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Unione Europea-Cina: il partenariato cresce, le violazionicontinuano



Gent.mi tutti,

vi trasmettiamo il comunicato stampa della Sezione Italiana di
Amnesty International:


Unione Europea-Cina: il partenariato cresce, le violazioni continuano



Grazie per la cortese attenzione

Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International Ufficio Stampa
Tel. 06 44.90.224 cell. 348-6974361 e-mail: press@amnesty.it














ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL CAPO REDATTORE ESTERI



COMUNICATO STAMPA
CS143-2003

UNIONE EUROPEA - CINA: IL PARTENARIATO CRESCE, LE VIOLAZIONI CONTINUANO


Alla vigilia del vertice tra Unione Europea e Cina, in programma giovedì 30
ottobre a Pechino, Amnesty International ha diffuso un rapporto in 20
pagine intitolato "Cina: abusi costanti sotto una nuova dirigenza - sintesi
delle preoccupazioni sui diritti umani".

"Alla luce delle gravi violazioni dei diritti umani descritte nel nostro
rapporto, chiediamo ai responsabili dell'Unione Europea di cogliere
l'opportunità del primo vertice col presidente Hu Jintao per riconsiderare
profondamente il loro approccio alla situazione dei diritti umani in Cina.
Lo sviluppo della protezione dei diritti umani dev'essere il punto fermo di
relazioni più mature tra Unione Europea e Cina" - ha dichiarato Dick
Oosting, direttore dell'Ufficio di Amnesty International presso l'Unione
Europea.

"Fino a oggi, l'Unione Europea è rimasta in ostaggio dell'insistenza cinese
sul mutuo rispetto e l'assenza di un confronto su questioni riguardanti i
diritti umani, bloccata in un 'dialogo sui diritti umani' di natura formale
che non ha aiutato in alcun modo le vittime delle violazioni dei diritti
umani in Cina" - ha proseguito Oosting. "Una relazione matura significa che
le parti coinvolte riconoscono che questa deve dare dei risultati. L'Unione
Europea non deve limitarsi a proseguire nel dialogo sui diritti umani, ma
deve iniziare a esercitare pressioni politiche su Pechino per ottenere
miglioramenti tangibili, in particolare sui problemi sollevati nell'ultimo
rapporto di Amnesty International".

Il rapporto di Amnesty International denuncia che centinaia di migliaia di
persone continuano a essere detenute in tutta la Cina, in violazione dei
loro diritti umani fondamentali. Proseguono le condanne a morte e le
esecuzioni al termine di processi irregolari, la tortura e i maltrattamenti
rimangono diffusi e sistematici e la libertà di espressione e
d'informazione resta sempre gravemente limitata.

"Le autorità cinesi si vantano di aver introdotto l'iniezione letale come
metodo di esecuzione e l'introduzione di 'camere mobili di esecuzione' in
termini di maggiore efficacia e abbattimento dei costi: queste affermazioni
dovrebbero far suonare un campanello d'allarme nei corridoi dell'Unione
Europea. Nonostante sei anni di dialogo su questo argomento, la Cina
continua a essere responsabile di più dell'80% delle esecuzioni accertate
ogni anno nel mondo" - ha accusato Oosting.

"Possono essere adottate riforme legali in campo commerciale, ma purtroppo
non vediamo lo stesso livello di attenzione nei confronti della necessità
di riformare il sistema penale, obiettivo vitale per la protezione dei
diritti umani e al contempo elemento essenziale per la stabilità e lo
sviluppo sostenibile del paese" - ha concluso Oosting.





Sintesi dei contenuti del rapporto di Amnesty International:

… continuo uso della pena di morte durante le campagne "colpire duro", col
conseguente elevato numero di esecuzioni, spesso al termine di processi
irregolari o sommari;
… costante ricorso alla "rieducazione attraverso il lavoro", un sistema che
consente la detenzione di centinaia di migliaia di persone ogni anno senza
accusa né processo;
… persistenza di gravi denunce di torture e maltrattamenti;
… aumento del numero degli arresti e delle condanne nei confronti degli
utenti di internet e dei cosiddetti "cyberdissidenti", in violazione del
loro diritto fondamentale alla libertà di espressione e di informazione;
… intensificazione della repressione, con la scusa delle misure
"anti-terrorismo", nei confronti degli Uiguri, un gruppo etnico di
religione prevalentemente musulmana che vive nella regione autonoma del
Xinjiang Uighur;
… continua repressione dei diritti alla libertà di espressione e di
associazione in Tibet, ove un numero imprecisato di monaci e monache di
religione buddista rimangono in carcere come prigionieri di coscienza;
… repressione in atto nei confronti del movimento spirituale Falun Gong e
di altre cosiddette "organizzazioni eretiche", che produce arresti
arbitrari, torture e decessi in carcere;
… gravi violazioni dei diritti umani nel contesto della diffusione dell'Hiv
/ Aids, tra cui torture nei confronti di persone che hanno contratto il
virus nonché arresti arbitrari, minacce e intimidazioni ai danni degli
attivisti impegnati in campagne di sensibilizzazione su questo tema;
… accanimento nei confronti dei richiedenti asilo nord-coreani, che
continuano a rischiare il rientro forzato in Corea del Nord, ove corrono il
pericolo di subire arresti, torture e persino esecuzioni;
… tentativi recenti, da parte dell'amministrazione di Hong Kong, di
introdurre una nuova legge su "tradimento, sedizione, secessione e
sovversione", nonostante le ampie preoccupazioni dell'opinione pubblica per
il fatto che essa potrebbe essere usata per limitare i diritti umani
fondamentali.

FINE DEL COMUNICATO
Brussels / Roma, 28 ottobre 2003


Il rapporto "Cina: abusi costanti sotto una nuova dirigenza - sintesi delle
preoccupazioni sui diritti umani" è disponibile sul sito Internet
www.amnesty-eu.org oppure presso l'Ufficio Stampa di Amnesty International.


Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
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