[News] Parte in Finlandia la manifestazione contro il riarmo europeo



Helsinki, mobilitazione contro il riarmo europeo: “Welfare, not warfare”

Anche in Finlandia, oggi 14 giugno 2026, cittadini e organizzazioni pacifiste stanno scendendo in piazza contro il riarmo, in collegamento con le proteste in tutta Europa (Madrid, Bruxelles e altre città).

«Loppu Euroopan militarisoinnille!» – Stop alla militarizzazione dell’Europa! – È questo lo slogan che sta risuonando a Kampintori, a Helsinki, proprio di fronte alla sede finlandese del Parlamento europeo.
La mobilitazione, della durata di un’ora a partire dalle ore 14:00, è stata promossa dalla rete Stop ReArm Europe e dal collettivo Työväen antimilitaristit (Antimilitaristi della classe operaia), con l’adesione del Comitato per la pace di Vantaa e dell’associazione Naiset rauhan puolesta (Donne per la pace).

800 miliardi per le armi? No, impieghiamoli per la sanità e la scuola

Al centro della protesta, la denuncia del piano di riarmo dell’Unione Europea, che prevede la riconversione di 800 miliardi di euro verso l’industria bellica. «Ogni euro speso in armi – si legge nel volantino dell’iniziativa – è un euro sottratto alla sicurezza sociale, alla transizione giustizia e ai servizi pubblici».
I manifestanti hanno sottolineato come la stessa cifra potrebbe finanziare salute, istruzione, azione climatica e welfare, invece di alimentare una macchina da guerra che, secondo le pressioni della NATO, potrebbe arrivare a richiedere ai singoli Stati membri fino al 5% del PIL per le spese militari nel prossimo decennio.

Giovani trasformati in carne da cannone

Un altro tema centrale della mobilitazione è stato l’impatto sulle nuove generazioni. «Un’Europa riarmata ha bisogno di soldati – hanno denunciato gli attivisti – e i giovani vengono chiamati a combattere e morire in guerre che non hanno scelto».
La reintroduzione della coscrizione obbligatoria in diversi paesi europei (e lo stesso dibattito in corso in Finlandia) è stata indicata come un segnale allarmante di una deriva militarista che, insieme al riarmo, porta con sé controllo sociale, sorveglianza di massa e restrizione dello spazio democratico.

Un’iniziativa coordinata a livello europeo

La manifestazione di Helsinki si è svolta in contemporanea con la grande mobilitazione indetta a Bruxelles dalla stessa rete Stop ReArm Europe, e con le proteste di Madrid (dove migliaia di persone hanno marciato dal Ministero degli Esteri) e di altre città.
«L’Europa non è una spettatrice innocente – si legge nel comunicato finlandese – ma è complice della normalizzazione del genocidio, della distruzione delle infrastrutture civili e della paralisi delle istituzioni internazionali».

Le richieste: uscita dalla NATO, fine del commercio di armi

Tra le rivendicazioni principali:

  • Riconvertire gli 800 miliardi di euro dal riarmo al sociale.

  • Uscita dalla NATO e chiusura di tutte le basi militari straniere.

  • Fine del commercio di armi, in particolare con Israele.

  • Democrazia reale, contro ogni deriva autoritaria giustificata con la “sicurezza”.

Contatti e adesioni

L’evento è stato organizzato da StopReArm Europe Network e Työväen antimilitaristit (contatto: spkahmi at proton.me, referente Sippo Kähmi). Per chi volesse informazioni o aderire alle prossime iniziative, la pagina di riferimento è:
https://antimil.org/2026/05/11/kutsu-loppu-euroopan-militarisoinnille-14-6-2026


PeaceLink continuerà a seguire le mobilitazioni europee contro il riarmo. Per inviare segnalazioni, foto o contatti: info at peacelink.it.


Altre informazioni su https://calendar.stoprearm.org/events/event.php

e su www.peacelink.it