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[Nonviolenza] Gian Maria Cervo: Ricordando Alfio Pannega una riflessione su Viterbo
- Subject: [Nonviolenza] Gian Maria Cervo: Ricordando Alfio Pannega una riflessione su Viterbo
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Tue, 7 Apr 2026 08:01:24 +0200
GIAN MARIA CERVO: RICORDANDO ALFIO PANNEGA UNA RIFLESSIONE SU VITERBO
Ringraziamo di cuore Gian Maria Cervo, prestigioso drammaturgo, docente e direttore artistico, per questa sua preziosa riflessione ricordando il nostro indimenticabile amico e compagno di riflessioni e di lotte nonviolente Alfio Pannega.
Di seguito il suo intervento.
*
Gian Maria Cervo: Ricordando Alfio Pannega una riflessione su Viterbo
Ho pochi ricordi di incontri con Alfio Pannega, tutti molto brevi, in circostanze che non hanno mai permesso una conversazione tra noi, e ho un ricordo dei racconti di mia madre e di mia zia Gilda sulla "Caterinaccia", la madre di Alfio, una figura che in me bambino suscitava tanto il divertimento quanto la fascinazione.
Curiosamente, per molto tempo non ho associato le due figure; non sapevo, cioe', che Alfio fosse il figlio di questa leggendaria Caterina di cui tutta Viterbo parlava. E al di la' della mancanza di questa informazione la sensazione che provo oggi verso la figura di Alfio e' quella di essere stato in ritardo, di non aver fatto in tempo, di non essere arrivato finché egli e' stato in vita ad incontrarlo e dialogarci nella mia prospettiva che, lo dico forse sembrando pretenzioso ma volendo in realta' essere "tecnico", sarebbe stata radicalmente diversa da quella di altri.
Riflettere su Alfio Pannega con il rispetto che gli si deve non puo' prescindere da un ragionamento su Viterbo, una citta' che con una retorica un po' becera si affanna a definirsi citta' d'arte e di cultura mentre ancora presenta spettacolari carenze nei suoi assetti, nelle infrastrutture destinate alla cultura, nell'attenzione a serie pratiche curatoriali, nell'attenzione al valore della produzione culturale opposta all'idea di una provinciale quasi esclusiva ricezione di prodotti esterni, non pensati in risposta ai tratti del territorio.
Voglio dire che se la Viterbo dell'altezza cronologica di Caterinaccia e Alfio avesse avuto un Roberto De Simone (come per la Napoli di vari decenni del Novecento e del Duemila) o un Thomas Middleton (come per la Londra giacomiana di Mary Frith), un interlocutore, cioe', che senza alzare superficiali bandiere si fosse posto a parlare con Pannega con la complessita' di un atteggiamento dialogico, accompagnato dal rispetto di chi vuole valorizzare, oggi la citta' avrebbe un'altra configurazione e un altro piglio culturale.
Ma gli affarismi grandi e molto piu' spesso piccoli e i narcisismi di questa citta', il suo intero clima "culturale", non hanno permesso la valorizzazione di molte figure che le avrebbero potuto portare una crescita culturale, un senso di discernimento, un livello maggiore di onesta'. Alcuni di quelli che avrebbero potuto farlo erano lontani, a formarsi in altri luoghi, e tornando a Viterbo si sono trovati in ritardo.
Mi sarebbe piaciuto vedere un Alfio performare in una situazione che si mettesse in dialogo con lui per esempio in una narrazione teatrale postmoderna, in un rito postdrammatico, o vederlo trasformato in una figura mitica come succedeva a tanti napoletani interessanti nei componimenti di Roberto De Simone.
Non e' accaduto con Alfio e chissa' a quanti prima di lui a Viterbo, e mi chiedo se a Viterbo potra' mai accadere con qualcuno che gli somigliera' in futuro. In tutto questo l'aspetto consolante e' che nonostante le discriminazioni e le offese, gente come Caterina e Alfio (gia' il loro appartenere a due diverse generazioni lo dimostra) ha continuato e continuera' a esserci. E in relazione all'atteggiamento della citta' vorrei ricorrere a una citazione di Borges: "Forse l'etica e' una scienza scomparsa dal mondo intero. Non fa niente, dovremo inventarla un'altra volta". E con essa dovremo forse reinventare anche l'estetica.
Gian Maria Cervo
Diffusione a cura delle amiche e degli amici di Alfio Pannega
Viterbo, 7 aprile 2026
Mittente: le amiche e degli amici di Alfio Pannega, c/o "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato: Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; nel 2025 si e' finalmente avviata la sua realizzazione.
L'8 maggio 2025 ad Alfio Pannega e' stato intitolato l'"Emporio solidale" di Viterbo, una delle esperienze di solidarieta' concreta piu' vive e luminose di Viterbo.
Nel corso del 2025, in occasione del centenario della nascita, la citta' di Viterbo ha reso omaggio al poeta antifascista nonviolento con molte iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le esperienze della societa' civile, la cittadinanza intera; tra esse di particolare rilevanza la dedica della "girata" di piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa da parte dei Facchini la sera del 3 settembre durante il trasporto della Macchina, la tradizione piu' importante della storia, della cultura, della vita cittadina.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonnne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
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Ringraziamo di cuore Gian Maria Cervo, prestigioso drammaturgo, docente e direttore artistico, per questa sua preziosa riflessione ricordando il nostro indimenticabile amico e compagno di riflessioni e di lotte nonviolente Alfio Pannega.
Di seguito il suo intervento.
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Gian Maria Cervo: Ricordando Alfio Pannega una riflessione su Viterbo
Ho pochi ricordi di incontri con Alfio Pannega, tutti molto brevi, in circostanze che non hanno mai permesso una conversazione tra noi, e ho un ricordo dei racconti di mia madre e di mia zia Gilda sulla "Caterinaccia", la madre di Alfio, una figura che in me bambino suscitava tanto il divertimento quanto la fascinazione.
Curiosamente, per molto tempo non ho associato le due figure; non sapevo, cioe', che Alfio fosse il figlio di questa leggendaria Caterina di cui tutta Viterbo parlava. E al di la' della mancanza di questa informazione la sensazione che provo oggi verso la figura di Alfio e' quella di essere stato in ritardo, di non aver fatto in tempo, di non essere arrivato finché egli e' stato in vita ad incontrarlo e dialogarci nella mia prospettiva che, lo dico forse sembrando pretenzioso ma volendo in realta' essere "tecnico", sarebbe stata radicalmente diversa da quella di altri.
Riflettere su Alfio Pannega con il rispetto che gli si deve non puo' prescindere da un ragionamento su Viterbo, una citta' che con una retorica un po' becera si affanna a definirsi citta' d'arte e di cultura mentre ancora presenta spettacolari carenze nei suoi assetti, nelle infrastrutture destinate alla cultura, nell'attenzione a serie pratiche curatoriali, nell'attenzione al valore della produzione culturale opposta all'idea di una provinciale quasi esclusiva ricezione di prodotti esterni, non pensati in risposta ai tratti del territorio.
Voglio dire che se la Viterbo dell'altezza cronologica di Caterinaccia e Alfio avesse avuto un Roberto De Simone (come per la Napoli di vari decenni del Novecento e del Duemila) o un Thomas Middleton (come per la Londra giacomiana di Mary Frith), un interlocutore, cioe', che senza alzare superficiali bandiere si fosse posto a parlare con Pannega con la complessita' di un atteggiamento dialogico, accompagnato dal rispetto di chi vuole valorizzare, oggi la citta' avrebbe un'altra configurazione e un altro piglio culturale.
Ma gli affarismi grandi e molto piu' spesso piccoli e i narcisismi di questa citta', il suo intero clima "culturale", non hanno permesso la valorizzazione di molte figure che le avrebbero potuto portare una crescita culturale, un senso di discernimento, un livello maggiore di onesta'. Alcuni di quelli che avrebbero potuto farlo erano lontani, a formarsi in altri luoghi, e tornando a Viterbo si sono trovati in ritardo.
Mi sarebbe piaciuto vedere un Alfio performare in una situazione che si mettesse in dialogo con lui per esempio in una narrazione teatrale postmoderna, in un rito postdrammatico, o vederlo trasformato in una figura mitica come succedeva a tanti napoletani interessanti nei componimenti di Roberto De Simone.
Non e' accaduto con Alfio e chissa' a quanti prima di lui a Viterbo, e mi chiedo se a Viterbo potra' mai accadere con qualcuno che gli somigliera' in futuro. In tutto questo l'aspetto consolante e' che nonostante le discriminazioni e le offese, gente come Caterina e Alfio (gia' il loro appartenere a due diverse generazioni lo dimostra) ha continuato e continuera' a esserci. E in relazione all'atteggiamento della citta' vorrei ricorrere a una citazione di Borges: "Forse l'etica e' una scienza scomparsa dal mondo intero. Non fa niente, dovremo inventarla un'altra volta". E con essa dovremo forse reinventare anche l'estetica.
Gian Maria Cervo
Diffusione a cura delle amiche e degli amici di Alfio Pannega
Viterbo, 7 aprile 2026
Mittente: le amiche e degli amici di Alfio Pannega, c/o "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato: Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; nel 2025 si e' finalmente avviata la sua realizzazione.
L'8 maggio 2025 ad Alfio Pannega e' stato intitolato l'"Emporio solidale" di Viterbo, una delle esperienze di solidarieta' concreta piu' vive e luminose di Viterbo.
Nel corso del 2025, in occasione del centenario della nascita, la citta' di Viterbo ha reso omaggio al poeta antifascista nonviolento con molte iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le esperienze della societa' civile, la cittadinanza intera; tra esse di particolare rilevanza la dedica della "girata" di piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa da parte dei Facchini la sera del 3 settembre durante il trasporto della Macchina, la tradizione piu' importante della storia, della cultura, della vita cittadina.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonnne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
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