[Prec. per data] [Succ. per data] [Prec. per argomento] [Succ. per argomento] [Indice per data] [Indice per argomento]
[Nonviolenza] Preferirei di no. 13
- Subject: [Nonviolenza] Preferirei di no. 13
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sat, 31 Jan 2026 14:50:19 +0100
- Arc-authentication-results: i=1; mx.google.com; arc=none
- Arc-message-signature: i=1; a=rsa-sha256; c=relaxed/relaxed; d=google.com; s=arc-20240605; h=to:subject:message-id:date:from:mime-version:dkim-signature; bh=kGxLlC7N7hiLU2XVWJTijnv9c6ySBtLPZyvZDMlrn7o=; fh=JhLt7VJ/HoEgA1mYjtU0oRAU3TzCRQNn2iDBhBgBRNM=; b=VvMD8+T9Ur8F1hVUlEhT0ua58MNmJku2iG2gaZytLR5vrLW5nHTHHOL+kOkyJSebIi L+TnPe9g9P3Gqabw/SesJrhBKIVRzZw4sAlwY6Yj7n4IF6ohW5YUshCjDYcV46x7F07z Rf9IgZ0K2SdEX0BGxbOF7kY9FVGfmV5XaW1D5sXe6qg2yd96LfdqsDJ6VKRbp/CbZ8cG gwa6PRoRkX5qVsKcRdm0e6OilpxvK872jgyUwo+gGVFo3VPCClGLabQ+QOuxZhAbyV0u xOw7IFtZT21DUuzIh/tBU8orv2eaXyHg/l6LBlwkX5Xdrd3SvXmx7fBumdmU5qcZkw+3 N5lA==; darn=peacelink.it
- Arc-seal: i=1; a=rsa-sha256; t=1769867428; cv=none; d=google.com; s=arc-20240605; b=Lg4dcO/hs8V2IyguTfVt6fW40XyQVKujpLemJFUTPMTTjYkxrooi6n7qNE6cDKISzc B8yLSaQKUiJVcNq8o6Dsx8lGrxG6VqBOunV0lqW7QJKdxSSwoUQZ0qdAFvfnqlfDWuaN nKXyeGRIdKh1IujIP7BYcLQiVazvgHc4dBhlTQdSTigQeWfKX2qbuzhmUQQCXlCNKvi8 WNh10QxdmhgHs7s5BCuqxa8lfxJOiVzB4bOa5pe6up9mwlZtD+99oa3e3eUQ+WyiEnhC wa+kmo9GH1/cOHanPsxBXz8qCmK0YtzhhHKAFebNoqMhxyOJ1wi3sZeqfvM6CiD7ZwZ8 /Tfg==
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 13 del 31 gennaio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Vittorio Di Trapani: Referendum giustizia: Voto No per difendere la democrazia
2. Anna Falcone: Legge Nordio, un No per impedire la deriva autoritaria
3. Massimo Villone: Referendum, una firma e un voto per la Costituzione
4. Roberta Lisi intervista Giovanni Bachelet: Referendum: capire, partecipare, esprimere un forte e sereno No
5. Per Osvaldo Ercoli, per Mohandas Gandhi, per Alexander Langer
6. Dall'inizio di febbraio un sollecito svolgimento dell'iter autorizzativo per la lapide in ricordo del poeta viterbese Alfio Pannega sulla sua abitazione a Valle Faul
1. RIFLESSIONE. VITTORIO DI TRAPANI: REFERENDUM GIUSTIZIA: VOTO NO PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Referendum giustizia: Voto No per difendere la democrazia
La Riforma Nordio attacca l'equilibrio tra poteri. E' grazie al loro bilanciamento che esiste una garanzia contro derive autocratiche
*
La democrazia e' una conquista. Che nella storia italiana e' passata per una lotta di liberazione, dall'occupazione nazi-fascista, e per la lunga notte della Repubblica, durante la quale i diritti e le liberta' costituzionali repubblicane hanno dovuto resistere a tentativi eversivi.
Ma e' una conquista che non puo' mai essere ritenuta definitiva.
E' un bene che va custodito e tutelato, difendendo e rafforzando i pilastri sui quali poggia la nostra democrazia liberale. A partire dalla separazione dei poteri.
Una democrazia e' tanto piu' forte quanto piu' lo sono i poteri di controllo e l'equilibrio tra questi: e' dal loro bilanciamento che arriva la garanzia contro derive autocratiche.
La riforma che sara' sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo apre a un profondo cambiamento del nostro assetto costituzionale: la separazione delle carriere, lo sdoppiamento del Csm in due Consigli diversi con metodo di elezione diversi e l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare, spianano la strada al trasferimento dei pubblici ministeri sotto il controllo del governo.
Per comprendere il rischio di alcuni provvedimenti non ci si puo' fermare all'oggi ma e' necessario guardare il contesto per individuare la direzione di marcia complessiva. Ed e' fuori di dubbio che questo governo mostri una profonda insofferenza nei confronti dei poteri di controllo.
Vale per la magistratura, come per la libera informazione. E non e' un caso che in occasione di questa campagna elettorale referendaria le due strade si stiano intrecciando. Non sfugge infatti che i sostenitori della Riforma Nordio abbiamo scelto di usare lo strumento dell'informazione, e in alcuni casi dell'infotainment, per orientare i consensi.
In sostanza, non potendo negare i rischi per i principi costituzionali dell'indipendenza e dell'unicita' della magistratura, si e' scelta la strada di strumentalizzare fatti di cronaca e di cronaca giudiziaria per costruire un clima di delegittimazione della magistratura e ottenere cosi' il si' alla riforma.
Il che dimostra una volta di piu' l'intento punitivo piu' che di rafforzamento del potere giudiziario. Difendere oggi la nostra democrazia vuol dire difendere l'autonomia e l'indipendenza di tutti i poteri di controllo.
Vale per l'informazione, cosi' come per il potere giudiziario. Ecco perche' la mia scelta personale - che non puo' impegnare l'organizzazione sindacale unitaria che presiedo - e' che il 22 e 23 marzo mi rechero' alle urne per votare NO al referendum.
Per difendere la divisione dei poteri. Per difendere la nostra democrazia. Per difendere la nostra Costituzione.
*
Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi
2. RIFLESSIONE. ANNA FALCONE: LEGGE NoRDIO, UN NO PER IMPEDIRE LA DERIVA AUTORITARIA
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Legge Nordio, un No per impedire la deriva autoritaria
Il governo ha un trittico di riforme: autonomia differenziata, presidenzialismo e giustizia. L'obbiettivo e' costruire un sistema di potere verticistico
*
Il prossimo referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e', probabilmente, la sfida piu' ostica che i cittadini, e i rispettivi comitati referendari, si troveranno ad affrontare, per la tecnicita' della materia e la distanza fra richieste dei cittadini e soluzioni proposte. Perche' si', iniziamo a dirlo chiaramente, nessuna delle novita' introdotte risponde all'esigenza di abbreviare i processi, eliminare o ridurre gli errori giudiziari, avere una giustizia piu' giusta ed efficiente.
E, allora, perche' andare a votare? Perche' questa riforma si iscrive nel trittico degli obiettivi voluti dal presente governo per modificare profondamente la nostra democrazia e concentrare i poteri in mano dell'esecutivo.
L'autonomia differenziata, voluta dalla Lega, che impedisce a monte il pieno godimento dei diritti, in modo uguale e sostanziale, su tutto il territorio nazionale (con buona pace dell'articolo 3 della Costituzione); il "premierato", voluto da Fratelli d'Italia, che concentrera' nel mani di un uomo o una donna sola al comando il potere esecutivo; la riforma della giustizia, che - lungi dal risolvere i problemi piu' sentiti dai cittadini - ha come obiettivo reale quello di spaccare la magistratura, in applicazione della piu' classica strategia del divide et impera, e addomesticare le procure, attraendole nella sfera del potere esecutivo.
Non una riforma per i diritti, quindi, ma una riforma sui poteri e, in particolare, una riforma preparatoria di altre possibili novita' normative che - pur lasciando integro il principio di autonomia e indipendenza della magistratura di cui all'articolo 104 della Costituzione - avranno come scopo quello di renderla nei fatti condizionata e assoggettata al governo.
Una tecnica normativa gia' adottata da altri governi in precedenti riforme e proposte di riforme costituzionali gia' bocciate dagli elettori, che a parole rispetta i principi, ma nella sostanza fa di tutto per neutralizzarli. Anche questa volta si propone la riforma sotto l'allettante obiettivo della separazione delle carriere, che si sarebbe potuto raggiungere con una semplice legge ordinaria, ma si persegue un profondo riassetto della giustizia a livello costituzionale, mettendone a repentaglio l'autonomia e la separazione dei poteri.
In primis con lo sdoppiamento del Csm in due tronconi, uno per i giudicanti e uno per i requirenti, dove solo i magistrati sono estratti a sorte fra tutti e in modo, quindi, assolutamente casuale, mentre la componente laica del governo viene sorteggiata fra i membri scelti dalla maggioranza, con un evidente supremazia e autorevolezza dei secondi sui primi.
Ancor di piu', con l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare, composta secondo lo stesso criterio sperequativo, cui demandare le decisioni in materia di sanzioni ai magistrati, senza nessuna possibilita' di appellarsi a un giudice terzo (decide sempre l'Alta Corte in diversa formazione e secondo modalita' che, in base ai desiderata della maggioranza, dovra' decidere la legge ordinaria).
Perche' tutto questo? Lo dice lo stesso ministro Nordio, quando afferma (testuali parole): "Mi stupisco che una persona intelligente come Elly Shlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui riuscissero ad andare al governo". Una "confessione" in piena regola dell'obiettivo reale della riforma: sottomettere i pm all'esecutivo per agire indisturbati nell'azione di governo, neutralizzando proprio quel potere che, per funzione costituzionale, dovrebbe controllare (anche) chi governa.
L'inizio di una deriva autoritaria, debole coi forti e forte coi deboli, che va stroncata sul nascere. Per questo, ancora una volta, occorre mobilitarsi, per bocciare la deforma con un sonoro No.
*
Anna Falcone è componente del Comitato referendario nazionale “Giusto dire No”
3. RIFLESSIONE. MASSIMO VILLONE: REFERENDUM, UNA FIRMA E UN VOTO PER LA COSTITUZIONE
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Referendum, una firma e un voto per la Costituzione
Il vero obiettivo della riforma Meloni-Nordio e' il complessivo indebolimento della magistratura: lo Stato democratico cosi' cede all'autocrazia
*
La legge costituzionale Meloni-Nordio di riforma della magistratura va respinta nel voto popolare, per considerazioni di metodo e di merito. Partiamo dal metodo: la proposta reca i nomi di Meloni e Nordio, e' quindi espressione dell'indirizzo politico di governo. Scelta inopportuna in materia costituzionale, che Calamandrei avrebbe certamente censurato.
Ma era proprio quel che il governo voleva, come ha dimostrato l'approvazione senza alcun emendamento nelle quattro deliberazioni parlamentari richieste. Di piu', il ministro Nordio ci ha informato di avere volutamente evitato qualsiasi interlocuzione con le opposizioni, al fine di non attardarsi in discussioni che avrebbero sprecato il tempo da dedicare ad altra riforma: il premierato.
Ancora sul metodo. Il governo tenta di tagliare il piu' possibile i tempi della campagna referendaria, con un'interpretazione inaccettabile delle norme vigenti (art. 138 Cost., legge 352/1970). La forzatura che potrebbe anche condurre a un rifiuto del presidente Mattarella di emanare il decreto di indizione del voto. Nel caso il presidente non rilevasse la "manifesta incostituzionalita'" che giustificherebbe il suo diniego, il decreto presidenziale sarebbe impugnato davanti al giudice amministrativo da parte dei 15 "volenterosi" che hanno depositato in Cassazione la richiesta di raccogliere almeno 500 mila firme per il referendum, come garantisce l'articolo 138 della Costituzione.
Passando ora al merito, la Meloni-Nordio non migliora in alcun modo la qualita' e l'efficienza del servizio offerto ai cittadini, inadeguato per carenze ben note di risorse umane, organizzative, strumentali. Persino voci di maggioranza lo ammettono.
E se mai la separazione delle carriere - che si vorrebbe punto essenziale della riforma - fosse considerata utile a tal fine, sarebbe agevole constatare che e' gia' di fatto largamente attuata nella legislazione vigente sul passaggio tra la funzione inquirente e la giudicante (circa lo 0,5 per cento all'anno), e che sarebbe comunque stato possibile intervenire ancora con legge ordinaria. In tale prospettiva la riforma costituzionale si certifica come inutile.
E' allora chiaro che il vero obiettivo della riforma e' lo sdoppiamento del Csm, l'introduzione di un sorteggio (puro per i togati, temperato per i laici), la creazione di un'Alta corte titolare esclusiva della funzione disciplinare, non presieduta dal presidente della Repubblica. E' un disegno finalizzato a un complessivo indebolimento della magistratura, in specie verso il governo e la politica.
Lo certifica Nordio, quando dice che domani anche i governi di chi oggi e' opposizione ne trarrebbero vantaggio. Lo certifica Meloni, quando afferma che per la sicurezza tutti devono remare nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura. Ancor peggio se si considera che alla Meloni-Nordio si aggiunge la riforma della Corte dei conti. E quindi si attacca l'invadenza di campo dei magistrati, dai migranti all'imam di Torino passando per il ponte di Messina. Lo stato democratico fondato su checks and balances e separazione dei poteri cede all'autocrazia, ancor piu' chiaramente ricordando che alla riforma della magistratura si affiancano in perversa sinergia il premierato e l'autonomia differenziata.
Fermiamo la destra, firmando oggi e votando No domani.
*
Massimo Villone e' costituzionalista.
4. RIFLESSIONE. ROBERTA LISI INTERVISTA GIOVANNI BACHELET: REFERENDUM: CAPIRE, PARTECIPARE, ESPRIMERE UN FORTE E SERENO NO
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Referendum: capire, partecipare, esprimere un forte e sereno No
Il presidente del Comitato per il No, Giovanni Bachelet: "La riforma non riguarda solo i magistrati, ma tutti i cittadini. Lo spostamento del potere dal giudiziario all'esecutivo renderebbe piu' difficile la tutela dei diritti"
*
Giovanni Bachelet e' un professore universitario di fisica in pensione: ha piu' volte affermato che pensava questa stagione della propria vita come tempo da dedicare ai nipotini e alla mamma anziana. Ma nel suo DNA impegno civile, partecipazione e Costituzione sono elementi identitari, gia' in passato - peraltro - aveva dedicato parte del suo tempo a difendere la Costituzione dagli attacchi di Berlusconi accettando di essere il tesoriere del Comitato per il No di allora presieduto da Oscar Luigi Scalfaro. Oggi quel richiamo all'impegno si e' rifatto impellente, ed e' per questo che per qualche mese trascurera' mamma e nipotini per convincere - insieme e tanti e tante della societa' civile - piu' cittadini e cittadine possibile che votare No e' nel nostro interesse.
*
- Perche' un uomo della societa' civile, un professore universitario in pensione, decide di scendere in campo e di mettersi in gioco cosi' pesantemente, mettendoci la propria faccia per presiedere il Comitato per il No?
- Perche' sono convinto, e vorrei anche convincere molti, che questa non e' una bega fra magistrati e governo, o per essere piu' precisi fra magistrati ed ex magistrati al governo, ma e' una questione che ha a che fare con i diritti e con la liberta' e la democrazia, beni preziosi per tutti i cittadini e le cittadine. Vorrei aiutare a comprendere qual e' la posta in gioco, a capire il quesito sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista politico, in modo che si possa scegliere consapevolmente cosi' da preservare l'equilibrio prezioso fra i poteri esecutivo, giudiziario e legislativo che ci hanno lasciato i padri e le madri costituenti.
*
- E allora qual e' la vera posta in gioco?
- Lo spostamento dell'equilibrio fra questi poteri, in particolare fra potere giudiziario e potere politico. Che sia questa la posta in gioco, lo suggeriscono anzitutto le reazioni scomposte dei suoi fautori ai primi manifesti della campagna del No; poi naturalmente il confronto dei testi dell'attuale Costituzione con quella che uscirebbe dalla riforma, se passasse. Si sono arrabbiati parecchio perche' quei manifesti svelavano il nocciolo del referendum: non la separazione delle carriere, che nei fatti gia' esiste, ma la volonta' o meno di indebolire i magistrati di fronte al potere esecutivo. Per ottenerlo la legge Nordio smonta il Csm, non solo dividendo un organo di rango costituzionale in tre, ma nei nuovi organi abolendo la rappresentanza elettiva dei magistrati, sostituita con un sorteggio. Il messaggio che si manda e' chiaro: i magistrati sono delinquenti, incapaci e indegni di eleggere la propria rappresentanza. Che il sorteggio eliminerebbe le correnti e' poi una grande ingenuita'. Elimina solo la trasparenza e la responsabilita' del mandato, questa opacita' rende piu' facili e meno controllabili, non piu' difficili, eventuali giochi di potere. Le correnti della magistratura, come i partiti politici nel Parlamento, esprimono la ricchezza del pluralismo di orientamenti e culture di chi li elegge e rapporti di forza democratici nella decisione da assumere; certo, quando si corrompono restano solo il potere e gli interessi di gruppo. Ma con l'elezione tutto resta alla luce del sole e questo, come si e' visto anche in tempi recenti, consente agli attuali strumenti di autodisciplina del Csm - che la riforma vuole sottrarre ai due nuovi Csm - di individuare, condannare ed espellere i responsabili del degrado: Palamara e' stato radiato.
*
- I padri e le madri costituenti pensarono il Csm come istituzione autonoma di rango costituzionale, proprio a garanzia dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Spezzettarlo in tre che cosa significa?
- Domanda molto interessante. La campagna per il Si' martella sul fatto che e' rimasto immutato l'articolo 104, o meglio la premessa dell'articolo 104 della Costituzione, quella secondo cui l'ordine giudiziario e' indipendente e autonomo da ogni altro potere. Meuccio Ruini, relatore alla Costituente di questa parte della Costituzione, spiegava pero' che e' l'articolo successivo, il 105, quello che specifica tutte le caratteristiche del Csm, a garantire l’attuazione dell'articolo 104: diceva che i quattro poteri assegnati al Consiglio superiore della magistratura (promozioni, nomine, trasferimenti e disciplina) erano come quattro chiodi che fissavano l'indipendenza e l'autonomia della magistratura, mettendola al riparo dall'ingerenza di ogni futuro ministro di grazia e giustizia. La legge Nordio invece stravolge l'articolo 105, in modo tale che alla fine nessuno dei tre nuovi organismi ha piu' tutti e quattro i "chiodi". Checche' dicano i sostenitori del Si', dopo questa riforma autonomia e indipendenza della magistratura rimangono astrattamente sulla carta, ma subiscono concretamente un duro colpo.
*
- Hai sostenuto che la riforma Nordio non riguarda solo i magistrati, ma tutti i cittadini e le cittadine. Ci spieghi perche'?
- Con quella riforma i magistrati non sono piu' un ordine giudiziario, sono ridotti a singoli magistrati esposti al ricatto dei potenti. Con una magistratura meno indipendente i cittadini non ci guadagnano di certo: ci possono guadagnare quelli che sono in grado di intimidire la magistratura, che sono in grado di orientare le sue decisioni minacciando provvedimenti disciplinari. E' stata una magistratura autonoma e indipendente, cosi' come prevista dalla Costituzione attuale, ad aver guidato le forze dell'ordine alla scoperta e alla sconfitta del terrorismo, della mafia, della corruzione e perfino di uno stato parallelo, la loggia P2, via via sventando i sistematici depistaggi di altri settori dello Stato, del governo, della politica nazionale e internazionale. E' stata una magistratura autonoma e indipendente ad avere, negli ultimi 50 anni, denunciato l'incostituzionalita' di diverse leggi cruciali per i singoli e per il Paese; cosi' la Corte Costituzionale ha poi emesso sentenze che hanno costretto il Parlamento a scrivere nuove leggi che hanno ampliato l'uguaglianza sostanziale, rafforzato diritti sociali "incomprimibili", riconosciuto nuovi diritti della persona (identita', autodeterminazione, relazioni affettive). Senza giudici indipendenti e testardi i diritti civili delle donne, della comunita' Lgbtq+, del lavoro, della salute, i diritti dei migranti non sarebbero forse ancora al punto in cui si trovano oggi. Se un magistrato e' sotto schiaffo dalla politica, e' piu' difficile che lo faccia.
*
- Grazie all’iniziativa di 15 cittadini si stanno raccogliendo le firme per il referendum. Intravedo in questa iniziativa due obiettivi: da un lato impedire al governo di strozzare il dibattito, senza permettere ai cittadini e alle cittadine di informarsi fissando la data del voto troppo presto. Dall'altro quella raccolta di firme e' anche un'estensione della partecipazione.
- Credo che il valore principale della raccolta di firme sia proprio quello di sollecitare e stimolare la partecipazione, di far tornare la voglia di capire e votare. La curva di partecipazione al momento elettorale e' in caduta libera da anni, fino alle ultime regionali. Credo che su qualcosa di cosi' importante come le regole e la giustizia si possa riuscire, anche grazie alla raccolta delle firme, a far ripartire un po' di voglia di comprendere, di partecipare e anche di votare. E' stato cosi' per altri referendum costituzionali, spero che succeda anche in questo caso.
*
- Bachelet, perche' ciascuno di noi seguendo il tuo esempio dovrebbe scendere in campo?
- Perche' nessuno dei partiti per cui hanno votato i cittadini ha avuto occasione di cambiare nemmeno una virgola del testo che il governo ha proposto quasi due anni fa. E' l'unica possibilita' che abbiamo di partecipare, di dire si' o no. Non credo che sia una battaglia pro o contro il governo, credo piuttosto che, siccome in Parlamento e' stata vietata qualsiasi discussione e variazione del testo originario, tutti gli elettori e le elettrici avranno l'occasione di fare cio' che i loro partiti non hanno potuto fare in Parlamento, dire si' o no a un testo partorito unicamente dal governo e mai modificato in quattro passaggi parlamentari. Io spero che dicano di no, ma comunque e' un'occasione per riprendere in mano e amare di piu' la nostra Costituzione che prevede, nel caso estremo in cui una modifica cosi' importante non sia passata a larga maggioranza, il referendum confermativo saggiamente istituito dai padri e dalle madri costituenti.
5. MEMORIA. PER OSVALDO ERCOLI, PER MOHANDAS GANDHI, PER ALEXANDER LANGER
Il 30 gennaio 1930 nasceva Osvaldo Ercoli, che e' stato per chi scrive queste righe un amico meraviglioso e uno straordinario compagno di lotte nonviolente.
Sempre il 30 gennaio 1948 veniva ucciso Mohandas Gandhi, che ogni giorno di piu' si rivela essere un punto di riferimento fondamentale per ogni persona di volonta' buona, la cui proposta nonviolenta (condivisa, e' ovvio, con tutte le piu' grandi figure dell'umanita' di tutti i tempi e di tutti i paesi) e' l'unica risorsa che possa salvare l'umanita' dalla catastrofe in corso.
E sempre oggi, a Verona, le persone amiche della nonviolenza ricordano Alex Langer, anch'egli un amico indimenticabile ed una delle figure piu' vive dellla nonviolenza in cammino.
Nel ricordarle qui e adesso, ancora una volta dalla loro luminosa memoria scaturisce un appello ineludibile: ad opporsi a tutte le guerre e le uccisioni, a fermare tutte le devastazioni, a salvare tutte le vite.
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
*
Una minima notizia su Osvaldo Ercoli
Osvaldo Ercoli, nato a Vallerano (Vt) il 30 gennaio 1930 e deceduto a Viterbo il 18 novembre 2022, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' consigliere comunale e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa dell'ambiente, per la pace e i diritti di tutti, e' stato per unanime consenso nel viterbese una delle piu' prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e la sua limpida generosita' a Viterbo sono proverbiali. E' stato tra gli animatori del comitato che ha salvato l'area archeologica, naturalistica e termale del Bulicame dalla devastazione. E' stato scritto di lui: "Il professor Osvaldo Ercoli e' stato per decenni docente di matematica e fisica a Viterbo, citta' in cui e' da sempre un simbolo di rigore morale e civile, di impegno educativo, di sollecitudine per il pubblico bene, di sconfinata generosita'. Gia' pubblico amministratore comunale e provinciale di adamantina virtu', sono innumerevoli le iniziative in difesa dei diritti umani e dell'ambiente di cui e' stato protagonista; tuttora impegnato nel volontariato a sostegno di chi ha piu' bisogno di aiuto, e' altresi' impegnato in prima persona ovunque vi sia necessita' di smascherare e contrastare menzogne, ingiustizie, violenze... Avendo avuto il privilegio immenso di averlo come amico, come maestro di impegno civile, come compagno di tante lotte nonviolente, vorremmo cogliere questa occasione per esprimergli ancora una volta il nostro affetto, la nostra ammirazione, la nostra gratitudine; affetto, ammirazione e gratitudine che sappiamo essere condivise da tutte le persone di Viterbo e dell'Alto Lazio, da tutte le persone che hanno avuto l'onore di conoscerlo e che hanno a cuore la dignita' umana di tutti e di ognuno, la civilta' come legame comune e comune impegno dell'intero genere umano, la biosfera casa comune dell'umanita' intera". Ed e' stato scritto anche: "Ascoltare il professor Ercoli e' sempre straordinariamente educativo, e di grande conforto: poiche' significa mettersi alla scuola di una persona che unisce il rigore del ragionamento logico all'affermazione del dovere morale e all'intransigenza dell'impegno civile, con una sobrieta', una mitezza ed una saggezza che rendono ogni sua parola, ogni sua argomentazione, non solo un dono prezioso per il pensiero e per l'azione, ma anche un autentico gesto di amicizia che nel suo stesso darsi - in squisita cortesia ed insieme in assoluta chiarezza e onesta' - degnifica gli interlocutori tutti invitandoli ad esser parte del bene, del giusto, del vero". Il 2 ottobre 2014, in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza, la Citta' di Viterbo, nella solenne cornice della Sala Regia di Palazzo dei Priori, sede del Comune, gli ha tributato un riconoscimento in segno della gratitudine dell'intera popolazione viterbese per il suo magistero di uomo di pace: dinanzi a un uditorio commosso che aveva gremito la storica sala, il sindaco ha consegnato al professor Ercoli un attestato della riconoscenza della citta' tutta; nella motivazione del riconoscimento di cui e' stata data lettura era scritto: "Al professor Osvaldo Ercoli, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' pubblico amministratore di adamantino rigore morale e di strenua dedizione al bene comune, impegnato nel volontariato e nella difesa dell'ambiente e dei diritti di tutti gli esseri umani, animatore di molteplici iniziative di pace e di solidarieta', generoso educatore attraverso la parola e l'esempio al ragionamento logico come al dovere morale e all'impegno civile, di saggezza e mitezza maestro, testimone fedele dell'amore per il vero ed il giusto, amico della nonviolenza, sollecito sempre nel recare aiuto a chiunque ne avesse bisogno come nel contrastare menzogne e violenze, sempre avendo a cuore la dignita' umana di tutti e di ognuno, la civilta' come legame comune e comune impegno dell'intero genere umano, la biosfera casa comune dell'umanita' intera, la citta' di Viterbo grata per il suo impegno di pace".
*
Una minima notizia su Mohandas K. Gandhi
Mohandas K. Gandhi e' stato della nonviolenza il piu' grande e profondo pensatore e operatore, cercatore e scopritore; e il fondatore della nonviolenza come proposta d'intervento politico e sociale e principio d'organizzazione sociale e politica, come progetto di liberazione e di convivenza. Nato a Portbandar in India nel 1869, studi legali a Londra, avvocato, nel 1893 in Sud Africa, qui divenne il leader della lotta contro la discriminazione degli immigrati indiani ed elaboro' le tecniche della nonviolenza. Nel 1915 torno' in India e divenne uno dei leader del Partito del Congresso che si batteva per la liberazione dal colonialismo britannico. Guido' grandi lotte politiche e sociali affinando sempre piu' la teoria-prassi nonviolenta e sviluppando precise proposte di organizzazione economica e sociale in direzione solidale ed egualitaria. Fu assassinato il 30 gennaio del 1948. Sono tanti i meriti ed e' tale la grandezza di quest'uomo che una volta di piu' occorre ricordare che non va mitizzato, e che quindi non vanno occultati limiti, contraddizioni, ed alcuni aspetti discutibili - che pure vi sono - della sua figura, della sua riflessione, della sua opera. Opere di Gandhi: essendo Gandhi un organizzatore, un giornalista, un politico, un avvocato, un uomo d'azione, oltre che una natura profondamente religiosa, i suoi scritti devono sempre essere contestualizzati per non fraintenderli; Gandhi considerava la sua riflessione in continuo sviluppo, e alla sua autobiografia diede significativamente il titolo Storia dei miei esperimenti con la verita'. In italiano l'antologia migliore e' Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi; si vedano anche: La forza della verita', vol. I, Sonda; Villaggio e autonomia, Lef; l'autobiografia tradotta col titolo La mia vita per la liberta', Newton Compton; La resistenza nonviolenta, Newton Compton; Civilta' occidentale e rinascita dell'India, Movimento Nonviolento (traduzione del fondamentale libro di Gandhi: Hind Swaraj; ora disponibile anche in nuova traduzione col titolo Vi spiego i mali della civilta' moderna, Gandhi Edizioni); La cura della natura, Lef; Una guerra senza violenza, Lef (traduzione del primo, e fondamentale, libro di Gandhi: Satyagraha in South Africa). Altri volumi sono stati pubblicati da Comunita': la nota e discutibile raccolta di frammenti Antiche come le montagne; da Sellerio: Tempio di verita'; da Newton Compton: e tra essi segnaliamo particolarmente Il mio credo, il mio pensiero, e La voce della verita'; Feltrinelli ha recentemente pubblicato l'antologia Per la pace, curata e introdotta da Thomas Merton. Altri volumi ancora sono stati pubblicati dagli stessi e da altri editori. I materiali della drammatica polemica tra Gandhi, Martin Buber e Judah L. Magnes sono stati pubblicati sotto il titolo complessivo Devono gli ebrei farsi massacrare?, in "Micromega" n. 2 del 1991 (e per un acuto commento si veda il saggio in proposito nel libro di Giuliano Pontara, Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996). Opere su Gandhi: tra le biografie cfr. B. R. Nanda, Gandhi il mahatma, Mondadori; l'accurato lavoro di Judith M. Brown, Gandhi, Il Mulino; il libro di Yogesh Chadha, Gandhi, Mondadori, e quello di Christine Jordis, Gandhi, Feltrinelli. Tra gli studi cfr. Johan Galtung, Gandhi oggi, Edizioni Gruppo Abele; Icilio Vecchiotti, Che cosa ha veramente detto Gandhi, Ubaldini; ed i volumi di Gianni Sofri: Gandhi e Tolstoj, Il Mulino (in collaborazione con Pier Cesare Bori); Gandhi in Italia, Il Mulino; Gandhi e l'India, Giunti. Cfr. inoltre: Dennis Dalton, Gandhi, il Mahatma. Il potere della nonviolenza, Ecig. Una importante testimonianza e' quella di Vinoba, Gandhi, la via del maestro, Paoline. Per la bibliografia cfr. anche Gabriele Rossi (a cura di), Mahatma Gandhi; materiali esistenti nelle biblioteche di Bologna, Comune di Bologna. Altri libri particolarmente utili disponibili in italiano sono quelli di Lanza del Vasto, William L. Shirer, Ignatius Jesudasan, George Woodcock, Giorgio Borsa, Enrica Collotti Pischel, Louis Fischer. Un'agile introduzione e' quella di Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni cultura della pace. Una interessante sintesi e' quella di Giulio Girardi, Riscoprire Gandhi, Anterem, Roma 1999; tra le pubblicazioni piu' recenti segnaliamo le seguenti: Antonio Vigilante, Il pensiero nonviolento. Una introduzione, Edizioni del Rosone, Foggia 2004; Mark Juergensmeyer, Come Gandhi, Laterza, Roma-Bari 2004; Roberto Mancini, L'amore politico, Cittadella, Assisi 2005; Enrico Peyretti, Esperimenti con la verita'. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (Rimini) 2005; Fulvio Cesare Manara, Una forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi, Unicopli, Milano 2006; Giuliano Pontara, L'antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, Ega, Torino 2006.
*
Il programma del convegno di Verona dedicato ad Alexander Langer
"Alex Langer, facitore di pace. Stiamo facendo cio' che era, e' e sara' giusto?"
Un Convegno itinerante a Verona, 30-31 gennaio e 1 febbraio 2026
In occasione degli 80 anni dalla nascita e dei 30 anni dalla morte, vogliamo partire dalle molte tracce lasciate da Langer a Verona (citta' di pace e citta' di ponti) suo luogo di elezione per tante iniziativa culturali e politiche, per interrogarci sull'oggi e verificare quanto il "metodo Langer" sia ancora attualissimo per "continuare in cio' che era giusto".
Il Convegno, nello spirito del "viaggiatore leggero", sara' itinerante:
- venerdi' 30/01 sera, ore 20:45: spettacolo all'Auditorium Don Calabria di San Zeno in Monte;
- sabato 31/01 mattina, ore 10:00: Aula Caprioli dell'Universita' di Verona, presso il polo Zanotto;
- sabato 31/01 pomeriggio, ore 14:30: Auditorium della Chiesa di San Fermo;
- domenica 01/02 mattina, ore 9:30: Aula Magna del Seminario Vescovile Maggiore.
Il Convegno e' promosso dalla Scuola di Pace e Nonviolenza (Fondazione Toniolo e Movimento Nonviolento), con il contributo e il patrocinio del Comune di Verona, Diocesi di Verona, Universita' di Verona, con l'adesione della Fondazione Alexander Langer Stiftung e dell'Istituto Opera Don Calabria.
Partecipazione libera, aperta a tutte e tutti gli interessati, fino ad esaurimento posti.
Di seguito il link con il programma completo.
https://www.movimentononviolento.it/sedi/verona/alex-langer-facitore-di-pace-un-convegno-itinerante-a-verona-31-gennaio-e-1-febbraio-2026
Per maggiori informazioni:
Casa per la Nonviolenza, via Spagna 8, Verona
segreteria at arenadipace.it
segreteria at movimentononviolento.it
Nei giorni precedenti tel. 045 8009803
Durante il convegno cell. 351 4981281
Movimento Nonviolento Verona
*
Anche nel ricordo di questi amici, maestri e compagni ancora una volta risuoni l'appello all'impegno comune per il bene comune dell'umanita'.
Anche nel ricordo di questi amici, maestri e compagni ancora una volta risuoni l'appello alla pace disarmata e disarmante che rispetta e salva tutte le vite.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Siamo una sola famiglia umana in un unico mondo vivente.
Occorre soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Occorre opporsi sempre a tutte le uccisioni.
Occorre porsi sempre dalla parte di tutte le vittime contro tutti i carnefici.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Non "si vis pacem, para bellum", ma "si vis pacem, para pacem".
Non "fiat iustitia, pereat mundus", ma "vivat mundus et fiat iustitia".
Non "dulce et decorum est pro patria mori", ma "dulce et decorum est vivere et vivere sinere".
Si torni al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana che recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Si torni al rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita".
Si torni al rispetto della Carta delle Nazioni Unite che si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra".
Si torni al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, che all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Difendiamo i diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera"
Viterbo, 30 gennaio 2026
6. MEMORIA. DALL'INIZIO DI FEBBRAIO UN SOLLECITO SVOLGIMENTO DELL'ITER AUTORIZZATIVO PER LA LAPIDE IN RICORDO DEL POETA VITERBESE ALFIO PANNEGA SULLA SUA ABITAZIONE A VALLE FAUL
Dall'inizio di febbraio e' finalmente previsto il sollecito svolgimento dell'iter autorizzativo per la collocazione della lapide in ricordo del poeta viterbese Alfio Pannega sulla sua abitazione a Valle Faul con la richiesta da parte del Comune di Viterbo del previsto parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale, parere dopo il quale l'iter arriverebbe rapidamente a positiva conclusione.
La richiesta, come e' noto, e' stata presentata mesi fa dalle amiche e degli amici di Alfio Pannega ottenendo de facto il consenso unanime della cittadinanza viterbese e quindi anche delle sue rappresentanze istituzionali: la memoria di Alfio Pannega e' infatti considerata da tutti coloro che lo conobbero un bene comune della citta' e dell'umanita'.
Si confida che, concluse da poco le numerose ed assai partecipate iniziative commemorative del centenario della nascita di Alfio lungo l'intero anno 2025, in questo inizio del 2026 si riesca a porre il miglior sigillo al ricordo corale con la collocazione della lapide in suo ricordo su quella che tutti i viterbesi chiamano "la casa di Alfio" a ridosso di Porta Faul.
*
Ancora una volta nel ricordo di Alfio invitiamo ogni persona di volonta' buona all'impegno comune per la pace, ad aiutare ogni persona bisognosa di aiuto, a custodire e difendere quest'unico mondo vivente, ad operare per il bene comune dell'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
In calce alleghiamo ancora una volta una minima notizia su Alfio Pannega.
*
Le amiche e degli amici di Alfio Pannega
Viterbo, 31 gennaio 2026
* * *
Allegato: Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; in questi mesi si sta finalmente avviando la sua realizzazione.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonnne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 13 del 31 gennaio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 13 del 31 gennaio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Vittorio Di Trapani: Referendum giustizia: Voto No per difendere la democrazia
2. Anna Falcone: Legge Nordio, un No per impedire la deriva autoritaria
3. Massimo Villone: Referendum, una firma e un voto per la Costituzione
4. Roberta Lisi intervista Giovanni Bachelet: Referendum: capire, partecipare, esprimere un forte e sereno No
5. Per Osvaldo Ercoli, per Mohandas Gandhi, per Alexander Langer
6. Dall'inizio di febbraio un sollecito svolgimento dell'iter autorizzativo per la lapide in ricordo del poeta viterbese Alfio Pannega sulla sua abitazione a Valle Faul
1. RIFLESSIONE. VITTORIO DI TRAPANI: REFERENDUM GIUSTIZIA: VOTO NO PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Referendum giustizia: Voto No per difendere la democrazia
La Riforma Nordio attacca l'equilibrio tra poteri. E' grazie al loro bilanciamento che esiste una garanzia contro derive autocratiche
*
La democrazia e' una conquista. Che nella storia italiana e' passata per una lotta di liberazione, dall'occupazione nazi-fascista, e per la lunga notte della Repubblica, durante la quale i diritti e le liberta' costituzionali repubblicane hanno dovuto resistere a tentativi eversivi.
Ma e' una conquista che non puo' mai essere ritenuta definitiva.
E' un bene che va custodito e tutelato, difendendo e rafforzando i pilastri sui quali poggia la nostra democrazia liberale. A partire dalla separazione dei poteri.
Una democrazia e' tanto piu' forte quanto piu' lo sono i poteri di controllo e l'equilibrio tra questi: e' dal loro bilanciamento che arriva la garanzia contro derive autocratiche.
La riforma che sara' sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo apre a un profondo cambiamento del nostro assetto costituzionale: la separazione delle carriere, lo sdoppiamento del Csm in due Consigli diversi con metodo di elezione diversi e l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare, spianano la strada al trasferimento dei pubblici ministeri sotto il controllo del governo.
Per comprendere il rischio di alcuni provvedimenti non ci si puo' fermare all'oggi ma e' necessario guardare il contesto per individuare la direzione di marcia complessiva. Ed e' fuori di dubbio che questo governo mostri una profonda insofferenza nei confronti dei poteri di controllo.
Vale per la magistratura, come per la libera informazione. E non e' un caso che in occasione di questa campagna elettorale referendaria le due strade si stiano intrecciando. Non sfugge infatti che i sostenitori della Riforma Nordio abbiamo scelto di usare lo strumento dell'informazione, e in alcuni casi dell'infotainment, per orientare i consensi.
In sostanza, non potendo negare i rischi per i principi costituzionali dell'indipendenza e dell'unicita' della magistratura, si e' scelta la strada di strumentalizzare fatti di cronaca e di cronaca giudiziaria per costruire un clima di delegittimazione della magistratura e ottenere cosi' il si' alla riforma.
Il che dimostra una volta di piu' l'intento punitivo piu' che di rafforzamento del potere giudiziario. Difendere oggi la nostra democrazia vuol dire difendere l'autonomia e l'indipendenza di tutti i poteri di controllo.
Vale per l'informazione, cosi' come per il potere giudiziario. Ecco perche' la mia scelta personale - che non puo' impegnare l'organizzazione sindacale unitaria che presiedo - e' che il 22 e 23 marzo mi rechero' alle urne per votare NO al referendum.
Per difendere la divisione dei poteri. Per difendere la nostra democrazia. Per difendere la nostra Costituzione.
*
Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi
2. RIFLESSIONE. ANNA FALCONE: LEGGE NoRDIO, UN NO PER IMPEDIRE LA DERIVA AUTORITARIA
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Legge Nordio, un No per impedire la deriva autoritaria
Il governo ha un trittico di riforme: autonomia differenziata, presidenzialismo e giustizia. L'obbiettivo e' costruire un sistema di potere verticistico
*
Il prossimo referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e', probabilmente, la sfida piu' ostica che i cittadini, e i rispettivi comitati referendari, si troveranno ad affrontare, per la tecnicita' della materia e la distanza fra richieste dei cittadini e soluzioni proposte. Perche' si', iniziamo a dirlo chiaramente, nessuna delle novita' introdotte risponde all'esigenza di abbreviare i processi, eliminare o ridurre gli errori giudiziari, avere una giustizia piu' giusta ed efficiente.
E, allora, perche' andare a votare? Perche' questa riforma si iscrive nel trittico degli obiettivi voluti dal presente governo per modificare profondamente la nostra democrazia e concentrare i poteri in mano dell'esecutivo.
L'autonomia differenziata, voluta dalla Lega, che impedisce a monte il pieno godimento dei diritti, in modo uguale e sostanziale, su tutto il territorio nazionale (con buona pace dell'articolo 3 della Costituzione); il "premierato", voluto da Fratelli d'Italia, che concentrera' nel mani di un uomo o una donna sola al comando il potere esecutivo; la riforma della giustizia, che - lungi dal risolvere i problemi piu' sentiti dai cittadini - ha come obiettivo reale quello di spaccare la magistratura, in applicazione della piu' classica strategia del divide et impera, e addomesticare le procure, attraendole nella sfera del potere esecutivo.
Non una riforma per i diritti, quindi, ma una riforma sui poteri e, in particolare, una riforma preparatoria di altre possibili novita' normative che - pur lasciando integro il principio di autonomia e indipendenza della magistratura di cui all'articolo 104 della Costituzione - avranno come scopo quello di renderla nei fatti condizionata e assoggettata al governo.
Una tecnica normativa gia' adottata da altri governi in precedenti riforme e proposte di riforme costituzionali gia' bocciate dagli elettori, che a parole rispetta i principi, ma nella sostanza fa di tutto per neutralizzarli. Anche questa volta si propone la riforma sotto l'allettante obiettivo della separazione delle carriere, che si sarebbe potuto raggiungere con una semplice legge ordinaria, ma si persegue un profondo riassetto della giustizia a livello costituzionale, mettendone a repentaglio l'autonomia e la separazione dei poteri.
In primis con lo sdoppiamento del Csm in due tronconi, uno per i giudicanti e uno per i requirenti, dove solo i magistrati sono estratti a sorte fra tutti e in modo, quindi, assolutamente casuale, mentre la componente laica del governo viene sorteggiata fra i membri scelti dalla maggioranza, con un evidente supremazia e autorevolezza dei secondi sui primi.
Ancor di piu', con l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare, composta secondo lo stesso criterio sperequativo, cui demandare le decisioni in materia di sanzioni ai magistrati, senza nessuna possibilita' di appellarsi a un giudice terzo (decide sempre l'Alta Corte in diversa formazione e secondo modalita' che, in base ai desiderata della maggioranza, dovra' decidere la legge ordinaria).
Perche' tutto questo? Lo dice lo stesso ministro Nordio, quando afferma (testuali parole): "Mi stupisco che una persona intelligente come Elly Shlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui riuscissero ad andare al governo". Una "confessione" in piena regola dell'obiettivo reale della riforma: sottomettere i pm all'esecutivo per agire indisturbati nell'azione di governo, neutralizzando proprio quel potere che, per funzione costituzionale, dovrebbe controllare (anche) chi governa.
L'inizio di una deriva autoritaria, debole coi forti e forte coi deboli, che va stroncata sul nascere. Per questo, ancora una volta, occorre mobilitarsi, per bocciare la deforma con un sonoro No.
*
Anna Falcone è componente del Comitato referendario nazionale “Giusto dire No”
3. RIFLESSIONE. MASSIMO VILLONE: REFERENDUM, UNA FIRMA E UN VOTO PER LA COSTITUZIONE
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Referendum, una firma e un voto per la Costituzione
Il vero obiettivo della riforma Meloni-Nordio e' il complessivo indebolimento della magistratura: lo Stato democratico cosi' cede all'autocrazia
*
La legge costituzionale Meloni-Nordio di riforma della magistratura va respinta nel voto popolare, per considerazioni di metodo e di merito. Partiamo dal metodo: la proposta reca i nomi di Meloni e Nordio, e' quindi espressione dell'indirizzo politico di governo. Scelta inopportuna in materia costituzionale, che Calamandrei avrebbe certamente censurato.
Ma era proprio quel che il governo voleva, come ha dimostrato l'approvazione senza alcun emendamento nelle quattro deliberazioni parlamentari richieste. Di piu', il ministro Nordio ci ha informato di avere volutamente evitato qualsiasi interlocuzione con le opposizioni, al fine di non attardarsi in discussioni che avrebbero sprecato il tempo da dedicare ad altra riforma: il premierato.
Ancora sul metodo. Il governo tenta di tagliare il piu' possibile i tempi della campagna referendaria, con un'interpretazione inaccettabile delle norme vigenti (art. 138 Cost., legge 352/1970). La forzatura che potrebbe anche condurre a un rifiuto del presidente Mattarella di emanare il decreto di indizione del voto. Nel caso il presidente non rilevasse la "manifesta incostituzionalita'" che giustificherebbe il suo diniego, il decreto presidenziale sarebbe impugnato davanti al giudice amministrativo da parte dei 15 "volenterosi" che hanno depositato in Cassazione la richiesta di raccogliere almeno 500 mila firme per il referendum, come garantisce l'articolo 138 della Costituzione.
Passando ora al merito, la Meloni-Nordio non migliora in alcun modo la qualita' e l'efficienza del servizio offerto ai cittadini, inadeguato per carenze ben note di risorse umane, organizzative, strumentali. Persino voci di maggioranza lo ammettono.
E se mai la separazione delle carriere - che si vorrebbe punto essenziale della riforma - fosse considerata utile a tal fine, sarebbe agevole constatare che e' gia' di fatto largamente attuata nella legislazione vigente sul passaggio tra la funzione inquirente e la giudicante (circa lo 0,5 per cento all'anno), e che sarebbe comunque stato possibile intervenire ancora con legge ordinaria. In tale prospettiva la riforma costituzionale si certifica come inutile.
E' allora chiaro che il vero obiettivo della riforma e' lo sdoppiamento del Csm, l'introduzione di un sorteggio (puro per i togati, temperato per i laici), la creazione di un'Alta corte titolare esclusiva della funzione disciplinare, non presieduta dal presidente della Repubblica. E' un disegno finalizzato a un complessivo indebolimento della magistratura, in specie verso il governo e la politica.
Lo certifica Nordio, quando dice che domani anche i governi di chi oggi e' opposizione ne trarrebbero vantaggio. Lo certifica Meloni, quando afferma che per la sicurezza tutti devono remare nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura. Ancor peggio se si considera che alla Meloni-Nordio si aggiunge la riforma della Corte dei conti. E quindi si attacca l'invadenza di campo dei magistrati, dai migranti all'imam di Torino passando per il ponte di Messina. Lo stato democratico fondato su checks and balances e separazione dei poteri cede all'autocrazia, ancor piu' chiaramente ricordando che alla riforma della magistratura si affiancano in perversa sinergia il premierato e l'autonomia differenziata.
Fermiamo la destra, firmando oggi e votando No domani.
*
Massimo Villone e' costituzionalista.
4. RIFLESSIONE. ROBERTA LISI INTERVISTA GIOVANNI BACHELET: REFERENDUM: CAPIRE, PARTECIPARE, ESPRIMERE UN FORTE E SERENO NO
[Dal sito www.collettiva.it riprendiamo e dif?fondiamo]
Referendum: capire, partecipare, esprimere un forte e sereno No
Il presidente del Comitato per il No, Giovanni Bachelet: "La riforma non riguarda solo i magistrati, ma tutti i cittadini. Lo spostamento del potere dal giudiziario all'esecutivo renderebbe piu' difficile la tutela dei diritti"
*
Giovanni Bachelet e' un professore universitario di fisica in pensione: ha piu' volte affermato che pensava questa stagione della propria vita come tempo da dedicare ai nipotini e alla mamma anziana. Ma nel suo DNA impegno civile, partecipazione e Costituzione sono elementi identitari, gia' in passato - peraltro - aveva dedicato parte del suo tempo a difendere la Costituzione dagli attacchi di Berlusconi accettando di essere il tesoriere del Comitato per il No di allora presieduto da Oscar Luigi Scalfaro. Oggi quel richiamo all'impegno si e' rifatto impellente, ed e' per questo che per qualche mese trascurera' mamma e nipotini per convincere - insieme e tanti e tante della societa' civile - piu' cittadini e cittadine possibile che votare No e' nel nostro interesse.
*
- Perche' un uomo della societa' civile, un professore universitario in pensione, decide di scendere in campo e di mettersi in gioco cosi' pesantemente, mettendoci la propria faccia per presiedere il Comitato per il No?
- Perche' sono convinto, e vorrei anche convincere molti, che questa non e' una bega fra magistrati e governo, o per essere piu' precisi fra magistrati ed ex magistrati al governo, ma e' una questione che ha a che fare con i diritti e con la liberta' e la democrazia, beni preziosi per tutti i cittadini e le cittadine. Vorrei aiutare a comprendere qual e' la posta in gioco, a capire il quesito sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista politico, in modo che si possa scegliere consapevolmente cosi' da preservare l'equilibrio prezioso fra i poteri esecutivo, giudiziario e legislativo che ci hanno lasciato i padri e le madri costituenti.
*
- E allora qual e' la vera posta in gioco?
- Lo spostamento dell'equilibrio fra questi poteri, in particolare fra potere giudiziario e potere politico. Che sia questa la posta in gioco, lo suggeriscono anzitutto le reazioni scomposte dei suoi fautori ai primi manifesti della campagna del No; poi naturalmente il confronto dei testi dell'attuale Costituzione con quella che uscirebbe dalla riforma, se passasse. Si sono arrabbiati parecchio perche' quei manifesti svelavano il nocciolo del referendum: non la separazione delle carriere, che nei fatti gia' esiste, ma la volonta' o meno di indebolire i magistrati di fronte al potere esecutivo. Per ottenerlo la legge Nordio smonta il Csm, non solo dividendo un organo di rango costituzionale in tre, ma nei nuovi organi abolendo la rappresentanza elettiva dei magistrati, sostituita con un sorteggio. Il messaggio che si manda e' chiaro: i magistrati sono delinquenti, incapaci e indegni di eleggere la propria rappresentanza. Che il sorteggio eliminerebbe le correnti e' poi una grande ingenuita'. Elimina solo la trasparenza e la responsabilita' del mandato, questa opacita' rende piu' facili e meno controllabili, non piu' difficili, eventuali giochi di potere. Le correnti della magistratura, come i partiti politici nel Parlamento, esprimono la ricchezza del pluralismo di orientamenti e culture di chi li elegge e rapporti di forza democratici nella decisione da assumere; certo, quando si corrompono restano solo il potere e gli interessi di gruppo. Ma con l'elezione tutto resta alla luce del sole e questo, come si e' visto anche in tempi recenti, consente agli attuali strumenti di autodisciplina del Csm - che la riforma vuole sottrarre ai due nuovi Csm - di individuare, condannare ed espellere i responsabili del degrado: Palamara e' stato radiato.
*
- I padri e le madri costituenti pensarono il Csm come istituzione autonoma di rango costituzionale, proprio a garanzia dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Spezzettarlo in tre che cosa significa?
- Domanda molto interessante. La campagna per il Si' martella sul fatto che e' rimasto immutato l'articolo 104, o meglio la premessa dell'articolo 104 della Costituzione, quella secondo cui l'ordine giudiziario e' indipendente e autonomo da ogni altro potere. Meuccio Ruini, relatore alla Costituente di questa parte della Costituzione, spiegava pero' che e' l'articolo successivo, il 105, quello che specifica tutte le caratteristiche del Csm, a garantire l’attuazione dell'articolo 104: diceva che i quattro poteri assegnati al Consiglio superiore della magistratura (promozioni, nomine, trasferimenti e disciplina) erano come quattro chiodi che fissavano l'indipendenza e l'autonomia della magistratura, mettendola al riparo dall'ingerenza di ogni futuro ministro di grazia e giustizia. La legge Nordio invece stravolge l'articolo 105, in modo tale che alla fine nessuno dei tre nuovi organismi ha piu' tutti e quattro i "chiodi". Checche' dicano i sostenitori del Si', dopo questa riforma autonomia e indipendenza della magistratura rimangono astrattamente sulla carta, ma subiscono concretamente un duro colpo.
*
- Hai sostenuto che la riforma Nordio non riguarda solo i magistrati, ma tutti i cittadini e le cittadine. Ci spieghi perche'?
- Con quella riforma i magistrati non sono piu' un ordine giudiziario, sono ridotti a singoli magistrati esposti al ricatto dei potenti. Con una magistratura meno indipendente i cittadini non ci guadagnano di certo: ci possono guadagnare quelli che sono in grado di intimidire la magistratura, che sono in grado di orientare le sue decisioni minacciando provvedimenti disciplinari. E' stata una magistratura autonoma e indipendente, cosi' come prevista dalla Costituzione attuale, ad aver guidato le forze dell'ordine alla scoperta e alla sconfitta del terrorismo, della mafia, della corruzione e perfino di uno stato parallelo, la loggia P2, via via sventando i sistematici depistaggi di altri settori dello Stato, del governo, della politica nazionale e internazionale. E' stata una magistratura autonoma e indipendente ad avere, negli ultimi 50 anni, denunciato l'incostituzionalita' di diverse leggi cruciali per i singoli e per il Paese; cosi' la Corte Costituzionale ha poi emesso sentenze che hanno costretto il Parlamento a scrivere nuove leggi che hanno ampliato l'uguaglianza sostanziale, rafforzato diritti sociali "incomprimibili", riconosciuto nuovi diritti della persona (identita', autodeterminazione, relazioni affettive). Senza giudici indipendenti e testardi i diritti civili delle donne, della comunita' Lgbtq+, del lavoro, della salute, i diritti dei migranti non sarebbero forse ancora al punto in cui si trovano oggi. Se un magistrato e' sotto schiaffo dalla politica, e' piu' difficile che lo faccia.
*
- Grazie all’iniziativa di 15 cittadini si stanno raccogliendo le firme per il referendum. Intravedo in questa iniziativa due obiettivi: da un lato impedire al governo di strozzare il dibattito, senza permettere ai cittadini e alle cittadine di informarsi fissando la data del voto troppo presto. Dall'altro quella raccolta di firme e' anche un'estensione della partecipazione.
- Credo che il valore principale della raccolta di firme sia proprio quello di sollecitare e stimolare la partecipazione, di far tornare la voglia di capire e votare. La curva di partecipazione al momento elettorale e' in caduta libera da anni, fino alle ultime regionali. Credo che su qualcosa di cosi' importante come le regole e la giustizia si possa riuscire, anche grazie alla raccolta delle firme, a far ripartire un po' di voglia di comprendere, di partecipare e anche di votare. E' stato cosi' per altri referendum costituzionali, spero che succeda anche in questo caso.
*
- Bachelet, perche' ciascuno di noi seguendo il tuo esempio dovrebbe scendere in campo?
- Perche' nessuno dei partiti per cui hanno votato i cittadini ha avuto occasione di cambiare nemmeno una virgola del testo che il governo ha proposto quasi due anni fa. E' l'unica possibilita' che abbiamo di partecipare, di dire si' o no. Non credo che sia una battaglia pro o contro il governo, credo piuttosto che, siccome in Parlamento e' stata vietata qualsiasi discussione e variazione del testo originario, tutti gli elettori e le elettrici avranno l'occasione di fare cio' che i loro partiti non hanno potuto fare in Parlamento, dire si' o no a un testo partorito unicamente dal governo e mai modificato in quattro passaggi parlamentari. Io spero che dicano di no, ma comunque e' un'occasione per riprendere in mano e amare di piu' la nostra Costituzione che prevede, nel caso estremo in cui una modifica cosi' importante non sia passata a larga maggioranza, il referendum confermativo saggiamente istituito dai padri e dalle madri costituenti.
5. MEMORIA. PER OSVALDO ERCOLI, PER MOHANDAS GANDHI, PER ALEXANDER LANGER
Il 30 gennaio 1930 nasceva Osvaldo Ercoli, che e' stato per chi scrive queste righe un amico meraviglioso e uno straordinario compagno di lotte nonviolente.
Sempre il 30 gennaio 1948 veniva ucciso Mohandas Gandhi, che ogni giorno di piu' si rivela essere un punto di riferimento fondamentale per ogni persona di volonta' buona, la cui proposta nonviolenta (condivisa, e' ovvio, con tutte le piu' grandi figure dell'umanita' di tutti i tempi e di tutti i paesi) e' l'unica risorsa che possa salvare l'umanita' dalla catastrofe in corso.
E sempre oggi, a Verona, le persone amiche della nonviolenza ricordano Alex Langer, anch'egli un amico indimenticabile ed una delle figure piu' vive dellla nonviolenza in cammino.
Nel ricordarle qui e adesso, ancora una volta dalla loro luminosa memoria scaturisce un appello ineludibile: ad opporsi a tutte le guerre e le uccisioni, a fermare tutte le devastazioni, a salvare tutte le vite.
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
*
Una minima notizia su Osvaldo Ercoli
Osvaldo Ercoli, nato a Vallerano (Vt) il 30 gennaio 1930 e deceduto a Viterbo il 18 novembre 2022, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' consigliere comunale e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa dell'ambiente, per la pace e i diritti di tutti, e' stato per unanime consenso nel viterbese una delle piu' prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e la sua limpida generosita' a Viterbo sono proverbiali. E' stato tra gli animatori del comitato che ha salvato l'area archeologica, naturalistica e termale del Bulicame dalla devastazione. E' stato scritto di lui: "Il professor Osvaldo Ercoli e' stato per decenni docente di matematica e fisica a Viterbo, citta' in cui e' da sempre un simbolo di rigore morale e civile, di impegno educativo, di sollecitudine per il pubblico bene, di sconfinata generosita'. Gia' pubblico amministratore comunale e provinciale di adamantina virtu', sono innumerevoli le iniziative in difesa dei diritti umani e dell'ambiente di cui e' stato protagonista; tuttora impegnato nel volontariato a sostegno di chi ha piu' bisogno di aiuto, e' altresi' impegnato in prima persona ovunque vi sia necessita' di smascherare e contrastare menzogne, ingiustizie, violenze... Avendo avuto il privilegio immenso di averlo come amico, come maestro di impegno civile, come compagno di tante lotte nonviolente, vorremmo cogliere questa occasione per esprimergli ancora una volta il nostro affetto, la nostra ammirazione, la nostra gratitudine; affetto, ammirazione e gratitudine che sappiamo essere condivise da tutte le persone di Viterbo e dell'Alto Lazio, da tutte le persone che hanno avuto l'onore di conoscerlo e che hanno a cuore la dignita' umana di tutti e di ognuno, la civilta' come legame comune e comune impegno dell'intero genere umano, la biosfera casa comune dell'umanita' intera". Ed e' stato scritto anche: "Ascoltare il professor Ercoli e' sempre straordinariamente educativo, e di grande conforto: poiche' significa mettersi alla scuola di una persona che unisce il rigore del ragionamento logico all'affermazione del dovere morale e all'intransigenza dell'impegno civile, con una sobrieta', una mitezza ed una saggezza che rendono ogni sua parola, ogni sua argomentazione, non solo un dono prezioso per il pensiero e per l'azione, ma anche un autentico gesto di amicizia che nel suo stesso darsi - in squisita cortesia ed insieme in assoluta chiarezza e onesta' - degnifica gli interlocutori tutti invitandoli ad esser parte del bene, del giusto, del vero". Il 2 ottobre 2014, in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza, la Citta' di Viterbo, nella solenne cornice della Sala Regia di Palazzo dei Priori, sede del Comune, gli ha tributato un riconoscimento in segno della gratitudine dell'intera popolazione viterbese per il suo magistero di uomo di pace: dinanzi a un uditorio commosso che aveva gremito la storica sala, il sindaco ha consegnato al professor Ercoli un attestato della riconoscenza della citta' tutta; nella motivazione del riconoscimento di cui e' stata data lettura era scritto: "Al professor Osvaldo Ercoli, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' pubblico amministratore di adamantino rigore morale e di strenua dedizione al bene comune, impegnato nel volontariato e nella difesa dell'ambiente e dei diritti di tutti gli esseri umani, animatore di molteplici iniziative di pace e di solidarieta', generoso educatore attraverso la parola e l'esempio al ragionamento logico come al dovere morale e all'impegno civile, di saggezza e mitezza maestro, testimone fedele dell'amore per il vero ed il giusto, amico della nonviolenza, sollecito sempre nel recare aiuto a chiunque ne avesse bisogno come nel contrastare menzogne e violenze, sempre avendo a cuore la dignita' umana di tutti e di ognuno, la civilta' come legame comune e comune impegno dell'intero genere umano, la biosfera casa comune dell'umanita' intera, la citta' di Viterbo grata per il suo impegno di pace".
*
Una minima notizia su Mohandas K. Gandhi
Mohandas K. Gandhi e' stato della nonviolenza il piu' grande e profondo pensatore e operatore, cercatore e scopritore; e il fondatore della nonviolenza come proposta d'intervento politico e sociale e principio d'organizzazione sociale e politica, come progetto di liberazione e di convivenza. Nato a Portbandar in India nel 1869, studi legali a Londra, avvocato, nel 1893 in Sud Africa, qui divenne il leader della lotta contro la discriminazione degli immigrati indiani ed elaboro' le tecniche della nonviolenza. Nel 1915 torno' in India e divenne uno dei leader del Partito del Congresso che si batteva per la liberazione dal colonialismo britannico. Guido' grandi lotte politiche e sociali affinando sempre piu' la teoria-prassi nonviolenta e sviluppando precise proposte di organizzazione economica e sociale in direzione solidale ed egualitaria. Fu assassinato il 30 gennaio del 1948. Sono tanti i meriti ed e' tale la grandezza di quest'uomo che una volta di piu' occorre ricordare che non va mitizzato, e che quindi non vanno occultati limiti, contraddizioni, ed alcuni aspetti discutibili - che pure vi sono - della sua figura, della sua riflessione, della sua opera. Opere di Gandhi: essendo Gandhi un organizzatore, un giornalista, un politico, un avvocato, un uomo d'azione, oltre che una natura profondamente religiosa, i suoi scritti devono sempre essere contestualizzati per non fraintenderli; Gandhi considerava la sua riflessione in continuo sviluppo, e alla sua autobiografia diede significativamente il titolo Storia dei miei esperimenti con la verita'. In italiano l'antologia migliore e' Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi; si vedano anche: La forza della verita', vol. I, Sonda; Villaggio e autonomia, Lef; l'autobiografia tradotta col titolo La mia vita per la liberta', Newton Compton; La resistenza nonviolenta, Newton Compton; Civilta' occidentale e rinascita dell'India, Movimento Nonviolento (traduzione del fondamentale libro di Gandhi: Hind Swaraj; ora disponibile anche in nuova traduzione col titolo Vi spiego i mali della civilta' moderna, Gandhi Edizioni); La cura della natura, Lef; Una guerra senza violenza, Lef (traduzione del primo, e fondamentale, libro di Gandhi: Satyagraha in South Africa). Altri volumi sono stati pubblicati da Comunita': la nota e discutibile raccolta di frammenti Antiche come le montagne; da Sellerio: Tempio di verita'; da Newton Compton: e tra essi segnaliamo particolarmente Il mio credo, il mio pensiero, e La voce della verita'; Feltrinelli ha recentemente pubblicato l'antologia Per la pace, curata e introdotta da Thomas Merton. Altri volumi ancora sono stati pubblicati dagli stessi e da altri editori. I materiali della drammatica polemica tra Gandhi, Martin Buber e Judah L. Magnes sono stati pubblicati sotto il titolo complessivo Devono gli ebrei farsi massacrare?, in "Micromega" n. 2 del 1991 (e per un acuto commento si veda il saggio in proposito nel libro di Giuliano Pontara, Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996). Opere su Gandhi: tra le biografie cfr. B. R. Nanda, Gandhi il mahatma, Mondadori; l'accurato lavoro di Judith M. Brown, Gandhi, Il Mulino; il libro di Yogesh Chadha, Gandhi, Mondadori, e quello di Christine Jordis, Gandhi, Feltrinelli. Tra gli studi cfr. Johan Galtung, Gandhi oggi, Edizioni Gruppo Abele; Icilio Vecchiotti, Che cosa ha veramente detto Gandhi, Ubaldini; ed i volumi di Gianni Sofri: Gandhi e Tolstoj, Il Mulino (in collaborazione con Pier Cesare Bori); Gandhi in Italia, Il Mulino; Gandhi e l'India, Giunti. Cfr. inoltre: Dennis Dalton, Gandhi, il Mahatma. Il potere della nonviolenza, Ecig. Una importante testimonianza e' quella di Vinoba, Gandhi, la via del maestro, Paoline. Per la bibliografia cfr. anche Gabriele Rossi (a cura di), Mahatma Gandhi; materiali esistenti nelle biblioteche di Bologna, Comune di Bologna. Altri libri particolarmente utili disponibili in italiano sono quelli di Lanza del Vasto, William L. Shirer, Ignatius Jesudasan, George Woodcock, Giorgio Borsa, Enrica Collotti Pischel, Louis Fischer. Un'agile introduzione e' quella di Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni cultura della pace. Una interessante sintesi e' quella di Giulio Girardi, Riscoprire Gandhi, Anterem, Roma 1999; tra le pubblicazioni piu' recenti segnaliamo le seguenti: Antonio Vigilante, Il pensiero nonviolento. Una introduzione, Edizioni del Rosone, Foggia 2004; Mark Juergensmeyer, Come Gandhi, Laterza, Roma-Bari 2004; Roberto Mancini, L'amore politico, Cittadella, Assisi 2005; Enrico Peyretti, Esperimenti con la verita'. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (Rimini) 2005; Fulvio Cesare Manara, Una forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi, Unicopli, Milano 2006; Giuliano Pontara, L'antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, Ega, Torino 2006.
*
Il programma del convegno di Verona dedicato ad Alexander Langer
"Alex Langer, facitore di pace. Stiamo facendo cio' che era, e' e sara' giusto?"
Un Convegno itinerante a Verona, 30-31 gennaio e 1 febbraio 2026
In occasione degli 80 anni dalla nascita e dei 30 anni dalla morte, vogliamo partire dalle molte tracce lasciate da Langer a Verona (citta' di pace e citta' di ponti) suo luogo di elezione per tante iniziativa culturali e politiche, per interrogarci sull'oggi e verificare quanto il "metodo Langer" sia ancora attualissimo per "continuare in cio' che era giusto".
Il Convegno, nello spirito del "viaggiatore leggero", sara' itinerante:
- venerdi' 30/01 sera, ore 20:45: spettacolo all'Auditorium Don Calabria di San Zeno in Monte;
- sabato 31/01 mattina, ore 10:00: Aula Caprioli dell'Universita' di Verona, presso il polo Zanotto;
- sabato 31/01 pomeriggio, ore 14:30: Auditorium della Chiesa di San Fermo;
- domenica 01/02 mattina, ore 9:30: Aula Magna del Seminario Vescovile Maggiore.
Il Convegno e' promosso dalla Scuola di Pace e Nonviolenza (Fondazione Toniolo e Movimento Nonviolento), con il contributo e il patrocinio del Comune di Verona, Diocesi di Verona, Universita' di Verona, con l'adesione della Fondazione Alexander Langer Stiftung e dell'Istituto Opera Don Calabria.
Partecipazione libera, aperta a tutte e tutti gli interessati, fino ad esaurimento posti.
Di seguito il link con il programma completo.
https://www.movimentononviolento.it/sedi/verona/alex-langer-facitore-di-pace-un-convegno-itinerante-a-verona-31-gennaio-e-1-febbraio-2026
Per maggiori informazioni:
Casa per la Nonviolenza, via Spagna 8, Verona
segreteria at arenadipace.it
segreteria at movimentononviolento.it
Nei giorni precedenti tel. 045 8009803
Durante il convegno cell. 351 4981281
Movimento Nonviolento Verona
*
Anche nel ricordo di questi amici, maestri e compagni ancora una volta risuoni l'appello all'impegno comune per il bene comune dell'umanita'.
Anche nel ricordo di questi amici, maestri e compagni ancora una volta risuoni l'appello alla pace disarmata e disarmante che rispetta e salva tutte le vite.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Siamo una sola famiglia umana in un unico mondo vivente.
Occorre soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Occorre opporsi sempre a tutte le uccisioni.
Occorre porsi sempre dalla parte di tutte le vittime contro tutti i carnefici.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Non "si vis pacem, para bellum", ma "si vis pacem, para pacem".
Non "fiat iustitia, pereat mundus", ma "vivat mundus et fiat iustitia".
Non "dulce et decorum est pro patria mori", ma "dulce et decorum est vivere et vivere sinere".
Si torni al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana che recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Si torni al rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita".
Si torni al rispetto della Carta delle Nazioni Unite che si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra".
Si torni al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, che all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Difendiamo i diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera"
Viterbo, 30 gennaio 2026
6. MEMORIA. DALL'INIZIO DI FEBBRAIO UN SOLLECITO SVOLGIMENTO DELL'ITER AUTORIZZATIVO PER LA LAPIDE IN RICORDO DEL POETA VITERBESE ALFIO PANNEGA SULLA SUA ABITAZIONE A VALLE FAUL
Dall'inizio di febbraio e' finalmente previsto il sollecito svolgimento dell'iter autorizzativo per la collocazione della lapide in ricordo del poeta viterbese Alfio Pannega sulla sua abitazione a Valle Faul con la richiesta da parte del Comune di Viterbo del previsto parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale, parere dopo il quale l'iter arriverebbe rapidamente a positiva conclusione.
La richiesta, come e' noto, e' stata presentata mesi fa dalle amiche e degli amici di Alfio Pannega ottenendo de facto il consenso unanime della cittadinanza viterbese e quindi anche delle sue rappresentanze istituzionali: la memoria di Alfio Pannega e' infatti considerata da tutti coloro che lo conobbero un bene comune della citta' e dell'umanita'.
Si confida che, concluse da poco le numerose ed assai partecipate iniziative commemorative del centenario della nascita di Alfio lungo l'intero anno 2025, in questo inizio del 2026 si riesca a porre il miglior sigillo al ricordo corale con la collocazione della lapide in suo ricordo su quella che tutti i viterbesi chiamano "la casa di Alfio" a ridosso di Porta Faul.
*
Ancora una volta nel ricordo di Alfio invitiamo ogni persona di volonta' buona all'impegno comune per la pace, ad aiutare ogni persona bisognosa di aiuto, a custodire e difendere quest'unico mondo vivente, ad operare per il bene comune dell'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
In calce alleghiamo ancora una volta una minima notizia su Alfio Pannega.
*
Le amiche e degli amici di Alfio Pannega
Viterbo, 31 gennaio 2026
* * *
Allegato: Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; in questi mesi si sta finalmente avviando la sua realizzazione.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonnne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 13 del 31 gennaio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
- Prev by Date: [Nonviolenza] Dall'inizio di febbraio un sollecito svolgimento dell'iter autorizzativo per la lapide in ricordo del poeta viterbese Alfio Pannega sulla sua abitazione a Valle Faul
- Next by Date: [Nonviolenza] "Cosa si aspetta a fermare questa ecatombe?". Una lettera aperta ai Presidenti del Parlamento italiano
- Previous by thread: [Nonviolenza] Dall'inizio di febbraio un sollecito svolgimento dell'iter autorizzativo per la lapide in ricordo del poeta viterbese Alfio Pannega sulla sua abitazione a Valle Faul
- Next by thread: [Nonviolenza] "Cosa si aspetta a fermare questa ecatombe?". Una lettera aperta ai Presidenti del Parlamento italiano
- Indice: