800 mila le bandiere della pace sui balconi di tutta Italia



Comunicato stampa

Si espande il "no" alla guerra: sono 800 mila le bandiere della pace sui
balconi di tutta Italia. Per la manifestazione contro la guerra del 15
febbraio la campagna lancia un appello: "regala la bandiera della pace a un
romano!"

Le bandiere arcobaleno, "teste d'ariete" che aprono un varco che si chiama
partecipazione





E' un appello a quanti si apprestano a partecipare alla grande
manifestazione contro la guerra che si terrà a Roma sabato prossimo quello
lanciato dalla campagna "Pace da tutti i balconi": partecipare con due
bandiere della pace, per donarne una a un romano perché la possa appendere
fuori dal suo balcone. Un gesto di amicizia con l'obiettivo di
"conquistare" la capitale, per fare sì che anche i suoi cittadini si
aggreghino al resto d'Italia nel dire un chiaro "no" alla guerra. L'invito
della campgna ai cittadini, alle associazioni, ai movimenti, alle
istituzioni, agli enti pubblici o privati, religiosi o laici, contrari alla
guerra e favorevoli alla pace e alla via del dialogo, è di esporre la
Bandiera della Pace o un pezzo di stoffa bianco con scritto "no alla
guerra" ai balconi delle case, lasciandoli ben visibili finché non sarà
definitivamente scongiurata la minaccia di un conflitto armato contro
l'Iraq. Promossa da un gruppo di associazioni (Associazione Botteghe del
Mondo, Associazione Obiettori Nonviolenti, Attac, Azione Cattolica, Banca
Etica, Beati i Costruttori di Pace, CEM Mondialità, Chiama l'Africa,
Comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità Telematica Manipulite.it,
Coordinamento Comasco per la Pace, Emergency, Focsiv, Gi.Fra. Minori,
Libera, Manitese, Medici Senza Frontiere, Missione Oggi, Movimento
Nonviolento, Nigrizia, Pax Christi, Peacelink, Rete di Lilliput, Rete Radiè
Resch, Sermig, Tavola della Pace, Arci) l'iniziativa delle bandiere ai
balconi vive però grazie soprattutto a un lavoro di rete e di passaparola
fra migliaia di singoli cittadini e di gruppi. Una straordinaria esperienza
di partecipazione fatta di piccoli gesti.



Cifre. Secondo le stime del coordinamento della campagna, sono 800 mila le
bandiere esposte in strade e piazze d'Italia. In primo piano Veneto,
Trentino Alto Adige, Lombardia e Emilia Romgna. Dall'inizio dell'anno
infatti le bandiere della pace vanno letteralmente a ruba e si attiva la
creatività di molti nel fabbricarsela in proprio, come indica il sito
http://www.bandieredipace.org, che invita infatti, in alternativa, a
esporre un lenzuolo con la scritta "PACE" oppure "NO ALLA GUERRA" ben
visibile, meglio se colorata, e che, ancora, dà le istruzioni per la
costruzione di una bandiera "fai-da-te".

Un fenomeno trasversale ed eterogeneo: persone di qualsiasi età, ceto
sociale, partito politico o credo religioso: la campagna attecchisce dove
c'è l'incontro di almeno due presupposti: volontà di cercare di fermare le
guerre e questa guerra in particolare, e la volontà di dirlo in prima
persona. Gli unici che sembra non si siano accorti di cosa sta succedendo
nel Pese sono proprio i rappresentanti del mondo politico, rimasto sordo a
questa pressante richiesta della società civile gridata dai balconi di
centinaia di migliaia di case di cittadini che a vario titolo prendono
posizione per una soluzione pacifica delle controversie internazionali e
per un rispetto dell'articolo 11 della nostra Costituzione.



Enti locali in prima fila. Sono moltissimi i comuni cher stanno esponendo
la bandiera della pace. Hanno aderito all'iniziativa anche 3 provincie e le
Regioni Puglia e Toscana. Spesso si tratta delibere assunte con voti
"trasversali", come nel caso della Regione Puglia, o del Comune di Padova.
Scrive Alberto Pacher, primo cittadino di Trento: "Il dato più importante,
per chi vuole guardare alla città come ad un contenitore di significati da
capire (più che da giudicare), è costituito senz´altro dal fatto che questa
diffusione di bandiere è un fenomeno del tutto spontaneo che ha saputo
travalicare le stese aspettative dei promotori della campagna "balconi di
pace". Nessuno la controlla. Non ha suggeritori ne padroni. E' un grande
movimento di cittadini che vogliono riflettere, giudicare, schierarsi.
Cittadini capaci di fermezza e pacatezza. (Š) Queste bandiere rivolgono - a
partire dal loro significato immediato legato ad una idea di prossimità e
di vicinato - un richiamo severo ai decisori dei destini del mondo. Ma
esprimono molto più di una protesta, qualcosa di completamente diverso dal
rancore, un sogno inteso nel suo significato di desiderio e non di
illusione: esprimono un pensiero positivo, un richiamo elle ragioni del
dialogo e dell´equilibrio. Sono indice di coraggio, non di paura".

Nel vicentino, il sindaco del comune di Gallio (sull'altopiano di Asiago),
Antonella Stella, ha provveduto a comprare con le casse del comune le mille
bandiere da donare alle famiglie.



Le bandiere nelle scuole. Tante anche le scuole che stanno aderendo, in
forme diverse, all'iniziativa. Perlopiù votando la proposta negli organi
collegiali, inserendo nelle mozioni presentate a consigli scolastici un
richiamo alla Costituzione, o alle posizioni dell'Europarlamento. All'Isi
Cremona Zappa di Milano c'è stato pure l'ok di Claudio Bisio e di Nico
Colonna, direttore di  Smemoranda, che ha rilanciato l'iniziativa,
battezzata «Scuole di pace», dal suo sito Internet
http://www.smemoranda.it. Se in Veneto l'Assessore della Lega alla civiltà
e identità veneta, Ermanno Serrajotto, ha invitato i dirigenti scolastici a
ritirare le bandiere da finestre e pinnacoli perché «la pace non deve
essere un pretesto per fare politica nella scuola», in molti istituti non
si pensa proprio di raccogliere questo invito: per la direzione scolastica
regionale della Lombardia, ad esempio, «ogni istituto a casa propria fa
quello che crede: lo prevede l'autonomia scolastica».

Ci sono anche scuole, dalla Toscana al Trentino, dove non c'è stato neppure
bisogno di votare per issare la bandiera:in una scuola elementare di Merano
addirittura è stata accompagnata da un appello alla pace in tre lingue. C'è
poi chi ha scelto di aggirare l'ostacolo: al «no» imposto dal preside del
liceo Rosmini di Rovereto (Trento), i ragazzi hanno risposto con striscioni
fatti in casa, lasciati penzolare all'esterno da ogni singola finestra.

Bandiere negli ospedali. Ostetriche e infermiere dell'ospedale di Bergamo
hanno deciso di regalare la bandiera ai neonati del 1° gennaio, della pace
"perché - dicono - questi piccoli un giorno siano uomini e donne
costruttori di pace".

Bandiere all'estero. Bandiere della pace sono state spedite anche
dall'estero: Francia, Olanda, Germania e Stati Uniti. Arrivano continue
richieste da singole persone anche dalla Gran Bretagna.



Dove trovare le bandiere: Le bandiere sono distribuite in cambio di
un'offerta il cui importo è lasciato alla libertà della persona e della
realtà che distribuisce le bandiere. L'elenco è reperibile sul sito
http://www.bandierediapce.org, che contiene un elenco dei punti di
distribuzione Analogamente, chi decide di farsi punto di distribuzione,
deve registrarsi sul sito.



8 febbraio 2003

Ufficio stampa: Mariagrazia Bonollo 348/2202662 - Giorgio Bugliesi 348/2460295




Per informazioni riguardo la campagna http://www.bandieredipace.org
info at bandieredipace.org

Per contribuire a sostenere la campagna

c/c 110000 Banca Etica - ABI 05018  CAB 12100
ccp 16281503
intestati a Pax Christi Italia, via Petronelli 6, Bisceglie (BA)
Indicare la causale: Bandiere di Pace



Mariagrazia Bonollo
via Bassano del Gr. 54/b
36030 Sarcedo (VI)
0445/344264
348/2202662