[Nonviolenza] Ogni vittima ha il volto di Abele. 156



 

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OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Numero 156 del 20 novembre 2015

 

In questo numero:

1. Peppe Sini: Adesione alla manifestazione nazionale promossa dai musulmani d'Italia contro il terrorismo

2. Umberto Santino: La pace naviga controcorrente

3. Papa Francesco: La strada della pace

4. Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre

5. Hic et nunc, quid agendum

6. Il 21 novembre a Viterbo presso l'Ordine dei Medici un incontro sull'inquinamento da arsenico nelle acque

7. Con "Erinna" il 23 novembre a Viterbo contro la violenza alle donne

8. Verso la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" del 25 novembre

9. One Billion Rising: Dal 25 novembre al 14 febbraio

10. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PROMOSSA DAI MUSULMANI D'ITALIA CONTRO IL TERRORISMO

 

Domani, sabato 21 novembre, saro' anch'io a Roma, in piazza Santi Apostoli, alla manifestazione nazionale "Not in my name" promossa dalle musulmane e dai musulmani d'Italia di condanna della strage di Parigi, di solidarieta' con il popolo francese, contro il terrorismo.

Non sono un credente, ma in questi giorni di dolore le parole piu' profonde e veritiere di condanna della violenza mi sembra siano state pronunciate da figure religiose, in primo luogo il pontefice cattolico.

Sono una persona amica della nonviolenza e credo che ogni essere umano abbia diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; credo quindi che sia dovere di ogni persona di volonta' buona come di ogni istituzione legittima e democratica opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, opporsi al razzismo e a tutte le persecuzioni, opporsi al maschilismo e a tutte le oppressioni.

*

Serbando memoria di altre stagioni di stragi e terrorismo - politico e mafioso - che funestarono il nostro paese, so che il terrorismo si contrasta e si sconfigge con la legalita' che salva le vite, con la democrazia che rispetta e promuove i diritti, con la civile convivenza, con l'impegno di solidarieta' che aiuta tutte le persone bisognose di aiuto.

E so che mai il terrorismo puo' essere contrastato e sconfitto con la guerra, poiche' la guerra e' essa stessa terrorismo consistendo della massiva distruzione di vite umane: la guerra genera ed alimenta il terrorismo; per contrastare il terrorismo occorre abolire la guerra.

E poiche' le stragi si realizzano attraverso le armi, so che per contrastare e impedire le stragi occorre il disarmo a tutti i livelli.

Solo il bene puo' sconfiggere il male.

Solo la nonviolenza si oppone alla violenza.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

*

Sono grato ai fratelli ed alle sorelle musulmane e musulmani d'Italia per aver promosso questa manifestazione nazionale di lutto e di impegno contro la violenza ed aver invitato a partecipare ad essa tutte le persone di volonta' buona. Sara' un onore essere tra voi, essere umano tra esseri umani.

 

2. INCONTRI. UMBERTO SANTINO: LA PACE NAVIGA CONTROCORRENTE

[Ringraziamo di cuore Umberto Santino per averci messo a disposizione questo suo articolo apparso nella cronaca di Palermo del quotidiano "La Repubblica" del 20 novembre 2015 con il titolo "I coraggiosi della pace che sfidano la guerra".

Umberto Santino e' con Anna Puglisi il fondamentale animatore del "Centro Impastato" di Palermo, che come tutti sanno e' la testa pensante e il cuore pulsante del movimento antimafia. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia difficile, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano 1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000, 2010; La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007; (a cura di), Chi ha ucciso Peppino Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 2008; Breve storia della mafia e dell'antimafia, Di Girolamo Editore, Trapani 2008; Le colombe sulla rocca, Di Girolamo Editore, Trapani 2010; L'altra Sicilia, Di Girolamo Editore, Trapani 2010; Don Vito a Gomorra, Editori Riuniti, Roma 2011; La mafia come soggetto politico, Di Girolamo Editore, Trapani 2013; Dalla parte di Pollicino, Di Girolamo Editore, Trapani 2015. Su Umberto Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in cammino", da ultimo nel supplemento "Coi piedi per terra" nei nn. 421-425 del novembre 2010. Il sito del Centro Impastato e' www.centroimpastato.com]

 

Il 12 e il 13 novembre a Palermo si e' svolta una conferenza su pace e diritti nel Mediterraneo, promossa dall'associazione Primalepersone, dall'Adif (Associazione diritti e frontiere), dall'Universita', dal Comune e dalla Consulta delle culture, con il contributo della Sinistra unitaria europea. Vi hanno partecipato protagonisti storici della vita politica e del pacifismo, studiosi, operatori sociali, europarlamentari e hanno portato la loro testimonianza rappresentanti delle comunita' extracomunitarie presenti in citta'.

La conferenza ha avuto il merito di mettere insieme temi che abitualmente vengono considerati separabili: dai mutamenti climatici alle migrazioni, dalla pace ai diritti umani. Filo conduttore degli interventi e' stata la considerazione che ci troviamo di fronte a problemi che non sono leggibili sotto la voce "emergenze" ma sono strutturalmente legati alle dinamiche della globalizzazione cosi' come si e' configurata negli ultimi decenni. Un'economia sempre piu' segnata dalla finanziarizzazione, che emargina gran parte della popolazione mondiale e arricchisce ulteriormente una sparuta minoranza, che incentiva le guerre per assicurarsi le risorse mondiali, calpesta diritti umani fondamentali, come quello alla mobilita', dopo aver reso invivibili molte aree del pianeta, e aggrava il disastro ambientale.

Che ruolo ha l'Unione Europea? Le scelte, ribadite dalla conferenza di Malta della settimana scorsa, fondate sulle quote di rifugiati assegnate ai singoli paesi membri, con dei no espliciti dei paesi dell'Est che frappongono muri e fili spinati, e sulla mobilita' forzata e la esternalizzazione delle frontiere, con il mandato ai paesi da cui muovono i flussi migratori, spesso retti da dittature, di contenere le persone dentro i loro confini, invece di avviare una strategia adeguata replicano la logica dell'emergenza.

E mentre milioni di persone si accingono a lasciare i loro paesi, va in scena una guerra che assume forme diverse dalle guerre tradizionali: qualcuno parla, credo che l'abbia fatto per primo papa Francesco, di prove generali di una terza guerra mondiale. I massacri di Parigi del 13 novembre, che fanno seguito ad altre ecatombi (ma siamo pronti a commuoverci solo per quello che avviene a casa nostra o negli immediati dintorni) ne sono la riprova e le minacce rivolte ad altri paesi e ad altre citta', Roma, Londra e Washington, e' probabile che trovino i fedeli di un dio fatto a immagine e somiglianza degli istinti umani peggiori pronti a metterle in atto.

Parlare di pace in questo momento storico puo' sembrare il pio desiderio di anime belle che non vogliono prendere atto della realta', ma non c'e' niente di piu' realistico della consapevolezza dei disastri che le guerre e le politiche internazionali hanno prodotto, suscitando odio verso i paesi occidentali, spingendo frange crescenti verso il fanatismo religioso e l'apocalisse con il kalashnikov. Lo spettacolo dell'orrore messo in scena dall'Isis si inserisce in un contesto in cui proliferano conflitti in varie parti del pianeta e ne' gli organi internazionali ne' gli stati nazionali sono capaci di pensare e attuare una strategia che vada alle radici delle tensioni. In questo quadro gli unici che possono fregarsi le mani per il buon andamento dei loro affari sono i produttori e i trafficanti di armi.

Lo stereotipo dell'emergenza vale anche per le mafie transnazionali. Le mafie accumulano grandi masse di capitale, favorite dai proibizionismi che sbarrano la strada ai canali legali e sanciscono il loro oligopolio dei traffici internazionali, da quello delle droghe a quello degli esseri umani. Il crimine organizzato, lungi dall'essere un fenomeno residuale, fa parte a pieno titolo di questo contesto e le attivita' illegali sono fra le fonti di finanziamento del sedicente stato islamico.

Nel suo ultimo libro, una sorta di testamento, Luciano Gallino parla della scomparsa del pensiero critico e della vittoria della stupidita'. Mentre il neoliberismo si atteggia a pensiero unico di un Occidente la cui tavola di valori e' ridotta alla competizione per aggiungere qualche punto di Pil, il fanatismo pesca nei libri sacri le credenziali per la replica della guerra santa. In questo quadro l'unica strada che puo' portarci fuori dallo scontro di civilta', con esiti disastrosi per tutta l'umanita', e' la riscoperta delle ragioni fondamentali della convivenza civile. Costruire la pace, realizzandone quotidianamente le condizioni, promuovere nuove forme di partecipazione democratica, ridare un senso a una rappresentanza sempre piu' mortificata, intrecciare rapporti tra quanti vogliono operare in questa direzione e non vogliono arrendersi a logiche che danno per ineluttabile la situazione attuale, denunciare le complicita' a vari livelli: questi vogliono essere gli obiettivi della conferenza di Palermo, che e' solo il primo passo di un programma di impegni. Utopie concrete che sanno di doversi misurare con le difficolta' di una navigazione controcorrente.

 

3. APPELLI. PAPA FRANCESCO: LA STRADA DELLA PACE

[Dall'"Osservatore Romano" del 20 novembre 2015 riprendiamo la meditazione mattutina di papa Francesco nella messa celebrata la mattina del 19 novembre nella cappella della Casa Santa Marta]

 

Il mondo ritrovi la strada della pace "proprio alla porta di questo giubileo della misericordia". E' il grido lanciato da Papa Francesco nella messa celebrata giovedi' mattina, 19 novembre, nella cappella della Casa Santa Marta.

"Gesu' ha pianto" ha subito affermato Francesco nell'omelia, rilanciando le parole del passo evangelico di Luca (19, 41-44). Quando infatti "fu vicino a Gerusalemme", il Signore "alla vista della citta' pianse". E perche'? E' Gesu' stesso a rispondere: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora e' stato nascosto ai tuoi occhi". Dunque, egli "pianse perche' Gerusalemme non aveva compreso la strada della pace e aveva scelto la strada delle inimicizie, dell'odio, della guerra".

"Oggi Gesu' e' in cielo, ci guarda" - ha ricordato Francesco - e "verra' da noi qui sull'altare". Ma "anche oggi Gesu' piange, perche' noi abbiamo preferito la strada delle guerre, la strada dell'odio, la strada delle inimicizie". Lo si comprende ancora di piu' ora che "siamo vicini al Natale: ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi... tutto truccato: il mondo continua a fare la guerra, a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace".

E ancora, ha rilanciato il Pontefice, "l'anno scorso abbiamo fatto commemorazioni per il centenario della Grande guerra". E "quest'anno altre commemorazioni sulla ricorrenza di Hiroshima e Nagasaki, soltanto per nominarne due". E "tutti si lamentano" dicendo: "Mah, che storie brutte!".

Ricordando la sua vista al sacrario militare di Redipuglia, il 13 settembre 2014, nel centenario della prima guerra mondiale, il Papa ha confidato di aver ripensato alle parole di Benedetto XV: "stragi inutili". Stragi che hanno provocato la morte di "milioni e milioni di uomini". Eppure, ha aggiunto, "noi non abbiamo compreso ancora la strada della pace". E "non e' finita la': oggi, nei telegiornali, nella stampa, vediamo che in quelle parti ci sono stati bombardamenti" e sentiamo dire che "quella e' una guerra". Ma "dappertutto c'e' la guerra, oggi, c'e' l'odio". Arriviamo persino a consolarci dicendo: "Eh si', e' un bombardamento, ma grazie a Dio sono stati uccisi soltanto venti bambini!". Oppure ci diciamo: "Non sono morte tante persone, tanti sono rapiti...". Ma cosi' "anche il nostro modo di pensare diviene pazzo".

Infatti, si e' chiesto il Pontefice, "cosa rimane di una guerra, di questa che noi stiamo vivendo adesso?". Rimangono "rovine, migliaia di bambini senza educazione, tanti morti innocenti: tanti!". E "tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi".

E' una questione cruciale. "Una volta - ha ricordato il Papa - Gesu' ha detto: 'Non si possono servire due padroni: o Dio o le ricchezze'". E "la guerra e' proprio la scelta per le ricchezze: 'Facciamo armi, cosi' l'economia si bilancia un po', e andiamo avanti con il nostro interesse'". A questo proposito, ha affermato Francesco, "c'e' una parola brutta del Signore: 'Maledetti!'", perche' "lui ha detto: 'Benedetti gli operatori di pace!'". Dunque coloro "che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti".

Una guerra, ha spiegato il Pontefice, "si puo' giustificare - fra virgolette - con tante, tante ragioni. Ma quando tutto il mondo, come e' oggi, e' in guerra - tutto il mondo! - e' una guerra mondiale a pezzi: qui, la', la', dappertutto". E "non c'e' giustificazione. E Dio piange. Gesu' piange".

Ritornano, cosi', le parole del Signore davanti a Gerusalemme, riportate nel vangelo di Luca: "In questo giorno tu non hai compreso quello che porta alla pace". Oggi "questo mondo non e' un operatore di pace". E "mentre i trafficanti di armi fanno il loro lavoro, ci sono i poveri operatori di pace che soltanto per aiutare una persona, un'altra, un'altra, un'altra, danno la vita". E svolgono questa missione prendendo come modello "un simbolo, un'icona dei nostri tempi: Teresa di Calcutta". Infatti "con il cinismo dei potenti si potrebbe dire: ma cosa ha fatto quella donna? Ha perso la sua vita aiutando la gente a morire?". La questione e' che oggi "non si capisce la strada della pace". Di fatto, "la proposta di pace di Gesu' e' rimasta inascoltata". E "per questo pianse guardando Gerusalemme e piange adesso".

"Ci fara' bene anche a noi - ha detto in conclusione il Papa - chiedere la grazia del pianto per questo mondo che non riconosce la strada della pace, che vive per fare la guerra, con il cinismo di dire di non farla". E, ha aggiunto, "chiediamo la conversione del cuore". Proprio "alla porta di questo giubileo della misericordia - ha auspicato Francesco - che il nostro giubilo, la nostra gioia sia la grazia che il mondo ritrovi la capacita' di piangere per le sue criminalita', per quello che fa con le guerre".

 

4. REPETITA IUVANT. CONTRO TUTTI I TERRORISMI, CONTRO TUTTE LE GUERRE

 

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni uccisione e' un crimine.

Non si puo' contrastare una strage commettendo un'altra strage.

Non si puo' contrastare il terrorismo con atti di terrorismo.

A tutti i terrorismi occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La guerra e' il terrorismo portato all'estremo.

Ogni guerra consiste di innumerevoli uccisioni.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Con la guerra gli stati divengono organizzazioni terroriste.

Con la guerra gli stati fanno nascere e crescere le organizzazioni terroriste.

A tutte le guerre occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Un'organizzazione criminale va contrastata con un'azione di polizia da parte di ordinamenti giuridici legittimi.

La guerra impedisce l'azione di polizia necessaria.

Occorre dunque avviare un immediato processo di pace nel Vicino e nel Medio Oriente che consenta la realizzazione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali, democratici, rispettosi dei diritti umani.

Occorre dunque che l'Europa dismetta ogni politica di guerra, di imperialismo, di colonialismo, di rapina, di razzismo, di negazione della dignita' umana di innumerevoli persone e di interi popoli.

Occorre dunque una politica europea di soccorso umanitario, di pace con mezzi di pace: la politica della nonviolenza che sola riconosce e promuove e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La violenza assassina si contrasta salvando le vite.

La pace si costruisce abolendo la guerra.

La politica della nonviolenza richiede il disarmo e la smilitarizzazione.

La politica nonviolenta richiede la difesa civile non armata e nonviolenta, i corpi civili di pace, l'azione umanitaria, la cooperazione internazionale.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Si coalizzino tutti gli stati democratici contro il terrorismo proprio ed altrui, contro il terrorismo delle organizzazioni criminali e degli stati.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per l'indispensabile aiuto umanitario a tutte le persone ed i popoli che ne hanno urgente bisogno.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per contrastare le organizzazioni criminali con azioni di polizia adeguate, mirate a salvare le vite e alla sicurezza comune.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la civile convivenza di tutti i popoli e di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Cominci l'Italia.

Cominci l'Italia soccorrendo, accogliendo e assistendo tutte le persone in fuga dalla fame e dall'orrore, dalle dittature e dalla guerra.

Cominci l'Italia cessando di partecipare alle guerre.

Cominci l'Italia uscendo da alleanze militari terroriste e stragiste come la Nato.

Cominci l'Italia cessando di produrre  armi e di rifornirne regimi e poteri dittatoriali e belligeranti.

Cominci l'Italia abrogando tutte le infami misure razziste ancora vigenti nel nostro paese.

Cominci l'Italia con un'azione diplomatica, politica ed economica, e con aiuti umanitari adeguati a promuovere la costruzione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali e democratici dalla Libia alla Siria.

Cominci l'Italia destinando a interventi di pace con mezzi di pace, ad azioni umanitarie nonviolente, i 72 milioni di euro del bilancio dello stato che attualmente ogni giorno sciaguratamente, scelleratamente destina all'apparato militare, alle armi, alla guerra.

Cominci l'Italia a promuovere una politica della sicurezza comune e del bene comune centrata sulla difesa popolare nonviolenta, sui corpi civili di pace, sulla legalita' che salva le vite.

Salvare le vite e' il primo dovere.

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Ogni vittima ha il voto di Abele.

Alla barbarie occorre opporre la civilta'.

Alla violenza occorre opporre il diritto.

Alla distruzione occorre opporre la convivenza.

Al male occorre opporre il bene.

Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre.

Salvare le vite e' il primo dovere.

 

5. REPETITA IUVANT. HIC ET NUNC, QUID AGENDUM

 

Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre.

Occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti.

Occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d'origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.

Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell'uccisione di esseri umani.

Occorre proibire la produzione e il commercio delle armi.

Occorre promuovere la pace con mezzi di pace.

Occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti.

In Italia occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

In Italia occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti.

In Italia occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.

L'Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalita' che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilta' che salva le vite.

L'Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

6. INCONTRI. IL 21 NOVEMBRE A VITERBO UN INCONTRO SULL'INQUINAMENTO DA ARSENICO NELLE ACQUE

[Dall'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde di Viterbo riceviamo e diffondiamo.

Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all'abitare con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai" con la motivazione: "per l'impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita' del territorio". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione: "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le e' stato attribuito il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero"]

 

Sabato 21 novembre 2015, presso la sede dell'Ordine dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri a Viterbo, si svolgera' l'incontro sul tema "Indagini di popolazione sull'uso dell'acqua e sulle abitudini alimentari in  relazione all'inquinamento da arsenico nelle acque e monitoraggio dello stato di salute della popolazione nell'area del Viterbese".

Per iniziativa dell'Ordine dei medici di Viterbo e delle sezioni viterbesi della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia), si svolgera' sabato 21 novembre 2015 alle ore 10,30, presso la sede dell'Ordine dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri in via Genova n. 48 a Viterbo, l'incontro sul tema "Indagini di popolazione sull'uso dell'acqua e sulle abitudini alimentari in relazione all'inquinamento da arsenico nelle acque e monitoraggio dello stato di salute della popolazione nell'area del viterbese".

Durante l'incontro saranno presentati, dalle dottoresse Paola Michelozzi e Daniela D'Ippoliti del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio - U.O.C. Epidemiologia Ambientale, i risultati dello studio "Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili: studio di coorte nella popolazione residente nella provincia di Viterbo, 1990-2010" e lo stato di avanzamento della terza fase della ricerca "Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute dell'esposizione ad arsenico nei comuni del Lazio" che coinvolge un campione di circa 1.500 soggetti residenti in alcuni comuni della provincia di Viterbo e in alcune aree del Comune di Roma.

Interverranno all'incontro il dottor Antonio Maria Lanzetti presidente dell'Ordine dei medici di Viterbo, il dottor Luciano Sordini segretario della Fimmg - sezione di Viterbo, la dottoressa Antonella Litta referente dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde.

Alla conferenza stampa sono stati invitati tutti i rappresentanti e i responsabili delle istituzioni locali, provinciali, regionali e della Asl di Viterbo.

Viterbo, 14 novembre 2015

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Per comunicazioni ed informazioni:

Ordine dei medici-chirurghi ed odontoiatri di Viterbo tel. 0761342980, segreteria at ordinemediciviterbo.it

Federazione italiana medici di medicina generale - Fimmg  di Viterbo tel. e fax 0761342644, fimmgviterbo at alice.it

Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde di Viterbo tel. 3383810091, isde.viterbo at gmail.com

 

7. INCONTRI. CON "ERINNA" IL 23 NOVEMBRE A VITERBO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

 

A VIterbo il 23 novembre, con inizio alle ore 16, presso la sala conferenze della Provincia, in via Saffi, in preparazione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne, il centro antiviolenza "Erinna" promuove una iniziativa di testimonanza e di coscientizzazione.

Per informazioni: Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

 

8. INIZIATIVE. VERSO LA "GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE" DEL 25 NOVEMBRE

 

Si svolge il 25 novembre la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne".

Ovunque si realizzino iniziative.

Ovunque si contrasti la violenza maschilista e patriarcale.

Ovunque si sostengano i centri antiviolenza delle donne.

Ovunque si educhi e si lotti per sconfiggere la violenza maschilista e patriarcale, prima radice di tutte le altre violenze.

 

9. INIZIATIVE. ONE BILLION RISING: DAL 25 NOVEMBRE AL 14 FEBBRAIO

[Da Nicoletta Billi e Nicoletta Corradini del Coordinamento One Bilion Rising Italia (per contatti: nico at onebillionrising.org, nicolettabilli at gmail.com) riceviamo e diffondiamo]

 

Il 25 novembre 2015, Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, One Billion Rising lancia la nuova campagna 2016 dando appuntamento agli eventi del prossimo 14 febbraio 2016.

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Cos'e' One Billion Rising

"Ci sono vagine in sala?", gridava nel 1994 Eve Ensler, e in tutto il mondo, negli anni che seguirono la prima rappresentazione de I monologhi della vagina, le donne rispondevano: "Si'!". Era un modo di affermare pubblicamente che i loro corpi erano pronti per la rivoluzione. Quello che e' cominciato come un'opera teatrale si e' trasformato in un movimento internazionale, il V-Day, nato con l'obiettivo di porre fine alla violenza contro le donne, sfidando le disparita' culturali, sociali, razziali ed economiche che gravano su piu' della meta' della popolazione mondiale. Nel 2013, Ensler ha fatto compiere al movimento un altro passo avanti grazie a One Billion Rising, riuscendo a far ballare insieme un miliardo di donne e uomini in oltre duecento paesi nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio. Ancora nel 2014 e nel 2015 One Billion Rising ha continuato la sua battaglia con un'adesione crescente a livello globale, levando la sua voce contro la violenza sulle donne e aprendo un nuovo dibattito globale sui diritti, il razzismo, le disuguaglianze economiche e le guerre dichiarate sui corpi delle donne in tutto il mondo.

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La campagna One Billion Rising Revolution 2016

Grazie agli attivisti della manifestazione molte leggi sono cambiate negli anni, molti diritti ripristinati e molte opportunita' sono state aperte in diverse comunita' e nazioni, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Il 14 febbraio 2016 sara' il giorno del quarto appuntamento con One Billion Rising e il tema della rivoluzione continua, focalizzandosi sulle donne emarginate  con azioni sempre piu' audaci, coraggiose, creative e determinate.

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Ascolta, agisci, partecipa (Listen! Act! Rise!)

Portare l'attenzione al dramma dei profughi. La crudezza di questa realta' ci assedia da vicino, il mare e' esondato ovunque invadendo le nostre strade col suo carico di corpi offesi, vivi e morti, alimentando paure e con esse rabbia e diffidenza. Respingimento e repressione non potranno arrestare il popolo migrante: il suo non e' uno spostamento dovuto alla ricerca di una vita migliore, ma l'esodo disperato di chi tenta di salvare la propria vita.

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Un'alleanza globale contro la violenza

L'obiettivo diventa indagare e praticare esperienze civili e sociali nuove, improntate a politiche e forme di governo altre, che consentano di affrontare in maniera nuova gli impegni presi operativamente da chiunque si collochi nell'ambito del sociale, del politico, del culturale. C'e' uno scarto tra gli esseri umani e il mondo per come esso si e' venuto costruendo. Guardare questo scarto significa anche concepire strumenti di cambiamento per niente virtuali, al contrario, in grado di proporsi in un'interezza oggi persa, nella quale la vita di ogni singola persona sia considerata preziosa. Le donne possono e debbono prendersi cura del mondo e dei suoi abitanti. One Billion Rising si stringe in una alleanza globale con le donne e gli uomini di tutto il mondo con questo primario e irrinunciabile obiettivo.

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Adesioni e iniziative per il 25 novembre

One Billion Rising in collaborazione con Differenza Donna e l'adesione di D.I.RE, Emergency, Cgil, Terre des hommes, Federazione Nazionale Associazioni Scuole Danza Fnasd, ArciLesbica e molte altre associazioni e scuole, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, dara' vita ad eventi con letture, danze, flash mob in numerose citta' italiane, da Trieste a Pistoia, da Bergamo a Viareggio, da Trieste a Pavia, da Napoli a Parma, da Livorno a Modena. Migliaia di iniziative One Billion Rising avranno luogo anche in Europa e negli Stati Uniti, nonche' in India, nelle Filippine, in Messico e, per la prima volta, anche a Cuba, dove Eve Ensler ha portato in scena di recente I monologhi della vagina.

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Per maggiori informazioni e per aderire alla campagna: www.onebillionrising.org, www.facebook.com/obritalia

 

10. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

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OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Numero 156 del 20 novembre 2015