Piramide d'oro



Amway, Herbalife, Millionaire:  tutto cominciò [pare] quando nel 1919
Charles Ponzì  -- in realtà il parmense Carlo Ponzi - giunse a Boston e
"mise a punto un meccanismo innovativo per diventare ricchi". Qualcosa di
simile già circolava nelle cosiddette  "catene di sant'Antonio", versione
monetaria [come si sa, quella originaria attribuita al santo padovano
suggeriva solo di sdebitarsi d'un gesto gentile compiendo 5 buone azioni
nei confronti di altrettante persone].

La sigla mlm, ovvero multilev markerting, spicca sulla copertina di
"Piramide d'oro" scritto a 4 mani da Roberto Giovannini e Davide Orecchio,
con una breve prefazione [economico-borsistica per così dire] di Paolo Leon
e un'appendice matematica, che non si sa bene se definire divertente o
agghiacciante, di Ennio Peres.

"Più di 5 anni fa avevo una vita molto dura" così inizia una lunga
testimonianza, tipica della propaganda mlm che naturalmente inneggia
all'"entrare in azione", "ai sogni che diventano realtà" raccontando di
persone [nomi sì, cognomi quasi mai] che ora guadagnano decine di milioni
al mese senza affaticarsi. Per arrivare a questi risultati occorre
"dimostrare una disponibilità assoluta nei confronti dell'Azienda [il
maiuscolo è nel testo] e saper rispondere quando ci chiama". Non a caso gli
autori del libro documentano in un capitolo come certi metodi di
reclutamento nel giro multilevel [o network marketing, se preferite] siano
estremamente simili a quelli di sette religiose che chiedono agli adepti di
rinunciare a tuttoŠ e soprattutto al pensare con la propria testa.

Qualcuno ricorderà che in mezzo a tante tragedie l'Albania ebbe in sorte,
nel '97, anche quella delle "piramidi finanziarie" costruite sul nulla e
che caddero, travolgendo almeno 225 mila persone, provocando una clamorosa
rivolta popolare. "Paese che vai, piramidi che trovi": così Giovannini e
Orecchio raccontano storie simili in Romania, Russia e Stati Uniti. Un
fenomeno, almeno in Italia, marginale? Per nulla. Se da uno solo dei casi
citati nel libro, cioè la "Consumer Recreation Service International
Network Spa", esce la cifra di 130 mila cittadini [dei quali 30 mila
"lavoratori", anche se nascosti dietro improbabili nomi inglesi] coinvolti
si può intuire quanti venditori, promotori, aderenti possa avere tutto il
marasma che va dal primo Millionaire e dalle più primitive piramidi postali
alle reti multilevel assicurative o ad Alpha Club "che nel giro di pochi
mesi ha conquistato la fiducia di 60 mila persone disposte a versare 7
milioni e 200 mila lire per poter accedere ai servizi, a tariffe scontate,
di un club internazionale di viaggi e vacanze".

Come precisano Giovannini e Orecchio [raggiungibili all'indirizzo
piramidedoro at hotmail.com]non tutte le imprese che si basano su un
meccanismo mlm devono, in quanto tali, essere mal  viste in partenzaŠ dopo
di che i due giornalisti non riescono però a  trovarne una che ne esca
limpida. "Piramide d'oro" pone due enormi, irrisolti problemi: da un lato
la tutela dei consumatori, del tutto inadeguata [l'Unione europea tentò di
mettere una pezza nel '98-99, poi si distrasse] e dall'altro cosa sia -- e
cosa rischi -- davvero chi lavora nei meandri del multilevel marketing.
Tanto più che questo sistema si incensa come "la professione più ambita e
remunerata nel prossimo futuro [Š] e già, negli ultimi 10 anni, ha creato
il maggior numero di nuovi miliardari tra le persone conuni". Balle? Certo,
però difficili da smontare. Come del resto dimostra il Parlamento italiano.
Dove domina l'azzurro. Perché, proprio come in uno degli slogan citati in
questo libro, "L'azzurro del cielo è sempre più vasto delle nuvole".
                           Daniele Barbieri
"Piramide d'oro",
178 pagine, 10 euro
Avverbi edizioni (www.avverbi.it )