[Nonviolenza] Telegrammi. 2476



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2476 del 19 settembre 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Per Alfio Pannega, approssimandosi l'anniversario della nascita

2. Alcune parole per Alfio Pannega (2010)

3. Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia

4. Alcuni testi del mese di febbraio 2016 (parte seconda e conclusiva)

5. Il 14 febbraio in piazza contro la violenza maschilista

6. Ogni vittima ha il volto di Abele. Un incontro di commemorazione e di riflessione a Viterbo

7. Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" aderisce all'"One Billion Rising"

8. Il colpo di grazia

9. Il 14 febbraio la nonviolenza e' in cammino

10. In tutto il mondo le donne si sollevano contro la violenza

11. Solo

12. Dal 14 febbraio all'8 marzo

13. Ricordato Eliseo Milani a Viterbo

14. Un libro

15. Umberto Eco

16. Harper Lee

17. Opporsi alla guerra

18. "Una persona, un voto". Un incontro a Viterbo

19. Segnalazioni librarie

20. La "Carta" del Movimento Nonviolento

21. Per saperne di piu'

 

1. MEMORIA. PER ALFIO PANNEGA, APPROSSIMANDOSI L'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA

 

Ricorre tra pochi giorni, il 21 settembre, l'anniversario della nascita di Alfio Pannega, che ci ha lasciato sei anni fa il 30 aprile 2010.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo lo ricorda indimenticabile compagno di lotte, maestro di vita, poeta e antifascista, persona generosa oltre ogni limite, esempio dell'umanita' come dovrebbe essere.

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Una breve notizia su Alfio Pannega

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti. Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755.

 

2. REPETITA IUVANT. ALCUNE PAROLE PER ALFIO PANNEGA (2010)

[Ricostruite a memoria - e frettolosamente poi scritte - questo sono, se non le esatte parole, alcune delle cose dette il primo maggio al cimitero di Viterbo dinanzi al feretro di Alfio Pannega]

 

Questo uomo aveva la bonta' e l'ira dei profeti, di coloro che sanno dire la verita' in faccia alle persone e al mondo: con la virtu' della misericordia verso tutte le creature sofferenti, e con la virtu' dell'indignazione contro ogni ingiustizia.

Aveva la pazienza di Giobbe: fedele sempre al vero e al giusto, senza mai un cedimento al male, senza mai una meschinita', senza mai una vilta'.

Recava la verita' di Qohelet: sapeva che tutto e' vanita' di vanita' e fame di vento, e che proprio per questo e' dovere di ciascuno recare aiuto a tutti, giacche' e' meglio essere in due che uno solo, poiche' chi e' solo, se lungo il cammino della vita inciampa, allora cade e non si risolleva, ma se ha compagni essi lo sosterranno, reciprocamente si sosterranno.

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Era un poeta, educato alla lingua e alla musica e alla tempra di Dante del cui capolavoro sapeva declamare a memoria interi canti, e cresciuto alla scuola dei poeti a braccio, per i quali la poesia e il pane, il lavoro quotidiano e l'estro armonico, la cruda realta' e la sublime bellezza sono una stessa cosa.

Ed era un testimone, e non di una generica viterbesita', formula astratta e vuota, ma di quella Viterbo popolare, civile, resistente, antifascista, che fu anche quella di Achille Poleggi e di Sauro Sorbini.

Ed era un esempio della sublime e luminosa dignita' e generosita' dei poveri: tutto cio' che era suo era di tutti, tutti accoglieva ed aiutava; all'ora della consumazione in comune dei pasti prima accudiva gli animali, poi gli ospiti e solo alla fine mangiava anche lui.

Era un educatore alla solidarieta' con tutti i viventi: e le persone che hanno condiviso con lui un tratto di strada, un'ora del giorno, da lui hanno imparato questo dovere nativo, sorgivo, elementare: di essere con gli altri e per gli altri.

Ed e' stato un dono, un dono grande, per chi ha avuto la fortuna, la grande fortuna, di averlo piu' intimamente conosciuto.

E che quest'uomo sia vissuto tra noi resta un'alta ragione di orgoglio per questa citta', che oggi gli rende omaggio.

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Ma detto questo ancora non e' detto tutto, e forse non e' detto ancora l'essenziale.

Gia' anziano, sofferente dei malanni di una travagliata vita di vicissitudini e fatiche, e dimorante allora in umana solitudine in una zona abbandonata della citta', 17 anni fa Alfio ebbe una seconda nascita, una seconda vita, partecipando fin dal primo giorno all'occupazione dell'ex-gazometro e alla nascita quindi del centro sociale occupato autogestito "Valle Faul", e del centro sociale e' stato simbolo e anima, il cuore pulsante, e il centro sociale si e' riconosciuto in lui: in questi 17 anni lui e' stato il centro sociale e il centro sociale e' stato lui; e questi 17 anni da quell'estate del 1993 sono stati gli anni di un amore reciproco cosi' appassionato che ieri vedendo nella camera ardente, presso il centro sociale allestita, sgambettare e giocare ai piedi del feretro, o dalle braccia dei giovani genitori guardarlo e salutarlo, bambini di pochi anni e di non molti mesi, e insieme vedendo Giselle che venne al centro sociale bambina ed ora e' una meravigliosa giovane donna, tu vedevi che grande fioritura di vita e di bellezza Alfio ha saputo coltivare con l'esempio amorevole ed autorevole della sua dignita', della sua generosita'. E che grande eredita' lascia di umanita' fraterna e sororale, di persone sensibili e solidali, che alla scuola del suo esempio sono cresciute splendide.

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E ci sono questi ultimi anni, dalla fine del 2007 a oggi, caratterizzati soprattutto dalla sua lotta per il diritto alla casa: Alfio getto ' il suo cuore e la sua vita stessa nella lotta per il diritto di ogni essere umano ad avere un tetto, per il diritto sociale alla casa, per il diritto umano alla casa. Ed e' un dolore grande per noi che restiamo che sia deceduto senza che quel diritto almeno lui abbia potuto vederlo riconosciuto. Un dolore che non potremo dimenticare.

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E poi ci sono questi ultimi mesi, questi ultimi felici mesi, mesi che per Alfio sono stati forse i piu' gioiosi della sua vita da tanto tempo a questa parte.

La realizzazione del libro delle sue poesie, arricchito di un'ampia intervista ed impreziosito da tante stupende fotografie; un ringraziamento grande va a tutte le persone che hanno reso possibile questa pubblicazione, adempiendo quello che era da molti anni un suo profondo desiderio e una promessa solenne che i compagni del centro sociale a lui e a se stessi avevano fatto.

E con il libro, le sue presentazioni pubbliche con immensa e commossa partecipazione popolare, e la mostra fotografica sulla sua vita, e la lectio magistralis che tenne alla Sala Regia del Comune conclusa, dopo aver esortato ancora una volta i piu' giovani al sapere e alla generosita', con quel gesto sublime del rifiuto di un'onorificenza finche' non fosse stato riconosciuto un diritto, il diritto alla casa.

Con quel discorso e con quel gesto la grande cultura, la vera civilta', e l'autentica dignita' umana facevano irruzione nelle stanze del palazzo, divenivano ora di verita', sfida all'ipocrisia, alla menzogna e all'ingiustizia.

E poi ancora i manifesti col suo volto a segnalare l'emergenza casa, e la sottoscrizione pubblica promossa in suo nome cui lui magnanimamente acconsenti' ancora una volta mettendo tutto se stesso nella lotta per un diritto di tutti.

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Ma anche detto questo forse non e' ancora detto cio' che e' decisivo: per molti di noi, e mi perdonerete se qui il discorso si fa piu' intimo, Alfio e' stato un maestro e un compagno, di vita e di lotte. Un maestro e un compagno di vita: nella piena condivisione del pane, e di tutto. E un compagno di lotte, contro la guerra, contro razzismo, discriminazione, sfruttamento. Sempre dalla parte degli ultimi, degli umiliati e offesi, degli oppressi, dell'umanita in lotta per la liberazione.

E in lotta per l'ambiente casa comune, per la difesa qui a Viterbo del Bulicame, il Bulicame cantato da Dante e a un tiro di sasso dal centro sociale; e resta indimenticabile per chi lo visse quel suo meraviglioso discorso tenuto al Bulicame in quella notte in cui proprio dinanzi alle sorgenti e alle pozze di acqua sulfurea manifestammo in molti per salvare quel prezioso bene ambientale e culturale dalla devastazione cui lo avrebbe condannato la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge.

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Alfio Pannega non e' mai stato riducibile a un'immaginetta pittoresca di una Viterbo che fu coi suoi antichi mestieri e le sue vetuste tradizioni che vanno scomparendo, non e' mai stato un personaggio museale, da mummificare e archiviare; al contrario: fino all'ultimo dei suoi giorni Alfio e' stato un vitale, ardente, consapevolissimo militante del movimento degli oppressi in lotta per i diritti umani di tutti gli esseri umani; per la difesa della natura che conosceva intimamente, essere vivente per essere vivente, animale per animale, pianta per pianta; per la liberazione dell'umanita' dallo sfruttamento e dall'oppressione, per l'uscita da questa preistoria verso il regno della liberta'.

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Oggi e' il primo maggio, e per il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, per il movimento delle oppresse e degli oppressi, e' il giorno della memoria e dell'impegno per la liberazione dell'umanita' dalla violenza dello sfruttamento; e vedete come sono strane e imprevedibili le coincidenze della vita: accingendoci proprio in questo giorno a recare l'estremo saluto ad Alfio, l'indomito combattente antifascista e il lavoratore che conosceva per averli sperimentati tutti i piu' faticosi mestieri - di pastore e di contadino, di artigiano e di operaio -, per noi da oggi il primo maggio lo sara' due volte quell'appello alla lotta solidale contro l'ingiustizia: nel ricordo dei martiri di Chicago uccisi nell'Ottocento dalla violenza del potere perche' lottavano per i diritti dei lavoratori, e nel ricordo di Alfio: e' la stessa memoria, e' la stessa lotta.

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Molti anni fa, commemorando Duilio Mainella, Sauro Sorbini concluse la sua orazione funebre col canto della Marsigliese, simbolo della lotta dell'umanita' contro la tirannide; vorrei oggi almeno ricordare le parole del refrain di quel canto composto un secolo dopo a rivendicare le ragioni dell'umanita' e della lotta per la sua liberazione proprio mentre la reazione persecutrice dilagava con la caccia all'uomo e le fucilazioni dei comunardi parigini, quel canto che e' l'Internazionale, che da quasi un secolo e mezzo e' il canto di quanti si levano a contrastare ogni oppressione: "Su', lottiam, l'ideale / nostro fine sara' / l'internazionale / futura umanita'".

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Ed ora che, con quelle indimenticabili parole di Paolo nella seconda lettera a Timoteo, di Alfio Pannega possiamo dire che ha concluso la sua corsa dopo aver combattuto la buona battaglia senza perdere la tenerezza, ora che Alfio ha compiuto la sua vita che e' stata fino all'ultima ora la vita di un giusto, ora sta a noi che restiamo di essere fedeli a quello che ci ha donato, che ci ha insegnato, e testimoniarlo a nostra volta, con le parole ed ancor piu' con gli atti, continuando la sua lotta, continuando a mettere in pratica i suoi insegnamenti; e se posso rivolgermi in particolare a tutti gli amici piu' vicini, a tutti i compagni che hanno condiviso e che proseguiranno, che proseguiremo insieme, l'esperienza del centro sociale occupato autogestito "Valle Faul" di Viterbo, ogni volta che accadra' che qualcuno vi chieda, ci chieda, "Chi era Alfio Pannega?", ebbene, che noi tutti che lo abbiamo conosciuto e che lo abbiamo avuto nostro compagno si possa essere degni di rispondere, testimoniandolo con ogni nostra azione: "Io sono Alfio Pannega, Viterbo e' Alfio Pannega, l'umanita' e' Alfio Pannega".

 

3. REPETITA IUVANT. DUE PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER FAR CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO E LA SCHIAVITU' IN ITALIA

 

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.

Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

 

4. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI FEBBRAIO 2016 (PARTE SECONDA E CONCLUSIVA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di febbraio 2016.

 

5. IL 14 FEBBRAIO IN PIAZZA CONTRO LA VIOLENZA MASCHILISTA

 

Il gruppo di formazione e informazione nonviolenta "Viterbo oltre il muro" esprime il suo pieno e persuaso sostegno alla campagna "One Billion Rising" che anche quest'anno il 14 febbraio in tutto il mondo - e naturalmente anche a Viterbo - fara' scendere in piazza e danzare milioni di donne - e gli uomini con esse solidali - contro la violenza alla donne.

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Per informazioni e contatti a livello internazionale:

Sito ufficiale: http://www.onebillionrising.org/

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Per informazioni e contatti a livello nazionale:

Telefono: 3475320420

Skype: ni_nico

E-mail: nico at onebillionrising.org, nicolettabilli at gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/obritalia

Tumblr: http://onebillionrisingitalia.tumblr.com/

Twitter: @OBRItalia

Hashtag: #Rise4Revolution #1billionrising

Sito: http://obritalia.livejournal.com/

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Per informazioni e contatti a livello locale:

Recapito: "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo

Telefono: 0761342056

E-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com

Sito: http://erinna.it

Facebook: associazioneerinna1998

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La violenza maschilista e' la prima radice di tutte le altre violenze.

Solo opponendosi alla violenza maschilista ci si puo' opporre adeguatamente alla guerra e a tutte le uccisioni.

Solo opponendosi alla violenza maschilista ci si puo' opporre adeguatamente al razzismo e a tutte le persecuzioni.

Solo opponendosi alla violenza maschilista ci si puo' opporre adeguatamente a tutte le violenze.

Solo opponendosi alla violenza maschilista si puo' lottare adeguatamente per la pace, i diritti di tutti gli esseri umani, la difesa della biosfera.

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Opporsi alla violenza maschilista.

Riconoscere, rispettare, difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

All'ascolto e alla scuola del movimento di liberazione delle donne, del pensiero delle donne, delle pratiche di solidarieta' delle donne, dell'azione politica delle donne, la nonviolenza e' in cammino.

 

6. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. UN INCONTRO DI COMMEMORAZIONE E DI RIFLESSIONE A VITERBO

 

Mercoledi' 10 febbraio a Viterbo il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" ha commemorato tutte le vittime di tutte le guerre, le dittature, i terrorismi, le persecuzioni.

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Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha concluso l'incontro di riflessione e memoria riaffermando le ragioni dell'antifascismo e della nonviolenza, che sono una stessa e medesima cosa: l'azione concreta e coerente per salvare le vite degli esseri umani, per affermare la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani, per contrastare ogni potere assassino.

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Ogni vittima ha il volto di Abele.

Tutti gli esseri umani sono nostri fratelli e nostre sorelle.

Ogni potere che uccide, opprime, segrega e perseguita e' nemico dell'umanita'.

Ogni ideologia che nega la pari dignita' ed eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani e' nemica dell'umanita'.

Alla violenza denegatrice e massacratrice occorre opporre la nonviolenza che soccorre e che salva.

Alla menzogna che disumanizza occorre opporre la verita' che libera.

Il ricordo delle persone assassinate ci convoca a lottare contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Il ricordo delle persone assassinate ci convoca all'impegno per soccorrere, accogliere, assistere tutte le persone bisognose di aiuto.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Il primo dovere sempre ed ovunque e' salvare le vite.

Come il fascismo e' l'ideologia e la prassi del terrore, dell'odio e del disprezzo dell'umanita', cosi' l'antifascismo e' il pensiero e l'azione dell'amore per l'umanita'.

Il ricordo di tutte le vittime del terrore, dell'odio e del disprezzo dell'umanita' persuade e convoca ancora e ancora al dovere dell'antifascismo, al dovere della nonviolenza, al dovere della verita', al dovere del rispetto per la vita, al dovere dell'amore che riconosce, che libera e unisce.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Pace, giustizia, liberta', compassione.

Pace, disarmo, smilitarizzazione dei conflitti, dei territori, delle societa', delle culture.

Pace, cooperazione, liberazione di tutte le oppresse e di tutti gli oppressi.

La Resistenza continua. La nonviolenza e' in cammino.

 

7. IL GRUPPO DI LAVORO SU "LA NONVIOLENZA IN ITALIA OGGI" ADERISCE ALL'"ONE BILLION RISING"

 

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" aderisce all'"One Billion Rising".

L'opposizione alla violenza maschilista e' il primo dovere di ogni persona impegnata per la pace e i diritti umani, poiche' la violenza maschilista e' la prima e piu' vasta di tutte le violenze, e di tutte le altre violenze e' la prima radice; non e' possibile realizzare una societa' giusta e una convivenza rispettosa della dignita' di tutti gli esseri umani se non si sconfigge l'oppressione maschilista.

La campagna "One Billion Rising", che ha nella giornata del 14 febbraio il suo fulcro, e' la piu' vasta azione nonviolenta globale che si oppone alla violenza contro le donne, e quindi a tutte le altre violenze, per realizzare un'umanita' di persone libere, eguali in diritti, responsabili e solidali.

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A Viterbo l'iniziativa e' organizzata dal centro antiviolenza "Erinna" e si svolge domenica 14 febbraio in piazza San Lorenzo (piazza del Duomo), davanti al Palazzo dei Papi, con inizio alle ore 15.

 

8. IL COLPO DI GRAZIA

 

L'organizzazione terrorista e stragista della Nato (dei cui massacri, dalla Jugoslavia alla Libia, innumerevoli sono le vittime) annuncia che interverra' con navi da guerra ed altri strumenti bellici nel mare Egeo, formalmente contro i trafficanti, ed in realta' per contribuire a respingere i migranti che cercano di giungere in Europa per salvare la propria vita dalle guerre e dai regimi mafiosi, terroristi e schiavisti creati e sostenuti dai governi razzisti, rapinatori e stragisti di cui la Nato e' braccio armato.

Il segretario generale della Nato ha usato un linguaggio contorto ed ipocrita, palesemente menzognero, ma il segretario alla Difesa americano (e gli Usa sono i sovrani assoluti della Nato) ha detto chiaro e tondo che "i migranti salvati saranno riportati sulle coste della Turchia".

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La Nato, che con la fine dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia ha perduto la sua originaria dichiarata funzione ed e' divenuta sempre piu' lo strumento militare della politica di dominazione globale dell'impero statunitense e dei suoi famuli, prosegue cosi' la sua guerra contro i popoli oppressi.

A chi e' riuscito a stento a sfuggire alle guerre e al terrore gli scellerati poteri che pretendono presiedere ai destini del mondo intendono dare il colpo di grazia impedendogli di giungere in un luogo sicuro in cui vivere liberamente in pace.

Tutto cio' e' abominevole.

Diciamo allora ancora una volta tre elementari verita'.

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La prima, che tutti gli esseri umani hanno diritto a fuggire dalla guerra e dalla fame, dal terrore e dalla schiavitu', e che tutti i popoli e i paesi civili hanno il dovere di soccorrerli, accoglierli, assisterli; non esisterebbe la mafia dei trafficanti se i paesi europei riconoscessero il fondamentale diritto umano a salvare la propria vita e consentissero a chi e' in fuga dalla morte di giungere in modo legale e sicuro dove la sua vita non sarebbe piu' in pericolo. E per essere chiari: la distanza tra Turchia e Grecia consiste di un braccio di mare di pochi chilometri; per salvare gli innocenti che oggi muoiono nei naufragi basterebbe che l'Unione Europea fornisse un servizio di traghetto (o un banale ponte di barche percorribile a piedi in un'ora o due) e nessuno piu' morirebbe.

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La seconda, che le migrazioni cesseranno quando cessera' la rapina e la devastazione di interi continenti da parte dei poteri dominanti, quando cesseranno le guerre e le dittature, quando in ogni luogo del mondo ad ogni essere umano sara' riconosciuto il diritto alla vita, alla dignita' e alla solidarieta'. Finche' in tanta parte del mondo gli scellerati imperatori globali e locali imporranno esistenze infere e tragiche morti a innumerevoli innocenti, e' diritto e dovere di ogni essere umano salvare la propria vita spostandosi liberamente in cerca di pace e benessere ovunque su quest'unico pianeta che e' casa comune dell'umanita' intera.

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la terza, che la Nato e' un'organizzazione criminale che occorre sciogliere al piu' presto ed i cui vertici occorre portare dinanzi a un tribunale affinche' rispondano degli abominevoli crimini commessi.

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Salvare le vite e' il primo dovere.

La guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita'.

Abolire la Nato - e tutte le organizzazioni militari, terroriste e stragiste - renderebbe il mondo meno scellerato e meno invivibile.

La pace si costruisce con il disarmo e la smilitarizzazione.

Le mafie e il terrorismo si sconfiggono con la democrazia e la legalita' che riconoscono i diritti e salvano le vite.

Solo la nonviolenza si oppone alla violenza.

Solo il bene puo' sconfiggere il male.

 

9. IL 14 FEBBRAIO LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

 

La redazione de "La nonviolenza e' in cammino" naturalmente sostiene, aderisce e partecipa il 14 febbraio all'"One Billion Rising", la piu' grande e la piu' decisiva azione nonviolenta globale contro la violenza sulle donne.

A Viterbo l'appuntamento, promosso come sempre dal centro antiviolenza "Erinna", e' domenica 14 febbraio in piazza San Lorenzo (piazza del Duomo), davanti al Palazzo dei Papi, con inizio alle ore 15.

La lotta di liberazione delle donne e' la corrente calda e l'esperienza storica decisiva della nonviolenza che a tutte le violenze si oppone.

La violenza maschilista e patriarcale e' infatti la prima radice e il primo modello di tutte le altre violenze.

Dalla liberazione delle donne comincia la liberazione dell'umanita'.

Contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro la guerra e tutte le uccisioni. Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani. Per la pace e la difesa della biosfera.

Con voce e con volto di donna, con passo lieve di danza, con cuore pensante, per amore del mondo, la nonviolenza e' in cammino.

 

10. IN TUTTO IL MONDO LE DONNE SI SOLLEVANO CONTRO LA VIOLENZA

 

Si e' svolto in tantissimi luoghi del mondo intero (purtroppo non a Viterbo, dove lo scatenarsi del maltempo ha impedito di scendere in piazza) il 14 febbraio 2016 per la quarta volta l'"One Billion Rising", l'azione nonviolenta globale promossa da Eve Ensler contro la violenza sulle donne.

Ed occorre che questa straordinaria mobilitazione prosegua fino ad ottenere la liberazione dell'umanita' intera da ogni violenza, da ogni menzogna, da ogni oppressione.

Con voce e con volto di donna la nonviolenza e' in cammino.

 

11. SOLO

 

Le stragi che continuano.

L'orrore che ci sommerge.

Solo la nonviolenza piu' salvare l'umanita'.

 

12. DAL 14 FEBBRAIO ALL'8 MARZO

 

Per la quarta volta il 14 febbraio si e' svolto in tutto il mondo l'One Billion Rising; e se e' ancora presto per una valutazione adeguata delle iniziative di quest'anno, tuttavia e' del tutto evidente l'impatto che lungo questo quadriennio la campagna promossa da Eve Ensler ha avuto: avendo saputo trovare una forma di mobilitazione straordinariamente coinvolgente come la danza essa ha costituito senza dubbio la piu' estesa azione nonviolenta planetaria di coscientizzazione e mobilitazione contro la violenza sulle donne.

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Tra meno di un mese e' l'8 marzo: la storica giornata internazionale di lotta per la liberazione delle donne promossa da Clara Zetkin e con lei dall'intero movimento delle classi sfruttate ed oppresse; una giornata che certo nella sua lunga storia ha talora subito un processo di offuscamento e recupero consumistico da parte dei poteri dominanti che sempre cercano di ridurre le giornate di lotta delle oppresse e degli oppressi a semplice festa svuotata di contenuti. E tuttavia l'8 marzo resta un appuntamente decisivo per tutte le persone che alla violenza maschilista e patriarcale, come all'ordine gerarchico e proprietario, come ad ogni imperialismo, razzismo e schiavismo, non si sono arrese; un appuntamente decisivo per tutte le persone che hanno saputo porsi all'ascolto del pensiero e delle lotte del movimento di liberazione delle donne e coglierne il valore decisivo per la liberazione dell'intera umanita' da ogni oppressione, da ogni menzogna, da ogni ingiustizia, da ogni vilta'.

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Sarebbe quindi bene che per l'8 marzo si organizzino ovunque iniziative di informazione, sensibilizzazione, mobilitazione; iniziative di lotta contro la violenza maschilista, che sono anche iniziative contro il razzismo e contro la guerra, iniziative di pace e di solidarieta'.

E sarebbe altresi' bene non ridurre a singole giornate "semel in anno" un impegno che tutti i giorni deve proseguire. Le singole giornate, come il 25 novembre, il 14 febbraio, l'8 marzo, a questo servono: a ricordare che la lotta di liberazione ogni giorno e' da condurre.

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Essendo il maschilismo la prima radice e il primo modello di ogni altra violenza, ne consegue che l'opposizione al maschilismo e' il primo dovere di chiunque voglia lottare contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro tutte le violenze, in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di ogni essere umano, in difesa della biosfera casa comune dell'umanita' intera. Mai come oggi e' necessario ricordarsene. Mai come oggi e' necessario agire.

 

13. RICORDATO ELISEO MILANI A VITERBO

 

Si e' svolta nel pomeriggio di martedi' 16 febbraio 2016 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" una commemorazione di Eliseo Milani, di cui ricorreva l'anniversario della nascita.

La commemorazione e' stata tenuta dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, che prese parte all'esperienza del Partito di unita' proletaria per il comunismo, il partito di cui Milani fu uno dei fondatori e dei piu' importanti dirigenti.

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Eliseo Milani (Ponte San Pietro, 16 febbraio 1927 - Roma, 29 dicembre 2004), militante del movimento operaio, operaio lui stesso, fu dirigente del Pci, del "Manifesto" e del Pdup per il comunismo, deputato, senatore della sinistra indipendente.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un luminoso esempio di rigore morale e intellettuale, di generoso impegno politico contro tutte le ingiustizie, per la liberazione dell'umanita' da ogni oppressione.

 

14. UN LIBRO

 

L'ultimo libro di Tzvetan Todorov (Resistenti. Storie di donne e uomini che hanno lottato per la giustizia, Garzanti, Milano 2016, pp. 224, euro 17) e' ancora uno straordinario contributo alla riflessione nonviolenta, e quindi all'azione nonviolenta un invito. Lo raccomandiamo vivamente.

 

15. UMBERTO ECO

 

E' deceduto Umberto Eco, il miglior fabbro.

 

16. HARPER LEE

 

E' deceduta Harper Lee, l'autrice de Il buio oltre la siepe, un libro che intreccia e scandaglia questioni cruciali, e che ancora chiama alla lotta contro ogni oppressione.

 

17. OPPORSI ALLA GUERRA

 

Opporsi alla guerra. Fermare i massacri. Salvare le vite.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

18. "UNA PERSONA, UN VOTO". UN INCONTRO A VITERBO

 

Si e' svolto nel pomeriggio di venerdi' 26 febbraio 2016 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro sul tema: "Una persona, un voto".

Nel corso dell'incontro sono state ancora una volta illustrate le ragioni per cui e' necessario ed urgente riconoscere il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti nel territorio, e come questo debba preludere al riconoscimento del diritto di voto anche nelle elezioni politiche per tutte le persone che effettivamente in Italia vivono.

Riconoscendo il diritto di voto si contrasta la violenza razzista e schiavista, si afferma la democrazia e la legalita', si riconosce ad ogni essere umano la sua piena dignita' e il suo diritto a partecipazione alle decisioni pubbliche su cio' che tutte le persone riguarda, si promuove la civile convivenza e il bene comune.

"Una persona, un voto": cessi l'apartheid in Italia.

*

Al termine dell'incontro le persone partecipanti hanno riaffermato ancora una volta l'impegno, e rinnovato l'invito, ad opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, al razzismo e a tutte le persecuzioni, al maschilismo e a tutte le oppressioni; per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; per la pace e la difesa della biosfera.

Vi e' una sola umanita'.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

 

19. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Benedetto Croce, Etica e politica, Laterza, Bari 1931, 1973, pp. 400.

- Benedetto Croce, Materialismo storico ed economia marxistica, Sandron, 1900, Laterza, Roma-Bari 1978, pp. XVI + 304.

 

20. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

21. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2476 del 19 settembre 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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