[Prec. per data] [Succ. per data] [Prec. per argomento] [Succ. per argomento] [Indice per data] [Indice per argomento]
[Nonviolenza] Preferirei di no. 20
- Subject: [Nonviolenza] Preferirei di no. 20
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sat, 7 Feb 2026 10:17:30 +0100
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 20 del 7 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Rainews: La Cassazione accoglie il nuovo quesito per il referendum, si' alla proposta delle 500mila firme
2. Peppe Sini: Dire la verita'
3. Alcuni siti internet utili
4. Segnalazioni librarie
5. Il 6 febbraio a Viterbo si e' svolto un incontro con la dottoressa Antonella Litta dell'Isde
6. Lorenzo Milani: Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell'11 febbraio 1965
1. L'ORA. RAINEWS: LA CASSAZIONE ACCOGLIE IL NUOVO QUESITO PER IL REFERENDUM, SI' ALLA PROPOSTA DELLE 500MILA FIRME
[dal sito DI Rainews (www.rainews.it) riprendiamo e diffondiamo]
La Cassazione accoglie il nuovo quesito per il referendum, si' alla proposta delle 500mila firme
Si' al nuovo quesito per il referendum, proposto dai 15 giuristi del comitato che ha raccolto 500mila firme. La data del voto potrebbe slittare
*
L'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori dell'iniziativa per il no firmata da 500mila cittadini.
Lo si apprende da fonti della Cassazione, ma al momento l'ordinanza non e' ancora stata depositata.
Il quesito originario chiedeva: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?".
Con l'accoglimento della proposta del Comitato dei 15, al testo sara' aggiunta la frase "con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?".
Il voto e' al momento previsto per il 22 e 23 marzo prossimi. Il quesito e la data sono questioni distinte. Ma la necessita' di modificare il testo del quesito potrebbe far slittare la data...
2. IN BREVE. PEPPE SINI: DIRE LA VERITA'
La decisione di ieri della Cassazione stabilisce che le elettrici e gli elettori leggendo la scheda su cui voteranno in occasione del referendum sappiano che cio' su cui dovranno esprimersi e' se acconsentire all'ennesima aggressione del governo di estrema destra alla Costituzione che e' il cuore pulsante del nostro ordinamento giuridico democratico, oppure opporsi a questa aggressione e difendere la Costituzione della Repubblica italiana cosi' come la scrissero coloro che combatterono contro il fascismo e diedero al nostro paese divenuto repubblica democratica la sua legge fondamentale che riconosce la dignita' e i diritti di ogni essere umano.
*
La Cassazione ieri ha riconosciuto che sulla scheda referendaria deve essere scritto chiaro e tondo che il governo vuole stravolgere la Costituzione modificandone gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione.
Ebbene, che sulla scheda referendaria sia reso esplicito nero su bianco che cio' che il governo dell'estrema destra sta attaccando e' la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, significa semplicemente dire la verita'.
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista.
Difendiamo la separazione dei poteri.
Difendiamo lo stato di diritto.
Difendiamo l'uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani.
Difendiamo la democrazia.
*
No al fascismo che torna.
No a tutte le violenze.
3. MATERIALI. ALCUNI SITI INTERNET UTILI
- "Articolo 21": www.articolo21.org
- "Associazione nazionale magistrati": www.associazionemagistrati.it
- "Associazione nazionale partigiani d'Italia": www.anpi.it
- "Coordinamento per la democrazia costituzionale": www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
- "Critica del diritto": www.rivistacriticadeldiritto.it
- "Giuristi democratici": www.giuristidemocratici.it
- "Giustizia insieme": www.giustiziainsieme.it
- "Libera": www.libera.it
- "Liberta' e giustizia": www.libertaegiustizia.it
- "Magistratura democratica": www.magistraturademocratica.it
- "Questione giustizia": www.questionegiustizia.it
- "Societa' civile per il no nel referendum costituzionale": www.referendumgiustizia2026.it
4. SEGNALAZIONI LIBRARIE
- Nello Rossi, Armando Spataro, Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale, Laterza, Bari-Roma 2026, pp. IV + 154, euro 12.
- Marco Travaglio, Perche' no, PaperFirst, Roma 2026, pp. IV + 200, euro 13. Con contributi di Gustavo Zagrebelsky e di Nicola Gratteri.
5. SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE. IL 6 FEBBRAIO A VITERBO SI E' SVOLTO UN INCONTRO CON LA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA DELL'ISDE
La mattina di venerdi' 6 febbraio 2026 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" si e' tenuto un incontro di riflessione con la partecipazione della dottoressa Antonella Litta dell'Isde (Associazione medici per l'ambiente).
Nel corso dell'incontro e' stato anche espresso ancora una volta l'impegno a sostenere le "Tre proposte a ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa" promosse da un ampio movimento della societa' civile suscitato dall'appello di padre Alex Zanotelli, Giancarla Codrignani, Giovanna Fiume, Olga Karach, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Giuliano Pontara, Yurii Sheliazhenko, e di numerose altre persone amiche della nonviolenza.
Nel corso dell'incontro e' stato anche ricordato ancora una volta il poeta antifascista nonviolento viterbese Alfio Pannega (Viterbo, 1925-2010), ed e' stata ribadita la necessita', anche nel suo ricordo, di un impegno concreto e coerente per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, proteggere l'intero mondo vivente, opporsi a tutte le guerre e le uccisioni.
*
Una minima notizia sulla dottoressa Antonella Litta
Antonella Litta ha svolto l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute" nonche' referente nazionale per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall'inquinamento delle acque ad uso umano. E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all'abitare con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. E' promotrice del "Coordinamento addio pesticidi". Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai" con la motivazione: "per l'impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita' del territorio". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione: "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le e' stato attribuito il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero".
*
Di seguito le "Tre proposte a ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa".
*
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
Agenparl
Agenziagiornalisticaopinione.it
Agora' Vox
AmbienteWeb
Bioregionalismo Treia
Blogger.com
Cafe' virtuel
Casa umanista
Circolo vegetariano VV. TT. Treia
Citta' della Gioia
Faro di Roma
Fidest press agency
Ghaleb.it
Giro di vite
Isde news
Isde Padova
Iskrae
La bottega del Barbieri
La poesia e lo spirito
New Tuscia
Occhio viterbese
Peacelink
Penna in movimento
Pressenza - International Press Agency
Raccordo.info
Saul Arpino
Smips
Tuscia Times
Tuscia Up
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 6 febbraio 2025
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che negli anni Ottanta ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico "La nonviolenza e' in cammino". Dal 2021 e' stato particolarmente impegnato nella campagna per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, che dopo 48 anni di prigionia da innocente nel febbraio del 2025 e' finalmente tornato alla sua abitazione, alla sua famiglia, al suo popolo.
6. MAESTRI. LORENZO MILANI: LETTERA AI CAPPELLANI MILITARI TOSCANI CHE HANNO SOTTOSCRITTO IL COMUNICATO DELL'11 FEBBRAIO 1965
[Ridiffondiamo ancora una volta il testo della "Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell'11 febbraio 1965", uno dei documenti poi raccolti, insieme alla successiva "Lettera ai giudici" (l'autodifesa milaniana al processo in cui fu imputato proprio per aver scritto quella lettera aperta), nel volume intitolato L'obbedienza non e' piu' una virtu', che costituisce uno dei grandi testi a sostegno dell'obiezione di coscienza contro ogni guerra, contro ogni esercito, contro ogni uccisione]
Da tempo avrei voluto invitare uno di voi a parlare ai miei ragazzi della vostra vita. Una vita che i ragazzi e io non capiamo.
Avremmo pero' voluto fare uno sforzo per capire e soprattutto domandarvi come avete affrontato alcuni problemi pratici della vita militare. Non ho fatto in tempo a organizzare questo incontro tra voi e la mia scuola.
Io l'avrei voluto privato, ma ora che avete rotto il silenzio voi, e su un giornale, non posso fare a meno di farvi quelle stesse domande pubblicamente.
Primo, perche' avete insultato dei cittadini che noi e molti altri ammiriamo. E nessuno, ch'io sappia, vi aveva chiamati in causa. A meno di pensare che il solo esempio di quella loro eroica coerenza cristiana bruci dentro di voi una qualche vostra incertezza interiore.
Secondo, perche' avete usato, con estrema leggerezza e senza chiarirne la portata, vocaboli che sono piu' grandi di voi.
Nel rispondermi badate che l'opinione pubblica e' oggi piu' matura che in altri tempi e non si contentera' ne' d'un vostro silenzio, ne' d'una risposta generica che sfugga alle singole domande. Paroloni sentimentali o volgari insulti agli obiettori o a me non sono argomenti. Se avete argomenti saro' ben lieto di darvene atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere mi fossero sfuggite cose non giuste.
Non discutero' qui l'idea di Patria in se'. Non mi piacciono queste divisioni.
Se voi pero' avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi diro' che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.
Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione. Ma rispettate anche voi le idee degli altri. Soprattutto se son uomini che per le loro idee pagano di persona.
Certo ammetterete che la parola Patria e' stata usata male molte volte. Spesso essa non e' che una scusa per credersi dispensati dal pensare, dallo studiare la storia, dallo scegliere, quando occorra, tra la Patria e valori ben piu' alti di lei.
Non voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. E' troppo facile dimostrare che Gesu' era contrario alla violenza e che per se' non accetto' nemmeno la legittima difesa.
Mi riferiro' piuttosto alla Costituzione.
Articolo 11 "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli...".
Articolo 52 "La difesa della Patria e' sacro dovere del cittadino".
Misuriamo con questo metro le guerre cui e' stato chiamato il popolo italiano in un secolo di storia.
Se vedremo che la storia del nostro esercito e' tutta intessuta di offese alle Patrie degli altri dovrete chiarirci se in quei casi i soldati dovevano obbedire o obiettare quel che dettava la loro coscienza. E poi dovrete spiegarci chi difese piu' la Patria e l'onore della Patria: quelli che obiettarono o quelli che obbedendo resero odiosa la nostra Patria a tutto il mondo civile? Basta coi discorsi altisonanti e generici. Scendete nel pratico. Diteci esattamente cosa avete insegnato ai soldati. L'obbedienza a ogni costo? E se l'ordine era il bombardamento dei civili, un'azione di rappresaglia su un villaggio inerme, l'esecuzione sommaria dei partigiani, l'uso delle armi atomiche, batteriologiche, chimiche, la tortura, l'esecuzione d'ostaggi, i processi sommari per semplici sospetti, le decimazioni (scegliere a sorte qualche soldato della Patria e fucilarlo per incutere terrore negli altri soldati della Patria), una guerra di evidente aggressione, l'ordine d'un ufficiale ribelle al popolo sovrano, la repressione di manifestazioni popolari?
Eppure queste cose e molte altre sono il pane quotidiano di ogni guerra. Quando ve ne sono capitate davanti agli occhi o avete mentito o avete taciuto. O volete farci credere che avete volta volta detto la verita' in faccia ai vostri "superiori" sfidando la prigione o la morte? se siete ancora vivi e graduati e' segno che non avete mai obiettato a nulla. Del resto ce ne avete dato la prova mostrando nel vostro comunicato di non avere la piu' elementare nozione del concetto di obiezione di coscienza.
Non potete non pronunciarvi sulla storia di ieri se volete essere, come dovete essere, le guide morali dei nostri soldati. Oltre a tutto la Patria, cioe' noi, vi paghiamo o vi abbiamo pagato anche per questo. E se manteniamo a caro prezzo (1.000 miliardi l'anno) l'esercito, e' solo perche' difenda colla Patria gli alti valori che questo concetto contiene: la sovranita' popolare, la liberta', la giustizia. E allora (esperienza della storia alla mano) urgeva piu' che educaste i nostri soldati all'obiezione che all'obbedienza.
L'obiezione in questi 100 anni di storia l'han conosciuta troppo poco. L'obbedienza, per disgrazia loro e del mondo, l'han conosciuta anche troppo.
Scorriamo insieme la storia. Volta volta ci direte da che parte era la Patria, da che parte bisognava sparare, quando occorreva obbedire e quando occorreva obiettare.
1860. Un esercito di napoletani, imbottiti dell'idea di Patria, tento' di buttare a mare un pugno di briganti che assaliva la sua Patria. Fra quei briganti c'erano diversi ufficiali napoletani disertori della loro Patria. Per l'appunto furono i briganti a vincere. Ora ognuno di loro ha in qualche piazza d'Italia un monumento come eroe della Patria.
A 100 anni di distanza la storia si ripete: l'Europa e' alle porte.
La Costituzione e' pronta a riceverla: "L'Italia consente alle limitazioni di sovranita' necessarie...". I nostri figli rideranno del vostro concetto di Patria, cosi' come tutti ridiamo della Patria Borbonica. I nostri nipoti rideranno dell'Europa. Le divise dei soldati e dei cappellani militari le vedranno solo nei musei.
La guerra seguente 1866 fu un'altra aggressione. Anzi c'era stato un accordo con il popolo piu' attaccabrighe e guerrafondaio del mondo per aggredire l'Austria insieme.
Furono aggressioni certo le guerre (1867-1870) contro i Romani i quali non amavano molto la loro secolare Patria, tant'e' vero che non la difesero. Ma non amavano molto neanche la loro nuova Patria che li stava aggredendo, tant'e' vero che non insorsero per facilitarle la vittoria. Il Gregorovius spiega nel suo diario: "L'insurrezione annunciata per oggi, e' stata rinviata a causa della pioggia".
Nel 1898 il Re "Buono" onoro' della Gran Croce Militare il generale Bava Beccaris per i suoi meriti in una guerra che e' bene ricordare. L'avversario era una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un convento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo perche' i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare tasse. Volevano sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa di peggio per i poveri e di meglio per loro. Ebbero quel che volevano. I morti furono 80, i feriti innumerevoli. Fra i soldati non ci fu ne' un ferito ne' un obiettore. Finito il servizio militare tornarono a casa a mangiar polenta. Poca perche' era rincarata.
Eppure gli ufficiali seguitarono a farli gridare "Savoia" anche quando li portarono a aggredire due volte (1896 e 1935) un popolo pacifico e lontano che certo non minacciava i confini della nostra Patria. Era l'unico popolo nero che non fosse ancora appestato dalla peste del colonialismo europeo.
Quando si battono bianchi e neri siete coi bianchi? Non vi basta di imporci la Patria Italia? Volete imporci anche la Patria Razza Bianca? Siete di quei preti che leggono la Nazione? Stateci attenti perche' quel giornale considera la vita d'un bianco piu' che quella di 100 neri. Avete visto come ha messo in risalto l'uccisione di 60 bianchi nel Congo, dimenticando di descrivere la contemporanea immane strage di neri e di cercarne i mandanti qui in Europa?
Idem per la guerra di Libia.
Poi siamo al '14. L'Italia aggredi' l'Austria con cui questa volta era alleata.
Battisti era un Patriota o un disertore? E' un piccolo particolare che va chiarito se volete parlare di Patria. Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti?
Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava forse a una "inutile strage"? (l'espressione non e' d'un vile obiettore di coscienza ma d'un Papa canonizzato).
Era nel '22 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l'esercito non la difese. Stette a aspettare gli ordini che non vennero. Se i suoi preti l'avessero educato a guidarsi con la Coscienza invece che con l'Obbedienza "cieca, pronta, assoluta" quanti mali sarebbero stati evitati alla Patria e al mondo (50.000.000 di morti). Cosi' la Patria ando' in mano a un pugno di criminali che violo' ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo. In quei tragici anni quei sacerdoti che non avevano in mente e sulla bocca che la parola sacra "Patria", quelli che di quella parola non avevano mai voluto approfondire il significato, quelli che parlavano come parlate voi, fecero un male immenso proprio alla Patria (e, sia detto incidentalmente, disonorarono anche la Chiesa).
Nel '36 50.000 soldati italiani si trovarono imbarcati verso una nuova infame aggressione: Avevano avuto la cartolina di precetto per andar "volontari" a aggredire l'infelice popolo spagnolo.
Erano corsi in aiuto d'un generale traditore della sua Patria, ribelle al suo legittimo governo e al popolo suo sovrano. Coll'aiuto italiano e al prezzo d'un milione e mezzo di morti riusci' a ottenere quello che volevano i ricchi: blocco dei salari e non dei prezzi, abolizione dello sciopero, del sindacato, dei partiti, d'ogni liberta' civile e religiosa.
Ancor oggi, in sfida al resto del mondo, quel generale ribelle imprigiona, tortura, uccide (anzi garrota) chiunque sia reo d'aver difeso allora la Patria o di tentare di salvarla oggi. Senza l'obbedienza dei "volontari" italiani tutto questo non sarebbe successo.
Se in quei tristi giorni non ci fossero stati degli italiani anche dall'altra parte, non potremmo alzar gli occhi davanti a uno spagnolo. Per l'appunto questi ultimi erano italiani ribelli e esuli dalla loro Patria. Gente che aveva obiettato.
Avete detto ai vostri soldati cosa devono fare se gli capita un generale tipo Franco? Gli avete detto che agli ufficiali disobbedienti al popolo loro sovrano non si deve obbedire?
Poi dal '39 in la' fu una frana: i soldati italiani aggredirono una dopo l'altra altre sei Patrie che non avevano certo attentato alla loro (Albania, Francia, Grecia, Egitto, Jugoslavia, Russia).
Era una guerra che aveva per l'Italia due fronti. L'uno contro il sistema democratico. L'altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i due sistemi politici piu' nobili che l'umanita' si sia data.
L'uno rappresenta il piu' alto tentativo dell'umanita' di dare, anche su questa terra, liberta' e dignita' umana ai poveri.
L'altro il piu' alto tentativo dell'umanita' di dare, anche su questa terra, giustizia e eguaglianza ai poveri.
Non vi affannate a rispondere accusando l'uno o l'altro sistema dei loro vistosi difetti e errori. Sappiamo che son cose umane. Dite piuttosto cosa c'era di qua dal fronte. Senza dubbio il peggior sistema politico che oppressori senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare. Negazione d'ogni valore morale, di ogni liberta' se non per i ricchi e per i malvagi. Negazione d'ogni giustizia e d'ogni religione. Propaganda dell'odio e sterminio d'innocenti. Fra gli altri lo sterminio degli ebrei (la Patria del Signore dispersa nel mondo e sofferente).
Che c'entrava la Patria con tutto questo? e che significato possono piu' avere le Patrie in guerra da che l'ultima guerra e' stata un confronto di ideologie e non di patrie?
Ma in questi cento anni di storia italiana c'e' stata anche una guerra "giusta" (se guerra giusta esiste). L'unica che non fosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana.
Da un lato c'erano dei civili, dall'altra dei militari. Da un lato soldati che avevano obbedito, dall'altra soldati che avevano obiettato.
Quali dei due contendenti erano, secondo voi, i "ribelli", quali i "regolari"?
E' una nozione che urge chiarire quando si parla di Patria. Nel Congo p. es. quali sono i "ribelli"?
Poi per grazia di Dio la nostra Patria perse l'ingiusta guerra che aveva scatenato. Le Patrie aggredite dalla nostra Patria riuscirono a ricacciare i nostri soldati.
Certo dobbiamo rispettarli. Erano infelici contadini o operai trasformati in aggressori dall'obbedienza militare. Quell'obbedienza militare che voi cappellani esaltate senza nemmeno un "distinguo" che vi riallacci alla parola di San Pietro: "Si deve obbedire agli uomini o a Dio?". E intanto ingiuriate alcuni pochi coraggiosi che son finiti in carcere per fare come ha fatto San Pietro.
In molti paesi civili (in questo piu' civili del nostro) la legge li onora permettendo loro di servir la Patria in altra maniera. Chiedono di sacrificarsi per la Patria piu' degli altri, non meno. Non e' colpa loro se in Italia non hanno altra scelta che di servirla oziando in prigione.
Del resto anche in Italia c'e' una legge che riconosce un'obiezione di coscienza. E' proprio quel Concordato che voi volevate celebrare. Il suo terzo articolo consacra la fondamentale obiezione di coscienza dei Vescovi e dei Preti.
In quanto agli altri obiettori, la Chiesa non si e' ancora pronunziata ne' contro di loro ne' contro di voi. La sentenza umana che li ha condannati dice solo che hanno disobbedito alla legge degli uomini, non che son vili. Chi vi autorizza a rincarare la dose? E poi a chiamarli vili non vi viene in mente che non s'e' mai sentito dire che la vilta' sia patrimonio di pochi, l'eroismo patrimonio dei piu'?
Aspettate a insultarli. Domani forse scoprirete che sono dei profeti. Certo il luogo dei profeti e' la prigione, ma non e' bello star dalla parte di chi ce li tiene.
Se ci dite che avete scelto la missione di cappellani per assistere feriti e moribondi, possiamo rispettare la vostra idea. Perfino Gandhi da giovane l'ha fatto. Piu' maturo condanno' duramente questo suo errore giovanile. Avete letto la sua vita?
Ma se ci dite che il rifiuto di difendere se stesso e i suoi secondo l'esempio e il comandamento del Signore e' "estraneo al comandamento cristiano dell'amore" allora non sapete di che Spirito siete! che lingua parlate? come potremo intendervi se usate le parole senza pesarle? se non volete onorare la sofferenza degli obiettori, almeno tacete!
Auspichiamo dunque tutto il contrario di quel che voi auspicate: Auspichiamo che abbia termine finalmente ogni discriminazione e ogni divisione di Patria di fronte ai soldati di tutti i fronti e di tutte le divise che morendo si son sacrificati per i sacri ideali di Giustizia, Liberta', Verita'.
Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano non facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verita' e l'errore, fra la morte di un aggressore e quella della sua vittima.
Se volete diciamo: preghiamo per quegli infelici che, avvelenati senza loro colpa da una propaganda d'odio, si son sacrificati per il solo malinteso ideale di Patria calpestando senza avvedersene ogni altro nobile ideale umano.
Lorenzo Milani sac.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 20 del 7 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 20 del 7 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Rainews: La Cassazione accoglie il nuovo quesito per il referendum, si' alla proposta delle 500mila firme
2. Peppe Sini: Dire la verita'
3. Alcuni siti internet utili
4. Segnalazioni librarie
5. Il 6 febbraio a Viterbo si e' svolto un incontro con la dottoressa Antonella Litta dell'Isde
6. Lorenzo Milani: Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell'11 febbraio 1965
1. L'ORA. RAINEWS: LA CASSAZIONE ACCOGLIE IL NUOVO QUESITO PER IL REFERENDUM, SI' ALLA PROPOSTA DELLE 500MILA FIRME
[dal sito DI Rainews (www.rainews.it) riprendiamo e diffondiamo]
La Cassazione accoglie il nuovo quesito per il referendum, si' alla proposta delle 500mila firme
Si' al nuovo quesito per il referendum, proposto dai 15 giuristi del comitato che ha raccolto 500mila firme. La data del voto potrebbe slittare
*
L'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori dell'iniziativa per il no firmata da 500mila cittadini.
Lo si apprende da fonti della Cassazione, ma al momento l'ordinanza non e' ancora stata depositata.
Il quesito originario chiedeva: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?".
Con l'accoglimento della proposta del Comitato dei 15, al testo sara' aggiunta la frase "con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?".
Il voto e' al momento previsto per il 22 e 23 marzo prossimi. Il quesito e la data sono questioni distinte. Ma la necessita' di modificare il testo del quesito potrebbe far slittare la data...
2. IN BREVE. PEPPE SINI: DIRE LA VERITA'
La decisione di ieri della Cassazione stabilisce che le elettrici e gli elettori leggendo la scheda su cui voteranno in occasione del referendum sappiano che cio' su cui dovranno esprimersi e' se acconsentire all'ennesima aggressione del governo di estrema destra alla Costituzione che e' il cuore pulsante del nostro ordinamento giuridico democratico, oppure opporsi a questa aggressione e difendere la Costituzione della Repubblica italiana cosi' come la scrissero coloro che combatterono contro il fascismo e diedero al nostro paese divenuto repubblica democratica la sua legge fondamentale che riconosce la dignita' e i diritti di ogni essere umano.
*
La Cassazione ieri ha riconosciuto che sulla scheda referendaria deve essere scritto chiaro e tondo che il governo vuole stravolgere la Costituzione modificandone gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione.
Ebbene, che sulla scheda referendaria sia reso esplicito nero su bianco che cio' che il governo dell'estrema destra sta attaccando e' la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, significa semplicemente dire la verita'.
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista.
Difendiamo la separazione dei poteri.
Difendiamo lo stato di diritto.
Difendiamo l'uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani.
Difendiamo la democrazia.
*
No al fascismo che torna.
No a tutte le violenze.
3. MATERIALI. ALCUNI SITI INTERNET UTILI
- "Articolo 21": www.articolo21.org
- "Associazione nazionale magistrati": www.associazionemagistrati.it
- "Associazione nazionale partigiani d'Italia": www.anpi.it
- "Coordinamento per la democrazia costituzionale": www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
- "Critica del diritto": www.rivistacriticadeldiritto.it
- "Giuristi democratici": www.giuristidemocratici.it
- "Giustizia insieme": www.giustiziainsieme.it
- "Libera": www.libera.it
- "Liberta' e giustizia": www.libertaegiustizia.it
- "Magistratura democratica": www.magistraturademocratica.it
- "Questione giustizia": www.questionegiustizia.it
- "Societa' civile per il no nel referendum costituzionale": www.referendumgiustizia2026.it
4. SEGNALAZIONI LIBRARIE
- Nello Rossi, Armando Spataro, Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale, Laterza, Bari-Roma 2026, pp. IV + 154, euro 12.
- Marco Travaglio, Perche' no, PaperFirst, Roma 2026, pp. IV + 200, euro 13. Con contributi di Gustavo Zagrebelsky e di Nicola Gratteri.
5. SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE. IL 6 FEBBRAIO A VITERBO SI E' SVOLTO UN INCONTRO CON LA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA DELL'ISDE
La mattina di venerdi' 6 febbraio 2026 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" si e' tenuto un incontro di riflessione con la partecipazione della dottoressa Antonella Litta dell'Isde (Associazione medici per l'ambiente).
Nel corso dell'incontro e' stato anche espresso ancora una volta l'impegno a sostenere le "Tre proposte a ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa" promosse da un ampio movimento della societa' civile suscitato dall'appello di padre Alex Zanotelli, Giancarla Codrignani, Giovanna Fiume, Olga Karach, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Giuliano Pontara, Yurii Sheliazhenko, e di numerose altre persone amiche della nonviolenza.
Nel corso dell'incontro e' stato anche ricordato ancora una volta il poeta antifascista nonviolento viterbese Alfio Pannega (Viterbo, 1925-2010), ed e' stata ribadita la necessita', anche nel suo ricordo, di un impegno concreto e coerente per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, proteggere l'intero mondo vivente, opporsi a tutte le guerre e le uccisioni.
*
Una minima notizia sulla dottoressa Antonella Litta
Antonella Litta ha svolto l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute" nonche' referente nazionale per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall'inquinamento delle acque ad uso umano. E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all'abitare con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. E' promotrice del "Coordinamento addio pesticidi". Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai" con la motivazione: "per l'impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita' del territorio". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione: "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le e' stato attribuito il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero".
*
Di seguito le "Tre proposte a ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa".
*
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
Agenparl
Agenziagiornalisticaopinione.it
Agora' Vox
AmbienteWeb
Bioregionalismo Treia
Blogger.com
Cafe' virtuel
Casa umanista
Circolo vegetariano VV. TT. Treia
Citta' della Gioia
Faro di Roma
Fidest press agency
Ghaleb.it
Giro di vite
Isde news
Isde Padova
Iskrae
La bottega del Barbieri
La poesia e lo spirito
New Tuscia
Occhio viterbese
Peacelink
Penna in movimento
Pressenza - International Press Agency
Raccordo.info
Saul Arpino
Smips
Tuscia Times
Tuscia Up
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 6 febbraio 2025
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che negli anni Ottanta ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico "La nonviolenza e' in cammino". Dal 2021 e' stato particolarmente impegnato nella campagna per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, che dopo 48 anni di prigionia da innocente nel febbraio del 2025 e' finalmente tornato alla sua abitazione, alla sua famiglia, al suo popolo.
6. MAESTRI. LORENZO MILANI: LETTERA AI CAPPELLANI MILITARI TOSCANI CHE HANNO SOTTOSCRITTO IL COMUNICATO DELL'11 FEBBRAIO 1965
[Ridiffondiamo ancora una volta il testo della "Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell'11 febbraio 1965", uno dei documenti poi raccolti, insieme alla successiva "Lettera ai giudici" (l'autodifesa milaniana al processo in cui fu imputato proprio per aver scritto quella lettera aperta), nel volume intitolato L'obbedienza non e' piu' una virtu', che costituisce uno dei grandi testi a sostegno dell'obiezione di coscienza contro ogni guerra, contro ogni esercito, contro ogni uccisione]
Da tempo avrei voluto invitare uno di voi a parlare ai miei ragazzi della vostra vita. Una vita che i ragazzi e io non capiamo.
Avremmo pero' voluto fare uno sforzo per capire e soprattutto domandarvi come avete affrontato alcuni problemi pratici della vita militare. Non ho fatto in tempo a organizzare questo incontro tra voi e la mia scuola.
Io l'avrei voluto privato, ma ora che avete rotto il silenzio voi, e su un giornale, non posso fare a meno di farvi quelle stesse domande pubblicamente.
Primo, perche' avete insultato dei cittadini che noi e molti altri ammiriamo. E nessuno, ch'io sappia, vi aveva chiamati in causa. A meno di pensare che il solo esempio di quella loro eroica coerenza cristiana bruci dentro di voi una qualche vostra incertezza interiore.
Secondo, perche' avete usato, con estrema leggerezza e senza chiarirne la portata, vocaboli che sono piu' grandi di voi.
Nel rispondermi badate che l'opinione pubblica e' oggi piu' matura che in altri tempi e non si contentera' ne' d'un vostro silenzio, ne' d'una risposta generica che sfugga alle singole domande. Paroloni sentimentali o volgari insulti agli obiettori o a me non sono argomenti. Se avete argomenti saro' ben lieto di darvene atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere mi fossero sfuggite cose non giuste.
Non discutero' qui l'idea di Patria in se'. Non mi piacciono queste divisioni.
Se voi pero' avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi diro' che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.
Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione. Ma rispettate anche voi le idee degli altri. Soprattutto se son uomini che per le loro idee pagano di persona.
Certo ammetterete che la parola Patria e' stata usata male molte volte. Spesso essa non e' che una scusa per credersi dispensati dal pensare, dallo studiare la storia, dallo scegliere, quando occorra, tra la Patria e valori ben piu' alti di lei.
Non voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. E' troppo facile dimostrare che Gesu' era contrario alla violenza e che per se' non accetto' nemmeno la legittima difesa.
Mi riferiro' piuttosto alla Costituzione.
Articolo 11 "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli...".
Articolo 52 "La difesa della Patria e' sacro dovere del cittadino".
Misuriamo con questo metro le guerre cui e' stato chiamato il popolo italiano in un secolo di storia.
Se vedremo che la storia del nostro esercito e' tutta intessuta di offese alle Patrie degli altri dovrete chiarirci se in quei casi i soldati dovevano obbedire o obiettare quel che dettava la loro coscienza. E poi dovrete spiegarci chi difese piu' la Patria e l'onore della Patria: quelli che obiettarono o quelli che obbedendo resero odiosa la nostra Patria a tutto il mondo civile? Basta coi discorsi altisonanti e generici. Scendete nel pratico. Diteci esattamente cosa avete insegnato ai soldati. L'obbedienza a ogni costo? E se l'ordine era il bombardamento dei civili, un'azione di rappresaglia su un villaggio inerme, l'esecuzione sommaria dei partigiani, l'uso delle armi atomiche, batteriologiche, chimiche, la tortura, l'esecuzione d'ostaggi, i processi sommari per semplici sospetti, le decimazioni (scegliere a sorte qualche soldato della Patria e fucilarlo per incutere terrore negli altri soldati della Patria), una guerra di evidente aggressione, l'ordine d'un ufficiale ribelle al popolo sovrano, la repressione di manifestazioni popolari?
Eppure queste cose e molte altre sono il pane quotidiano di ogni guerra. Quando ve ne sono capitate davanti agli occhi o avete mentito o avete taciuto. O volete farci credere che avete volta volta detto la verita' in faccia ai vostri "superiori" sfidando la prigione o la morte? se siete ancora vivi e graduati e' segno che non avete mai obiettato a nulla. Del resto ce ne avete dato la prova mostrando nel vostro comunicato di non avere la piu' elementare nozione del concetto di obiezione di coscienza.
Non potete non pronunciarvi sulla storia di ieri se volete essere, come dovete essere, le guide morali dei nostri soldati. Oltre a tutto la Patria, cioe' noi, vi paghiamo o vi abbiamo pagato anche per questo. E se manteniamo a caro prezzo (1.000 miliardi l'anno) l'esercito, e' solo perche' difenda colla Patria gli alti valori che questo concetto contiene: la sovranita' popolare, la liberta', la giustizia. E allora (esperienza della storia alla mano) urgeva piu' che educaste i nostri soldati all'obiezione che all'obbedienza.
L'obiezione in questi 100 anni di storia l'han conosciuta troppo poco. L'obbedienza, per disgrazia loro e del mondo, l'han conosciuta anche troppo.
Scorriamo insieme la storia. Volta volta ci direte da che parte era la Patria, da che parte bisognava sparare, quando occorreva obbedire e quando occorreva obiettare.
1860. Un esercito di napoletani, imbottiti dell'idea di Patria, tento' di buttare a mare un pugno di briganti che assaliva la sua Patria. Fra quei briganti c'erano diversi ufficiali napoletani disertori della loro Patria. Per l'appunto furono i briganti a vincere. Ora ognuno di loro ha in qualche piazza d'Italia un monumento come eroe della Patria.
A 100 anni di distanza la storia si ripete: l'Europa e' alle porte.
La Costituzione e' pronta a riceverla: "L'Italia consente alle limitazioni di sovranita' necessarie...". I nostri figli rideranno del vostro concetto di Patria, cosi' come tutti ridiamo della Patria Borbonica. I nostri nipoti rideranno dell'Europa. Le divise dei soldati e dei cappellani militari le vedranno solo nei musei.
La guerra seguente 1866 fu un'altra aggressione. Anzi c'era stato un accordo con il popolo piu' attaccabrighe e guerrafondaio del mondo per aggredire l'Austria insieme.
Furono aggressioni certo le guerre (1867-1870) contro i Romani i quali non amavano molto la loro secolare Patria, tant'e' vero che non la difesero. Ma non amavano molto neanche la loro nuova Patria che li stava aggredendo, tant'e' vero che non insorsero per facilitarle la vittoria. Il Gregorovius spiega nel suo diario: "L'insurrezione annunciata per oggi, e' stata rinviata a causa della pioggia".
Nel 1898 il Re "Buono" onoro' della Gran Croce Militare il generale Bava Beccaris per i suoi meriti in una guerra che e' bene ricordare. L'avversario era una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un convento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo perche' i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare tasse. Volevano sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa di peggio per i poveri e di meglio per loro. Ebbero quel che volevano. I morti furono 80, i feriti innumerevoli. Fra i soldati non ci fu ne' un ferito ne' un obiettore. Finito il servizio militare tornarono a casa a mangiar polenta. Poca perche' era rincarata.
Eppure gli ufficiali seguitarono a farli gridare "Savoia" anche quando li portarono a aggredire due volte (1896 e 1935) un popolo pacifico e lontano che certo non minacciava i confini della nostra Patria. Era l'unico popolo nero che non fosse ancora appestato dalla peste del colonialismo europeo.
Quando si battono bianchi e neri siete coi bianchi? Non vi basta di imporci la Patria Italia? Volete imporci anche la Patria Razza Bianca? Siete di quei preti che leggono la Nazione? Stateci attenti perche' quel giornale considera la vita d'un bianco piu' che quella di 100 neri. Avete visto come ha messo in risalto l'uccisione di 60 bianchi nel Congo, dimenticando di descrivere la contemporanea immane strage di neri e di cercarne i mandanti qui in Europa?
Idem per la guerra di Libia.
Poi siamo al '14. L'Italia aggredi' l'Austria con cui questa volta era alleata.
Battisti era un Patriota o un disertore? E' un piccolo particolare che va chiarito se volete parlare di Patria. Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti?
Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava forse a una "inutile strage"? (l'espressione non e' d'un vile obiettore di coscienza ma d'un Papa canonizzato).
Era nel '22 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l'esercito non la difese. Stette a aspettare gli ordini che non vennero. Se i suoi preti l'avessero educato a guidarsi con la Coscienza invece che con l'Obbedienza "cieca, pronta, assoluta" quanti mali sarebbero stati evitati alla Patria e al mondo (50.000.000 di morti). Cosi' la Patria ando' in mano a un pugno di criminali che violo' ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo. In quei tragici anni quei sacerdoti che non avevano in mente e sulla bocca che la parola sacra "Patria", quelli che di quella parola non avevano mai voluto approfondire il significato, quelli che parlavano come parlate voi, fecero un male immenso proprio alla Patria (e, sia detto incidentalmente, disonorarono anche la Chiesa).
Nel '36 50.000 soldati italiani si trovarono imbarcati verso una nuova infame aggressione: Avevano avuto la cartolina di precetto per andar "volontari" a aggredire l'infelice popolo spagnolo.
Erano corsi in aiuto d'un generale traditore della sua Patria, ribelle al suo legittimo governo e al popolo suo sovrano. Coll'aiuto italiano e al prezzo d'un milione e mezzo di morti riusci' a ottenere quello che volevano i ricchi: blocco dei salari e non dei prezzi, abolizione dello sciopero, del sindacato, dei partiti, d'ogni liberta' civile e religiosa.
Ancor oggi, in sfida al resto del mondo, quel generale ribelle imprigiona, tortura, uccide (anzi garrota) chiunque sia reo d'aver difeso allora la Patria o di tentare di salvarla oggi. Senza l'obbedienza dei "volontari" italiani tutto questo non sarebbe successo.
Se in quei tristi giorni non ci fossero stati degli italiani anche dall'altra parte, non potremmo alzar gli occhi davanti a uno spagnolo. Per l'appunto questi ultimi erano italiani ribelli e esuli dalla loro Patria. Gente che aveva obiettato.
Avete detto ai vostri soldati cosa devono fare se gli capita un generale tipo Franco? Gli avete detto che agli ufficiali disobbedienti al popolo loro sovrano non si deve obbedire?
Poi dal '39 in la' fu una frana: i soldati italiani aggredirono una dopo l'altra altre sei Patrie che non avevano certo attentato alla loro (Albania, Francia, Grecia, Egitto, Jugoslavia, Russia).
Era una guerra che aveva per l'Italia due fronti. L'uno contro il sistema democratico. L'altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i due sistemi politici piu' nobili che l'umanita' si sia data.
L'uno rappresenta il piu' alto tentativo dell'umanita' di dare, anche su questa terra, liberta' e dignita' umana ai poveri.
L'altro il piu' alto tentativo dell'umanita' di dare, anche su questa terra, giustizia e eguaglianza ai poveri.
Non vi affannate a rispondere accusando l'uno o l'altro sistema dei loro vistosi difetti e errori. Sappiamo che son cose umane. Dite piuttosto cosa c'era di qua dal fronte. Senza dubbio il peggior sistema politico che oppressori senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare. Negazione d'ogni valore morale, di ogni liberta' se non per i ricchi e per i malvagi. Negazione d'ogni giustizia e d'ogni religione. Propaganda dell'odio e sterminio d'innocenti. Fra gli altri lo sterminio degli ebrei (la Patria del Signore dispersa nel mondo e sofferente).
Che c'entrava la Patria con tutto questo? e che significato possono piu' avere le Patrie in guerra da che l'ultima guerra e' stata un confronto di ideologie e non di patrie?
Ma in questi cento anni di storia italiana c'e' stata anche una guerra "giusta" (se guerra giusta esiste). L'unica che non fosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana.
Da un lato c'erano dei civili, dall'altra dei militari. Da un lato soldati che avevano obbedito, dall'altra soldati che avevano obiettato.
Quali dei due contendenti erano, secondo voi, i "ribelli", quali i "regolari"?
E' una nozione che urge chiarire quando si parla di Patria. Nel Congo p. es. quali sono i "ribelli"?
Poi per grazia di Dio la nostra Patria perse l'ingiusta guerra che aveva scatenato. Le Patrie aggredite dalla nostra Patria riuscirono a ricacciare i nostri soldati.
Certo dobbiamo rispettarli. Erano infelici contadini o operai trasformati in aggressori dall'obbedienza militare. Quell'obbedienza militare che voi cappellani esaltate senza nemmeno un "distinguo" che vi riallacci alla parola di San Pietro: "Si deve obbedire agli uomini o a Dio?". E intanto ingiuriate alcuni pochi coraggiosi che son finiti in carcere per fare come ha fatto San Pietro.
In molti paesi civili (in questo piu' civili del nostro) la legge li onora permettendo loro di servir la Patria in altra maniera. Chiedono di sacrificarsi per la Patria piu' degli altri, non meno. Non e' colpa loro se in Italia non hanno altra scelta che di servirla oziando in prigione.
Del resto anche in Italia c'e' una legge che riconosce un'obiezione di coscienza. E' proprio quel Concordato che voi volevate celebrare. Il suo terzo articolo consacra la fondamentale obiezione di coscienza dei Vescovi e dei Preti.
In quanto agli altri obiettori, la Chiesa non si e' ancora pronunziata ne' contro di loro ne' contro di voi. La sentenza umana che li ha condannati dice solo che hanno disobbedito alla legge degli uomini, non che son vili. Chi vi autorizza a rincarare la dose? E poi a chiamarli vili non vi viene in mente che non s'e' mai sentito dire che la vilta' sia patrimonio di pochi, l'eroismo patrimonio dei piu'?
Aspettate a insultarli. Domani forse scoprirete che sono dei profeti. Certo il luogo dei profeti e' la prigione, ma non e' bello star dalla parte di chi ce li tiene.
Se ci dite che avete scelto la missione di cappellani per assistere feriti e moribondi, possiamo rispettare la vostra idea. Perfino Gandhi da giovane l'ha fatto. Piu' maturo condanno' duramente questo suo errore giovanile. Avete letto la sua vita?
Ma se ci dite che il rifiuto di difendere se stesso e i suoi secondo l'esempio e il comandamento del Signore e' "estraneo al comandamento cristiano dell'amore" allora non sapete di che Spirito siete! che lingua parlate? come potremo intendervi se usate le parole senza pesarle? se non volete onorare la sofferenza degli obiettori, almeno tacete!
Auspichiamo dunque tutto il contrario di quel che voi auspicate: Auspichiamo che abbia termine finalmente ogni discriminazione e ogni divisione di Patria di fronte ai soldati di tutti i fronti e di tutte le divise che morendo si son sacrificati per i sacri ideali di Giustizia, Liberta', Verita'.
Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano non facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verita' e l'errore, fra la morte di un aggressore e quella della sua vittima.
Se volete diciamo: preghiamo per quegli infelici che, avvelenati senza loro colpa da una propaganda d'odio, si son sacrificati per il solo malinteso ideale di Patria calpestando senza avvedersene ogni altro nobile ideale umano.
Lorenzo Milani sac.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 20 del 7 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
- Prev by Date: [Nonviolenza] Preferirei di no. 19
- Next by Date: [Nonviolenza] Preferirei di no. 21
- Previous by thread: [Nonviolenza] Preferirei di no. 19
- Next by thread: [Nonviolenza] Preferirei di no. 21
- Indice: