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[Nonviolenza] Raniero La Valle, una delle figure piu' autorevoli e luminose della cultura e della vita civile italiana, aderisce all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" insieme a padre Alex Zanotelli, Luisa Morgantini, Olga Karach, Yurii Sheliazhenko
- Subject: [Nonviolenza] Raniero La Valle, una delle figure piu' autorevoli e luminose della cultura e della vita civile italiana, aderisce all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" insieme a padre Alex Zanotelli, Luisa Morgantini, Olga Karach, Yurii Sheliazhenko
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sun, 11 Jan 2026 09:23:11 +0100
RANIERO LA VALLE, UNA DELLE FIGURE PIU' AUTOREVOLI E LUMINOSE DELLA CULTURA E DELLA VITA CIVILE ITALIANA, ADERISCE ALL'APPELLO "PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA" INSIEME A PADRE ALEX ZANOTELLI, LUISA MORGANTINI, OLGA KARACH, YURII SHELIAZHENKO
Raniero La Valle, una delle figure piu' autorevoli della cultura e della vita civile italiana, aderisce all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" di cui sono primi firmatari il prestigioso portavoce pacifista e nonviolento padre Alex Zanotelli, la vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini (che e' anche da decenni il fondamentale punto di riferimento in Italia della solidarieta' con il popolo palestinese), la difensora dei diritti umani bielorussa perseguitata ed esule Olga Karach, l'avvocato difensore degli obiettori di coscienza ucraini e lui stesso obiettore perseguitato Yurii Sheliazhenko.
*
L'appello, arricchito da numerosi contributi di riflessione, chiede sostanzialmente un impegno urgente e concreto della societa' civile come delle associazioni ed istituzioni democratiche italiane ed europee per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
*
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
*
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
*
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
*
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Olga Karach
Yurii Sheliazhenko
Fabio Alberti
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
don Luigi Arnaboldi
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Fausta Ferruzza
Angelo Gaccione
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Agnese Ginocchio
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Paolo Mazzinghi
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Gianfranco Monaca
Pigi Moncelsi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
*
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
gruppo "Per una Chiesa diversa"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
*
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Fidest press agency
Ghaleb.it
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
New Tuscia
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
*
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
In allegato una documentazione essenziale.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Diffusione a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 11 gennaio 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Raniero La Valle, una delle figure piu' autorevoli della cultura e della vita civile italiana, aderisce all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" di cui sono primi firmatari il prestigioso portavoce pacifista e nonviolento padre Alex Zanotelli, la vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini (che e' anche da decenni il fondamentale punto di riferimento in Italia della solidarieta' con il popolo palestinese), la difensora dei diritti umani bielorussa perseguitata ed esule Olga Karach, l'avvocato difensore degli obiettori di coscienza ucraini e lui stesso obiettore perseguitato Yurii Sheliazhenko.
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L'appello, arricchito da numerosi contributi di riflessione, chiede sostanzialmente un impegno urgente e concreto della societa' civile come delle associazioni ed istituzioni democratiche italiane ed europee per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
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Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
*
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
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Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
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Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Olga Karach
Yurii Sheliazhenko
Fabio Alberti
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
don Luigi Arnaboldi
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Fausta Ferruzza
Angelo Gaccione
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Agnese Ginocchio
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Paolo Mazzinghi
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Gianfranco Monaca
Pigi Moncelsi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
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Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
gruppo "Per una Chiesa diversa"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
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Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Fidest press agency
Ghaleb.it
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
New Tuscia
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
*
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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In allegato una documentazione essenziale.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Diffusione a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 11 gennaio 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Una documentazione essenziale a sostegno dell'appello "per la pace nel cuore d'Europa" promosso da padre Alex Zanotelli, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Olga Karach, Yurii Sheliazhenko e numerose altre persone amiche della nonviolenza Quante persone debbono ancora morire in Ucraina? Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo? Ogni vittima ha il volto di Abele. Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'. La guerra e' nemica dell'umanita'. * Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso. Il momento di abolire la guerra e' adesso. Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso. Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso. * Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste. Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali. Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi. * Solo la pace salva le vite. Salvare le vite e' il primo dovere. * * * Allegato primo: il testo iniziale dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male. Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui. Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa. Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto. Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro. Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa. Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello. * * * Allegato secondo: Una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana: "Continui a far sentire la sua voce per la pace, per fermare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa" Egregio Presidente della Repubblica, ho molto apprezzato il discorso da lei tenuto a Berlino il 16 novembre "per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza". Ed in esso quel suo monito: "se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla", cosi' nitido e luminoso proprio mentre - per citare ancora le sue parole - "nuovi 'dottor Stranamore' si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba 'amare la bomba'". Il suo "mai piu'" e' condiviso da ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, sollecita del bene comune dell'umanita': mai piu' la guerra, mai piu' uccisioni, ogni vittima ha il volto di Abele, salvare le vite e' il primo dovere. Egregio Presidente della Repubblica, si e' perso gia' troppo tempo: anni in cui innumerevoli esseri umani in Ucraina sono stati uccisi in una guerra folle e scellerata come tutte le guerre. Occorre fermare immediatamente questa guerra nel cuore d'Europa. Purtroppo, e tragicamente, i governi di gran parte dei paesi europei si adoperano affinche' sempre piu' persone vengano uccise, invece di adoperarsi per promuovere e sostenere negoziati di pace che pongano immediatamente fine al massacro della popolazione ucraina vittima di una brutale aggressione. Come nel conflitto mediorientale occorre addivenire al piu' presto a un cessate il fuoco, all'apertura di negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere. Egregio Presidente della Repubblica, continui a far sentire la sua autorevole voce per la pace e il disarmo, la unisca a quella del pontefice cattolico, invochi la pace che salva le vite, chieda che si arresti la strage in corso, chiami tutti i paesi europei - tutti, dall'Atlantico agli Urali - ad adoperarsi per la cessazione del massacro: chieda alla Russia di porre termine alla barbara, mostruosa aggressione; chieda ai paesi europei i cui governi insipienti e irresponsabili in questi anni hanno soffiato sul fuoco e fornito strumenti di morte, pur ben sapendo che la loro folle e sciagurata politica avrebbe contribuito a provocare lo sterminio della popolazione ucraina, di recedere da questo criminale ed insensato atteggiamento; chieda a tutti di considerare anche il pericolo che l'intera popolazione europea e l'intera umanita' corre se non si spegne al piu' presto questo incendio tornando al negoziato diplomatico, all'interlocuzione politica, al dialogo per comporre i conflitti, alla cooperazione internazionale in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorrono pace, disarmo e smilitarizzazione per salvare tutte le vite, e salvare le vite e' il primo dovere. Ringraziandola ancora per le sue sagge e commosse parole berlinesi, voglia gradire distinti saluti, il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo Viterbo, 18 novembre 2025 * * * Allegato terzo: Una lettera aperta alla Presidente del Consiglio dei Ministri: "Per la pace nel cuore d'Europa" Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri, le scrivo per sollecitare un impegno dell'Italia per la cessazione immediata della guerra in Ucraina, per salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, per la pace nel cuore d'Europa, per stornare il pericolo di una guerra mondiale. Le scrivo avendo presenti le parole della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica italiana, che all'articolo 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra...". Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri, mi duole dover constatare come tanti, troppi governi europei, in questi anni invece di adoperarsi per la fine della guerra si siano adoperati piuttosto per alimentarla, in un vero e proprio delirio distruttivo che nessun artificio retorico puo' riuscire ad occultare. Sia l'Italia a chiamare l'Europa intera ad uscire dal delirio e ad impegnarsi per la cessazione immediata del crimine immenso che si sta consumando da anni nel cuore del continente e che minaccia peraltro di evolvere in una vera e propria guerra mondiale il cui esito qualora si passasse all'uso delle armi atomiche potrebbe essere l'annientamento dell'umanita'. Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri, lei come me ricordera' la terribile tragedia del genocidio della popolazione Ucraina, l'Holodomor, realizzato dal regime totalitario staliniano all'inizio degli anni Trenta del Novecento; lei come me ricordera' l'orrore della Shoah che coinvolse anche l'Ucraina nel corso della seconda guerra mondiale; lei come me ricordera' gli eventi che portarono alla sanguinosa e ininterrotta guerra civile nelle regioni di confine tra Ucraina e Russia circa dieci anni fa; lei come me ricordera' l'occupazione manu militari della Crimea da parte della Russia nel 2014; ed ovviamente lei come me ha assistito con orrore e sgomento all'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe il 24 febbraio 2022; e dal 2022 questa guerra folle e scellerata e' in corso, e di essa e' vittima innocente la martoriata popolazione ucraina. Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri, non e' questa la sede per esprimere un giudizio storico, basti il giudizio morale: la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita', poiche' essa sempre e solo consiste nell'uccisione di innumerevoli esseri umani che avevano il diritto di vivere. Saranno naturalmente le corti di giustizia internazionali a giudicare l'accaduto e ad emettere le sentenze conseguenti; quello che mi preme dirle adesso e' qualcosa di piu' semplice e immediato: ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente la guerra; ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente le stragi; ci si adoperi finalmente per un immediato "cessate il fuoco" ed un immediato avvio di trattative di pace. Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri, le sembra ragionevole quanto ho scritto? Puo' e vuole farsi promotrice di un impegno esplicito e concreto del governo italiano per cercare di fermare immediatamente la guerra e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare? Solo la pace salva le vite. Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri, salvare le vite e' il primo dovere. Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro per la pace ed il bene comune dell'umanita'. Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo Viterbo, 25 novembre 2025 Post scriptum: mi permetto di allegare in calce una lettera che ho indirizzato alcuni giorni fa al Presidente della Repubblica per esprimergli il mio apprezzamento per quanto detto nel discorso tenuto a Berlino lo scorso 16 novembre. * * * Allegato quarto: "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?". Una lettera aperta alla vicepresidente del Parlamento Europeo, on. Antonella Sberna Gentilissima vicepresidente Sberna, mi scusi se mi permetto di interpellarla direttamente e pubblicamente, ma la guerra nel cuore d'Europa, che da anni fa strage d'innumerevoli esseri umani in Ucraina e che da un momento all'altro puo' estendersi con esiti catastrofici per l'umanita' intera, mi sembra essere di tale orrore, gravita' e pericolosita' da richiedere un impegno personale ed esplicito di chi ha responsabilita' pubbliche di rilevanza internazionale. ignoro se lei abbia avuto modo di leggere l'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso da molte persone amiche della nonviolenza di cui sono primi firmatari l'illustre missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento europeo on. Luisa Morgantini, ed allegate ad esso le due lettere al Presidente della Repubblica italiana e alla Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro paese, che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera. In quell'appello si chiede ad ogni persona di volonta' buona, all'intera societa' civile e ad ogni istituzione democratica di adoperarsi per mettere immediatamente fine alla guerra e alle stragi nel cuore d'Europa, e di promuovere e realizzare adesso, prima che sia troppo tardi, la pace "disarmata e disarmante" costantemente invocata dal pontefice cattolico e da tante altre personalita' sollecite del bene comune dell'intera umana famiglia. Quante persone debbono ancora morire in Ucraina? Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo? Gentilissima vicepresidente Sberna, lei e' stata anche per anni assessora ai servizi sociali del Comune di Viterbo, ed ha quindi avuto modo di conoscere quanta sofferenza vi sia gia' anche in casa nostra e quanto necessario sarebbe usare le risorse pubbliche per soccorrere chi di aiuto ha bisogno, per garantire a tutte le persone una vita degna e sicura. Perche', invece, ingentissime risorse pubbliche italiane ed europee debbono essere scelleratamente sperperate per le armi assassine e per alimentare la guerra in corso nel cuore d'Europa? Lei sa bene quanto me che le armi servono a uccidere, a uccidere gli esseri umani. Lei sa bene quanto me che la guerra in questo consiste: stragi abominevoli, lutti infiniti, irreversibili devastazioni. Ogni persona senziente e pensante sa perfettamente che la guerra e' nemica dell'umanita' intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita; che ogni vittima ha il volto di Abele; che salvare le vite e' il primo dovere. Quante persone debbono ancora morire in Ucraina? Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo? Gentilissima vicepresidente Sberna, si adoperi energicamente affinche' il Parlamento Europeo di cui e' autorevole rappresentante, e sull'impulso del Parlamento anche tutte le altre istituzioni europee - ed in primo luogo la Commissione, fin qui tragicamente insensata fautrice di sciagurate decisioni volte ad incrementare la guerra e le stragi -, cessino di fomentare ed incrementare l'abominevole guerra ed il folle riarmo, e si impegnino finalmente, in modo concreto e coerente, per la cessazione immediata della guerra e per una politica di pace disarmata e disarmante. Quante persone debbono ancora morire in Ucraina? Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo? Gentilissima vicepresidente Sberna, mi permetta di concludere citando una indimenticabile poesia di Primo Levi, "La bambina di Pompei": Poiche' l'angoscia di ciascuno e' la nostra Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna Che ti sei stretta convulsamente a tua madre Quasi volessi ripenetrare in lei Quando al meriggio il cielo si e' fatto nero. Invano, perche' l'aria volta in veleno E' filtrata a cercarti per le finestre serrate Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti Lieta gia' del tuo canto e del tuo timido riso. Sono passati i secoli, la cenere si e' pietrificata A incarcerare per sempre codeste membra gentili. Cosi' tu rimani tra noi, contorto calco di gesso, Agonia senza fine, terribile testimonianza Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme. Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella, Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani: La sua cenere muta e' stata dispersa dal vento, La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito. Nulla rimane della scolara di Hiroshima, Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli, Vittima sacrificata sull'altare della paura. Potenti della terra padroni di nuovi veleni, Tristi custodi segreti del tuono definitivo, Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo. Prima di premere il dito, fermatevi e considerate. Gentilissima vicepresidente Sberna, Voglia gradire un cordiale saluto e un sincero augurio di buon lavoro per la pace disarmata e disarmante e per il bene comune dell'umanita' intera dal suo concittadino il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo Viterbo, 21 dicembre 2025 * * * Allegato quinto: Una lettera aperta alla Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola: "Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta" Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola, so bene che scrivere lettere alle alte cariche istituzionali e' cosa il piu' delle volte del tutto inutile, poiche' e' ben difficile che quelle lettere raggiungano effettivamente il destinatario. Ma il suo compianto predecessore, l'on. David Sassoli, qualche anno fa ebbe la bonta' di accogliere quanto con una lettera gli proponevo (e la sua conseguente iniziativa ebbe esito infine positivo), e quindi non e' detto che il miracolo non possa ripetersi. Le scrivo quindi per segnalarle l'appello "per la pace nel cuore d'Europa", promosso da illustri personalita' come il missionario padre Alex Zanotelli e come l'on. Luisa Morgantini gia' vicepresidente del Parlamento Europeo, e sottoscritto da un gran numero di persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e movimenti della societa' civile. In sostanza quell'appello chiede un impegno immmediato e corale per la cessazione della guerra in corso in Ucraina, un impegno immmediato e corale per far cessare le stragi e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, un impegno immediato e corale per la pace disarmata e disarmante. Il testo dell'appello allego in calce a questa lettera. Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, lei mi perdonera' la franchezza: mi sembra che purtroppo in questi anni l'Unione Europea non si sia affatto preoccupata di cercar di salvare le vite in Ucraina, ma abbia piuttosto perseguito una insensata e sciagurata politica il cui esito effettuale e' stato di alimentare la guerra e quindi le stragi. Certo, la reponsabilita' principale di quella guerra e' di chi quella guerra ha scatenato con l'invasione dell'Ucraina, ma l'Unione Europea invece di fare ogni sforzo per far cessare il conflitto armato con un'azione diplomatica persuasa e adeguata ha preferito incrementare la guerra e le stragi. Dal 24 febbraio del 2022 quanti esseri umani sono stati uccisi da questa scellerata guerra? E quante e quali distruzioni, devastazioni e catastrofi ambientali questa scellerata guerra ha provocato? E cosa si attende ancora per adoperarsi con tutte le proprie risorse ed energie per far cessare l'ecatombe e l'ecocidio nel cuore d'Europa? E' mai possibile che non ci si accorga di quanti esseri umani sono stati gia' uccisi? Che non ci si accorga del crescente pericolo che il conflitto possa espandersi e divenire una guerra continentale, mondiale, nucleare? Che non ci si accorga del rischio apocalittico che sta correndo l'intera famiglia umana? Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, credo che ogni persona ragionevole si sia ormai persuasa che al di la' di ogni altra considerazione e' ora che l'Unione Europea dismetta una politica che contribuisce alla guerra e quindi alle stragi e alle devastazioni, e adotti finalmente una politica di costruzione della pace con mezzi di pace. Il pontefice cattolico ha proposto una formula che personalmente condivido toto corde, quella della "pace disarmata e disarmante": sarebbe un'eccellente scelta per l'Unione Europea, nata proprio per porre fine alle guerre sul continente che si estende dall'Atlantico agli Urali. Non ho bisogno di ricordare a lei, che e' anche una giurista, che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita"; che la Carta delle Nazioni Unite si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra"; che la Dichiarazione universale dei diritti umani all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona". Sono cose che lei sa perfettamente: sa perfettamente che la guerra sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani; sa perfettamente che per rispettare ed inverare il diritto alla vita di tutti gli esseri umani occorre abolire la guerra. Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, questo le chiedo facendo riferimento a quell'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che citavo all'inizio di questa lettera: di farsi promotrice di un pronunciamento del Parlamento Europeo che chiami l'Unione Europea a cessare immediatamente di alimentare la guerra e i massacri, e ad impegnarsi finalmente a sostegno delle trattative diplomatiche per risolvere il conflitto attraverso un negoziato, per la pace disarmata e disarmante che salva tutte le vite. Lei puo' persuadere il Parlamento Europeo a deliberare che l'Unione Europea cessi di fomentare ed armare la guerra e di alimentare le stragi in Ucraina, e che - finalmente rinsavendo - agisca per la fine immediata delle uccisioni e per l'inizio immediato di trattative diplomatiche. Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta. Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di buone feste, il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo Viterbo, 27 dicembre 2025 * * * Allegato sesto: Una lettera aperta al Ministro degli Esteri. "Ogni momento e' il momento giusto per salvare le vite che la guerra uccide" Egregio Ministro degli Esteri, on. Antonio Tajani, la recentissima decisione del Consiglio dei Ministri di inviare nuovi armamenti in Ucraina (di cui danno notizia tutti i mezzi d'informazione) mi sembra non solo del tutto irrazionale, immorale e fin anomica, ma anche del tutto incoerente - ovvero totalmente confliggente - rispetto alle sue recenti reiterate dichiarazioni a sostegno dell'azione diplomatica per far cessare la guerra e le stragi di cui la guerra consiste. Lei converra' con me che a lume di logica la decisione di inviare armamenti dove una guerra e' in corso (ed in Ucraina e' in corso ormai da quasi quattro anni, essendo iniziata con la scellerata e sciagurata invasione russa del 24 febbraio 2022) ha come ovvia conseguenza alimentare la guerra e quindi le uccisioni di esseri umani. Non c'e' bisogno che io le ricordi che l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana inequivocabilmente attesta che l'Italia ripudia la guerra; ne' c'e' bisogno che io le ricordi che oltre alla nostra Costituzione anche gli altri grandi documenti giuridici dell'umanita' difendono il diritto alla vita di ogni essere umano, e quindi condannano l'omicidio. E di cosa consistono le guerre se non di un cumulo di omicidi? Conosco l'argomento secondo cui l'Italia invia armamenti per aiutare l'Ucraina aggredita ad esercitare il suo diritto alla legittima difesa, ma dopo tre anni e dieci mesi di massacri e devastazioni questo argomento e' divenuto un sofisma funzionale solo alla prosecuzione della guerra, ovvero ad impedire che cessino le stragi e si avviino trattative di pace. Dopo cosi' tante morti e cosi' tante distruzioni continuare ad inviare armi per far proseguire la guerra, invece di adoperarsi per il cessate il fuoco e l'avvio di trattive di pace, e' solo un atto di sadismo e di barbarie omicida. Credo che lei converra' con me nel convincimento che salvare le vite umane sia il primo dovere di ogni persona e di ogni umano istituto; e il primo modo per adempiere al dovere di salvare le vite e' cessare di sopprimerle e impedire di sopprimerle; e poiche' la guerra sopprime le vite con lo strumento delle armi, ne consegue che inviare armi alimenta la guerra e quindi sopprime le vite, che e' l'esatto contrario del nostro primo comune dovere. Come argomento' nitidamente con una vasta opera pubblicistica nell'ultimo periodo della sua vita un grande scrittore che era stato anche un resistente, Carlo Cassola, la pace e' l'esercizio della legittima difesa dell'umanita', il disarmo e' l'esercizio della legittima difesa dell'umanita'. L'indimenticabile Ernesto Balducci, insieme a molti altri in molti luoghi e in molti tempi, chiari' una volta per tutte che occorreva rovesciare quell'antico e fallace e sanguinario motto latino "si vis pacem para bellum" nell'impegno necessario e urgente per la salvezza dell'umanita': se vuoi la pace, agisci per la pace con mezzi di pace. Ignoro se lei abbia letto l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" promosso da padre Alex Zanotelli, dalla vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, dalla pacifista nonviolenta e difensora dei diritti umani bielorussa in esilio Olga Karach e da molte altre persone amiche della nonviolenza, appello che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera. Quell'appello convoca ogni persona, ogni associazione, ogni istituzione sollecita del bene comune dell'umanita' ad adoperarsi per far cessare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa. Quell'appello convoca alla pace disarmata e disarmante che ogni giorno viene invocata cosi' giustamente e cosi' appassionatamente dal pontefice cattolico. Quell'appello convoca alla pace che salva le vite, tutte le vite. Non sarebbe ragionevole e virtuoso che il governo italiano lo accogliesse? Non sarebbe ragionevole e virtuoso che il governo italiano tornasse sui suoi passi e decidesse di inviare tutti gli aiuti umanitari possibili alla popolazione ucraina vittima della guerra ma di non inviare piu', mai piu', alcuna arma assassina? Troppe persone sono gia' morte. Troppe persone rischiano ogni giorno di essere uccise. Per non dire del rischio crescente che la guerra si estenda e diventi continentale, quindi mondiale, quindi nucleare, e possa mettere fine all'umanita' intera e rendere quest'unico mondo vivente un immenso deserto. Quante altre persone debbono morire in Ucraina prima che i governi europei - tutti i governi europei, dall'Atlantico agli Urali - aprano gli occhi e tornino alla civilta', alla legalita', al dialogo, al ripudio della guerra assassina? Egregio Ministro degli Esteri, si faccia promotore lei nel governo italiano, e chieda al governo italiano di farsi promotore verso tutti i governi europei, di un'iniziativa concreta e coerente di pace con mezzi di pace. Si faccia promotore lei nel governo italiano, e chiede al governo italiano di farsi promotore verso tutti i governi europei, della scelta immediata della pace disarmata e disarmante che adempia ed inveri l'utopia concreta e il principio speranza di quanti ancora nel vivo dell'orrore della seconda guerra mondiale sognarono ed avviarono il processo di unificazione europea nel segno del rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani. Il momento della pace e' adesso. Il momento del disarmo e' adesso. Il momento della diplomazia e' adesso. Il momento della cooperazione fra tutti i popoli e tutti i paesi e' adesso. Ogni momento e' il momento giusto per salvare le vite che la guerra uccide. Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di ogni bene, il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo Viterbo, 31 dicembre 2025 * * * Allegato settimo: Due riflessioni di Enrico Peyretti, uno dei maggiori maestri della cultura della pace Volentieri sottoscrivo l'appello, perche' e' giusto, come tutti gli altri dello stesso significato. La guerra va anzitutto evitata, perche' e' sempre male, e' distruzione e omicidio; va evitata e poi risolta con dialogo, mediazione, parita'. "Nessuno sia vinto" (Buddha citato da Gorbaciov). "Molto meglio una pace ingiusta di una guerra giusta" (Erasmo citando Cicerone, ripetutamente). Se pensano e se vogliono, e se si preparano, i popoli possono difendersi da un'aggressione con la resistenza popolare nonviolenta, evitando di confermre la guerra con la guerra. * Veramente sconfitto e' il popolo che contro la guerra conosce solo la guerra. Documentare le alternative storiche alla guerra Ricordo alcune domande: come e' possibile difendere la dignita' umana da aggressioni armate, senza usare armi? Cioe', senza duplicare la violenza di offesa con la violenza di difesa (che e' ugualmente disumana)? Nelle presentazioni e discussioni sul libro "Fino alla liberazione dalla guerra" (Ed. Mille, 2025, info at edizionimille.eu), presentato e discusso a Torino (CSSR), a Ivrea (Mir), a Cagliari (lovesharingfestival), di nuovo a Torino (CAM), la cosa piu' importante sono state queste domande. C'e' molta ignoranza sulle alternative alla guerra. Questa debolezza e' rassegnazione passiva al male, e favorisce i signori della guerra. Chiediamoci: possono i popoli compiere quel cambiamento culturale per cui non sia piu' accettabile il trionfo della forza contro il diritto? Perche' il principio vitale del "non uccidere" (fatto valere nel privato) non vale nella politica sovrana degli stati omicidi? Possiamo pensare normali le politiche e istituzioni di morte (esercito, guerra, patria nazionalista, culture suprematiste) come le politiche di vita? Come rispondere alla forza militare con la forza nonviolenta? La nonviolenza e' vilta', resa e sottomissione, oppure e' una forza dotata anche di efficacia liberatrice documentata? Queste e simili domande sono state poste dagli attenti discussant, nelle occasioni suddette, e meritano tutta l'attenzione e l'impegno culturale e politico. In questo libro come in altri penso di avere richiamato alcune basi etico-politiche, e anche dati storici raccolti da vari ricercatori (una mia bibliografia storica delle lotte nonarmate e nonviolente e' in rete). Ma la conoscenza diffusa e criticamente documentata delle possibilita' di un popolo di difendersi dalla violenza bellica senza replicarla (e cosi' confermarla), e' ancora conoscenza rara, non accolta negli studi accademici, tantomeno nell'informazione corrente: e' storia oscurata dal semplicismo fatalistico del "la guerra c'e' sempre stata e sempre ci sara'". Che e' un omaggio rassegnato al male disumano. Altri mali contro la convivenza sono stati superati, cosi' deve e puo' essere superata la guerra, massimo male. La cultura della pace deve lavorare intensamente non solo per affermare la superiorita' etico-politica della resistenza forte alla guerra senza riprodurla, ma per mostrare anche la realta' della pace attiva nella storia umana. Lo sviluppo di istituzioni piu' civili ha espulso dalla realta' storica istituzioni violente prima accettate come naturali (schiavitu', tortura, pena di morte, ecc.). Ci sara' sempre nell'uomo il dilemma bene-male, ma non deve regnare l'istituzione del male disumano. Insieme a cio' occorre mostrare gli enormi crescenti pericoli contro tutta l'umanita' che la guerra causa, al punto che si deve riconoscerla "fuor di ragione", e percio' impegno essenziale di una politica sensata e' espellerla dalla pratica, dalla preparazione, dalla istituzione, dai mezzi d'azione pensabili nei conflitti, e dal criminale alto profitto dell'industria militare. Molti lavori sono stati fatti, ma non sono conosciuti, p. es. la ricca collana (decine di opuscoli) del Movimento Nonviolento e di La Meridiana, e altri editori, dagli anni '90, sulle esperienze di Difesa Popolare Nonviolenta, oltre i lavori accurati di autori come Sharp, Galtung, Semelin, Nanni Salio, ecc. L'ignoranza di questa cultura della pace veramente possibile e' rassegnazione al peggio della natura e della storia umana. Veramente sconfitto e' il popolo che contro la guerra conosce solo la guerra. I movimenti per la pace, oltre le proteste e le denunce, mi pare che debbano oggi di nuovo studiare e documentare che l'umanita' e' capace - col necessario grande impegno - di non suicidarsi nei conflitti acuti, e di costruire composizioni sagge, equilibrate, di convivenza giusta tra tutti i popoli, ormai uniti di fatto dal problema ecologico, dalla comunicazione, e dalla inseparabile sorte planetaria. * * * Allegato ottavo: Due fondamentali lettere dell'illustre pacifista e difensora dei diritti umani di tutti gli esseri umani Olga Karach Cara Luisa Morgantini, caro padre Alex Zanotelli, vi scrivo dopo aver letto con grande attenzione e profonda stima il vostro appello "Per la pace nel cuore d'Europa". Desidero ringraziarvi sinceramente per questa iniziativa cosi' necessaria e coraggiosa. Condivido pienamente il senso di responsabilita' morale e civile che attraversa il testo e ritengo, come voi, che oggi sia urgente unire le voci della societa' civile europea per fermare la guerra, prevenire nuove escalation e costruire percorsi concreti di pace. Mi presento brevemente: sono Olga Karach, difensora dei diritti umani originaria della Bielorussia, oggi attiva in Europa nel campo della protezione dei rifugiati, della documentazione delle repressioni transnazionali e del lavoro per la pace. Da molti anni sono impegnata anche nella promozione del disarmo - in particolare del disarmo nucleare, che considero una priorita' assoluta per la salvaguardia della vita umana e della dignita' dei popoli. Il vostro appello mi ha profondamente toccata, perche' credo che soltanto una pace disarmata e disarmante possa proteggere l'umanita' dal rischio - sempre piu' concreto - di una catastrofe irreversibile. Oggi piu' che mai e' necessario un fronte etico, umano e civile capace di rimettere al centro la vita, la compassione e la responsabilita' collettiva. Per questo motivo mi farebbe molto piacere poter entrare in contatto con voi e con le altre persone promotrici dell'appello, per riflettere insieme su possibili forme di collaborazione. In particolare, mi starebbe a cuore discutere: - il rafforzamento del movimento europeo per il disarmo nucleare; - il sostegno alla societa' civile nei paesi colpiti da guerra, autoritarismo e repressione transnazionale; - la costruzione di iniziative comuni di pace dal basso, fondate sulla nonviolenza e sulla dignita' umana. Se per voi fosse possibile, sarei davvero lieta di organizzare un primo incontro online (Zoom), cosi' da conoscerci e condividere idee, esperienze e prospettive. Sarebbe per me un grande onore potervi ascoltare e valutare insieme eventuali passi futuri. Vi ringrazio ancora, dal profondo, per il vostro instancabile impegno per la pace e per la giustizia. Spero che questa mia lettera possa essere l'inizio di un dialogo e - se lo riterrete opportuno - di una collaborazione. Con stima sincera e cordiali saluti, Olga Karach * Caro Peppe, ho letto con grande attenzione la Sua lettera aperta "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?" e ne sono rimasta profondamente colpita per la forza, il dolore e la lucidita' con cui difende il diritto fondamentale alla vita - e, in modo altrettanto chiaro, il diritto delle persone a non morire in guerra, oggi in Ucraina. Come Lei sa, io vengo dalla Bielorussia. Per noi la guerra in Ucraina e' una ferita particolarmente lacerante. La viviamo come una tragedia fratricida: tre popoli - ucraino, bielorusso e russo - che per decenni hanno vissuto intrecciati da relazioni umane, culturali e familiari profonde, oggi travolti da una violenza che appare sempre piu' come una follia senza senso. Questa guerra ci tocca da vicino, ci riguarda intimamente, e genera un'angoscia costante per il presente e per il futuro di tutta la nostra regione e dell'Europa intera. Desidero ringraziarLa sinceramente per la Sua iniziativa, per la coerenza del Suo impegno e per il lavoro instancabile che porta avanti da anni a favore della pace, del disarmo e della difesa della vita umana. In un tempo in cui la normalizzazione della guerra sembra avanzare pericolosamente, voci come la Sua sono essenziali. Vorrei condividere con Lei, in risposta, alcuni punti che considero particolarmente importanti. Ritengo fondamentale rafforzare al massimo il sostegno ai renitenti e agli obiettori di coscienza bielorussi, russi e ucraini. Si tratta di persone che rifiutano di partecipare alla guerra per ragioni etiche e di coscienza, e che oggi si trovano in una condizione estremamente vulnerabile: spesso non sono accolte ne' protette da nessuna parte, esposte a persecuzioni, repressione e isolamento. Difendere il loro diritto a non uccidere e a non essere uccisi e', a mio avviso, una parte imprescindibile di una politica di pace autentica. Allo stesso tempo, sento molto forte l'urgenza di parlare anche di una campagna per il disarmo nucleare dell'Europa in senso ampio, senza confini politici selettivi: includendo le armi nucleari russe, britanniche e di tutti gli altri Stati che continuano a fondare la propria sicurezza sulla minaccia dell'annientamento. Il nesso tra guerra, riarmo e rischio nucleare e' oggi evidente e drammatico. Credo sinceramente che sarebbe molto importante unire le forze anche su questi fronti. Mettere in rete le iniziative per la pace, il sostegno agli obiettori di coscienza e il disarmo - convenzionale e nucleare - puo' rafforzare il nostro impatto comune. Insieme, con perseveranza e coerenza, possiamo contribuire a creare le condizioni politiche e morali perche' questa guerra terribile venga finalmente fermata. La ringrazio ancora per il Suo lavoro e per la Sua voce. Resto con grande interesse in attesa di sapere se e quali risposte ricevera', e spero che questo dialogo possa continuare e approfondirsi. Con stima e gratitudine, Olga * * * Allegato nono: Una fondamentale lettera dell'illustre pacifista e difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani Yurii Sheliashenko Dear Peppe Sini I support your message and agree that weapons are fueling the war, not stopping it. Ukraine indeed needs humanitarian aid to survive barbaric Putin's invasion. It seems that Putin does not want peace, does not negotiate in good faith, does not ready to curb his imperialist ambitions, and uses negotiations only as a pretext to justify his war of aggression. With Trump's invasion of Venezuela, Putin has another precedent to justify war in Ukraine. So, I think that in any public appeal to leaders to stop the murderous arms race and disarm the first address must be the Kremlin. It would be very unfair to blame the EU first because the wrong cult of weapons and blindness to alternatives is hundreds times stronger in Russia than in Europe. Also, to be heard in the European institutions, we the pacifists must propose alternative nonviolent effective responses to threats of war from Russia. So, it is important to address society to be prepared to resist nonviolently any war and militarism. I doubt the governments will help the people to build a capacity of civil disobedience in case of invasions etc., because the governments are committed to "monopoly on violence." It is for the society to mobilize to resist war, and not only those who prepare war inside, but first of all those who wage war and coming dangerously closer at European backyard. Peace Yurii Sheliazhenko Institute of Peace and Law, Kyiv, Ukraine * * * Allegato decimo: Notizie aggiornate dalla campagna di obiezione alla guerra promossa dal Movimento Nonviolento [Dal sito di "Azione nonviolenta" riprendiamo e diffondiamo] Aggiornamenti di fine 2025 della Campagna del Movimento Nonviolento a supporto degli obiettori, renitenti alla leva e disertori di Russia, Ucraina, Bielorussia, Israele e Palestina. * Ci avviciniamo alla fine dell'anno 2025, momento di consuntivo anche per la Campagna di Obiezione alla guerra, sia per quanto riguarda il "fronte italiano" con la raccolta e la consegna delle Dichiarazioni di obiezione di coscienza, sia per quanto riguarda i "fronti di guerra" con le relazioni con i nostri partner in Israele e Palestina (Mesarvot, New Profile, CPT-Palestine), in Ucraina (Movimento Pacifista Ucraino), in Bielorussia/Lituania (Our House), in Russia (Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi) e con il lavoro di rete con la War Resisters' International e l'Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza (Ebco-Beoc). * Dal fronte italiano Dichiarazioni di obiezione di coscienza Purtroppo soffia forte il vento di guerra. I governi europei vogliono che i popoli si preparino, reintroducendo il servizio militare obbligatorio per i giovani. L'ultima in ordine di tempo a ripristinare la leva e' stata la Croazia, che segue la decisione gia' presa in Norvegia e Svezia. La Francia sta spingendo per allargare il reclutamento per il servizio militare volontario, come sta avvenendo anche nei Paesi Bassi. La Germania ha approvato una Legge che facilita il reclutamento, per ora volontario, nelle file dell'esercito, e leva obbligatoria se non bastassero i volontari. E in Italia? Il dibattito e' aperto e gia' si parla di attivare una forza di riserva, per arrivare ad un modello autonomo di difesa militare europea che considera la possibilita' generalizzata di un servizio militare per donne e uomini come obiettivo di adeguamento numerico delle forze armate. Questo prospettiva e' gravissima. La nostra risposta e' l'obiezione di coscienza. Il rifiuto, anche preventivo, di partecipare a qualsiasi forma di preparazione della guerra prossima ventura. Rifiuto del servizio militare, rifiuto della militarizzazione nell'informazione, nella cultura, nelle scuole e nelle universita', rifiuto delle spese militari, rifiuto della generalizzata "chiamata alle armi". Tutto questo lo possiamo fare a partire dalla firma della Dichiarazione di obiezione di coscienza. Dal 1 marzo 2022 al 15 dicembre 2023 abbiamo raccolto 2165 dichiarazioni (947 in cartaceo, 1218 tramite il modulo) che abbiamo consegnato alla Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi. Dal 1 gennaio 2024 al 18 maggio 2025 abbiamo raccolto altre 5306 dichiarazioni (2866 in cartaceo e 2440 attraverso il modulo telematico) che il 20 maggio 2025 abbiamo inviato al Presidente della Repubblica chiedendo nel contempo un incontro per illustrare i contenuti costituzionali della nostra Campagna. Il 7 novembre dal Quirinale ci e' stato comunicato che: il Presidente e' informato della nostra iniziativa; gli uffici hanno preso atto di quanto da noi inviato; le firme sono state ricevute e protocollate; ma l'incontro non viene concesso. Ne prendiamo atto, con dispiacere per un'occasione persa dalla massima istituzione della Repubblica. Fino ad oggi abbiamo inviato alle istituzioni un totale di 7471 dichiarazioni. La raccolta prosegue e il nostro prossimo obiettivo e' la consegna di nuove Dichiarazioni direttamente al Ministero della Difesa, sottolineando la richiesta di istituzione di un Albo dove siano elencati tutti gli uomini e tutte le donne che obiettano alla guerra e alla sua preparazione, che non potranno essere arruolati per servizi militari e armati. * Dai fronti di guerra Israele/Palestina La distruzione di Gaza ha determinato una crescita senza precedenti nel numero degli obiettori israeliani e un cambiamento radicale nella loro identita' politica. Prima della guerra, gli obiettori alla leva costituivano un piccolo gruppo etichettato come "traditore" dall'opinione pubblica dominante. Oggi il rifiuto non e' piu' un fenomeno marginale. Molti giovani si rivolgono alla rete Mesarvot, in cerca di aiuto per evitare una complicita' in crimini di guerra, cosi' come un numero crescente di soldati attivi, anche di reparti da combattimento, chiedono assistenza per rifiutare la destinazione a Gaza. La crisi e' visibile anche all'interno dell'esercito con l'aumento di disertori, riservisti e nuovi obiettori haredi (ultra-ortodossi) che scelgono il carcere piuttosto che la partecipazione alle stragi. La rete Mesarvot sostiene sia gli obiettori totali (ne segue circa 200), sia gli obiettori selettivi che si oppongono esclusivamente ai crimini di guerra o all'occupazione di Gaza, come coloro che hanno prestato servizio finora ma la cui coscienza impone un'immediata interruzione e anche gli ortodossi haredi che ritengono religiosamente proibita la partecipazione alla guerra. Il sostegno legale, politico ed emotivo che Mesarvot fornisce e' essenziale per la sopravvivenza del movimento per l'obiezione di coscienza in Israele, Cisgiordania e Gaza. * Dai fronti di guerra Ucraina, Russia e Bielorussia In Ucraina aumenta il numero degli obiettori di coscienza perseguitati, specialmente tra i maschi arruolati con la forza. Caso esemplare quello dell'avventista del settimo giorno e obiettore di coscienza Andrii Skliar, che e' stato sottoposto a tortura da parte dei reclutatori militari e arruolato con la forza nel novembre 2024. Gli hanno rotto il naso, torto il mignolo, lo hanno strangolato fino a fargli perdere conoscenza. Attualmente e' ancora detenuto presso il centro di addestramento militare di Desna, nonostante le ripetute richieste di rilascio da parte della Conferenza di Kyiv della Chiesa Avventista. Andrii continua a rifiutare di portare armi, prestare giuramento militare, indossare l'uniforme, nonostante la pressione e le violenze continue. E come lui molti altri che il Movimento Pacifista Ucraino e in particolare il suo segretario Yurii Sheliazenko, anche lui sotto processo, continuano a difendere sia con dichiarazioni pubbliche sia sul piano legale. In Russia migliaia di ragazzi si rifiutano di prestare servizio e andare al fronte in Ucraina, affrontando persecuzioni, prigionia o esilio. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi (StopArmy) fornisce loro assistenza legale. Sostenere gli obiettori di coscienza in Russia significa sfidare il militarismo. Ci chiedono aiuto per continuare il lavoro in esilio e rafforzare la capacita' di comunicazione e advocacy con le istituzioni nazionali ed europee. In Lituania il lavoro di Our House e di Olga Karach a favore degli obiettori bielorussi continua quotidianamente. Dopo la nostra missione estiva a Vilnius, stiamo supportando la diffusione delle storie e la difesa legale di alcuni casi critici, tra cui quello di Hleb Smirnou, obiettore di coscienza e programmatore. Dopo aver assistito e partecipato alle proteste e alla repressione del 2020 in Bielorussia, e' fuggito in Lituania che lo ha classificato come "minaccia alla sicurezza nazionale". Per tre anni il sistema lo ha torturato: ha perso la Carta Blu e quindi il diritto di lavorare, e' stato minacciato di espulsione in Bielorussia - cosa estremamente pericolosa per lui, avendo partecipato alle proteste - e ha trascorso questi anni senza documenti, senza casa, senza assistenza medica, cercando di sopravvivere con piccoli lavori illegali. Da una condizione professionale privilegiata e' stato spinto ai margini estremi della societa'. E' attesa molto presto una decisione sulla sua domanda di asilo. Temiamo che le possibilita' di successo siano quasi zero. Abbiamo analizzato altri 101 casi simili e dobbiamo fare pressione sulla Lituania affinche' conceda uno status legale, o almeno l'asilo, che permetta loro di vivere normalmente e poi trasferirsi in altri paesi UE quando sara' possibile. * Dal fronte italiano Raccolta e utilizzo fondi Fino ad oggi la Campagna ha raccolto 106.562,73 euro donati da singoli e gruppi, arrivati con donazioni volontarie tramite bonifici, oppure raccolti durante iniziative o ai tavoli per le raccolte firme. Una parte di questi fondi e' stata cosi' utilizzata: 5.023,00 euro in Ucraina per sostegno alla difesa legale degli obiettori, e per aiuti umanitari; 4.000,00 euro a sostegno degli obiettori russi; 7.840,00 euro a Our House, in Lituania, a sostegno delle spese legali degli obiettori bielorussi; 3.070,00 euro sono stati destinati a Mesarvot e a CPT-Palestine; 5.000,00 euro per le spese legali degli obiettori israeliani sono in corso di trasferimento; 25.213,25 euro sono stati utilizzati per le due missioni di pace in Ucraina nel 2022 (Carovana di pace e missione legale dell'avvocato Canestrini), per i due tour in Italia realizzati nel 2023 (tre rappresentanti degli obiettori russi, ucraini, bielorussi) e 2024 (con 4 esponenti degli obiettori israeliani e resistenti palestinesi), per la missione di pace in Lituania (incontro con Our House e gli obiettori bielorussi), e per l'organizzazione di iniziative di conoscenza e aggiornamento della situazione degli obiettori nei diversi paesi, con testimonianze dirette. 5.725,22 euro sono stati utilizzati per strumenti comunicativi e di diffusione della Campagna stessa, e 6.000,00 euro sono stati necessari, in tre anni, per lavoro di coordinamento, segreteria, organizzazione. Nel fondo di solidarieta' della Campagna restano 47.328,00 euro, non sufficienti per coprire i progetti per il 2026, che sommano a 100.000,00 euro, richiestici dai nostri partner nonviolenti in Israele/Palestina e Ucraina/Bielorussia/Russia anche a sostegno delle loro organizzazioni (stampa, spostamenti, affitto sedi, strumenti e comunicazione, ecc.) che spesso lavorano in condizioni estreme. * La nonviolenza costa, anche se immensamente meno della guerra. Contribuisci con un versamento su IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale "Campagna Obiezione alla guerra". Grazie. Dobbiamo raccogliere altri 50.000,00 euro che saranno utilizzati per finanziare i movimenti nonviolenti di Russia, Bielorussia, Ucraina, Israele e Palestina nelle loro attivita', per garantire la difesa legale agli obiettori e disertori dei paesi coinvolti, per organizzare le missioni di pace e solidarieta' con le vittime della guerra, per ospitare in Italia esponenti nonviolenti coinvolti nel conflitto, per il lavoro di testimonianza e informazione. * * * Documentazione diffusa a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo Saremo grati a chiunque ci aiutera' a farla circolare Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it Viterbo, 11 gennaio 2026 Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it * * *
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