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[Nonviolenza] Una conversazione a Vetralla in ricordo di Alfio Pannega
- Subject: [Nonviolenza] Una conversazione a Vetralla in ricordo di Alfio Pannega
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Mon, 31 Mar 2025 20:17:55 +0200
UNA CONVERSAZIONE A VETRALLA IN RICORDO DI ALFIO PANNEGA
Domenica 30 marzo 2025 a Cura di Vetralla (in provincia di Viterbo) il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo ha tenuto una conversazione sul tema "Solo la pace salva le vite" in ricordo di Alfio Pannega (Viterbo, 1925-2010) di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita; amico e compagno di innumerevoli lotte nonviolente; poeta e militante antifascista, comunista e libertario, che per tutta la vita si impegno' contro tutte le guerre, contro tutte le stragi, contro tutte le uccisioni; che per tutta la vita si impegno' per soccorrere, accogliere e assistere ogni persona bisognosa di aiuto; che per tutta la vita condivise tutti i suoi beni con chiunque gli chiedesse aiuto.
Di seguito una minima sintesi di alcune riflessioni proposte.
*
Il primo impegno qui e adesso
Nulla e' piu' importante ed urgente qui e adesso dell'impegno per far cessare le guerre in corso, guerre che stanno uccidendo innumerevoli esseri umani, che stanno provocando immani catastrofi ambientali, che minacciano di dare avvio alla guerra nucleare che puo' facilmente distruggere l'intera civilta' umana, l'intera umana famiglia.
Salvare le vite e' il primo dovere.
E per fermare la guerra occorre la smilitarizzazione e il disarmo; occorre il riconoscimento del diritto di ogni esser umano a non essere ucciso; occorre la consapevolezza che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente e che ogni vittima ha il volto di Abele.
Cessare di uccidere, abolire la guerra.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanita' intera, in difesa di tutte le vite.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanita' intera, per far cessare tutte le stragi.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanita' intera, per imporre a governi impazziti e criminali la legge che fonda tutte le leggi, la legge che fonda la civile convivenza, la legge che e' scritta nel cuore di ogni essere umano: "Non uccidere".
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega ogni persona di volonta' buona si adoperi per far cessare i massacri in corso; ogni persona di volonta' buona si adoperi per abolire la guerra, gli eserciti, le armi; ogni persona di volonta' buona si adoperi per recare aiuto a chiunque di aiuto ha bisogno.
*
Quel che Alfio sapeva ed insegnava
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Socrate ateniese sapeva ed insegnava.
Che e' preferibile subire il male anziche' commetterlo. Che nessuna violenza giustifica l'aggiunta di altra violenza. Che al male occorre opporsi facendo il bene. Che alla violenza occorre opporsi in modo concreto e coerente, nitido e intransigente, con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza, con la resistenza che salva le vite.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Dante fiorentino sapeva ed insegnava.
Che l'impegno morale per il bene comune dell'umanita', la ricerca e l'affermazione della verita' che e' in ogni essere umano, la bellezza e la benignita' della poesia come universale riconoscimento di umanita', la parresia e la kalokagathia, sono una sola cosa col senso e col valore dell'esistenza.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Giacomo Leopardi sapeva ed insegnava.
Che proprio perché ogni essere umano e' costitutivamente, intrinsecamente, inevitabilmente esposto alla sofferenza, alle malattie, alla morte, proprio per questo nessun essere umano deve subire altre violenze; proprio per questo tutti gli esseri umani devono rispettarsi ed aiutarsi; proprio per questo occorre opporsi ad ogni oppressione, ad ogni asservimento e ad ogni rapina, ad ogni umiliazione ed offesa, ad ogni menzogna e ad ogni violenza.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Rosa Luxemburg sapeva ed insegnava.
Che la guerra e' sempre e solo il massimo crimine contro l'umanita'. Che e' dovere dell'umanita' intera abolire la guerra prima che la guerra annichilisca l'umanita'. Che l'alternativa che ad ogni coscienza ed intelligenza s'impone evidente e' quella tra la barbarie che tutto degrada e divora, e la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni affinche' ogni essere umano possa vivere una vita degna e felice in armonia con le altre persone e con l'intero mondo vivente.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Virginia Woolf sapeva ed insegnava.
Che il sistema di potere maschile, la violenza maschile, l'ideologia maschilista, e' la prima radice e il primo paradigma di tutte le violenze.
E quindi che solo l'abolizione del sistema di potere maschile, della violenza maschile, dell'ideologia maschilista, liberera' e salvera' l'umanita' intera.
Alfio sapeva quello che anche Mohandas Gandhi sapeva ed insegnava.
Che solo la nonviolenza invera l'umanita' dell'umanita'. Che solo la nonviolenza smaschera e contrasta tutte le violenze. Che solo la nonviolenza e' il fondamento della civile convivenza, del morale sentire e condursi, della legalita' che ogni essere umano ed ogni umana comunita' riconosce e rispetta e difende e sostiene. Che solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Hannah Arendt sapeva ed insegnava.
Che ogni nascita e' un miracolo. Che pensare e' gia' pensare il bene. Che la politica - la sola politica degna di tale nome - e' condivisione del vero e del bene. Che l'esistenza umana e' intrinsecamente vita attiva in pro del bene comune.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Alexander Langer sapeva ed insegnava.
Che la salvezza dell'umanita' e' legata alla salvezza dell'intero mondo vivente. Che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Nelson Mandela sapeva ed insegnava.
Che il razzismo e' un crimine contro l'umanita'. Che tutti gli esseri umani sono eguali in dignita' e diritti. Che nessun essere umano deve essere abbandonato alla solitudine, all'oppressione, alla sofferenza, alla morte. Che tu, proprio tu, devi lottare nonviolentemente per il bene di tutte e tutti.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Lidia Menapace sapeva ed insegnava.
Che la Resistenza contro il fascismo continua e s'invera nella nonviolenza. Che tutto si tiene, e quindi una e la stessa e' la lotta per la liberazione e la salvezza di tutte e di tutti.
*
Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci e Alfonso Prota): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha sovente con forte empatia rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata fin qui disattesa.
Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
*
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta contro tutte le uccisioni.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta contro tutte le guerre, contro tutte le organizzazioni armate, contro tutte le armi.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta in difesa di ogni essere vivente e dell'intero mondo vivente.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta per la salvezza, la liberazione, il bene comune dell'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
Nota a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Vetralla (Vt), 31 marzo 2025
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com
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Domenica 30 marzo 2025 a Cura di Vetralla (in provincia di Viterbo) il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo ha tenuto una conversazione sul tema "Solo la pace salva le vite" in ricordo di Alfio Pannega (Viterbo, 1925-2010) di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita; amico e compagno di innumerevoli lotte nonviolente; poeta e militante antifascista, comunista e libertario, che per tutta la vita si impegno' contro tutte le guerre, contro tutte le stragi, contro tutte le uccisioni; che per tutta la vita si impegno' per soccorrere, accogliere e assistere ogni persona bisognosa di aiuto; che per tutta la vita condivise tutti i suoi beni con chiunque gli chiedesse aiuto.
Di seguito una minima sintesi di alcune riflessioni proposte.
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Il primo impegno qui e adesso
Nulla e' piu' importante ed urgente qui e adesso dell'impegno per far cessare le guerre in corso, guerre che stanno uccidendo innumerevoli esseri umani, che stanno provocando immani catastrofi ambientali, che minacciano di dare avvio alla guerra nucleare che puo' facilmente distruggere l'intera civilta' umana, l'intera umana famiglia.
Salvare le vite e' il primo dovere.
E per fermare la guerra occorre la smilitarizzazione e il disarmo; occorre il riconoscimento del diritto di ogni esser umano a non essere ucciso; occorre la consapevolezza che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente e che ogni vittima ha il volto di Abele.
Cessare di uccidere, abolire la guerra.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanita' intera, in difesa di tutte le vite.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanita' intera, per far cessare tutte le stragi.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanita' intera, per imporre a governi impazziti e criminali la legge che fonda tutte le leggi, la legge che fonda la civile convivenza, la legge che e' scritta nel cuore di ogni essere umano: "Non uccidere".
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega ogni persona di volonta' buona si adoperi per far cessare i massacri in corso; ogni persona di volonta' buona si adoperi per abolire la guerra, gli eserciti, le armi; ogni persona di volonta' buona si adoperi per recare aiuto a chiunque di aiuto ha bisogno.
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Quel che Alfio sapeva ed insegnava
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Socrate ateniese sapeva ed insegnava.
Che e' preferibile subire il male anziche' commetterlo. Che nessuna violenza giustifica l'aggiunta di altra violenza. Che al male occorre opporsi facendo il bene. Che alla violenza occorre opporsi in modo concreto e coerente, nitido e intransigente, con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza, con la resistenza che salva le vite.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Dante fiorentino sapeva ed insegnava.
Che l'impegno morale per il bene comune dell'umanita', la ricerca e l'affermazione della verita' che e' in ogni essere umano, la bellezza e la benignita' della poesia come universale riconoscimento di umanita', la parresia e la kalokagathia, sono una sola cosa col senso e col valore dell'esistenza.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Giacomo Leopardi sapeva ed insegnava.
Che proprio perché ogni essere umano e' costitutivamente, intrinsecamente, inevitabilmente esposto alla sofferenza, alle malattie, alla morte, proprio per questo nessun essere umano deve subire altre violenze; proprio per questo tutti gli esseri umani devono rispettarsi ed aiutarsi; proprio per questo occorre opporsi ad ogni oppressione, ad ogni asservimento e ad ogni rapina, ad ogni umiliazione ed offesa, ad ogni menzogna e ad ogni violenza.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Rosa Luxemburg sapeva ed insegnava.
Che la guerra e' sempre e solo il massimo crimine contro l'umanita'. Che e' dovere dell'umanita' intera abolire la guerra prima che la guerra annichilisca l'umanita'. Che l'alternativa che ad ogni coscienza ed intelligenza s'impone evidente e' quella tra la barbarie che tutto degrada e divora, e la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni affinche' ogni essere umano possa vivere una vita degna e felice in armonia con le altre persone e con l'intero mondo vivente.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Virginia Woolf sapeva ed insegnava.
Che il sistema di potere maschile, la violenza maschile, l'ideologia maschilista, e' la prima radice e il primo paradigma di tutte le violenze.
E quindi che solo l'abolizione del sistema di potere maschile, della violenza maschile, dell'ideologia maschilista, liberera' e salvera' l'umanita' intera.
Alfio sapeva quello che anche Mohandas Gandhi sapeva ed insegnava.
Che solo la nonviolenza invera l'umanita' dell'umanita'. Che solo la nonviolenza smaschera e contrasta tutte le violenze. Che solo la nonviolenza e' il fondamento della civile convivenza, del morale sentire e condursi, della legalita' che ogni essere umano ed ogni umana comunita' riconosce e rispetta e difende e sostiene. Che solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Hannah Arendt sapeva ed insegnava.
Che ogni nascita e' un miracolo. Che pensare e' gia' pensare il bene. Che la politica - la sola politica degna di tale nome - e' condivisione del vero e del bene. Che l'esistenza umana e' intrinsecamente vita attiva in pro del bene comune.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Alexander Langer sapeva ed insegnava.
Che la salvezza dell'umanita' e' legata alla salvezza dell'intero mondo vivente. Che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Nelson Mandela sapeva ed insegnava.
Che il razzismo e' un crimine contro l'umanita'. Che tutti gli esseri umani sono eguali in dignita' e diritti. Che nessun essere umano deve essere abbandonato alla solitudine, all'oppressione, alla sofferenza, alla morte. Che tu, proprio tu, devi lottare nonviolentemente per il bene di tutte e tutti.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Lidia Menapace sapeva ed insegnava.
Che la Resistenza contro il fascismo continua e s'invera nella nonviolenza. Che tutto si tiene, e quindi una e la stessa e' la lotta per la liberazione e la salvezza di tutte e di tutti.
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Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci e Alfonso Prota): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha sovente con forte empatia rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata fin qui disattesa.
Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
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Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta contro tutte le uccisioni.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta contro tutte le guerre, contro tutte le organizzazioni armate, contro tutte le armi.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta in difesa di ogni essere vivente e dell'intero mondo vivente.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega proseguiamo nell'azione nonviolenta per la salvezza, la liberazione, il bene comune dell'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
Nota a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Vetralla (Vt), 31 marzo 2025
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com
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