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[Nonviolenza] Preferirei di no. 30
- Subject: [Nonviolenza] Preferirei di no. 30
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Tue, 17 Feb 2026 10:13:39 +0100
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 30 del 17 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Le meraviglie della propaganda
2. Peppe Sini: Invece della rissa
3. Il quesito del referendum
4. Alcuni siti internet utili
5. Segnalazioni librarie
6. Gentilino Magnarospi: Mo' vve lo dico io ch'ade' 'r governo
7. Tre proposte d'iniziativa "per la pace nel cuore d'Europa"
8. Alcune poesie di Emily Dickinson tradotte da Cristina Campo
9. Alcune poesie di Emily Dickinson tradotte da Margherita Guidacci
10. Alcune poesie di Emily Dickinson tradotte da Barbara Lanati
11. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Giovanni Giudici
12. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Mario Luzi
13. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Eugenio Montale
14. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Amelia Rosselli
15. Su Emily Dickinson (2006)
1. ULTIMORA. LE MERAVIGLIE DELLA PROPAGANDA
- Vendibubbole.
- Sparapanzane.
- Ma che ti sei bevuto.
- Ma che ti sei fumato.
- Servo sciocco.
- Utile idiota.
- Mammalucco.
- Sarchiapone.
- Linguasvelta e manolesta.
- Ladro di polli e magnacacche.
- Mafioso.
- Mafioso tu.
- Babbeo.
- Tu e tutta la razzaccia tua.
- Ci avete la rogna ci avete.
- Senti chi parla. Ma lavati la bocca colla soda caustica.
- Ma lavatela tu. Cornuto.
- E lo dici tu che ci hai piu' corna tu di un secchio di lumache.
- Ma falla finita che ti butto nel cesso e tiro lo sciacquone.
- Lo conosci bene il cesso, eh, e' casa tua.
- Ti dice bene che sono una persona perbene...
- Perche', senno'?
- Lo sai senno', pappamolle.
- E forza, pappafico, vediamo un po' chi ha la piu' dura cervice.
- Cervice?
- Cervice.
- Ma lei ha fatto il liceo a ...
- Come no.
- Corso A.
- Corso A.
- Col professor ... di greco.
- Proprio.
- Carissimo!
- Carissimo!
2. EDITORIALE. PEPPE SINI: INVECE DELLA RISSA
E' una tecnica collaudata: buttarla in caciara. E funziona sempre.
Per questo i propagandisti dell'estrema destra dell'eversione dall'alto inondano giornali e tivu' di insulti, scatologia ed ogni sorta di immondizie.
Nel baccano nessun ragionamento si ascolta piu' e il fanatismo dilaga, la tifoseria (che e' un altro nome della stoltezza e della teppaglia) s'incendia e si mobilita, e lo squadrismo vince.
E' un film gia' visto, e si sa come va a finire: con i forni crematori nel governatorato orientale.
*
Invece occorre ragionare e far ragionare, parlare e ascoltare, comprendere e comprendersi.
Per fermare questa caduta nella barbarie occorre usare le risorse della ragione, dell'ascolto e dell'empatia, del civile condursi e convivere, del rifiuto della violenza.
Occorre cercare ancora una volta di difendere la dignita' umana di tutti gli esseri umani; occorre la scelta della nonviolenza.
Vale per l'opposizione alla guerra, vale anche per il referendum del 22-23 marzo.
*
Proviamo allora ancora una volta a dire perche' votiamo "no" alla cosiddetta "riforma della giustizia" di Licio Gelli e Silvio Berlusconi.
Primo: perche' essa serva a sottomettere il potere giudiziario al potere esecutivo, ovvero i giudici al governo; col risultato che la violenza dei potenti non avra' piu' ne' controlli ne' limiti.
Secondo: perche' essa aggredisce e devasta in un sol colpo la Costituzione repubblicana e antifascista, lo stato di diritto fondato sulla separazione dei poteri, la democrazia fondata sul riconoscimento e il rispetto dell'uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani.
Terzo: perche' essa e' parte di un'azione esplicitamente orientata al trionfo del razzismo, del fascismo, della sopraffazione da parte dei ricchi e dei potenti ai danni dell'intera umanita' e dell'intero mondo vivente.
*
Per questo alla cosiddetta "riforma della giustizia" di Licio Gelli e Silvio Berlusconi noi ci opponiamo.
E quindi voteremo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026.
E adesso latri quanto voglia la canea.
I cani abbaiano, la carovana passa.
3. DOCUMENTAZIONE. IL QUESITO DEL REFERENDUM
[Dal sito del Ministero dell'Interno riprendiamo e diffondiamo]
E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.31 - Serie Generale del 7 febbraio 2026 il Decreto Presidente della Repubblica che riscrive il quesito del referendum costituzionale, a seguito dell'ordinanza del 6 febbraio 2026 espressa dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione, con la seguente formula:
"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?".
4. MATERIALI. ALCUNI SITI INTERNET UTILI
- "Articolo 21": www.articolo21.org
- "Associazione nazionale magistrati": www.associazionemagistrati.it
- "Associazione nazionale partigiani d'Italia": www.anpi.it
- "Coordinamento per la democrazia costituzionale": www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
- "Critica del diritto": www.rivistacriticadeldiritto.it
- "Giuristi democratici": www.giuristidemocratici.it
- "Giustizia insieme": www.giustiziainsieme.it
- "Libera": www.libera.it
- "Liberta' e giustizia": www.libertaegiustizia.it
- "Magistratura democratica": www.magistraturademocratica.it
- "Questione giustizia": www.questionegiustizia.it
- "Societa' civile per il no nel referendum costituzionale": www.referendumgiustizia2026.it
5. SEGNALAZIONI LIBRARIE
- Nello Rossi, Armando Spataro, Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale, Laterza, Bari-Roma 2026, pp. IV + 154, euro 12.
- Marco Travaglio, Perche' no, PaperFirst, Roma 2026, pp. IV + 200, euro 13. Con contributi di Gustavo Zagrebelsky e di Nicola Gratteri.
6. GALGENLIEDER. GENTILINO MAGNAROSPI: MO' VVE LO DICO IO CH'ADE' 'R GOVERNO
Mo' vve lo dico io ch'ade' 'r governo
ade' ttutta 'na bbanna de ladroni
che rrubba e mmagna e rrubba 'n zempiterno
e a cchi je rubba tutto? A nnue cafoni
che ggia' campamo peggio ch'all'inferno
a llavora' ppe' ffa' arricchi' i padroni
a ssuda' ssia d'estate che dd'inverno
a ffracicasse 'r core e li pormoni.
Allora si je pozzo fa' 'no sgarro
a queli ciovettoni de fascisti
e a tutti quelli che sso' ssu quer carro
cio' ggusto a ffajjelo, nun ce so' ccristi,
e ar referenno quer "no" je lo sbarro
tre vvorte, eppoi saluti communisti.
7. SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE. TRE PROPOSTE D'INIZIATIVA "PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA"
Sosteniamo l'appello nonviolento della societa' civile "Per la pace nel cuore d'Europa", appello promosso da personalita' illustri come padre Alex Zanotelli, Giancarla Codrignani, Giovanna Fiume, Olga Karach, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Giuliano Pontara, Yurii Sheliazhenko e da tante altre persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e mezzi d'informazione; sostegno che si estrinseca nell'adesione alle "tre proposte a ogni persona di volonta' buona" per la pace che salva le vite.
*
I. La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
II. La seconda proposta: diffondere la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
III. La terza proposta: sottoscrivere e sostenere l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Farid Adly
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Fabrizio Aroldi
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Roberta De Monticelli
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Giuliano Galeazzi
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Beppe Manni
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Elena Rampello
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Manlio Schiavo
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione Culturale Mediterraneo - Casa delle culture - Circolo ARCI di Acquedolci (Me)
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
comunita' del villaggio di Modena
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in Nero di Parma
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
Agenparl
Agenziagiornalisticaopinione.it
Agora' Vox
AmbienteWeb
Anbamed
Bioregionalismo Treia
Blogger.com
Cafe' virtuel
Casa umanista
Circolo vegetariano VV. TT. Treia
Citta' della Gioia
Faro di Roma
Fidest press agency
Ghaleb.it
Giro di vite
Il giornaletto di Saul
Isde news
Isde Padova
Iskrae
La bottega del Barbieri
La poesia e lo spirito
New Tuscia
Nuovo Soldo
Occhio viterbese
Peacelink
Penna in movimento
Pressenza - International Press Agency
Raccordo.info
Saul Arpino
Smips
Tuscia Times
Tuscia Up
Viterbo Anpi
Viterbo news
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7.
8. REPETITA IUVANT. ALCUNE POESIE DI EMILY DICKINSON TRADOTTE DA CRISTINA CAMPO
[Da Cristina Campo, La Tigre Assenza, Adelphi, Milano 1991, 2001, pp. 85-90, ma l'ordine in cui le abbiamo qui disposte e' quello dedotto dalla cronologia dell'opera dickinsoniana, ed utilizzato anche in Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, in cui le "versioni d'autrice" di Cristina Campo sono alle pp. 1643-1646.
Emily Dickinson - poetessa imprescindibile - visse ad Amherst, Massachusetts, tra il 1830 e il 1886; molte le edizioni delle sue poesie disponibili in italiano con testo originale a fronte (tra cui quella integrale, a cura di Marisa Bulgheroni: Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005; ma vorremmo segnalare anche almeno la fondamentale antologia curata da Guido Errante: Emily Dickinson, Poesie, Mondadori, Milano 1956, poi Guanda, Parma 1975, e Bompiani, Milano 1978; e la vasta silloge dei versi e dell'epistolario curata da Margherita Guidacci: Emily Dickinson, Poesie e lettere, Sansoni, Firenze 1961, Bompiani, Milano 1993, 2000); per un accostamento alla sua figura e alla sua opera: Barbara Lanati, Vita di Emily Dickinson. L'alfabeto dell'estasi, Feltrinelli, Milano 1998, 2000; Marisa Bulgheroni, Nei sobborghi di un segreto. Vita di Emily Dickinson, Mondadori, Milano 2002. Ebbe a scrivere della sua opera Luciano Bonfrate: "Mi capita di usare dei suoi versi / come fosser sentenze di sibilla / della mia vita specchio, e vi scintilla / cio' che trovai, che non trovai, che persi"]
Per sempre al suo fianco camminare,
la piu' piccola dei due,
cervello del suo cervello, sangue del suo sangue,
due vite, un Essere, ora.
Per sempre del suo fato gustare,
se dolore, la piu' larga parte,
se gioia, mettere il mio pezzo in disparte
per quel diletto cuore.
Tutta la vita conoscersi l'un l'altro
senza poterci mai imparare,
e piu' tardi un mutamento chiamato "Paradiso" -
rapito vicinato d'uomini
che appena scoprono cio' che ci inquietava
senza il vocabolario!
*
Che tedio attendere
se non vicino a te,
l'ho saputo iersera
quando si volle avvincermi
forse vedendomi
affaticata o sola
o per cedere quasi
alla pena silente.
Io mi volsi, ducale -
a te solo spettava
quel gesto - un porto solo
vale a questa nave.
Nostra la ventura
per un selvaggio mare
meglio che un ancoraggio
non diviso da te.
A noi piu' tosto il carico
di un perenne viaggio
che le Odorose Isole
desolate di te.
*
Imparai finalmente che cosa la casa poteva essere,
come sarei stata ignorante
dei graziosi modi del costume,
come goffa all'inno
intorno al nostro nuovo focolare, se non per questo,
questa mappa del cammino
la cui memoria mi annega, come il battesimo
di un celestiale mare.
Quali mattine nel nostro giardino, immaginate,
quali api per noi a ronzare,
con solo uccelli a interrompere
il mormorio del nostro tema.
E un compito per ciascuno quando il gioco sia finito,
il tuo problema della mente,
il mio qualche effetto piu' frivolo,
un pizzo o una canzone.
Il pomeriggio insieme trascorso
e il crepuscolo per i sentieri
qualche soccorso a piu' povere vite
viste piu' povere attraverso i nostri doni.
E poi ritorno, e notte e casa,
una nuova e piu' divina cura,
finche' l'aurora ci richiami in scena
trasmutati, piu' vividi.
Questa sembra una casa e casa non e'
ma cio' che quel luogo potrebb'essere
mi affligge come un sole calante
dove l'aurora sa che cosa essere!
*
Che faro' io quando turba l'estate,
quando la rosa e' matura?
Quando le uova svolino in melodia
da un carcere d'acero: - che faro' io?
Che faro' io quando dai cieli in gorgheggio
cada su me una canzone?
Quando al ranuncolo dondoli tutto il meriggio
l'ape sospesa - che mai faro' io?
E quando lo scoiattolo si colmera' le tasche
e guarderanno le bacche...
Resistero' io a quelle candide facce
se tu da me sei lontano?
Al pettirosso non sarebbe gran pena:
volano tutti i miei beni.
Io non ho ali: a che servono, dimmi,
i miei tesori perenni?
*
Tocca leggero la dolce
chitarra della natura
se non conosci ancora
la canzone.
O d'ogni uccello
ti accusera' lo sguardo
che ti facesti bardo
innanzi l'ora.
*
Morte e' il pieghevole corteggiatore
che vince alla fine.
E' un vagheggiare furtivo
condotto sulle prime
per pallide insinuazioni
e oscuri avvicinamenti:
magnifico alfine di trombe
e un equipaggio a due posti
che ti rapisce in trionfo
a nozze sconosciute -
a parentele vibranti
come le porcellane.
9. REPETITA IUVANT. ALCUNE POESIE DI EMILY DICKINSON TRADOTTE DA MARGHERITA GUIDACCI
[Da Emily Dickinson, Poesie, Rizzoli, Milano 1979, Rcs Quotidiani, Milano 2004]
L'acqua e' insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglie.
L'amore, da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.
*
E' poca cosa il pianto,
sono brevi i sospiri:
pure, per fatti di questa misura
uomini e donne muoiono!
*
Fra le mie dita tenevo un gioiello
quando mi addormentai.
La giornata era calda, era tedioso il vento
e dissi: "Durera'" -
Sgridai al risveglio le dita incolpevoli,
la gemma era sparita -
Ora solo un ricordo di ametista
a me rimane -
*
E' questa la mia lettera al mondo
che mai non scrisse a me -
semplici annunzi che da' la natura
con tenera maesta'.
Il suo messaggio e' consegnato a mani
per me invisibili.
Per amor suo, miei dolci compaesani,
benignamente giudicatemi!
*
Tutto imparammo dell'amore:
alfabeto, parole,
un capitolo, il libro possente,
poi la rivelazione termino'.
Ma negli occhi dell'altro
ciascuno contemplava un'ignoranza
divina, ancora piu' che nell'infanzia;
l'uno all'altro, fanciulli,
tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'e' vasta la saggezza
e molteplice il vero!
*
Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero
d'un infinito di mari
non visitati da riva -
il mare stesso al mare fosse riva -
questo e' l'eternita'.
*
L'incertezza e' piu' ostile della morte.
La morte, anche se vasta,
e' soltanto la morte e non puo' crescere.
All'incertezza invece non v'e' limite,
perisce per risorgere
e morire di nuovo,
e' l'unione del nulla
con l'immortalita'.
*
Abbiamo prima sete - e' l'atto di natura -
e dopo, quando stiamo per morire,
chiediamo supplichevoli un po' d'acqua
a dita che ci passano vicine.
Ed e' figura d'un bisogno piu' alto,
la cui risposta adeguata
sono le grandi acque occidentali
chiamate eternita'.
*
Molte volte pensai giunta la pace
quando la pace era tanto lontana;
cosi' i naufraghi credono di vedere la terra
nel centro del mare,
e indeboliti lottano, soltanto per scoprire,
come me disperati,
quante rive fittizie
vengano prima del porto.
*
Io canto per riempire l'attesa:
annodarmi la cuffia,
richiudere la porta di casa
e non altro ho da fare,
finche' risuoni vicino il suo passo,
e insieme camminiamo verso il giorno,
l'uno all'altro narrando di come cantammo
per scacciare la tenebra.
*
Da un'asse all'altra avanzavo
cosi' lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.
Questo solo sapevo: un altro passo
poteva essere l'ultimo.
Ed avevo quell'andatura incerta
che chiamano esperienza.
*
Immensita' d'argento
con funi di sabbia
a trattenerla, perche' non cancelli
una pista che chiamano la terra.
*
Come stanno silenti le campane
nelle torri, finche', gonfie di cielo,
balzano con piedi argentei
in melodia frenetica!
*
Il Paradiso dipende da noi.
Chiunque voglia
vive nell'Eden, nonostante Adamo
e la cacciata.
*
Questi giorni febbrili condurli alla foresta
dove le fresche acque strisciano intorno al muschio
e l'ombra sola devasta il silenzio:
pare talvolta che questo sia tutto.
*
Non sappiamo di andare quando andiamo.
Noi scherziamo nel chiudere la porta.
Dietro, il destino mette il catenaccio,
e non entriamo piu'.
*
Tutti coloro che perdiamo qualcosa ci togono;
resta ancora uno spicchio sottile,
che come luna, qualche torbida notte,
obbedira' al richiamo delle maree.
*
E' un errore di calcolo:
"Vien poi l'eternita'"
diciamo, come fosse una stazione.
Mentre e' tanto vicina
che mi accompagna nella passeggiata
e condivide la mia casa
ed amico non ho piu' pertinace
di questa eternita'.
*
E' l'immortalita' forse un veleno
che gli uomini ne sono cosi' oppressi?
10. REPETITA IUVANT. ALCUNE POESIE DI EMILY DICKINSON TRADOTTE DA BARBARA LANATI
[Da Emily Dickinson, Poesie, Savelli, Roma 1976]
Chi non conosce il successo
ne apprezza la dolcezza.
Solo chi ne prova acre bisogno
conosce il sapore di un nettare.
Non uno della purpurea folla che oggi
ha conquistato la bandiera
con tanta chiarezza sapra' definire
la vittoria come chi
in agonia, battuto
nello sfaldarsi del proprio sentire
registra limpidi e lacerati
i lontani stridori del trionfo.
*
L'acqua, la insegna la sete.
La terra - gli oceani trascorsi.
Lo slancio - l'angoscia -
La pace - la raccontano le battaglie -
L'amore, i cumuli della memoria -
Gli uccelli, la neve.
*
Tenevo un gioiello tra le dita -
e mi addormentai -
la giornata era tepida, i venti monotoni -
dissi: "durera'".
Al risveglio rimproverai le mie oneste dita,
la pietra era sparita.
E adesso, un ricordo d'ametista
e' tutto cio' che mi resta.
*
La "Speranza" e' quella cosa piumata -
Che artigliata all'anima -
Canta melodie senza parole -
E non smette - mai -
E la senti - dolcissima - nel vento -
E dura deve essere la tempesta -
Capace di intimidire il piccolo uccello
Che ha dato calore a tanti -
Io l'ho sentito nel paese piu' gelido -
E sui mari piu' alieni -
Eppure mai, nemmeno allo stremo,
Ha chiesto una briciola - di me.
*
Questa e' la mia lettera al mondo
che non ha mai scritto a me -
semplici cose che la natura
ha detto - con tenera maesta'.
Il suo messaggio e' affidato
a mani che non posso vedere -
Per amore di lei - amici miei dolci -
con tenerezza giudicate - me.
*
Chiedeva da bere, una Tigre, in agonia
Filtrai il deserto -
dalla roccia, una goccia
raccolsi e la portai nella mano.
Le pupille regali, nella morte offuscate
scrutai, per trovare
nella retina, un'unica visione
dell'acqua e di me.
Non per colpa mia: che ero corsa piano.
Non per colpa sua: che era morta
quando stavo per raggiungerla, ormai,
ma perche', era un fatto, essa era gia' morta.
*
Dapprima e' la sete - processo naturale -
Poi - il momento della morte -
La supplica - di un poco d'acqua -
Da dita che passano vicine -
Segno di un piu' sottile bisogno -
cui unica, armonica, compensa,
sono le grandi acque a occidente -
chiamate Immortalita'.
*
Uno piu' uno - fanno uno -
Basta con il due che -
E' appropriato alle scuole -
Ma non per le scelte interiori -
La vita, appunto, o la morte -
O l'eterno -
Due, sarebbe troppo -
Per le capacita' di un'anima -
*
Io canto per consumare l'attesa -
Allacciare la cuffia
chiudere la porta di casa,
non mi resta nent'altro da fare
quando, all'avvicinarsi del suo passo finale
viaggeremo verso il Giorno
raccontandoci di come abbiamo cantato
per tenere lontana la notte.
*
Atto primo: il ritrovamento
Atto secondo: la perdita
Atto terzo: la spedizione
alla ricerca del vello d'oro.
Atto quarto: nessuna scoperta
Atto quinto: nessun equipaggio
Infine: nessun vello d'oro
Un'unica impostura - anche Giasone.
*
Un ovunque di argento
con corde di sabbia
a impedirgli di cancellare
la Traccia chiamata Terra.
*
Come per altre cose, l'amore a un certo punto
ci sta stretto: lo riponiamo nel cassetto -
poi un giorno si rivelera' di foggia antiquata -
come i costumi indossati dai re.
*
Per alcuni
Quando e' detta,
La parola muore.
Per me
Proprio quel giorno
Comincia a vivere.
*
Di pianeti e di fiori
Facciamo conoscenza,
Ma con noi stessi,
C'e' l'etichetta
L'imbarazzo
E il terrore.
*
Per fare un prato ci vuole del trifoglio
e un'ape, un trifoglio e un'ape
e sogni ad occhi aperti.
E se le api sono scarse,
bastano i sogni.
*
Che l'amore e' tutto cio' che c'e',
E' tutto quello che sappiamo dell'amore;
E' abbastanza, il carico in teoria
proporzionale al solco.
11. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA GIOVANNI GIUDICI
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1650 (questa, e le altre traduzioni di Giudici presenti nel volume da cui citiamo erano gia' apparse nella silloge di traduzioni poetiche di Giovanni Giudici, Addio, proibito piangere, Einaudi, Torino 1982)]
Presentimento - e' la lunga ombra - sul prato -
Annunziatrice che il sole se ne va -
Avvertimento all'erba abbrividita
Che la tenebra - presto scendera' -
12. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA MARIO LUZI
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1658]
C'e' una solitudine di spazio,
una solitudine di mare,
una di morte, ma
faranno lega tutte quante
a paragone con quell'estremo punto,
quella polare ritrosia
di un'anima ammessa a se medesima.
Finita infinita'.
13. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA EUGENIO MONTALE
[Da Eugenio Montale, Quaderno di traduzioni, Edizioni della Meridiana, 1948, Mondadori, Milano 1975, p. 49 (col titolo: Tempesta); poi anche in Eugenio Montale, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1984, 2005, p. 742; ed ovviamente in Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1659]
Con un suono di corno
il vento arrivo', scosse l'erba;
un verde brivido diaccio
cosi' sinistro passo' nel caldo
che sbarrammo le porte e le finestre
quasi entrasse uno spettro di smeraldo:
e fu certo l'elettrico
segnale del Giudizio.
Una bizzarra turba di ansimanti
alberi, siepi alla deriva
e case in fuga nei fiumi
e' cio' che videro i vivi.
Tocchi del campanile desolato
mulinavano le ultime nuove.
Quanto puo' giungere,
quanto puo' andarsene,
in un mondo che non si muove!
14. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA AMELIA ROSSELLI
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1666]
Una Parola fatta Carne e' di rado
E tremando condivisa
Ne' forse allora riportata
Ma non avro' dunque sbagliato
Ciascun di noi ha assaporato
Con estasi segreta
Proprio quel dibattuto cibo
Secondo nostra specifica forza -
Una Parola che respira chiaramente
Non ha potere di morire
Coesiva quanto lo Spirito
Puo' spirare se Egli -
"Fatto Carne e vissuto tra di noi"
Fosse condiscendenza
Come questo consenso del Linguaggio
Quest'amata Filologia
15. REPETITA IUVANT. SU EMILY DICKINSON (2006)
Emily Dickinson e' un enigma e uno specchio (come ogni voce, come ogni persona). Volto, parola che convoca, alla meraviglia, all'infinito, alla responsabilita'.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 30 del 17 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 30 del 17 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Le meraviglie della propaganda
2. Peppe Sini: Invece della rissa
3. Il quesito del referendum
4. Alcuni siti internet utili
5. Segnalazioni librarie
6. Gentilino Magnarospi: Mo' vve lo dico io ch'ade' 'r governo
7. Tre proposte d'iniziativa "per la pace nel cuore d'Europa"
8. Alcune poesie di Emily Dickinson tradotte da Cristina Campo
9. Alcune poesie di Emily Dickinson tradotte da Margherita Guidacci
10. Alcune poesie di Emily Dickinson tradotte da Barbara Lanati
11. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Giovanni Giudici
12. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Mario Luzi
13. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Eugenio Montale
14. Una poesia di Emily Dickinson tradotta da Amelia Rosselli
15. Su Emily Dickinson (2006)
1. ULTIMORA. LE MERAVIGLIE DELLA PROPAGANDA
- Vendibubbole.
- Sparapanzane.
- Ma che ti sei bevuto.
- Ma che ti sei fumato.
- Servo sciocco.
- Utile idiota.
- Mammalucco.
- Sarchiapone.
- Linguasvelta e manolesta.
- Ladro di polli e magnacacche.
- Mafioso.
- Mafioso tu.
- Babbeo.
- Tu e tutta la razzaccia tua.
- Ci avete la rogna ci avete.
- Senti chi parla. Ma lavati la bocca colla soda caustica.
- Ma lavatela tu. Cornuto.
- E lo dici tu che ci hai piu' corna tu di un secchio di lumache.
- Ma falla finita che ti butto nel cesso e tiro lo sciacquone.
- Lo conosci bene il cesso, eh, e' casa tua.
- Ti dice bene che sono una persona perbene...
- Perche', senno'?
- Lo sai senno', pappamolle.
- E forza, pappafico, vediamo un po' chi ha la piu' dura cervice.
- Cervice?
- Cervice.
- Ma lei ha fatto il liceo a ...
- Come no.
- Corso A.
- Corso A.
- Col professor ... di greco.
- Proprio.
- Carissimo!
- Carissimo!
2. EDITORIALE. PEPPE SINI: INVECE DELLA RISSA
E' una tecnica collaudata: buttarla in caciara. E funziona sempre.
Per questo i propagandisti dell'estrema destra dell'eversione dall'alto inondano giornali e tivu' di insulti, scatologia ed ogni sorta di immondizie.
Nel baccano nessun ragionamento si ascolta piu' e il fanatismo dilaga, la tifoseria (che e' un altro nome della stoltezza e della teppaglia) s'incendia e si mobilita, e lo squadrismo vince.
E' un film gia' visto, e si sa come va a finire: con i forni crematori nel governatorato orientale.
*
Invece occorre ragionare e far ragionare, parlare e ascoltare, comprendere e comprendersi.
Per fermare questa caduta nella barbarie occorre usare le risorse della ragione, dell'ascolto e dell'empatia, del civile condursi e convivere, del rifiuto della violenza.
Occorre cercare ancora una volta di difendere la dignita' umana di tutti gli esseri umani; occorre la scelta della nonviolenza.
Vale per l'opposizione alla guerra, vale anche per il referendum del 22-23 marzo.
*
Proviamo allora ancora una volta a dire perche' votiamo "no" alla cosiddetta "riforma della giustizia" di Licio Gelli e Silvio Berlusconi.
Primo: perche' essa serva a sottomettere il potere giudiziario al potere esecutivo, ovvero i giudici al governo; col risultato che la violenza dei potenti non avra' piu' ne' controlli ne' limiti.
Secondo: perche' essa aggredisce e devasta in un sol colpo la Costituzione repubblicana e antifascista, lo stato di diritto fondato sulla separazione dei poteri, la democrazia fondata sul riconoscimento e il rispetto dell'uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani.
Terzo: perche' essa e' parte di un'azione esplicitamente orientata al trionfo del razzismo, del fascismo, della sopraffazione da parte dei ricchi e dei potenti ai danni dell'intera umanita' e dell'intero mondo vivente.
*
Per questo alla cosiddetta "riforma della giustizia" di Licio Gelli e Silvio Berlusconi noi ci opponiamo.
E quindi voteremo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026.
E adesso latri quanto voglia la canea.
I cani abbaiano, la carovana passa.
3. DOCUMENTAZIONE. IL QUESITO DEL REFERENDUM
[Dal sito del Ministero dell'Interno riprendiamo e diffondiamo]
E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.31 - Serie Generale del 7 febbraio 2026 il Decreto Presidente della Repubblica che riscrive il quesito del referendum costituzionale, a seguito dell'ordinanza del 6 febbraio 2026 espressa dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione, con la seguente formula:
"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?".
4. MATERIALI. ALCUNI SITI INTERNET UTILI
- "Articolo 21": www.articolo21.org
- "Associazione nazionale magistrati": www.associazionemagistrati.it
- "Associazione nazionale partigiani d'Italia": www.anpi.it
- "Coordinamento per la democrazia costituzionale": www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
- "Critica del diritto": www.rivistacriticadeldiritto.it
- "Giuristi democratici": www.giuristidemocratici.it
- "Giustizia insieme": www.giustiziainsieme.it
- "Libera": www.libera.it
- "Liberta' e giustizia": www.libertaegiustizia.it
- "Magistratura democratica": www.magistraturademocratica.it
- "Questione giustizia": www.questionegiustizia.it
- "Societa' civile per il no nel referendum costituzionale": www.referendumgiustizia2026.it
5. SEGNALAZIONI LIBRARIE
- Nello Rossi, Armando Spataro, Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale, Laterza, Bari-Roma 2026, pp. IV + 154, euro 12.
- Marco Travaglio, Perche' no, PaperFirst, Roma 2026, pp. IV + 200, euro 13. Con contributi di Gustavo Zagrebelsky e di Nicola Gratteri.
6. GALGENLIEDER. GENTILINO MAGNAROSPI: MO' VVE LO DICO IO CH'ADE' 'R GOVERNO
Mo' vve lo dico io ch'ade' 'r governo
ade' ttutta 'na bbanna de ladroni
che rrubba e mmagna e rrubba 'n zempiterno
e a cchi je rubba tutto? A nnue cafoni
che ggia' campamo peggio ch'all'inferno
a llavora' ppe' ffa' arricchi' i padroni
a ssuda' ssia d'estate che dd'inverno
a ffracicasse 'r core e li pormoni.
Allora si je pozzo fa' 'no sgarro
a queli ciovettoni de fascisti
e a tutti quelli che sso' ssu quer carro
cio' ggusto a ffajjelo, nun ce so' ccristi,
e ar referenno quer "no" je lo sbarro
tre vvorte, eppoi saluti communisti.
7. SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE. TRE PROPOSTE D'INIZIATIVA "PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA"
Sosteniamo l'appello nonviolento della societa' civile "Per la pace nel cuore d'Europa", appello promosso da personalita' illustri come padre Alex Zanotelli, Giancarla Codrignani, Giovanna Fiume, Olga Karach, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Giuliano Pontara, Yurii Sheliazhenko e da tante altre persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e mezzi d'informazione; sostegno che si estrinseca nell'adesione alle "tre proposte a ogni persona di volonta' buona" per la pace che salva le vite.
*
I. La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
II. La seconda proposta: diffondere la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
III. La terza proposta: sottoscrivere e sostenere l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Farid Adly
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Fabrizio Aroldi
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Roberta De Monticelli
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Giuliano Galeazzi
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Beppe Manni
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Elena Rampello
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Manlio Schiavo
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione Culturale Mediterraneo - Casa delle culture - Circolo ARCI di Acquedolci (Me)
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
comunita' del villaggio di Modena
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in Nero di Parma
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
Agenparl
Agenziagiornalisticaopinione.it
Agora' Vox
AmbienteWeb
Anbamed
Bioregionalismo Treia
Blogger.com
Cafe' virtuel
Casa umanista
Circolo vegetariano VV. TT. Treia
Citta' della Gioia
Faro di Roma
Fidest press agency
Ghaleb.it
Giro di vite
Il giornaletto di Saul
Isde news
Isde Padova
Iskrae
La bottega del Barbieri
La poesia e lo spirito
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Saul Arpino
Smips
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Viterbo news
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7.
8. REPETITA IUVANT. ALCUNE POESIE DI EMILY DICKINSON TRADOTTE DA CRISTINA CAMPO
[Da Cristina Campo, La Tigre Assenza, Adelphi, Milano 1991, 2001, pp. 85-90, ma l'ordine in cui le abbiamo qui disposte e' quello dedotto dalla cronologia dell'opera dickinsoniana, ed utilizzato anche in Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, in cui le "versioni d'autrice" di Cristina Campo sono alle pp. 1643-1646.
Emily Dickinson - poetessa imprescindibile - visse ad Amherst, Massachusetts, tra il 1830 e il 1886; molte le edizioni delle sue poesie disponibili in italiano con testo originale a fronte (tra cui quella integrale, a cura di Marisa Bulgheroni: Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005; ma vorremmo segnalare anche almeno la fondamentale antologia curata da Guido Errante: Emily Dickinson, Poesie, Mondadori, Milano 1956, poi Guanda, Parma 1975, e Bompiani, Milano 1978; e la vasta silloge dei versi e dell'epistolario curata da Margherita Guidacci: Emily Dickinson, Poesie e lettere, Sansoni, Firenze 1961, Bompiani, Milano 1993, 2000); per un accostamento alla sua figura e alla sua opera: Barbara Lanati, Vita di Emily Dickinson. L'alfabeto dell'estasi, Feltrinelli, Milano 1998, 2000; Marisa Bulgheroni, Nei sobborghi di un segreto. Vita di Emily Dickinson, Mondadori, Milano 2002. Ebbe a scrivere della sua opera Luciano Bonfrate: "Mi capita di usare dei suoi versi / come fosser sentenze di sibilla / della mia vita specchio, e vi scintilla / cio' che trovai, che non trovai, che persi"]
Per sempre al suo fianco camminare,
la piu' piccola dei due,
cervello del suo cervello, sangue del suo sangue,
due vite, un Essere, ora.
Per sempre del suo fato gustare,
se dolore, la piu' larga parte,
se gioia, mettere il mio pezzo in disparte
per quel diletto cuore.
Tutta la vita conoscersi l'un l'altro
senza poterci mai imparare,
e piu' tardi un mutamento chiamato "Paradiso" -
rapito vicinato d'uomini
che appena scoprono cio' che ci inquietava
senza il vocabolario!
*
Che tedio attendere
se non vicino a te,
l'ho saputo iersera
quando si volle avvincermi
forse vedendomi
affaticata o sola
o per cedere quasi
alla pena silente.
Io mi volsi, ducale -
a te solo spettava
quel gesto - un porto solo
vale a questa nave.
Nostra la ventura
per un selvaggio mare
meglio che un ancoraggio
non diviso da te.
A noi piu' tosto il carico
di un perenne viaggio
che le Odorose Isole
desolate di te.
*
Imparai finalmente che cosa la casa poteva essere,
come sarei stata ignorante
dei graziosi modi del costume,
come goffa all'inno
intorno al nostro nuovo focolare, se non per questo,
questa mappa del cammino
la cui memoria mi annega, come il battesimo
di un celestiale mare.
Quali mattine nel nostro giardino, immaginate,
quali api per noi a ronzare,
con solo uccelli a interrompere
il mormorio del nostro tema.
E un compito per ciascuno quando il gioco sia finito,
il tuo problema della mente,
il mio qualche effetto piu' frivolo,
un pizzo o una canzone.
Il pomeriggio insieme trascorso
e il crepuscolo per i sentieri
qualche soccorso a piu' povere vite
viste piu' povere attraverso i nostri doni.
E poi ritorno, e notte e casa,
una nuova e piu' divina cura,
finche' l'aurora ci richiami in scena
trasmutati, piu' vividi.
Questa sembra una casa e casa non e'
ma cio' che quel luogo potrebb'essere
mi affligge come un sole calante
dove l'aurora sa che cosa essere!
*
Che faro' io quando turba l'estate,
quando la rosa e' matura?
Quando le uova svolino in melodia
da un carcere d'acero: - che faro' io?
Che faro' io quando dai cieli in gorgheggio
cada su me una canzone?
Quando al ranuncolo dondoli tutto il meriggio
l'ape sospesa - che mai faro' io?
E quando lo scoiattolo si colmera' le tasche
e guarderanno le bacche...
Resistero' io a quelle candide facce
se tu da me sei lontano?
Al pettirosso non sarebbe gran pena:
volano tutti i miei beni.
Io non ho ali: a che servono, dimmi,
i miei tesori perenni?
*
Tocca leggero la dolce
chitarra della natura
se non conosci ancora
la canzone.
O d'ogni uccello
ti accusera' lo sguardo
che ti facesti bardo
innanzi l'ora.
*
Morte e' il pieghevole corteggiatore
che vince alla fine.
E' un vagheggiare furtivo
condotto sulle prime
per pallide insinuazioni
e oscuri avvicinamenti:
magnifico alfine di trombe
e un equipaggio a due posti
che ti rapisce in trionfo
a nozze sconosciute -
a parentele vibranti
come le porcellane.
9. REPETITA IUVANT. ALCUNE POESIE DI EMILY DICKINSON TRADOTTE DA MARGHERITA GUIDACCI
[Da Emily Dickinson, Poesie, Rizzoli, Milano 1979, Rcs Quotidiani, Milano 2004]
L'acqua e' insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglie.
L'amore, da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.
*
E' poca cosa il pianto,
sono brevi i sospiri:
pure, per fatti di questa misura
uomini e donne muoiono!
*
Fra le mie dita tenevo un gioiello
quando mi addormentai.
La giornata era calda, era tedioso il vento
e dissi: "Durera'" -
Sgridai al risveglio le dita incolpevoli,
la gemma era sparita -
Ora solo un ricordo di ametista
a me rimane -
*
E' questa la mia lettera al mondo
che mai non scrisse a me -
semplici annunzi che da' la natura
con tenera maesta'.
Il suo messaggio e' consegnato a mani
per me invisibili.
Per amor suo, miei dolci compaesani,
benignamente giudicatemi!
*
Tutto imparammo dell'amore:
alfabeto, parole,
un capitolo, il libro possente,
poi la rivelazione termino'.
Ma negli occhi dell'altro
ciascuno contemplava un'ignoranza
divina, ancora piu' che nell'infanzia;
l'uno all'altro, fanciulli,
tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'e' vasta la saggezza
e molteplice il vero!
*
Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero
d'un infinito di mari
non visitati da riva -
il mare stesso al mare fosse riva -
questo e' l'eternita'.
*
L'incertezza e' piu' ostile della morte.
La morte, anche se vasta,
e' soltanto la morte e non puo' crescere.
All'incertezza invece non v'e' limite,
perisce per risorgere
e morire di nuovo,
e' l'unione del nulla
con l'immortalita'.
*
Abbiamo prima sete - e' l'atto di natura -
e dopo, quando stiamo per morire,
chiediamo supplichevoli un po' d'acqua
a dita che ci passano vicine.
Ed e' figura d'un bisogno piu' alto,
la cui risposta adeguata
sono le grandi acque occidentali
chiamate eternita'.
*
Molte volte pensai giunta la pace
quando la pace era tanto lontana;
cosi' i naufraghi credono di vedere la terra
nel centro del mare,
e indeboliti lottano, soltanto per scoprire,
come me disperati,
quante rive fittizie
vengano prima del porto.
*
Io canto per riempire l'attesa:
annodarmi la cuffia,
richiudere la porta di casa
e non altro ho da fare,
finche' risuoni vicino il suo passo,
e insieme camminiamo verso il giorno,
l'uno all'altro narrando di come cantammo
per scacciare la tenebra.
*
Da un'asse all'altra avanzavo
cosi' lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.
Questo solo sapevo: un altro passo
poteva essere l'ultimo.
Ed avevo quell'andatura incerta
che chiamano esperienza.
*
Immensita' d'argento
con funi di sabbia
a trattenerla, perche' non cancelli
una pista che chiamano la terra.
*
Come stanno silenti le campane
nelle torri, finche', gonfie di cielo,
balzano con piedi argentei
in melodia frenetica!
*
Il Paradiso dipende da noi.
Chiunque voglia
vive nell'Eden, nonostante Adamo
e la cacciata.
*
Questi giorni febbrili condurli alla foresta
dove le fresche acque strisciano intorno al muschio
e l'ombra sola devasta il silenzio:
pare talvolta che questo sia tutto.
*
Non sappiamo di andare quando andiamo.
Noi scherziamo nel chiudere la porta.
Dietro, il destino mette il catenaccio,
e non entriamo piu'.
*
Tutti coloro che perdiamo qualcosa ci togono;
resta ancora uno spicchio sottile,
che come luna, qualche torbida notte,
obbedira' al richiamo delle maree.
*
E' un errore di calcolo:
"Vien poi l'eternita'"
diciamo, come fosse una stazione.
Mentre e' tanto vicina
che mi accompagna nella passeggiata
e condivide la mia casa
ed amico non ho piu' pertinace
di questa eternita'.
*
E' l'immortalita' forse un veleno
che gli uomini ne sono cosi' oppressi?
10. REPETITA IUVANT. ALCUNE POESIE DI EMILY DICKINSON TRADOTTE DA BARBARA LANATI
[Da Emily Dickinson, Poesie, Savelli, Roma 1976]
Chi non conosce il successo
ne apprezza la dolcezza.
Solo chi ne prova acre bisogno
conosce il sapore di un nettare.
Non uno della purpurea folla che oggi
ha conquistato la bandiera
con tanta chiarezza sapra' definire
la vittoria come chi
in agonia, battuto
nello sfaldarsi del proprio sentire
registra limpidi e lacerati
i lontani stridori del trionfo.
*
L'acqua, la insegna la sete.
La terra - gli oceani trascorsi.
Lo slancio - l'angoscia -
La pace - la raccontano le battaglie -
L'amore, i cumuli della memoria -
Gli uccelli, la neve.
*
Tenevo un gioiello tra le dita -
e mi addormentai -
la giornata era tepida, i venti monotoni -
dissi: "durera'".
Al risveglio rimproverai le mie oneste dita,
la pietra era sparita.
E adesso, un ricordo d'ametista
e' tutto cio' che mi resta.
*
La "Speranza" e' quella cosa piumata -
Che artigliata all'anima -
Canta melodie senza parole -
E non smette - mai -
E la senti - dolcissima - nel vento -
E dura deve essere la tempesta -
Capace di intimidire il piccolo uccello
Che ha dato calore a tanti -
Io l'ho sentito nel paese piu' gelido -
E sui mari piu' alieni -
Eppure mai, nemmeno allo stremo,
Ha chiesto una briciola - di me.
*
Questa e' la mia lettera al mondo
che non ha mai scritto a me -
semplici cose che la natura
ha detto - con tenera maesta'.
Il suo messaggio e' affidato
a mani che non posso vedere -
Per amore di lei - amici miei dolci -
con tenerezza giudicate - me.
*
Chiedeva da bere, una Tigre, in agonia
Filtrai il deserto -
dalla roccia, una goccia
raccolsi e la portai nella mano.
Le pupille regali, nella morte offuscate
scrutai, per trovare
nella retina, un'unica visione
dell'acqua e di me.
Non per colpa mia: che ero corsa piano.
Non per colpa sua: che era morta
quando stavo per raggiungerla, ormai,
ma perche', era un fatto, essa era gia' morta.
*
Dapprima e' la sete - processo naturale -
Poi - il momento della morte -
La supplica - di un poco d'acqua -
Da dita che passano vicine -
Segno di un piu' sottile bisogno -
cui unica, armonica, compensa,
sono le grandi acque a occidente -
chiamate Immortalita'.
*
Uno piu' uno - fanno uno -
Basta con il due che -
E' appropriato alle scuole -
Ma non per le scelte interiori -
La vita, appunto, o la morte -
O l'eterno -
Due, sarebbe troppo -
Per le capacita' di un'anima -
*
Io canto per consumare l'attesa -
Allacciare la cuffia
chiudere la porta di casa,
non mi resta nent'altro da fare
quando, all'avvicinarsi del suo passo finale
viaggeremo verso il Giorno
raccontandoci di come abbiamo cantato
per tenere lontana la notte.
*
Atto primo: il ritrovamento
Atto secondo: la perdita
Atto terzo: la spedizione
alla ricerca del vello d'oro.
Atto quarto: nessuna scoperta
Atto quinto: nessun equipaggio
Infine: nessun vello d'oro
Un'unica impostura - anche Giasone.
*
Un ovunque di argento
con corde di sabbia
a impedirgli di cancellare
la Traccia chiamata Terra.
*
Come per altre cose, l'amore a un certo punto
ci sta stretto: lo riponiamo nel cassetto -
poi un giorno si rivelera' di foggia antiquata -
come i costumi indossati dai re.
*
Per alcuni
Quando e' detta,
La parola muore.
Per me
Proprio quel giorno
Comincia a vivere.
*
Di pianeti e di fiori
Facciamo conoscenza,
Ma con noi stessi,
C'e' l'etichetta
L'imbarazzo
E il terrore.
*
Per fare un prato ci vuole del trifoglio
e un'ape, un trifoglio e un'ape
e sogni ad occhi aperti.
E se le api sono scarse,
bastano i sogni.
*
Che l'amore e' tutto cio' che c'e',
E' tutto quello che sappiamo dell'amore;
E' abbastanza, il carico in teoria
proporzionale al solco.
11. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA GIOVANNI GIUDICI
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1650 (questa, e le altre traduzioni di Giudici presenti nel volume da cui citiamo erano gia' apparse nella silloge di traduzioni poetiche di Giovanni Giudici, Addio, proibito piangere, Einaudi, Torino 1982)]
Presentimento - e' la lunga ombra - sul prato -
Annunziatrice che il sole se ne va -
Avvertimento all'erba abbrividita
Che la tenebra - presto scendera' -
12. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA MARIO LUZI
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1658]
C'e' una solitudine di spazio,
una solitudine di mare,
una di morte, ma
faranno lega tutte quante
a paragone con quell'estremo punto,
quella polare ritrosia
di un'anima ammessa a se medesima.
Finita infinita'.
13. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA EUGENIO MONTALE
[Da Eugenio Montale, Quaderno di traduzioni, Edizioni della Meridiana, 1948, Mondadori, Milano 1975, p. 49 (col titolo: Tempesta); poi anche in Eugenio Montale, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1984, 2005, p. 742; ed ovviamente in Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1659]
Con un suono di corno
il vento arrivo', scosse l'erba;
un verde brivido diaccio
cosi' sinistro passo' nel caldo
che sbarrammo le porte e le finestre
quasi entrasse uno spettro di smeraldo:
e fu certo l'elettrico
segnale del Giudizio.
Una bizzarra turba di ansimanti
alberi, siepi alla deriva
e case in fuga nei fiumi
e' cio' che videro i vivi.
Tocchi del campanile desolato
mulinavano le ultime nuove.
Quanto puo' giungere,
quanto puo' andarsene,
in un mondo che non si muove!
14. REPETITA IUVANT. UNA POESIA DI EMILY DICKINSON TRADOTTA DA AMELIA ROSSELLI
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1666]
Una Parola fatta Carne e' di rado
E tremando condivisa
Ne' forse allora riportata
Ma non avro' dunque sbagliato
Ciascun di noi ha assaporato
Con estasi segreta
Proprio quel dibattuto cibo
Secondo nostra specifica forza -
Una Parola che respira chiaramente
Non ha potere di morire
Coesiva quanto lo Spirito
Puo' spirare se Egli -
"Fatto Carne e vissuto tra di noi"
Fosse condiscendenza
Come questo consenso del Linguaggio
Quest'amata Filologia
15. REPETITA IUVANT. SU EMILY DICKINSON (2006)
Emily Dickinson e' un enigma e uno specchio (come ogni voce, come ogni persona). Volto, parola che convoca, alla meraviglia, all'infinito, alla responsabilita'.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 30 del 17 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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