[Nonviolenza] Un ringraziamento a tre artisti contro la guerra (in forma di lettera aperta a Marco Brama)



Un ringraziamento a tre artisti contro la guerra (in forma di lettera aperta a Marco Brama)

Carissimo Marco,

nell'impossibilita' di essere presente all'inaugurazione della mostra "Kylix 26 – No War" presso il Museo del Territorio di Vetralla (ma sarei disponibile ad esserci domenica 28 alle ore 16, fammi sapere), vorrei esprimere con questa breve lettera il mio plauso e la mia gratitudine a te, a Riccardo Pasquini e ad Alessandro Ridolfi per questa vostra meritoria iniziativa di artisti impegnati contro la guerra.
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Sembra superfluo dirlo, e non lo e': La guerra, che pure scandalosamente e' un'attivita' umana, e' intrinsecamente antiumana: poiche' sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani da parte di altri esseri umani, che per tale abominevole scopo hanno escogitato e fanno uso di strumenti di morte sofisticatissimi ed ormai in grado - se pensiamo alle bombe atomiche presenti negli arsenali nucleari sparsi sul pianeta - di distruggere piu' volte l'intera umanita'.
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Ebbene, cosi' come la guerra e' intrinsecamente antiumana, l'arte invece e' una delle espressioni piu' profonde  e piu' luminose della capacita' di bene dell'umanita'; e' intrinsecamente a favore, a sostegno, a conforto dell'umanita' intera.
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La guerra e' distruzione, l'arte e' creazione e dialogo.
La guerra e' adorazione del nulla, l'arte e' amore del tutto che vive.
La guerra e' osceno trionfo della bruttura e della devastazione, l'arte e' scoperta ed epifania della bellezza.
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Questa vostra mostra e' quindi anche un appello: alla pace, al rispetto della dignita' e dei diritti di ogni essere umano, alla salvaguardia dell'intero mondo vivente.
Essa e', in se stessa, un atto di opposizione al male, una dichiarazione di universale solidarieta' e un invito alla ricerca comune del vero, del bello, del buono; vale a dire: del bene comune dell'umanita'.
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Alla violenza che tutto divora, l'arte si oppone come gesto nonviolento che riconosce, onora e salva le vite e il mondo.
Alla guerra che e' - nel lessico heideggeriano - deiezione ed  "essere per la morte", l'arte si oppone - nel lessico arendtiano - come una delle espressioni piuu' proprie della capacita' umana di dare vita a qualcosa di nuovo e di vivo, come "miracolo" originario che rinnova e preserva il mondo, costituisce e custodisce il legame sociale, si manifesta come valore ed "essere per la vita", come forma della "vita activa" che l'immensa pensatrice antitotalitaria indago' in una delle sue opere piu' luminose.
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Valgano quindi queste poche frettolose parole a dirvi il mio sincero apprezzamento.

Un abbraccio,

Peppe

Viterbo, 20 giugno 2026

Mittente: Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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