[Nonviolenza] Approssimandosi il 2 ottobre, "Giornata internazionale della nonviolenza". Un incontro il 30 settembre



APPROSSIMANDOSI IL 2 OTTOBRE, "GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA". UN INCONTRO IL 30 SETTEMBRE

Approssimandosi il 2 ottobre, la "Giornata internazionale della nonviolenza" proclamata dall'Onu nell'anniversario della nascita di Gandhi, la mattina di mercoledi' 30 settembre 2020 presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo si e' svolto un incontro di studio sul tema: "Ogni giorno e' il 2 ottobre, ogni giorno la nonviolenza e' necessaria, ogni giorno la nonviolenza e' in cammino".
Come sempre le persone partecipanti hanno tutte usato i dispositivi di protezione personale e osservato l'opportuno distanziamento interpersonale.
A conclusione dell'incontro e' stato rinnovato l'appello a quattro provvedimenti necessari e urgenti:
1. riconoscere a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro, ove necessario mettendo a disposizione adeguati mezzi di trasporto pubblici e gratuiti; e' l'unico modo per far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani;
2. abolire la schiavitu' e l'apartheid in Italia; riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto": un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia;
3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese; si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;
4. formare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza; poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'. Siamo una sola umanita' in un unico mondo vivente. Ogni vittima ha il volto di Abele. Salvare le vite e' il primo dovere.
*
Di seguito alcuni materiali diffusi nel corso dell'incontro di studio.
*
I. POICHE' VI E' UNA SOLA UMANITA'

Poiche' vi e' una sola umanita'
noi dichiariamo che ogni essere umano
abbia rispetto e solidarieta'
da chiunque altro sia essere umano.

Nessun confine puo' la dignita'
diminuire umana, o il volto umano
sfregiare, o denegar la qualita'
umana propria di ogni essere umano.

Se l'edificio della civilta'
umana ha un senso, ed esso non e' vano,
nessuno allora osi levar la mano
contro chi chiede ospitalita'.

Se la giustizia e se la liberta'
non ciancia, bensi' pane quotidiano
hanno da essere, cosi' il lontano
come il vicino merita pieta'.

Nel condividere e' la verita'
ogni volto rispecchia il volto umano
nel mutuo aiuto e' la felicita'
ogni diritto e' un diritto umano.

Se vero e' che tutto finira'
non prevarra' la morte sull'umano
soltanto se la generosita'
sara' la legge di ogni essere umano.

La nonviolenza e' questa gaia scienza
che lotta per salvar tutte le vite
la nonviolenza e' questa lotta mite
e intransigente contro ogni violenza.

II. CHI ABBRACCIA LA NONVIOLENZA

Dicono che chi abbraccia
la nonviolenza e' un pavido
che nulla sa del mondo
e solo vuol vivere comodo
la vita sua di coniglio
di privilegiato vigliacco

Dicono che gli oppressori
se ne strainfischiano
della resistenza nonviolenta
e solamente temono
chi si fa uguale a loro
divoratore di carne umana

Dicono essere la nonviolenza
roba da mangiatori di fichi
da commissari tecnici al bar
da gente che ha troppe scarpe
e tiene troppo al collo
e alla pensione

Chiedilo a Socrate di Atene chiedilo a Gesu' di Nazareth
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Chiedilo a Rosa Luxemburg chiedilo a Mohandas Gandhi
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Chiedilo a Martin Luther King chiedilo a Marianella Garcia
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Chiedilo a Etty Hillesum chiedilo a Chico Mendes
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Chiedilo a Oscar Romero chiedilo a Berta Caceres
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Chiedilo a Steve Biko chiedilo a Milena Jesenska'
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Chiedilo ad Anna Politkovskaja chiedilo a Olympe de Gouges
chi abbraccia la nonviolenza fa una brutta fine

Ma prima di quella brutta fine
vive una vita degna

Ma prima di quella brutta fine
ha condotto la lotta necessaria

Ma prima di quella brutta fine
ha fatto la sua parte per la liberazione comune.

III. BREVE LITANIA DELLA NONVIOLENZA

La nonviolenza non e' la luna nel pozzo.
La nonviolenza non e' la pappa nel piatto.
La nonviolenza non e' il galateo del pappagallo.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' la ciancia dei rassegnati.
La nonviolenza non e' il bignami degli ignoranti.
La nonviolenza non e' il giocattolo degli intellettuali.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' il cappotto di Gogol.
La nonviolenza non e' il cavallo a dondolo dei generali falliti.
La nonviolenza non e' la Danimarca senza il marcio.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' l'ascensore senza bottoni.
La nonviolenza non e' il colpo di carambola.
La nonviolenza non e' l'applauso alla fine dell'atto terzo.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' il museo dell'esotismo.
La nonviolenza non e' il salotto dei perdigiorno.
La nonviolenza non e' il barbiere di Siviglia.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' la spiritosaggine degli impotenti.
La nonviolenza non e' la sala dei professori.
La nonviolenza non e' il capello senza diavoli.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' il ricettario di Mamma Oca.
La nonviolenza non e' l'albero senza serpente.
La nonviolenza non e' il piagnisteo di chi si e' arreso.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' la quiete dopo la tempesta.
La nonviolenza non e' il bicchiere della staffa.
La nonviolenza non e' il vestito di gala.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' il sapone con gli gnocchi.
La nonviolenza non e' il film al rallentatore.
La nonviolenza non e' il semaforo sempre verde.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' il jolly pescato nel mazzo.
La nonviolenza non e' il buco senza la rete.
La nonviolenza non e' il fiume dove ti bagni due volte.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' l'abracadabra degli stenterelli.
La nonviolenza non e' il cilindro estratto dal coniglio.
La nonviolenza non e' il coro delle mummie del gabinetto.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.

La nonviolenza non e' niente che si veda in televisione.
La nonviolenza non e' niente che si insegni dalle cattedre.
La nonviolenza non e' niente che si serva al bar.
La nonviolenza e' solo la lotta contro la violenza.

IV. DELLA NONVIOLENZA DISPIEGATA AL SOLE AD ASCIUGARE

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza la politica necessaria.
Chiamiamo nonviolenza l'occhio che vede e piange.
Chiamiamo nonviolenza la lotta per l'abolizione di tutte le guerre.
Chiamiamo nonviolenza la lotta che abroga ogni servitu'.
Chiamiamo nonviolenza questo accampamento notturno nel deserto.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza l'amicizia che non tradisce.
Chiamiamo nonviolenza il ponte di corda teso sull'abisso.
Chiamiamo nonviolenza la fine della paura della morte.
Chiamiamo nonviolenza la fine della minaccia della morte.
Chiamiamo nonviolenza aver visto e alba e tramonto con limpido cuore.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il tappeto volante.
Chiamiamo nonviolenza il voto unanime per la salvezza degli assenti.
Chiamiamo nonviolenza il cielo stellato.
Chiamiamo nonviolenza il rispetto della vita altrui.
Chiamiamo nonviolenza il sonno dei giusti e dei giusti la veglia.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il silenzio che non spaventa.
Chiamiamo nonviolenza la telefonata che ferma l'esecuzione.
Chiamiamo nonviolenza il libro che ti fa ridere e piangere.
Chiamiamo nonviolenza il viaggio senza bagagli.
Chiamiamo nonviolenza il suono dell'arcobaleno.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il pasto in comune.
Chiamiamo nonviolenza il miracolo della nascita.
Chiamiamo nonviolenza la voce che risponde.
Chiamiamo nonviolenza la porta che si apre allo straniero.
Chiamiamo nonviolenza la lotta contro la violenza.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il dono e la rinuncia.
Chiamiamo nonviolenza la leggerezza sui corpi.
Chiamiamo nonviolenza la parola che suscita le praterie.
Chiamiamo nonviolenza il soffio che estingue gli incendi.
Chiamiamo nonviolenza l'infinito respiro del mare.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza l'umanita' come dovrebbe essere.
Chiamiamo nonviolenza la coscienza del limite.
Chiamiamo nonviolenza il ritrovamento dell'anello di Salomone.
Chiamiamo nonviolenza gl'immortali principi dell'Ottantanove.
Chiamiamo nonviolenza l'ironia e la pazienza.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il riconoscimento della pluralita' delle persone e dei mondi.
Chiamiamo nonviolenza la distruzione di tutte le armi assassine.
Chiamiamo nonviolenza non nascondere la nostra ignoranza.
Chiamiamo nonviolenza rifiutarsi di mentire.
Chiamiamo nonviolenza la scelta di fare la cosa che salva le vite.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza una giornata di sole sulla strada.
Chiamiamo nonviolenza la scuola di Spartaco e della Rosa Rossa.
Chiamiamo nonviolenza la certezza morale del figlio della levatrice.
Chiamiamo nonviolenza la legge nuova del figlio del falegname.
Chiamiamo nonviolenza le tre ghinee di Virginia.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza questo atto di riconoscimento e di riconoscenza.
Chiamiamo nonviolenza il giro della borraccia.
Chiamiamo nonviolenza questo colloquio corale.
Chiamiamo nonviolenza la Resistenza antifascista.
Chiamiamo nonviolenza l'uscita dallo stato di minorita'.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza parlare e ascoltare.
Chiamiamo nonviolenza la stazione sempre aperta.
Chiamiamo nonviolenza lo specchio e la sorgente.
Chiamiamo nonviolenza sentire il dolore degli altri.
Chiamiamo nonviolenza prendersi cura del mondo.

Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.

V. OPPORSI ALLA VIOLENZA E' COSA BUONA

"- Tancredi: Ma infine cosa e' dessa nonviolenza
di cui cianciasi tanto e par sia burla?
- Annibale: Essa e' la lotta contro la violenza.
La lotta, contro la violenza. Lotta.
Poiche' se nitida non fosse lotta
e intransigente contro la violenza,
e non recasse a chi geme e urla
aita prontamente
la nonviolenza non sarebbe niente,
la nonviolenza non sarebbe nulla"
(Da Sebastiano Malcontenti, Domande all'oste, Urbevecchia s.d.)

Opporsi alla violenza e' cosa buona
e in primo luogo alla prima violenza
che e' quella dei poteri dominanti
che negano diritti e dignita'
all'umanita' intera e al mondo tutto.

Opporsi alla violenza e' necessario
e in primo luogo alla violenza magna
dei potentati il cui poter si fonda
sull'oppressione altrui, sull'altrui morte,
l'universal rapina e distruzione.

Opporsi alla violenza. E il solo modo
di realmente opporsi alla violenza
e' scegliere la lotta nonviolenta.
Non vi e' altra lotta contro la violenza
e non vi e' nonviolenza senza lotta.

VI. I CADAVERI RECUPERATI IN MARE

"Dalla zattera della Medusa uno straccio rosso sventolava
ancora in piedi un superstite, da lungi
lo vedemmo e sentimmo che cantava
un canto che chiamava all'ideale
dell'internazionale futura umanita'"
(Roderigo Uscheri, Memorie dell'anno 1816)

I cadaveri recuperati in mare
ci parlano delle nostre guerre
delle nostre armi, dei nostri affari
che ancora tengono in schiavitu'
popoli interi, persone innumerevoli.

I cadaveri recuperati in mare
ci parlano della nostra rapina delle loro risorse
del nostro razzismo, del nostro regime
di apartheid planetario.

I cadaveri recuperati in mare
ci parlano dell'ora presente dell'umanita'
di come il potere imperiale col suo raffio
tutti ci tragga all'abisso.

I cadaveri recuperati in mare
ci chiamano alla lotta
per la comune liberazione
per la salvezza di tutte le vite.

Alla scuola del dolore abbiamo appreso
che il primo dovere e' salvare le vite.
Alla scuola del pianto abbiamo pianto
e quelle lacrime piantato come semi
perche' ne nasca la solidarieta'
che unisca e liberi l'umanita' intera.

Abolire la guerra, gli eserciti, le armi.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Abbattere finalmente il fascismo.
E' in cammino la nonviolenza.
Costruire finalmente la societa' della condivisione
del pane dell'amore della liberta'.
E' in cammino la nonviolenza.
Unitevi oppresse ed oppressi di tutti i paesi
solo le catene avete da perdere
ed un mondo da guadagnare.
E' in cammino la nonviolenza.

VII. LA NONVIOLENZA E' LOTTA DEGLI OPPRESSI

La nonviolenza e' lotta degli oppressi
contro il potere che li opprime fuori
e non di meno dentro di lor stessi.
E' resistenza agli inganni e agli orrori,

rivelazione di conflitti e nessi,
ripudio d'odio e costruzion di amori
nel farsi di dialettici processi
nel contrastar tutti i persecutori.

Reale movimento che abolisce
l'iniquita' presente, la violenza
che sfrutta e opprime, artiglia ed esaurisce

l'umanita' e il mondo. E' la coscienza
che nel suo farsi prassi concepisce
e invera liberta' ed intelligenza.

VIII. IL NOSTRO PROGRAMMA

Il nostro programma il pane e la pace
abolire la guerra salvare le vite.

Noi non crediamo alle promesse dei potenti
dalle loro bocche parole miste a sangue
colano grevi e la ricchezza loro
e' frutto della nostra schiavitu'
rovesciarli dobbiamo se vogliamo tutti vivere
una vita degna una vita solidale.

Il nostro programma il pane e la pace
abolire la guerra salvare le vite.

Noi ci opponiamo a tutte le armi
sempre le armi contro noi sono rivolte
sempre le armi e' noi che fanno a pezzi
sempre le armi sono assassine
ogni potere armato ci e' nemico
soltanto senza armi la vita sara' vita.

Il nostro programma il pane e la pace
abolire la guerra salvare le vite.

Teniamo per fermo che ogni persona
ha diritto alla vita alla dignita' all'aiuto
sappiamo per certo che ogni persona
ogni altra persona deve aiutare
chiamiamo politica la liberta' comune
l'eguale diritto la verita' che salva.

Il nostro programma il pane e la pace
abolire la guerra salvare le vite.

IX. LA PRIMA POLITICA E' IL DISARMO

La prima politica e' il disarmo
sostituire all'arte dell'uccidere
quella severa di salvare le vite

Senza disarmo il mondo tutto muore
senza disarmo le nuvole si ghiacciano
le lacrime diventano veleno
si crepano i marmi ne escono draghi

Senza disarmo ogni parola mente
senza disarmo ogni albero si secca
l'aria non porta piu' i suoni
la polvere colma i polmoni

Senza disarmo piovono scorpioni
senza disarmo in ogni piatto e' vomito
dal rubinetto esce sale e vetro
le scarpe stritolano le ossa dei piedi

Solo il disarmo frena le valanghe
solo il disarmo risana le ferite
solo il disarmo salva le vite

Salvare le vite e' il primo dovere
salvare le vite
il primo dovere

X. PICCOLO DITTICO DELLE ARMI E DEL DISARMO

I.

Le armi sanno a cosa servono
le armi non sbagliano la mira
le armi odiano le persone
quando le ammazzano poi vanno all'osteria
a ubriacarsi e a cantare fino all'alba

Le armi bevono il sangue
le armi mettono briglie e sella alle persone
poi le cavalcano fino a sfiancarle
affondano gli speroni per godere dei sussulti
della carne che soffre

Le armi non sentono ragione
una sola cosa desiderano: uccidere
e poi ancora uccidere
uccidere le persone
tutte le persone

Le armi la sanno lunga
fanno bella figura in televisione
sorridono sempre
parlano di cose belle
promettono miliardi di posti di lavoro
e latte e miele gratis per tutti

Le armi hanno la loro religione
hanno la scienza esatta degli orologi
hanno l'arte sottile del pennello
e del bulino e la sapienza grande
di trasformare tutto in pietra e vento
e della loro religione l'unico
articolo di fede dice: nulla
e nulla e nulla e nulla e nulla e nulla
e tutto ha da tornare ad esser nulla

Le armi ci guardano dal balcone
mentre ci affaccendiamo per le strade
ci fischiano e poi fanno finta di niente
ci gettano qualche spicciolo qualche caramella
cerini accesi mozziconi scampoli
di tela e schizzi di vernice e polpette
con dentro minuscole schegge di vetro

Sanno il francese hanno tutti i dischi
raccontano di quando in mongolfiera
e delle proprieta' nelle colonie d'oltremare
e delle ville tutte marmi e stucchi
t'invitano nel loro palco all'opera
ti portano al campo dei miracoli

Sanno le armi come farsi amare
e passo dopo passo addurti dove
hanno allestito la sala del banchetto

II.

Senza disarmo i panni stesi non si asciugano
senza disarmo la pizza diventa carbone
senza disarmo hai freddo anche con tre cappotti

Senza disarmo il fazzoletto ti strappa la mano
senza disarmo la maniglia della porta ti da' la scossa
senza disarmo le scarpe ti mangiano i piedi

Senza disarmo l'aria t'avvelena
senza disarmo il caffe' diventa sterco
senza disarmo dallo specchio uno ti spara

Senza disarmo il letto e' tutto spine
senza disarmo scordi tutte le parole
senza disarmo e' buio anche di giorno

Senza disarmo ogni casa brucia
senza disarmo quel che tocchi ghiaccia
senza disarmo tutto e' aceto e grandine

Senza disarmo la guerra non finisce

Senza disarmo finisce l'umanita'

XI. IN QUANTO LE ARMI

In quanto le armi servono a uccidere
le persone, l'esistenza delle armi
e' gia' una violazione dei diritti umani.

Solo il disarmo salva le vite
solo il disarmo rispetta e difende gli esseri umani
solo il disarmo riconosce e restituisce
umanita' all'umanita'.

Solo con il disarmo
la civilta' rinasce
il sole sorge ancora
fioriscono i meli
tornano umani gli esseri umani.

XII. CORO DEI BOMBARDATI

I.

Noi siamo i bombardati, la misera canaglia
che la signora Nato di missili bersaglia.

Noi siam la stupidissima rozzissima plebaglia
di cui intelligentissime le bombe fan frattaglia.

Noi siamo la volgare, la infima marmaglia
e chi di noi fa strame riceve una medaglia.

Noi carne da macello, noi lurida accozzaglia
che sbranano le bombe, che squarta la mitraglia.

Noi siamo i bombardati, la misera canaglia
che la signora Nato di missili bersaglia.

II.

E mentre ci massacra dobbiamo stare zitti
al pubblico non piace il grido degli afflitti.

E mentre ci massacra dobbiamo stare buoni
il pubblico detesta la lagna dei piagnoni.

E mentre ci massacra dobbiamo esser contriti
il pubblico non vuole che i morti siano arditi.

E mentre ci massacra dobbiam starcene chiusi
il pubblico si arrabbia a vedere i nostri musi.

E mentre ci massacra dobbiamo stare zitti
al pubblico non piace il pianto degli afflitti.

III.

La Nato ci bombarda perche' vuol liberare
la nostra bella patria che noi stiamo a ingombrare.

La Nato ci bombarda cosi' che il dittatore
non abbia piu' chi opprimere - con noi al creatore.

La Nato ci bombarda perche' vuole la pace
ed e' la pace eterna quella che piu' le piace.

La Nato ci bombarda perche' ci vuole bene
per chi non sopravvive finite son le pene.

La Nato ci bombarda perche' vuol liberare
la nostra bella patria che noi stiamo a ingombrare.

IV.

Lodata sia la Nato e l'Onu che la manda
ci han tolto dal bisogno di panni e di vivanda.

Lodata sia la Nato e lode alle sue bombe
prima eravamo poveri ed or siam nelle tombe.

Lodata sia la Nato e lode ai suoi guerrieri
noi vivevamo miseri, ma solo fino a ieri.

Lodata sia la Nato e la televisione
che bene ci insegnarono la buona educazione.

Lodata sia la Nato e l'Onu che la manda
ci han tolto dal bisogno di panni e di vivanda.

V.

Noi siamo i bombardati, la misera canaglia
che la signora Nato di missili bersaglia.

XIII. DEL NON UCCIDERE ARGOMENTO PRIMO

Si assomigliano come due fratelli
Abele e Caino, nessuno dei due
sa chi sara' la vittima, chi l'assassino.

Non c'e' netto un confine
tra bene e male
e l'occhio non distingue
zucchero e sale.

In questo laborioso labirinto
che non ha uscita
non esser tu del novero di quelli
che ad altri strappano la breve vita.

Mantieni l'unica vera sapienza:
come vorresti esser trattato tu
le altre persone tratta.
Da te l'umanita' non sia disfatta.

Sull'orlo dell'abisso scegli sempre
di non uccidere, di opporti a ogni uccisione,
ad ogni guerra, ogni arma, ogni divisa:
ogni plotone e' di esecuzione.

Non c'e' netto un confine
tra bene e male
e l'occhio non distingue
zucchero e sale.

Si assomigliano come due fratelli
Abele e Caino, nessuno dei due
sa chi sara' la vittima, chi l'assassino.

XIV. CONTRO TUTTE LE GUERRE E LE UCCISIONI

Le genti uccise, proprio perche' uccise
rimangono per sempre testimoni
della violenza di chi le divise
dal dolce lume e ne brucio' i polmoni.

Quei cuori divorati, quelle irrise
carni squarciate, tutte le orazioni
del mondo e tutte del mondo le assise
non possono occultare. Le uccisioni

cruenta lasciano un'inobliabile
traccia ed un segno sconvolgente e immondo
dell'atto maledetto irrevocabile

e non vi e' abisso che sia piu' profondo
di questo orrore estremo ed insanabile:
aver sottratto a una persona il mondo.

XV. CANTATA PER DANILO

Giunse Danilo da molto lontano
in questo paese senza speranza
ma la speranza c'era, solo mancava
Danilo per trovarcela nel cuore.

Giunse Danilo armato di niente
per vincere i signori potentissimi
ma non cosi' potenti erano poi,
solo occorreva che venisse Danilo.

Giunse Danilo e volle essere uno
di noi, come noi, senza apparecchi
ma ci voleva di essere Danilo
per averne la tenacia, che rompe la pietra.

Giunse Danilo e le conobbe tutte
le nostre sventure, la fame e la galera.
Ma fu cosi' che Danilo ci raggiunse
e resuscito' in noi la nostra forza.

Giunse Danilo inventando cose nuove
che erano quelle che sempre erano nostre:
il digiuno, la pazienza, l'ascolto per consiglio
e dopo la verifica in comune, il comune deliberare e il fare.

Giunse Danilo, e piu' non se ne ando'.
Quando mori' resto' con noi per sempre.

XVI. ANCORA DEL PANE E DELLE ROSE ANCORA

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Non siamo animali domestici
non siamo giocattoli o bambini
non siamo macchine ne' merci
siamo esseri umani
come esseri umani trattateci
o lasciateci morire.

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Che abbiamo lasciato la nostra casa
non significa che non avessimo una casa
che abbiamo lasciato la nostra terra
non significa che non ne avessimo una
abbiamo una lingua e una storia
abbiamo anime forti
gli orrori patiti non ci hanno resi ebeti.

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Siamo sopravvissuti alla guerra
voi non sapete cos'e' una guerra
siamo sopravvissuti alla fame
voi non sapete cos'e' la fame
siamo sopravvissuti alle torture
voi non immaginate a quali torture.

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Non siamo venuti qui a chiedere
siamo venuti qui a dare
siamo quello che avete dimenticato
siamo quello che avete perduto
siamo la vostra speranza
e vi vogliamo bene.

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Senza che ve ne accorgeste
chi vi comanda vi rese vili e servi
saziati ubriacati ma servi
blanditi storditi ma servi
siamo venuti per risvegliarvi
per restituirvi la vostra umanita'.

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Sappiamo che la liberta'
o e' di tutte e tutti o non e'
sappiamo che la verita'
non e' tale se non e' intera
sappiamo che l'umanita'
e' una.

Vogliamo vivere questo e' certo
ma vivere un'esistenza degna di persone.

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Viterbo, 30 settembre 2020

Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it