[Nonviolenza] Ebdomadario. 55



UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 55 (speciale) del 25 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Anche Roberto Romizi, presidente dell'"Associazione italiana medici per l'ambiente" (Isde-Italia), aderisce all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" di padre Alex Zanotelli e Luisa Morgantini. Si fermi la guerra e si costruisca la pace disarmata e disarmante che salva le vite
2. Il 23 dicembre a Viterbo un incontro con la dottoressa Antonella Litta: "Solo la pace disarmata e disarmante salva tutte le vite"
3. Ripetiamo ancora una volta...
4. Segnalazioni librarie
5. La "Carta" del Movimento Nonviolento
6. Per saperne di piu'

1. L'ORA. ANCHE ROBERTO ROMIZI, PRESIDENTE DELL'"ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L'AMBIENTE" (ISDE-ITALIA), ADERISCE ALL'APPELLO "PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA" DI PADRE ALEX ZANOTELLI E LUISA MORGANTINI. SI FERMI LA GUERRA E SI COSTRUISCA LA PACE DISARMATA E DISARMANTE CHE SALVA LE VITE

Anche Roberto Romizi, presidente dell'"Associazione italiana medici per l'ambiente" (Isde-Italia) aderisce all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" di padre Alex Zanotelli e Luisa Morgantini.
E crescono ovunque in Italia le adesioni all'appello, e si fa sempre piu' ampio l'invito all'Italia e all'intera Europa affinche' si cessi di alimentare la guerra e ci si adoperi per la pace che salva le vite.
*
Il parlamento e il governo italiano, e con essi tutti i parlamenti e i governi europei, finalmente ascoltino la voce della ragione; ascoltino l'appello del papa per la pace disarmata e disarmante; ascoltino il dettato della legalita' costituzionale e del diritto internazionale.
Si torni al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana che recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Si torni al rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita".
Si torni al rispetto della Carta delle Nazioni Unite che si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra".
Si torni al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, che all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Occorre abolire la guerra che sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani.
Occorre realizzare la pace disarmata e disarmante che sola salva tutte le vite.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Di seguito il testo dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa".
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Olga Bertaina
Guido Blanchard
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Valentina Bruno
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Francesco Lena
Antonella Litta
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
La bottega del Barbieri
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Diffusione a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 24 dicembre 2025
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Allegato primo: Una lettera aperta a tante amiche e a tanti amici impegnati per la pace, i diritti umani, la liberazione dei popoli, il bene comune dell'umanita', per chiedere un rinnovato impegno comune contro la guerra in Ucraina
Carissime amiche e carissimi amici,
ci sembra che negli ultimi due anni l'attenzione e l'impegno dei movimenti per i diritti umani, pacifisti e nonviolenti per far cessare la terribile guerra in Ucraina si sia purtroppo molto attenuato, mentre invece la guerra continua e i governi dei principali paesi europei, ed in testa l'Unione Europea, continuano a fare di tutto affinche' quella guerra non solo non finisca, ma uccida sempre piu' persone, distrugga sempre piu' insediamenti umani e beni naturali, infetti sempre piu' le relazioni internazionali e provochi un riarmo il cui esito non puo' essere che un conflitto generalizzato che se divenisse anche nucleare potrebbe porre fine all'esistenza dell'umanita'.
Mentre e' giusto e necessario mantenere l'attenzione sulla situazione mediorientale ed adoperarsi affinche' si consolidi il processo di pace, cessino i massacri, si soccorrano tutte le vittime, si trovino accordi verso soluzioni strutturali che garantiscano finalmente pace, sicurezza, diritti e convivenza a tutti i popoli dell'area, ebbene, la stessa attenzione e lo stesso impegno dovrebbero essere espressi anche in relazione alla guerra in corso nel cuore d'Europa, affinche' anche qui si ottenga finalmente che tacciano le armi, cessino le stragi, siano soccorse tutte le vittime, si apra un negoziato che porti alla pace.
Scrivendo queste parole speriamo che possano contribuire a promuovere un rinnovato impegno comune.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Un fraterno saluto,
il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 13 novembre 2025
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Allegato secondo: Col cuore pensante per la pace nel cuore d'Europa
Prima che sia troppo tardi si ponga fine alla guerra in Ucraina.
Tacciano le armi e si avviino negoziati di pace.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni persona che vive in Europa deve essere consapevole che gia' troppi esseri umani sono morti.
Ogni persona che vive in Europa deve essere consapevole che occorre fermare la guerra prima che essa si espanda ancor piu'.
Ogni persona che vive in Europa deve essere consapevole che occorre fermare la guerra prima che essa diventi continentale, mondiale, atomica.
Le persone, le associazioni, le istituzioni sollecite del bene comune dell'umanita' si adoperino per la cessazione immediata della guerra nel cuore d'Europa cosi' come in qualunque parte del mondo.
Chi vive in Italia si adoperi affinche' il governo italiano e l'Unione Europea cessino di alimentare la guerra e i deliri bellicosi e si adoperino finalmente per la pace che salva le vite.
Dalla Costituzione della Repubblica italiana fino alla Carta dell'Onu, tutti i grandi documenti giuridici dell'umanita' chiamano tutte le persone senzienti e pensanti come tutte le civili istituzioni ad opporsi alla guerra e alle uccisioni, ad impegnarsi per la pace e per salvare le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 23 novembre 2025
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Allegato terzo: Una lettera aperta alla Presidente del Consiglio dei Ministri: "Per la pace nel cuore d'Europa"
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le scrivo per sollecitare un impegno dell'Italia per la cessazione immediata della guerra in Ucraina, per salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, per la pace nel cuore d'Europa, per stornare il pericolo di una guerra mondiale.
Le scrivo avendo presenti le parole della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica italiana, che all'articolo 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra...".
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi duole dover constatare come tanti, troppi governi europei, in questi anni invece di adoperarsi per la fine della guerra si siano adoperati piuttosto per alimentarla, in un vero e proprio delirio distruttivo che nessun artificio retorico puo' riuscire ad occultare.
Sia l'Italia a chiamare l'Europa intera ad uscire dal delirio e ad impegnarsi per la cessazione immediata del crimine immenso che si sta consumando da anni nel cuore del continente e che minaccia peraltro di evolvere in una vera e propria guerra mondiale il cui esito qualora si passasse all'uso delle armi atomiche potrebbe essere l'annientamento dell'umanita'.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
lei come me ricordera' la terribile tragedia del genocidio della popolazione Ucraina, l'Holodomor, realizzato dal regime totalitario staliniano all'inizio degli anni Trenta del Novecento;
lei come me ricordera' l'orrore della Shoah che coinvolse anche l'Ucraina nel corso della seconda guerra mondiale;
lei come me ricordera' gli eventi che portarono alla sanguinosa e ininterrotta guerra civile nelle regioni di confine tra Ucraina e Russia circa dieci anni fa;
lei come me ricordera' l'occupazione manu militari della Crimea da parte della Russia nel 2014;
ed ovviamente lei come me ha assistito con orrore e sgomento all'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe il 24 febbraio 2022; e dal 2022 questa guerra folle e scellerata e' in corso, e di essa e' vittima innocente la martoriata popolazione ucraina.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
non e' questa la sede per esprimere un giudizio storico, basti il giudizio morale: la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita', poiche' essa sempre e solo consiste nell'uccisione di innumerevoli esseri umani che avevano il diritto di vivere.
Saranno naturalmente le corti di giustizia internazionali a giudicare l'accaduto e ad emettere le sentenze conseguenti; quello che mi preme dirle adesso e' qualcosa di piu' semplice e immediato: ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente la guerra; ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente le stragi; ci si adoperi finalmente per un immediato "cessate il fuoco" ed un immediato avvio di trattative di pace.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le sembra ragionevole quanto ho scritto?
Puo' e vuole farsi promotrice di un impegno esplicito e concreto del governo italiano per cercare di fermare immediatamente la guerra e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare? Solo la pace salva le vite.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
salvare le vite e' il primo dovere.
Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro per la pace ed il bene comune dell'umanita'.
Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 25 novembre 2025
Post scriptum: mi permetto di allegare in calce una lettera che ho indirizzato alcuni giorni fa al Presidente della Repubblica per esprimergli il mio apprezzamento per quanto detto nel discorso tenuto a Berlino lo scorso 16 novembre.
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Allegato quarto: Una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana: "Continui a far sentire la sua voce per la pace, per fermare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa"
Egregio Presidente della Repubblica,
ho molto apprezzato il discorso da lei tenuto a Berlino il 16 novembre "per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza".
Ed in esso quel suo monito: "se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla", cosi' nitido e luminoso proprio mentre - per citare ancora le sue parole - "nuovi 'dottor Stranamore' si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba 'amare la bomba'".
Il suo "mai piu'" e' condiviso da ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, sollecita del bene comune dell'umanita': mai piu' la guerra, mai piu' uccisioni, ogni vittima ha il volto di Abele, salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
si e' perso gia' troppo tempo: anni in cui innumerevoli esseri umani in Ucraina sono stati uccisi in una guerra folle e scellerata come tutte le guerre.
Occorre fermare immediatamente questa guerra nel cuore d'Europa.
Purtroppo, e tragicamente, i governi di gran parte dei paesi europei si adoperano affinche' sempre piu' persone vengano uccise, invece di adoperarsi per promuovere e sostenere negoziati di pace che pongano immediatamente fine al massacro della popolazione ucraina vittima di una brutale aggressione.
Come nel conflitto mediorientale occorre addivenire al piu' presto a un cessate il fuoco, all'apertura di negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
continui a far sentire la sua autorevole voce per la pace e il disarmo, la unisca a quella del pontefice cattolico, invochi la pace che salva le vite, chieda che si arresti la strage in corso, chiami tutti i paesi europei - tutti, dall'Atlantico agli Urali - ad adoperarsi per la cessazione del massacro: chieda alla Russia di porre termine alla barbara, mostruosa aggressione; chieda ai paesi europei i cui governi insipienti e irresponsabili in questi anni hanno soffiato sul fuoco e fornito strumenti di morte, pur ben sapendo che la loro folle e sciagurata politica avrebbe contribuito a provocare lo sterminio della popolazione ucraina, di recedere da questo criminale ed insensato atteggiamento; chieda a tutti di considerare anche il pericolo che l'intera popolazione europea e l'intera umanita' corre se non si spegne al piu' presto questo incendio tornando al negoziato diplomatico, all'interlocuzione politica, al dialogo per comporre i conflitti, alla cooperazione internazionale in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorrono pace, disarmo e smilitarizzazione per salvare tutte le vite, e salvare le vite e' il primo dovere.
Ringraziandola ancora per le sue sagge e commosse parole berlinesi, voglia gradire distinti saluti,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 18 novembre 2025
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Allegato quinto: Due riflessioni di Enrico Peyretti, uno dei maggiori maestri della cultura della pace.
Volentieri sottoscrivo l'appello, perche' e' giusto, come tutti gli altri dello stesso significato. La guerra va anzitutto evitata, perche' e' sempre male, e' distruzione e omicidio; va evitata e poi risolta con dialogo, mediazione, parita'. "Nessuno sia vinto" (Buddha citato da Gorbaciov). "Molto meglio una pace ingiusta di una guerra giusta" (Erasmo citando Cicerone, ripetutamente). Se pensano e se vogliono, e se si preparano, i popoli possono difendersi da un'aggressione con la resistenza popolare nonviolenta, evitando di confermre la guerra con la guerra.
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Veramente sconfitto e' il popolo che contro la guerra conosce solo la guerra. Documentare le alternative storiche alla guerra
Ricordo alcune domande: come e' possibile difendere la dignita' umana da aggressioni armate, senza usare armi? Cioe', senza duplicare la violenza di offesa con la violenza di difesa (che e' ugualmente disumana)?
Nelle presentazioni e discussioni sul libro "Fino alla liberazione dalla guerra" (Ed. Mille, 2025, info at edizionimille.eu), presentato e discusso a Torino (CSSR), a Ivrea (Mir), a Cagliari (lovesharingfestival), di nuovo a Torino (CAM), la cosa piu' importante sono state queste domande.
C'e' molta ignoranza sulle alternative alla guerra. Questa debolezza e' rassegnazione passiva al male, e favorisce i signori della guerra. Chiediamoci: possono i popoli compiere quel cambiamento culturale per cui non sia piu' accettabile il trionfo della forza contro il diritto? Perche' il principio vitale del "non uccidere" (fatto valere nel privato) non vale nella politica sovrana degli stati omicidi?  Possiamo pensare normali le politiche e istituzioni di morte (esercito, guerra, patria nazionalista, culture suprematiste) come le politiche di vita? Come rispondere alla forza militare con la forza nonviolenta? La nonviolenza e' vilta', resa e sottomissione, oppure e' una forza dotata anche di efficacia liberatrice documentata?
Queste e simili domande sono state poste dagli attenti discussant, nelle occasioni suddette, e meritano tutta l'attenzione e l'impegno culturale e politico. In questo libro come in altri penso di avere richiamato alcune basi etico-politiche, e anche dati storici raccolti da vari ricercatori (una mia bibliografia storica delle lotte nonarmate e nonviolente e' in rete). Ma la conoscenza diffusa e criticamente documentata delle possibilita' di un popolo di difendersi dalla violenza bellica senza replicarla (e cosi' confermarla), e' ancora conoscenza rara, non accolta negli studi accademici, tantomeno nell'informazione corrente: e' storia oscurata dal semplicismo fatalistico del "la guerra c'e' sempre stata e sempre ci sara'".  Che e' un omaggio rassegnato al male disumano. Altri mali contro la convivenza sono stati superati, cosi' deve e puo' essere superata la guerra, massimo male. La cultura della pace deve lavorare intensamente non solo per affermare la superiorita' etico-politica della resistenza forte alla guerra senza riprodurla, ma per mostrare anche la realta' della pace attiva nella storia umana. Lo sviluppo di istituzioni piu' civili ha espulso dalla realta' storica istituzioni violente prima accettate come naturali (schiavitu', tortura, pena di morte, ecc.). Ci sara' sempre nell'uomo il dilemma bene-male, ma non deve regnare l'istituzione del male disumano. Insieme a cio' occorre mostrare gli enormi crescenti pericoli contro tutta l'umanita' che la guerra causa, al punto che si deve riconoscerla "fuor di ragione", e percio' impegno essenziale di una politica sensata e' espellerla dalla pratica, dalla preparazione, dalla istituzione, dai  mezzi d'azione pensabili nei conflitti, e dal criminale alto profitto dell'industria militare.
Molti lavori sono stati fatti, ma non sono conosciuti, p. es. la ricca collana (decine di opuscoli) del Movimento Nonviolento e di La Meridiana, e altri editori, dagli anni '90, sulle esperienze di Difesa Popolare Nonviolenta, oltre i lavori accurati di autori come Sharp, Galtung, Semelin, Nanni Salio, ecc. L'ignoranza di questa cultura della pace veramente possibile e' rassegnazione al peggio della natura e della storia umana. Veramente sconfitto e' il popolo che contro la guerra conosce solo la guerra.
I movimenti  per la pace, oltre le proteste e le denunce, mi pare che debbano oggi di nuovo studiare e documentare che l'umanita' e' capace - col necessario grande impegno - di non suicidarsi nei conflitti acuti, e di costruire composizioni sagge, equilibrate, di convivenza giusta tra tutti i popoli, ormai uniti di fatto dal problema ecologico, dalla comunicazione, e dalla inseparabile sorte planetaria.
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Allegato sesto: "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?". Una lettera aperta alla vicepresidente del Parlamento Europeo, on. Antonella Sberna
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi scusi se mi permetto di interpellarla direttamente e pubblicamente, ma la guerra nel cuore d'Europa, che da anni fa strage d'innumerevoli esseri umani in Ucraina e che da un momento all'altro puo' estendersi con esiti catastrofici per l'umanita' intera, mi sembra essere di tale orrore, gravita' e pericolosita' da richiedere un impegno personale ed esplicito di chi ha responsabilita' pubbliche di rilevanza internazionale.
ignoro se lei abbia avuto modo di leggere l'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso da molte persone amiche della nonviolenza di cui sono primi firmatari l'illustre missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento europeo on. Luisa Morgantini, ed allegate ad esso le due lettere al Presidente della Repubblica italiana e alla Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro paese, che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
In quell'appello si chiede ad ogni persona di volonta' buona, all'intera societa' civile e ad ogni istituzione democratica di adoperarsi per mettere immediatamente fine alla guerra e alle stragi nel cuore d'Europa, e di promuovere e realizzare adesso, prima che sia troppo tardi, la pace "disarmata e disarmante" costantemente invocata dal pontefice cattolico e da tante altre personalita' sollecite del bene comune dell'intera umana famiglia.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
lei e' stata anche per anni assessora ai servizi sociali del Comune di Viterbo, ed ha quindi avuto modo di conoscere quanta sofferenza vi sia gia' anche in casa nostra e quanto necessario sarebbe usare le risorse pubbliche per soccorrere chi di aiuto ha bisogno, per garantire a tutte le persone una vita degna e sicura.
Perche', invece, ingentissime risorse pubbliche italiane ed europee debbono essere scelleratamente sperperate per le armi assassine e per alimentare la guerra in corso nel cuore d'Europa?
Lei sa bene quanto me che le armi servono a uccidere, a uccidere gli esseri umani.
Lei sa bene quanto me che la guerra in questo consiste: stragi abominevoli, lutti infiniti, irreversibili devastazioni.
Ogni persona senziente e pensante sa perfettamente che la guerra e' nemica dell'umanita' intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita; che ogni vittima ha il volto di Abele; che salvare le vite e' il primo dovere.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
si adoperi energicamente affinche' il Parlamento Europeo di cui e' autorevole rappresentante, e sull'impulso del Parlamento anche tutte le altre istituzioni europee - ed in primo luogo la Commissione, fin qui tragicamente insensata fautrice di sciagurate decisioni volte ad incrementare la guerra e le stragi -, cessino di fomentare ed incrementare l'abominevole guerra ed il folle riarmo, e si impegnino finalmente, in modo concreto e coerente, per la cessazione immediata della guerra e per una politica di pace disarmata e disarmante.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi permetta di concludere citando una indimenticabile poesia di Primo Levi, "La bambina di Pompei":
Poiche' l'angoscia di ciascuno e' la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre
Quasi volessi ripenetrare in lei
Quando al meriggio il cielo si e' fatto nero.
Invano, perche' l'aria volta in veleno
E' filtrata a cercarti per le finestre serrate
Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
Lieta gia' del tuo canto e del tuo timido riso.
Sono passati i secoli, la cenere si e' pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Cosi' tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza
Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.
Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
La sua cenere muta e' stata dispersa dal vento,
La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.
Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli,
Vittima sacrificata sull'altare della paura.
Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
Tristi custodi segreti del tuono definitivo,
Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.
Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.
Gentilissima vicepresidente Sberna,
Voglia gradire un cordiale saluto e un sincero augurio di buon lavoro per la pace disarmata e disarmante e per il bene comune dell'umanita' intera dal suo concittadino
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 21 dicembre 2025

2. INCONTRI. IL 23 DICEMBRE A VITERBO UN INCONTRO CON LA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA: "SOLO LA PACE DISARMATA E DISARMANTE SALVA TUTTE LE VITE"

Nel pomeriggio di martedi' 23 dicembre 2025 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" si e' tenuto un incontro di riflessione con la partecipazione della dottoressa Antonella Litta dell'Isde (Associazione medici per l'ambiente).
Nel corso dell'incontro sono stati sviluppati alcuni temi gia' trattati nel precedente incontro del 19 dicembre.
E' stato rinnovato l'impegno a sostegno dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso dall'illustre missionario padre Alex Zanotelli, dalla vicepresidente emerita del Parlamento Europeo Luisa Morgantini e da numerose altre persone amiche della nonviolenza.
Ed e' stato anche ricordato ancora una volta il poeta antifascista nonviolento viterbese Alfio Pannega, ed e' stata riaffermata la necessita', anche nel suo ricordo, di un impegno concreto e coerente per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, proteggere l'intero mondo vivente, opporsi a tutte le guerre e le uccisioni.
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Una minima notizia sulla dottoressa Antonella Litta
Antonella Litta ha svolto l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute" nonche' referente nazionale per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall'inquinamento delle acque ad uso umano. E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all'abitare con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. E' promotrice del "Coordinamento addio pesticidi". Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai" con la motivazione: "per l'impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita' del territorio". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione: "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le e' stato attribuito il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero".
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Il testo dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" con le prime adesioni
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Guido Blanchard
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
La bottega del Barbieri
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 25 dicembre 2025
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che negli anni Ottanta ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico "La nonviolenza e' in cammino". Dal 2021 e' stato particolarmente impegnato nella campagna per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, che dopo 48 anni di prigionia da innocente nel febbraio del 2025 e' finalmente tornato alla sua abitazione, alla sua famiglia, al suo popolo.

3. REPETITA IUVANT. RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA...

... ripetiamo ancora una volta che occorre un'insurrezione nonviolenta delle coscienze e delle intelligenze per contrastare gli orrori piu' atroci ed infami che abbiamo di fronte, per affermare la legalita' che salva le vite, per richiamare ogni persona ed ogni umano istituto ai doveri inerenti all'umanita'.
Occorre opporsi al maschilismo, e nulla e' piu' importante, piu' necessario, piu' urgente che opporsi al maschilismo - all'ideologia, alle prassi, al sistema di potere, alla violenza strutturale e dispiegata del maschilismo: poiche' la prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera; e solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'; solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.
Occorre opporsi al razzismo, alla schiavitu', all'apartheid. Occorre far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro. Occorre abolire la schiavitu' in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia. Occorre abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorre formare tutti i pubblici ufficiali e in modo particolare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Occorre opporsi a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre. Occorre cessare di produrre e vendere armi a tutti i regimi e i poteri assassini; abolire la produzione, il commercio, la disponibilita' di armi e' il primo necessario passo per salvare le vite e per costruire la pace, la giustizia, la civile convivenza, la salvezza comune dell'umanita' intera. Occorre abolire tutte le organizzazioni armate il cui fine e' uccidere. Occorre cessare immediatamente di dissipare scelleratamente ingentissime risorse pubbliche a fini di morte, ed utilizzarle invece per proteggere e promuovere la vita e il benessere dell'umanita' e dell'intero mondo vivente.
Occorre opporsi alla distruzione di quest'unico mondo vivente che e' la sola casa comune dell'umanita' intera, di cui siamo insieme parte e custodi. Non potremo salvare noi stessi se non rispetteremo e proteggeremo anche tutti gli altri esseri viventi, se non rispetteremo e proteggeremo ogni singolo ecosistema e l'intera biosfera.
Opporsi al male facendo il bene.
Opporsi alla violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione e la salvezza del'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Letture
- AA. VV., Ucraina agli americani, Donbass ai russi, volume monografico di "Domino. Rivista sul mondo che cambia", n. 12, dicembre 2025, Gommonica, Roma 2025, pp. 144, euro 10.
- "Domino, L'anno della verita', Gommonica, Roma 2025, pp. 272, euro 20.
- Marco Fabio Apolloni, Ingres, Giunti-Rcs, Firenze-Milano 2025, pp. 128, euro 9,90.
- Douglas Gattini, Silvana Sperati, Energia delle mani, Rcs, Milano 2025, pp. 128, euro 9,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Rodolfo Papa, Durer, Giunti-Rcs, Firenze-Milano 2025, pp. 128, euro 9,90.
- Stefano Velotti, Filosofia dell'architettura, Rcs, Milano 2025, pp. 160, euro 6,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
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Riletture
- Gregory Bateson, Verso un'ecologia della mente, Adelphi, Milano 1976, Rcs, Milano 2011, pp. XXII + 546.
- Massimo Piattelli-Palmarini (a cura di), Theories du langage. Theories de l'aprentissage. Le debat entre Jean Piaget et Noam Chomsky, Seuil, Paris 1979, 1982, pp. 544.
- Nuto Revelli, Il testimone. Conversazioni e interviste 1966-2003, Einaudi, Torino 2014, pp. XVIII + 248.
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Riedizioni
- Andrea Camilleri, Il gioco degli specchi, Sellerio, Palermo 2011, Rcs, Milano 2025, pp. 262, euro 9,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Franco Cardini, Un uomo di nome Francesco, Mondadori, Milano 2015, Rcs, Milano 2025, pp. 194, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Georges Simenon, Il club delle vecchie signore e altri racconti, Adelphi, Milano 2018, Gedi, Torino 2025, pp. 172, euro 9,90.

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

6. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 55 (speciale) del 25 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Nuova informativa sulla privacy
Alla luce delle nuove normative europee in materia di trattamento di elaborazione dei  dati personali e' nostro desiderio informare tutti i lettori del notiziario "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile consultare la nuova informativa sulla privacy: https://www.peacelink.it/peacelink/informativa-privacy-nonviolenza
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