anche in Usa moltitudini contro la guerra




----- Original Message -----
From: Carla&Beppe <carlaebeppe at libero.it>
To: donne in nero (per comunic) <carlaebeppe at libero.it>
Sent: Tuesday, January 07, 2003 1:54 PM
Subject: anche in Usa moltitudini contro la guerra



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Da: "Monica Lanfranco" <mochena at tn.village.it>
Risposta: lisistrata at yahoogroups.com
Data: Mon, 6 Jan 2003 14:34:05 +0100
A: <lisistrata at yahoogroups.com>
Oggetto: [lisistrata] anche in Usa moltitudini contro la guerra

ciao, buona befana!:-))
vi inoltro una comunicazione di Lisa Clark di beati costruttori di pace che
sta facendo, a mio parere un grande lavoro di segnalazione di ciò che, non
segnalato da alcun giornale anche in Usa si muove contro la guerra. baci a
tutt*
Monica Lanfranco
www.marea.it
www.village.it/lanfranco/
----- Original Message -----
From: lisa clark
To: debate at liste.retelilliput.org
Cc: redazione at unimondo.org
Sent: Monday, January 06, 2003 10:42 AM
Subject: [debate] Risoluzione Santa Cruz



Spero di far cosa utile continuando ad informarvi su ciò che si muove negli
Stati Uniti CONTRO questa guerra annunciata all'Iraq.
Sono state approvate risoluzioni da parte di una trentina di consigli
comunali (anche in alcune città di grandi dimensioni, come San Francisco,
Pittsburgh, Philadelphia, Detroit) e sono in corso campagne per presentare
simili risoluzioni in altre decine di consigli municipali (tra cui New York
City, Chicago).
Tutte le informazioni possono essere trovate sul sito
www.citiesforpeace.org


Un saluto di pace,
Lisa Clark
Beati i costruttori di pace / Rete di Lilliput

Le risoluzioni non sono tutte uguali. Ho fatto una veloce traduzione della
seguente risoluzione, inserita sul sito www.unitedforpeace.org il sito della
nuova alleanza molto allargata di movimenti che si oppongono alla guerra.

Risoluzione n. NS-25.976 approvata dal Consiglio Comunale della città di
Santa Cruz, California.

Premesso che:



-         il popolo degli Stati Uniti ha già sofferto gravi perdite per
l'attacco terroristico dell'11 settembre;

-         l'Amministrazione Bush conduce una guerra di propaganda contro il
regime di Saddam Hussein per giustificare una guerra degli Stati Uniti
contro l'Iraq;

-         l'Amministrazione Bush non ha presentato prove convincenti per
dimostrare che l'Iraq rappresenti una minaccia militare contro gli Stati
Uniti;

-         le affermazioni dell'Amministrazione Bush sul fatto che esistano
prove inconfutabili sul possesso da parte dell'Iraq di armi nucleari e sulla
sua capacità di utilizzarle in qualsiasi momento sono state contestate da
ex-ispettori ONU, da altri esperti e da leaders mondiali;

-         una guerra per deporre Saddam Hussein sarebbe con ogni probabilità
la causa che indurrebbe l'Iraq a utilizzare qualsiasi arma di distruzione di
massa di cui sia in possesso;

-         una guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq minaccerebbe una
destabilizzazione dell'intera regione mediorientale, portando possibilmente
ad una guerra regionale;

-         una guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq aumenterebbe in modo
significativo i prezzi del petrolio, aumentando i profitti delle
multinazionali ma esercitando un effetto deleterio sull'economia mondiale;

-         l'Amministrazione Bush non è riuscita a costruire un consenso
internazionale a sostegno di un'azione militare statunitense, anzi, alcuni
alleati europei e mediorientali, oltre a Giappone, Russia e Cina sono
contrari ad un'azione militare unilaterale da parte degli Stati Uniti;

-         nessuna guerra deve essere intrapresa unilateralmente né dagli
Stati Uniti né da altri;

-         il precedente conflitto militare nella regione ha causato gravi
distruzioni ambientali, i cui effetti non sono ancora stati mitigati e
neanche compresi a fondo;

-         il precedente conflitto militare nella regione ha arrecato gravi
danni alle infrastrutture civili dell'Iraq ed ha causato grandi sofferenze e
morti tra i civili iracheni;

Risoluzione n. NS-25.976

Considerato che:

-         gli Stati Uniti sono stati i principali fautori dei 12 anni di
embargo non-militare contro l'Iraq, embargo che ha causato la morte di più
di 500.000 bambini sotto i 5 anni per carenza di acqua potabile, cibo e
medicine, secondo l'UNICEF e altre organizzazioni umanitarie internazionali
(Risoluzione del consiglio n. NS-24.825);

-         devono sempre essere preferite le azioni diplomatiche
internazionali e di diritto umanitario per risolvere i conflitti
internazionali;

-         la guerra deve rappresentare sempre solo l'extrema ratio;



e inoltre considerato che:



-         l'Articolo 1, sezione 8, della Costituzione degli Stati Uniti
esige che il Congresso discuta e voti su una eventuale dichiarazione di
guerra contro l'Iraq;

-         il governo dell'Iraq ha accettato senza condizioni il ritorno
degli ispettori che dovranno valutare il rispetto delle risoluzioni del
Consiglio di Sicurezza in tema di armi di distruzioni di massa da parte
dell'Iraq;

-         la sicurezza degli Stati Uniti dipenderà dalla creazione di
condizioni di vita adeguate per tutte le nazioni, dalla cooperazione tra le
nazioni per eliminare la povertà, l'ingiustizia, le disuguaglianze, il
degrado ambientale e gli altri fattori che alimentano le guerre e il
terrorismo;

-         i cittadini di Santa Cruz e i suoi rappresentanti eletti hanno il
diritto costituzionale di presentare un'interrogazione al governo nazionale
su questo tema di grave preoccupazione per la nostra comunità, nel quadro
del dibattito nazionale ed internazionale in corso;

-         è in corso un vivace dibattito sull'eventualità della guerra
contro l'Iraq e a Santa Cruz c'è un ampio ventaglio di opinioni
sull'opportunità di questa guerra e sulle sue conseguenze;

-         il Consiglio Comunale non può parlare a nome di tutti i residenti
ma è stato interpellato da centinaia di persone affinché si esprimesse su
questo tema così importante per la nostra nazione;

-         i rappresentanti al Congresso eletti nel nostro stato, i Senatori
Barbara Boxer e Dianne Feinstein e i Deputati Sam Farr e Mike Honda, si sono
già espressi con coraggio contro la guerra all'Iraq e saranno senza dubbio
incoraggiati dal nostro sostegno;



Il Consiglio Comunale di Santa Cruz

  1.. richiama gli articoli della Carta dell'ONU e i principi del diritto
internazionale sulla risoluzione pacifica delle controversie;
  2.. esprime la sua opposizione alle continue e minacciate violazioni della
Carta dell'ONU  e del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti, con
la sua azione militare unilaterale e preventiva contro la nazione dell'Iraq;
  3.. condanna la continuazione dell'embargo non-militare, le continue
azioni militari statunitensi contro l'Iraq, e le intenzioni di attuare
un'escalation militare da parte degli Stati Uniti contro l'Iraq;
  4.. chiede all'Amministrazione Bush e ai nostri rappresentanti al
Congresso di lavorare in collaborazione con e tramite l'ONU per ottenere
l'adempienza dell'Iraq alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza in tema
di armi di distruzioni di massa; chiede altresì di offrire ogni sostegno e
appoggio al rientro in Iraq degli ispettori;
  5.. chiede all'Amministrazione Bush e ai nostri rappresentanti federali di
sostenere attivamente gli sforzi diplomatici dell'ONU volti a favorire la
democrazia e il rispetto dei diritti umani in Iraq e in tutte le nazioni;
  6.. auspica altresì che nessuna guerra contro l'Iraq venga intrapresa in
nessun momento dagli Stati Uniti senza l'assenso del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU in pieno rispetto della propria Carta costitutiva e senza un
approfondito dibattito ed una votazione nel Congresso degli Stati Uniti, in
conformità con quanto stabilito dall'articolo 1, sezione 8 della
Costituzione degli Stati Uniti.
 24 settembre 2002.



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]



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