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[Nonviolenza] Ricordando Alfio Pannega, che ci ha lasciato sedici anni fa
- Subject: [Nonviolenza] Ricordando Alfio Pannega, che ci ha lasciato sedici anni fa
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Wed, 29 Apr 2026 16:14:48 +0200
RICORDANDO ALFIO PANNEGA, CHE CI HA LASCIATO SEDICI ANNI FA
Il 30 aprile 2010 ci lasciava Alfio Pannega, il poeta antifascista nonviolento viterbese cui l'intera citta' lo scorso anno, in occasione del centenario della nascita, ha reso un corale e commmosso omaggio.
Omaggio per completare il quale manca ancora la collocazione della lapide in suo ricordo sulla casa in cui lungamente visse a Valle Faul, lapide per la cui collocazione le sue amiche ed i suoi amici hanno chiesto l'autorizzazione all'amministrazione comunale nel luglio 2025, oltre nove mesi fa, piu' tempo di quanto ne occorra per mettere al mondo un bambino.
*
Ma oltre l'omaggio della citta' c'e' il ricordo piu' profondo e piu' intimo, di chi non solo gli fu amico e compagno d'idee e di lotte, ma condivise con lui un tratto del cammino della vita, vivendo con Alfio, ragionando con Alfio, lottando insieme ad Alfio contro tutte le ingiustizie e le violenze, per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la liberazione dell'umanita' e la salvaguardia dell'intero mondo vivente.
E queste persone sono innanzitutto quelle che hanno condiviso con Alfio l'esperienza del "centro sociale occupato autogestito Valle Faul", esperienza di cui Alfio fu protagonista e simbolo fin dall'inizio nell'estate del 1993 e fino alla fine dei suoi giorni il 30 aprile 2010.
Quelle ragazze e quei ragazzi, perlopiu' giovanissimi, sono stati la sola vera famiglia di Alfio dopo i lunghi anni vissuti in un'estrema solitudine dopo la scomparsa dell'amatissima madre Giovanna.
Quale paradosso: la persona piu' conosciuta ed amata da tutti i viterbesi (ma di una conoscenza sovente distante e gelida, di un amore sovente frivolo e spento), era stata contemporaneamente per lunghi e durissimi anni la piu' sola, ai margini della citta', nelle tenebre di una poverta' senza speranza di redenzione. Finche' i ragazzi occuparono l'ex-gazometro adiacente alla casa di Alfio e scoprirono in lui un compagno, un fratello e un padre; un maestro di vita vissuta, di storia e sapienza popolare, di conoscenze naturalistiche e di accudente amore per tutti gli esseri viventi; un maestro di poesia, di morale e di politica; un proletario cosciente e combattivo e un militante antifascista comunista libertario nonviolento; un compagno socratico di dialogiche, polifoniche, aporetiche, impegnative conversazioni e riflessioni; di necessarie e luminose lotte nonviolente; ma anche di festosa convivialita': comincio' cosi' la nuova vita di Alfio Pannega.
E' stato con i ragazzi del centro sociale che Alfio ha conosciuto una felicita' finalmente non piu' schiacciata dalla mole della fatica, della sofferenza e della solitudine; e' stato con i ragazzi del centro sociale che Alfio ha trovato quel riconoscimento che ogni essere umano dovrebbe avere; e quel rispetto sincero, quella calda vicinanza, quell'empatia e quella gioia condivisa cui ogni essere umano ha diritto.
Cosicche' oggi ricordare Alfio e' anche ricordare quell'esperienza del "centro sociale occupato autogestito Valle Faul" la cui storia e' ancora da scrivere.
*
Sono passati sedici anni dalla scomparsa di Alfio, e perlomeno in chi lo ha conosciuto ed ha condiviso con lui il tempo e il pane il suo ricordo e' piu' vivo che mai.
Nel frattempo lo stato del mondo e' ancor piu' peggiorato: guerre, razzismo e schiavitu', catastrofi ambientali, dittature vecchie e nuove, maschilismo e militarismo, il ritorno del fascismo e della barbarie.
Ma noi che abbiamo conosciuto Alfio e che gli siamo stati amici e compagni di lotte antifasciste e nonviolente sappiamo cio' che anche lui sapeva, e che insegnava con la parola e soprattutto dando l'esempio: che alla violenza occorre resistere con la nonviolenza; che a tutte le uccisioni occorre opporsi; che le uniche lotte che perdi sono quelle che non combatti; che il male puo' essere contrastato e sconfitto facendo il bene; che occorre abolire la guerra, gli eserciti e le armi; che occorre soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto; che occorre rispettare e proteggere ogni vita e l'intero mondo vivente; che solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'; che quando tutte le oppresse e gli oppressi si uniranno nellla lotta nonviolenta per la comune liberazione e per la salvezza dell'umanita' intera, allora sara' possibile realizzare qualla cosa sognata fin dall'inizio dell'umanita': il mondo della giustizia e della liberta', della solidarieta' e della responsabilita', della generosa misericordia e della sobria felicita' condivisa fra tutte e tutti, del riconoscimento dela dignita' e dei diritti di ogni persona, il mondo finalmente umanizzato in cui da ogni persona sia dato a seconda delle sue capacita' e ad ogni persona sia dato a seconda dei suoi bisogni.
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
Nonviolenza o barbarie.
*
Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; nel 2025 si e' finalmente avviata la sua realizzazione.
L'8 maggio 2025 ad Alfio Pannega e' stato intitolato l'"Emporio solidale" di Viterbo, una delle esperienze di solidarieta' concreta piu' vive e luminose di Viterbo.
Nel corso del 2025, in occasione del centenario della nascita, la citta' di Viterbo ha reso omaggio al poeta antifascista nonviolento con molte iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le esperienze della societa' civile, la cittadinanza intera; tra esse di particolare rilevanza la dedica della "girata" di piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa da parte dei Facchini la sera del 3 settembre durante il trasporto della Macchina, la tradizione piu' importante della storia, della cultura, della vita cittadina.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonnne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
- Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
*
Abolire la guerra prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 29 aprile 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Il 30 aprile 2010 ci lasciava Alfio Pannega, il poeta antifascista nonviolento viterbese cui l'intera citta' lo scorso anno, in occasione del centenario della nascita, ha reso un corale e commmosso omaggio.
Omaggio per completare il quale manca ancora la collocazione della lapide in suo ricordo sulla casa in cui lungamente visse a Valle Faul, lapide per la cui collocazione le sue amiche ed i suoi amici hanno chiesto l'autorizzazione all'amministrazione comunale nel luglio 2025, oltre nove mesi fa, piu' tempo di quanto ne occorra per mettere al mondo un bambino.
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Ma oltre l'omaggio della citta' c'e' il ricordo piu' profondo e piu' intimo, di chi non solo gli fu amico e compagno d'idee e di lotte, ma condivise con lui un tratto del cammino della vita, vivendo con Alfio, ragionando con Alfio, lottando insieme ad Alfio contro tutte le ingiustizie e le violenze, per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la liberazione dell'umanita' e la salvaguardia dell'intero mondo vivente.
E queste persone sono innanzitutto quelle che hanno condiviso con Alfio l'esperienza del "centro sociale occupato autogestito Valle Faul", esperienza di cui Alfio fu protagonista e simbolo fin dall'inizio nell'estate del 1993 e fino alla fine dei suoi giorni il 30 aprile 2010.
Quelle ragazze e quei ragazzi, perlopiu' giovanissimi, sono stati la sola vera famiglia di Alfio dopo i lunghi anni vissuti in un'estrema solitudine dopo la scomparsa dell'amatissima madre Giovanna.
Quale paradosso: la persona piu' conosciuta ed amata da tutti i viterbesi (ma di una conoscenza sovente distante e gelida, di un amore sovente frivolo e spento), era stata contemporaneamente per lunghi e durissimi anni la piu' sola, ai margini della citta', nelle tenebre di una poverta' senza speranza di redenzione. Finche' i ragazzi occuparono l'ex-gazometro adiacente alla casa di Alfio e scoprirono in lui un compagno, un fratello e un padre; un maestro di vita vissuta, di storia e sapienza popolare, di conoscenze naturalistiche e di accudente amore per tutti gli esseri viventi; un maestro di poesia, di morale e di politica; un proletario cosciente e combattivo e un militante antifascista comunista libertario nonviolento; un compagno socratico di dialogiche, polifoniche, aporetiche, impegnative conversazioni e riflessioni; di necessarie e luminose lotte nonviolente; ma anche di festosa convivialita': comincio' cosi' la nuova vita di Alfio Pannega.
E' stato con i ragazzi del centro sociale che Alfio ha conosciuto una felicita' finalmente non piu' schiacciata dalla mole della fatica, della sofferenza e della solitudine; e' stato con i ragazzi del centro sociale che Alfio ha trovato quel riconoscimento che ogni essere umano dovrebbe avere; e quel rispetto sincero, quella calda vicinanza, quell'empatia e quella gioia condivisa cui ogni essere umano ha diritto.
Cosicche' oggi ricordare Alfio e' anche ricordare quell'esperienza del "centro sociale occupato autogestito Valle Faul" la cui storia e' ancora da scrivere.
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Sono passati sedici anni dalla scomparsa di Alfio, e perlomeno in chi lo ha conosciuto ed ha condiviso con lui il tempo e il pane il suo ricordo e' piu' vivo che mai.
Nel frattempo lo stato del mondo e' ancor piu' peggiorato: guerre, razzismo e schiavitu', catastrofi ambientali, dittature vecchie e nuove, maschilismo e militarismo, il ritorno del fascismo e della barbarie.
Ma noi che abbiamo conosciuto Alfio e che gli siamo stati amici e compagni di lotte antifasciste e nonviolente sappiamo cio' che anche lui sapeva, e che insegnava con la parola e soprattutto dando l'esempio: che alla violenza occorre resistere con la nonviolenza; che a tutte le uccisioni occorre opporsi; che le uniche lotte che perdi sono quelle che non combatti; che il male puo' essere contrastato e sconfitto facendo il bene; che occorre abolire la guerra, gli eserciti e le armi; che occorre soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto; che occorre rispettare e proteggere ogni vita e l'intero mondo vivente; che solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'; che quando tutte le oppresse e gli oppressi si uniranno nellla lotta nonviolenta per la comune liberazione e per la salvezza dell'umanita' intera, allora sara' possibile realizzare qualla cosa sognata fin dall'inizio dell'umanita': il mondo della giustizia e della liberta', della solidarieta' e della responsabilita', della generosa misericordia e della sobria felicita' condivisa fra tutte e tutti, del riconoscimento dela dignita' e dei diritti di ogni persona, il mondo finalmente umanizzato in cui da ogni persona sia dato a seconda delle sue capacita' e ad ogni persona sia dato a seconda dei suoi bisogni.
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
Nonviolenza o barbarie.
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Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; nel 2025 si e' finalmente avviata la sua realizzazione.
L'8 maggio 2025 ad Alfio Pannega e' stato intitolato l'"Emporio solidale" di Viterbo, una delle esperienze di solidarieta' concreta piu' vive e luminose di Viterbo.
Nel corso del 2025, in occasione del centenario della nascita, la citta' di Viterbo ha reso omaggio al poeta antifascista nonviolento con molte iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le esperienze della societa' civile, la cittadinanza intera; tra esse di particolare rilevanza la dedica della "girata" di piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa da parte dei Facchini la sera del 3 settembre durante il trasporto della Macchina, la tradizione piu' importante della storia, della cultura, della vita cittadina.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonnne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
- Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
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Abolire la guerra prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 29 aprile 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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