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La nonviolenza e' in cammino. 680



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. e fax: 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Numero 680 del 21 settembre 2003

Sommario di questo numero:
1. Benito D'Ippolito: l'interprete
2. Il documento conclusivo della carovana della pace 2003
3. Saffo: quando la collera
4. Manuela Dviri Vitali Norsa: sull'autobus
5. "Azione nonviolenta" di settembre
6. Umberto Cinalli: un laboratorio sul viaggiare
7. Il foglio informativo del settembre 2003 del Centro studi difesa civile
8. Letture: Noam Chomsky, Terrore infinito
9. Letture: Paolo Ferrari, Reggae
10. Letture: Istituto biologico italiano, Miniguida all'agricoltura
biologica
11. Letture: Noel Malcolm: Storia della Bosnia
12. Letture: Sergio Noja, L'islam moderno
13. Riletture: Raul Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa
14. Riletture: Tom Segev, Il settimo milione
15. Riletture: Abraham B. Yehoshua, Ebreo, israeliano, sionista: concetti da
precisare
16. Riletture: Salwa Salem, Con il vento nei capelli
17. Riletture: Nawal al Sa'dawi, Firdaus. Storia di una donna egiziana
18. Riletture: Assia Djebar, La donna senza sepoltura
19. La "Carta" del Movimento Nonviolento
20. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. BENITO D'IPPOLITO: L'INTERPRETE

Mi informa compunta la televisione
che sulla strada tra Mossul e Tikrit
dei soldati americani hanno sparato
all'automobile di un diplomatico italiano
membro del governo di occupazione,
che si erano sbagliati e si sono dispiaciuti,
gli italiani sono buoni amici,
gli americani ragazzi un po' irruenti.

Dell'interprete iracheno assassinato
perche' parlarne? perche' scusarsi?
Il suo volto e il suo nome non contano,
la sua vita neppure.

Messo in abisso
qualcosa di distorto e di profondo
vi e' qui da interpretare, ma l'interprete
e' per l'appunto morto.

2. RIFLESSIONE. IL DOCUMENTO CONCLUSIVO DELLA CAROVANA DELLA PACE 2003
[Ringraziamo Silvia Marcuz (per contatti: smarcuz@libero.it) per averci
inviato il documento conclusivo della carovana della pace 2003, cui ha preso
parte]
Si e' concluso il 15 settembre il cammino della carovana della pace 2003.
Dopo aver accompagnato a Brescia la partenza di 6 nuove missionarie
comboniane per il mondo e per la missione i giovani della carovana si sono
raccolti a Limone sul Garda per fare memoria di Daniele Comboni. Proprio
nella casa dove e' nato il profetico sogno del missionario, i carovanieri
hanno potuto ringraziare per esperienza fatta e raccoglierne i frutti e le
sfide. Sinteticamente hanno voluto tradurre cosa significhi per loro "Osare
un tempo nuovo"nel seguente documento.
*
Osare un tempo nuovo. Carovana della pace 2003
Siamo giovani che sentono la responsabilita' della pace nelle nostre mani.
Ci siamo messi in cammino attraverso l'Italia come carovana della pace 2003,
insieme ai missionari comboniani; a partire dalle provocazioni e dai segni
di speranza incontrati scriviamo a tutti i giovani e a coloro che ci hanno
accompagnato.
Crediamo che ognuno di noi nella sua quotidianita' puo' e deve osare un
tempo nuovo.
Ogni luogo ci chiama alla missione, come singoli e come comunita'.
La societa' civile e la chiesa, popolo di Dio in cammino, devono mettersi al
servizio del bene comune iniziando nella marginalita', nelle periferie, con
gli immigrati, ovunque c'e' abbandono e poverta', contestualizzati nelle
sfide globali.
Il nostro impegno comincia da ieri con i profeti che, anche se perseguitati
e uccisi, hanno denunciato l'ingiustizia e la poverta'. Insieme a loro
viviamo nell'oggi e nel domani la fatica di riumanizzare il mondo e
riscattare la persona.
E' urgente osare un tempo nuovo:
1) nell'ascolto che restituisce la parola ai poveri. Per questo occorre
inserirsi e abitare la strada, andando in cerca della gente, soprattutto i
piu' lontani e dimenticati, gli indifferenti o coloro che hanno perso la
speranza.
2) Nella memoria: della storia dei popoli e di tutti i volti incontrati. Da
loro trae vita la spiritualita' della nostra resistenza.
3) Nella debolezza che salva: siamo coscienti della nostra impotenza e
fragilita'; per questo scegliamo di incontrare l'altro in uno stile umile,
paziente, che lascia spazio alla nonviolenza e tenerezza di Dio.
4) Nella speranza che Dio abita la storia: ricerchiamo i segni di vita
nascosti tra i piccoli che attendono la liberazione, certi che il bene vince
sempre sul male.
5) Nella politica, che e' per tutti e non per pochi: mossi dall'indignazione
etica, vogliamo risvegliare ogni piccola comunita' cristiana alla
partecipazione politica e creare rete tra tutte le realta' locali impegnate
nel costruire pace e giustizia. Sentiamo l'importanza di interpellare
continuamente la chiesa e le istituzioni pubbliche perche' diano voce al
popolo di Dio e alla societa' civile.
6) Nella responsabilita' dei giovani: che in un percorso di informazione
alternativa, di denuncia e di proposta si impegnano in azioni coinvolgenti
nel contesto locale e in questo modo si sentono protagonisti nella
costruzione di un mondo diverso possibile.
Le tante rinascite che abbiamo toccato con mano alimentano in modo forte la
nostra speranza in un cambiamento necessario anche per le realta' piu' ai
margini.
Nessuno puo' piu' tacere e nemmeno interrompere il cammino perche' troppa e'
la responsabilita' di cui siamo investiti dalle ferite ancora aperte negli
uomini e nella nostra storia.
I giovani della carovana della pace

3. MAESTRE. SAFFO: QUANDO LA COLLERA
[E' il frammento 126 Diehl (158 Voigt), nella traduzione di Manara
Valgimigli (in Manara Valgimigli, Saffo, Archiloco e altri lirici greci, Le
Lettere, Firenze 1989, p. 20). Saffo (la somma poetessa greca vissuta
nell'isola di Lesbo nel VII secolo a. C.) e' la poesia nel suo momento
aurorale e piu' intenso e piu' colto, tutta la felicita' e la sapienza del
mondo colta e subito donata. Manara Valgimigli, filologo e saggista,
grecista illustre (1876-1965), e' stato anche acuto e limpido traduttore di
poesia, e maestro di liberta']

Quando la collera gonfia il tuo cuore
tieni in freno la lingua
che abbaia parole vane.

4. RIFLESSIONE. MANUELA DVIRI VITALI NORSA: SULL'AUTOBUS
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 18 settembre 2003. Manuela Dviri Vitali
Norsa, nata a Padova nel 1949, dopo il matrimonio si e' trasferita in
Israele dedicandosi all'insegnamento; giornalista e scrittrice, e' impegnata
nel movimento pacifista israeliano; il quotidiano cosi' la presenta: "Da
cinque anni, dal giorno della morte in territorio libanese del figlio
ventenne, Jonathan, durante il servizio di leva, Manuela Dviri e' diventata
una importante esponente del movimento pacifista israeliana e tra i
sostenitori del dialogo e la collaborazione tra la societa' israeliana e
palestinese. Giornalista e scrittrice (in Italia ha pubblicato La guerra
negli occhi, Avagliano editore, e in ottobre andra' in scena la sua piece
teatrale Terra di latte e miele, per l'interpretazione di Ottavia Piccolo e
la regia di Silvano Piccardi), e' stata tra le esponenti del gruppo delle
"quattro madri" per il ritiro delle truppe israeliane dalla striscia di
sicurezza libanese, poi avvenuto nel 2000. Pubblica su vari giornali
israeliani e sul 'Corriere della Sera'. Questo articolo e' stato tradotto
dall'inglese, l'originale e' stato pubblicato in ebraico sul giornale
israeliano 'Zman Ha-Sharon' (Maariv)"]
Sono passati pochi giorni dalla non-esecuzione (mal) mirata dello sceicco
Yassin e ancora meno da quando l'uomo paralizzato nella sua sedia a rotelle
e' uscito dall'ospedale, sano e salvo, promettendoci vendetta e sangue e
lacrime e orribili atti di terrore (no, non e' uno scherzo come quando fanno
la sua imitazione in Tv). L'esercito e la polizia sono in stato di allarme,
l'allarme rosso, il piu' alto. Persino i ministri del governo israeliano
temono per la propria vita. Hanno paura che la guardia del corpo non gli
basti piu'.
L'esercito ha appena chiuso ermeticamente le porte girevoli dei territori
occupati - nessuno entra e nessuno esce, fatta eccezione per la popolazione
ebraica ovviamente. I giornali citano fonti bene informate che predicono che
"un terribile attacco terroristico e' solo questione di tempo". La polizia
ha suggerito alle compagnie di trasporto di evitare gli autobus extra-lunghi
in citta' per ridurre il numero di vittime quando ci sara' il prossimo
attacco.
Sono giorni pericolosi questi.
E nel bel mezzo di tutta questa isteria e grande paura, mentre tutti noi ci
chiediamo terrorizzati cosa succedera' adesso, io (ma quanto sono
coraggiosa!), io sono uscita di casa e come se niente fosse ho preso,
incredibile ma vero, l'autobus (ma non di quelli extra-lunghi). E mentre
viaggiavo, lanciando intorno occhiate sospettose (perche' mi fido sopratutto
dei miei occhi, non si sa mai, come i ministri) ho visto una nuova
pubblicita' affissa per tutta la lunghezza di un altro autobus, in una
specie di cartellone tipo"´Sex and the City". E sul cartellone, in caratteri
un po' liturgici, c'era scritto qualcosa come "Religiosi o laici - a chi
importa? Siamo tutti ebrei". E le parole erano accompagnate dal viso
sorridente del rabbi Ovadia Yosef. E se non era lui era un rabbino che gli
assomigliava.
Eh si', siamo tutti ebrei, consoliamoci, lasciamo perdere le chiacchiere, i
problemi, la paura, quello che conta veramente e' che siamo una sola
nazione, siamo tutti ebrei, ce la caveremo ragazzi, il paese e' in fiamme,
ma cosa importa, siamo tutti ebrei. Questo era quello che intendeva
l'illustre rabbino.
(Gia' che ci siamo, rabbi Ovadia, "tutti" vale anche per il partito
nazionale religioso? Quelli che ti e' scappato di dire che andrebbero
ammazzati perche' non sono abbastanza religiosi?).
*
A parte il fatto che non capisco perche' essere ebrei deve essere urlato dal
lato di un autobus, mi sono chiesta anche a chi questo "tutti" potesse
riferirsi. Tutti siamo in pericolo, questo e' ovvio, particolarmente in
questi giorni, ma non siamo tutti ebrei.
Che dire ad esempio, Vostra Eccellenza Rabbino, dell'enorme numero di
lavoratori immigrati? "Legali" e "illegali". Sa, stanno vivendo in
condizioni terribili, con le loro mogli e i loro figli (tra loro molti sono
qui da anni annorum, certi sono nati qui e non hanno un'altra casa ma si
stanno ugualmente nascondendo per paura di essere espulsi). La loro
stragrande maggioranza verra' probabilmente spedita via ugualmente senza
pieta'.
Ma anche dopo la loro espulsione non saremo ugualmente tutti ebrei, perche'
i posti che rimaranno vuoti verranno riempiti immediatamente da altri - chi
altrimenti si occupera' degli anziani cittadini ebrei dello stato ebraico?
Chi costruira' lo stato di Israele? Chi coltivera' e raccogliera' i nostri
prodotti agricoli Glatt Kosher (inclusi quelli della fattoria di Sharon nel
sud)? E, prima di tutto, come potranno le varie agenzie interinali e gli
altri vari intermediari sbarcare il lunario? Con gli arabi?
*
E gia' che ne parliamo - che ne facciamo di loro, degli arabi?
Gli arabi sono un vero problema, perche' di certo non sono ebrei ma sono
sicuramente israeliani (gli arabi israeliani naturalmente) e non hanno
nessuna intenzione di andarsene ne' si possono spedire via. O mi sbaglio?
Ma forse non sono dei veri israeliani. Perche' se fossero dei veri
israeliani, prima di tutto sicuramente non ne avrebbero ammazzati 13 durante
una surriscaldata e terribile manifestazione antigovernativa. Persino il
giudice Orr lo ha lasciato intendere. E secondo, i veri israeliani hanno
diritti che gli arabi israeliani non hanno. Anche quando non si tratta di
questioni di vita o di morte.
Come nel caso dei permessi per la costruzione di case. In questi giorni per
esempio il governo ha distrutto cinque abitazioni nel Negev - tre nel
villaggio di Um Ratam, a qualche chilometro da Dimona, e due ad Alser,
vicino al centro di detenzione di Beer Sheva.
Quando un vero israeliano costruisce senza un permesso non e' che subito gli
buttino giu' la casa. Anche perche', quando vuole costruire, gli danno molto
piu' facilmente un permesso. Recentemente 240 famiglie beduine dei "villaggi
non riconosciuti" hanno ricevuto ordini di demolizione. Molti dei
proprietari hanno servito nell'esercito israeliano per lunghi periodi,
proprio come "veri" israeliani. E quindi? Quindi niente - le loro case
verranno demolite ugualmente. Cosa importa. Niente riguardi, niente
complimenti, malgrado "l'onorato servizio reso nell'esercito" - che in altre
occasioni, per esempio questa settimana, hanno permesso ad un ufficiale
(ebreo) che aveva stuprato la sua figliastra, di cavarsela con una pena
ridicola.
*
Mi viene un dubbio. Puo' essere che non potendo espellere tutti i non ebrei,
c'e' chi sta facendo di tutto perche' se ne vadano di propria iniziativa?
Secondo l'intellettuale ebreo George Steiner: "l'uomo medio ha una paura
simile al panico di fronte a chi e' diverso da lui e dal suo tradizionale
stile di vita. Apartheid, campare solamente tra i propri simili, e' una
schifosa ma quasi organica pigrizia dell'animo".
E pensare che noi ebrei per duemila anni siamo stati - e molti di noi lo
sono ancora oggi - gli "stranieri" del mondo.

5. INFORMAZIONE. "AZIONE NONVIOLENTA" DI SETTEMBRE
[Dalla redazione di "Azione nonviolenta" (per contatti:
azionenonviolenta@sis.it) riceviamo e diffondiamo]
"Azione nonviolenta" e' la storica rivista fondata da Aldo Capitini nel
1964. Da allora esce regolarmente ogni mese, edita dal Movimento
Nonviolento, ed e' un punto di riferimento per tutti gli amici della
nonviolenza. E' possibile chiedere una copia omaggio inviando una e-mail a:
azionenonviolenta@sis.it, indicando nome, cognome ed indirizzo preciso cui
inviarla.
E' uscito il numero di agosto/settembre 2003. Questo mese: Riparte da Gubbio
il cammino della nonviolenza, di Mao Valpiana; Per una psichiatria
nonviolenta, di Paolo Rigliano; Mio fratello e' morto nelle Torri,
intervista a Dawn Peterson; L'11 settembre ci ha trasformati, di Peaceful
Tomorrows; 11 settembre 1973, testimonianza di Salvador Allende; Addio alle
armi, di Daniele Lugli; Lettera aperta ai soldati americani, di Beati i
costruttori di pace; Il Centro Studi Difesa Civile, di Gianni Scotto; Cinema
per la pace, di Tommaso Buquicchio; Presenza amica a Torino, di Paolo
Macina; Come cambiare modello di riferimento?, di Chiara Manina; Un
monumento antimilitarista, di Luca Giusti; La nuova Legge sulle armi... e
ora?, di Chiara Bonaiuti; Claudio Miccoli, l'eccezione nonviolenta, di
Francesco Ruotolo; recensioni; lettere.
"Azione nonviolenta" e' una rivista di formazione, informazione e dibattito
sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo. A fianco degli
articoli di approfondimento dell'attualita' e della teoria della
nonviolenza, vengono mensilmente proposte le rubriche : Educazione,
Lilliput, Economia, Storia, Cinema, Musica, Alternative, L'azione, Libri,
Appuntamenti.
Alcuni collaboratori di Azione nonviolenta", sono: Nanni Salio, Matteo
Soccio, Paolo Bergamaschi, Gianni Scotto, Angela Marasso, Enrico Peyretti,
Christoph Baker, Lidia Menapace,  Peppe Sini, Giuliana Martirani, Alberto
L'Abate, Sandro Canestrini, ecc. Direttore e' Mao Valpiana.
L'archivio degli ultimi anni della rivista, con possibilita' di ricerca per
parole chiave, ed aggiornamenti quotidiani, e' presente nel sito:
www.nonviolenti.org
Abbonamento annuo euro 25 da versare sul ccp n. 10250363, intestato ad
"Azione nonviolenta", via Spagna 8, 37123 Verona.
Per ulteriori informazioni: "Azione nonviolenta", via Spagna 8, 37123
Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta@sis.it,
sito: www.nonviolenti.org

6. ESPERIENZE. UMBERTO CINALLI: UN LABORATORIO SUL VIAGGIARE
[Ringraziamo Umberto Cinalli (per contatti: ucinalli@libero.it) per averci
messo a disposizione questa sintesi del laboratorio "Viaggiare attraverso
territori sconosciuti rischiando l'opportunita' della contaminazione",
condotto da lui e da Sigrid Loos durante il convegno nazionale del Centro di
educazione alla mondialita' (Cem) "Per un'educazione capace di futuro",
svoltosi a Viterbo il 24-28 agosto 2003. Umberto Cinalli, formatore ed
educatore interculturale, e' impegnato in vari centri del viterbese in
attivita' in collaborazione con scuole, biblioteche ed associazioni;
collabora alle attivita' del Centro di educazione alla mondialita';
impegnato nell'esperienza dell'Associazione universitaria per la
cooperazione allo sviluppo (Aucs) e nella Legambiente; ha condotto
esperienze di solidarieta' concreta e condivisione di vita in casa-famiglia
con persone in situazioni di difficolta']

E quando poi spari' del tutto
a chi diceva "e' stato un male"
a chi diceva "e' stato un bene"
raccomando' "non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'e' amore un po' per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada"
(Fabrizio De Andre', La cattiva strada)

"Noi siamo cio' che sappiamo, ma sappiamo cio' che possiamo confrontare con
il nostro passato. Devastare il passato, rimuoverlo, vivere il nuovo senza
accostarlo alle esperienze e' una forma di 'alzheimer sociale'" (Ettore
Masina, Diario di un cattolico errante)
*
Nell'ambito del convegno questo laboratorio e' stato realizzato e condotto
da Sigrid Loos e da Umberto Cinalli sulla base di una serie di riflessioni,
una parte delle quali, utilizzata anche come introduzione al laboratorio
stesso, viene di seguito riportata.
*
Mettersi in viaggio implica una disposizione d'animo aperta al nuovo,
all'imprevisto. Viaggiare significa oltrepassare i confini del conosciuto
per "giocare" con i propri limiti, acquisendo nuove conoscenze e nuove
abilita', abbandonando il bisogno/dipendenza di sicurezza. Il "viaggiatore"
conosce l'importanza del perdersi come presupposto per una maggiore
conoscenza di se' e degli altri. Il viaggio, infatti, e' un esperienza che
si vive fisicamente sulla strada ma anche all'interno del proprio animo, con
valenze educative che possono renderci piu' consapevoli delle nostre
possibilita' e maggiormente capaci di affrontare l'incognita del futuro,
inteso anch'esso come itinerario verso orizzonti non-noti.
Immaginando luoghi, culture, persone, si ricerca non la meta, ma la
modalita' dell'andare, il senso del cammino come idea del procedere e del
crescere. Nel mentre ci si puo' imbattere in altri viaggiatori, incontri
occasionali e compagni di viaggio, specchi del nostro stesso desiderio.
Nessun viaggio e' mai completamente terminato. Si snoda, fra paura e
curiosita', come elementi contrari e complementari, come partire e tornare.
Nel percorso-laboratorio abbiamo giocato con l'emozione, la curiosita', la
paura, il desiderio, l'attesa, la scoperta, il timore. Nel viaggio
attraverso le vie e le piazze dell'Antica Citta' abbiamo rischiato
l'incontro con l'altro cercando quello che, a volte, e' invisibile agli
occhi.
*
Il laboratorio si e' svolto tra momenti di esplorazione del territorio e
attivita' di analisi di gruppo e di introspezione personale intercalati con
attivita' ludiche, letture, esercizi di rilassamento, visite guidate. La
percezione del viaggio e' stata resa possibile attraverso tutti i sensi, a
stretto contatto con i compagni, la cui scoperta ha costituito un viaggio
nel viaggio.
Mente libera e corpo "disponibile" sono stati i requisiti richiesti ai
viaggiatori.
Abbiamo visitato gli spazi della Citta' Invisibile, valutando il contesto e
le valenze educative del viaggio come metodo per educare al futuro, per
costruire insieme percorsi di condivisione e di pace.
*
Il gruppo era composto da 18 persone, provenienti da varie citta' italiane,
con interessi diversi, sia di tipo professionale che personale.
Questo laboratorio e' stato a tutti gli effetti sperimentale e, come tale,
lascia dietro di se' conferme e incertezze.
La conferma maggiore e' quella relativa alla scelta del tema, ovvero di
quello "sfondo integratore" che e' il viaggio, all'interno del quale e'
stato possibile realizzare alcune di quelle ipotesi contenute nella premessa
al laboratorio.
I partecipanti al termine del percorso hanno testimoniato in modo
emozionante alcune scoperte: di seguito due brevi estratti.
"Una dimensione diversa da quella a cui siamo abituati, che, in certi
momenti, ci ha liberato dai nostri limiti, dalle nostre vergogne, e che ci
ha permesso di osare per incontrare nuovi compagni.
Ci siamo incontrati, toccati, annusati, gustati, a volte persino
contaminati... questa e' la magica e quasi fiabesca atmosfera del Centro di
educazione alla mondialita', ma domani sera ognuno tornera' nella propria
casa e allora? Cosa accadra'?
Sapremo ogni giorno incontrare, toccare, annusare le persone che incontriamo
per strada? Il limite piu' grande che ora dobbiamo affrontare e' trasformare
in quotidianita' questi giorni trascorsi assieme" (Federica).
"Durante questo lungo viaggio erano sempre stati tutti insieme, avevano
condiviso tutto, percio', ad un certo punto, decisero di dividersi per poter
ragionare in solitudine e magari trovare una soluzione.
In quell'istante, mentre ognuno rifletteva su quanto vissuto, si ritrovarono
di colpo a casa propria. Cos'era successo? Avevano forse sognato? No. Non
era stato un sogno, ma qualcosa di piu' magico perche' ora ognuno di loro
sentiva di essere un 'compagno di viaggio' per tutta l'umanita', e nessuno
pote' mai dimenticare tutto quello che in quel viaggio aveva provato e le
persone con cui l'aveva condiviso" (Elisa).

7. INFORMAZIONE. IL FOGLIO INFORMATIVO DEL SETTEMBRE 2003 DEL CENTRO STUDI
DIFESA CIVILE
[Dagli amici del Centro studi difesa civile (per contatti:
info@pacedifesa.org) riceviamo e integralmente ridiffondiamo il foglio
informativo di settembre 2003]
Indice
1. Iniziative in corso
a. Report attivita' 2002 del Centro studi difesa civile.
b. La presidenza Italiana dell'Unione europea e la prevenzione dei conflitti
violenti.
c. "Colombia vive!", forum internazionale sui processi di resistenza civile
nonviolenta delle comunita' di pace colombiane.
d. La ricerca per la pace in Italia: attori, strategie e risorse. Seminario
internazionale.
2. Contributi teorici
a. Tradurre in pratica la nonviolenza: l'esempio del Centro studi difesa
civile. Editoriale di Gianni Scotto.
b. Rete/reti: ancora un salto? Dibattito fra Enrico Euli, Alessandro Rossi e
Roberto Tecchio.
3. Formazione e volontari
a. Corso di alta formazione professionale per operatori e operatrici di
pace/ Friedensarbeiter/In.
b. Training di supervisione per trainers.
4 Segnalazioni e annunci
a. E' on-line il nuovo sito della rete Corpi civili di pace.
b. Prima edizione di Crisis-Watch.
c. Ojpcr: The On-line Journal of Peace and Conflict Resolution.
d. Vacancy allo European Centre for Conflict Prevention.
e. Una favola per la pace. Premio letterario internazionale in lingua
italiana.
*
1. Iniziative in corso
a. Report attivita' 2002 del Centro studi difesa civile
Il conflitto e' una esperienza naturale ed inevitabile dell'esistenza umana.
La violenza, la guerra, la prevaricazione, l'arroganza ed il litigio sono
solo alcuni fra i modi possibili per affrontarlo. Il modo in cui gestiamo i
conflitti personali, sociali e internazionali e' determinante per la
realizzazione di una societa' equilibrata. Da sempre il nostro principale
obiettivo e' quello di elaborare strategie, proposte e strumenti alternativi
per superare le controversie e gli egoismi.
E' stato pubblicato sul sito del Centro studi difesa civile il rapporto
delle attivita' realizzate nel corso del 2002, per scaricarlo visita
l'indirizzo www.pacedifesa.org
*
b. La presidenza Italiana e la prevenzione dei conflitti violenti
Si e' tenuto lo scorso 11 settembre a Bruxelles presso la sede del
Parlamento Europeo il Forum interagenzie sulla prevenzione dei conflitti che
riunisce un gruppo di circa 30 rappresentanti di istituzioni europee,
organizzazioni internazionali e ong.
Nel corso della discussione animata da Francesco Tullio, presidente onorario
del Centro studi difesa civile, e dall'ambasciatore Maurizio Melani,
rappresentante dell'Italia presso il Comitato politico e di sicurezza, sono
stati affrontati i temi sull'agenda della Presidenza italiana nel campo
della prevenzione dei conflitti violenti e le proposte della societa'
civile.
Quest'ultima propone una strategia articolata e progressiva per la
realizzazione di una politica europea attenta ai temi della pace (vedi il
documento "Consolidare l'impegno nella prevenzione dei conflitti violenti.
Priorita' per le presidenze greca ed italiana dell'Unione europea nel 2003",
disponibile sul sito www.pacedifesa.org).
Durante l'incontro e' stato richiesto al rappresentante italiano un concreto
impegno del Consiglio per la realizzazione di uno studio di fattibilita' sui
Corpi civili di pace europei come gia' avanzato in varie risoluzioni dal
Parlamento europeo.
*
c. "Colombia vive!", forum internazionale sui processi di resistenza civile
nonviolenta delle comunita' di pace colombiane. Narni (Tr) 4-5 ottobre 2003
Si terra' a Villalago (Tr) i prossimi 4 e 5 ottobre il secondo forum
internazionale "Colombia vive!", un'iniziativa collegata alla quinta
assemblea dell'Onu dei popoli e all'edizione 2003 della marcia per la pace
Perugia-Assisi.
Il Forum sara' una occasione di incontro per pensare alla Colombia in
termini di alternative di pace e non solo di problemi, iniziando a
riflettere sulla lotta nonviolenta per la vita e la dignita' umana che le
comunita' di pace stanno portando avanti. L'attenzione sulla Colombia e'
tradizionalmente concentrata sul conflitto armato ed il narcotraffico, senza
fare alcun riferimento a possibili alternative e cio' nonostante l'esistenza
di un gran numero di processi locali e regionali che cercano di praticare
iniziative di convivenza e sviluppo sostenibile favorevoli alla pace.
Il programma e la scheda di partecipazione al forum, sono disponibili sul
sito del Centro studi difesa civile all'indirizzo:
www.pacedifesa.org/documenti/Colombia Scheda iscrizione.doc,
www.pacedifesa.org/documenti/Colombia Scheda iscrizione.pdf; il depliant con
il programma: www.pacedifesa.org/documenti/Colombia Depliant.pdf
*
d. La ricerca per la pace in Italia: attori, strategie e risorse. Seminario
Internazionale, Padova 25 ottobre 2003
Il Movimento Internazionale della Riconciliazione, sezione di Padova, e la
Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, organizzano con il sostegno
della Fondazione culturale responsabilita' etica di Padova, per il giorno 25
ottobre 2003 presso l'Universita' degli Studi di Padova un seminario
internazionale sul tema: "La ricerca per la pace in Italia: attori,
strategie e risorse".
La sessione mattutina prevede i seguenti interventi: Ugo Villani
(Universita' "La Sapienza" di Roma), Arno Truger (Austrian Study Center for
Peace and Conflict Resolution), Richard Lebow (Ohio State University).
Nella sessione pomeridiana si terra' una tavola rotonda sulle prospettive
della ricerca per la pace in Italia. Partecipano: Rocco Altieri (Universita'
di Pisa), Roberto Burlando (Universita' di Torino), Alberto L'Abate
(Universita' di Firenze), Francesco Tullio (Centro Studi Difesa Civile,
Roma) e altri esponenti del mondo accademico e culturale italiano.
Per informazioni e iscrizioni: M.I.R. Padova, tel. 0498075964, e-mail:
mirsezpd@libero.it, sito: http://digilander.iol.it/mirpd/main.htm
*
2. Contributi teorici
a. Tradurre in pratica la nonviolenza: l'esempio del Centro studi difesa
civile. Editoriale di Gianni Scotto. Pubblicato su "Azione nonviolenta" di
settembre 2003.
La crisi del sistema normativo internazionale dopo la guerra in Irak da un
lato, il proliferare di conflitti e guerre "dimenticate" dall'altro, impone
la necessita' di materializzare il pensiero e i valori della nonviolenza in
opzioni politiche praticabili qui ed ora. Non e' inutile volgere
l'attenzione a esperienze innovative all'interno del movimento italiano, tra
cui va annoverata quella del Centro studi difesa civile (Csdc). Il Centro e'
diventato nel corso degli ultimi anni una delle realta' piu' impegnate in
Italia nei settori della ricerca, della proposta politica e della formazione
di operatori di pace. Chi scrive ne ricopre la carica di presidente da circa
un anno.
Nato all'interno del movimento per la pace degli anni ottanta, il Csdc ha
operato con continuita' e perseveranza, in particolare promuovendo l'idea
dei corpi civili di pace fin dal 1987. Un altro importante filone di ricerca
nei primi anni di vita del centro e' stata la ricostruzione delle forme
nonviolente di lotta al nazifascismo nella Resistenza italiana.
L'attivita' del Centro negli ultimi anni e' andata intensificandosi. Il Csdc
ha contribuito al lavoro di ricerca sui temi dei corpi civili di pace e
della gestione costruttiva dei conflitti internazionali, in particolare con
due volumi: "La difesa civile e il progetto Caschi bianchi", pubblicato nel
2000, ricollegava il tema dei corpi civili di pace al dibattito sulle forme
di difesa nonviolenta la cui sperimentazione era prevista nella riforma del
servizio civile. La ricerca era stata finanziata dal Centro militare di
studi strategici: le istituzioni militari per la prima volta mostravano
attenzione non solo ai temi del movimento, ma alla capacita' di elaborazione
di una sua componente.
Nel 2002 e' stata pubblicata una ricerca approfondita sul ruolo delle
organizzazioni non governative italiane nella gestione civile delle crisi e
nel confidence building (costruzione della fiducia) in situazioni di
conflitto. Il lavoro faceva il punto dell'esperienza italiana e indicava le
linee fondamentali per incoraggiare e sviluppare il lavoro delle ong nel
campo della gestione civile delle crisi e della costruzione della pace.
Quanto al lavoro di formazione, il Cscd offre tradizionalmente laboratori
formativi di uno o piu' giorni su temi connessi alla gestione costruttiva
dei conflitti. Negli ultimi tempo il centro ha accumulato una esperienza
importante di progettazione e realizzazione di corsi di formazione: con il
Comune di Roma e' stato realizzato nel 2002 un corso di alta formazione per
"mediatori internazionali di pace" finanziato dal Fondo sociale europeo e
dalla Regione Lazio. In Campania, a Pozzuoli, il Csdc ha promosso con
l'Istituto Orientale un corso per "Tecnico esperto in monitoraggio e tutela
dei diritti umani e degli immigrati". In ottobre partira' un corso di
formazione per operatori di pace a Bolzano, progettato dal Csdc in
collaborazione con la Fondazione Langer e la Provincia di Bolzano. In
prospettiva il percorso formativo potrebbe essere replicato in altre
regioni.
Questo importante lavoro di formazione ha permesso di qualificare il profilo
professionale degli operatori di pace. Il prossimo tassello sara' la
valorizzazione piena di queste nuove professionalita', con la sperabile
creazione dei corpi civili di pace, ma anche con l'assorbimento degli
operatori nei diversi contesti che potrebbero esserne arricchiti - dalla
cooperazione allo sviluppo, al volontariato e al "terzo settore", dal mondo
dell'educazione e della formazione agli enti locali.
Nel lavoro di questi anni, il Centro studi difesa civile e' riuscito a farsi
centro propulsore di iniziative di formazione e ricerca per la pace di ampio
respiro. Senz'altro gran parte del merito va attribuito al lavoro e alla
passione di Francesco Tullio, che ha guidato il Csdc fino a qualche tempo fa
e continua a dare un contributo insostituibile.
Per la costruzione di una ampia "piattaforma" nazionale per la pace e la
diffusione della nonviolenza sono certo necessari cambiamenti profondi anche
a livello istituzionale: l'universita' (che ha cominciato a muoversi), i
corpi civili di pace, un centro di ricerca su pace e conflitti di livello
internazionale. Ma il contributo che si puo' dare dal basso e' assai
prezioso, non va solo visto come preparazione di qualcosa di migliore e piu'
grande che forse verra' in futuro, ma porta gia' in se' ricchezza e valore.
E' questo, credo, che il Centro studi difesa civile ha dimostrato nella sua
attivita' fino ad oggi.
*
b. Rete/reti: ancora un salto? Dibattito fra Alessandro Rossi, Enrico Euli e
Roberto Tecchio
Enrico Euli ha scritto sul n. 28 di "Carta" un articolo sul movimento, la
sua natura e i suoi sviluppi dal titolo: Reti/Reti: ancora un salto? Al
pezzo di Euli, Alessandro Rossi ha risposto con una lettera di commento. Da
cio' e' nato un interessante scambio di opinioni e idee sul movimento fra
Euli, Alessandro Rossi e Roberto Tecchio che vi segnaliamo e riportiamo alla
pagina www.pacedifesa.org/documenti/Rete reti ancora un salto.pdf del nostro
sito.
*
3. Formazione e volontari
a. Corso di alta formazione professionale per operatori e operatrici di
pace/ Friedensarbeiter/In. Bolzano, Autunno 2003
La seconda settimana di ottobre comincia il corso per operatori e operatrici
di pace, risultato di un lavoro di progettazione congiunta tra la Formazione
professionale italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, la Fondazione
Alexander Langer Stiftung, il Centro studi difesa civile di Roma, Avventura
Urbana di Torino e Fields di Roma. Il progetto, finanziato dal Fondo sociale
europeo, verra' realizzato in convenzione con la Libera universita' degli
studi di Bolzano-Bressanone che attraverso la facolta' di
scienze della formazione lo istituzionalizzera' come master post laurea. Per
informazioni: Floriana Bertoldo (floriana.bertoldo@provincia.bz.it );
Salvatore Saltarelli: salvatore.saltarelli@provincia.bz.it; Ripartizione 21
Formazione professionale italiana, Provincia Autonoma di Bolzano, via S.
Geltrude 3, 39100 Bolzano, tel. 0471414412, 0471414435, fax: 0471414499.
*
b. Training di supervisione per trainers
Il progetto nasce dall'esigenza di un confronto continuativo fra formatori
per una crescita comune e dalla necessita' di costituire uno staff affiatato
di formatori e di persone esperte in gestione di gruppi di lavoro
socialmente impegnato. L'intento e' di realizzare un percorso di
incontri/scambi formativi tra quanti hanno col tempo acquisito esperienze
nei propri particolari ambiti formativi ed operativi. Il corso, tenuto da
noti esperti nell'ambito della supervisione (Lennart Parknas, Francesco
Tullio) e' rivolto prioritariamente ai formatori, ma e' aperto anche a
quanti hanno esperienze di progettazione, organizzazione operativa di
interventi di peacebuilding e gestione costruttiva dei conflitti. Gli
incontri, di livello di complessita' crescente, saranno residenziali con
cadenza mensile (sabato-domenica o venerdi'-domenica) e verteranno su vari
temi che verranno assemblati fra di loro anche su suggerimento e richiesta
dei partecipanti.
Le metodologie (pedagogia partecipativa, approccio pragmatico, approccio ai
processi emotivi di gruppo) integreranno i diversi approcci dei partecipanti
che condurranno le sessioni.
Ogni incontro sara' costituito di una sessione di introduzione e riaggancio
ai lavori precedenti, due sessioni guidate dai partecipanti all'intero corso
di supervisione e dalle relative sessioni di retroazione e suggerimenti,
infine da una sessione di elaborazione di percorsi progettuali e formativi
complessi.
Per informazioni contattare Valentina Talamonti:
valentina.talamonti@fastwebnet.it
Costo: tutto il corso: euro 900 + iva; singolo incontro: euro 140 + iva.
*
c. Training di formazione sulla relazione nonviolenta: "Emozioni in gioco:
quale pace per quali conflitti"
Il training e' organizzato dalla Valversilia Projects Onlus, con
finanziamento Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana). Si terra' a
Pruno di Stazzema (Lucca), dal 10 al 12 ottobre 2003 e sara' ad iscrizione
gratuita.
Il training si propone di formare ad una pratica autentica di relazione
nonviolenta attraverso attivita' di tipo teorico ed esperienziale.
*
4. Segnalazioni e annunci
a. E' on-line il nuovo sito della rete Corpi civili di pace
E' nato il sito della Rete Italiana Corpi civili di pace:
www.corpidipace.too.it
In home page un editoriale di Silvano Tartarini sui corpi civili di pace, le
motivazioni della giuria che ha assegnato il Premio internazionale Alexander
Langer 2003 a Gabriele Bortolozzo, operaio del petrolchimico di Porto
Marghera, i dossier dalle aree di conflitto, l'archivio con le lettere dalla
rete.
*
b. Esce on-line la prima edizione di Crisis Watch
L'Icg (International Crisis Group) ha lanciato la prima edizione di Crisis
Watch, bollettino mensile in 12 pagine ideato per informare i lettori con un
succinto e regolare aggiornamento sullo stato delle piu' significative
situazioni di conflitto e potenziale conflitto nel mondo. Ogni mese, Crisis
Watch riportera' brevemente gli sviluppi del mese trascorso su circa 60
situazioni di conflitto. I report e i documenti dell'Icg sono disponibili
sul sito: www.crisisweb.org
*
c. Ojpcr: The Online Journal of Peace and Conflict Resolution
La nuova pubblicazione del Ojpcr: The Online Journal of Peace and Conflict
Resolution e' disponibile alla pagina www.trinstitute.org/ojpcr/
Come sempre, l'accesso alla lettura degli articoli e' libero e gratuito.
L'Ojpcr e' sempre impegnata nell'espansione della suo progetto editoriale
per il prossimo anno, quindi e' alla ricerca di un gruppo di accademici,
studenti laureati e professionisti impegnati sulle tematiche della pace e
della soluzione dei conflitti. Chi fosse interessato a partecipare al
progetto editoriale puo' spedire una e-mail con allegato il proprio
curriculum vitae a: dmsweetman@trinstitute.org
*
d. Vacancy allo European Centre for Conflict Prevention
In occasione della Conferenza a Dublino su "Il ruolo della societa' civile
nella prevenzione dei conflitti armati", prevista per il marzo 2004, The
European Centre for Conflict Prevention (Eccp) offre un posto per Project
Officer. Per informazioni scrivete a: info@conflict-prevention.net oppure
visitate il sito www.conflict-prevention.net
*
e. Una favola per la pace. Premio letterario internazionale in lingua
italiana, Citta' di Lugo (Ra)
Nasce il premio letterario per i racconti che mettono in risalto i temi
della pace, per iniziativa dell'International Peace Bureau-Italia e del
Comune di Lugo (Ra). Gli autori concorrenti dovranno presentare un racconto
inedito in lingua italiana di genere fiabesco della lunghezza massima di 12
cartelle editoriali in tre copie dattiloscritte entro e non oltre il 15
novembre a "Una favola per la pace"; c/o Biblioteca comunale "F. Trisi",
piazza Trisi 19, 48022 Lugo (Ra); per informazioni sulle modalita'
d'iscrizione al premio ed eventuali chiarimenti chiamare il numero
054538568.
*
Per sostenere le attivita' del Centro studi difesa civile:
- c/c bancario n. 107165 intestato a: Centro Studi Difesa Civile - ABI 05018
- CAB 12100 presso Banca Popolare Etica, Filiale di Roma, via Rasella 14,
00187 Roma - causale: "donazione".
c/c postale n. 12182317 - intestato a: Banca Etica Roma - causale: "c/c
107165 intestato a Centro studi difesa civile".
Deducibilita' fiscale delle donazioni al Centro studi difesa civile: le
donazioni al Centro studi difesa civile, a condizione che avvengano a mezzo
versamento c/c postale o bonifico bancario con causale "Donazione", sono
deducibili dalla propria base imponibile ai sensi della Legge 383/2000.
Tutte le informazioni nel sito: www.pacedifesa.org
*
Centro studi difesa civile, sito: www.pacedifesa.org; segreteria Perugia:
c/o Auoc, via della Viola 1, 06122 Perugia, tel/fax 0755726641, e-mail:
perugia@pacedifesa.org; segreteria Roma, via Salaria 89, 00198 Roma, tel.
068419672, fax: 068841749, e-mail: pacedifesa-roma@mediazioni.org

8. LETTURE. NOAM CHOMSKY: TERRORE INFINITO
Noam Chomsky, Terrore infinito, Dedalo, Bari 2002, pp. 432, euro 16,50. A
cura di Serena Marceno' e Salvo Vaccaro una raccolta di scritti di Chomsky
su "la questione palestinese dalla guerra del golfo all'intifada", con testi
che vanno dal 1991 al maggio 2002.

9. LETTURE. PAOLO FERRARI: REGGAE
Paolo Ferrari, Reggae, Giunti, Firenze 2002, pp. 128, euro 6,90. Nella
collana degli "Atlanti musicali Giunti" una vivace presentazione di tutti i
piu' noti musicisti reggae (60 tra solisti e gruppi) e delle loro principali
opere (oltre 500 dischi segnalati con brevi commenti); ricca e coloratissima
l'iconografia.

10. LETTURE. ISTITUTO BIOLOGICO ITALIANO: MINIGUIDA ALL'AGRICOLTURA
BIOLOGICA
Istituto biologico italiano, Miniguida all'agricoltura biologica, Edizioni
La Tortuga, Padova senza indicazione dell'anno (ma non prima del 2001), pp.
64, euro 1. Un utile opuscolo introduttivo.

11. LETTURE. NOEL MALCOLM: STORIA DELLA BOSNIA
Noel Malcolm: Storia della Bosnia, Bompiani, Milano 2000, pp. 400, euro
11,88. Un attento studio dell'apprezzato storico e giornalista inglese.

12. LETTURE. SERGIO NOJA: L'ISLAM MODERNO
Sergio Noja, L'islam moderno, Mondadori, Milano 1990, 2003, pp. 452, euro
8,40. E' il quarto volume della Storia dei popoli dell'Islam, lo stile e'
forse eccessivamente cursorio, ma resta un utile strumento di conoscenza
scritto da uno dei maggior specialisti italiani della cultura musulmana e
araba.

13. RILETTURE. RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D'EUROPA
Raul Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, Einaudi, Torino 1995, due
volumi per complessive pp. XXIV + 1.394, lire 38.000. Un'opera fondamentale,
una lettura indispensabile.

14. RILETTURE. TOM SEGEV: ILSETTIMO MILIONE
Tom Segev, Il settimo milione, Mondadori, Milano 2001, 2002, pp. 540, euro
9. "Come l'Olocausto ha segnato la storia di Israele" - recita il
sottotitolo - nella ricostruzione e nell'analisi di un prestigioso
giornalista e saggista.

15. RILETTURE. ABRAHAM B. YEHOSHUA: EBREO, ISRAELIANO, SIONISTA: CONCETTI DA
PRECISARE
Abraham B. Yehoshua, Ebreo, israeliano, sionista: concetti da precisare,
Edizioni e/o, Roma 2000, 2001, pp. 96, euro 6,19. Un saggio di uno dei piu'
grandi scrittori israeliani impegnato per la pace e la comprensione tra i
popoli.

16. RILETTURE. SALWA SALEM: CON IL VENTO NEI CAPELLI
Salwa Salem, Con il vento nei capelli. Una palestinese racconta, Giunti,
Firenze 1993, 2001, pp. 190, euro 8,50. Non solo il racconto della propria
vita ma una straordinaria testimonianza di dignita' e di pensiero di Salwa
Salem, donna palestinese nata nel 1940 e scomparsa nel 1992.

17. RILETTURE. NAWAL AL SA'DAWI: FIRDAUS. STORIA DI UNA DONNA EGIZIANA
Nawal al Sa'dawi, Firdaus. Storia di una donna egiziana, Giunti, Firenze
2001, pp. 128, euro 8,50. Una storia vera e drammatica scritta dalla grande
intellettuale e scrittrice egiziana.

18. RILETTURE. ASSIA DJEBAR: LA DONNA SENZA SEPOLTURA
Assia Djebar, La donna senza sepoltura, Il Saggiatore, Milano 2002, pp. 192,
euro 14. Un indimenticabile libro della grande intellettuale algerina, la
cui lettura ancora una volta vivamente raccomandiamo.

19. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

20. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti, la e-mail e': azionenonviolenta@sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: lucben@libero.it;
angelaebeppe@libero.it; mir@peacelink.it, sudest@iol.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it. Per
contatti: info@peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. e fax: 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Per non ricevere piu' questo notiziario e' sufficiente inviare un messaggio
con richiesta di rimozione a: nbawac@tin.it

Numero 680 del 21 settembre 2003