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un netto "no alla guerra" dall'Arsenale Militare di Taranto



Documento RSU Marinarsen Taranto

Oggi, 20 gennaio 2003, le RSU di Marinarsen Taranto, riunite in assemblea, 
esprimono la loro netta opposizione “senza se e senza ma” alla guerra 
preventiva che gli USA intendono scatenare contro l’Iraq.
Considerano
-immorale ed illegittima la decisione del governo americano nella 
convinzione che questa ennesima guerra provocherà al popolo iracheno, 
vittima inconsapevole di un regime ferocemente antidemocratico, e di una 
comunità internazionale che in conseguenza dell’embargo economico 
protrattosi per anni ha, di fatto, stremato la popolazione civile causando 
ulteriori enormi ed ingiuste sofferenze oltre che un numero altissimo di 
morti  e mutilati;
-che la guerra “preventiva” sia un’aberrazione giuridica poichè il diritto 
internazionale non prevede interventi militari di tipo preventivo, cioè in 
assenza di atti di guerra;
-che la spirale della violenza trascina l’intero pianeta in uno stato di 
guerra permanente ed infinito, tale da farci sprofondare nella barbarie;
-che l’utilizzo delle armi, per soddisfare gli interessi economici dei 
Paesi più forti e ricchi, aumenta le disuguaglianze fra i popoli 
e  allontana irrimediabilmente la possibilità di costruire un 
ordine  mondiale al cui centro ci siano i bisogni e le speranze degli 
uomini e delle donne anziché le esigenze del mercato e del capitale, 
innescando la follia terroristica.

Ritengono che è un dovere oltre che un diritto dei singoli lavoratori e 
delle loro rappresentanze sindacali condannare l’accelerazione e il 
dispiegamento dei piani militari pretendendo che la parola torni alla 
politica, ragionando sui reali scopi di questa ennesima guerra e le sue 
conseguenze sul futuro di tutte e di tutti i lavoratori, unendosi 
al  fronte vastissimo che in Italia e in Europa e negli stessi Stati Uniti 
si è dichiarato contrario ai progetti bellici mobilitandosi, a milioni, in 
molte città del mondo per dimostrare la propria ferma opposizione.
Il Pontefice, quasi giornalmente, fa appello ai governi perché fermino la 
macchina della guerra; così come il Primate della Chiesa Anglicana, si 
oppone alla partecipazione dell’Inghilterra; autorevoli rappresentanti 
dell’ONU denunciano la catastrofe umanitaria che la nuova missione militare 
provocherebbe fra le popolazioni irachene; il governo tedesco dichiara la 
propria indisponibilità a partecipare alla guerra, quello francese continua 
a chiedere che si rispettino le prerogative dell’organizzazione delle 
nazioni unite in tema di conflitti internazionali.
  Le RSU di Marinarsen chiedono:
1) al governo italiano di non partecipare in alcun modo alle operazioni 
militari, in ottemperanza all’art. 11 della carta costituzionale, legge 
fondamentale dello Stato, che stabilisce il ripudio della guerra come mezzo 
per risolvere le controversie internazionali.
2) ai Parlamentari europei che lo stesso articolo 11 della Costituzione 
italiana diventi principio fondante della nascente Costituzione europea.