, è abitudinario. Poi c'è il movente nascosto. Il libro
porta le prove che nel maggio 1999, c'era la volontà politica e l'accordo
tra numerose forze parlamentare per chiudere gli anni piombo con una legge
sull'indulto. I nuovi terroristi, da sempre contrari, hanno quindi ripreso
la lotta armata da dove la avevano interrotta (Ruffilli) utilizzando le
stesse modalità. Infatti dal '99, il disegno di legge che doveva andare in
discussione è stato praticamente ritirato da tutti i gruppi parlamentari.

LE SIGLE E L'ORGANIGRAMMA

Un gruppo di fuoco di una ventina di persone, non una Brigata, neppure una
colonna. Probabilmente diverse piccole cellule compartimentate, con una
direzione strategica formata da brigatisti latitanti, in semilibertà e
detenuti nelle carceri di massima sicurezza. Poi ci sono le altre sigle che
dialetizzano con le Br Pcc. I Nuclei comunisti combattenti, i Nuclei
territoriali antimperialisti, i Nuclei proletari, i Nuclei di iniziativa
proletaria rivoluzionaria. Molti fanno già parte delle Br- Pcc, altri si
stanno screditando sul piano militare. Nel libro c'è l'analisi comparata
delle loro azioni, dei documenti di rivendicazione.

LE NUOVE PISTE

Il libro rivela alcuni personaggi da tempo seguiti dagli investigatori. In
particolare le attività di alcuni brigatisti in semilibertà, in contatto
con l'esponente dei Nap Giorgio Panizzari, che usufruiscono di permessi per
il lavoro esterno. A uno di questi è stato concesso il 19 maggio 1999, il
giorno prima dell'omicidio D'Antona. C'è la pista che porta ai detenuti
irriducibili nelle carceri di latina e Trani. C'è quella che porta nella
zona di Rieti dove vivono in libertà quaranta ex terroristi dell'ultima
generazione. Molte delle piste seguite da questo libro sono puntualmente
state riscontrate dalla cronaca di questi giorni. Comprese le indagini
sulle associazioni sovversive fiancheggiatrici delle nuove Brigate Rosse.

Il libro sarà presentato Giovedì 17 maggio, ore 18, Sala del Refettorio,
Camera dei Deputati,Roma.Oltre all'autore interverranno Olga D'Antona,
Giovanni Pellegrino e Giovanni Bianconi

Giovedì 31 maggio,ore 18,Libreria Feltrinelli di Piazza Duomo, Milano.
Oltre all'autore interverranno Olga D'Antona,Giancarlo Caselli,procuratore
Eurojust che firma la postfazione del libro e Guido Salvini,giudice del
Tribunale di Milano.