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[Nonviolenza] No alla guerra, no alla dittatura: salvare le vite e' il primo dovere
- Subject: [Nonviolenza] No alla guerra, no alla dittatura: salvare le vite e' il primo dovere
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Mon, 2 Mar 2026 17:03:31 +0100
NO ALLA GUERRA, NO ALLA DITTATURA: SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE
Come ogni persona ragionevole sono contrario alla guerra e sono contrario alla dittatura.
Sono per la liberazione dei popoli oppressi e per il rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto alla vita senza del quale nessun altro diritto si da'.
E quindi: sono solidale con il popolo iraniano in lotta contro il regime dittatoriale; e sono contrario alla guerra sempre e comunque.
Penso che solo la lotta nonviolenta possa liberare tutte le oppresse e tutti gli oppressi, e salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Salvare le vite e' il primo dovere.
*
Mi si obietta: se sei contrario al sanguinario regime iraniano sai che la sua caduta non potra' avvenire se non attraverso una guerra; ma se sei contrario alla guerra allora diventi complice del regime.
Mi si obietta: non era giusta e necessaria la guerra contro il nazismo?
Mi si obietta: tu parli di lotta nonviolenta, ma non e' forse vero che lo stesso Gandhi diceva di preferire la lotta violenta alla vilta' dinanzi all'oppressione?
*
Sono obiezioni che conosco e riconosco.
Ne riconosco la verita' ma anche la parzialita', la contraddittorieta', l'insufficienza, e quanto in esse vi e' di sofistico e pretestuoso.
Come si puo' essere certi che il bagno di sangue in Iran porti alla liberazione del suo popolo? E tutte le persone che in esso moriranno non meritano considerazione alcuna?
Il nazismo non e' stato anche esito della guerra? La dittatura non e' essa stessa guerra?
Gandhi riteneva che contro l'oppressione si dovesse lottare, ma di gran lunga piu' efficace della lotta violenta e' sempre stata e sempre sara' quella nonviolenta, la sola lotta di liberazione integralmente giusta.
Nell'eta' atomica, chiunque lo sa, qualunque guerra puo' diventare l'avvio del conflitto mondiale che puo' distruggere l'umanita' intera.
Non merita l'umanita' di essere salvata?
Non ha diritto ogni essere umano a non essere ucciso?
*
Tutto e' complesso, tutto e' complicato.
All'etica dei princìpi va unita sempre l'etica della responsabilita'.
Mai la guerra e' stata un bene.
Mai uccidere e' un bene.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.
*
E' scritto saggiamente nella Costituzione della repubblica italiana che essa "ripudia la guerra": e' la nostra legge fondamentale, ed e' anche la mia intima persuasione.
Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 2 marzo 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Come ogni persona ragionevole sono contrario alla guerra e sono contrario alla dittatura.
Sono per la liberazione dei popoli oppressi e per il rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto alla vita senza del quale nessun altro diritto si da'.
E quindi: sono solidale con il popolo iraniano in lotta contro il regime dittatoriale; e sono contrario alla guerra sempre e comunque.
Penso che solo la lotta nonviolenta possa liberare tutte le oppresse e tutti gli oppressi, e salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Mi si obietta: se sei contrario al sanguinario regime iraniano sai che la sua caduta non potra' avvenire se non attraverso una guerra; ma se sei contrario alla guerra allora diventi complice del regime.
Mi si obietta: non era giusta e necessaria la guerra contro il nazismo?
Mi si obietta: tu parli di lotta nonviolenta, ma non e' forse vero che lo stesso Gandhi diceva di preferire la lotta violenta alla vilta' dinanzi all'oppressione?
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Sono obiezioni che conosco e riconosco.
Ne riconosco la verita' ma anche la parzialita', la contraddittorieta', l'insufficienza, e quanto in esse vi e' di sofistico e pretestuoso.
Come si puo' essere certi che il bagno di sangue in Iran porti alla liberazione del suo popolo? E tutte le persone che in esso moriranno non meritano considerazione alcuna?
Il nazismo non e' stato anche esito della guerra? La dittatura non e' essa stessa guerra?
Gandhi riteneva che contro l'oppressione si dovesse lottare, ma di gran lunga piu' efficace della lotta violenta e' sempre stata e sempre sara' quella nonviolenta, la sola lotta di liberazione integralmente giusta.
Nell'eta' atomica, chiunque lo sa, qualunque guerra puo' diventare l'avvio del conflitto mondiale che puo' distruggere l'umanita' intera.
Non merita l'umanita' di essere salvata?
Non ha diritto ogni essere umano a non essere ucciso?
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Tutto e' complesso, tutto e' complicato.
All'etica dei princìpi va unita sempre l'etica della responsabilita'.
Mai la guerra e' stata un bene.
Mai uccidere e' un bene.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.
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E' scritto saggiamente nella Costituzione della repubblica italiana che essa "ripudia la guerra": e' la nostra legge fondamentale, ed e' anche la mia intima persuasione.
Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 2 marzo 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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