[News] A Taranto sulle orme di Martin Luther King



Il 28 agosto 1963 Martin Luther King pronunciò il suo più famoso discorso: "I have a dream".

Ispirò un'intera generazione che scoprì l'uguaglianza come straordinario motore del cambiamento, un cambiamento per difendere diritti e libertà. 

Oggi la sua lotta continua ancora a ispirare chi condivide il sogno di cambiamento. Generazioni di attiviste e attivisti che - sottolinea oggi Amnesty International - non si piegano davanti ai "eh ma non serve a niente". Persone che non smettono di lottare per il principio di uguaglianza. 

Anche noi a Taranto, che non siamo considerati uguagli agli altri, conosciamo le ferite della discriminazione: troppi decisori politici hanno alimentato una sterminata normativa per neutralizzare la stessa magistratura che era venuta in nostro soccorso. 

Tutto questo ricorda quelle leggi che gli Stati Uniti riservavano ai neri un trattamento differente rispetto ai bianchi. Il razzismo era basato su leggi che scavalcavano il principio di uguaglianza. Noi che lottiamo contro il "razzismo ambientale", noi siamo in un qualche modo figli di Martin Luther King e del suo "I have a dream". Lottiamo per un mondo in cui Nord e Sud siano uguali e donne, uomini, bambini possano vivere felici, senza la terribile lotteria del cancro che ogni giorno a Taranto colpisce fra le due e le tre persone. Noi abbiamo un sogno, ed è quello di liberarci da una paura che invece il potere politico continua imperterrito a proiettare sul nostro futuro e purtroppo anche sul nostro presente.

Oggi ribadiamo: "I have a dream".

Al tempo di Martin Luther King c'era chi riteneva normale ciò che era abominevole. E lo accettava. Attenzione: è questa accettazione fatalista e rassegnata la vera sciagura dell'umanità. Finché un giorno le persone si mettono in marcia e scoprono di avere un sogno: vivere felici, esigere l'uguaglianza. 

Oggi ricordiamo Martin Luther King, nostro maestro nella lotta nonviolenta per l'uguaglianza e anche per la giustizia ambientale. 

Alessandro Marescotti 
Presidente PeaceLink