[Nonviolenza] Ebdomadario. 56



UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 56 (speciale) del 28 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Una lettera aperta alla Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola: "Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta"
2. Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega. Con tre ricordi ancora e un appello
3. Un invito alle persone amiche di Alfio a scrivere e inviarci un ricordo del nostro indimenticabile poeta
4. Ripetiamo ancora una volta...
5. Segnalazioni librarie
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'

1. L'ORA. UNA LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO, ON. ROBERTA METSOLA: "SE ANCHE SALVASSE UNA SOLA VITA, SAREBBE COMUNQUE UNA DECISIONE BENEDETTA"

Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola,
so bene che scrivere lettere alle alte cariche istituzionali e' cosa il piu' delle volte del tutto inutile, poiche' e' ben difficile che quelle lettere raggiungano effettivamente il destinatario.
Ma il suo compianto predecessore, l'on. David Sassoli, qualche anno fa ebbe la bonta' di accogliere quanto con una lettera gli proponevo (e la sua conseguente iniziativa ebbe esito infine positivo), e quindi non e' detto che il miracolo non possa ripetersi.
Le scrivo quindi per segnalarle l'appello "per la pace nel cuore d'Europa", promosso da illustri personalita' come il missionario padre Alex Zanotelli e come l'on. Luisa Morgantini gia' vicepresidente del Parlamento Europeo, e sottoscritto da un gran numero di persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e movimenti della societa' civile.
In sostanza quell'appello chiede un impegno immmediato e corale per la cessazione della guerra in corso in Ucraina, un impegno immmediato e corale per far cessare le stragi e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, un impegno immediato e corale per la pace disarmata e disarmante.
Il testo dell'appello allego in calce a questa lettera.
*
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
lei mi perdonera' la franchezza: mi sembra che purtroppo in questi anni l'Unione Europea non si sia affatto preoccupata di cercar di salvare le vite in Ucraina, ma abbia piuttosto perseguito una insensata e sciagurata politica il cui esito effettuale e' stato di alimentare la guerra e quindi le stragi.
Certo, la reponsabilita' principale di quella guerra e' di chi quella guerra ha scatenato con l'invasione dell'Ucraina, ma l'Unione Europea invece di fare ogni sforzo per far cessare il conflitto armato con un'azione diplomatica persuasa e adeguata ha preferito incrementare la guerra e le stragi.
Dal 24 febbraio del 2022 quanti esseri umani sono stati uccisi da questa scellerata guerra? E quante e quali distruzioni, devastazioni e catastrofi ambientali questa scellerata guerra ha provocato?
E cosa si attende ancora per adoperarsi con tutte le proprie risorse ed energie per far cessare l'ecatombe e l'ecocidio nel cuore d'Europa?
E' mai possibile che non ci si accorga di quanti esseri umani sono stati gia' uccisi? Che non ci si accorga del crescente pericolo che il conflitto possa espandersi e divenire una guerra continentale, mondiale, nucleare? Che non ci si accorga del rischio apocalittico che sta correndo l'intera famiglia umana?
*
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
credo che ogni persona ragionevole si sia ormai persuasa che al di la' di ogni altra considerazione e' ora che l'Unione Europea dismetta una politica che contribuisce alla guerra e quindi alle stragi e alle devastazioni, e adotti finalmente una politica di costruzione della pace con mezzi di pace.
Il pontefice cattolico ha proposto una formula che personalmente condivido toto corde, quella della "pace disarmata e disarmante": sarebbe un'eccellente scelta per l'Unione Europea, nata proprio per porre fine alle guerre sul continente che si estende dall'Atlantico agli Urali.
Non ho bisogno di ricordare a lei, che e' anche una giurista, che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita"; che la Carta delle Nazioni Unite si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra"; che la Dichiarazione universale dei diritti umani all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Sono cose che lei sa perfettamente: sa perfettamente che la guerra sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani; sa perfettamente che per rispettare ed inverare il diritto alla vita di tutti gli esseri umani occorre abolire la guerra.
*
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
questo le chiedo facendo riferimento a quell'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che citavo all'inizio di questa lettera: di farsi promotrice di un pronunciamento del Parlamento Europeo che chiami l'Unione Europea a cessare immediatamente di alimentare la guerra e i massacri, e ad impegnarsi finalmente a sostegno delle trattative diplomatiche per risolvere il conflitto attraverso un negoziato, per la pace disarmata e disarmante che salva tutte le vite.
Lei puo' persuadere il Parlamento Europeo a deliberare che l'Unione Europea cessi di fomentare ed armare la guerra e di alimentare le stragi in Ucraina, e che - finalmente rinsavendo - agisca per la fine immediata delle uccisioni e per l'inizio immediato di trattative diplomatiche.
Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta.
*
Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di buone feste,
Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 27 dicembre 2025
* * *
Allegato primo: il testo integrale dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" ed i primi firmatari
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
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Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
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Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
La bottega del Barbieri
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato secondo: Una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana: "Continui a far sentire la sua voce per la pace, per fermare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa"
Egregio Presidente della Repubblica,
ho molto apprezzato il discorso da lei tenuto a Berlino il 16 novembre "per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza".
Ed in esso quel suo monito: "se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla", cosi' nitido e luminoso proprio mentre - per citare ancora le sue parole - "nuovi 'dottor Stranamore' si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba 'amare la bomba'".
Il suo "mai piu'" e' condiviso da ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, sollecita del bene comune dell'umanita': mai piu' la guerra, mai piu' uccisioni, ogni vittima ha il volto di Abele, salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
si e' perso gia' troppo tempo: anni in cui innumerevoli esseri umani in Ucraina sono stati uccisi in una guerra folle e scellerata come tutte le guerre.
Occorre fermare immediatamente questa guerra nel cuore d'Europa.
Purtroppo, e tragicamente, i governi di gran parte dei paesi europei si adoperano affinche' sempre piu' persone vengano uccise, invece di adoperarsi per promuovere e sostenere negoziati di pace che pongano immediatamente fine al massacro della popolazione ucraina vittima di una brutale aggressione.
Come nel conflitto mediorientale occorre addivenire al piu' presto a un cessate il fuoco, all'apertura di negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
continui a far sentire la sua autorevole voce per la pace e il disarmo, la unisca a quella del pontefice cattolico, invochi la pace che salva le vite, chieda che si arresti la strage in corso, chiami tutti i paesi europei - tutti, dall'Atlantico agli Urali - ad adoperarsi per la cessazione del massacro: chieda alla Russia di porre termine alla barbara, mostruosa aggressione; chieda ai paesi europei i cui governi insipienti e irresponsabili in questi anni hanno soffiato sul fuoco e fornito strumenti di morte, pur ben sapendo che la loro folle e sciagurata politica avrebbe contribuito a provocare lo sterminio della popolazione ucraina, di recedere da questo criminale ed insensato atteggiamento; chieda a tutti di considerare anche il pericolo che l'intera popolazione europea e l'intera umanita' corre se non si spegne al piu' presto questo incendio tornando al negoziato diplomatico, all'interlocuzione politica, al dialogo per comporre i conflitti, alla cooperazione internazionale in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorrono pace, disarmo e smilitarizzazione per salvare tutte le vite, e salvare le vite e' il primo dovere.
Ringraziandola ancora per le sue sagge e commosse parole berlinesi, voglia gradire distinti saluti,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 18 novembre 2025
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Allegato terzo: Una lettera aperta alla Presidente del Consiglio dei Ministri: "Per la pace nel cuore d'Europa"
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le scrivo per sollecitare un impegno dell'Italia per la cessazione immediata della guerra in Ucraina, per salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, per la pace nel cuore d'Europa, per stornare il pericolo di una guerra mondiale.
Le scrivo avendo presenti le parole della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica italiana, che all'articolo 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra...".
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi duole dover constatare come tanti, troppi governi europei, in questi anni invece di adoperarsi per la fine della guerra si siano adoperati piuttosto per alimentarla, in un vero e proprio delirio distruttivo che nessun artificio retorico puo' riuscire ad occultare.
Sia l'Italia a chiamare l'Europa intera ad uscire dal delirio e ad impegnarsi per la cessazione immediata del crimine immenso che si sta consumando da anni nel cuore del continente e che minaccia peraltro di evolvere in una vera e propria guerra mondiale il cui esito qualora si passasse all'uso delle armi atomiche potrebbe essere l'annientamento dell'umanita'.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
lei come me ricordera' la terribile tragedia del genocidio della popolazione Ucraina, l'Holodomor, realizzato dal regime totalitario staliniano all'inizio degli anni Trenta del Novecento;
lei come me ricordera' l'orrore della Shoah che coinvolse anche l'Ucraina nel corso della seconda guerra mondiale;
lei come me ricordera' gli eventi che portarono alla sanguinosa e ininterrotta guerra civile nelle regioni di confine tra Ucraina e Russia circa dieci anni fa;
lei come me ricordera' l'occupazione manu militari della Crimea da parte della Russia nel 2014;
ed ovviamente lei come me ha assistito con orrore e sgomento all'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe il 24 febbraio 2022; e dal 2022 questa guerra folle e scellerata e' in corso, e di essa e' vittima innocente la martoriata popolazione ucraina.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
non e' questa la sede per esprimere un giudizio storico, basti il giudizio morale: la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita', poiche' essa sempre e solo consiste nell'uccisione di innumerevoli esseri umani che avevano il diritto di vivere.
Saranno naturalmente le corti di giustizia internazionali a giudicare l'accaduto e ad emettere le sentenze conseguenti; quello che mi preme dirle adesso e' qualcosa di piu' semplice e immediato: ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente la guerra; ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente le stragi; ci si adoperi finalmente per un immediato "cessate il fuoco" ed un immediato avvio di trattative di pace.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le sembra ragionevole quanto ho scritto?
Puo' e vuole farsi promotrice di un impegno esplicito e concreto del governo italiano per cercare di fermare immediatamente la guerra e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare? Solo la pace salva le vite.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
salvare le vite e' il primo dovere.
Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro per la pace ed il bene comune dell'umanita'.
Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 25 novembre 2025
Post scriptum: mi permetto di allegare in calce una lettera che ho indirizzato alcuni giorni fa al Presidente della Repubblica per esprimergli il mio apprezzamento per quanto detto nel discorso tenuto a Berlino lo scorso 16 novembre.
* * *
Allegato quarto: Una lettera aperta alla vicepresidente del Parlamento Europeo, on. Antonella Sberna: "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?"
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi scusi se mi permetto di interpellarla direttamente e pubblicamente, ma la guerra nel cuore d'Europa, che da anni fa strage d'innumerevoli esseri umani in Ucraina e che da un momento all'altro puo' estendersi con esiti catastrofici per l'umanita' intera, mi sembra essere di tale orrore, gravita' e pericolosita' da richiedere un impegno personale ed esplicito di chi ha responsabilita' pubbliche di rilevanza internazionale.
ignoro se lei abbia avuto modo di leggere l'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso da molte persone amiche della nonviolenza di cui sono primi firmatari l'illustre missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento europeo on. Luisa Morgantini, ed allegate ad esso le due lettere al Presidente della Repubblica italiana e alla Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro paese, che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
In quell'appello si chiede ad ogni persona di volonta' buona, all'intera societa' civile e ad ogni istituzione democratica di adoperarsi per mettere immediatamente fine alla guerra e alle stragi nel cuore d'Europa, e di promuovere e realizzare adesso, prima che sia troppo tardi, la pace "disarmata e disarmante" costantemente invocata dal pontefice cattolico e da tante altre personalita' sollecite del bene comune dell'intera umana famiglia.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
lei e' stata anche per anni assessora ai servizi sociali del Comune di Viterbo, ed ha quindi avuto modo di conoscere quanta sofferenza vi sia gia' anche in casa nostra e quanto necessario sarebbe usare le risorse pubbliche per soccorrere chi di aiuto ha bisogno, per garantire a tutte le persone una vita degna e sicura.
Perche', invece, ingentissime risorse pubbliche italiane ed europee debbono essere scelleratamente sperperate per le armi assassine e per alimentare la guerra in corso nel cuore d'Europa?
Lei sa bene quanto me che le armi servono a uccidere, a uccidere gli esseri umani.
Lei sa bene quanto me che la guerra in questo consiste: stragi abominevoli, lutti infiniti, irreversibili devastazioni.
Ogni persona senziente e pensante sa perfettamente che la guerra e' nemica dell'umanita' intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita; che ogni vittima ha il volto di Abele; che salvare le vite e' il primo dovere.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
si adoperi energicamente affinche' il Parlamento Europeo di cui e' autorevole rappresentante, e sull'impulso del Parlamento anche tutte le altre istituzioni europee - ed in primo luogo la Commissione, fin qui tragicamente insensata fautrice di sciagurate decisioni volte ad incrementare la guerra e le stragi -, cessino di fomentare ed incrementare l'abominevole guerra ed il folle riarmo, e si impegnino finalmente, in modo concreto e coerente, per la cessazione immediata della guerra e per una politica di pace disarmata e disarmante.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi permetta di concludere citando una indimenticabile poesia di Primo Levi, "La bambina di Pompei":
Poiche' l'angoscia di ciascuno e' la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre
Quasi volessi ripenetrare in lei
Quando al meriggio il cielo si e' fatto nero.
Invano, perche' l'aria volta in veleno
E' filtrata a cercarti per le finestre serrate
Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
Lieta gia' del tuo canto e del tuo timido riso.
Sono passati i secoli, la cenere si e' pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Cosi' tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza
Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.
Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
La sua cenere muta e' stata dispersa dal vento,
La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.
Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli,
Vittima sacrificata sull'altare della paura.
Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
Tristi custodi segreti del tuono definitivo,
Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.
Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.
Gentilissima vicepresidente Sberna,
Voglia gradire un cordiale saluto e un sincero augurio di buon lavoro per la pace disarmata e disarmante e per il bene comune dell'umanita' intera dal suo concittadino
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 21 dicembre 2025

2. INIZIATIVE. IL PRESTIGIOSO ETNOMUSICOLOGO E COMPOSITORE PIER GIUSEPPE ARCANGELI HA MESSO IN MUSICA DUE POESIE DI ALFIO PANNEGA. CON TRE RICORDI ANCORA E UN APPELLO

Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace.
Esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital all'interno delle iniziative commemorative nel centenario della nascita di Alfio.
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Di seguito tre ricordi di Alfio da parte di Giorgio Demurtas, di Marco Aurelio Scardanelli e di Angelo Filippi.
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Giorgio Demurtas ricorda Alfio Pannega
Alfio quando l’ho incontrato io era molto anziano, penso anche malato.
Quel giorno lo notai all’ultimo momento, mentre uscendo dall’ospedale vecchio dove allora lavoravo stavo per salire in macchina. Vidi questa persona che subito riconobbi come quell’uomo che avevo già notato, perché il più vecchio, quando quella volta noi i compagni di Alternativa Vetrallese partecipammo ad un concerto nel centro sociale di Valle Faul.
Mi veniva incontro sul bordo del marciapiede come se la strada fosse diventata improvvisamente troppo larga. Alfio stringeva un bastone di legno fatto a mano più per abitudine che per vera sicurezza dato che ogni passo rimaneva leggermente diseguale: una gamba seguiva l’altra con un piccolo ritardo, un claudicare lieve ma continuo, come il battito di un orologio ormai difettoso e nell’altra mano stringeva buste di plastica stracolme e stanche, che gli segnavano le dita. Vestiva un vecchio cappotto di lana cotta militare. Un occhio, velato e quasi spento, sembrava guardare altrove, mentre l’altro cercava con ostinazione un appiglio nel mondo.
Lo aspettai, e quando ci incontrammo con lo sguardo accennò un sorriso, più negli angoli della bocca che negli occhi. In quel gesto c’era molta stanchezza, ma anche dignità: il peso degli anni, delle buste, e pensai anche dei giorni ripetuti. Gli allungai la mano chiamandolo per nome e gli dissi che lo avrei accompagnato a casa, e in quel contatto breve - le buste che passavano da una presa all’altra - sembrò aprirsi uno spazio di quiete e di solidarietà, dove il tempo rallentava e due età diverse si riconoscevano.
Da quel giorno lo accompagnai spesso a casa sua, a ridosso della porta di Faul. Chi arrivava prima aspettava e se arrivava prima lui trovava la portiera aperta e poteva entrare.
Giorgio Demurtas
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Marco Aurelio Scardanelli: Il centro sociale di Alfio Pannega
Se la memoria non m'inganna, il centro sociale Valle Faul esisteva da poco quando subi' la piu' squallida delle vigliaccherie di cui fu vittima.
Accadde questo: che una persona evidentemente perturbata penetro' in due chiese della citta' e con una bomboletta spray imbratto' pareti ed opere d'arte con scritte turpi e grottesche frutto del suo flagrante delirio. Non contento di questa ignobile impresa l'anonimo imbrattatore penso' bene di firmarsi col nome del centro sociale.
Fortunatamente nessuno a Viterbo credette neppure per un momento che il centro sociale di cui era anima e simbolo Alfio Pannega, il centro sociale che era nato per restituire alla citta' un bene pubblico da decenni abbandonato, il centro sociale che dava aiuto ed ospitalita' a chiunque ne avesse bisogno, il centro sociale che lungo l'intero arco della sua esperienza si caratterizzo' per la scelta meditata ed operante della nonviolenza, potesse aver fatto una simile porcheria, e quindi l'intera Viterbo riconobbe nel centro sociale un'altra vittima di quella infamia.
Ricordo che tutte le volte in cui con Alfio parlammo di quell'episodio (il cui autore credo sia restato ancor oggi ignoto) lui ne provava un'indignazione profonda. Alfio rispettava i sentimenti e le fedi di tutte le persone, amava con tutto il cuore la citta' e tutti i suoi monumenti, gioiva di ogni opera d'arte, era persuaso del dovere di tutti di prendersi cura del mondo intero, di non compiere alcun male, di contrastare il male facendo il bene.
Vi furono altri episodi di aggressione diretta al centro sociale, ed alcuni che avrebbero potuto avere esiti tremendi (una notte fu scagliato un ordigno incendiario verso la finestra aperta della casa di Alfio, ma per fortuna l'ignoto attentatore non centro' il bersaglio e colpi' solo il muro; un'altra volta sempre nottetempo dalla strada fu esploso un colpo di pistola che colpi' il bordo di una finestra...), ma forse nessun atto criminale fu cosi' infame come quella aggressione indiretta.
Continuo a pensare che fu grazie alla presenza di Alfio come autorevole figura pienamente rappresentativa del senso e dei fini del centro sociale Valle Faul che l'intera Viterbo capi' immediatamente che il centro sociale nulla aveva a che vedere con quel gesto sacrilego e demenziale.
Marco Aurelio Scardanelli
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Angelo Filippi: una lettera ad Alfio
Caro Alfio,
ti scrivo perché il tempo corre, ma la tua traccia qui a Viterbo non sbiadisce. Sta per finire il 2025, il centenario della tua nascita, e sento il bisogno di dirti quanto la tua assenza pesi ancora, come un vuoto che nessuna parola può davvero colmare.
Ti immagino ancora lì, nel container o nei pressi di Valle Faul, con quel tuo passo lento e lo sguardo che sembrava aver visto tutto del mondo, eppure restava capace di stupore.
Volevo dirti grazie. Grazie per avermi insegnato che la dignità non si compra e non si vende, e che si può essere "signori" anche raccogliendo il ferro vecchio o vivendo in una grotta a Porta Faul.
Sai, il Centro Sociale è stato la tua casa, ma tu sei stato il cuore pulsante di quel posto.
Hai saputo trasformare uno spazio occupato in una scuola di vita per tanti giovani che in te vedevano un nonno, un compagno, un esempio di coerenza.
Mi mancano le tue ottave improvvisate e quei versi della Divina Commedia che recitavi con una voce che sembrava venire dalle viscere della terra.
Ci manca la tua politica dei fatti, quella che non cercava poltrone ma la salvezza degli ultimi.
Ci hai mostrato che l’antifascismo non è una ricorrenza sul calendario, ma un modo di stare al mondo: non voltarsi mai dall'altra parte quando qualcuno soffre, che sia un immigrato, un precario o un animale abbandonato.
Oggi che tutto si butta via, la tua arte del recupero ci appare come una profezia.
Non recuperavi solo oggetti, Alfio; recuperavi l'umanità che la società dello scarto dimentica per strada.
Hai vissuto nella verità, dividendo il pane con chi non aveva nulla, mettendo da parte i tuoi pochi soldi per i figli degli amici, dimostrando che la vera ricchezza è solo quella che si dona.
Spero che, dovunque tu sia, la tua voce stia ancora cantando la libertà e la giustizia.
Noi qui cerchiamo di non dimenticare i tuoi insegnamenti.
Mi manchi, poeta degli ultimi, ma la tua luce continua a illuminare i passi di chi crede ancora in un mondo senza padroni e senza confini.
Con affetto infinito e immutata stima,
Angelo Filippi, un tuo compagno di strada
*
Nel ricordo di Alfio ancora una volta invitiamo tutte e tutti all'impegno nonviolento per la pace disarmata e disarmante che salva le vite.
Nel ricordo di Alfio ancora una volta invitiamo tutte e tutti ad aderire all'appello di padre Alex Zanotelli, di Luisa Morgantini e di tante altre persone amiche della nonviolenza per la pace nel cuore d'Europa.
Di seguito il testo dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa".
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
La bottega del Barbieri
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita
Viterbo, 26 dicembre 2025

3. INIZIATIVE. UN INVITO ALLE PERSONE AMICHE DI ALFIO A SCRIVERE E INVIARCI UN RICORDO DEL NOSTRO INDIMENTICABILE POETA

Sono gia' oltre 150 i ricordi di Alfio Pannega scritti nel corso di questo 2025, centenario della nascita, da altrettante persone che lo conobbero e gli furono amiche.
Ma le persone amiche di Alfio sono infinitamente di piu': migliaia di viterbesi lo hanno conosciuto e lo hanno amato; e poiche' l'anno del centenario si sta per concludere vorremmo rivolgere un cordiale invito a chi non ha ancora scritto un suo personale ricordo e ne avesse la disponibilita' a farlo al piu' presto e ad inviarcerlo agli indirizzi e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Alleghiamo in attach una bozza provvisoria degli oltre 150 ricordi gia' raccolti, che si aggiunge alla raccolta (che abbiamo gia' diffuso mesi fa) di tutti i testi in versi scritti da oltre 50 persone amiche da cui e' stata ricavata l'epigrafe che apparira' sulla lapide che nei prossimi mesi confidiamo si riesca a collocare sulla parete della casa di Alfio a Valle Faul (l'iter autorizzativo e' in corso).
*
Ricordando Alfio opponiamoci a tutte le guerre e a tutte le uccisioni.
Ricordando Alfio adoperiamoci per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ricordando Alfio difendiamo ed accudiamo quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo parte, unica casa comune dell'intera famiglia umana.
Ricordando Alfio costruiamo la pace disarmata e disarmante.
Ricordando Alfio la nonviolenza e' in cammino.
*
Sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" di cui sono primi firmatari il missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini.
Invitiamo ogni persona di volonta' buona ad aderire.
Ogni essere umano ha diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Solo la pace salva le vite.
*
Qui di seguito l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" con le prime adesioni.
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita
Viterbo, 28 dicembre 2025

4. REPETITA IUVANT. RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA...

... ripetiamo ancora una volta che occorre un'insurrezione nonviolenta delle coscienze e delle intelligenze per contrastare gli orrori piu' atroci ed infami che abbiamo di fronte, per affermare la legalita' che salva le vite, per richiamare ogni persona ed ogni umano istituto ai doveri inerenti all'umanita'.
Occorre opporsi al maschilismo, e nulla e' piu' importante, piu' necessario, piu' urgente che opporsi al maschilismo - all'ideologia, alle prassi, al sistema di potere, alla violenza strutturale e dispiegata del maschilismo: poiche' la prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera; e solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'; solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.
Occorre opporsi al razzismo, alla schiavitu', all'apartheid. Occorre far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro. Occorre abolire la schiavitu' in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia. Occorre abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorre formare tutti i pubblici ufficiali e in modo particolare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Occorre opporsi a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre. Occorre cessare di produrre e vendere armi a tutti i regimi e i poteri assassini; abolire la produzione, il commercio, la disponibilita' di armi e' il primo necessario passo per salvare le vite e per costruire la pace, la giustizia, la civile convivenza, la salvezza comune dell'umanita' intera. Occorre abolire tutte le organizzazioni armate il cui fine e' uccidere. Occorre cessare immediatamente di dissipare scelleratamente ingentissime risorse pubbliche a fini di morte, ed utilizzarle invece per proteggere e promuovere la vita e il benessere dell'umanita' e dell'intero mondo vivente.
Occorre opporsi alla distruzione di quest'unico mondo vivente che e' la sola casa comune dell'umanita' intera, di cui siamo insieme parte e custodi. Non potremo salvare noi stessi se non rispetteremo e proteggeremo anche tutti gli altri esseri viventi, se non rispetteremo e proteggeremo ogni singolo ecosistema e l'intera biosfera.
Opporsi al male facendo il bene.
Opporsi alla violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione e la salvezza del'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, Einaudi, Torino 1975, 2001, 4 volumi per complessive pp. LXVIII + 3.370.

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

7. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 56 (speciale) del 28 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Nuova informativa sulla privacy
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