[Nonviolenza] Si e' svolto sabato 15 marzo 2025 a Viterbo un incontro in ricordo di Alfio Pannega



SI E' SVOLTO SABATO 15 MARZO 2025 A VITERBO UN INCONTRO IN RICORDO DI ALFIO PANNEGA

Si e' svolto a Viterbo sabato 15 marzo 2025 un incontro in ricordo di Alfio Pannega, di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita.
L'incontro si e' tenuto nella sede del centro sociale di cui Alfio Pannega fu fondamentale animatore, sede da molti anni trasferita dall'ex-gazometro di Valle Faul al capannone ex-Cogema a Castel d'Asso, pur mantenendo la denominazione originaria di "Centro sociale occupato autogestito Valle Faul".
*
All'incontro hanno preso parte tra gli altri il presidente provinciale dell'Anpi Enrico Mezzetti, il regista e attore Pietro Benedetti, lo scrittore e docente Antonello Ricci, alcuni artisti ed alcune artiste che lo conobbero e che dalla sua persona trassero ispirazione per il loro lavoro, diversi militanti che con lui condivisero molte lotte nonviolente per il bene comune, persone amiche che lo ricordato con infinito affetto e struggente nostalgia.
Lettere di saluto e di sostegno sono giunte da persone ed associazioni impossibilitate a partecipare per altri impegni.
Le persone partecipanti all'incontro hanno ricordato con viva commozione l'indimenticabile amico, rievocando anche episodi biografici ed aneddoti ormai gia' pressoche' leggendari.
*
Finalita' non secondaria dell'incontro l'ideazione e la promozione di ulteriori iniziative commemorative nel corso del 2025, con particolar riferimento ai periodi 25 aprile - primo maggio (al cui interno si colloca la data della scomparsa, il 30 aprile 2010) e 4 settembre - 21 settembre (la date della festa cittadina di Santa Rosa, il 4 settembre, e quella della nascita di Alfio cent'anni fa, il 21 settembre 1925).
Si pensa di realizzare una varieta' di iniziative, comprensive di una commemorazione al cimitero; di un convegno nella Sala Regia di Palazzo dei Priori; di incontri presso le scuole, le biblioteche, i centri culturali e di impegno civile; di una mostra multimediale da esporre dapprima a Viterbo e successivamente in piu' centri; della replica ovunque possibile dello spettacolo teatrale "Allora ero giovane pure io"; della realizzazione di una adeguata pubblicazione a stampa.
Ovviamente tali iniziative non inviteranno soltanto al ricordo ma avranno anche la funzione di un appello a proseguire nell'impegno di Alfio per la pace, i diritti umani di tutti gli esseri umani, la giustizia sociale e la liberazione di tutte le oppresse e tutti gli oppressi, la difesa dell'intero mondo vivente e il bene comune dell'umanita'.
*
Non essendo possibile nelle poche righe di un comunicato dar conto della ricchezza delle testimonianze, delle riflessioni e delle proposte emerse dall'incontro, bastino qui questi brevi cenni. Piu' dettagliate testimonianze ci si ripromette di diffondere successivamente.

Nota redatta a cura di una delle persone partecipanti

Viterbo, 15 marzo 2025

Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com

* * *

Allegato: Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci e Alfonso Prota): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha sovente con forte empatia rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata fin qui disattesa.
Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.

* * *