[News] Cosa possiamo fare oggi come pacifisti per scongiurare la guerra in Ucraina?



La prima cosa da chiedere è di non vendere armi all'Ucraina e di non farla entrare nella Nato

Crisi Ucraina: il ruolo proattivo dei pacifisti

I pacifisti dovrebbero dire no a un coinvolgimento militare della Nato. La crisi in Ucraina oggi è molto simile alla crisi di Cuba del 1961. Se ne può uscire con un atto di fiducia reciproca, smantellando le armi nucleari Usa in Europa in cambio di un impegno a garantire la sicurezza dell'Ucraina.
11 gennaio 2022

Link https://www.peacelink.it/pace/a/48943.html

La crisi ucraina è infatti molto simile alla crisi di Cuba del 1961. Cuba era minacciata (gli Usa avevano tentato un'invasione) e chiese all'Urss i missili per proteggersi. Cuba si sentì minacciata e reagì. Anche gli Stati Uniti si sentirono a loro volta minacciati e reagirono, mettendo in atto un embargo navale che violava il diritto internazionale. La similitudine con l'Ucraina, anche se a parti politicamente inverse, è impressionante (anche se va detto che nessuno a oggi ha documentato un piano di invasione russa, mentre quello americano ai tempi di Fidel Castro e di Che Guevara, era confermato).

Una Cuba integrata militarmente nell'alleanza sovietica era percepita come destabilizzante e Kennedy fu fermo nel bloccare questo, molto di più di quanto non abbia fatto Putin fin qui. Oggi Putin fa come Kennedy al tempo della crisi di Cuba.

A rileggere oggi la crisi di Cuba del 1961, mondata da ogni sovraccarico ideologico e da ogni passione dei tempi che furono, ci si rende conto che non c'erano buoni o cattivi, ma c'erano due opposte esigenze di sicurezza che andavano entrambe tutelate.

Non c'erano buoni e cattivi allora così come non ci sono buoni e cattivi oggi. Ci sono ragioni geopolitiche che vanno comprese. Vorremmo avere ai nostri confini una nazione ostile e per di più alleata con altre nazioni a noi ostili? È così difficile capire? Così come Kennedy non voleva a Cuba una minaccia militare, così Putin oggi non vuole avere una minaccia Nato ai confini, con l'Ucraina che scalpita per riconquistarsi i territori che hanno dichiarato indipendenza sotto la spinta dei filorussi.

Da questa crisi si può uscire con un atto di fiducia reciproca: smantellando le armi nucleari Usa in Europa in cambio di un impegno a garantire la sicurezza dell'Ucraina. Come avvenne nel 1961. Gli Stati Uniti rinunciarono a un'invasione di Cuba in cambio della rinuncia all'installazione dei missili a Cuba, e per di più Kennedy ritirò i missili Jupiter dalla Puglia e dalla Turchia. Così si risolvono le crisi, ma a distanza di sessanta anni ci si dimentica di tutti e si continua a pensare che le prove muscolari servano. 
Noi pacifisti siamo liberi mentalmente, abbiamo memoria storica se lo vogliamo, e siamo la voce della pace. Facciamola sentire prima che i leader declamino le loro smanie di potenza o che - peggio ancora - i cannoni e i cingolati facciano sentire il loro frastuono. 

Noi pacifisti abbiamo oggi un alleato di grande prestigio: Papa Francesco. Oggi abbiamo il privilegio di averlo accanto, a calcare le orme profetiche di Papa Giovanni. Se un seguito dovrò scegliere, non sceglierò la Nato, non sceglierò Putin, ma da laico sceglierò di andare al seguito di papa Francesco. In nome della pace.