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[Nonviolenza] Ebdomadario. 59
- Subject: [Nonviolenza] Ebdomadario. 59
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Wed, 31 Dec 2025 21:54:01 +0100
UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 59 (speciale e conclusivo) del 31 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Una lettera aperta al Ministro degli Esteri. "Ogni momento e' il momento giusto per salvare le vite che la guerra uccide"
2. Ancora tre ricordi per Alfio Pannega
3. Segnalazioni librarie
4. La "Carta" del Movimento Nonviolento
5. Per saperne di piu'
1. L'ORA. UNA LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI ESTERI. "OGNI MOMENTO E' IL MOMENTO GIUSTO PER SALVARE LE VITE CHE LA GUERRA UCCIDE"
Egregio Ministro degli Esteri, on. Antonio Tajani,
la recentissima decisione del Consiglio dei Ministri di inviare nuovi armamenti in Ucraina (di cui danno notizia tutti i mezzi d'informazione) mi sembra non solo del tutto irrazionale, immorale e fin anomica, ma anche del tutto incoerente - ovvero totalmente confliggente - rispetto alle sue recenti reiterate dichiarazioni a sostegno dell'azione diplomatica per far cessare la guerra e le stragi di cui la guerra consiste.
Lei converra' con me che a lume di logica la decisione di inviare armamenti dove una guerra e' in corso (ed in Ucraina e' in corso ormai da quasi quattro anni, essendo iniziata con la scellerata e sciagurata invasione russa del 24 febbraio 2022) ha come ovvia conseguenza alimentare la guerra e quindi le uccisioni di esseri umani.
Non c'e' bisogno che io le ricordi che l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana inequivocabilmente attesta che l'Italia ripudia la guerra; ne' c'e' bisogno che io le ricordi che oltre alla nostra Costituzione anche gli altri grandi documenti giuridici dell'umanita' difendono il diritto alla vita di ogni essere umano, e quindi condannano l'omicidio. E di cosa consistono le guerre se non di un cumulo di omicidi?
*
Conosco l'argomento secondo cui l'Italia invia armamenti per aiutare l'Ucraina aggredita ad esercitare il suo diritto alla legittima difesa, ma dopo tre anni e dieci mesi di massacri e devastazioni questo argomento e' divenuto un sofisma funzionale solo alla prosecuzione della guerra, ovvero ad impedire che cessino le stragi e si avviino trattative di pace.
Dopo cosi' tante morti e cosi' tante distruzioni continuare ad inviare armi per far proseguire la guerra, invece di adoperarsi per il cessate il fuoco e l'avvio di trattive di pace, e' solo un atto di sadismo e di barbarie omicida.
Credo che lei converra' con me nel convincimento che salvare le vite umane sia il primo dovere di ogni persona e di ogni umano istituto; e il primo modo per adempiere al dovere di salvare le vite e' cessare di sopprimerle e impedire di sopprimerle; e poiche' la guerra sopprime le vite con lo strumento delle armi, ne consegue che inviare armi alimenta la guerra e quindi sopprime le vite, che e' l'esatto contrario del nostro primo comune dovere.
Come argomento' nitidamente con una vasta opera pubblicistica nell'ultimo periodo della sua vita un grande scrittore che era stato anche un resistente, Carlo Cassola, la pace e' l'esercizio della legittima difesa dell'umanita', il disarmo e' l'esercizio della legittima difesa dell'umanita'.
L'indimenticabile Ernesto Balducci, insieme a molti altri in molti luoghi e in molti tempi, chiari' una volta per tutte che occorreva rovesciare quell'antico e fallace e sanguinario motto latino "si vis pacem para bellum" nell'impegno necessario e urgente per la salvezza dell'umanita': se vuoi la pace, agisci per la pace con mezzi di pace.
*
Ignoro se lei abbia letto l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" promosso da padre Alex Zanotelli, dalla vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, dalla pacifista nonviolenta e difensora dei diritti umani bielorussa in esilio Olga Karach e da molte altre persone amiche della nonviolenza, appello che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
Quell'appello convoca ogni persona, ogni associazione, ogni istituzione sollecita del bene comune dell'umanita' ad adoperarsi per far cessare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa.
Quell'appello convoca alla pace disarmata e disarmante che ogni giorno viene invocata cosi' giustamente e cosi' appassionatamente dal pontefice cattolico.
Quell'appello convoca alla pace che salva le vite, tutte le vite.
Non sarebbe ragionevole e virtuoso che il governo italiano lo accogliesse?
Non sarebbe ragionevole e virtuoso che il governo italiano tornasse sui suoi passi e decidesse di inviare tutti gli aiuti umanitari possibili alla popolazione ucraina vittima della guerra ma di non inviare piu', mai piu', alcuna arma assassina?
Troppe persone sono gia' morte.
Troppe persone rischiano ogni giorno di essere uccise.
Per non dire del rischio crescente che la guerra si estenda e diventi continentale, quindi mondiale, quindi nucleare, e possa mettere fine all'umanita' intera e rendere quest'unico mondo vivente un immenso deserto.
Quante altre persone debbono morire in Ucraina prima che i governi europei - tutti i governi europei, dall'Atlantico agli Urali - aprano gli occhi e tornino alla civilta', alla legalita', al dialogo, al ripudio della guerra assassina?
*
Egregio Ministro degli Esteri,
si faccia promotore lei nel governo italiano, e chieda al governo italiano di farsi promotore verso tutti i governi europei, di un'iniziativa concreta e coerente di pace con mezzi di pace.
Si faccia promotore lei nel governo italiano, e chiede al governo italiano di farsi promotore verso tutti i governi europei, della scelta immediata della pace disarmata e disarmante che adempia ed inveri l'utopia concreta e il principio speranza di quanti ancora nel vivo dell'orrore della seconda guerra mondiale sognarono ed avviarono il processo di unificazione europea nel segno del rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.
Il momento della pace e' adesso.
Il momento del disarmo e' adesso.
Il momento della diplomazia e' adesso.
Il momento della cooperazione fra tutti i popoli e tutti i paesi e' adesso.
Ogni momento e' il momento giusto per salvare le vite che la guerra uccide.
*
Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di ogni bene,
Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 31 dicembre 2025
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato primo: il testo integrale dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" ed i primi firmatari
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Olga Karach
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
New Tuscia
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato secondo: Una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana: "Continui a far sentire la sua voce per la pace, per fermare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa"
Egregio Presidente della Repubblica,
ho molto apprezzato il discorso da lei tenuto a Berlino il 16 novembre "per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza".
Ed in esso quel suo monito: "se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla", cosi' nitido e luminoso proprio mentre - per citare ancora le sue parole - "nuovi 'dottor Stranamore' si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba 'amare la bomba'".
Il suo "mai piu'" e' condiviso da ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, sollecita del bene comune dell'umanita': mai piu' la guerra, mai piu' uccisioni, ogni vittima ha il volto di Abele, salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
si e' perso gia' troppo tempo: anni in cui innumerevoli esseri umani in Ucraina sono stati uccisi in una guerra folle e scellerata come tutte le guerre.
Occorre fermare immediatamente questa guerra nel cuore d'Europa.
Purtroppo, e tragicamente, i governi di gran parte dei paesi europei si adoperano affinche' sempre piu' persone vengano uccise, invece di adoperarsi per promuovere e sostenere negoziati di pace che pongano immediatamente fine al massacro della popolazione ucraina vittima di una brutale aggressione.
Come nel conflitto mediorientale occorre addivenire al piu' presto a un cessate il fuoco, all'apertura di negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
continui a far sentire la sua autorevole voce per la pace e il disarmo, la unisca a quella del pontefice cattolico, invochi la pace che salva le vite, chieda che si arresti la strage in corso, chiami tutti i paesi europei - tutti, dall'Atlantico agli Urali - ad adoperarsi per la cessazione del massacro: chieda alla Russia di porre termine alla barbara, mostruosa aggressione; chieda ai paesi europei i cui governi insipienti e irresponsabili in questi anni hanno soffiato sul fuoco e fornito strumenti di morte, pur ben sapendo che la loro folle e sciagurata politica avrebbe contribuito a provocare lo sterminio della popolazione ucraina, di recedere da questo criminale ed insensato atteggiamento; chieda a tutti di considerare anche il pericolo che l'intera popolazione europea e l'intera umanita' corre se non si spegne al piu' presto questo incendio tornando al negoziato diplomatico, all'interlocuzione politica, al dialogo per comporre i conflitti, alla cooperazione internazionale in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorrono pace, disarmo e smilitarizzazione per salvare tutte le vite, e salvare le vite e' il primo dovere.
Ringraziandola ancora per le sue sagge e commosse parole berlinesi, voglia gradire distinti saluti,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 18 novembre 2025
* * *
Allegato terzo: Una lettera aperta alla Presidente del Consiglio dei Ministri: "Per la pace nel cuore d'Europa"
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le scrivo per sollecitare un impegno dell'Italia per la cessazione immediata della guerra in Ucraina, per salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, per la pace nel cuore d'Europa, per stornare il pericolo di una guerra mondiale.
Le scrivo avendo presenti le parole della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica italiana, che all'articolo 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra...".
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi duole dover constatare come tanti, troppi governi europei, in questi anni invece di adoperarsi per la fine della guerra si siano adoperati piuttosto per alimentarla, in un vero e proprio delirio distruttivo che nessun artificio retorico puo' riuscire ad occultare.
Sia l'Italia a chiamare l'Europa intera ad uscire dal delirio e ad impegnarsi per la cessazione immediata del crimine immenso che si sta consumando da anni nel cuore del continente e che minaccia peraltro di evolvere in una vera e propria guerra mondiale il cui esito qualora si passasse all'uso delle armi atomiche potrebbe essere l'annientamento dell'umanita'.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
lei come me ricordera' la terribile tragedia del genocidio della popolazione Ucraina, l'Holodomor, realizzato dal regime totalitario staliniano all'inizio degli anni Trenta del Novecento;
lei come me ricordera' l'orrore della Shoah che coinvolse anche l'Ucraina nel corso della seconda guerra mondiale;
lei come me ricordera' gli eventi che portarono alla sanguinosa e ininterrotta guerra civile nelle regioni di confine tra Ucraina e Russia circa dieci anni fa;
lei come me ricordera' l'occupazione manu militari della Crimea da parte della Russia nel 2014;
ed ovviamente lei come me ha assistito con orrore e sgomento all'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe il 24 febbraio 2022; e dal 2022 questa guerra folle e scellerata e' in corso, e di essa e' vittima innocente la martoriata popolazione ucraina.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
non e' questa la sede per esprimere un giudizio storico, basti il giudizio morale: la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita', poiche' essa sempre e solo consiste nell'uccisione di innumerevoli esseri umani che avevano il diritto di vivere.
Saranno naturalmente le corti di giustizia internazionali a giudicare l'accaduto e ad emettere le sentenze conseguenti; quello che mi preme dirle adesso e' qualcosa di piu' semplice e immediato: ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente la guerra; ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente le stragi; ci si adoperi finalmente per un immediato "cessate il fuoco" ed un immediato avvio di trattative di pace.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le sembra ragionevole quanto ho scritto?
Puo' e vuole farsi promotrice di un impegno esplicito e concreto del governo italiano per cercare di fermare immediatamente la guerra e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare? Solo la pace salva le vite.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
salvare le vite e' il primo dovere.
Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro per la pace ed il bene comune dell'umanita'.
Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 25 novembre 2025
Post scriptum: mi permetto di allegare in calce una lettera che ho indirizzato alcuni giorni fa al Presidente della Repubblica per esprimergli il mio apprezzamento per quanto detto nel discorso tenuto a Berlino lo scorso 16 novembre.
* * *
Allegato quarto: Una lettera aperta alla vicepresidente del Parlamento Europeo, on. Antonella Sberna: "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?"
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi scusi se mi permetto di interpellarla direttamente e pubblicamente, ma la guerra nel cuore d'Europa, che da anni fa strage d'innumerevoli esseri umani in Ucraina e che da un momento all'altro puo' estendersi con esiti catastrofici per l'umanita' intera, mi sembra essere di tale orrore, gravita' e pericolosita' da richiedere un impegno personale ed esplicito di chi ha responsabilita' pubbliche di rilevanza internazionale.
ignoro se lei abbia avuto modo di leggere l'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso da molte persone amiche della nonviolenza di cui sono primi firmatari l'illustre missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento europeo on. Luisa Morgantini, ed allegate ad esso le due lettere al Presidente della Repubblica italiana e alla Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro paese, che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
In quell'appello si chiede ad ogni persona di volonta' buona, all'intera societa' civile e ad ogni istituzione democratica di adoperarsi per mettere immediatamente fine alla guerra e alle stragi nel cuore d'Europa, e di promuovere e realizzare adesso, prima che sia troppo tardi, la pace "disarmata e disarmante" costantemente invocata dal pontefice cattolico e da tante altre personalita' sollecite del bene comune dell'intera umana famiglia.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
lei e' stata anche per anni assessora ai servizi sociali del Comune di Viterbo, ed ha quindi avuto modo di conoscere quanta sofferenza vi sia gia' anche in casa nostra e quanto necessario sarebbe usare le risorse pubbliche per soccorrere chi di aiuto ha bisogno, per garantire a tutte le persone una vita degna e sicura.
Perche', invece, ingentissime risorse pubbliche italiane ed europee debbono essere scelleratamente sperperate per le armi assassine e per alimentare la guerra in corso nel cuore d'Europa?
Lei sa bene quanto me che le armi servono a uccidere, a uccidere gli esseri umani.
Lei sa bene quanto me che la guerra in questo consiste: stragi abominevoli, lutti infiniti, irreversibili devastazioni.
Ogni persona senziente e pensante sa perfettamente che la guerra e' nemica dell'umanita' intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita; che ogni vittima ha il volto di Abele; che salvare le vite e' il primo dovere.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
si adoperi energicamente affinche' il Parlamento Europeo di cui e' autorevole rappresentante, e sull'impulso del Parlamento anche tutte le altre istituzioni europee - ed in primo luogo la Commissione, fin qui tragicamente insensata fautrice di sciagurate decisioni volte ad incrementare la guerra e le stragi -, cessino di fomentare ed incrementare l'abominevole guerra ed il folle riarmo, e si impegnino finalmente, in modo concreto e coerente, per la cessazione immediata della guerra e per una politica di pace disarmata e disarmante.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi permetta di concludere citando una indimenticabile poesia di Primo Levi, "La bambina di Pompei":
Poiche' l'angoscia di ciascuno e' la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre
Quasi volessi ripenetrare in lei
Quando al meriggio il cielo si e' fatto nero.
Invano, perche' l'aria volta in veleno
E' filtrata a cercarti per le finestre serrate
Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
Lieta gia' del tuo canto e del tuo timido riso.
Sono passati i secoli, la cenere si e' pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Cosi' tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza
Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.
Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
La sua cenere muta e' stata dispersa dal vento,
La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.
Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli,
Vittima sacrificata sull'altare della paura.
Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
Tristi custodi segreti del tuono definitivo,
Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.
Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.
Gentilissima vicepresidente Sberna,
Voglia gradire un cordiale saluto e un sincero augurio di buon lavoro per la pace disarmata e disarmante e per il bene comune dell'umanita' intera dal suo concittadino
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 21 dicembre 2025
* * *
Allegato quinto: Una lettera aperta alla Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola: "Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta"
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola,
so bene che scrivere lettere alle alte cariche istituzionali e' cosa il piu' delle volte del tutto inutile, poiche' e' ben difficile che quelle lettere raggiungano effettivamente il destinatario.
Ma il suo compianto predecessore, l'on. David Sassoli, qualche anno fa ebbe la bonta' di accogliere quanto con una lettera gli proponevo (e la sua conseguente iniziativa ebbe esito infine positivo), e quindi non e' detto che il miracolo non possa ripetersi.
Le scrivo quindi per segnalarle l'appello "per la pace nel cuore d'Europa", promosso da illustri personalita' come il missionario padre Alex Zanotelli e come l'on. Luisa Morgantini gia' vicepresidente del Parlamento Europeo, e sottoscritto da un gran numero di persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e movimenti della societa' civile.
In sostanza quell'appello chiede un impegno immmediato e corale per la cessazione della guerra in corso in Ucraina, un impegno immmediato e corale per far cessare le stragi e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, un impegno immediato e corale per la pace disarmata e disarmante.
Il testo dell'appello allego in calce a questa lettera.
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
lei mi perdonera' la franchezza: mi sembra che purtroppo in questi anni l'Unione Europea non si sia affatto preoccupata di cercar di salvare le vite in Ucraina, ma abbia piuttosto perseguito una insensata e sciagurata politica il cui esito effettuale e' stato di alimentare la guerra e quindi le stragi.
Certo, la reponsabilita' principale di quella guerra e' di chi quella guerra ha scatenato con l'invasione dell'Ucraina, ma l'Unione Europea invece di fare ogni sforzo per far cessare il conflitto armato con un'azione diplomatica persuasa e adeguata ha preferito incrementare la guerra e le stragi.
Dal 24 febbraio del 2022 quanti esseri umani sono stati uccisi da questa scellerata guerra? E quante e quali distruzioni, devastazioni e catastrofi ambientali questa scellerata guerra ha provocato?
E cosa si attende ancora per adoperarsi con tutte le proprie risorse ed energie per far cessare l'ecatombe e l'ecocidio nel cuore d'Europa?
E' mai possibile che non ci si accorga di quanti esseri umani sono stati gia' uccisi? Che non ci si accorga del crescente pericolo che il conflitto possa espandersi e divenire una guerra continentale, mondiale, nucleare? Che non ci si accorga del rischio apocalittico che sta correndo l'intera famiglia umana?
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
credo che ogni persona ragionevole si sia ormai persuasa che al di la' di ogni altra considerazione e' ora che l'Unione Europea dismetta una politica che contribuisce alla guerra e quindi alle stragi e alle devastazioni, e adotti finalmente una politica di costruzione della pace con mezzi di pace.
Il pontefice cattolico ha proposto una formula che personalmente condivido toto corde, quella della "pace disarmata e disarmante": sarebbe un'eccellente scelta per l'Unione Europea, nata proprio per porre fine alle guerre sul continente che si estende dall'Atlantico agli Urali.
Non ho bisogno di ricordare a lei, che e' anche una giurista, che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita"; che la Carta delle Nazioni Unite si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra"; che la Dichiarazione universale dei diritti umani all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Sono cose che lei sa perfettamente: sa perfettamente che la guerra sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani; sa perfettamente che per rispettare ed inverare il diritto alla vita di tutti gli esseri umani occorre abolire la guerra.
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
questo le chiedo facendo riferimento a quell'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che citavo all'inizio di questa lettera: di farsi promotrice di un pronunciamento del Parlamento Europeo che chiami l'Unione Europea a cessare immediatamente di alimentare la guerra e i massacri, e ad impegnarsi finalmente a sostegno delle trattative diplomatiche per risolvere il conflitto attraverso un negoziato, per la pace disarmata e disarmante che salva tutte le vite.
Lei puo' persuadere il Parlamento Europeo a deliberare che l'Unione Europea cessi di fomentare ed armare la guerra e di alimentare le stragi in Ucraina, e che - finalmente rinsavendo - agisca per la fine immediata delle uccisioni e per l'inizio immediato di trattative diplomatiche.
Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta.
Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di buone feste,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 27 dicembre 2025
2. AMICIZIE. ANCORA TRE RICORDI PER ALFIO PANNEGA
Lella Biagi ricorda Alfio Pannega
Il primo ricordo che ho di Alfio risale alla mia infanzia. Erano gli anni '70. Quale Viterbese non se lo ricorda girare per la città? Intento a selezionare e riciclare con cura ciò che riteneva recuperabile tra gli imballi scartati dalle attività dei negozianti del centro. Li sistemava poi sul carretto per portarli al macero.
Lo conobbi personalmente anni dopo ,quando per lui era cominciata la seconda vita. Confrontarsi e condividere la quotidianità con i ragazzi che avevano occupato il Centro Sociale fu infatti per Alfio una vera rinascita. Nonostante si definisse "un fiore appassito nel mezzo del giardino della vita" a me dava l'idea di un meraviglioso girasole.
Festeggiai a Valle Faul la mia laurea ed ebbi in quella occasione il piacere di ballare con lui per tutta la serata. Si aiutava con l'inseparabile bastone ma come teneva il ritmo! Mi sorprese la disinvoltura e la spontaneità con cui stava in mezzo ai giovani, sempre pronto al confronto, ad insegnare ed imparare nuove cose. Unico il suo spirito ironico e giocoso. Non si stancava mai di ripetere quanto fosse importante la cultura: "A rega', dovete studia', non ve fate magna' la polenta su la capoccia". Aveva potuto studiare solo pochi anni ma mai prima di lui avevo conosciuto qualcuno che provasse un amore così viscerale per i libri, primo su tutti la Divina Commedia, quella con le illustrazioni di Gustavo Dorè.
Ho conosciuto Alfio intimamente solo nel 2007, anno in cui era ricoverato a Villa Immacolata. Con Gigi andavamo periodicamente a trovarlo e mi fece molto ridere quando una volta disse: "A Gì, mo' che me sento mejo vorrei usci'... e che sto a fa' qui? Il riempiticcio?".
Da lì in poi quante serate insieme, spesso a casa nostra accompagnato da Luciano ed Alessio. Quando c'era anche Mario poi, quante risate! Alfio si divertiva a stuzzicarlo e a prenderlo in giro per l’età che avanzava: "A Marieee'... ma come te senti a quest'ora?".
Innumerevoli anche i pranzi e le cene sociali a Castel d'Asso, dove il Centro si era trasferito nel 2006.
Finalmente nel 2010 il grande evento. La pubblicazione del suo libro di poesie. Vederlo dispensare autografi il giorno dell'inaugurazione riempi di gioia il cuore di tutti. Ricordo che una sera giù al centro Alessio urtò incidentalmente il tavolo dove Alfio si era appoggiato per firmare le dediche facendogli cadere la penna dalla mano: "Ahooo' attento! Non lo vedi che sto a lavorà?".
Vedere pubblicate le poesie fu per Alfio una soddisfazione immensa, forse la più grande. Sarebbe stato bello se in quella occasione avesse avuto già la casetta prefabbricata che il Comune gli aveva promesso.
Memorabile fu la mattina in cui Alfio rifiutò, devo dire con gran classe, la targa celebrativa con cui il Comune intendeva insignirlo: "la rivengo a prende quando me date casa". Grande Alfio intelligente e saggio, nelle sue parole non traspariva ombra di sfida o contestazione, ma un invito a rispettare la parola data. Poi, perché no? Poi ben venga anche l’onorificenza, una targa da "appiccare" insieme a quella vinta al torneo di briscola.
La sua ultima battaglia fu proprio quella per un diritto che è di tutti: il diritto alla casa. Alfio è altresì il simbolo della lotta nonviolenta in difesa della pace, della giustizia sociale, della protezione degli ultimi.
Se n'è andato così come ha sempre vissuto, in totale libertà, semplicemente non svegliandosi. Un addio dolce e sereno, senza sofferenza, quasi una ricompensa per l'integrità morale che ha sfoggiato per tutta la sua lunga vita.
Ricordarlo significa cercare di mettere in pratica quello che per me è stato il suo più grande insegnamento, quello per il quale lui aveva una predisposizione naturale: vedere la bellezza ovunque, negli esseri umani, negli animali, nelle piante. Sono certa che per tutti quelli che lo hanno conosciuto Alfio rappresenta l’esempio di come l’umanità dovrebbe essere.
Lella Biagi
* * *
Diego Sposetti ricorda Alfio Pannega
Ho conosciuto Alfio grazie a mio padre, che si fermava a parlare con lui quando lo incontravamo camminando per il centro di Viterbo. Da piccolo ero un po' intimorito da questo strano signore, un po' trasandato, col suo carretto carico di cartoni, seguito da una moltitudine di cani. Lo ricordo alle Feste dell'Unità che il Partito Comunista organizzava a Pratogiardino. Era una presenza fissa, sempre indaffarato a ripulire gli stand della festa. Appuntamento fisso alla Festa dell'Unità era la cena di compleanno di Alfio, di mio padre e mia zia Angela, tutti e tre nati negli stessi giorni.
Anni dopo, avevo quindici anni, seppi per caso dell'occupazione di un centro sociale a Viterbo. Ne avevo sentito parlare dei centri sociali, ma non avevo ben capito cosa fossero. Andai a fare un giro per vedere di cosa si trattasse. La prima persona che incontrai fu proprio Alfio, con un grosso e pesante divano-letto caricato sulle spalle, incastrato nel cancelletto d'ingresso, soffiava e imprecava tentando di divincolarsi da quella situazione. I ragazzi che avevo conosciuto all'ex gazometro di Valle Faul erano entusiasti per l'occupazione, ma il più entusiasta di tutti era proprio Alfio. Stentava a credere a quello che stava succedendo. In lacrime non si capacitava come quei giovani avessero potuto scegliere quel posto dimenticato da tutti, ormai più simile a una discarica invasa da siringhe e rovi che non più a un gazometro. Nel '93 Alfio non era più tanto giovane ma aveva ancora energie da regalare, ne ha avute per tutto il tempo che ho avuto la fortuna di condividere con lui.
Il suo contributo al centro sociale fu fondamentale, condivise da subito tutto quello che poteva senza mai chiedere nulla in cambio. Negli anni trascorsi nel centro sociale, Alfio ha vissuto una seconda giovinezza, partecipando alle iniziative e alle assemblee, sempre presente alle serate con concerti e spettacoli. I suoi consigli e le sue vedute sono stati fondamentali in molti momenti difficili e non perse mai l'animo anche quando i fascisti di viterbo tentarono di aggredirlo o quando tirarono una bottiglia molotov sulla sua casa. L'arrivo del centro sociale aveva restituito dignità ad Alfio, che al momento dell'occupazione viveva solo nella sua casa accanto a Porta Faul. La casa gli era stata assegnata dal Comune, che però non aveva mai provveduto a renderla vivibile. Una sola stanza con cucina e letto senza impianto elettrico, un bagno minuscolo nel quale era impossibile entrare in due e provvisto di un piccolo lavabo, un gabinetto e una tinozza al posto di una doccia. Seppure alcuni cittadini di Viterbo lo stimassero e lo rispettassero, nei fatti era trattato come un reietto, era oggetto di scherzi crudeli e scherno. Godeva dell'aiuto di poche persone, come la signora che viveva di fronte a lui a Valle Faul, che di tanto in tanto gli dava una mano a rassettare casa e a lavare i panni.
Ho mille ricordi di lui che, adagiato su un divano, sembrava dormire ignaro delle discussioni nelle quali ci perdevamo, invece era un attento ascoltatore. Con tempistiche perfette apriva un occhio e diceva la sua, lasciandoci spesso interdetti per la franchezza e la freschezza delle sue parole. Condivideva la sua esperienza di vita quasi scusandosi, senza forse realizzare la profondità del suo pensiero e dei suoi sentimenti. Ci raccontava spesso della sua vita e delle sue esperienze, vissute sempre con la compagnia di sua madre. Ci descriveva i tempi duri vissuti dopo l'infanzia, del dramma della guerra, della vita nella grotta in strada bagni, delle grandi gioie ricavate da piccole cose, come un pane fresco e una tazza di latte ricevuti in cambio di un lavoretto occasionale. Non ho mai incontrato nuovamente una persona autentica e sincera come lui. Una persona dalla generosità infinita, che sapeva dare un nome a sensazioni e stati d'animo dei quali le persone più fortunate ignorano l'esistenza. Con lui era possibile ridere e scherzare come se fosse stato un ventenne come noi. Scriveva poesie e cantava stornelli, improvvisava in ottava rima e, nei momenti più solenni, recitava a memoria la Divina Commedia della quale aveva profonda conoscenza.
Alfio era una vera forza della natura. Ci lasciò a bocca aperta raccogliendo con le mani, indurite dall'incessante suo lavoro, un ciocco infuocato che era caduto dal camino per rimetterlo nel fuoco. Come quando col suo passo caratteristico, dovuto a una caduta da un albero di noce molti anni prima, si congedava dicendo "vado a Viterbo" e si incamminava curvo su per la salita di San Clemente. A mia memoria Alfio non ha mai avuto un lavoro salariato, eppure le sue giornate erano sempre occupate da qualche attività che gli permettesse di avere le risorse per sostentarsi. Lo potevi vedere occupato a smontare elettrodomestici o a spellare cavi per recuperare il rame, a selezionare altri metalli di recupero, a pressare carte e cartoni da riciclare. Nei momenti in cui non era indaffarato lo potevi vedere seduto a contemplare la natura e a trarne una fascinazione fanciullesca, oppure appoggiato sul letto ad ascoltare la radio o a leggere. Aveva un grande libro che illustrava le macchine di Leonardo e passava ore a studiarne le forme e il funzionamento.
Quando il centro sociale si trasferì fuori Viterbo, Alfio scelse di seguirlo e trascorse i suoi ultimi anni a Castel D'Asso. La sua forza di volontà non era stata fiaccata dall'età come invece accadeva per il suo corpo. Ha offerto il suo contributo fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta in maniera serena nel letto della sua nuova abitazione.
Ora non sono più tanto giovane nemmeno io e non tutti quelli coi quali ho condiviso il mio percorso di vita sono ancora presenti.
Alfio è tra i pochi dei quali continuo a soffrire la perdita.
Diego Sposetti
* * *
Alfonso Denocchiari ricorda Alfio Pannega
Se lo sarebbe creso 'r poro Arfietto
che li regazzi der centro sociale
pe' 'r centenaro arebbono architetto
tutte 'ste feste, 'sto gran carnovale?
Io nu' lo so, mma pppenzo che 'n pochetto
magara ce sperava, e bben' o mmale
essi ce lo sapevono e a stecchetto
tirorno su ppe' llui 'sta cattetrale.
Cosi' cquell'omo che ffinche' ccampava
nun ceva gnente e tutto arigavala
e ccampo' ssempre 'n fonno a li scalini
j'e' stato reso onore pe' 'n annata
e ddedicorno a esso la ggirata
er tre settemmre a ssera li facchini.
Alfonso Denocchiari
* * *
Ricordando Alfio opponiamoci a tutte le guerre e a tutte le uccisioni.
Ricordando Alfio adoperiamoci per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ricordando Alfio difendiamo ed accudiamo quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo parte, unica casa comune dell'intera famiglia umana.
Ricordando Alfio costruiamo la pace disarmata e disarmante.
Ricordando Alfio la nonviolenza e' in cammino.
*
Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita
Viterbo, 31 dicembre 2025
3. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Riletture
- Julio Cortazar, Rayuela, Catedra, Madrid 1991, pp. 752.
- Angela Davis, Autobiografia di una rivoluzionaria, Garzanti, Milano 1975, pp. 416.
- Umberto Eco, Trattato di semiotica generale, Bompiani, Milano 1975, pp. 424.
- Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, Feltrinelli, Milano 1973, 1982, pp. 200.
- Giuliana Morandini, ... E allora mi hanno rinchiusa, Bompiani, Milano 1977, 1985, pp. XVIII + 242.
- Boris Pasternak, Il dottor Zivago, Feltrinelli, Milano 1957, 1988, pp. 480.
4. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
5. PER SAPERNE DI PIU'
Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 59 (speciale e conclusivo) del 31 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Numero 59 (speciale e conclusivo) del 31 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
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Sommario di questo numero:
1. Una lettera aperta al Ministro degli Esteri. "Ogni momento e' il momento giusto per salvare le vite che la guerra uccide"
2. Ancora tre ricordi per Alfio Pannega
3. Segnalazioni librarie
4. La "Carta" del Movimento Nonviolento
5. Per saperne di piu'
1. L'ORA. UNA LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI ESTERI. "OGNI MOMENTO E' IL MOMENTO GIUSTO PER SALVARE LE VITE CHE LA GUERRA UCCIDE"
Egregio Ministro degli Esteri, on. Antonio Tajani,
la recentissima decisione del Consiglio dei Ministri di inviare nuovi armamenti in Ucraina (di cui danno notizia tutti i mezzi d'informazione) mi sembra non solo del tutto irrazionale, immorale e fin anomica, ma anche del tutto incoerente - ovvero totalmente confliggente - rispetto alle sue recenti reiterate dichiarazioni a sostegno dell'azione diplomatica per far cessare la guerra e le stragi di cui la guerra consiste.
Lei converra' con me che a lume di logica la decisione di inviare armamenti dove una guerra e' in corso (ed in Ucraina e' in corso ormai da quasi quattro anni, essendo iniziata con la scellerata e sciagurata invasione russa del 24 febbraio 2022) ha come ovvia conseguenza alimentare la guerra e quindi le uccisioni di esseri umani.
Non c'e' bisogno che io le ricordi che l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana inequivocabilmente attesta che l'Italia ripudia la guerra; ne' c'e' bisogno che io le ricordi che oltre alla nostra Costituzione anche gli altri grandi documenti giuridici dell'umanita' difendono il diritto alla vita di ogni essere umano, e quindi condannano l'omicidio. E di cosa consistono le guerre se non di un cumulo di omicidi?
*
Conosco l'argomento secondo cui l'Italia invia armamenti per aiutare l'Ucraina aggredita ad esercitare il suo diritto alla legittima difesa, ma dopo tre anni e dieci mesi di massacri e devastazioni questo argomento e' divenuto un sofisma funzionale solo alla prosecuzione della guerra, ovvero ad impedire che cessino le stragi e si avviino trattative di pace.
Dopo cosi' tante morti e cosi' tante distruzioni continuare ad inviare armi per far proseguire la guerra, invece di adoperarsi per il cessate il fuoco e l'avvio di trattive di pace, e' solo un atto di sadismo e di barbarie omicida.
Credo che lei converra' con me nel convincimento che salvare le vite umane sia il primo dovere di ogni persona e di ogni umano istituto; e il primo modo per adempiere al dovere di salvare le vite e' cessare di sopprimerle e impedire di sopprimerle; e poiche' la guerra sopprime le vite con lo strumento delle armi, ne consegue che inviare armi alimenta la guerra e quindi sopprime le vite, che e' l'esatto contrario del nostro primo comune dovere.
Come argomento' nitidamente con una vasta opera pubblicistica nell'ultimo periodo della sua vita un grande scrittore che era stato anche un resistente, Carlo Cassola, la pace e' l'esercizio della legittima difesa dell'umanita', il disarmo e' l'esercizio della legittima difesa dell'umanita'.
L'indimenticabile Ernesto Balducci, insieme a molti altri in molti luoghi e in molti tempi, chiari' una volta per tutte che occorreva rovesciare quell'antico e fallace e sanguinario motto latino "si vis pacem para bellum" nell'impegno necessario e urgente per la salvezza dell'umanita': se vuoi la pace, agisci per la pace con mezzi di pace.
*
Ignoro se lei abbia letto l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" promosso da padre Alex Zanotelli, dalla vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, dalla pacifista nonviolenta e difensora dei diritti umani bielorussa in esilio Olga Karach e da molte altre persone amiche della nonviolenza, appello che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
Quell'appello convoca ogni persona, ogni associazione, ogni istituzione sollecita del bene comune dell'umanita' ad adoperarsi per far cessare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa.
Quell'appello convoca alla pace disarmata e disarmante che ogni giorno viene invocata cosi' giustamente e cosi' appassionatamente dal pontefice cattolico.
Quell'appello convoca alla pace che salva le vite, tutte le vite.
Non sarebbe ragionevole e virtuoso che il governo italiano lo accogliesse?
Non sarebbe ragionevole e virtuoso che il governo italiano tornasse sui suoi passi e decidesse di inviare tutti gli aiuti umanitari possibili alla popolazione ucraina vittima della guerra ma di non inviare piu', mai piu', alcuna arma assassina?
Troppe persone sono gia' morte.
Troppe persone rischiano ogni giorno di essere uccise.
Per non dire del rischio crescente che la guerra si estenda e diventi continentale, quindi mondiale, quindi nucleare, e possa mettere fine all'umanita' intera e rendere quest'unico mondo vivente un immenso deserto.
Quante altre persone debbono morire in Ucraina prima che i governi europei - tutti i governi europei, dall'Atlantico agli Urali - aprano gli occhi e tornino alla civilta', alla legalita', al dialogo, al ripudio della guerra assassina?
*
Egregio Ministro degli Esteri,
si faccia promotore lei nel governo italiano, e chieda al governo italiano di farsi promotore verso tutti i governi europei, di un'iniziativa concreta e coerente di pace con mezzi di pace.
Si faccia promotore lei nel governo italiano, e chiede al governo italiano di farsi promotore verso tutti i governi europei, della scelta immediata della pace disarmata e disarmante che adempia ed inveri l'utopia concreta e il principio speranza di quanti ancora nel vivo dell'orrore della seconda guerra mondiale sognarono ed avviarono il processo di unificazione europea nel segno del rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.
Il momento della pace e' adesso.
Il momento del disarmo e' adesso.
Il momento della diplomazia e' adesso.
Il momento della cooperazione fra tutti i popoli e tutti i paesi e' adesso.
Ogni momento e' il momento giusto per salvare le vite che la guerra uccide.
*
Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di ogni bene,
Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 31 dicembre 2025
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato primo: il testo integrale dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" ed i primi firmatari
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Olga Karach
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
New Tuscia
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato secondo: Una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana: "Continui a far sentire la sua voce per la pace, per fermare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa"
Egregio Presidente della Repubblica,
ho molto apprezzato il discorso da lei tenuto a Berlino il 16 novembre "per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza".
Ed in esso quel suo monito: "se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla", cosi' nitido e luminoso proprio mentre - per citare ancora le sue parole - "nuovi 'dottor Stranamore' si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba 'amare la bomba'".
Il suo "mai piu'" e' condiviso da ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, sollecita del bene comune dell'umanita': mai piu' la guerra, mai piu' uccisioni, ogni vittima ha il volto di Abele, salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
si e' perso gia' troppo tempo: anni in cui innumerevoli esseri umani in Ucraina sono stati uccisi in una guerra folle e scellerata come tutte le guerre.
Occorre fermare immediatamente questa guerra nel cuore d'Europa.
Purtroppo, e tragicamente, i governi di gran parte dei paesi europei si adoperano affinche' sempre piu' persone vengano uccise, invece di adoperarsi per promuovere e sostenere negoziati di pace che pongano immediatamente fine al massacro della popolazione ucraina vittima di una brutale aggressione.
Come nel conflitto mediorientale occorre addivenire al piu' presto a un cessate il fuoco, all'apertura di negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
continui a far sentire la sua autorevole voce per la pace e il disarmo, la unisca a quella del pontefice cattolico, invochi la pace che salva le vite, chieda che si arresti la strage in corso, chiami tutti i paesi europei - tutti, dall'Atlantico agli Urali - ad adoperarsi per la cessazione del massacro: chieda alla Russia di porre termine alla barbara, mostruosa aggressione; chieda ai paesi europei i cui governi insipienti e irresponsabili in questi anni hanno soffiato sul fuoco e fornito strumenti di morte, pur ben sapendo che la loro folle e sciagurata politica avrebbe contribuito a provocare lo sterminio della popolazione ucraina, di recedere da questo criminale ed insensato atteggiamento; chieda a tutti di considerare anche il pericolo che l'intera popolazione europea e l'intera umanita' corre se non si spegne al piu' presto questo incendio tornando al negoziato diplomatico, all'interlocuzione politica, al dialogo per comporre i conflitti, alla cooperazione internazionale in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorrono pace, disarmo e smilitarizzazione per salvare tutte le vite, e salvare le vite e' il primo dovere.
Ringraziandola ancora per le sue sagge e commosse parole berlinesi, voglia gradire distinti saluti,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 18 novembre 2025
* * *
Allegato terzo: Una lettera aperta alla Presidente del Consiglio dei Ministri: "Per la pace nel cuore d'Europa"
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le scrivo per sollecitare un impegno dell'Italia per la cessazione immediata della guerra in Ucraina, per salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, per la pace nel cuore d'Europa, per stornare il pericolo di una guerra mondiale.
Le scrivo avendo presenti le parole della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica italiana, che all'articolo 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra...".
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi duole dover constatare come tanti, troppi governi europei, in questi anni invece di adoperarsi per la fine della guerra si siano adoperati piuttosto per alimentarla, in un vero e proprio delirio distruttivo che nessun artificio retorico puo' riuscire ad occultare.
Sia l'Italia a chiamare l'Europa intera ad uscire dal delirio e ad impegnarsi per la cessazione immediata del crimine immenso che si sta consumando da anni nel cuore del continente e che minaccia peraltro di evolvere in una vera e propria guerra mondiale il cui esito qualora si passasse all'uso delle armi atomiche potrebbe essere l'annientamento dell'umanita'.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
lei come me ricordera' la terribile tragedia del genocidio della popolazione Ucraina, l'Holodomor, realizzato dal regime totalitario staliniano all'inizio degli anni Trenta del Novecento;
lei come me ricordera' l'orrore della Shoah che coinvolse anche l'Ucraina nel corso della seconda guerra mondiale;
lei come me ricordera' gli eventi che portarono alla sanguinosa e ininterrotta guerra civile nelle regioni di confine tra Ucraina e Russia circa dieci anni fa;
lei come me ricordera' l'occupazione manu militari della Crimea da parte della Russia nel 2014;
ed ovviamente lei come me ha assistito con orrore e sgomento all'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe il 24 febbraio 2022; e dal 2022 questa guerra folle e scellerata e' in corso, e di essa e' vittima innocente la martoriata popolazione ucraina.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
non e' questa la sede per esprimere un giudizio storico, basti il giudizio morale: la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita', poiche' essa sempre e solo consiste nell'uccisione di innumerevoli esseri umani che avevano il diritto di vivere.
Saranno naturalmente le corti di giustizia internazionali a giudicare l'accaduto e ad emettere le sentenze conseguenti; quello che mi preme dirle adesso e' qualcosa di piu' semplice e immediato: ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente la guerra; ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente le stragi; ci si adoperi finalmente per un immediato "cessate il fuoco" ed un immediato avvio di trattative di pace.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le sembra ragionevole quanto ho scritto?
Puo' e vuole farsi promotrice di un impegno esplicito e concreto del governo italiano per cercare di fermare immediatamente la guerra e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare? Solo la pace salva le vite.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
salvare le vite e' il primo dovere.
Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro per la pace ed il bene comune dell'umanita'.
Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 25 novembre 2025
Post scriptum: mi permetto di allegare in calce una lettera che ho indirizzato alcuni giorni fa al Presidente della Repubblica per esprimergli il mio apprezzamento per quanto detto nel discorso tenuto a Berlino lo scorso 16 novembre.
* * *
Allegato quarto: Una lettera aperta alla vicepresidente del Parlamento Europeo, on. Antonella Sberna: "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?"
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi scusi se mi permetto di interpellarla direttamente e pubblicamente, ma la guerra nel cuore d'Europa, che da anni fa strage d'innumerevoli esseri umani in Ucraina e che da un momento all'altro puo' estendersi con esiti catastrofici per l'umanita' intera, mi sembra essere di tale orrore, gravita' e pericolosita' da richiedere un impegno personale ed esplicito di chi ha responsabilita' pubbliche di rilevanza internazionale.
ignoro se lei abbia avuto modo di leggere l'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso da molte persone amiche della nonviolenza di cui sono primi firmatari l'illustre missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento europeo on. Luisa Morgantini, ed allegate ad esso le due lettere al Presidente della Repubblica italiana e alla Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro paese, che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
In quell'appello si chiede ad ogni persona di volonta' buona, all'intera societa' civile e ad ogni istituzione democratica di adoperarsi per mettere immediatamente fine alla guerra e alle stragi nel cuore d'Europa, e di promuovere e realizzare adesso, prima che sia troppo tardi, la pace "disarmata e disarmante" costantemente invocata dal pontefice cattolico e da tante altre personalita' sollecite del bene comune dell'intera umana famiglia.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
lei e' stata anche per anni assessora ai servizi sociali del Comune di Viterbo, ed ha quindi avuto modo di conoscere quanta sofferenza vi sia gia' anche in casa nostra e quanto necessario sarebbe usare le risorse pubbliche per soccorrere chi di aiuto ha bisogno, per garantire a tutte le persone una vita degna e sicura.
Perche', invece, ingentissime risorse pubbliche italiane ed europee debbono essere scelleratamente sperperate per le armi assassine e per alimentare la guerra in corso nel cuore d'Europa?
Lei sa bene quanto me che le armi servono a uccidere, a uccidere gli esseri umani.
Lei sa bene quanto me che la guerra in questo consiste: stragi abominevoli, lutti infiniti, irreversibili devastazioni.
Ogni persona senziente e pensante sa perfettamente che la guerra e' nemica dell'umanita' intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita; che ogni vittima ha il volto di Abele; che salvare le vite e' il primo dovere.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
si adoperi energicamente affinche' il Parlamento Europeo di cui e' autorevole rappresentante, e sull'impulso del Parlamento anche tutte le altre istituzioni europee - ed in primo luogo la Commissione, fin qui tragicamente insensata fautrice di sciagurate decisioni volte ad incrementare la guerra e le stragi -, cessino di fomentare ed incrementare l'abominevole guerra ed il folle riarmo, e si impegnino finalmente, in modo concreto e coerente, per la cessazione immediata della guerra e per una politica di pace disarmata e disarmante.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi permetta di concludere citando una indimenticabile poesia di Primo Levi, "La bambina di Pompei":
Poiche' l'angoscia di ciascuno e' la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre
Quasi volessi ripenetrare in lei
Quando al meriggio il cielo si e' fatto nero.
Invano, perche' l'aria volta in veleno
E' filtrata a cercarti per le finestre serrate
Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
Lieta gia' del tuo canto e del tuo timido riso.
Sono passati i secoli, la cenere si e' pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Cosi' tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza
Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.
Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
La sua cenere muta e' stata dispersa dal vento,
La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.
Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli,
Vittima sacrificata sull'altare della paura.
Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
Tristi custodi segreti del tuono definitivo,
Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.
Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.
Gentilissima vicepresidente Sberna,
Voglia gradire un cordiale saluto e un sincero augurio di buon lavoro per la pace disarmata e disarmante e per il bene comune dell'umanita' intera dal suo concittadino
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 21 dicembre 2025
* * *
Allegato quinto: Una lettera aperta alla Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola: "Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta"
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola,
so bene che scrivere lettere alle alte cariche istituzionali e' cosa il piu' delle volte del tutto inutile, poiche' e' ben difficile che quelle lettere raggiungano effettivamente il destinatario.
Ma il suo compianto predecessore, l'on. David Sassoli, qualche anno fa ebbe la bonta' di accogliere quanto con una lettera gli proponevo (e la sua conseguente iniziativa ebbe esito infine positivo), e quindi non e' detto che il miracolo non possa ripetersi.
Le scrivo quindi per segnalarle l'appello "per la pace nel cuore d'Europa", promosso da illustri personalita' come il missionario padre Alex Zanotelli e come l'on. Luisa Morgantini gia' vicepresidente del Parlamento Europeo, e sottoscritto da un gran numero di persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e movimenti della societa' civile.
In sostanza quell'appello chiede un impegno immmediato e corale per la cessazione della guerra in corso in Ucraina, un impegno immmediato e corale per far cessare le stragi e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, un impegno immediato e corale per la pace disarmata e disarmante.
Il testo dell'appello allego in calce a questa lettera.
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
lei mi perdonera' la franchezza: mi sembra che purtroppo in questi anni l'Unione Europea non si sia affatto preoccupata di cercar di salvare le vite in Ucraina, ma abbia piuttosto perseguito una insensata e sciagurata politica il cui esito effettuale e' stato di alimentare la guerra e quindi le stragi.
Certo, la reponsabilita' principale di quella guerra e' di chi quella guerra ha scatenato con l'invasione dell'Ucraina, ma l'Unione Europea invece di fare ogni sforzo per far cessare il conflitto armato con un'azione diplomatica persuasa e adeguata ha preferito incrementare la guerra e le stragi.
Dal 24 febbraio del 2022 quanti esseri umani sono stati uccisi da questa scellerata guerra? E quante e quali distruzioni, devastazioni e catastrofi ambientali questa scellerata guerra ha provocato?
E cosa si attende ancora per adoperarsi con tutte le proprie risorse ed energie per far cessare l'ecatombe e l'ecocidio nel cuore d'Europa?
E' mai possibile che non ci si accorga di quanti esseri umani sono stati gia' uccisi? Che non ci si accorga del crescente pericolo che il conflitto possa espandersi e divenire una guerra continentale, mondiale, nucleare? Che non ci si accorga del rischio apocalittico che sta correndo l'intera famiglia umana?
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
credo che ogni persona ragionevole si sia ormai persuasa che al di la' di ogni altra considerazione e' ora che l'Unione Europea dismetta una politica che contribuisce alla guerra e quindi alle stragi e alle devastazioni, e adotti finalmente una politica di costruzione della pace con mezzi di pace.
Il pontefice cattolico ha proposto una formula che personalmente condivido toto corde, quella della "pace disarmata e disarmante": sarebbe un'eccellente scelta per l'Unione Europea, nata proprio per porre fine alle guerre sul continente che si estende dall'Atlantico agli Urali.
Non ho bisogno di ricordare a lei, che e' anche una giurista, che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita"; che la Carta delle Nazioni Unite si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra"; che la Dichiarazione universale dei diritti umani all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Sono cose che lei sa perfettamente: sa perfettamente che la guerra sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani; sa perfettamente che per rispettare ed inverare il diritto alla vita di tutti gli esseri umani occorre abolire la guerra.
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
questo le chiedo facendo riferimento a quell'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che citavo all'inizio di questa lettera: di farsi promotrice di un pronunciamento del Parlamento Europeo che chiami l'Unione Europea a cessare immediatamente di alimentare la guerra e i massacri, e ad impegnarsi finalmente a sostegno delle trattative diplomatiche per risolvere il conflitto attraverso un negoziato, per la pace disarmata e disarmante che salva tutte le vite.
Lei puo' persuadere il Parlamento Europeo a deliberare che l'Unione Europea cessi di fomentare ed armare la guerra e di alimentare le stragi in Ucraina, e che - finalmente rinsavendo - agisca per la fine immediata delle uccisioni e per l'inizio immediato di trattative diplomatiche.
Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta.
Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di buone feste,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 27 dicembre 2025
2. AMICIZIE. ANCORA TRE RICORDI PER ALFIO PANNEGA
Lella Biagi ricorda Alfio Pannega
Il primo ricordo che ho di Alfio risale alla mia infanzia. Erano gli anni '70. Quale Viterbese non se lo ricorda girare per la città? Intento a selezionare e riciclare con cura ciò che riteneva recuperabile tra gli imballi scartati dalle attività dei negozianti del centro. Li sistemava poi sul carretto per portarli al macero.
Lo conobbi personalmente anni dopo ,quando per lui era cominciata la seconda vita. Confrontarsi e condividere la quotidianità con i ragazzi che avevano occupato il Centro Sociale fu infatti per Alfio una vera rinascita. Nonostante si definisse "un fiore appassito nel mezzo del giardino della vita" a me dava l'idea di un meraviglioso girasole.
Festeggiai a Valle Faul la mia laurea ed ebbi in quella occasione il piacere di ballare con lui per tutta la serata. Si aiutava con l'inseparabile bastone ma come teneva il ritmo! Mi sorprese la disinvoltura e la spontaneità con cui stava in mezzo ai giovani, sempre pronto al confronto, ad insegnare ed imparare nuove cose. Unico il suo spirito ironico e giocoso. Non si stancava mai di ripetere quanto fosse importante la cultura: "A rega', dovete studia', non ve fate magna' la polenta su la capoccia". Aveva potuto studiare solo pochi anni ma mai prima di lui avevo conosciuto qualcuno che provasse un amore così viscerale per i libri, primo su tutti la Divina Commedia, quella con le illustrazioni di Gustavo Dorè.
Ho conosciuto Alfio intimamente solo nel 2007, anno in cui era ricoverato a Villa Immacolata. Con Gigi andavamo periodicamente a trovarlo e mi fece molto ridere quando una volta disse: "A Gì, mo' che me sento mejo vorrei usci'... e che sto a fa' qui? Il riempiticcio?".
Da lì in poi quante serate insieme, spesso a casa nostra accompagnato da Luciano ed Alessio. Quando c'era anche Mario poi, quante risate! Alfio si divertiva a stuzzicarlo e a prenderlo in giro per l’età che avanzava: "A Marieee'... ma come te senti a quest'ora?".
Innumerevoli anche i pranzi e le cene sociali a Castel d'Asso, dove il Centro si era trasferito nel 2006.
Finalmente nel 2010 il grande evento. La pubblicazione del suo libro di poesie. Vederlo dispensare autografi il giorno dell'inaugurazione riempi di gioia il cuore di tutti. Ricordo che una sera giù al centro Alessio urtò incidentalmente il tavolo dove Alfio si era appoggiato per firmare le dediche facendogli cadere la penna dalla mano: "Ahooo' attento! Non lo vedi che sto a lavorà?".
Vedere pubblicate le poesie fu per Alfio una soddisfazione immensa, forse la più grande. Sarebbe stato bello se in quella occasione avesse avuto già la casetta prefabbricata che il Comune gli aveva promesso.
Memorabile fu la mattina in cui Alfio rifiutò, devo dire con gran classe, la targa celebrativa con cui il Comune intendeva insignirlo: "la rivengo a prende quando me date casa". Grande Alfio intelligente e saggio, nelle sue parole non traspariva ombra di sfida o contestazione, ma un invito a rispettare la parola data. Poi, perché no? Poi ben venga anche l’onorificenza, una targa da "appiccare" insieme a quella vinta al torneo di briscola.
La sua ultima battaglia fu proprio quella per un diritto che è di tutti: il diritto alla casa. Alfio è altresì il simbolo della lotta nonviolenta in difesa della pace, della giustizia sociale, della protezione degli ultimi.
Se n'è andato così come ha sempre vissuto, in totale libertà, semplicemente non svegliandosi. Un addio dolce e sereno, senza sofferenza, quasi una ricompensa per l'integrità morale che ha sfoggiato per tutta la sua lunga vita.
Ricordarlo significa cercare di mettere in pratica quello che per me è stato il suo più grande insegnamento, quello per il quale lui aveva una predisposizione naturale: vedere la bellezza ovunque, negli esseri umani, negli animali, nelle piante. Sono certa che per tutti quelli che lo hanno conosciuto Alfio rappresenta l’esempio di come l’umanità dovrebbe essere.
Lella Biagi
* * *
Diego Sposetti ricorda Alfio Pannega
Ho conosciuto Alfio grazie a mio padre, che si fermava a parlare con lui quando lo incontravamo camminando per il centro di Viterbo. Da piccolo ero un po' intimorito da questo strano signore, un po' trasandato, col suo carretto carico di cartoni, seguito da una moltitudine di cani. Lo ricordo alle Feste dell'Unità che il Partito Comunista organizzava a Pratogiardino. Era una presenza fissa, sempre indaffarato a ripulire gli stand della festa. Appuntamento fisso alla Festa dell'Unità era la cena di compleanno di Alfio, di mio padre e mia zia Angela, tutti e tre nati negli stessi giorni.
Anni dopo, avevo quindici anni, seppi per caso dell'occupazione di un centro sociale a Viterbo. Ne avevo sentito parlare dei centri sociali, ma non avevo ben capito cosa fossero. Andai a fare un giro per vedere di cosa si trattasse. La prima persona che incontrai fu proprio Alfio, con un grosso e pesante divano-letto caricato sulle spalle, incastrato nel cancelletto d'ingresso, soffiava e imprecava tentando di divincolarsi da quella situazione. I ragazzi che avevo conosciuto all'ex gazometro di Valle Faul erano entusiasti per l'occupazione, ma il più entusiasta di tutti era proprio Alfio. Stentava a credere a quello che stava succedendo. In lacrime non si capacitava come quei giovani avessero potuto scegliere quel posto dimenticato da tutti, ormai più simile a una discarica invasa da siringhe e rovi che non più a un gazometro. Nel '93 Alfio non era più tanto giovane ma aveva ancora energie da regalare, ne ha avute per tutto il tempo che ho avuto la fortuna di condividere con lui.
Il suo contributo al centro sociale fu fondamentale, condivise da subito tutto quello che poteva senza mai chiedere nulla in cambio. Negli anni trascorsi nel centro sociale, Alfio ha vissuto una seconda giovinezza, partecipando alle iniziative e alle assemblee, sempre presente alle serate con concerti e spettacoli. I suoi consigli e le sue vedute sono stati fondamentali in molti momenti difficili e non perse mai l'animo anche quando i fascisti di viterbo tentarono di aggredirlo o quando tirarono una bottiglia molotov sulla sua casa. L'arrivo del centro sociale aveva restituito dignità ad Alfio, che al momento dell'occupazione viveva solo nella sua casa accanto a Porta Faul. La casa gli era stata assegnata dal Comune, che però non aveva mai provveduto a renderla vivibile. Una sola stanza con cucina e letto senza impianto elettrico, un bagno minuscolo nel quale era impossibile entrare in due e provvisto di un piccolo lavabo, un gabinetto e una tinozza al posto di una doccia. Seppure alcuni cittadini di Viterbo lo stimassero e lo rispettassero, nei fatti era trattato come un reietto, era oggetto di scherzi crudeli e scherno. Godeva dell'aiuto di poche persone, come la signora che viveva di fronte a lui a Valle Faul, che di tanto in tanto gli dava una mano a rassettare casa e a lavare i panni.
Ho mille ricordi di lui che, adagiato su un divano, sembrava dormire ignaro delle discussioni nelle quali ci perdevamo, invece era un attento ascoltatore. Con tempistiche perfette apriva un occhio e diceva la sua, lasciandoci spesso interdetti per la franchezza e la freschezza delle sue parole. Condivideva la sua esperienza di vita quasi scusandosi, senza forse realizzare la profondità del suo pensiero e dei suoi sentimenti. Ci raccontava spesso della sua vita e delle sue esperienze, vissute sempre con la compagnia di sua madre. Ci descriveva i tempi duri vissuti dopo l'infanzia, del dramma della guerra, della vita nella grotta in strada bagni, delle grandi gioie ricavate da piccole cose, come un pane fresco e una tazza di latte ricevuti in cambio di un lavoretto occasionale. Non ho mai incontrato nuovamente una persona autentica e sincera come lui. Una persona dalla generosità infinita, che sapeva dare un nome a sensazioni e stati d'animo dei quali le persone più fortunate ignorano l'esistenza. Con lui era possibile ridere e scherzare come se fosse stato un ventenne come noi. Scriveva poesie e cantava stornelli, improvvisava in ottava rima e, nei momenti più solenni, recitava a memoria la Divina Commedia della quale aveva profonda conoscenza.
Alfio era una vera forza della natura. Ci lasciò a bocca aperta raccogliendo con le mani, indurite dall'incessante suo lavoro, un ciocco infuocato che era caduto dal camino per rimetterlo nel fuoco. Come quando col suo passo caratteristico, dovuto a una caduta da un albero di noce molti anni prima, si congedava dicendo "vado a Viterbo" e si incamminava curvo su per la salita di San Clemente. A mia memoria Alfio non ha mai avuto un lavoro salariato, eppure le sue giornate erano sempre occupate da qualche attività che gli permettesse di avere le risorse per sostentarsi. Lo potevi vedere occupato a smontare elettrodomestici o a spellare cavi per recuperare il rame, a selezionare altri metalli di recupero, a pressare carte e cartoni da riciclare. Nei momenti in cui non era indaffarato lo potevi vedere seduto a contemplare la natura e a trarne una fascinazione fanciullesca, oppure appoggiato sul letto ad ascoltare la radio o a leggere. Aveva un grande libro che illustrava le macchine di Leonardo e passava ore a studiarne le forme e il funzionamento.
Quando il centro sociale si trasferì fuori Viterbo, Alfio scelse di seguirlo e trascorse i suoi ultimi anni a Castel D'Asso. La sua forza di volontà non era stata fiaccata dall'età come invece accadeva per il suo corpo. Ha offerto il suo contributo fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta in maniera serena nel letto della sua nuova abitazione.
Ora non sono più tanto giovane nemmeno io e non tutti quelli coi quali ho condiviso il mio percorso di vita sono ancora presenti.
Alfio è tra i pochi dei quali continuo a soffrire la perdita.
Diego Sposetti
* * *
Alfonso Denocchiari ricorda Alfio Pannega
Se lo sarebbe creso 'r poro Arfietto
che li regazzi der centro sociale
pe' 'r centenaro arebbono architetto
tutte 'ste feste, 'sto gran carnovale?
Io nu' lo so, mma pppenzo che 'n pochetto
magara ce sperava, e bben' o mmale
essi ce lo sapevono e a stecchetto
tirorno su ppe' llui 'sta cattetrale.
Cosi' cquell'omo che ffinche' ccampava
nun ceva gnente e tutto arigavala
e ccampo' ssempre 'n fonno a li scalini
j'e' stato reso onore pe' 'n annata
e ddedicorno a esso la ggirata
er tre settemmre a ssera li facchini.
Alfonso Denocchiari
* * *
Ricordando Alfio opponiamoci a tutte le guerre e a tutte le uccisioni.
Ricordando Alfio adoperiamoci per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ricordando Alfio difendiamo ed accudiamo quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo parte, unica casa comune dell'intera famiglia umana.
Ricordando Alfio costruiamo la pace disarmata e disarmante.
Ricordando Alfio la nonviolenza e' in cammino.
*
Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita
Viterbo, 31 dicembre 2025
3. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Riletture
- Julio Cortazar, Rayuela, Catedra, Madrid 1991, pp. 752.
- Angela Davis, Autobiografia di una rivoluzionaria, Garzanti, Milano 1975, pp. 416.
- Umberto Eco, Trattato di semiotica generale, Bompiani, Milano 1975, pp. 424.
- Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, Feltrinelli, Milano 1973, 1982, pp. 200.
- Giuliana Morandini, ... E allora mi hanno rinchiusa, Bompiani, Milano 1977, 1985, pp. XVIII + 242.
- Boris Pasternak, Il dottor Zivago, Feltrinelli, Milano 1957, 1988, pp. 480.
4. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
5. PER SAPERNE DI PIU'
Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 59 (speciale e conclusivo) del 31 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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