Brevetti software in Europa: votiamo per restare liberi



		      BREVETTI SOFTWARE IN EUROPA:
		       VOTIAMO PER RESTARE LIBERI


Il Consiglio  dei ministri dell'Unione  Europea ha ribaltato  il rifiuto
del Parlamento  europeo ai brevetti software in  Europa.  Nella riunione
del  17 e  18 maggio  scorso, il  Consiglio europeo  dei  ministri sulle
Competitività,  a Bruxelles,  ha rigettato  [0] gli  emendamenti  che il
Parlamento europeo aveva  apportato [1] all'originale direttiva.  Questa
avrebbe  introdotto in  Europa  una legislazione  sui brevetti  software
simile a quella  in vigore negli Stati Uniti e  in Giappone, sulla quale
la  Federal Trade  Commission Statunitense  ha già  espresso  critiche e
riserve [2].

Il  risultato  del  compromesso  approvato dal  Consiglio  dei  ministri
è   addirittura  peggiore   [3]   della   proposta  originaria,   perché
potenzialmente   permette   di   brevettare  qualunque   programma   per
elaboratore.

Una tale  legislazione sarebbe deleteria  [4] per il  tessuto produttivo
europeo  legato alle moderne  tecnologie, che  è costitutito  in massima
parte  di  piccole  e  medie  imprese  utilizzatrici  o  produttrici  di
software.   Infatti, una  forte protezione  brevettuale in  questo campo
avvantaggia solo chi ha già registrato  un gran numero di brevetti e può
quindi  stringere  accordi  di  non  belligeranza con  le  altre  grandi
imprese.

In questo  modo si creano artificialmente  delle "barriere all'ingresso"
per  le nuove  aziende, piccole  o  grandi che  siano, limitando  quindi
l'offerta ed impedendo  la naturale diminuizione dei  prezzi dovuta alla
competizione.

Il software libero è particolarmente vulnerabile ad una legislazione che
ammetta  i  brevetti  software,  perché  le  licenze  libere  permettono
la  libera copia  senza  vincoli.  Essendo quindi  incompatibili con  la
copertura brevettuale come normalmente adottata, i programmi liberi sono
costretti ad un pericoloso slalom nel campo minato dei brevetti [5].

Grazie alle pressioni effettuate dalle  associazioni di categoria [6], e
dopo la  lettera aperta  dell'eurodeputato Marco  Cappato [7],  prima il
ministro all'Innovazione  e Tecnologia  Lucio Stanca  [8] e  subito dopo
il  viceministro  all'Economia e  Finanze  Mario  Baldassarri [9]  hanno
dichiarato la loro posizione di contrarietà, ed il Governo italiano si è
astenuto  [10]  dal  votare  la risoluzione  proposta  dalla  presidenza
irlandese, sponsorizzata da importanti multinazionali del software [11].

Il nostro  governo ha quindi  svolto correttamente il proprio  ruolo, ma
purtroppo questo non è stato sufficiente, a causa soprattutto del cambio
di fronte  di alcuni  paesi che avevano  espresso dichiarazioni  di voto
diverse [12]. A  meno che qualcuno dei rappresentanti  ritiri il proprio
voto  nella prossima  riunione di  metà giugno,  il testo  approvato dal
Consiglio europeo di  maggio sarà discusso dal  nuovo Parlamento europeo
nei prossimi mesi.

I CITTADINI EUROPEI  POSSONO influire su questi eventi,  e INDICARE AGLI
EURODEPUTATI COL LORO VOTO  LA PROPRIA CONTRARIETÀ AI BREVETTI SOFTWARE,
per una società che sia centrata sui bisogni e le libertà del cittadino,
piuttosto che sugli interessi e le rendite di posizione di pochi.

È per questo che segnaliamo  l'impegno che diversi candidati hanno preso
pubblicamente riguardo a diverse questioni, fra cui i brevetti software,
sottoscrivendo un appello proposto da diverse associazioni [13].

Ed è  per questo  che teniamo a  ricordare che gli  eurodeputati Armando
Cossutta  (GUE, Partito  dei Comunisti  Italiani),  Cristiana Muscardini
(UEN, Alleanza  nazionale), Marco Cappato (NI, Lista  Emma Bonino) hanno
riconosciuto l'importanza della questione, orientando nel senso corretto
le scelte dei  propri schieramenti quando il Parlamento  Europeo votò in
proposito il 24 settembre scorso.

In  particolare  l'eurodeputato  Marco  Cappato,  del  Partito  Radicale
Transnazionale, ha  condotto l'organizzazione  a Roma di  una conferenza
sui  brevetti   software  [14],   contribuendo  così  a   diffondere  la
consapevolezza  del rischio  che  il Parlamento  Europeo  ha di  seguito
sventato  con il  suo voto.   Cappato ha  successivamente pubblicizzato,
assieme ad Emma Bonino, [15] la necessità di opporsi alla direttiva come
originalmente concepita.

Infine, mettiamo  a disposizione sul  nostro sito [16] UN  RIASSUNTO DEL
VOTO  DEGLI EURODEPUTATI  ITALIANI sull'argomento,  perché  ognuno possa
verificarne il comportamento.

Altre informazioni sui brevetti software sono disponibili alla pagina
 <http://softwarelibero.it/progetti/brevettisw/>.


Riferimenti:

[0] http://swpat.ffii.org/log/04/cons0518/
[1] http://swpat.ffii.org/papers/europarl0309/
[2] http://www.ftc.gov/opa/2003/10/cpreport.htm
[3] http://swpat.ffii.org/letters/cons0406/text/
[4] http://swpat.ffii.org/analysis/sektor/
[5] http://www.gnu.org/philosophy/savingeurope.html
[6] http://softwarelibero.it/news/20040514-01.shtml
[7] http://softwarelibero.it/pipermail/discussioni/2004-May/010258.html
[8] http://softwarelibero.it/altri/Prot_1069.pdf
[9] http://softwarelibero.it/altri/MEF.pdf
[10] http://www.innovazione.gov.it/ita/comunicati/2004_05_18.shtml
[11] http://kwiki.ffii.org/Cons040518En
[12] http://kwiki.ffii.org/?Pietras040520En
[13] http://italy.peacelink.org/cris/articles/art_5108.html
[14] http://www.radioradicale.it/software_libero/software_libero.html
[15] http://softwarelibero.it/pipermail/discussioni/2003-October/008347.html
[16] http://softwarelibero.it/progetti/brevettisw/voto-maggio-2003.shtml